Notiziario n. 55 del 2 maggio 2016 –

La Ministra della Difesa, Roberta Pinotti
La Ministra della Difesa, Roberta Pinotti

Nel pomeriggio di oggi, la Ministra della Difesa R. Pinotti e le OO.SS. del personale civile hanno sottoscritto il “protocollo d’intesa sulle funzioni del personale civile”, che pubblichiamo su questa stessa pagina nel suo testo integrale e nei due allegati, con riserva di pubblicare quello con le firme delle Parti che lo hanno sottoscritto.

Come si ricorderà, l’art. 1, comma 2-bis,  del D.Lgs n. 7/2014 prevedeva l’individuazione dei “criteri”  per  l’“attribuzione di compiti e funzioni tecnico-amministrativi al personale civile di livello dirigenziale e non dirigenziale”, da recepire in apposito “Regolamento.  Era stato questo l’approdo più significativo del confronto tra A.D. e OO.SS. nazionali sugli schemi di decreti attuativi della delega (era il luglio 2013). Ebbene, nonostante le ripetute richieste e le sollecitazioni venute per quasi un anno solamente da FLP DIFESA (ne fanno fede i diversi comunicati sindacali),  solo dopo oltre 15 mesi, e precisamente in data 15.07.2015,  fu avviato il tavolo tecnico (si veda il Notiziario n. 79 di pari data),  seguito a distanza di tre mesi dalla seconda riunione  (vds. Notiziario n. 114 del 22.10.2015) e poi dalla terza (vds Notiziario n. 8 del 19.01.2016).

Nel frattempo, era avvenuto però un fatto che ha modificato profondamente lo scenario di fondo. Nell’incontro separato del 14.12.2015, la Ministra chiese e ottenne da CGIL-CISL-UIL l’abbandono della strada maestra legata al Regolamento e la sua sostituzione con un “protocollo d’intesa”,  che è uno strumento diverso e comunque meno idoneo ed esigibile. FLP DIFESA avrebbe potuto, anche in maniera strumentale, assumere posizioni aventiniane  e lasciare tutta intera sulle spalle di CGIL-CISL-UIL quella scelta al ribasso. E invece scegliemmo responsabilmente un’altra strada, quella di continuare a partecipare ai tavoli di confronto e a fornire contributi importanti, su alcuni aspetti anche decisivi come sa bene la stessa A.D., ai fini  della messa a punto finale di questo “protocollo”.  E lo abbiamo fatto avendo comunque chiari i  limiti dell’operazione che si andava a fare  (un  “protocollo”  è cosa ben diversa rispetto da un “regolamento”, non ci vuol poi molto a capirlo). E così, passo dopo passo e in pochi mesi,  si è giunti a conclusione del lavoro.

Il testo finale non presenta certo contenuti sconvolgenti e rivoluzionari, di quelli che fanno la storia. Molti colleghi penseranno magari alla “montagna che ha partorito il topolino”,  e forse rimarranno anche delusi dagli approdi conclusivi e dai suoi contenuti, che in molte parti più che segnare una novità storica, appare quasi come una fotografia dell’esistente.

FLP DIFESA è davvero ben conscia  dei limiti attuali dell’operazione, pur tuttavia  riteniamo che il “protocollo” vada colto come una “opportunità”, quanto grande si vedrà, e che vada al contempo raccolta la sfida che esso propone. La firma, politicamente pesante della Ministra che per questo abbiamo fortemente richiesto, supporta questa nostra convinzione.

Alcuni passaggi del protocollo appaiono significativamente innovativi: l’affermazione che i colleghi di 3^ area possono dirigere e coordinare unità organizzative, anche di rilevanza esterna, la cui responsabilità non è riservata ai dirigenti, oltre a poter rappresentare l’Amministrazione anche di fronte a terzi”  o il richiamo al “livello di responsabilità” anche per i lavoratori di altre aree, in primis la 2^; la previsione che le attività corrispondenti alle relative professionalità dovranno essere  previste “nella configurazione ordinativa degli Enti, anche relativamente ai livelli di responsabilità”;  l’elevazione al rango di “area” del settore industriale del MD; e altri ancora.

Questo, lo sappiamo bene, allo stato non garantisce alcunché in prospettiva. C’è, però, una sorta di “clausola sospensiva”, da noi espressamente richiesta e ottenuta: SMD e SGD predisporranno “entro tre mesi specifiche e coordinate direttive applicative”, precedute da apposite “sessioni informative con le OO.SS.” ed “entro 12 mesi” ci sarà la “verifica dell’attuazione del protocollo”. Quasi una clausola di garanzia, rispetto alla quale assumiamo l’impegno nei confronti dei colleghi che, laddove le direttive applicative non si ponessero in forte discontinuità con il passato e non offrissero garanzie e certezze, ne trarremmo subito le conseguenze e non aspetteremmo un solo istante a ritirare la nostra firma dal protocollo.

(Giancarlo Pittelli)

Pubblicazioni in data 3.05.2016:

Notiziario n. 46 del 19 aprile 2016 –

FLP DIFESA è impegnata, già da un paio di settimane,  in un programma di assemblee su tutto il territorio nazionale,  che da qui a metà giugno ci porterà in tantissime sedi e negli Enti più importanti del nostro Ministero con una triplice finalità:

informare i lavoratori interessati in merito agli ultimi sviluppi sulle partite attualmente in gioco che assumono per noi una valenza importantissima, per certi versi addirittura strategica;

raccogliere valutazioni e contributi dai colleghi, e ovviamente anche critiche, all’interno di una grande campagna di ascolto dei lavoratori che serva anche a costruire con loro una vertenza sostenibile;

avviare una forte mobilitazione della categoria che,  anche attraverso precedenti momenti di iniziativa sul territorio,  traguardi una grande iniziativa nazionale a sostegno delle nostre richieste.I riscontri avuti dalle prime assemblee già effettuate (Milano, Firenze, Pisa, Caserta, Padova etc.) appaiono estremamente confortanti.

Molta davvero la partecipazione dei colleghi, di quella che ultimamente non era frequente osservare; interesse rispetto ai temi in discussione; voglia di confrontarsi e di costruire insieme percorsi di iniziativa e di lotta nei confronti della controparte, spesso dimentica dei nostri problemi. Pur a fronte di un’ ordine del giorno dei lavori molto nutrito,  e che ricomprende ovviamente anche il ricorso a CEDU che sta registrando davvero molte adesioni, tre i temi che ci pare stiano suscitando il maggiore interesse dei lavoratori: passaggi economiciperformance individuale;  c.d.  “civilizzazione”.

Su primo dei tre temi,  quello relativo ai passaggi economici 2016, stiamo rilevando il malessere dei colleghi, di cui peraltro c’è ampia traccia nel sondaggio presente sul nostro sito, sul numero del tutto insufficiente dei passaggi richiesti da CGIL-CISL-UIL (7.000) e poi concessi in pari numero (7.002, pardon)    dalla dr.ssa Corrado,  che, dopo 6 anni di blocco, fanno della Difesa il fanalino di coda tra le AA.CC.;  proprio da qui, la necessità di alzare i numeri dei passaggi per storicizzare quote maggiori di salario accessorio.

Per quanto attiene al sistema di misurazione e valutazione della performance, ci sembra che dai lavoratori emerga in tutta evidenza, da una parte l’improponibilità del sistema di valutazione brunettiano nelle condizioni date del M.D., e dall’altra un forte apprezzamento per l’iniziativa ricorsuale di FLP DIFESA,  a fronte delle critiche crescenti, ma purtroppo ancora con troppo poca sostanza nell’azione di altre OO.SS.

Per quanto riguarda infine la c.d. “civilizzazione”, appare evidente lo stupore evidente dei lavoratori per l’incomprensibile abbandono, voluto dalla Ministra Pinotti e imposto a CGIL-CISL-UIL nell’incontro separato del 14.12.2015,  della strada maestra legata al Regolamento di cui all’art. 1, comma 2-bis, del D.Lgs n. 7, che era stato a suo tempo il fondamentale approdo del confronto unitario con A.D. sui decreti attuativi della delega e avrebbe dovuto finalmente fissare i criteri per  l’“attribuzione di funzioni e compiti tecnico-amministrativi  al personale civile di livello dirigenziale e non dirigenziale appartenente ai ruoli del Ministero della Difesa”,  che ora invece, per gentile concessione di CGIL-CISL-UIL,  verrà sostituito da un “protocollo d’intesa”, che è evidentemente uno strumento ben diverso e comunque meno idoneo ed esigibile. Alla messa a punto di questo “protocollo”,  FLP DIFESA sta comunque fornendo responsabilmente il proprio contributo all’interno dei già avviati tavoli tecnici, ma avendone comunque ben chiari ed evidenti i limiti (un “protocollo” è cosa ben diversa rispetto a un “regolamento”, non ci vuole poi molto a capirlo) e continuando comunque a chiedere l’adozione di atti che “impongano” ai Dirigenti l’attribuzione  di  funzioni e compiti specifici ai lavoratori civili.

Su questi tre temi, abbiamo realizzato una locandina, qui allegata con preghiera di affissione e di diffusione tra i colleghi,  che accompagnerà le nostre iniziative locali e  le assemblee che faremo da qui a metà giugno, che saranno pubblicizzate nel nostro sito (“agenda nazionale”).

Vi aspettiamo in tantissimi!

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: La locandina in pdf 

Notiziario n. 136 del 22 dicembre 2015 –

La Ministra della Difesa, Roberta Pinotti
La Ministra della Difesa, Roberta Pinotti

La politica degli annunci, che ha contraddistinto l’operato del Governo Renzi  negli oltre venti mesi di sua attività e che è stata aspramente contestata e contrastata in altre sedi da gran parte del Sindacato, sbarca anche nel Ministero Difesa. E’ questo, in estrema sintesi, il succo conclusivo della riunione odierna, nella quale la sen. Pinotti ha proposto la propria narrazione sulle problematiche del personale civile a distanza di 20 mesi già trascorsi dalla sua nomina e illustrato gli “indicatori di lavoro” (così li ha definiti) per il 2016.  Il tutto, di fronte ad un uditorio sindacale attento e disposto a crederle, con un’unica e sola voce stonata, la nostra,  che per questo è stata visibilmente contrastata dalla stessa Pinotti.

L’intervento iniziale della Ministra è stato dedicato ad illustrare i diversi punti della “comunicazione” datata 14.12.2015, qui allegata, inviata a tutte le OO.SS. nazionali:  risparmi dai riordini destinati al FUA;  protocollo d’intesa in materia di funzioni civili; conferma della tabella di equiparazione tra militari e civili; impegni su sviluppi economici e progressioni tra le aree; sessione informativa sul Libro Bianco.

E’ poi partito il consueto giro del tavolo sindacale, che ha espresso, nella quasi generalità, un sostanziale  apprezzamento  per le parole della Ministra  ed una sostanziale fiducia negli impegni 2016.  Con un’unica voce dissonante, quella di FLP DIFESA, che ha opposto una diversa narrazione degli accadimenti di questi venti mesi, accadimenti peraltro documentati e documentabili e che a nostro avviso occorrerebbe tenere in debita considerazione per  verificare la coerenza e la fondatezza degli annunci e degli impegni.

E questa voce dissonante, nel mare calmo e placido della riunione odierna, non è piaciuta evidentemente molto alla nostra Ministra che, capita l’antifona,  ha subito richiamato lo scrivente Coordinatore Generale alla brevità: erano passati meno di 30 secondi dall’inizio dell’intervento….   Ma con che cosa di così dirompente avevamo iniziato il nostro intervento, tale da suscitare la così forte ed immediata reazione della Ministra?  Molto semplicemente,  avevamo fatto presente alla sen. Pinotti che la riunione odierna era stata preceduta da una riunione separata solo con CGIL-CISL-UIL avvenuta in data 14 dicembre u.s.,  i cui contenuti e i cui approdi conclusivi erano stati oggetto di ovvia pubblicizzazione da parte di quelle sigle (della serie: il Ministro parla solo con noi) e successivamente oggetto di mera “comunicazione” alle altre OO.SS.  (vds seconda riga nota del Gabinetto di pari data, qui allegata).  Con quale rispetto per il principio di pari dignità ed opportunità di tutte le OO.SS. rappresentative e firmatarie dei contratti sancito dalle leggi vigenti e degli stessi CC.CC.NN.LL., lo lasciamo alla libera valutazione dei lavoratori.  La nostra Ministra sarà anche renziana doc e andrà anche alla Leopolda,  ma in questa circostanza ha rispolverato pratiche da prima Repubblica, che non vedevamo da anni in questo Ministero e che pensavamo appartenessero ad un’epoca ormai superata dalla storia: non è così, evidentemente.  La denuncia da parte nostra, avvenuta nell’incredibile silenzio delle altre OO.SS. che questa vicenda pure l’ hanno subito come noi,  ha sortito la visibilissima reazione negativa della Ministra, che peraltro non ha dedicato una sola parola in sede di replica per spiegare quanto avvenuto. Immaginiamo perché non c’era davvero nulla da spiegare rispetto ad una scelta che oggettivamente appare ingiustificata e ingiustificabile. E che noi, per nostra dignità, non potevamo tacere di fronte alla Ministra, che quella scelta aveva fatto.

Ci chiediamo solo se rimarrà un episodio a sé senza seguito, oppure se in epoca Pinotti si riapriranno nel Ministero Difesa tavoli di confronto riservati con le OO.SS., caminetti e sale più o meno verdi. Vedremo!

L’intervento di FLP DIFESA è poi entrato nel merito degli annunci della Ministra e degli impegni per il 2016.

FONDO UNICO DI AMMINISTRAZIONE

Va bene, ovviamente, l’anticipo al 2016 di destinazione al FUA dei risparmi dai riordini: è stata una nostra precisa proposta, presentata nella riunione con il Sottosegretario del 12 nov. u.s. (vds Notiziario n. 123 di pari data). Il raddoppio delle percentuali (dal 2-5% al 4-10%) ci sta però un po’ stretto, francamente pensavamo a qualcosa di più,  atteso che è la base iniziale della nuova forbice è sotto il 5%.  Rimangono comunque due problemi insoluti: la dotazione esigua del nostro FUA anche rispetto agli altri Ministeri e la forbice che si allarga nei confronti delle retribuzioni del personale militare, che godranno quest’anno non solo degli 80 € previsti in L. di stabilità  “per il riconoscimento dell’impegno profuso al fine di fronteggiare le eccezionali esigenze di sicurezza nazionale”  (esclusi i civili: avranno impegnato il loro tempo al mare?) ma anche di un incremento del loro fondo d (FESI) di 74 mln. (dichiarazioni COCER).

TABELLA DI CORRISPONDENZA MILITARI CIVILI.

La Ministra ha confermato la propria scelta sulla tabella convenuta con le OO.SS. il 22.11.2013, e di questo le siamo grati. Ma non ha sciolto la riserva circa i tempi di emanazione del DPCM di recepimento, per cui è quasi sicuro che i tempi indicati di recente dal Sottosegretario Rossi (entro fine anno) slitteranno. Possibile, abbiamo chiesto alla Ministra, che a oltre due anni questa benedetta tabella non veda la luce? Delle due, l’una: o la F.P. (che ha emanato tutte le altre tabelle) segue poco le sollecitazioni del M.D., o una manina nascosta ne ostacola l’entrata in vigore. Una manina evidentemente interessata, perché nel frattempo i transiti proseguono con la vecchia tabella che porta all’inquadramento in area 3^ di ex marescialli e luogotenenti. Zero risposte al riguardo…

FUNZIONI E COMPITI DEL PERSONALE CIVILE

L’annuncio/impegno della Ministra è per un “protocollo d’intesa” da siglare entro il primo trimestre 2016. A oltre due anni dall’entrata in vigore dell’art. 1 del D.Lgs. n. 7/2014 (“attribuzione di funzioni e compiti al personale civile” da recepire in apposito “Regolamento”), trascorsi invano nonostante le ripetute sollecitazione  di FLP DIFESA e ultimamente di tutte le sigle, è di tutta evidenza che il “protocollo”, peraltro tutto ancora da costruire, non può ovviamente soddisfarci e pone evidenti interrogativi sulla sua reale efficacia. Inoltre, non va sottaciuto che in questi due anni in cui non si è fatto nulla, i riordini sono comunque andati avanti nel segno di una marcata militarizzazione  (si pensi solo a quelli di Poli e Arsenali). Zero risposte da parte della Ministra, che di impegni in materia di civilizzazione ne aveva presi e tanti.

PASSAGGI ECONOMICI DENTRO LE AREE E PROGRESSIONI TRA LE AREE

Il numero di passaggi complessivi previsto dall’AD è pari a 1.095, un numero irricevibile atteso che dalla prima tornata (21.826 passaggi realizzati) è stato escluso un terzo del personale, poi bloccato per anni. Il problema nasce dall’organico di fascia poco opportunamente inserito in un DM firmato dalla stessa Ministra, ne abbiamo ampiamente riferito nel nostro recente Notiziario n. 134 del 15.u.s. : proprio per questo, ci si aspettava un preciso impegno politico, anche in sede  MEF e FP,  volto ad elevare e di molto il numero dei passaggi 2015.  Invece ci troviamo di fronte ad un semplice “mandato a PERSOCIV”  che  non si comprende bene cosa possa fare nel quadro esistente. Zero risposte anche qui.

In merito alla progressioni verticali tra le aree, a noi pare che l’effetto annuncio abbia raggiunto in questo caso la vetta massima. Abbiamo rappresentato i non facili ostacoli connessi alla fattibilità dell’operazione all’interno del vigente quadro normativo, abbiamo chiesto alla Ministra cosa intende fare per superare quegli ostacoli, ma anche qui zero risposte da parte della sen. Pinotti.

LIBRO BIANCO

La Ministra ha preannunciato una sessione informativa sulle questioni civili, e ci ha chiesto dei contributi. Ci siamo permessi di ricordarle che i contributi sono già stati offerti dalle OO.SS. (per quanto ci riguarda, ben 12 pagine A4 di analisi e proposte – vds. Notiziario n. 130 dell’11.12.2014), e che da quel momento è trascorso invano un anno. Zero risposte anche qui.  Va anche detto che la Ministra ha precisato che l’art. 280 del Libro Bianco (passaggio all’industria privata di strutture tecnico-industriali del MD) “riguarda Agenzia Industrie Difesa”.  Ci si chiede: che significa questo? E come mai lo si dice solo ora?

Questi gli esiti della riunione con la Ministra, che ha incontrato le OO.SS. dopo ben 20 mesi dal primo e unico incontro (17.04.2014).  Quando la nostra O.S. le ha ricordato questo, la Ministra ci ha detto in modo deciso che c’è un Sottosegretario delegato, circostanza però poco valutata ai fini dell’incontro del 14 u.s.

La riunione si è chiusa con un appello da libro cuore della Ministra (“rassicurate i lavoratori che ci preoccupiamo di loro”).  Lo facciamo davvero molto volentieri,  ma ricordando al contempo che i lavoratori si sentiranno rassicurati solo dai fatti e dai risultati concreti.  Di parole, ne abbiamo sentite tante, forse troppe!

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: 14.12.2015 – Nota Gabinetto su problematiche personale civile 

Notiziario n. 131 del 9.12.2015 –

Il Capo di SMM, amm. G. De Giorgi
Il Capo di SMM, amm. G. De Giorgi

Tra i provvedimenti di riordino in chiave riduttiva discendenti dai Decreti Legislativi nn. 7 e 8 del 28 gennaio 2014, attuativi della L. 244/2012, una posizione di primissimo rilievo è certamente occupata dalle riorganizzazione degli Stabilimenti industriali del MD, Poli Esercito e Arsenali MM in primis,  una volta autentico vanto dell’A.D. e oggi, a causa delle scelte miopi e suicide operate in passato, in grandissima sofferenza e con crescenti criticità in ragione soprattutto della limitatezza delle risorse e del turnover. Fu anche per questo motivo che, in sede di confronto con A.D. sugli schemi dei decreti attuativi (luglio 2013), le OO.SS. posero in particolare l’accento sul riordino degli Stabilimenti industriali, e non a caso la norma che ne derivò (art. 2259-sexies COM, come introdotta dal D.Lgs n. 8/2014), fortemente voluta dalle Parti sociali,  era sostanzialmente incentrata su due operazioni: “internalizzazioni” e “civilizzazione”.

Oggi, a distanza di oltre due anni da quel confronto, possiamo dire che il riordino degli Stabilimenti industriali del MD,  sicuramente i più in vista sotto il profilo della presenza civile, sta procedendo in una direzione opposta a quella prevista dal D. Lgs. n. 8: invece di “internalizzazioni” e “civilizzazione”, assistiamo sistematicamente a persistenti e crescenti “esternalizzazioni”  e a massicce iniezioni di personale militare collocato in posizioni apicali e al posto dei nostri funzionari.  Una situazione davvero inaccettabile, che gli Stati Maggiori hanno giorno dopo giorno costruito ad arte,  e alla quale hanno indirettamente contribuito anche CGIL-CISL-UIL che oggi chiedono a gran voce il “Regolamento” sulle funzioni del personale civile (art. 1 D.Lgs n. 7/2014), ma dopo un anno abbondante di colpevole disattenzione e anche di sorrisini ai tavoli ogni qual volta FLP DIFESA ne denunciava la non attuazione.  Un obiettivo, quello perseguito dagli SS.MM., che di certo guarda anche alla previsione dell’art. 280 del Libro Bianco , che afferma che sarà esplorata la possibilità che l’industria possa assorbire alcune strutture tecnico-industriali del MD e, grazie a specifiche norme, il relativo personale”.  E il cerchio così si chiude!

In questo quadro a tinte fosche e con prospettive per noi civili assolutamente allarmanti, posto che la soluzione finale sembra essere proprio la fine degli Stabilimenti industriali per come sinora l’abbiamo conosciuti,  onestà intellettuale ci impone comunque di differenziare tra loro l’operato degli SS.MM.  Per quanto attiene il riordino degli Stabilimenti industriali dell’Esercito,  già avvenuto attraverso i DD.MM. 31.12.2014 registrati alla Corte dei Conti il 24.03.2015,  va detto che le non internalizzazioni e la militarizzazione delle posizioni di lavoro, in particolare nel settore delle lavorazioni,  ne hanno costituito certamente i connotati essenziali, come sta avvenendo oggi nel riordino degli Arsenali della Marina. E noi questo lo abbiamo detto con forza, basta leggere il nostro documento sul riordino dei Poli che abbiamo consegnato a SME e che riporta il nostro giudizio conclusivo (vds. il Notiziario n. 81 del 27.07.2015). Abbiamo però riconosciuto, all’interno dello stesso documento, che Stato Maggiore Esercito aveva aperto un confronto vero con il Sindacato,  sul piano nazionale prima e sul piano locale poi,  presentando le proprie proposte di organigrammi e incarichi nei singoli Poli e gli schemi di provvedimento. Dunque, almeno sul piano del metodo, va riconosciuto a SME trasparenza e coinvolgimento pieno delle Parti sociali.

Esattamente l’opposto di quanto sta avvenendo in ambito Marina, dove il tratto essenziale del riordino di Arsenali e Centri tecnici è costituito dalla poca trasparenza delle scelte di riorganizzazione e dalla esclusione di fatto del Sindacato, sul piano nazionale e ancor di più sul piano locale. Scelte tutte di SMM, nel merito peraltro poco condivise dalla stessa Dirigenza degli Stabilimenti, che si è trovata un riordino di fatto imposto, senza alcun legame con le situazioni e con le esigenze reali degli Stabilimenti.

Con queste premesse, e anche alla luce dei più recenti accadimenti,  abbiamo scritto l’allegata lettera all’amm.  G. De Giorgi, Capo di SMM,  nella quale denunciamo i fatti e chiediamo un incontro.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 09.12.2015 Lettera a CaSMM su riordino Arsenali e CC.TT. e probl. Augusta

Allegato 2: Nota 21.09.15 OO.SS.-RSU CIMA Aulla

Allegato 2: 09.09.2015 Lettera a SMM-1° Rep su sch. DM Arsenali MM

Notiziario n. 114 del 22 ottobre 2015 –

Il gen. Umberto Baldi, Capo del 1° Reparto di SMD
Il gen. Umberto Baldi, Capo  1° Reparto SMD, presente in riunione

Si è svolta oggi al Gabinetto Difesa, incredibilmente in sede separata, la riunione del tavolo tecnico per la definizione del Regolamento sull’attribuzione di compiti e funzioni al personale civile, dirigente e non dirigente (art.1 D. Lgs. n. 7/2014, attuativo della Legge 2014/2012)..

La riunione di oggi seguiva la prima,  svoltasi a tavoli uniti in data 16 luglio 2015 (vedasi Notiziario 79 di pari data) nella quale l’A.D. aveva presentato, con l’ausilio di slide, la fotografia della situazione d’impiego in essere, suddividendo le attività attualmente svolte dal personale civile in macro e sotto settori (amministrativo, tecnico e sanitario e relativi sotto settori), e aveva rinviato alla seconda riunione, e dunque proprio a quella di oggi, la discussione di merito anche in ordine alle proposte formulate da alcune OO.SS.,  e tra queste FLP DIFESA (si veda il documento datato 10.12.2014, che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2).

Ebbene, nella riunione di oggi, l’AD ha presentato un proprio documento scritto, che alleghiamo al presente Notiziario come allegato 1,  e che giudichiamo non soddisfacente in quanto sviluppa molto parzialmente  i settori di impiego del personale civile, non entrando nel merito rispetto al livello di responsabilità affidato alle professionalità civili e al relativo elemento di organizzazione (reparto, ufficio, divisione, sezione, nucleo, settore, segreteria),  con riferimento peraltro al solo personale dirigente e a quello di terza area, con rimando ad un prossimo e ulteriore step della parte relativa agli incarichi attribuibili all’area seconda.

Nel suo intervento, la nostra O.S. ha criticato l’intento evidente dell’AD di “allungare il brodo” ulteriormente a dopo l’attuazione del “Libro Bianco”,  a ben 20 mesi di distanza dall’entrata in vigore del D. Lgs. 7/2014 (e anche i tavoli separati appaiono a funzionali a tal proposito), rinviando ancora le scelte su un problema fortemente sentito dal personale civile, e tutto ciò mentre proseguono le operazione legate ai processi di riorganizzazione di Enti importantissimi in precedenza a forte tasso di civilizzazione e adesso, dopo il riordino, a forte tasso di militarizzazione. Abbiamo citato in proposito la recente riorganizzazione dei Poli Esercito, degli Arsenali e dei Centri Tecnici di MM,  uno per tutti quello del CISAM di San Piero a Grado, in cui la quasi totalità di compiti e funzioni è appannaggio della componente militare, pur a fronte di una forte presenza di funzionari.

Abbiamo anche rappresentato che nessuna risposta è arrivata dell’AD rispetto alle proposte avanzate dalla nostra O.S. con il documento sopra richiamato del 10.12.2014  che recava le nostre precise opzioni in ordine ai settori di esclusivo impiego da parte del personale civile,  alle quali, solo per fare un primo esempio, viene oggi contrapposto dall’A.D. l’intendimento di connotare civilmente solo i posti apicali di Vicedirettore e di Direttore Amm. di Poli e Arsenali MM,  Enti ad alta presenza di funzionari civili, e peraltro a riordini oramai completati, come quelli dei Poli dell’Esercito nei quali i Vice Direttori non sono più civili ma militari.   Abbiamo dunque segnalato la nostra contrarietà nel metodo e nel merito rispetto al percorso allungato in maniera sospetta e ancora privo di quei connotati che consentirebbero di comprendere bene gli intendimenti di AD,  ma abbiamo precisato al contempo che non avremmo comunque fatto mancare le nostre osservazioni sui contenuti del documento oggi presentato,  anche ai fini della prossima riunione previsto entro la metà del mese di novembre, nel quale auspicabilmente si dovrebbe entrare finalmente nel merito delle questioni. E, infine, abbiamo denunciato il ritardo notevole relativo alla riorganizzazione dell’area T/A che, a differenza di quanto avvenuto in altre AA.CC. e a distanza di più di tre anni dal DL 95/2012, non ha ancora visto la luce (e l’AD non ha mai spiegato il perché).  “Regolamento” su funzioni e compiti al personale civile e riorganizzazione dell’area T/A sono tra loro connessi e intrecciati, ma AD non procede conseguentemente.

Nel corso della riunione, abbiamo anche riproposto la spinosissima questione legata al blocco di fatto  della trattativa FUA 2015,  di cui abbiamo ampiamente riferito nei  Notiziari n. 105 e 112 rispettivamente del 29 set e del 14 ott.  uu. ss.,  ma a tal riguardo predisporremo a seguire uno specifico Notiziario.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Bozza di lavoro presentata in riunione dall’AD

Allegato 2: 10.12.2014 Idee e proposte di FLP DIFESA sulla civilizzazione

Notiziario n. 79 del 16 luglio 2015 –

La dr.ssa A. Fava con la sen. Pinotti nel saluto dopo la nomina della Ministra
La dr.ssa Fava con la sen. Pinotti nel saluto al Gabinetto dopo la nomina a Ministra

Prima riunione, oggi, del tavolo tecnico finalizzato ad esaminare e approfondire temi e problemi legati all’individuazione dei “criteri”  per  l’“attribuzione di compiti e funzioni tecnico-amministrativi al personale civile di livello dirigenziale e non dirigenziale”, da inserire nel “Regolamento” ex art. 1 del D. Lgs n. 7/2014.

Come si ricorderà, questa previsione normativa aveva costituito l’approdo certamente più significativo del confronto tra A.D. e OO.SS. nazionali sugli schemi di decreti attuativi della delega (luglio 2013), accompagnato dall’impegno dell’allora Sottosegretario Pinotti ad avviare il confronto con il Sindacato subito dopo la loro entrata in vigore.  Impegno poi disatteso sino ad oggi, nonostante quella Sottosegretaria fosse nel frattempo diventata Ministra e nonostante, in sede di presentazione del proprio programma, avesse avuto parole nuove e significative sulla necessità di valorizzazione della componente civile (audizione del 15 marzo 2014).  Quindici  mesi e oltre trascorsi invano, nonostante le ripetute richieste e sollecitazioni venute per quasi un anno dalla sola FLP (ne fanno fede i diversi comunicati pubblicati nei diversi siti),  ora però fortunatamente in ottima compagnia di tutte le sigle sindacali che, all’unisono, rivendicano oggi la messa a punto di questo Regolamento come la prima e più importante delle questioni da affrontare. Un ritardo che abbiamo scontato anche in questi ultimi tempi: quando molto giustamente OO.SS., nazionali e locali,  denunciano la scarsissima civilizzazione nell’operazione di riordino degli Stabilimenti industriali (Poli ed Arsenali), è di tutta evidenza che se il Regolamento ci fosse stato, gli esiti sarebbero stati certo diversi. Ma tant’è, oramai quello che è fatto è fatto,  e allora cogliamo il positivo nell’avvio di questo tavolo. Che però dovrà camminare speditamente, evitando così di aggiungere ulteriori ritardi a quelli già registrati.

La riunione tecnica di oggi è stata presieduta dalla Vice Capo di Gabinetto, dr.ssa Antonietta Fava, che ha portato il saluto del Sottosegretario Rossi, ed è stata quindi introdotta dalle relazioni tecniche del 1° Reparto di SMD attraverso gli interventi prima del gen. U. Baldi e poi del col. A. Genovese, che hanno fatto una fotografia dell’esistente e messo a fuoco aspetti e analisi sottese al lavoro del tavolo tecnico.

Fotografia attuale: il personale civile della Difesa risulta oggi impiegato in tre macrosettori: il primo, quello amministrativo (gestione patrimoniale e finanziaria; gestione personale e matricola; contenzioso; contrattualistica e procurement); il secondo, quello tecnico (ricerca e sperimentazione; informatica; logistica; manutenzioni; meteorologia e antinfortunistica);  in ultimo , quello sanitario.   In base ai dati forniti da SMD, il personale civile con incarichi di responsabilità sarebbe oggi pari al 70% nel settore amministrativo,  al 72 % in quello tecnico e solo al 25% in quello sanitario. SMD non ha riferito in che modo e attraverso quali criteri sia stata operata detta rilevazione sulle posizioni di responsabilità,  che a lume di naso,  a noi sembrano francamente  ottimistiche.  Ci sarà però modo e tempo per comprenderlo.  Per quanto attiene alle questioni sottese al lavoro del tavolo tecnico, SMD ha indicato la necessità di approfondire alcuni aspetti (rimodulazione dei settori d’impiego; l’impiego in altri settori anche nuovi, come la cooperazione internazionale; l’incremento di responsabilità per il personale di area 3^; la connessione tra profili professionali e incarichi di responsabilità)  e di operare le scelte all’interno di un quadro di situazione  che tenga dentro più cose: la funzionalità degli Enti; le diverse tipologie di incarichi di responsabilità, alcune tipizzabili come civili in senso stretto e altre ascrivibili ad una linea di confine; la connotazione militare per alcuni incarichi in alcuni settori; l’armonizzazione con il modello a 20.000 previsto dalla legge 244/2012; infine, la previsione di procedure alternative in caso di mancata copertura di incarichi di responsabilità. Gli obiettivi finali da traguardare, ha concluso SMD, sono la valorizzazione del personale civile, l’attribuzione di maggiori responsabilità e infine, una maggiore integrazione tra componente militare e componente civile.

E’ poi seguito il giro di tavole con gli interventi di tutte le OO.SS. che hanno sostanzialmente parlato all’unisono e, pur con differenti sottolineature, rappresentato posizioni tra loro unitarie  e convergenti.

Nel suo intervento, la nostra O.S. ha innanzitutto dato atto della portata in un qualche modo storica del tavolo odierno, che finalmente, a oltre vent’anni dalla riforma Andreatta,  affronta per la prima volta l’argomento civilizzazione.  Non va però dimenticato  il corposo ritardo con il quale questo tavolo comunque parte,  quindici mesi dopo l’entrata in vigore del D. Lgs. 7,  che obbliga tutti gli attori a intensificare al massimo i tempi del confronto tecnico per poter rapidamente poi andare al tavolo politico, che è poi quello delle scelte finali. Occorre dunque fare presto, e pertanto serve sin da subito decidere una programmazione dei lavori molto stretta, sul tipo di quella positivamente sperimentata ai tempi del confronto tecnico sugli schemi dei DD. LLgs. attuativi della delega (anche allora era luglio, anno 2013). Come allora, anche ora c’è la necessità di fare presto, e dunque occorre procedere con estrema speditezza.

Ma per farlo, occorre confrontarsi su una base concreta. FLP DIFESA ha apprezzato lo sforzo di SMD di definire il quadro di situazione di partenza: la fotografia dell’esistente, le problematiche in campo, gli aspetti da approfondire, gli obiettivi da fissare. Uno sforzo serio, apprezzabile e da noi apprezzato,  che rappresenta certo una buona base di partenza, ma che presenta un unico vero limite: la mancanza di un ben definito orizzonte temporale (“quanto tempo ci diamo”?).  Un limite, questo, da colmare subito. E, subito dopo, l’AD deve iniziare a mettere sul tavolo le proprie proposte concrete: le OO.SS. hanno da tempo avanzato le proprie, per quanto ci riguarda FLP DIFESA ha predisposto un documento molto dettagliato nei contenuti (vds Notiziario n. 130 del 12.12.2014), inviato al Sottosegretario in pari data data  e che ad ogni buon conto ripubblichiamo su questa stessa pagina,  e anche altre sigle (poche, per la verità) lo hanno fatto. Dunque, noi la nostra parte l’abbiamo fatta, ora è davvero tempo che l’AD faccia la propria. E la faccia, guardando certamente all’area 3^ per l’individuazione delle posizioni di responsabilità, ma anche all’area 2^ all’interno della quale, ordinamento professionale e declaratorie alla mano, ne dovranno essere individuate.

Quello che a nostro avviso non deve più accadere è subordinare il confronto sul Regolamento al Libro Bianco: l’AD lo ha già fatto una volta, era il 22 novembre 2014, quando il Sottosegretario  Rossi espresse l’avviso che l’avvio del tavolo sul Regolamento dovesse essere posticipato all’uscita del Libro Bianco.  In quella circostanza (si veda il Notiziario n. 122 di pari data), esprimemmo l’idea (e fummo allora purtroppo i soli a farlo) a che il “confronto sul “Regolamento” accompagni,  e non segua,  il “Libro Bianco” , atteso che “il Regolamento ex art. 1  D. Lgs. n. 7, rappresenta davvero la “madre di tutte le questioni”, e che  i due percorsi possono avere  “percorsi paralleli”, che quindi possono (e per noi devono) rimanere separati, anche se poi non potranno non incrociarsi tra loro”.  Continuiamo a pensarla così, anzi le nostre convinzioni, alla luce di quanto avvenuto,  si sono addirittura rafforzate.  Se qualcuno pensa di utilizzare strumentalmente il Libro Bianco per un ulteriore rinvio sine die della partita sul Regolamento, troverà in noi un contrasto forte:  d’altronde, è ben nota la nostra fermissima opposizione alle scelte del Libro Bianco (avremo già scritto una diecina di Notiziari al riguardo), figuriamoci se possiamo immaginare di attendere l’attuazione delle infelici scelte del Libro Bianco per discutere di civilizzazione……..

Avviare una discussione che abbia l’obiettivo di traguardare una efficace civilizzazione, significa però porsi anche il problema legato alla tabella di corrispondenza tra gradi militari e posizioni civili. La proposta convenuta e condivisa con l’AD (allora Sottosegretario Pinotti) prevede il transito dei Sottufficiali in area 2^ e degli Ufficiali in area 3^: era il 22 novembre 2013, si veda il Notiziario n. 122 di pari data. Dopo di allora nulla, e le risposte fornite dall’AD alle ripetute sollecitazioni delle OO.SS. sono state del tipo “la tabella è ferma in FP”. Sono passati 20 mesi 20, la cosa comincia francamente a puzzare un po’,  e dopo aver letto il Libro Bianco (art. 217, dove si parla di incarichi di responsabilità per i Marescialli) ) ancor di più.  Non è che ci troveremo di fronte a qualche spiacevole sorpresa, magari scaricata sulla FP? In ogni caso, parlare di civilizzazione significa anche parlare di tabella di coorrispondenza, atteso che la stessa rappresenta un punto di riferimento in materia di  configurazione e assegnazione delle responsabilità.

Infine abbiamo ricordato all’AD. che, giusta risposta dell’on. Rossi alla nostra domanda, il tavolo tecnico dovrà occuparsi pure delle riorganizzazione e delle competenze dell’area TA, con la rivisitazione del DM 22.01.2013.

Infine, preso atto che tutte le OO.SS. hanno posto come prioritaria la “questione tempi”, la dr.ssa Fava si è riservata, entro i primi giorni della prossima settimana, di comunicarci la calendarizzazione dei lavori del tavolo.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Il documento di FLP DIFESA con le proposte sulla c.d. civilizzazione (inviato al Sottosegretario il 12 dicembre 2014)

Notiziario n. 63 del 18 giugno 2015 –

La podista Ministra della Difesa, sen.  R. Pinotti
La podista Ministra della Difesa, sen. R. Pinotti

A memoria nostra, una riunione così insignificante e inconcludente come quella ultima del 26 maggio u.s. con il Sottosegretario on. D. Rossi, non si era mai vista. Eppure di questioni da discutere e di risposte da dare ce n’erano moltissime.

Dalla questione “Regolamento” (Art. 1 D. Lgs. n. 7/2014: criteri per l’attribuzione di funzioni e compiti al personale civile dirigente e non, la madre di tutte le questioni, che sinora sembrava interessasse solo FLP DIFESA) alla questione “tabella di equiparazione” tra gradi militari e posizioni civili d’inquadramento, che da novembre 2013 giace nei cassetti della FP con una AD incapace da un anno e mezzo a farsi dare l’attesa risposta positiva;    dalla questione legata alla valutazione della performance individuale alla paralisi attuale sul FUA 2015 (non è mai successo che a metà giugno non sia ancora avviata la trattativa nazionale, a fronte di una esigenza quest’anno di fare prestissimo per riavviare i passaggi economici), che pone in grandissima difficolta i tavoli locali per l’avvio dei progetti senza più il sistema di valutazione per la distribuzione del FUS azzerato dalla FP;     dalla questione legata ai permessi di servizio, incredibilmente azzerati dalla nota a firma dr.ssa Preti, che continua a creare enormi problemi ai tavoli locali con evidenti costi in più per l’AD, alla mancata riorganizzazione post DL 95/2012 delle strutture centrali dell’AD (SGD; DD.GG. e UU.TT.).  E l’elenco potrebbe ancora continuare… pensiamo solo all’ultima puntata, l’uscita del Libro Bianco con il solito frasario trito e ritrito e nessuna scelta concreta su specificità e valorizzazione dei civili.

Dunque, un oceano di mancati impegni e un deserto di risposte: questo il bigliettino da visita di Ministra e Sottosegretario a 14 mesi dal loro insediamento. Colpisce soprattutto la “mutazione” della Ministra Pinotti: da militante/dirigente politica di sinistra, sensibile e attenta alle ragioni dei lavoratori, che poi da Sottosegretario ha ben colloquiato con il Sindacato (si pensi solo alle positive risultanze del luglio 2013 sui decreti attuativi della delega) alla recente, decisa virata al credo renziano, che ha marginalizzato il Sindacato (da mesi le OO.SS. Le chiedono invano un incontro), fatto riforme via mail e infine operato un incredibile giro di valzer sulla stessa civilizzazione, dopo gli impegni assunti anche in Parlamento.

E’ questa, in estrema sintesi, la storia di questi quattordici mesi: il buio assoluto e il continuo rinvio dei problemi. Dobbiamo però anche riconoscere gli errori del Sindacato: se, di fronte a questo quadro desolante, le OO.SS. avessero avviato una vertenza unitaria sulla base di una piattaforma condivisa invece che dar oggettivamente una mano alla controparte con la scelta suicida dei tavoli separati, oggi forse non saremmo a questo punto.

Ma oggi le cose stanno cambiando: il quadro fortemente rassicurante emerso dopo la tornata elettorale europea 2014 è entrato da qualche mese in grande crisi, e il recente voto amministrativo lo dimostra: il modello renziano è entrato in sofferenza, forse definitivamente, ed ora cominciano davvero i dolori, come le ultime vicende, in particolare quella legata alla c.d riforma della scuola, sembrano dimostrare. E, allora, occorre finalmente cogliere l’occasione, anche all’interno della nostra Amministrazione.

Il quadro è in evoluzione: c’è – ci sembra – una consapevolezza nuova tra le OO.SS. (lo dimostrano la quasi totale convergenza dei giudizi sull’ultima deludente riunione con il Sottosegretario), anche se manca sinora lo spunto decisivo finale, quello della costruzione di una piattaforma unitaria di pochi ma qualificati punti, che poi fanno riferimento alla mancate risposte di questi mesi del Vertice politico, e l’avvio di una vertenza vera; e ci sono anche iniziative movimentiste, dai posti di lavoro, come quella, interessante e positiva, che domani è organizzata a Roma con l’assemblea delle RSU di area SGD.

L’obiettivo ineludibile dei prossimi giorni dovrà essere dunque quello della costruzione di una piattaforma unitaria e di una forte vertenza, che chiami l’AD a dare le risposte concrete che attendiamo e che non possono esaurirsi nei soliti impegni fumosi, e su di esse costruire poi un vasto fronte unitario di lotta. Il tempo sta scadendo.

(Giancarlo Pittelli)

Notiziario n. 34 del 30 marzo 2015 –

Il nuovo Capo di SMD, gen. CA Claudio Graziano
Il nuovo Capo di SMD, gen. CA Claudio Graziano

Il nuovo Capo di Stato Maggiore  della Difesa,  gen. CA Claudio Graziano,  ha incontrato a tavoli uniti nel pomeriggio di oggi  le OO.SS. nazionali.  Nell’intervento d’apertura,  il Capo di SMD ha ricordato la fase complessa e difficile che vivono le FF.AA., chiamate a rivedere nei prossimi anni, in chiave fortemente riduttiva,  il proprio assetto.  Ha ricordato come la componente civile ne costituisca parte essenziale, in un rapporto di “interscambio attivo” con l’altra componente (i militari), e proprio per questo a Suo avviso  le FF.AA. dovranno operare per valorizzarne al massimo gli apporti professionali e gli impieghi all’interno degli Enti, in particolare nella c.d. area industriale (Poli Esercito e Arsenali MM).  Da qui il doveroso impegno in materia di formazione,  alla quale le FF.AA. annettono una valenza strategica e, a tal proposito,  il Generale ha dato notizia dell’avvio in ambito SMD di un gruppo di lavoro per la costituzione di un Ufficio ad hoc. Ha quindi ricordato le modalità – in primis,  la mobilità verso altre PP.AA. –  previste dal D. Lgs. n. 8/2014  per il progressivo taglio da qui al 2024 delle circa 8.000 posizioni organiche civili oggi eccedenti,  ed ha concluso  auspicando un rapporto di stretta collaborazione con le OO.SS., offrendo massima disponibilità al riguardo.

E’ poi seguito il consueto giro di tavolo, con gli interventi delle OO.SS., e dunque anche del nostro. In merito al riassetto dello strumento militare, FLP DIFESA ha ricordato la nostra vecchia sollecitazione ai Vertici politici e militari  a chè  l’operazione di riordino fosse colta dall’AD come occasione per un profondo ripensamento sul lavoro civile e per dare finalmente ai dipendenti civili ruolo, funzioni e prospettive, il tutto anche alla luce della previsione dell’art. 1 del D. Lgs. n. 7/2014 e degli intendimenti programmatici espressi dalla stessa  Ministra.  Purtroppo, la svolta che attendevano non è invece avvenuta,  e ce ne accorgiamo quando, in occasione del riordino degli Enti,  in primis gli Arsenali MM,  vediamo come la riorganizzazione proceda secondo modelli che relegano ancora una volta il lavoro civile in ambiti ristretti e in ruoli secondari. Per invertire la tendenza, sarebbe stato necessario porre mano subito al Regolamento  previsto dallo stesso art. 1 D. Lgs. n. 7,  e invece non lo si è fatto. E oggi siamo alla vigilia dell’uscita del Libro Bianco…….. Appare allora fuorviante  invocare turnover,  nuove assunzioni e  forme di apprendistato (tipo “scuola allievi operai”), se prima non si risolve a monte quel problema e non si chiariscono i compiti e le funzioni dei civili.

La seconda questione da noi posta riguarda le relazioni sindacali in ambito area operativa.  Nel loro rapporto con le OO.SS,  le FF.AA. operano sul livello centrale, a valle delle scelte di riordino, con differenti modalità:  alcune, (ES e AM)  con scrupolosa attenzione sul versante dell’ informazione preventiva e con rispetto del ruolo del Sindacato,  altre (MM e CC),  invece,  solo a colpi di ordini del giorno calati dall’alto, al netto di qualsiasi coinvolgimento delle Parti sociali.  Occorre, a nostro avviso, allineare verso l’alto queste differenti modalità. La nostra O.S. ha anche segnalato inoltre le permanenti criticità in materia di agibilità sindacali, che appaiono pesanti alla vigilia del via alla messe di provvedimenti previsti da qui al 2018. Una soluzione andrà trovata.

FLP DIFESA ha poi affrontato il tema del rapporto tra civili e militari, e denunciato l’inaccettabilità delle permanente diversità di trattamento, economico e normativo, in condizioni d’impiego simili o similari. Occorre riavvicinare le forbici, perché la situazione è prossima davvero al punto di rottura.  Inoltre, nel segnalare che la FP incontrerà  il 2 p.v. le Confederazioni sulle tabelle di corrispondenza (pubblichiamo su questa stessa pagina la lettera di convocazione), si è augurato che il DPCM di prossima emanazione rechi le tabelle di corrispondenza militari/civili convenute da AD e OO.SS. .

Sul tema del trattamento economico, ha poi segnalato la necessità di reperire risorse aggiuntive per il FUA.

Infine, in materia di formazione, ha chiesto un incontro tecnico specifico per comprendere come SMD ed SGD stiano procedendo e come intendano coordinarsi in ordine ai nascenti Uffici nei loro rispettivi ambiti.

In conclusione,  un incontro certamente utile e positivo. Ora però aspettiamo fatti e azioni concrete.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: La convocazione FP per le tabelle di corrispondenza

Notiziario n. 33 del 26 marzo 2015 –

La sen. Roberta Pinotti, Ministra della Difesa
La Ministra Roberta Pinotti a  Porta a Porta di Vespa

La sen. Roberta Pinotti ha festeggiato da poco il Suo primo compleanno da  Ministra della Difesa.   Un Ministero, il nostro,  da sempre complesso e complicato,  e che tale oggi ancor di più appare per l’ampliarsi e l’acuirsi dei teatri di crisi internazionale, che proprio per questo ha bisogno di  una guida esperta ed autorevole.  E la sen. Pinotti sembrava avere proprio il profilo giusto: più volte componente delle Commissioni Difesa di Camera e Senato, durante il Governo Letta è stata Sottosegretario alla Difesa con delega alle relazioni sindacali.  Un incarico durato solo 10 mesi (mag 2013/feb 2014),  ma in un periodo nodale  nella vita dell’AD,  durante il quale furono definiti i decreti attuativi della L. 244/2012.

In quella fase, dopo gli anni davvero bui nelle relazioni sindacali al tempo dei Ministri La Russa e Di Paola, il Sottosegretario Pinotti volle recuperare il confronto con le Parti sociali, e fu attraverso questo confronto che furono riscritte intere parti dei decreti attuativi.  Particolarmente importante appariva  il contenuto dell’art. 1,  comma 2-bis, let. e)  del D. Lgs. 28.10.2014, n.7,  che prevede l’“attribuzione di compiti e funzioni tecnico-amministrativi al personale civile di livello dirigenziale e non dirigenziale”,  che più oltre  rinvia al  “Regolamento”, previsto dallo stesso comma 2-bis, per la definizione dei “criteri” che assicurino l’attribuzione di quei compiti.  Appare evidente la centralità di questo passaggio, e la successiva nomina a Ministro della sen. Pinotti lo rendeva finalmente quasi a portata di mano.

Una speranza divenuta quasi certezza dopo la prima uscita da Ministro in Parlamento – 15 marzo 2014, Commissioni Difesa di Camera e Senato, illustrazione  linee programmatiche del Dicastero – nella quale la sen Pinotti pronunciò parole nuove,  mai sentite da altri Ministri,  nei confronti del lavoro civile.   Ne riportiamo alcuni passaggi all’attenzione dei colleghi: ”La Difesa ha bisogno di personale ancor più qualificato….  E mi riferisco, tra gli altri, al personale degli Stabilimenti, degli Arsenali e dei Centri di manutenzione,  il cui lavoro è cruciale per garantire l’efficienza dello Strumento Militare in un settore di “eccellenza” nazionale,  garantendo che venga assicurato il “travaso” di competenze tra “anziani” e “giovani”, per non disperderne il prezioso bagaglio professionale. …. In primo luogo, dobbiamo superare definitivamente quegli “steccati” che hanno circoscritto tradizionalmente i civili della Difesa a specifici compiti e funzioni, escludendoli da altre riservate di norma al personale militare. Con la ovvia eccezione dei compiti operativi, propri delle FF.AA., questo genere di differenziazione oggi non ha più alcun senso e, anzi, si tramuta in una penalizzazione per la stessa A.D. che, così facendo, rischia di sprecare l’opportunità di valorizzare le eccellenze sicuramente presenti anche tra il personale civile. In secondo luogo, dobbiamo sostenere adeguatamente questa trasformazione, assicurando ai civili una formazione costante e progressiva nell’arco della carriera…”. Parole sante e benedette, mai sentite in  passato.

E’ trascorso poco più di un anno da quel 15 marzo 2014.  E, nel mezzo, non è successo nulla: nonostante le richieste quasi ossessive della nostra O.S. sulla necessità di scrivere quel Regolamento,  non si  è fatto niente. E la gente se ne è accorta: vi invitiamo a leggere i risultati e a partecipare al sondaggio che abbiamo attivato sulla home page – parte alta sinistra – del nostro sito.  Forse ha pesato il fatto che FLP DIFESA è stata sinora sempre sola in questa richiesta (e anche in piazza). Anche per questo abbiamo letto con piacere la nota di CISL DIFESA inviata il 12 u.s. all’on. Rossi nel quale chiede di “riprendere il confronto di merito sul Regolamento” (a dire il vero, non ci eravamo accorti che il confronto era già cominciato…. quando?).  Va bene lo stesso, comunque.

   La questione va affrontata e subito, questo è certo, abbiamo perso già troppo tempo, occorre aprire subito il confronto di merito sul Regolamento e chiarirne preliminarmente  il quadro di fondo. Per questo, abbiamo scritto alla Ministra Pinotti  la nota qui allegata, che reca la richiesta di incontro.

Pubblichiamo, su questa stessa pagina,  una interrogazione del  M5S, attendiamo ora di conoscere le risposte della Ministra.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 26.03.15- la lettera di FLP DIFESA alla Ministra Pinotti

Allegato 2: 10.12.2014 il documento di FLP DIFESA con le proposte sulla c.d. civilizzazione

Allegato 3: 10.03.2015 – Interrogazione parlamentare del M5S sulle problematiche civili

Notiziario n. 22 del 25 febbraio 2015 –

La Ministra della Difesa, Roberta Pinotti
La Ministra della Difesa, Roberta Pinotti

Nella G.U. n. 36 del 13.02.2015 è stato pubblicato il Decreto Ministeriale (DM) 19.11.2014, disponibile su questa stessa pagina, che reca la “ripartizione territoriale delle dotazioni organiche del personale civile del Ministero Difesa”  adottato in attuazione del DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) datato 22.01.2013.

Come si ricorderà, il predetto DPCM recepiva i nuovi organici di alcune AA.CC., tra le quali anche il M.D., in applicazione dell’art. 2, c.1, del D.L. 95/2012 (“spending review” di Monti), che  aveva disposto il taglio del 20% degli Uffici dirigenziali e “la riduzione non inferiore al 10% della spesa complessiva relativa al numero dei posti in organico di tale personale” del personale non dirigente.  Rispetto ai precedenti organici discendenti dal D.L. 138/2011,   il DPCM 22.01.2013  ha così fissato i nuovi organici civili del M.D.: n. 1.824 in area 1 (erano n. 63); n. 23.246 in area 2^ (erano n. 26.590);  n. 2.681 in area 3^ (erano n. 3.630) e n. 26 professori.  Invece, la nuova dotazione organica dei  dirigenti è pari a n. 117  (erano n. 133 dopo il D.L. 138).

Così determinata la dotazione organica complessiva del MD,  la tappa successiva al DPCM 22.01.2013 consisteva nella distribuzione tra i diversi profili professionali del N.S.C. (Nuovo Sistema di Classificazione)  delle dotazioni di area in esso indicate,  e nella contestuale ripartizione tra i diversi “pezzi” che compongono il M.D. (SMD; SGD; SS.MM. di F.A., etc.) e dunque per Organo Programmatore (O.P.).  Una operazione, quest’ultima,  che  ha richiesto molto più tempo di quello che in partenza  era lecito immaginare,  atteso che ci sono voluti più di due anni perché il D.M.  vedesse la luce.   Quando, dopo quasi un anno e mezzo, lo schema di DM è stato presentato alle OO.SS. nazionali  (riunione del 24.06.2014,  vds. Notiziario n. 69 di pari data),  la nostra O.S. assunse  una posizione molto critica nei confronti delle scelte operate dall’Amministrazione,  e con la nota del 3.07.2014  (che ripubblichiamo su questa stessa pagina) espresse il proprio convincimento  sul fatto che “.. in ragione della situazione in essere, la ripartizione per Regioni e per OO.PP.  fissata in un D.M. determinerebbe una condizione  di evidente rigidità al sistema, con pericolose ricadute  in materia di mobilità interna ed esterna, di reimpiego e anche sotto il profilo delle nuove assunzioni, vitali per Poli, Arsenali e CC.TT”, e propose pertanto  “che il DM in questione riporti esclusivamente la ripartizione per profilo professionale, evidenziandone solo la dotazione nazionale, lasciando poi ad atti interni dell’A.D. la ripartizione tra OO.PP. e Regioni, come peraltro da sempre avviene per le dotazioni organiche di Ente”.    Una posizione successivamente condivisa da tutto il tavolo sindacale,  che però non ha sortito alcun “ravvedimento operoso” da parte  di SMD – gestore tecnico dell’operazione organici –  che,  per come si evince dalla ripartizione operata dal DM,  ha mantenuto lo stesso impianto, nonostante l’avviso diverso che ci risulta sia stato espresso anche da alcuni OO.PP. .  L’unica concessione – a conclusione dei due incontri tecnici con SMD del 29.09.2014 e dell’8.10.2014 (si vedano rispettivamente i Notiziari n. 104 e 107/2014) – è stata l’incremento delle dotazioni organiche di F.A. e di Regione relativamente ad alcune posizioni destinate agli Enti c.d. “industriali” della Difesa (Poli, Arsenali e Reparti Manutenzione AM), e più precisamente: 25 a Taranto, 5 a La Spezia, 20 a Piacenza, 15 a Terni e 10 a Cameri. Poca cosa, ovviamente!

Siamo orain presenza dei nuovi organici in capo ai diversi OO.PP. e per le diverse Regioni; a seguire, gli OO.PP. stessi dovranno ridefinire gli organici dei propri Enti.  A tal proposito, è utile ricordare come nella riunione del 13 ott. u.s. (Notiziario n. 108) la nostra O.S. ha chiesto al Sottosegretario che, non appena adottato il DM con la nuova ripartizione degli organici,  gli OO.PP.  fissino con sollecitudine  apposite riunioni  con le OO.SS. nazionali  per un confronto sui criteri che presiederanno alla ridefinizione degli organici dei propri Enti e all’attribuzione degli incarichi,  passaggio questo decisivo nella prospettiva della civilizzazione. E’ in quella sede che misureremo la reale volontà  di dare attuazione all’art.1, c. 2-bis, let. e) D. Lgs.7/2014.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: D.M. 19.11.14 dotazioni organiche personale civile M.D.

Allegato 2: 03.07.2014 – osservazioni e proposte di FLP DIFESA sullo sch. DM organici

civilizzazione


Firmato da Ministra e OO.SS. il “protocollo d’intesa” sulle funzioni civili. Entro tre mesi le direttive applicative di SMD e SGD. Un’opportunità che cogliamo e una sfida che raccogliamo

2 Mag 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 55 del 2 maggio 2016 – Nel pomeriggio di oggi, la Ministra della Difesa R. Pinotti e le OO.SS. del personale civile hanno sottoscritto il “protocollo d’intesa sulle funzioni del personale civile”, che pubblichiamo su questa stessa pagina nel suo testo integrale e nei due allegati, con riserva di pubblicare quello con le firme […]


Assemblee FLP DIFESA. Informazione, confronto, ascolto e invito alla mobilitazione, con l’obiettivo di una iniziativa nazionale. Passaggi, performance e “civilizzazione” i temi di maggior interesse

19 Apr 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 46 del 19 aprile 2016 – FLP DIFESA è impegnata, già da un paio di settimane,  in un programma di assemblee su tutto il territorio nazionale,  che da qui a metà giugno ci porterà in tantissime sedi e negli Enti più importanti del nostro Ministero con una triplice finalità: – informare i lavoratori […]


Incontro con la Ministra Pinotti. La politica degli annunci sbarca anche nel Ministero della Difesa. Solo FLP DIFESA esprime dubbi e perplessità, e la cosa non piace….

22 Dic 2015 - Flp Difesa

Notiziario n. 136 del 22 dicembre 2015 – La politica degli annunci, che ha contraddistinto l’operato del Governo Renzi  negli oltre venti mesi di sua attività e che è stata aspramente contestata e contrastata in altre sedi da gran parte del Sindacato, sbarca anche nel Ministero Difesa. E’ questo, in estrema sintesi, il succo conclusivo […]


Il riordino praticamente al buio degli Arsenali e dei Centri tecnici della Marina. Lettera di FLP DIFESA al Capo di SMM amm. De Giorgi e richiesta di incontro

9 Dic 2015 - Flp Difesa

Notiziario n. 131 del 9.12.2015 – Tra i provvedimenti di riordino in chiave riduttiva discendenti dai Decreti Legislativi nn. 7 e 8 del 28 gennaio 2014, attuativi della L. 244/2012, una posizione di primissimo rilievo è certamente occupata dalle riorganizzazione degli Stabilimenti industriali del MD, Poli Esercito e Arsenali MM in primis,  una volta autentico […]


Secondo tavolo tecnico per l’attribuzione di funzioni e compiti al personale civile. Bozza di lavoro dell’AD, ma siamo ancora molto nel vago….

22 Ott 2015 - Flp Difesa

Notiziario n. 114 del 22 ottobre 2015 – Si è svolta oggi al Gabinetto Difesa, incredibilmente in sede separata, la riunione del tavolo tecnico per la definizione del Regolamento sull’attribuzione di compiti e funzioni al personale civile, dirigente e non dirigente (art.1 D. Lgs. n. 7/2014, attuativo della Legge 2014/2012).. La riunione di oggi seguiva […]


Partito il tavolo tecnico per l’attribuzione di compiti e funzioni ai civili. Manca la calendarizzazione, occorre fare presto

16 Lug 2015 - Flp Difesa

Notiziario n. 79 del 16 luglio 2015 – Prima riunione, oggi, del tavolo tecnico finalizzato ad esaminare e approfondire temi e problemi legati all’individuazione dei “criteri”  per  l’“attribuzione di compiti e funzioni tecnico-amministrativi al personale civile di livello dirigenziale e non dirigenziale”, da inserire nel “Regolamento” ex art. 1 del D. Lgs n. 7/2014. Come […]


Qualcosa si muove. Di fronte alle mancate risposte del Vertice politico, serve costruire una piattaforma unitaria e aprire una forte vertenza.

18 Giu 2015 - Flp Difesa

Notiziario n. 63 del 18 giugno 2015 – A memoria nostra, una riunione così insignificante e inconcludente come quella ultima del 26 maggio u.s. con il Sottosegretario on. D. Rossi, non si era mai vista. Eppure di questioni da discutere e di risposte da dare ce n’erano moltissime. Dalla questione “Regolamento” (Art. 1 D. Lgs. […]




In Gazzetta Ufficiale le nuove dotazioni organiche civili del M.D. ripartite per Regione e per Organo Programmatore

25 Feb 2015 - Flp Difesa

Notiziario n. 22 del 25 febbraio 2015 – Nella G.U. n. 36 del 13.02.2015 è stato pubblicato il Decreto Ministeriale (DM) 19.11.2014, disponibile su questa stessa pagina, che reca la “ripartizione territoriale delle dotazioni organiche del personale civile del Ministero Difesa”  adottato in attuazione del DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) datato 22.01.2013. Come […]


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