Pubblichiamo di seguito il Notiziario n. 15 della Segreteria Generale FLP, che riferisce in ordine alla sentenza della Corte Costituzionale n. 130, depositata il 19 giugno 2023.
Esprimiamo soddisfazione per la pronuncia della Corte Costituzionale che con la sentenza n. 130, depositata il 19 giugno 2023 e resa nota con un comunicato stampa il 23 giugno, ha invitato il legislatore ad assumere tutte le iniziative necessarie a rimuovere una situazione, protrattasi ormai da tempo, che contrasta con il principio costituzionale della giusta retribuzione, come sollevato dal TAR Lazio nel 2022, in particolare chiedendo di modificare, in modo progressivo, il differimento della buonuscita destinata a chi va in pensione per raggiunti limiti di età o di servizio.
Avremmo preferito una pronuncia che dichiarasse in modo esplicito l’incostituzionalità delle norme che hanno previsto il differimento del pagamento del TFS ai dipendenti pubblici, ma comunque la formula utilizzata dalla Corte Costituzionale nelle motivazioni a corredo della sentenza, chiariscono in modo evidente i profili in contrasto con la Costituzione e accolgono pienamente le motivazioni alla base dell’iniziativa assunta in questi anni dalla FLP per rimuovere gli effetti dell’ennesima normativa punitiva nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici.
Ancora più odiosa perché esercitata in un momento in cui si è più deboli ed esposti alle difficoltà della vita. Ora Governo e Parlamento non hanno più alibi e non possono ulteriormente differire l’adozione delle norme necessarie a rimuovere l’inaccettabile penalizzazione, tanto più che la Consulta ha censurato anche l’iniziativa degli anticipi onerosi del TFS operato dagli Istituti di credito, che di fatto lucravano sui ritardi dello Stato a riconoscere quello che è a tutti gli effetti un salario differito.
Un primo importante risultato l’abbiamo ottenuto! Ma la FLP continuerà però con ancora maggiore decisione le sua iniziative per fare in modo che venga data piena attuazione alla sentenza della Corte e non vi siano nuovi e ulteriori “traccheggiamenti” con la scusa della tenuta dei conti pubblici e dei saldi di bilancio.
La Segreteria Generale FLP
Val la pena di specificare che, più specificamente, il citato giudizio di legittimità costituzionale “deve intendersi circoscritto … … ai dipendenti cessati dal lavoro per raggiunti limiti di età o di servizio”.
Seguiremo da vicino le iniziative di Governo e Parlamento, che come sopra detto, non hanno più alibi per ulteriormente differire l’adozione delle norme necessarie a rimuovere l’inaccettabile discriminazione nei confronti dei pubblici dipendenti”, e sarà nostra cura aggiornarvi. E’ tutto, cordialissimi saluti
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario n. 136 del 28 novembre 2016 –
La Corte Costituzionale in seduta pubblica
Si riporta di seguito il testo del “comunicato stampa” diffuso dalla nostra Federazione in data 25 u.s. con il quale esprime la propria valutazione in merito alla sentenza n. 251 depositata in pari data dalla Corte Costituzionale, che ha dichiarato illegittimo l’art. 11 della legge delega 7.8.2015, n. 124 (che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1) che detta i principi di delega per la riforma della P.A.
“La Corte Costituzionale con la sentenza n. 251 del 2016, depositata oggi 25 novembre 2016, relativa al ricorso della regione Veneto verso la Legge 124/2015 in materia di riorganizzazione delle Amministrazioni Pubbliche, ha dichiarato l’ illegittimità costituzionale dell’art. 11 della Legge, relativo alla Dirigenza Pubblica, oltre alle norme contenenti le deleghe al Governo per il riordino della disciplina vigente in tema di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, nonché di partecipazioni azionarie delle pubbliche amministrazioni e di servizi pubblici locali di interesse economico generale che incidono su una pluralità di materie e di interessi, inscindibilmente connessi, riconducibili a competenze statali (ordinamento civile, tutela della concorrenza, principi di coordinamento della finanza pubblica) e regionali (organizzazione amministrativa regionale, servizi pubblici locali e trasporto pubblico locale), nella parte in cui prevede che i Decreti Legislativi attuativi siano adottati previa acquisizione del parere reso in sede di Conferenza Unificata, anziché previa intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni.
Il Decreto Legislativo attuativo della Legge Delega, relativo alla dirigenza pubblica, approvato ieri dal Consiglio dei Ministri, non è stato preceduto dalla prescritta intesa essendo stato acquisito semplicemente il parere della Conferenza Unificata. Considerati i tempi per l’esercizio della delega, ormai in scadenza, è molto difficile che il Governo possa sanare l’incostituzionalità del Decreto Legislativo sulla Riforma della Dirigenza Pubblica.
La CSE-FLP ribadisce la necessità di procedere nei processi di riforma avviati (dirigenza, pubblico impiego, ecc.) non con atti autoritativi e unilaterali, ma previo confronto, concertazione e condivisione con tutti gli interlocutori delle Istituzioni, così come raccomandato dalla Corte.
Carlomagno (CSE-FLP) afferma “Il rispetto delle norme costituzionali e delle sue sentenze rappresentano le basi fondamentali di uno stato di diritto, cosa che il Governo si ostina a non riconoscere a partire dalla mancata esecuzione della sentenza della Corte Costituzionale, scaturita dal nostro ricorso del 2011, che impone il rinnovo dei contratti del pubblico impiego
Roma, 25 novembre 2016 “
Pubblichiamo in allegato 2, su questa stessa pagina,il testo della legge delega 7.08.2015, n. 124
Questa sentenza mostra i limiti di una riforma, quella disegnata con la legge delega 124/2015, frettolosa, partita male senza alcun confronto, gestita peggio e approdata ora alla sconfessione da parte della Suprema Corte. Una sentenza, si deve aggiungere, che arriva a solo una settimana dal voto referendario, e che infligge un colpo molto forte ad un governo palesemente in affanno e che sta cercando con ogni mezzo di non affogare.
Dopo la nostra protesta per l’incontro separato con CGIL-CISL-UIL del 24 u.s. sul rinnovo dei contratti, è arrivata ora la convocazione per oggi da parte di F.P. di CSE-FLP e altre sigle. Quando si dice navigare a vista, il Governo appare davvero alla frutta!
Riportiamo di seguito il Notiziario n. 33 dell’8 luglio u.s. con il quale la nostra Federazione evidenzia come, a distanza oramai di due settimane dalla storica sentenza della Corte Costituzionale sul ricorso presentato nel 2011 da FLP che ha dichiarato illegittimo l’attuale blocco dei contratti di lavoro del settore pubblico, continuino i maldestri ma oramai infruttuosi tentativi da parte di alcune sigle, in primis CGIL-CISL-UIL, di volersi appropriare di un risultano che certo non appartiene a loro e alle loro iniziative. Ma la verità storica è un’altra, e i lavoratori pubblici questo lo hanno già ben compreso.
” A distanza di circa due settimane dalla pronuncia della Corte Costituzionale sul ricorso della FLP continuano i tentativi da più parti di appropriarsi dei meriti di questa storica decisione.
E’ vero: le vittorie hanno sempre tanti padri. Ma la verità è una sola!
Nel 2011 la FLP decise di mettere in campo una straordinaria iniziativa denominata “un euro per fare giustizia” che coinvolse migliaia di lavoratori e lavoratrici nel proporre un ricorso, tramite il giudice del lavoro, per vedere riconosciuta l’incostituzionalità della norma che bloccava “sine die” i contratti del pubblico impiego.
Ma non ci siamo limitati a proporre ricorso.
In questi anni abbiamo accompagnato l’iniziativa giurisdizionale con una serie di azioni, di mobilitazione e di sensibilizzazione della politica e della società civile, portando la voce dei lavoratori pubblici all’interno del Forum PA e dei Palazzi di Camera e Senato nel corso di numerose audizioni.
Più di un anno fa abbiamo messo in mora le controparti inviando la piattaforma per il rinnovo dei contratti alla Funzione Pubblica e all’ARAN.
Se la Corte si è pronunciata per l’incostituzionalità, nonostante le fortissime pressioni del Governo e dei mass media, è perché in questi mesi abbiamo tenuto alta la vigilanza e la mobilitazione. Non dimentichiamoci da ultime le iniziative con il Movimento 5 Stelle e il Gruppo dei Verdi che in modo esplicito hanno appoggiato le nostre posizioni.
Se adesso si riparla di contratti, se CGILCISLUIL si affannano fuori tempo massimo a predisporre piattaforme contrattuali, tra l’altro generiche e prive di ogni reale riferimento economico, il merito è solo della FLP.
Fino a pochi giorni fa “lor signori” balbettavano di compatibilità economiche, di privilegi dei lavoratori pubblici e chiedevano timidamente solo una contrattazione normativa, senza alcun beneficio economico, per non disturbare i governi amici.
Questa è la verità !
La FLP ha dimostrato che in questo paese se non si hanno scheletri nell’armadio, non si difendono apparati e caste di impresentabili, che hanno perso ogni rapporto con i lavoratori e i loro bisogni per gestire holding economiche, si può non solo fare sindacato, ma ottenere anche risultati concreti per i lavoratori.
Ma in questa vicenda si sono visti anche altri sindacati.
Quelli che si sono schierati dalla parte di “Tafazzi”, cercando di mascherare il proprio immobilismo parolaio e demagogico con comunicati nichilisti il cui assunto è “con la sentenza della Corte non cambia nulla e anzi vi tolgono pure gli 80 euro”.
A loro rispondiamo che per noi i contratti vanno rinnovati da subito e con incrementi economici che riconoscano la perdita del potere d’acquisto degli ultimi sei anni.
Il riconoscere l’incostituzionalità sopravvenuta, come avrebbe statuito la Consulta secondo il comunicato stampa diramato il 24 giugno, non significa in alcun modo che i contratti che andremo a rinnovare non possano prevedere il riconoscimento economico di quanto non corrisposto negli anni di blocco.
Non te lo impedisce la contrattazione che invece dovrà prevedere forme di recupero di quanto ingiustamente sottratto.
E comunque, ove dovessero permanere resistenze e impedimenti a riconoscere quanto spettante in sede contrattuale, verificheremo tutte le iniziative affinchè comunque il personale venga indennizzato per il grave danno economico subito nel periodo di blocco contrattuale.
Come vedete quest’importante sentenza , che tra l’altro andrà attentamente letta quando depositata per coglierne appieno tutti gli aspetti e le potenzialità, interrompe l’inaccettabile situazione discriminatoria di questi anni e apre nuovi scenari di partecipazione per i lavoratori.
Nei giorni immediatamente successivi all’annuncio della sentenza la FLP ha scritto a Renzi e alla Madia chiedendo l’immediata apertura della contrattazione perché non un solo minuto ancora si può perdere.
E nelle prossime ore notificheremo alla Funzione Pubblica e all’Aran l’integrazione alla piattaforma presentata con l’indicazione delle nuove richieste economiche e professionali.
Perché noi facciamo sul serio.
LA SEGRETERIA GENERALE FLP “
Ripubblichiamo su questa stessa pagina, a beneficio dei pochi che ancora non li avessero letti, i documenti della Corte, l’intervista al Segretario Generale FLP Marco Carlomagno sul quotidiano La Repubblica del 25 giugno 2015 e la lettera inviata al Presidente Renzi e alla Ministra alla PA Madia all’indomani della sentenza con la richiesta di avvio immediato del tavolo negoziale all’ARAN.
Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 32 del 22 giugno 2015 con il quale la nostra Federazione fa il punto sulle iniziative già avviate e quelle in corso per sbloccare i nostri contratti fermi al 2009.
“E se la Corte Costituzionale vi dà torto?” – questa è la domanda che, avvicinandosi il 23 giugno, ci stanno facendo molti lavoratori. E anche qualche sindacalista malevolo ci fa la stessa domanda, con il sorrisetto beffardo di chi pregusta uno scenario dannoso per i lavoratori ma buono per i suoi “interessi di bottega”.
Per noi della FLP, lo abbiamo detto più volte, l’udienza di domani alla Corte Costituzionale è già una vittoria, quella di chi le battaglie per i lavoratori le combatte anziché star lì a guardare. Aspettiamo con la tranquillità di chi sa di essere nel giusto e non ha bisogno di gonfiare i numeri come fa l’Avvocatura dello Stato per cercare di mettere pressione sulla Corte Costituzionale. Crediamo nella giustizia e per questo non ci chiediamo cosa succederà se la suprema Corte dovesse decidere in modo sfavorevole perché siamo certi che non avverrà.
Ma più di ogni altra cosa, non ce lo chiediamo perché la vertenza per il contratto l’abbiamo combattuta e continuiamo a combatterla su ogni fronte. E siamo gli unici a farlo!
In questi anni di blocco del contratto abbiamo fatto gli scioperi e le manifestazioni ma siamo stati anche l’unico sindacato a depositare le piattaforme contrattuali all’ARAN e alla Funzione Pubblica quasi tre anni fa mentre altri le presenteranno ai lavoratori solo nei prossimi giorni (e c’è da chiedersi se aprono solo ora la discussione con i lavoratori, dopo quasi sei anni di blocco contrattuale, quando le depositeranno?);
Abbiamo costruito un percorso nel Paese e in Parlamento come nessuno ha fatto: il convegno della scorsa settimana con i Verdi e soprattutto la convergenza di idee e azione tra FLP e Movimento 5 Stelle sull’esigenza di rilanciare la contrattazione, hanno prodotto un documento congiunto, una importante interrogazione parlamentare e infine una mozione – che alleghiamo al presente notiziario – presentata alla Camera nei giorni scorsi.
Abbiamo incentrato la nostra audizione alla Commissione Affari Costituzionali della Camera sul disegno di legge Madia di riforma della pubblica amministrazione sull’importanza della contrattazione. E nessuno lo ha fatto con la nostra forza.
Come vedete quindi, non abbiamo giocato tutte le nostre fiches su un’unica opzione, quella della Corte Costituzionale, ma aperto un confronto a tutto campo con le forze politiche e sociali di questo Paese sulla dignità dei salari, l’esigenza economica di far ripartire la domanda interna e l’importanza dei contratti, più che delle norme, per riformare davvero la Pubblica amministrazione e dare ai cittadini servizi migliori a costi più contenuti.
Quella del 23 giugno per noi è quindi solo una tappa, seppure forse la più importante, di una vertenza che stiamo, da soli, conducendo a 360 gradi.
Per questo siamo tranquilli e aspettiamo il giudizio della Consulta, convinti come siamo che le uniche battaglie che si perdono sempre e comunque sono quelle che si sceglie di non combattere. Per opportunismo, per pigrizia, per incapacità o semplicemente per non disturbare il manovratore politico di turno.
LA SEGRETERIA GENERALE FLP “
Su questa stessa pagina, è pubblicata la mozione presentata da alcuni parlamentari del M5S.
Riportiamo di seguito il Notiziario n. 31 del 19 giugno u.s. con il quale la nostra Federazione evidenzia come, a distanza oramai di poche ore dall’udienza pubblica in Corte Costituzionale sul ricorso a suo tempo presentato da FLP contro il blocco dei nostri contratti, evidenzia come questa circostanza costituisca una grande occasione per mettere il lavoro pubblico al centro del dibattito politico e reca in allegato il calendario di udienza, dal quale si evince con chiarezza che FLP è l’ O.S. ricorrente, il che fa giustizia rispetto ai tanti che oggi vorrebbero assurgere al ruolo di primattori che certo non hanno.
” Mancano ormai solo 4 giorni all’udienza fissata presso la Corte Costituzionale per la discussione del riscorso FLP contro il blocco dei contratti e delle retribuzioni dei lavoratori pubblici.
Nonostante i colpi bassi del Governo, che con la memoria presentata dall’Avvocatura ha truccato i conti preconizzando sciagure per l’economia del Paese ove la Corte riconoscesse la manifesta incostituzionalità di una norma che limita il diritto alla contrattazione, impoverisce milioni di lavoratori e nega diritti e dignità lavorativa, con la nostra iniziativa, con la nostra coerenza e credibilità, siamo riusciti in un’impresa difficilissima: portare dalla parte dei lavoratori pubblici importanti settori della politica e della società civile, superando, ostilità, diffidenza e luoghi comuni.
Il ricorso che la FLP ha fortemente voluto nel 2011, e che ha visto pronunciarsi favorevolmente il Tribunale di Roma a novembre 2013, è una straordinaria occasione per ridare centralità e dignità al lavoro pubblico, contrastando le scellerate politiche degli ultimi anni di smantellamento delle funzioni e delle amministrazioni pubbliche.
L’occasione per uscire dall’accerchiamento mediatico e dai luoghi comuni sui fannulloni, accendendo i riflettori sulla buona pubblica amministrazione, sul valore del lavoro pubblico, portando sul banco degli accusati le lobbies, i poteri forti, la cattiva politica che in questi decenni hanno utilizzato i soldi pubblici per sprechi, ruberie e malaffare.
L’abbiamo potuto fare perché abbiamo le carte in regola, non abbiamo gli scheletri nell’armadio e rispondiamo unicamente ai lavoratori.
Ora in tanti cercano di prendersi il merito di un’iniziativa coraggiosa e allo stesso tempo difficile. Ma le carte parlano chiaro.
La FLP è il sindacato ricorrente come risulta dal calendario di udienza della Corte Costituzionale allegato. Al nostro appello, fortemente unitario, risposero solo la nostra Confederazione CSE, Gilda e Confedir, costituendosi in giudizio ad adiuvandum.
Gli altri non c’erano, o dormivano. E la storia non la si può cancellare.
La data del 23 giugno si avvicina, e con essa l’udienza pubblica in Corte Costituzionale sul ricorso presentato a suo tempo da FLP, in assoluto prima O.S. a proporlo, rispetto al quale la Corte dovrà decidere in merito alla legittimità del blocco dei contratti di lavoro dei lavoratori pubblici. Cresce l’attesa dei lavoratori, mai come ora attenti a questa scadenza, ma crescono anche i tentativi di condizionare il Collegio: valga per tutti la favola sparsa in giro dall’Avvocatura di un costo per le casse pubbliche di circa 35 mld nel caso di pieno pronunciamento favorevole al ricorso. Balle, solo enormi balle!!
A tal riguardo, riportiamo il documento sottoscritto in data di ieri da FLP e GILDA (Sindacato del Comparto Scuola) con il Movimento 5 Stelle (M5S) che fa chiarezza a tal riguardo:
“L’Avvocatura dello Stato si sbaglia di grosso se pensa di poter influenzare la decisione della Corte costituzionale, peraltro propalando numeri a nostro avviso gonfiati”.
Lo fanno sapere i deputati M5S che oggi hanno incontrato FLP e CGU-GILDA, i sindacati del pubblico impiego promotori del ricorso contro il blocco della contrattazione sindacale su cui, il prossimo 23 giugno, dovrebbe esprimersi la Consulta.
“Dopo cinque anni di congelamento, è ormai improrogabile far ripartire la dinamica contrattuale – dice in sintesi il documento siglato oggi dal M5S e dai rappresentanti dei lavoratori della Pa.
Si tratta di ristabilire un diritto conforme ai principi della retribuzione proporzionata e dignitosa, su cui si concentra l’articolo 36 della Costituzione”.
“Inoltre, non è vero, come sostiene l’Avvocatura, che una piena bocciatura del blocco contrattuale da parte della Corte costituzionale costerebbe 35 miliardi per il passato e 13 a regime.
In base ai numeri della Corte dei conti e dell’Aran, considerando anche la bassa inflazione dell’ultimo biennio, il costo non supera i 10-12 miliardi, peraltro al lordo delle tasse”, spiegano M5S, Flp e Cgu Gilda.
“Dopo, in pratica, sei anni di stop agli adeguamenti salariali, coincisi peraltro con la grande crisi, non si può più parlare di provvedimento temporaneo. Inoltre, siamo di fronte a una tassazione indiretta che discrimina in modo esclusivo il segmento del pubblico impiego. E, in più, il blocco ha di fatto paralizzato anche l’applicazione degli istituti contrattuali legati alla produttività”, osservano M5S e sigle sindacali.
“Il governo la smetta di fare pressioni indebite sulla Consulta, come accaduto con il parere dell’Avvocatura. A Palazzo Chigi hanno idea del valore del sacrosanto principio della separazione dei poteri? Stigmatizziamo ogni genere di intimidazione nei confronti dei giudici costituzionali e chiudono Cinquestelle, Flp e Cgu-Gilda – ci affidiamo senza riserve alla loro serena equanimità di giudizio. ROMA, 16 giugno 2015″
Pubblichiamo di seguito lìOrdinanza del Tribunale di Roma sul ricorso FLP e l’avviso di convocazione in Corte Costituzionale dell’udienza pubblica. Pubblichiamo inoltre il video con la risposta del Governo sul blocco dei contratti pubblici nel “question time” alla Camera del 17 u.s. a seguito interrogazione
Riportiamo di seguito il Comunicato stampa FLP/CSE diffuso in data odierna con il quale vengono anticipate le nostre posizioni estremamente critiche sul DDL Renzi-Madia di riforma della P.A.
” Si terrà stasera presso la Camera dei Deputati – 1^ Commissione Affari Costituzionali, l’audizione della nostra Organizzazione sindacale nell’ambito dell’ indagine conoscitiva relativa al disegno di legge A.C. 3098, recante deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche, in discussione alla Camera dopo l’approvazione dell’altro ramo del Parlamento.
Sarà l’occasione per evidenziare la posizione di forte dissenso della nostra Confederazione, maggiormente rappresentativa nel comparto del pubblico impiego, su molti aspetti di un provvedimento omnibus, adottato senza alcun reale confronto con le parti sociali, che vuole regolamentare, mediante l’istituto della legge delega ( con indicazioni in molti casi generiche che lasciano di fatto mani libere al Governo sui reali contenuti della stessa) i più rilevanti aspetti della funzionalità della pubblica amministrazione (accessibilità, digitalizzazione, semplificazione, organizzazione, dirigenza, rapporto di lavoro.)
Materie in buona parte già disciplinate con i provvedimenti normativi che si sono succeduti nell’ultimo decennio e che vengono riprodotti, in molti casi , senza grande originalità, nel disegno di legge in esame. In particolare abbiamo denunciato come l’approccio sia, in piena continuità con i Governi precedenti, ancora una volta quello non di riformare ma di “tagliare” e depotenziare servizi e funzioni essenziali per la collettività, in ossequio ad un logica di contenimento dei costi che non tocca i veri sprechi quali le consulenze , gli appalti e le esternalizzazioni, ma solo il reddito e la dignità dei lavoratori e delle lavoratrici del pubblico impiego.
A fronte del blocco che dura da ormai sei anni dei contratti nazionali di lavoro e di quelli integrativi, su cui la Corte Costituzionale il 23 giugno p.v. si esprimerà a seguito del ricorso della nostra Federazione FLPche ha visto il Tribunale di Roma condividerne i contenuti e trasmetterne gli atti alla Suprema Corte per la pronuncia di incostituzionalità, nel disegno di legge si riducono ulteriormente i livelli di contrattazione decentrata e le materie che si possono discutere a livello territoriale, riconducendo tutto il rapporto di lavoro nell’ambito delle prerogative datoriali, dalla valutazione delle prestazioni, al riconoscimento del merito, dall’orario di lavoro al telelavoro, alle pari opportunità etc.
In buona sostanza si vuole “riformare” il lavoro pubblico rafforzando l’idea tanto cara ai poteri forti che per fare funzionare meglio la PA bisogna dare più poteri ai dirigenti, (oggetto di una riforma che li rende più precari e ricattabili) affinchè questi, godendo della piena agibilità su risorse umane sottopagate e prive di prospettive professionali, possano rispondere in proprio dei risultati da raggiungere.
La FLP/CSE proporrà alla Commissione di modificare gli aspetti controversi e penalizzanti del DDL, riconoscendo il ruolo e le proposte dei lavoratori e dei loro rappresentanti, ai fini di una riforma della P.A. che possa essere veramente fattore di crescita e modernizzazione del Paese.
LA SEGRETERIA GENERALE CSE “
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario n. 52 del 22 giugno 2015 –
Riportiamo di seguito il comunicato stampa diffuso in data odierna dalla nostra Federazione che ricorda l’imminente pronunciamento della Corte Costituzionale in merito alla illegittimità del blocco dei contratti pubblici varato nel 2010 dal Governo Berlusconi e poi reiterato da tutti i Governi che si sono succeduti (Monti, Letta e, buon ultimo, Renzi).
” E’’ ormai imminente il pronunciamento della Corte Costituzionale sul ricorso promosso dalla FLP tendente ad accertare l’incostituzionalità del blocco dei contratti del pubblico impiego, scaduti da ben 6 anni.
Dopo la sentenza dei giorni scorsi sulla mancata indicizzazione delle pensioni molti soloni si stanno agitando per cercare di indirizzare la sentenza della Corte, preannunciandone effetti devastanti sui conti pubblici, ed altri invece cercano di prendersi meriti su iniziative che non solo non hanno fatto, ma che hanno anche a suo tempo osteggiato.
In tale direzione si muovono incredibilmente anche CGIL CISL e UIL che dopo i silenzi e le omissioni di questi anni, che tanti danni hanno provocato ai lavoratori di questo paese,
Cosa propongono infatti? Guarda caso che il Governo si impegni a far riprendere la contrattazione in modo che (ma quanto sono furbi…) verrebbero in questo modo meno le premesse alla base dell’imminente pronunciamento.
Niente però dicono sulle risorse da stanziare, sul recupero del potere d’acquisto dei lavoratori, sulla ripresa della contrattazione per sanare gli effetti devastanti delle incursioni legislative di questi anni sul salario di produttività, sul diritto alla carriera ed alla salute.
E non potrebbero farlo perché a differenza di noi, che abbiamo presentato le piattaforme per il rinnovo dei contratti già 2 anni fa, loro ben si sono guardati dal farlo.
Se qualcuno pensa di svuotare di contenuti la nostra iniziativa con un apertura di trattativa tardiva e posticcia, su materie residuali, senza risorse stanziate e senza recupero del potere d’acquisto, ha sbagliato i suoi conti e dovrà darne ragione a più tre milioni di lavoratori pubblici alle prese con stipendi sempre più bassi.
Vogliamo un contratto vero, il recupero di quello che ci è stato sottratto in questi anni, e quello che ci spetta per il periodo di riferimento da rinnovare. Se il Governo è disposto a farlo ci convochi subito e faccia partire un vero negoziato.
Altrimenti è la solita truffa all’italiana!
Roma, 23 maggio 2015 L’UFFICIO STAMPAFLP “
In allegato, l’avviso pervenuto dalla Cancelleria della Corte Costituzionale sull’udienza pubblica del 23 p.v. sul ricorso FLP e due articoli sull’argomento comparsi su due quotidiani nazionali.
Facciamo seguito al nostro precedente Notiziario n. 47 del 4 maggio u.s., nel quale riportavamo la nota della nostra Federazione che, dopo aver commentato la sentenza n. 70/2015 della Corte Costituzionale che aveva riconosciuto incostituzionale il blocco 2012-2013 degli adeguamenti pensionistici introdotto dal Governo Monti a dicembre 2011, ricordava come la stessa Corte Costituzionale si dovesse pronunciare a breve sul ricorso promosso dalla FLP contro il blocco dei contratti di lavoro del pubblico impiego, e come esistessero importanti analogie tra le due questioni.
Ebbene, ci sembra utile segnalare ora ai colleghi l’articolo pubblicato in data di ieri 10 maggio 2015 a pagina 20 del quotidiano “La Repubblica”, che fa proprio riferimento all’udienza pubblica presso la Corte Costituzionale del 23 giugno p.v. sul ricorso promosso dalla FLP e sulle ricadute conseguenti ad un eventuale ( e non improbabile) accoglimento del nostro ricorso.
Pubblichiamo di seguito copia dell’articolo de La Repubblica tratto dalla rassegna stampa del Ministero difesa e copia dell’avviso di udienza pubblica pervenuto alla nostra Federazione in merito all’udienza del 23 p.v.
Pubblichiamo anche l’articolo comparso su IL SOLE 24 ORE del 9.05.2015 (allegato 3)
Si fa riserva di ulteriori informazioni al riguardo
Questa volta, la Fornero piange per la sentenza della C.C.
Riportiamo di seguito il Notiziario n. 24 del 4 u.s. con il quale la Segreteria Generale FLP, preso atto della recente sentenza della Corte Costituzionale che ha riconosciuto incostituzionale il blocco 2012-2013 degli adeguamenti pensionistici introdotto con la legge di riforma del sistema previdenziale varata dal Governo Monti a dicembre 2011, ricorda che la stessa Corte si dovrà pronunciare a breve sul ricorso promosso dalla nostra Federazione contro il blocco dei contratti di lavoro del pubblico impiego, e che esistono importanti analogie tra le due questioni.
” La Corte Costituzionale con sentenza n. 70/2015 ha dichiarato incostituzionale l’art. 24 comma 25 del Decreto legge 201/2011 (Decreto Salva Italia) voluto dal duo Monti/Fornero che a suo tempo ha disposto il blocco dell’adeguamento al costo della vita delle pensioni superiori tre volte al minimo per il biennio 2012/2013.
Per la Consulta, infatti, “sono stati valicati i limiti di ragionevolezza e proporzionalità, con conseguente pregiudizio per il potere di acquisto del trattamento stesso e con irrimediabile vanificazione delle aspettative legittimamente nutrite dal lavoratore per il tempo successivo alla cessazione della propria attività” e ancora “intaccati i diritti fondamentali connessi al rapporto previdenziale, fondati su inequivocabili parametri costituzionali: la proporzionalità del trattamento di quiescenza, inteso quale retribuzione differita (art. 36 Costituzione) e l’adeguatezza (art. 38)”
Bisogna quindi restituire le somme indebitamente sottratte ai pensionati come ha riconosciuto il Vice Ministro all’Economia Morando
Ma la Corte a breve dovrà pronunciarsi su un altro ricorso di eccezionale importanza: quello proposto dalla FLP sull’indebito e illegittimo blocco dei contratti dei lavoratori pubblici la cui udienza è fissata per il prossimo 23 giugno.
Se il mancato adeguamento delle pensioni al costo della vita viola l’articolo 36 della Costituzione (diritto alla retribuzione, pur differita, proporzionata e sufficiente), lo stesso si può infatti dire riguardo al mancato adeguamento degli stipendi dei dipendenti pubblici per ben sei anni.
Per questo ci auguriamo che il pronunciamento vada nella medesima direzione di garantire equità e parità di trattamento, perché troppo grande è l’ingiustizia che abbiamo denunciato ed il danno subito da milioni di lavoratori e dalle loro famiglie sul loro potere d’acquisto.
La Segreteria Generale FLP “
Pubblichiamo di seguito l’ “avviso di udienza” pervenuto dalla Cancelleria della Corte.
Notiziario FLP Difesa n. 46 del 26 giugno 2023 – Pubblichiamo di seguito il Notiziario n. 15 della Segreteria Generale FLP, che riferisce in ordine alla sentenza della Corte Costituzionale n. 130, depositata il 19 giugno 2023. Esprimiamo soddisfazione per la pronuncia della Corte Costituzionale che con la sentenza n. 130, depositata il 19 giugno […]
Notiziario n. 136 del 28 novembre 2016 – Si riporta di seguito il testo del “comunicato stampa” diffuso dalla nostra Federazione in data 25 u.s. con il quale esprime la propria valutazione in merito alla sentenza n. 251 depositata in pari data dalla Corte Costituzionale, che ha dichiarato illegittimo l’art. 11 della legge delega 7.8.2015, […]
Notiziario n. 75 del 10 luglio 2015 – Riportiamo di seguito il Notiziario n. 33 dell’8 luglio u.s. con il quale la nostra Federazione evidenzia come, a distanza oramai di due settimane dalla storica sentenza della Corte Costituzionale sul ricorso presentato nel 2011 da FLP che ha dichiarato illegittimo l’attuale blocco dei contratti di lavoro […]
Notiziario n. 69 del 23 giugno 2015 – Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 32 del 22 giugno 2015 con il quale la nostra Federazione fa il punto sulle iniziative già avviate e quelle in corso per sbloccare i nostri contratti fermi al 2009. “E se la Corte Costituzionale vi dà torto?” – questa […]
Notiziario n. 68 del 22 giugno 2015 – Riportiamo di seguito il Notiziario n. 31 del 19 giugno u.s. con il quale la nostra Federazione evidenzia come, a distanza oramai di poche ore dall’udienza pubblica in Corte Costituzionale sul ricorso a suo tempo presentato da FLP contro il blocco dei nostri contratti, evidenzia come questa […]
Notiziario n. 62 del 17 giugno 2015 – La data del 23 giugno si avvicina, e con essa l’udienza pubblica in Corte Costituzionale sul ricorso presentato a suo tempo da FLP, in assoluto prima O.S. a proporlo, rispetto al quale la Corte dovrà decidere in merito alla legittimità del blocco dei contratti di lavoro dei […]
Notiziario n. 57 del 3 giugno 2015 – Riportiamo di seguito il Comunicato stampa FLP/CSE diffuso in data odierna con il quale vengono anticipate le nostre posizioni estremamente critiche sul DDL Renzi-Madia di riforma della P.A. ” Si terrà stasera presso la Camera dei Deputati – 1^ Commissione Affari Costituzionali, l’audizione della nostra Organizzazione sindacale nell’ambito […]
Notiziario n. 52 del 22 giugno 2015 – Riportiamo di seguito il comunicato stampa diffuso in data odierna dalla nostra Federazione che ricorda l’imminente pronunciamento della Corte Costituzionale in merito alla illegittimità del blocco dei contratti pubblici varato nel 2010 dal Governo Berlusconi e poi reiterato da tutti i Governi che si sono succeduti (Monti, […]
News dell’11 maggio 2015, h. 8.00 – Facciamo seguito al nostro precedente Notiziario n. 47 del 4 maggio u.s., nel quale riportavamo la nota della nostra Federazione che, dopo aver commentato la sentenza n. 70/2015 della Corte Costituzionale che aveva riconosciuto incostituzionale il blocco 2012-2013 degli adeguamenti pensionistici introdotto dal Governo Monti a dicembre 2011, ricordava come la stessa Corte Costituzionale […]
Notiziario n. 47 del 5 maggio 2015 – Riportiamo di seguito il Notiziario n. 24 del 4 u.s. con il quale la Segreteria Generale FLP, preso atto della recente sentenza della Corte Costituzionale che ha riconosciuto incostituzionale il blocco 2012-2013 degli adeguamenti pensionistici introdotto con la legge di riforma del sistema previdenziale varata dal Governo […]