Notiziario n. 129 del 5 dicembre 2013 –

L'amm. Binelli Mantelli, Capo di SMD
L’amm. Binelli Mantelli, Capo di SMD

Seconda puntata relativa all’audizione del Capo di SMD, amm. Luigi Binelli Mantelli, avvenuta in data 21 u.s. di fronte  alle Commissioni Difesa di Camera e Senato in seduta congiunta,  che ha chiuso il ciclo di audizioni dei Vertici militari in merito agli schemi dei decreti attuativi della delega per il riassetto delle FF.AA.  La prima puntata (Notiziario n. 126 del 23 u.s.) l’abbiamo dedicata alle esternazioni del Capo SMD sulla ravvisata necessità di sottrarre competenze a PERSOMIL e PREVIMIL e di attribuirle alle FF.AA., che dovrebbe costituire il piatto forte del redigendo Regolamento ex art. 15.

In  quest’altra parte del suo intervento, il Capo di SMD ha fornito alcuni spunti davvero interessanti. E’ innanzitutto partito dai crescenti  squilibri finanziari di bilancio (la spesa per il personale è arrivata a toccare il 71%, quella per l’investimento il 18% e quella per l’esercizio solo l’11%), che rendono necessaria  una riqualificazione della spesa per rendere “virtuoso e non virtuale” lo strumento militare. E’ seguito il grido di dolore sul blocco delle retribuzioni del personale militare (le c.d. “promozioni bianche” ) e sulla ingiusta “penalizzazione delle pensioni militari”, affermazioni che ci appaiono francamente contraddittorie a fronte degli squilibri di bilancio prima evidenziati (naturalmente, non una sola parola sul blocco delle retribuzioni civili e sulle nostre regole di accesso alle pensioni, decisamente più penalizzanti).

Dopo aver accennato al “significato taglio della dirigenza militare” previsto dai decreti (-30% Generali/Ammiragli; – 20% Colonnelli/Capitani di vascello) e dei Sottufficiali (-6% ) accompagnato “da uno speculare incremento ponderale della truppa”  (+6% ),  il Capo di SMD è quindi passato a illustrare le opzioni previste per la gestione delle eccedenze militari (“esenzione dal servizio”; “estensione dell’ARQ”; “transiti“; etc.), e ha difeso a spada tratta le scelte operate nei decreti attuativi, al punto da affermare che ove si toccasse solo una di quelle opzioni, l’intero processo di riassetto ne verrebbe minato nel profondo, affermazione che a noi suona francamente eccessiva e forse anche un pò pretestuosa.

Interessanti e ben calibrate ci  sono apparse invece alcune considerazioni in merito all’impiego di personale civile. In primis,  il “problema invecchiamento” della forza lavoro civile in conseguenza del mancato turnover (allo stato, 15mila lavoratori hanno un’età compresa tra 46 e 55 anni e ben 9mila tra 56 e 65 anni), con la previsione di raggiungimento di un’età media di 56 anni nel 2020 e addirittura di 59 anni nel 2024.  Le criticità connesse a questo stato di cose sono presenti soprattutto negli Enti dell’area industriale che sono in grande sofferenza, e per i quali è necessario prevedere un “piano straordinario di assunzioni”,  con un invito esplicito (“datemi una mano”) rivolto dall’Ammiraglio ai parlamentari presenti.  Musica per le nostre orecchie, atteso che FLP DIFESA chiede da molti anni di imboccare questa strada, l’unica che può arrestare il declino degli Stabilimenti e consentire la trasmissione dei saperi lavorativi.

Infine, da parte del Capo di SMD, un richiamo, pienamente condivisibile,  sulla necessità di reperire risorse aggiuntive da destinare  “alla manutenzione delle strutture industriali”, oggi in grande sofferenza

Questi, in estrema sintesi, i passaggi che ci sono apparsi i più significativi dell’intervento dell’amm. Binelli Mantelli, di cui sul nostro sito sono pubblicati sia  il testo predisposto per l’audizione che il video con gli interventi dei membri della Commissione e le risposte dell’audito (vedasi a tal riguardo gli allegati al Notiziario n. 126 del 23 novembre 2013).

Chiudiamo, informando che l’audizione del Ministro, prevista per il 3 u.s.,  è stata annullata e differita ad altra data, e annullato pure il calendario dei lavori di questa settimana delle due Commissioni.

Decisa anche una proroga di 10 giorni per i pareri delle Commissioni Difesa sui decreti: rinvii solo tecnici o bolle dell’altro in pentola (una proroga della delega, per esempio: si legga la risoluzione in allegato) ?

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Risoluzione Duranti e Piras

 

Notiziario n. 59 del 23 maggio 2013 –

La Scuola Allievi CC di Benevento
La Scuola Allievi CC di Benevento

E’ approdato in Commissione Difesa della Camera loSchema di DPR  concernente regolamento recante disposizioni per il riordino delle scuole militari e degli istituti militari di formazione”.

Come noto, allo scopo di “ottimizzare l’allocazione delle risorse e migliorare la qualita’  delle  attivita’  formative”  e nel quadro del processo di  razionalizzazione  e ottimizzazione di tutto il sistema delle scuole di formazione pubbliche fissato dalla c.d. “spending review,  l’art art. 11, comma 2, del D.L. 6.07.2012, n. 95 ha disposto che ”con uno o piu’ regolamenti adottati su proposta del Ministro della difesa di concerto con i Ministri MEF e per la P.A., entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto….  si provvede al riordino delle scuole militari e degli istituti militari di formazione in conformità  con i criteri indicati al comma 1” del sopra citato art. 11 del DL 95.

Lo “Schema“ , il cui testo pubblichiamo in questa pagina, è stato predisposto dal nostro Ufficio Legislativo ed è stato oggetto di esame sul tavolo nazionale nella riunione del 13 dic. 2012 (vds. Notiziario n. 174 di pari data). Questi i provvedimenti previsti: per l’Esercito, la soppressione entro il 31 dicembre 2014 del Raggruppamento unità addestrative per la formazione dei volontari dell’Esercito e del 47o Reggimento addestramento volontari «Ferrara», entrambi  con sede a Capua;  per l’Aeronautica, la soppressione, entro il 31 dicembre 2013, del Centro di formazione didattica e manageriale dell’Aeronautica militare (CEFODIMA) di Firenze;  per la Marina, la soppressione entro il 31 dicembre 2016 di MARICENTRO Taranto; e infine,  per l’Arma dei CC, la soppressione entro il 31 dicembre 2013 della Scuola allievi carabinieri con sede a Benevento e della Scuola allievi carabinieri con sede a Fossano;

Nella riunione del 13 dic. 2012,  la nostra O.S. ebbe a lamentare che mentre per quanto riguarda Esercito ed Aeronautica, i rispettivi Stati Maggiori avevano assolto al dovere di informazione  nei confronti delle OO.SS. nazionali nelle riunioni tecniche appositamente convocate (riunione con SMA, in data 2.11.2012, vds nostro Notiziario n. 146 di pari data; riunione con SME in data 6.12.2012, vds. Notiziario n.168 di pari data),  lo stesso non era avvenuto, almeno fino a quella data,  per la Marina e per l’Arma CC.  Con questa differenza: che mentre il provvedimento d’interesse della Marina era previsto per il 2016, quelli di competenza dell’Arma dei CC erano previsti invece per il corrente anno 2013.

In  sede di illustrazione dello schema di DPR in Commissione Difesa della camera del 15 u.s..(vds. “resoconto” che pubblichiamo su questa stessa pagina come allegato) il relatore ha osservato che “il provvedimento in titolo attua solo parzialmente la delega” di cui al sopra citato art. 11 DL 95 e pertanto, “atteso che il Governo intende adottare ulteriori schemi di regolamento”, vi è la necessità di “esplicitare il rapporto tra lo schema di regolamento in esame e il decreto legislativo che sarà adottato in adempimento della summenzionata delega”  (in sede di replica, il Sottosegretario ha poi confermato che trattasi  solo “della prima tappa”).  Successivamente, con riferimento al reimpiego del personale degli Enti soppressi,  preso atto che lo “Schema di DPR” prevede che i relativi provvedimenti vengano adottati “in base alla disciplina vigente, tenuto conto delle esigenze funzionali del Ministero stesso”,  ha osservato che la disposizione “appare alquanto generica, soprattutto con riferimento al personale docente e non docente in servizio presso le Scuole Allievi CC di Benevento e Fossano”.

In relazione a quanto sopra, tenuto conto che, a differenza di quanto avvenuto per altre FF.AA.,  l’Arma dei CC non ha ancora convocato alcuna riunione in sede tecnica con le OO.SS. nazionali per il necessario confronto preliminare in ordine alle ricadute sul personale civile della soppressione degli Enti (di fatto solo Benevento, perché Fossano non ha civili), abbiamo inviato al Gabinetto la nota qui allegata.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Lettera di FLP DIFESA al Cdo Generale Arma CC

Allegato 2: Resoconto Commissione Difesa Camera 21.05.2013

Allegato 3: Schema di DPR Regolamento riordino Scuole e Ist. Form. Militari

Notiziario n. 7 del 19 gennaio 2013 –

Forze armateE’ stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale  n. 13 del 16.01.2013 la legge 31.12.2012, n. 244 recante “Delega al Governo per la revisione dello strumento militare nazionale e norme sulla medesima materia”,  il cui testo  è qui allegato . Trattasi del provvedimento che ridisegna in chiave fortemente riduttiva l’assetto delle FF.AA.,  e che abbiamo seguito in questi mesi in tutti i passaggi.

Come noto, il progetto trae origine dalle difficoltà finanziarie attuali della Difesa ed è finalizzato a riequilibrare la spesa riducendo i costi per il personale (oggi al 70%,  di cui comunque solo il 10% per i dipendenti civili)  a beneficio  del c.d. “esercizio”.   Da qui, la prevista riduzione nei prossimi sei anni del 30% (minimo) dell’assetto attuale delle Forze Armate, attraverso provvedimenti di soppressione/riorganizzazione in chiave soprattutto interforze,  e il taglio sino al 2024 di 10mila posti di lavoro civili e di 33mila militari,  la gran parte dei quali “smaltiti” attraverso l’estensione dell’ARQ a tutti e il transito nei ruoli civili.  Un progetto di riforma che a FLP DIFESA è piaciuto poco, anche perché totalmente privo di scelte nuove e significative sul versante dell’impiego civile (niente su formazione, riqualificazione, civilizzazione, etc.)  e con la non felice prospettiva di diventare la valvola di sfogo degli esuberi militari.  Per questi motivi,  FLP DIFESA si è  mobilitata da subito, con centinaia di  assemblee fatte in tutta Italia; è scesa in piazza con la straordinaria manifestazione nazionale del 6 luglio (Notiziario n.94 del 9.07.2012);  ha lavorato anche sul versante parlamentare sollecitando emendamenti, un paio dei quali andati parzialmente a buon segno (riordino Sanità militare e Stabilimenti militari).

Il provvedimento è stato votato dall’Aula del Senato il 6 novembre, e successivamente lo stesso testo ha ottenuto anche il voto favorevole della Camera dei Deputati l’11 dicembre u.s.,  a crisi di governo già aperta.   Insieme ad altri,  avevamo chiesto e sperato nel rinvio alla prossima legislatura del varo della legge,  anche allo scopo di rendere possibile una ulteriore riflessione su alcune criticità;   ma le forti pressioni venute dai Vertici politici e militari e dai c.d. “poteri forti”, in primis quelli che fanno capo alla potentissima industria della difesa,  hanno prodotto un’accelerazione mai vista e, infine, il disco verde. Ma con un compromesso, a tutti ben evidente: il Parlamento ha votato il provvedimento, ma impedendo a Di Paola di esercitare la delega nel corso del suo mandato;  ha chiesto al Ministro e ottenuto l’ impegno formale di non mandare avanti i decreti attuativi (già pronti e ora per la gran parte riposti nei cassetti di SMD)  e, per essere più sicuri, la Camera ha votato all’unanimità un ordine del giorno (primo firmatario il Presidente della Commissione Difesa, l’on. Cirielli) che impegna il Ministro a rinviare al nuovo Parlamento e al suo successore l’attuazione della riforma.   Dunque, una vittoria di Pirro per l’amm. Di Paola che però, dimentico un po’ degli impegni, sembra voler andare avanti comunque:  non si spiegano altrimenti i ritmi incredibilmente accelerati impressi in queste settimane al riordino della Sanità militare e di altri settori delle FF.AA. (nella prossima settimana, ben tre riunioni nazionali!), e gli ultimi imput sull’area centrale.

Poca cosa, comunque, rispetto al grosso che verrà certamente con la prossima legislatura. A noi questa legge delega non piace, e comunque non consideriamo conclusa la nostra battaglia per cambiarla.  La riprenderemo con forza  di fronte al nuovo Parlamento e al nuovo Ministro,  ai quali chiederemo sin da subito di rivedere alcune parti della delega e di procedere al varo dei decreti attuativi anche attraverso un  confronto preventivo, vero e serio, con le Rappresentanze del personale, e dunque anche con le OO.SS. nazionali, relegate in quest’ultimo anno ad un ruolo del tutto secondario da un Ministro che ha sempre predicato bene  (vds, buon’ ultima,  la Direttiva politica per il 2013)  ma razzolato davvero male!

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Legge 16.01.13, n. 244 – revisione strumento militare nazionale

Notiziario n. 175 del 18 dicembre 2012 –

Il Ministro della Difesa Gianpaolo Di Paola

E, così, alla fine, la Camera ha approvato il disegno di legge delega (DDLD) sul riordino dello strumento militare nazionale, senza introdurre alcuna modifica rispetto al testo votato dal Senato il 6 novembre u.s..  Il Ministro Di Paola ce l’avrebbe dunque fatta, e potrebbe essere oggi soddisfatto perché la mission che si era dato appare alla fine compiuta. Ma, forse, a guardar bene le cose, potrebbe non essere   proprio così… La legge è passata, certo, ma la cornice di fondo appare notevolmente diversa da come il Ministro l’aveva forse immaginata. Proviamo a ricordare i diversi passaggi e a rifletterci sopra.

Sin dalla sua prima dichiarazione dopo la nomina a Ministro, l’amm. Di Paola aveva indicato con estrema chiarezza la mission che attribuiva al suo mandato: far votare dal Parlamento una legge delega per il riordino in chiave riduttiva dello strumento militare.  Tutta la prima parte del suo mandato è stata impegnata, in tutte le Sedi e in ogni occasione, a convincere gli interlocutori sulla necessità di una profonda riforma della Difesa, cosa sulla quale tutti erano scontatamente d’accordo. Il problema era un altro: in che modo, e rispetto a quali obiettivi, quella riforma dovesse essere strutturata. Ed è qui che purtroppo sono sorte le difficoltà: il Ministro ha fatto finta di coinvolgere tutti, ma alla fine ha deciso tutto lui, tenendo in nessuna considerazione le osservazioni e i contributi dei diversi interlocutori.

In ogni caso, dopo alcuni mesi di lavoro nel chiuso delle secrete stanze del Ministero, in data 6 aprile il Ministro Di Paola presenta in Consiglio dei Ministri la propria proposta. Non incontra molto entusiasmo tra i suoi colleghi, se è vero come è vero che il testo che approda in Senato appare modificato in molti punti importanti,  e peraltro alla fine reca solo la sua firma.  In Commissione Difesa, l’esame del provvedimento procede a rilento, molte le posizioni discordanti, e ad un certo punto viene accantonato perché la Commissione ha altro di ben più importante e urgente cui pensare (D.L. 95 sulla spending review).  Il lavoro riprende dopo la pausa estiva e il 6 novembre il Senato approva il DDLD: il testo votato reca  significative modifiche,  in primis la soppressione dei poteri straordinari del Ministro della difesa che,  nel testo presentato dal Governo, poteva svolgere, anche per conto di altri Paesi, attività negoziali per la commercializzazione di sistemi d’arma prodotti dall’industria nazionale.  Molte sono comunque le posizioni discordanti, in particolare sul fronte del personale.  Il giudizio che viene dalle Rappresentanze dei lavoratori, civili e militari, risulta decisamente negativo: FLP DIFESA organizza una manifestazione nazionale, tutte le OO.SS. appaiono critiche,  e altrettanto critici il COCER interforze e i COCER di Forza Armata.  Come si può pensare in queste condizioni di portare avanti una riforma che tocca in primo luogo il personale in totale dissenso?

L’interrogativo se lo pongono certamente in Commissione Difesa della Camera, ma fortissime pressioni per far presto vengono da tante parti: dai più alti livelli istituzionali, allo stesso Ministro; dai Vertici militari a settori importantissimi dell’ industria privata della Difesa.  Prende allora corpo e consistenza un’altra ipotesi: dare il via libera alla delega nel testo varato dal Senato (non ci sarebbe stato tempo sufficiente per una seconda lettura del Senato),  ma creare le condizioni affinché il  Ministro non possa esercitare nei fatti detta delega durante il corso del  mandato. Una soluzione tipicamente all’italiana, dunque, e peraltro anche nel bel mezzo di una crisi politica irreversibile, che si è tradotta nel “si” dei tre partiti della “strana maggioranza” (PDL, PD e UDC),  ma che viene accompagnata anche dall’approvazione  di alcuni ordini del giorno (o.d.g.) , il più politicamente pesante dei quali appare quello con il n. 22, che reca la firma di Cirielli e di esponenti di primissimo piano tutte le forze parlamentari presenti in Commissione Difesa, e che peraltro è stato votato all’unanimità.

Proviamo a leggere i passaggi centrali dell’o.d.g. Cirielli, che si leggono a pg. 54 del file nominato “Documenti esaminati nel corso della seduta dell’11 dic. 2012”), che pubblichiamo sul nostro sito web:

– “a garantire, nelle fasi di predisposizione degli schemi dei decreti legislativi, la consultazione, tramite l’acquisizione dei rispettivi pareri, dei sindacati e del COCER su tutte le materie che afferiscono alle loro competenze e a dare attuazione con specifici provvedimenti” ;

“tenendo conto del prossimo scioglimento delle Camere e dei tempi di ricostituzione delle Commissioni parlamentari, ad adottare i decreti legislativi in modo da consentire che il nuovo Parlamento possa pienamente esplicare i propri poteri di indirizzo e di controllo in relazione ai contenuti degli atti attuativi della delega conferita con il provvedimento in esame”.

Tradotto in parole povere, significa che il Ministro Di Paola non potrà chiedere, a Parlamento sciolto come sarà a giorni,  il varo dei Decreti delegati recanti i diversi  pacchetti di riordino delle Forze Armate e dei settori in cui sono articolate, già messi a punto dallo Stato Maggiore Difesa dopo un lavoro di parecchi mesi, e che ora dovranno necessariamente essere riposti nel cassetto.  E se questi pacchetti verranno mai recuperati (la storia d’Italia è comunque piena di deleghe accantonate…),   lo saranno  ad opera del  nuovo Ministro (si spera non tecnico, l’esperienza fatta non è apparsa molto positiva),  che sicuramente vorrà vederci più chiaro (e noi lo chiederemo), e poi esaminati dal nuovo Parlamento, che speriamo lo faccia con più attenzione.

 Va a tal riguardo anche aggiunto che, sulla base di una precisa sollecitazione venuta da alcuni Deputati, il Ministro Di Paola, nel suo intervento  del 5 u.s. in Aula, aveva testualmente dichiarato ”Io non sono un parolaio ! Io posso dare la parola, la mia parola può essere creduta o meno, ma io non sono un parolaio e la mia parola l’ho data in Commissione e la do in quest’Aula, che i provvedimenti, i decreti, non saranno da me proposti in assenza delle Camere e, quindi, approfittando del silenzio assenso. Questo non avverrà mai!”  (vds. Resoconto sommario del  5 dicembre 2012, p. 29, anch’esso pubblicato sul nostro sito).   E’ di tutta evidenza che la rassicurazione del Ministro ha fatto da battistrada all’odg Cirielli.

Ma se detto odg. (votato all’unanimità!) contiene senza alcun dubbio l’impegno politicamente più rilevante,  va detto che anche in altri  ordini del giorno votati dalla Camera si leggono impegni significativi per il Governo. Proviamo a leggerne i passaggi più interessanti: “Il Governo è impegnato a:

– “ad assumere iniziative urgenti, anche di carattere straordinario che accelerino le procedure per l’attuazione del piano Brin, ivi compresi lo sblocco delle risorse ad esso già destinate, risorse che, attraverso la normativa sulla perenzione, rischiano di essere irrimediabilmente perdute”  (o.d.g.  n. 4 a firma on. Vico, pg. 38 dei “Documenti esaminati nel corso della seduta dell’11 dic. 2012”);

 “ a prevedere, nell’attuazione dei decreti legislativi di cui alla delega in premessa, ogni utile iniziativa idonea a sopprimere l’istituto dell’ausiliaria, i richiami in servizio, le promozioni all’ultimo giorno di servizio, l’omogeneizzazione stipendiale e le indennità antiesodo per i piloti e controllori di volo”  (o.d.g.  n. 10  a firma on. Bernardini e altri, pg. 42, “Documenti esaminati…”);

– “a non emanare i decreti in premessa senza aver acquisito il parere che le organizzazioni sindacali e le rappresentanze militari saranno chiamate ad esprimere quale sintesi dei pareri e delle proposte formulate dagli organismi di base e intermedi” (o.d.g. 11 on. Farina  etc., pg.43, “Documenti esaminati..”);

 “per l’insieme delle questioni che riguardano il personale, a riconoscere agli organismi di rappresentanza del personale militare e ai sindacati del personale civile un effettivo ruolo negoziale dando luogo, per gli aspetti di competenza degli organismi citati, a una fase di interazione ai sensi di quanto disposto dall’articolo 19, comma 3 della legge 4 novembre 2010 n. 183, al fine di raggiungere risultati di comune soddisfazione” (odg.11 a firma on. Rugghia e altri, pg.51  “Documenti esaminati…”):    al Ministro Di Paola sarà venuta sicuramente l’orticaria a leggere del “ruolo negoziale” da riconoscere alle OO.SS… .

Il quadro che allora emerge dalla lettura dei documenti parlamentari disegna una situazione decisamente diversa da quella verosimilmente auspicata dal Ministro Di Paola,  rispetto alla quale anche il Sindacato, tenuto da Di Paola rigorosamente fuori da ogni confronto vero, rientra pienamente in partita.  L’approvazione della delega è una vittoria del Ministro? Forse, ma una vittoria di Pirro, che di fatto lo esclude dalle decisioni vere ed effettive, che vengono rinviate al prossimo Ministro.

  (Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Resoconto sommario Aula Camera 5 dic. 2012

Allegato 2: Resoconto sommario Aula Camera 11 dic. 2012

Allegato 3: Documenti esaminati seduta 11 dic. 2012

Notiziario n. 172 del 12 dicembre 2012 –

L’Aula della Camera dei Deputati

Ieri sera, alle ore 19.55,  la Camera ha approvato in via definitiva il disegno di legge delega (A.C. 5569) per la riforma dello strumento militare nazionale nello stesso testo uscito dal Senato il 6 novembre u.s..   E così, il progetto di riforma fortemente voluto dal Ministro Di Paola è diventato legge, ed è dunque accaduto quello che avevamo preannunciato con il nostro precedente Notiziario n. 171 di ieri.

 Pur nel mezzo della crisi politica oramai irreversibile del Governo Monti,  nella riunione di ieri mattina la Conferenza dei Capigruppo aveva deciso di procedere comunque nell’esame del disegno di legge delega e di arrivare al voto finale nella stessa giornata.  Come avevamo denunciato ai colleghi nel nostro Notiziario di ieri,  le fortissime pressioni venute dai Vertici militari e non solo (pensiamo solo all’industria privata del settore Difesa…)  hanno indotto, prima i  “soldatini” della Commissione Difesa (la definizione è dell’on. Paglia) e poi la Camera, ad approvare questa legge a tamburo battente,  mentre altri provvedimenti di ben diversa e superiore rilevanza (pensiamo solo alla delega fiscale, al decreto sviluppo o a quello che riduce le Province….) sono rimasti dietro.

Ritirati o bocciati tutti gli emendamenti presentati,  ridotto ai minimi termini il dibattito, tenute fuori dal confronto in Aula tutte le questioni irrisolte della riforma, la Camera, a nostro avviso, ha scritto ieri una brutta pagina di storia parlamentare. Non era mai accaduto, in tutto il sessantennio repubblicano, che un Parlamento moribondo attribuisse  ad un Governo già morto la delega per la riforma di uno dei settori nevralgici nella vita di un Paese.

Sarebbe stato molto più logico, come noi avevamo pure richiesto nel documento consegnato alla Commissione Difesa in sede di audizione, che,  partendo dal lavoro già fatto,  la scelta sui contenuti della delega venisse rinviata al nuovo Parlamento e che la delega venisse esercitato dal nuovo Ministro.  E’ uscito fuori invece un pateracchio all’italiana,  e  cioè  una delega attribuita ad un Esecutivo che non la potrà però esercitare, tenuto conto che (come avevamo anticipato nel nostro Notiziario n. 171 di ieri)  è stato approvato all’unanimità un ordine del giorno presentato dall’on. Cirielli, Presidente della Commissione Difesa,  su cui il Governo ha addirittura espresso parere favorevole,  che impegna il Governo attuale a non esercitare la delega, anche se comunque la stessa è stata di fatto già esercitata per il riordino della Sanità militare in chiave interforze.  Una delega attribuita di fatto all’Esecutivo e al Ministro della Difesa che verranno dopo le prossime elezioni politiche,  che però, paradossalmente, potrebbero non essere d’accordo con l’impianto e i contenuti della delega approvata oggi.  Incredibile!

 Pur con gli occhi ancora increduli di fronte a quanto successo ieri alla Camera,  e che peraltro abbiamo seguito in diretta televisiva sul canale digitale della Camera dei Deputati,  invitiamo i colleghi, che sappiamo essere nella stragrande maggioranza molto critici come noi sul provvedimento,  a guardare comunque il lato positivo della medaglia: l’amm. Di Paola non potrà comunque esercitare la delega e sottoporre al Consiglio dei Ministri i decreti attuativi recanti i pacchetti di riordino che sappiamo essere comunque già pronti da tempo e che, per il momento, dovranno invece essere riposti nel cassetto.

 Il nostro giudizio di merito sui contenuti della delega è decisamente negativo, come i lavoratori ben sanno,  soprattutto i tanti che hanno condiviso la nostra ferma opposizione che si è concretizzata nelle diverse iniziative avviate e  nella manifestazione nazionale contro il progetto Di Paola che abbiamo organizzato il 6 luglio u.s. sotto palazzo Baracchini. Solo tagli di personale e di strutture; mancanza di una seria riqualificazione della spesa; nessuna misura concreta per il personale civile;  niente riduzioni di spesa in armamenti; non toccati in alcun modo i tantissimi privilegi e i tanti sprechi che ancora si annidano nella Difesa.

 Non consideriamo comunque ancora persa la nostra battagliaLa riprenderemo con rinnovato vigore di fronte al nuovo Parlamento e al nuovo Ministro,  ai quali chiederemo sin da subito di rivedere alcune parti della delega e di procedere al varo dei decreti attuativi attraverso un  confronto preventivo, vero e serio,  con le Rappresentanze del personale e dunque anche con le OO.SS., e questo anche in  linea con l’impegno che oggi il Ministro Di Paola ha assunto con il Parlamento esprimendo parere favorevole su un altro ordine del giorno approvato dall’Aula nel corso della stessa seduta odierna.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Il testo della legge delega approvato da Senato e Camera dei Deputati

Notiziario n. 171 dell’ 11 dicembre 2012 –

L’amm. Bini Mantelli, nuovo Capo di SMD

Nell’ultima  riunione del 5 u.s., su proposta del Ministro della Difesa amm. Gianpaolo Di Paola, il Consiglio dei Ministri ha provveduto a designare i nuovi vertici militari di Stato Maggiore Difesa, Stato Maggiore Aeronautica e Stato Maggiore Marina.

Nuovo Capo di Stato Maggiore Difesa, e dunque nuovo Capo delle Forze Armate italiane, è stato nominato l’amm. Luigi Bini Mantelli, attuale Capo di Stato Maggiore Marina. Nato a Breno in provincia di Brescia sessantadue anni fa, l’amm. Bini Mantelli ha ricoperto, tra gli altri incarichi, anche quello di Capo dell’Ufficio Generale di SMD al tempo in cui al vertice di SMD sedeva l’amm. Di Paola. Prenderà il posto dell’attuale Capo di SMD, gen, Biagio Abrate, nominato in data 17 gen. 2011.

 A Capo di Stato Maggiore Marina, in sostituzione dell’amm. Bini Mantelli, è stato invece nominato l’amm. Giuseppe De Giorgi, 59 anni. Figlio dell’amm. Gino, gia Capo di SMM nel periodo 1973-1977, dallo scorso febbraio è subentrato proprio all’amm. Bini Mantelli al Comando della Squadra Navale.

Il nuovo Capo di Stato Maggiore Aeronautica è invece il gen. Pasquale Preziosa, attuale Capo di Gabinetto del Ministro Di Paola.  Nato a Bisceglie nel 1953,  tra gli incarichi ricoperti figura anche quello di Comandante delle Scuole dell’Aeronautica Militare e della 3^ Regione Aerea. Il Gen. Preziosa prenderà il posto dell’attuale Capo di SMA, gen. Giuseppe Bernardis, in carica dal 25 febbraio 2010.

Nessuna nuova nomina,  invece,  al vertice dell’ Esercito,  e dunque il gen. Claudio Graziano, già Capo di Gabinetto del Ministro La Russa, mantiene l’incarico di Capo di SME.

Immaginiamo che, nelle intenzioni del Ministro Di Paola che ne ha proposto la nomina, la scelta dei nuovi Vertici militari  era stata fatta anche tenendo conto della loro “affidabilità” in merito alla prima e principale incombenza che ad Essi sarebbe stata ascritta: quella di gestire i riordini contenuti nei decreti legislativi attuativi della legge delega sulla riduzione dello strumento militare nazionale. Provvedimento che, come abbiamo riferito nel precedente Notiziario n. 170 di ieri,  già votato dal Senato e già passato, senza alcuna modifica, al vaglio positivo della Commissione Difesa della Camera, era in attesa dell’imminente pronunciamento del secondo ramo del Parlamento, che era previsto entro la seconda decade del mese in corso.  La crisi politica scoppiata in questi giorni ne ha in un qualche modo compromesso il percorso,  in quanto la presa di distanza da parte della principale forza di maggioranza e l’annuncio di astensione su tutti i provvedimenti in itinere, lasciavano immaginare lo stop anche per il disegno di legge delega recante la riforma dell’assetto dello strumento militare. Tutto apparirebbe a questo punto scontato, ma c’è un fatto nuovo che potrebbe determinare uno sviluppo diverso.

Il Ministro Di Paola e tutti i Vertici militari stanno infatti premendo enormemente sulle tre forze politiche che hanno sostenuto sinora il Governo affinchè la Camera voti comunque il provvedimento prima del suo scioglimento e lo traduca in legge: la motivazione starebbe tutta nella assoluta urgenza di varare le misure in esso contenute e nel fatto che sarebbe difficile per il futuro Parlamento riprenderne le fila. Rispetto a queste pressioni, è in atto una riflessione da parte di PDL, PD e UDC, e oggi a mezzogiorno è convocata una riunione dei Capigruppo per decidere in merito. L’ipotesi sulla quale si sta lavorando sarebbe quella di andare al voto della Camera e all’approvazione della legge delega, ma fissando un percorso che attribuisca al Ministro e alla legislatura che verranno il varo dei decreti attuativi.

Seguiremo da vicino gli sviluppi della vicenda e ne daremo tempestivamente conto ai colleghi.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Comunicato stampa del Governo del 6.12.2012

Notiziario n. 170 del 10 dicembre 2012 –

Il Ministro della Difesa amm. Gianpaolo Di Paola

Il disegno di legge delega (d.d.l.d.) di riforma della Difesa fortemente voluto dal Ministro Di Paola è avviato ingloriosamente al capolinea,  e a questo punto appare praticamente impossibile la sua traduzione in legge dentro l’orizzonte di questa legislatura.

A questo situazione si è arrivati a seguito della recente presa di posizione di una forza politica della maggioranza, che ha deciso di togliere il proprio sostegno al Governo, cui è seguita la risposta del prof. Monti che ha annunciato le irrevocabili dimissioni dell’Esecutivo dopo l’approvazione della legge di stabilità, situazione questa che provocherà verosimilmente lo scioglimento del Parlamento entro dicembre e il voto a febbraio.

Siamo ovviamente preoccupati per le ovvie ricadute negative di questa nuova crisi politica;  lo siamo invece molto di meno,  anzi a dire il vero per nulla,  per lo stop al progetto di Di Paola,  che, mal concepito e poi anche mal gestito, non è mai stato amato dai lavoratori determinando dure prese di posizione delle Rappresentanze, e che avrebbe potuto davvero “affondare la Difesa” secondo il grave giudizio del COCER  I.F. .

Ricordiamo le ultime tappe in Parlamento:  dopo le modifiche, in alcuni casi anche significative (per es., su area industriale e sanità militare), e la successiva approvazione da parte del Senato avvenuta in data 6 novembre u.s.,  il d.d.l.d. è passato alla Camera. La Commissione Difesa, cui il provvedimento era stato assegnato,  ne ha fatto un esame davvero sbrigativo dedicandovi complessivamente solo 8 ore e 44 minuti di lavoro, in pratica meno di una giornata,  accompagnato dal solito rituale di audizioni (anche quelle delle OO.SS. nazionali) che non hanno però spostato di una sola virgola l’orientamento della “strana maggioranza” (PDL-PD-UDC) che in data 29 u.s. ha bocciato frettolosamente tutti (sottolineiamo: tutti)  gli emendamenti presentati (oltre 50) e ha quindi licenziato positivamente il d.d.l.d,   il tutto al solo fine di arrivare alla più rapida approvazione del provvedimento da parte dell’Aula, come chiedeva Di Paola.

La discussione generale era iniziata in Aula il 4 dic. u.s. ed era proseguita il giorno successivo, nel quale si era registrato l’intervento rassicurante del Ministro Di Paola. Il quale, in ordine alla possibilità che l’adozione dei decreti attuativi della delega potesse avvenire a Camere sciolte e dunque senza il fondamentale controllo del Parlamento sui provvedimenti di riordino (l’obiezione era stata sollevata dalla nostra O.S. in sede di audizione,  vds. Notiziario n. 159 del 20.11.2012),  aveva dato la propria parola che “i decreti, non saranno da me proposti in assenza delle Camere e quindi, approfittando del silenzio assenso” (i resoconti di entrambe le sedute d’aula  sono pubblicati sul nostro sito web www.flpdifesa.org).   

La ripresa della discussione generale sul d.d.l.d.  era in calendario per martedì 11 dicembre p.v., e il voto finale sul provvedimento era previsto entro il 20 p.v., anche se l’imminente arrivo in aula del c.d. “decreto sviluppo” avrebbe potuto farlo slittare di qualche giorno.  In ogni caso, l’intendimento fermo era quello di approvare il provvedimento prima di Natale nello stesso testo votato dal Senato,  il che avrebbe comportato la conclusione dell’iter legislativo, cui sarebbe poi seguito la firma del Capo dello Stato, la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e infine  l’entrata in vigore della legge delega. Tutto in linea con gli auspici più volte espressi da Di Paola e fatti propri anche dal recente Consiglio Supremo di Difesa tenutosi in data 28 nov. u.s. (vds. comunicato stampa anch’esso pubblicato sul nostro sito web).

La crisi politica in atto, del tutto imprevista, complica forse irrimediabilmente questo percorso, rendendo  oramai impraticabile il varo della legge.  Dunque, con buona pace dell’amm. Di Paola, di riforma della Difesa se ne riparlerà nella futura legislatura, se il nuovo Ministro lo vorrà, ma ripartendo da zero!

Vi invitiamo a partecipare al sondaggio sul nostro sito, esprimendo un giudizio sullo stop al d.d.l.d.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Resoconto Commissione Difesa Camera 29.11.2012

Allegato 2: Resoconto Aula Camera 04.12.2012 (vds. da pg. 115)

Allegato 3: Resoconto Aula Camera 05.12.2012

Allegato 4: Comunicato Consiglio Supremo Difesa del 28.11.2012

Notiziario n. 160 del 24 novembre 2012 –

Vista sull’Arsenale della Marina di Augusta (SR)

Conclusa il 6 u.s. con il voto positivo dell’Aula l’esame del disegno di legge delega per il riordino dello strumento militare, la Commissione Difesa del Senato ha ripreso le audizioni, e tra queste, molto attese, quelle effettuate nel quadro dell’indagine conoscitiva sullo stato degli Stabilimenti industriali.

La prima audizione, avvenuta in data 8 u.s.,  è stata quella dell’amm. Gauzolino,  Ispettore per il supporto logistico e dei fari,  ed ha riguardato la condizione degli Arsenali della Marina Militare (Taranto, con la sezione staccata di supporto diretto di Brindisi;  La Spezia;  Augusta).  L’amm.  Gauzolino ha posto in primo luogo in evidenza  i principali fattori di pregio delle strutture, rilevando, a tal proposito, “ l’elevata professionalità del personale, le conoscenze esclusive per talune lavorazioni, la capacità di esecuzione e di gestione tecnico amministrativa di interi cicli di manutenzione  e le sinergie e le collaborazioni efficaci con l’industria ”. Ha poi messo in evidenza gli aspetti più problematici, individuando le maggiori criticità nello “sbilanciamento del personale civile verso le attività amministrative rispetto ai valori industriali”  essendo il personale tecnico pari “ solo al 58 per cento”;   nel “progressivo invecchiamento della forza lavoro, con una  età media del personale che è pari a  53 anni; infine,  “nella difficoltà attuale ad occupare la manodopera in modo produttivo per le ristrutturazioni in corso per l’ammodernamento e l’adeguamento a norma”.   Tra le iniziative in corso per fronteggiare dette criticità,  l’Amm. Gauzolino ha ricordato il famoso “piano Brin”  per l’ammodernamento e la messa a norma delle strutture, la gestione complessiva del supporto navale in termini info-logistici e la formazione;  il piano di assunzioni, finalizzato a una maggior presenza di personale tecnico,  che però ha subito recentemente un forte ridimensionamento con la “spending review”;  e, infine l’impegno della F.A. ad una progressiva reinternalizzazione delle lavorazioni.  Complessivamente, “il piano di efficientamento e di turn over, nell’ipotesi di un livello tecnico di efficienza del 100 per cento, garantirebbe utili superiori ai costi entro tre anni, che salirebbero a cinque anni nel caso in cui fosse del 90 per cento.”

Queste, in estrema sintesi, le considerazioni svolte dall’Ispettore amm. Gauzolino, che certo non ha nascosto le sofferenze in cui si dibattono gli Stabilimenti industriali della Marina. Sofferenze, però, ed è proprio il caso di ricordarlo, che originano dalla fallita riforma della seconda metà degli anni ’90 voluta dall’allora Ministro Andreatta e ideata dal suo consulente, prof. Zaragoza, teorico delle esternalizzazioni e della riduzione delle attività industriali,  che si sono acuite più recentemente a causa dei forti tagli di bilancio e del mancato reperimento delle risorse necessarie al riefficientamento delle strutture.

Va detto, a tal riguardo, che enormi sono le responsabilità politiche dei Ministri che si sono succeduti nel corso di questi anni i quali,  rispetto alla dimensione sempre più crescente dei problemi,  hanno dato risposte del tutto inadeguate e che sono consistite essenzialmente nella costituzione di diversi (e costosi) Gruppi di lavoro (CAID, CRAMM)  i quali,  attraverso la  rilevazione dei dati industriali e  l’esame dei problemi,  avrebbero dovuto, a conclusione del loro lavoro, mettere a punto una proposta per l’ efficientamento degli Arsenali.  Ebbene, non ci sono noti gli approdi conclusivi di quei Gruppi di lavoro, e ogni nostro tentativo di avere copia dei documenti si è infranto miseramente; come sono altrettanto miseramente falliti i nostri ripetuti tentativi  di riprendere il confronto con l’A.D. sul riefficientamento Arsenali, dopo la rottura avvenuta con l’allora Sottosegretario Cossiga del novembre 2009. Ma di questo, non c’è traccia alcuna nell’intervento dell’amm. Gauzolino……

Troverete pubblicato sul nostro sito il resoconto dell’audizione parlamentare dell’Ispettore.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Resoconto audizione parlamentare dell’Ispettore per il supporto logistico e dei fari – Comm. Dif- Senato 08.11.2012

Notiziario n. 158 del 19 novembre 2012 –

Il Ministro Di Paola; dietro, il Capo di SMD Abrate

Martedì 13 novembre u.s. la Commissione Difesa della Camera ha iniziato l’esame del disegno di legge recante delega al Governo per la revisione dello strumento militare nazionale, già approvato dal Senato (Notiziario n. 149 del 7 u.s.)  e che  alla Camera avrà come relatori gli onn. Cirielli e Garofani.

Nel suo intervento iniziale di illustrazione del provvedimento (Atto Camera n. 5569, pubblicato sul nostro sito insieme ai Resoconti parlamentari), il Presidente della Commissione nonché relatore on. Cirielli ha  richiamato quelli che a lui appaiono i principali filoni d’intervento del disegno di legge delega (DDLD):

– la razionalizzazione delle risorse anche attraverso una migliore allocazione delle stesse;   

– la funzionalità dello strumento militare a fronte della prevista contrazione strutturale complessiva non inferiore al 30 per cento, entro sei anni, che “imporrà di intervenire mediante accorpamenti, unificazioni di funzioni in ottica interforze, e ridefinizione di procedure e compiti delle aree tecnico-operativa e tecnico-amministrativariorganizzazione degli organismi di vertice e territoriali, delle strutture preposte al settore infrastrutturale e alla formazione e addestramento,  degli arsenali e dei poli di mantenimento, nonché degli stabilimenti e dei centri manutentivi”.

“l’impatto sul personale della revisione dello strumento” che rappresenta “il punto più delicato del provvedimento”  e prevede “la riduzione delle dotazioni organiche del personale militare a 150.000 unità, nonché del personale civile del Ministero della difesa a 20.000 unità, da conseguire entro l’anno 2024”, e – aggiunge l’on Cirielli – “con riferimento al personale civile, la riduzione delle dotazioni organiche potrà avvenire anche con:  agevolazioni della mobilità interna; trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale; il ricorso a forme di lavoro a distanza; trasferimenti presso altre pubbliche amministrazioni “ . Ammazza quanti vantaggi avremo per perdere 10mila posti di lavoro!

Conclusivamente,  l’on. Cirielli ha detto che “si tratta di un provvedimento di grande rilievo, per il quale auspica che la Commissione possa svolgere in tempi serrati l’istruttoria più ampia e approfondita possibile, compatibilmente con i tempi di esame dettati dalla necessità di concluderne l’esame parlamentare entro la fine della legislatura”, auspicio ribadito subito dopo anche dal Ministro,  presente ai lavori, che ha riproposto, passo passo,  la stessa analisi e le identiche considerazioni che gli abbiamo sentito svolgere in molte altre Sedi.

Sono poi iniziati gli interventi, primi fra tutti quelli  degli onn. Cicu (PDL) e Rugghia (PD), che hanno espresso entrambi valutazioni positive sul provvedimento, con quest’ultimo che, in relazione alla “marcata” riduzione del personale, ha detto che questa riduzione “non può non accompagnarsi a misure di comprensione per i problemi che riguardano tale personale”  (vorremmo capire  in cosa si tradurranno  queste misure di comprensione).  Ci sono stati anche interventi critici:  dell’on. Speciale che ha affermato che  il provvedimento“ è stato costruito sulla pelle del personale”;   dell’on. Di Stanislao che ha detto che “è sospetta tutta questa fretta di approvare il provvedimento” ;  infine, dell’on. Calipari che ha affermato che “le ineludibili esigenze di celerità dell’attività istruttoria debbano coniugarsi con lo sforzo di svolgere un esame consono al ruolo ed al prestigio dell’istituzione parlamentare, che risulterebbero sviliti ove si intenda semplicemente ratificare il testo approvato dal Senato”. Approviamo incondizionatamente!

 L’esame del DDLD proseguirà in Commissione questa settimana, e per domani 20 nov. ore 14.45 è in agenda  l’audizione informale delle OO.SS. nazionali, alla quale parteciperemo e nella quale, sulla base delle considerazioni già svolte,  chiederemo una attenta riflessione sul testo approvato dal Senato. E lo stesso (pensiamo) chiederanno anche le Rappresentanze militari, molto critiche, come noi,  sul DDLD.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Atto Camera 5569 – DDLD per la revisione dello strumento militare nazionale

Allegato 2: Resoconto Commissione Difesa Camera del 13.11.2012

Allegato 2: Resoconto Commissione Difesa Camera del 14.11.2012

Notiziario n. 101 del 20 luglio 2012 –

Sen. Valerio Carrara, nuovo Presidente Commissione Difesa Senato

Settimana particolarmente impegnativa,  quella che sta per concludersi, per la Commissione Difesa del Senato,  i cui lavori sono stati quasi per intero occupati dall’esame del Decreto Legge (DL) 06.07.2012, n. 95 sulla spending review e dal prosieguo della discussione generale sul disegno di legge delega (DDLD) per la riforma dello strumento militare nazionale, provvedimenti sui quali si è  peraltro  concentrato l’ intervento del Ministro Di Paola nel corso della sua audizione del 18 u.s. in Commissione.

Per quanto riguarda il DL 95 sulla spending review (Atto Senato n. 3996) che, ricordiamolo, tra le altre cose prevede il taglio del 20 % degli uffici dirigenziali e del 10% degli organici civili (spesa) che produrranno migliaia di posizioni effettive soprannumerarie  rispetto alle nuove dotazioni rimodulate in riduzione, la Commissione Difesa, dopo un dibattito per la verità molto affrettato anche a seguito dei tempi ristrettissimi richiesti dal Governo (il DL andrà in settimana al voto dell’Aula), ha dato “per quanto di competenza, parere favorevole” con le motivazioni contenute nel resoconto qui allegato, segnalando comunque la  “la necessità di una armonizzazione”  del DL 95 con il DDLD e la necessità, nell’ambito delle previste riduzioni (stimate in circa 18.000 unità per il personale militare, e circa 3.000 unità per il personale civile), di garantire il più possibile le aspettative del personale del comparto”. Vedremo come…

Per quanto riguarda invece la discussione sul DDLD di riforma dello strumento militare (Atto Senato n. 3271), dobbiamo innanzitutto segnalare ai colleghi la singolare richiesta venuta dal sen. Del Vecchio che ha segnalato “l’opportunità di procedere alla soppressione dell’Agenzia industrie difesa (con trasferimento delle relative funzioni al Segretario generale)…”, al quale altrettanto singolarmente ha risposto il Sottosegretario Magri che ha affermato che  “verrà fatto quanto possibile per arrivare alla liquidazione dell’Agenzia industrie difesa al termine del biennio previsto ed in maniera il più possibile vantaggiosa da un punto di vista economico”. Una risposta che ci ripromettiamo di approfondire direttamente con il Direttore Generale nella riunione del 27 p.v. che verterà sulle prospettive degli Enti.

Nel pomeriggio del 18 u.s., c’è poi stata l’audizione del Ministro Di Paola, dei cui contenuti si trova ampia traccia nel resoconto parlamentare che alleghiamo.  In quella sede,  il Ministro ha riproposto la posizione già espressa nell’incontro con le OO.SS. del 17 u.s. (vds. Notiziario n. 100) circa la supposta continuità tra i tagli previsti dal suo progetto di riforma e quelli presenti nel DL 95, che a suo dire rappresenta solo un’accelerazione e “un tassello iniziale della riforma generale contenuta nel disegno di legge delega”. Un giudizio che FLP DIFESA non condivide, per i motivi che abbiamo già espresso al Ministro in sede di riunione e che qui riprendiamo, riproponendo il passaggio del precedente Notiziario: se è ben vero che i tagli del DL 95 rappresentano un’accelerazione rispetto a quelli previsti dal DDLD, è altrettanto vero  che esiste una sostanziale differenza: i tagli del DL 95 produrranno esuberi veri e collocamenti in disponibilità entro 12 mesi, mentre quelli del DDLD sarebbero stati assorbiti con gli esodi naturali e le cessazioni dal servizio”. Sotto il profilo delle ricadute reali, la discontinuità è evidente. Altro che semplice accelerazione!  Il Ministro ha comunque assicurato che la Difesa cercherà di gestire al meglio il processo di riforma anche avendo riguardo alla tutela delle famiglie..”. A vedere cosa sta facendo il Governo, il dubbio rimane tutto!

Per il resto, nulla di nuovo nell’intervento del Ministro Di Paola, che ha riproposto analisi che già conosciamo e la solita convinta difesa degli acquisti di armamenti, i caccia F35 in primis: anche su questo, la pensiamo diversamente, perché migliaia di posti di lavoro valgono molto più di 90 aerei, pur strategici.

Ultima notizia: alla Presidenza della Commissione Difesa del Senato è stato eletto il sen. Valerio Carrara.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Commissione Difesa Senato 18.07.2012 – seduta antimeridiana

Allegato2: Commissione Difesa Senato 18.07.2012 – seduta pomeridiana – audizione Ministro

Commissione Difesa



Riordino Scuole Militari. Lo schema di DPR è approdato all’esame della Commissione Difesa della Camera

23 Mag 2013 - Flp Difesa

Notiziario n. 59 del 23 maggio 2013 – E’ approdato in Commissione Difesa della Camera lo “Schema di DPR  concernente regolamento recante disposizioni per il riordino delle scuole militari e degli istituti militari di formazione”. Come noto, allo scopo di “ottimizzare l’allocazione delle risorse e migliorare la qualita’  delle  attivita’  formative”  e nel quadro del […]


E’ legge dello Stato la delega per la revisione dello strumento militare nazionale

19 Gen 2013 - Flp Difesa

Notiziario n. 7 del 19 gennaio 2013 – E’ stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale  n. 13 del 16.01.2013 la legge 31.12.2012, n. 244 recante “Delega al Governo per la revisione dello strumento militare nazionale e norme sulla medesima materia”,  il cui testo  è qui allegato . Trattasi del provvedimento che ridisegna in chiave fortemente riduttiva […]









Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy: