L’on. Domenico Rossi, Sottosegretario di Stato alla Difesa
Riunione ancora interlocutoria, ma che è probabilmente servita a gettare le basi per la soluzione del problema legato all’accordo per la distribuzione del FUA 2014. Potrebbe essere questa, in estrema sintesi, il succo dell’incontro di oggi pomeriggio, a tavoli uniti, con il Sottosegretario on. Domenico Rossi.
Sulla natura del problema, ne abbiamo diffusamente parlato nel Notiziario n. 131 del 16 u.s.: a fronte di una ipotesi di distribuzione del FUA 2014 che è copia conforme degli accordi definitivi 2012 e 2013, F.P. ha formulato quattro rilievi, tre dei quali non comportano particolari problemi mentre l’ultimo sì in quanto, in ordine alla dichiarata “incontrattabilità” del sistema di valutazione, obbligherà alla espunzione in sede di accordo definitivo del comma 1 dell’art. 12 dell’ipotesi di accordo, che reca appunto il sistema di valutazione contrattato dalle Parti firmatarie, rilievo pesantissimo e comunque non operato dalla stessa FP in ordine agli accordi degli anni precedenti che recavano lo stesso testo. Davvero molto strano e contraddittorio!
Nella riunione del 16 u.s. (si veda il Notiziario n. 131 di pari data), l’Amministrazione ha proposto lo stralcio del comma 1 dell’art. 12 e la sua sostituzione con il seguente nuovo comma: “la remunerazione della produttività progettuale (dunque dei progetti già fatti) è operata sulla base delle risultanze del sistema di valutazione dell’Amministrazione” . Una soluzione che, sul piano tecnico, ci è apparsa ragionevole, e lo abbiamo detto chiaramente in riunione e anche nel Notiziario, per i due buoni motivi che qui ribadiamo:
perché garantirebbe “l’ulteriore corso del contratto” e, conseguentemente, lo sblocco delle risorse economiche afferenti al FUA, altrimenti bloccate in virtù delle norme vigenti in mancanza di accordo certificato o rivisitato alla luce delle condizioni e raccomandazioni venute dalla FP;
perchè il riferimento, per la remunerazione dei progetti di produttività, al “sistema di valutazione dell’Amministrazione” sarebbe compatibile con gli approdi dei tavoli locali, tenuto conto che il citato sistema di valutazione dell’Amministrazione non può che essere quello adottato a livello locale a seguito degli accordi FUS sottoscritti dalle Parti, atteso che attualmente non opera all’interno dell’a Difesa alcun sistema di valutazione della performance che, come noto, è stato sospeso con lettera n. 500565 del 16.02.2012 a firma dell’allora Sottosegretario dr. G. Magri
Da qui, la nostra disponibilità ad accogliere la proposta tecnica dell’Amministrazione, tenuto conto che consentirebbe di sottoscrivere l’accordo definitivo FUA 2014 e conseguentemente di sbloccarne le risorse. C’era, e c‘è, un solo problema: i possibili riflessi negativi sulla distribuzione del FUS 2014, in quanto potrebbe avvenire che i Dirigenti degli Enti, sulla base dello stralcio del comma 1 dell’art. 12 dell’ipotesi di accordo, fossero indotti a rimettere in discussione le modalità di misurazione e di valutazione dell’apporto partecipativo del dipendente sinora ricompreso nel range tra 1 e 1,5. E questo ovviamente creerebbe un enorme problema, tenuto conto che siamo praticamente a fine anno 2014, e dunque a progetti già quasi tutti completati, e, in moltissimi casi, a valutazioni e misurazioni già operate.
E’ il motivo per il quale siamo già intervenuti presso il Sottosegretario Rossi con la lettera che ripubblichiamo sul nostro sito: prima di chiudere l’accordo definitivo, serve l’assoluta garanzia – tutta e solo politica, con il seguito delle più adeguate iniziative di carattere operativo – che le modifiche ipotizzate in sede di accordo definitivo FUA 2014 non comportino la rimessa in discussione degli accordi locali sul FUS 2014 e la modifica delle modalità di misurazione e valutazione della produttività progettuale individuale rispetto a quelli adottati negli Enti sulla base del comma 1 dell’art. 12 dell’ipotesi FUA 2014.
Ebbene, a nostro avviso, questa garanzia politica oggi ci è stata offerta: il Sottosegretario si è detto disposto a firmare una “determina” (atto amministrativo monocratico, attraverso il quale si esplica, in questo caso, la precisa volontà del Vertice politico), che verrebbe trasmessa a tutti gli Enti del M.D., con la quale, “in via transitoria ed eccezionale per l’anno 2014”, dispone che i Dirigenti degli Enti distribuiscano le risorse del FUS “nell’ambito di specifici progetti, programmi e/o piani di lavoro di miglioramento o di mantenimento di apprezzabili livelli di servizio”, che lo facciano “a conclusione dei processi di misurazione e di valutazione della produttività, con esclusione di ogni meccanismo di erogazione automatica”, e sulla base “del livello di conseguimento degli obiettivi predefiniti ed al grado di adeguatezza dell’effettivo apporto del dipendente, espressi, purché positivi, con un coefficiente compreso tra 1 e 1,5”, e, infine, che la distribuzione avvenga “previa comunicazione partecipativa al dipendente della verifica effettuata“.
A ben leggere, trattasi, in buona sostanza, del testo del comma 1 dell’art. 12 dell’ipotesi di accordo che la FP ci ha “invitato” (eufemismo evidente) ad espungere dal testo dell’accordo definitivo, ma che viene interamente recuperato all’interno della “determina“ del Sottosegretario Rossi, il cui effetto sarà quello di confermare in toto l’impianto della distribuzione del FUS 2014 nei termini concordati nell’ipotesi di accordo e, con esso, tutti gli accordi locali e le risultanze delle valutazioni effettuate in loco.
Dobbiamo dare atto al Sottosegretario della Sua disponibilità a fornire quella “garanzia politica” che avevamo richiesto nella nostra lettera del 16 u.s., e per questo abbiamo espresso la nostra valutazione positiva e la disponibilità a sottoscrivere l’accordo definitivo sul FUA 2014 nei termini di cui sopra, anche per non perdere ulteriore tempo che avrebbe il solo effetto di far slittare in avanti la richiesta delle somme del FUA 2014 al MEF e, conseguentemente e prevedibilmente, anche i pagamenti FUA e FUS.
Lo stesso non hanno fatto altre sigle che, dopo quello che è apparso un sostanziale via libera iniziale da parte di alcune di esse, hanno chiesto ulteriore tempo per approfondire il problema e per firmare l’accordo FUA. Come FLP DIFESA ne abbiamo responsabilmente preso atto, senza chiedere alcuna forzatura, nel pieno rispetto delle altrui valutazioni e al solo fine di non spaccare il fronte delle sigle firmatarie dell’ipotesi di accordo. Il tempo di riflessione non potrà comunque andare oltre la prima metà di gennaio, entro la quale il Sottosegretario ha già anticipato che convocherà le Parti per la scelta definitiva.
Dunque, come dicevamo in apertura di Notiziario, la riunione di oggi non è stata risolutiva del problema FUA 2014, ma ha gettato le basi affinché la soluzione ipotizzata (non ci pare esistano alternative) vada in porto.
Nel corso della stessa riunione, sono stati toccati gli altri due argomenti previsti dall’o.d.g..
Contributi delle OO.SS. sul tema della civilizzazione e avvio del confronto
Nel ringraziare dei contributi sollecitati dallo stesso on. Rossi ma venuti però solo da alcune OO.SS., il Sottosegretario ha indicato nella seconda decade di gennaio il momento di avvio del confronto con le OO.SS., finalizzato comunque al redigendo “Libro Bianco”. A tal riguardo, abbiamo riproposto uno dei temi conduttori del “contributo” dato da FLP DIFESA (si veda il “documento” allegato al Notiziario n. 130), quello di avviare presto il percorso che porterà al “Regolamento” previsto dall’art 1 D. Lgs. 7, che dovrà fissare i “criteri” per l’“attribuzione di compiti e funzioni” ai civili, senza i quali temiamo che la c.d. “civilizzazione” resti solo una enunciazione di facciata, come è avvenuto in questi 10 mesi post D. Lgs. 7.
Sistema di valutazione della performance individuale per l’anno 2015
Eravamo stati facili profeti (si veda il Notiziario n. 131 del 16 u.s.) a immaginare che, sulla scorta dei rilievi venuti dal MEF sull’ipotesi di accordo FUA 2014, l’Amministrazione potesse cogliere la palla al balzo per lanciare il nuovo sistema di valutazione della performance individuale per l’anno 2015. Così in effetti è avvenuto e, nel corso della riunione, ci è stata consegnata la bozza messa a punto dall’A.D. (che pubblichiamo su questa stessa pagina) e sui contenuti della quale le OO.SS. sono state invitate, entro un mese, a produrre osservazioni e contributi, che solo questo potranno fare a causa della sua“incontrattabilità”. Nel prenderne atto, la nostra O.S. si è riservata di esprimere le proprie valutazioni sulla bozza dell’A.D. solo dopo un’attenta lettura e dopo averla messa a confronto con la vecchia “direttiva” del 23.12.2010, nei confronti della quale FLP DIFESA espresse a suo tempo un giudizio radicalmente negativo e contro la quale ricorse in giudizio, poi interrotto a seguito della sospensione intervenuta con la nota del SSS Magri.
Abbiamo in ogni caso riproposto il nostro pensiero sul fatto che, per le condizioni date del MD e per quelle di prospettiva fino al 2018, appare scarsamente sostenibile un sistema di valutazione dei civili.
Come da impegno assunto nell’incontro del 21 novembre u.s. (si veda il Notiziario n. 122), FLP DIFESA ha puntualmente inviato in data odierna al Sottosegretario, e per conoscenza a OO.PP., PERSOCIV e AID, le “osservazioni scritte” su temi e problemi legati alla c.d. “civilizzazione” del Ministero della Difesa.
Un tema antico e caro ai colleghi, quello della “civilizzazione”, e cioè la necessità di riconoscere pienamente il ruolo e di attribuire funzioni e compiti adeguati al personale civile (che, proprio per questo, è tema connesso ed intrecciato con il controverso rapporto con il personale militare, certo molto più garantito e tutelato), che è stato l’obiettivo non raggiunto della prima riforma c.d. Andreatta (1997) e dei processi di ristrutturazione che si sono succeduti nell’ultimo quindicennio, essendo apparsa ai più: sul fronte politico, solo un impegno general generico non seguito da scelte normative e operative coerenti e, su quello sindacale, più uno slogan che una rivendicazione seria sulla quale aprire una vertenza altrettanto seria con l’A.D.
Il punto di svolta si è avuto attraverso il confronto tra Amministrazione e OO.SS. sugli schemi dei due decreti attuativi della delega per il riordino in chiave riduttiva delle FF.AA. (si legga il Notiziari n. 2/2014), che il Ministro Mauro e l’allora Sottosegretaria on. Pinotti hanno voluto e avviato e che è servito a mitigare in modo anche significativo gli effetti negativi di una legge delega, la n. 244/2012, che noi abbiamo giudicato pessima sotto il profilo dell’attenzione al lavoro civile e contro la quale FLP DIFESA organizzò il 6 luglio 2012 una grande manifestazione nazionale. Particolarmente importante è apparso a tutti il contenuto dell’art. 1, comma 2-bis, let. e) del D. Lgs. 28.10.2014, n. 7 che prevede l’“attribuzione di compiti e funzioni tecnico-amministrativi al personale civile di livello dirigenziale e non dirigenziale”. Una novità significativa, frutto positivo di una azione unitaria, che giustamente le OO.SS. nazionali allora rivendicarono in pieno.
Piccolo, ma non insignificante problema: lo stesso articolo rinviava ad apposito “Regolamento” l’individuazione dei criteri per l’“attribuzione di compiti e funzioni tecnico-amministrativi al personale civile”, passaggio dunque cruciale e decisivo per dare gambe e concretezza alla “civilizzazione”, rispetto al quale il Vertice politico di allora, e in particolare l’allora Sottosegretaria Pinotti, si era impegnato ad aprire rapidamente il confronto con le OO.SS. dopo l’entrata in vigore dei due decreti attuativi della delega.
E’ esattamente quello che non è avvenuto sinora, nonostante i ripetuti richiami venuti da FLP DIFESA, e di cui c’è ampia traccia in tutti i nostri Notiziari sugli incontri con Ministra e Sottosegretario. Spiace constatare che quei richiami siano venuti solo dalla nostra O.S., e ne fanno fede i comunicati diffusi da CGIL-CISL-UIL dopo gli stessi gli incontri, dove il tema “Regolamento” sembra scomparso dall’agenda, compreso l’ultimo relativo alla riunione del 3 u.s. dal titolo consolatorio “Finalmente si comincia a ragionare”.
Si comincia a ragionare de ché? Sui soprannumeri, i dati forniti dall’A.D. sono vecchi come il cucco (31.12.2013) e non più attuali; sulla tabella di equiparazione, a distanza di oltre un anno dall’accordo con l’allora Sottosegretario Pinotti (12.11.2014), non si sa nulla; sulle reinternalizzazioni, il solito rinvio sine die e nessuna risposta sull’attuazione delle disposizioni recate dal D.Lgs. n. 8 (art. 2259-sexies COM); sui permessi di servizio, a distanza di sei mesi dall’esplodere del problema, ancora nessun risultato pratico; sul Regolamento, infine, e cioè sulla partita più importante, se ne parlerà a febbraio, e cioè dopo il Libro Bianco che recherà le scelte sul sistema Difesa dei prossimi quindici anni. Ma non sarebbe meglio discuterne prima, per evitare di trovarci di fronte a scelte già operate, anche con l’avallo del Parlamento, e fissate da un Libro Bianco le cui linee guida (si legga il Notiziario n. 71 del 3.07.2014) affermano che bisognerà scegliere “quali ruoli prevedere per il personale civile della Difesa”. Insistiamo: non è meglio parlarne prima? Ecco perché la FLP DIFESA non ha condiviso la scelta del Sottosegretario, apprezzata pare da CGIL-CISL-UIL, di differire il confronto sulla civilizzazione a febbraio e, dunque, a dopo il Libro Bianco.
Ma il Sottosegretario Rossi, da buon politico e da esperto in relazioni con la controparte essendo stato Presidente del COCER, è stato molto fine: da una parte ha rinviato a febbraio e cioè a dopo il Libro Bianco il confronto sul Regolamento, dall’altra ci ha dato lo zuccherino invitandoci a fornire, entro il 10 dicembre, “osservazioni scritte” sui temi della civilizzazione e ai fini della redazione del “Libro Bianco”.
La nostra O.S. ha risposto con garbo e disponibilità, nonostante la palese ed indigeribile scelta di differire ulteriormente il confronto, e si è da subito impegnata a fornire le proprie “osservazioni scritte” . Cosa che abbiamo puntualmente fatto, producendo (ed anche entro i termini di tempo fissati) il documento che alleghiamo al presente Notiziario che reca “idee e proposte per una effettiva ed efficace civilizzazione”, un documento corposo, volutamente dettagliato, che rappresenta il nostro contributo alla discussione che verrà (si spera) per dare finalmente ruolo, funzioni e prospettive al personale civile. Attendiamo ora di conoscere i documenti delle altre sigle, invitate dall’on. Rossi a fornire i loro contributi.
Nell’invitare tutti i colleghi a leggere il nostro documento e a fornirci le loro considerazioni al riguardo, e ovviamente anche eventuali critiche e suggerimenti, proviamo a darne una rapidissima sintesi:
la “premessa” definisce, anche sotto il profilo storico, i temi e i problemi legati alla “civilizzazione” e segnala la “svolta” avvenuta con il D. Lgs. n. 7 (“attribuzione di compiti e funzioni tecnico-amministrativi al personale civile di livello dirigenziale e non dirigenziale”) e congli impegni programmatici espressi in Parlamento della Ministra, che, però, non hanno ancora avuto alcun seguito;
il punto 2 ricorda l’importanza delle scelte ricondotte al Regolamento previsto dall’art. 1 del D.Lgs. n. 7, nel quale dovranno essere fissati i “criteri” per l’attribuzione di compiti e funzioni al personale civile, e sostiene l’autonomia del percorso “Regolamento” rispetto a quello, definito parallelo dallo stesso on. Rossi, del “Libro Bianco” e pertanto chiede l’avvio del confronto tra le Parti anche prima di febbraio;
rispetto alle scelte più importanti demandate al “Regolamento”, la nostra O.S. esprime con chiarezza e con il supporto di argomentazioni riteniamo valide e convincenti, le seguenti posizioni e richieste:
– conferma dell’attuale ripartizione di competenze tra area tecnico- operativa e area tecnico-amministrativa, e dunque tra SEGREDIFESA E STAMADIFESA, contro il dichiarato tentativo del Capo di SMD di depotenziare PERSOMIL e PREVIMIL alleggerendo così significativamente l’area del Segretariato, e cioè dell’area dove attualmente maggiore e più qualificata è la presenza civile: si può pensare di civilizzare il Ministero partendo dalla decivilizzazione di quel poco che oggi c’è?
– preso atto che la pur importante previsione del D.Lgs. n. 7 e le linee programmatiche della Ministra non hanno modificato, allo stato, le scelte degli Organi Programmatori che, nella sostanza, disegnano e ridisegnano Enti a forte connotazione militare anche con riferimento a compiti e funzioni tecnico-amministrativi, si esprime il convincimento che solo la fissazione di criteri precisi e vincolanti – in primis per i Dirigenti – da recepire nel redigendo “Regolamento”, possa risolvere la partita;
– afferma, e questo rappresenta per noi un punto davvero decisivo, che l’“attribuzione di compiti e funzioni tecnico-amministrativi al personale civile” debba riguardare non solo i lavoratori di area 3^, ma anche quello delle altre aree, in particolare della 2^ area, all’interno della quale operano professionalità alle quali l’ordinamento assegna la possibilità di essere posti a capo di unità operative;
– elenca minuziosamente le aree di attività all’interno della quali possano essere affidate ai lavoratori civili la direzione, la responsabilità e il coordinamento di Servizi/Sezioni e Reparti: lavorazioni; manutenzioni; infrastrutture; sperimentazioni; sanità; supporto; vigilanza; benessere; trasporti; amministrazione ed economato; governo del personale; formazione; logistica e gestione materiali; assicurazione qualità; sistemi informatici e antinfortunistica e igiene ambientale;
– segnala le attuali criticità e formula alcune proposte in materia di formazione, atteso che non può esserci un serio processo di civilizzazione senza una formazione altrettanto seria e adeguata.
Questo il contributo di una O.S. che ha tenuto fede ai propri impegni; attendiamo ora una risposta altrettanto seria da parte del Sottosegretario, con le proposte dell’AD e il più rapido avvio del confronto.
E’ certamente la notizia del giorno: tra 15 giorni, dovrebbe finalmente iniziare il confronto con l’A.D. in merito al redigendo “Regolamento” previsto dall’art. 1 del D. Lgs. n. 7/2014. E’ l’impegno assunto direttamente dal Sottosegretario Rossi nel corso della riunione odierna con le OO.SS. nazionali, rigorosamente a tavoli separati a causa delle ben note pulsioni unitarie di CGIL-CISL-UIL della Difesa. E l’annunciata riunione non può che essere accolta con grande favore da chi, come FLP DIFESA, da mesi sollecita l’avvio di questo confronto, ritenendo la scrittura di quel Regolamento la chiave di volta sulla quale costruire la tanto auspicata, e mai sinora realizzata, civilizzazione del Dicastero. E il perché è presto detto.
Quel regolamento dovrà definire, tra le altre, tre cose di grande importanza per noi:
la prima: “la ripartizione delle funzioni e dei compiti tra le aree e gli uffici” in cui si articola il Ministero della Difesa, e dunque, in primo luogo, la ripartizione delle competenze tra STAMADIFESA e SEGREDIFESA, che dovrà dire la parola finale rispetto alle tentazioni “annessioniste” espresse dall’attuale Capo di SMD in sede di audizione parlamentare ( 21.11.2013, vds. nostro Notiziario n. 126) in materia di gestione del personale militare, che vorrebbe sottrarre alle due GG. PERSOMIL e PREVIMIL devolvendole direttamente agli SS.MM. di F.A.. Una posizione questa fortemente contrastata dai lavoratori dei due Enti ma anche non condivisa dalle Commissioni Difesa, che hanno espresso parere contro;
la seconda: quasi sicuramente il “Regolamento” sarà l’occasione per ridefinire in chiave riduttiva l’assetto e l’organico di SGD, DD.GG., UU.CC e UTT e per recepire dunque, anche in area T/A, i tagli discendenti dal DL 95/2012 attraverso un nuovo regolamento di organizzazione che sostituirà l’attuale (DM 16.01.2013);
la terza, per noi certamente la più importante: il redigendo “Regolamento” dovrà definire i “criteri” che dovranno “ assicurare l’attribuzione di funzioni e compiti tecnico amministrativi al personale civile di livello dirigenziale e non dirigenziale appartenente ai ruoli del Ministero difesa”. Detta in altra maniera, il Regolamento dovrà declinare in che modo e attraverso quali percorsi prenderà forma, corpo e sostanza quella “civilizzazione” in merito alla quale si è spesa fortemente anche la nostra Ministra Pinotti con quelle storiche affermazioni espresse nella sua prima audizione da Ministro (15.03.2014, vds. Notiziario n. 25).
Ebbene, mettendo uno dietro l’altra queste tre incombenze sottese alla scrittura del Regolamento, e vista la priorità che per noi riveste la questione civilizzazione, si comprende bene l’importanza del confronto che dovrebbe partire tra una quindicina di giorni e sul quale l’on. Rossi si è oggi impegnato con le OO.SS. Non sarà magari “la madre di tutte le battaglie”, ma certo per noi questa scadenza riveste un’importanza notevole, strategica e di prospettiva, e come tale ci accingiamo ad affrontarla, sicuri che i lavoratori civili della Difesa comprenderanno bene la centralità di questo passaggio e ne seguiranno da vicino gli sviluppi.
La riunione di oggi pomeriggio, avvenuta a palazzo Aeronautica e alla presenza di una foltissima delegazione di parte pubblica in cui erano tra gli altri presenti anche tutti gli SS.MM. e SEGREDIFESA, aveva all’ordine del giorno due importanti questioni, entrambe sollecitate più volte con apposite note da FLP DIFESA: il DM di ripartizione degli organici e la vicenda legata all’ avvenuta soppressione di CEFODIFE.
SCHEMA DI DM DI RIPARTIZIONE DEGLI ORGANICI
A seguito della consegna alle OO.SS., avvenuta a conclusione della riunione con il Sottosegretario del 24.06.2014, dello schema di DM predisposto dall’Amministrazione, FLP DIFESA, con propria nota del 3 luglio, che ripubblichiamo su questa stessa pagina, ha rappresentato al Sottosegretario le proprie osservazioni al riguardo, segnalando che “.. in ragione della situazione in essere, la ripartizione per Regioni e per OO.PP. fissata in un decreto ministeriale determinerebbe una condizione di evidente rigidità al sistema, con pericolose ricadute in materia di mobilità interna ed esterna, di reimpiego e anche sotto il profilo delle nuove assunzioni, vitali per Poli, Arsenali e CC.TT” e proponendo pertanto le più utili modifiche. Questa posizione, inizialmente isolata, è cresciuta nella percezione di tanti di settimana in settimana, almeno così ci è parso di capire, ed è diventata posizione condivisa da tutto il tavolo sindacale, come abbiamo appreso leggendo i comunicati diffusi a conclusione delle due riunioni tecniche con SMD. Condiviso dalle OO.SS. anche il giudizio sulle aperture di SMD sulle 75 posizioni civili in più per gli Enti “industriali”, significative, ma certo non tali da modificare il giudizio negativo sull’attuale schema di DM. In sede di riunione, il Sottosegretario ha offerto un ulteriore passo in avanti, e cioè l’inserimento nelle premesse dello schema di DM di una precisazione volta a ribadire che la “distribuzione su base regionale, stante la strutturale transitorietà dello stesso, non costituisce vincolo per la inevitabile costante mutevolezza ordinativa di medio e lungo periodo…” , una precisazione certamente anche utile, che però costituisce allo stato solo un impegno per un possibile nuovo DM adottabile entro il 31.12.2016, in quanto successivamente gli organici verranno ridefiniti triennalmente con apposito DPCM. Dunque, l’integrazione non modifica assolutamente lo struttura attuale di questo DM, che mantiene la ripartizione su base regionale e con questo, a nostro avviso, tutto il suo portato di rigidità che sconteremo nei prossimi mesi e prossimi anni. Continuiamo a pensare che serviva una norma ad hoc nel D. Lgs. 8 (sarà possibile inserirla nel D.Lgs. correttivo?).
FLP DIFESA ha poi chiesto che, non appena adottato il DM con la ripartizione delle dotazioni organiche, gli OO.PP. fissino con sollecitudine apposite riunioni con le OO.SS. nazionali per un confronto sui criteri che presiederanno alla ridefinizione degli organici dei propri Enti e all’attribuzione degli incarichi, passaggio anche questo decisivo in prospettiva, e proprio ai fini della invocata civilizzazione.
SOPPRESSIONE CEFODIFE
In apertura, il Sottosegretario ha fatto il punto di situazione sulla gravissima perdita di CEFODIFE disposta dell’art. 21 del DL 24.06.2014, n. 90, già convertito nella Legge n. 114 dell’11.08.2014 con le modifiche al comma 6, che ha così reso possibile la sottoscrizione dell’accordo con SNA (Scuola Nazionale dell’Amministrazione) che pubblichiamo sempre su questa pagina e che farà da battistrada ad un secondo accordo per sbloccare le risorse degli OO.PP. destinate alla formazione. Il progetto finale prevede il mantenimento in capo al M.D. delle attività formative non di interesse di SNA, e dunque quelle in materia di sicurezza, quelle a carattere specialistico e quelle destinate alle aree diverse dalla 3^, e in funzione delle quali si sta ragionando anche su quale debba essere il nuovo Istituto che ne assorbirà le attività.
Nel suo intervento, FLP DIFESA ha innanzitutto espresso il proprio rincrescimento per il fatto che, nonostante le nostre reiterate richieste, la vicenda CEFODIFE approdi per la prima volta sul tavolo nazionale a distanza di ben 4 messi dal DL e di due mesi dalla legge di conversione, avendo dovuto registrare sinora il mancato coinvolgimento delle OO.SS. su una vicenda di rilevante interesse nazionale. Ha quindi giudicato “un buon accordo” quello sottoscritto da SGD con SNA in data 6 agosto u.s., che ha assicurato continuità alle attuali attività formative e gettato le premesse per il futuro (4^ alinea art. 9).
Dato atto di questo all’A.D., e tenuto conto del mancato coinvolgimento ad oggi delle OO.SS., FLP DIFESA ha chiesto un tavolo di confronto per discutere in merito ai contenuti e alle scelte connesse al mantenimento in ambito Difesa delle attività formative non d’interesse di SNA e degli strumenti per consolidarle, in primis del nuovo Istituto, che a nostro giudizio deve continuare a gravitare in orbita SGD. E’ di tutta evidenza, che la questione CEFODIFE non può considerarsi chiusa, anzi si apre proprio adesso.
Con il Sottosegretario Rossi abbiamo infine concordato una prossima riunione, che verrà indetta entro qualche settimana, nella quale verranno fornite risposte in merito a questioni da noi poste:
1. Sovrannumerie pensionamenti ex norme Fornero e pre Fornero (numeri e scelte conseguenti);
2. Reinternalizzazioni (richieste da noi info anche sulle previsioni di cui al c. 2, art. 2259-sexies, COM);
3. Tabelle di equiparazione civ/mil (la risposta spetta però alla F.P., che deve emanare il relativo DPCM)
4. Permessi di servizio: verranno fornite risposte alle questioni da noi sollevate, e questo anche sulla base della attesa risposta della F.P. alla nota del SSS (per i contenuti, vds. Notiziario n. 83/2014).
FLP DIFESA ha inviato al Sottosegretario on. D. Rossi la nota pubblicata su questa stessa pagina che reca osservazioni e proposte della nostra O.S. in merito allo schema di Decreto Ministeriale (DM) di ripartizione delle dotazioni organiche del personale civile in applicazione del DL n. 95/2012 (c.d. “spending review”).
Come si ricorderà, il DL sopra richiamato aveva disposto il taglio del 20% degli Uffici dirigenziali (generali e non) e “la riduzione non inferiore al 10% della spesa complessiva relativa al numero dei posti in organico ..” del personale non dirigente. Rispetto ai precedenti organici di area discendenti dal DL n. 138/2011, il DPCM 22.01.2013, attuativo del DL 95/2012 (pubblicato su questa stessa pagina), ha così fissato le nuove dotazioni: n. 1.824 in area 1 (erano n. 63); n. 23.246 in area 2^ (erano n. 26.590); n. 2.681 in area 3^ (erano n. 3.630) e n. 26 professori etc. La nuova dotazione dei dirigenti è stata invece fissata in n. 117 unità (la precedente post DL 138 era di n. 133 di 2^ fascia e n. 11 di 1^ fascia). Come si ricorderà, il DPCM 22.01.2013 aveva recepito in toto la proposta messa a punto dall’A.D. a seguito del confronto con le OO.SS. (vds. Notiziario n. 136 del 17.10.2012) e recava una novità positiva: il “rientro” in organico di 1.761 lavoratori (1.824 – 63) di area 1^, dal 2005 tutti in eccedenza, e sui quali pendeva maggiormente il “rischio esubero” e di collocamento in “disponibilità”. Se questa è stata la prima tappa di attuazione del DL 95/2012, va ricordato che rimane ancora da attuare, entro il 31.12.2015, la seconda fase, e cioèi c.d. “pensionamenti in soprannumero” del personale in “eccedenza assoluta” che ad oggi, nel rapporto tra organici e effettivi, dovrebbe attestarsi intorno alle 700/800 unità (prevalentemente di area 2^, ma anche di area 1^), ma a fronte di una molto superiore platea potenziale di lavoratori con i requisiti c.d. “pre-Fornero” alla data del 31.12.2016. A tal riguardo, ricordiamo che FLP DIFESA, anche di recente, ha chiesto un incontro per fare un punto di situazione.
Tornando ai nuovi organici, la tappa successiva al DPCM 22.01.2013 consiste nella distribuzione tra i diversi profili professionali del N.S.C. delle dotazioni di area in esso indicate, e nella contestuale ripartizione tra i diversi “pezzi” che compongono la nostra Amministrazione (SMD; SGD; SS.MM. di F.A., etc.), e dunque divisi per Organo Programmatore (O.P.), operazione questa da perfezionare attraverso apposito DM.. Ebbene, detta operazione ha richiesto molto più tempo di quello che in partenza era lecito immaginare, e i ritardi accumulati sono stati da noi più volte denunciati, per ultimo anche nella riunione con Ministra e Sottosegretario del 17 apr. u.s. (vds. Notiziario n. 41, primo punto del nostro intervento). Il seguito è di questi giorni: nel corso dell’ultima riunione con l’on. Rossi (si veda il Notiziario n. 69), l’Amm. ha consegnato alle OO.SS. nazionali lo schema di DM di ripartizione (che ripubblichiamo su questa stessa pagina) con l’invito alle stesse di far pervenire eventuali osservazioni. Cosa che FLP DIFESA ha puntualmente fatto, avendo già inviato al SSS on. Rossi la nota che alleghiamo al presente Notiziario.
Le osservazioni di FLP DIFESA non entrano nel merito dei criteri con i quali é stata operata la ripartizione tra OO.PP. e dei numeri/profili a ciascuno attribuiti, dando per scontato che quei criteri e quei numeri rispondano in pieno alle esigenze di ogni O.P. nel contesto delle più generali esigenze dell’A.D. Le nostre osservazioni, invece, traggono origine a fronte di tre esigenze che riteniamo assolutamente prioritarie: la prima, quella di evitare il più possibile il consolidamento di pericolose situazioni di eccedenza, che con i tempi che corrono non si sa proprio quali sbocchi potrebbero avere in futuro; la seconda, quella di assicurare condizioni di massima flessibilità alla gestione di partite molto importanti e che peraltro toccano da vicino i lavoratori (mobilità; reimpieghi; riconversioni; nuove assunzioni; etc.); la terza, che a valle del DM si operi coerentemente e rapidamente per dare concreta attuazione alle previsioni in materia di impiego civile del D. Lgs. n. 7/2014 e agli intendimenti politici della Ministra.
Abbiamo ricevuto dal collega Federico Cesaretti, funzionario civile in servizio presso l’Ufficio Tecnico Territoriale di Torino e dirigente sindacale della nostra O.S., la seguente “lettera aperta”, da lui indirizzata a tutti i colleghi nella quale si parla delle difficili condizioni attuali e delle prospettive future del personale civile di area 3^ del nostro Ministero, che pubblichiamo di seguito.
Cara Collega, caro collega
il 2014 costituirà per il Personale Civile della Difesa un anno cruciale. Nel febbraio di quest’anno, infatti, sono stati pubblicati il D. Lgs. n. 7 del 28.01.2014, recante disposizioni per la riduzione degli assetti ordinamentali delle FF.AA. e il D. Lgs. n. 8 del 28.01.2014, recante disposizioni in materia di personale militare e civile della Difesa, entrambi attuativi della legge delega n. 244 del 31.12.2012 per il riordino dello strumento militare nazionale. Una delle novità più importanti in essi contenuta è la previsione della “attribuzione di compiti tecnico-amministrativi al personale civile”, la cui compiuta applicazione rappresenterà, in sede di ridefinizione di organici e organigrammi degli Enti, una delle maggiori sfide che il Personale Civile – e segnatamente i Funzionari- sarà chiamato a raccogliere per ottenere il pieno riconoscimento del suo ruolo all’interno dell’Amministrazione della Difesa.
Come Funzionario e come Dirigente di FLP DIFESA guardo al momento attuale con estremo interesse, sia per le opportunità che esso offre a chi intende operare, con serietà e concretezza, per il superamento di quegli “steccati” fra ruoli civili e militari cui il Ministro Pinotti ha fatto esplicito riferimento, sia per la “consapevolezza di sé” che in quest’ultimo periodo i colleghi Funzionari sembrano aver riscoperto. Si assiste, finalmente, al risveglio da un torpore che per lungo, troppo tempo, aveva fatto subire passivamente lo svuotamento di ruolo e funzioni – ma non delle pesanti responsabilità personali associate agli incarichi – per un malinteso senso di appartenenza ad una Amministrazione in cui altri, invece, non hanno mancato di far valere legittimamente i loro interessi di categoria.
Questo secondo aspetto, in particolare, mi sembra interessante. Quale coordinatore di un gruppo di lavoro composto da Funzionari di diversa estrazione, creato da FLP DIFESA con lo scopo di elaborare una serie di proposte specifiche per la III Area da inserire nella piattaforma contrattuale, ritengo si siano create le condizioni affinché tali proposte, alcune delle quali sono già state oggetto di confronto con l’Amministrazione, confluiscano in un “corpus” organico da presentare ai tavoli di trattativa con l’A.D.
La comparsa di un rinnovato interesse per il proprio ruolo all’interno della Difesa –coagulatosi intorno ad un comune sentire tanto faticosamente riemerso dopo decenni di silenzio – ci impone, però, di lavorare con impegno e responsabilità a questo progetto, al fine di evitare il pericolo di vanificare una delle opportunità più interessanti degli ultimi anni. Le rivendicazioni, ancorché sacrosante, debbono essere trasformate in proposte serie e rigorose. Solo in questo modo potranno essere presentate ai tavoli di trattativa con ragionevoli possibilità di essere accettate. Il reperimento delle risorse finanziarie, la compatibilità o la necessità di modifica del quadro normativo e regolamentare, l’inclusione di tutte le anime del composito panorama dell’Area III, devono essere i punti cardine su cui imperniare una piattaforma programmatica realmente spendibile negli accordi FUA ed in occasione del rinnovo contrattuale, ovvero gli strumenti concreti attraverso i quali attuare quanto rivendicato.
Il rischio che si corre, altrimenti, è che tutto si risolva in un’occasione mancata e nella dispersione di quel patrimonio costituito dalla ritrovata comunione di interessi, specie in un momento in cui la possibilità di incidere positivamente sulle scelte del futuro assetto dell’Amministrazione è concreta ed attuale!
Dopo le incoraggianti dichiarazioni del Ministro Pinotti, il Regolamento previsto dal D. Lgs. n. 7 attuativo della L. 244/12 sarà il banco di prova su cui misurare l’effettiva applicazione della previsione di “attribuzione alla componente civile deicompiti amministrativi, tecnici e logistici”. Per far ciò sarà necessario avere idee chiare e presentare soluzioni serie e concretamente percorribili, giuridicamente attuabili e finanziariamente sostenibili, che siano condivise e godano del massimo sostegno della categoria.
Il gruppo di lavoro per l’Area III creato da FLP DIFESA ha individuato una serie di aree di intervento, per i quali ha già elaborato alcune idee, che vogliamo sottoporre ora all’attenzione dei Colleghi sollecitandone contributi, suggerimenti e proposte. Con un unico obiettivo: costruire tutti insieme una piattaforma completa, che partendo dalle specificità dei singoli ambiti di lavoro e dalle diverse esperienze maturate sul campo, possa alla fine traguardare punti di sintesi condivisi, mettendo insieme le diverse esperienze in un’Amministrazione grande e complessa come la nostra dove accanto a grandi realtà lavorative (Arsenali, Poli, Enti centrali, etc.), esistono – e in numero consistente – realtà più piccole e con problematiche di altro segno, ma non per questo meno importanti. Non vi chiediamo una firma, dunque, ma contributi e idee per una iniziativa comune.
Ecco, quindi, alcuni punti da cui desidereremmo iniziasse la nostra comune riflessione:
individuazione di ruoli e funzioni tecniche ed amministrative, tipiche dei Funzionari, che il Regolamento di attuazione dei decreti delegati dovrebbero assegnare ad appannaggio della componente civile. Si potrebbero citare, a titolo di esempio non esaustivo, gli incarichi di Capo Servizio amministrativo, RSPP, Ufficiale rogante, Ispettore UTOV/dei servizi di vigilanza antinfortunistica e Funzionario GQAR, Capo gestione finanziaria e Capo gestione patrimoniale, Direttore dei lavori, Consulente giuridico, Capo di unità tecniche/logistiche/amministrative complesse ecc;
progressioni economiche che tengano conto, in maniera oggettiva e ponderata, di elementi valutabili quali la formazione (accademica, ma anche on-job) e la propensione all’aggiornamento continuo, l’esperienza professionale specifica maturata in contesti complessi che comportino la gestione di personale dipendente e/o il possesso di elevate competenze multidisciplinari, gli incarichi ricoperti e le relative responsabilità di natura penale, tecnica, amministrativa o contabile associate, con contestuale revisione delle caratteristiche, della remunerazione e delle modalità di assegnazione delle posizioni organizzative. Quest’ultimo aspetto non potrebbe essere disgiunto, per il reperimento delle risorse adeguate, da un profondo ripensamento di taluni istituti previsti nel FUA, oggi piuttosto “opachi”;
nuovo modello integrato di formazione: introduzione di nuovo e più efficace modello di formazione di tipo “continuo”, sulla falsariga di quanto avviene per tutte le categorie ad alto contenuto professionale. La formazione verrebbe erogata in due fasi: la prima, obbligatoria, da effettuarsi in un arco temporale predeterminato, attraverso il conseguimento di un numero stabilito di crediti formativi; la seconda, previo concorso per l’accesso agli istituti di alta formazione, necessaria per poter ricoprire incarichi di particolare rilevanza e responsabilità;
progressioni di carriera attraverso la creazione di un’area “Quadri”, realizzabile attraverso lo strumento del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro che consenta il superamento della Vice-Dirigenza abolita da Monti. Tale proposta, attraverso specifici percorsi contrattuali che mantengano inalterata la struttura a tre Aree (abolizione della I Area e transito a costo zero del personale A1F3 in seconda Area, omogeneizzazione della II Area sul solo profilo di Assistente), non confligge con la normativa vigente sul Pubblico Impiego e consentirebbe concretamente di superare il mancato riconoscimento di quelle funzioni di supporto alla Dirigenza spesso svolte dai Funzionari;
previsione di una copertura assicurativa per responsabilità civile, a carico dell’A.D., a favore dei Funzionari che svolgono funzioni ad alto rischio.
Queste proposte, integrate in un progetto più ampio di civilizzazione della Difesa che deve vedere coinvolta tutta la componente civile – pena il suo ennesimo fallimento – rappresentano non solo la via per vedere riconosciuto ruolo e specificità dei Funzionari e più in generale del personale Civile del Dicastero, ma anche e soprattutto la vera “spending review”: non tagli indiscriminati che non toccano i privilegi di casta e non incidono efficacemente sul versante dell’efficientamento dello strumento militare, ma maggior valorizzazione nei ruoli non strettamente operativi del personale civile, le cui competenze professionali presentano un costo, per unità lavorata, pari alla metà del corrispettivo militare!
Proponiamo, a tal riguardo, un’ulteriore sfida: una specifica area di confronto sul sito web www.flpdifesa.org, aperta a tutti e in cui scambiare liberamente idee ed opinioni, riversare proposte, segnalare criticità e problematiche che affliggono la categoria; insomma, un vero e proprio laboratorio in cui sviluppare, migliorandole, le iniziative di FLP DIFESA a favore dei Colleghi di Area III. Siamo convinti, infatti, che grazie al contributo di chi vive quotidianamente la realtà della Difesa si possano sviluppare soluzioni in grado di cambiare, in positivo, il nostro futuro.
Non sarà difficile, poi, riconoscere chi realmente si farà carico di tradurre tutto ciò in una serie di proposte concrete, sfidanti ma realizzabili, con gli strumenti politico-giuridici a disposizione e avrà il coraggio di portarle al Gabinetto del Ministro, ai tavoli di contrattazione nazionale del FUA e a quelli dei rinnovi contrattuali di comparto.
Sono molto fiducioso. Ho visto dopo molti anni la voglia di contare di nuovo e di più, di riprendersi ruoli e funzioni che sono nostri, la consapevolezza che ci sono comuni e legittimi interessi da far valere, tutti insieme.
Colleghi, mettiamoci al lavoro come sappiamo fare e diamo forza e gambe a chi avrà il coraggio e la volontà di rappresentarci davvero.
Federico CESARETTI (*)
(*) Funzionario in servizio c/o UTT Terrarm di Torino
La “lettera aperta” di Federico tocca uno dei nervi scoperti della nostra categoria e affronta una questione, quella del ruolo, dei compiti e delle attribuzioni dei funzionari di area 3^ e del rapporto con il personale militare, che si intreccia con il grande e più generale tema, a noi molto caro, della “civilizzazione”. Un tema che rappresenta la grande incompiuta della ristrutturazione Andreatta di metà anni novanta e che oggi, anche per la positiva battaglia fatta dal Sindacato nei tavoli di confronto sui decreti attuativi di luglio u.s., è stata recentemente rilanciata dalla previsione di cui dell’art. 1, comma 2.bis, let. e), del D. Lgs. n. 7/2014, che come noto prevede l’attribuzione di compiti e funzioni ai civili.
Oltre al merito, va anche molto apprezzato il metodo proposto, quello di chiamare i colleghi a costruire insieme, attraverso la discussione e il confronto partendo dalle proprie esperienze concrete, l’insieme delle proposte da portare poi all’attenzione del Vertice politico e farne oggetto di iniziative specifiche.
Nel rendere disponibile il nostro sito a questa importante iniziativa, invitiamo i colleghi interessati a intervenire sul blog, a esprimere la loro opinione e a fare le loro proposte, e tutto in rete. Sarà lo stesso Federico a far da moderatore, a gestire il rapporto con i colleghi che vi interverranno, e poi, alla fine, a cucire il tutto in un documento conclusivo che naturalmente pubblicheremo sul nostro sito.
Invitiamo i colleghi interessati ad esprimere le loro opinioni sul nostro sito web www.flpdifesa.org, nell’apposito spazio posto qui sotto. Tutti i commenti verranno pubblicati a cadenza giornaliera.
Infine, invitiamo tutte le nostre strutture a dare la massima pubblicità all’iniziativa.
Notiziario n. 133 del 22 dicembre 2014 – Riunione ancora interlocutoria, ma che è probabilmente servita a gettare le basi per la soluzione del problema legato all’accordo per la distribuzione del FUA 2014. Potrebbe essere questa, in estrema sintesi, il succo dell’incontro di oggi pomeriggio, a tavoli uniti, con il Sottosegretario on. Domenico Rossi. Sulla […]
Notiziario n. 130 dell’11 dicembre 2014 – Come da impegno assunto nell’incontro del 21 novembre u.s. (si veda il Notiziario n. 122), FLP DIFESA ha puntualmente inviato in data odierna al Sottosegretario, e per conoscenza a OO.PP., PERSOCIV e AID, le “osservazioni scritte” su temi e problemi legati alla c.d. “civilizzazione” del Ministero della Difesa. […]
Notiziario n. 108 del 13 ottobre 2014 – E’ certamente la notizia del giorno: tra 15 giorni, dovrebbe finalmente iniziare il confronto con l’A.D. in merito al redigendo “Regolamento” previsto dall’art. 1 del D. Lgs. n. 7/2014. E’ l’impegno assunto direttamente dal Sottosegretario Rossi nel corso della riunione odierna con le OO.SS. nazionali, rigorosamente a […]
Notiziario n. 72 del 7 luglio 2014 – FLP DIFESA ha inviato al Sottosegretario on. D. Rossi la nota pubblicata su questa stessa pagina che reca osservazioni e proposte della nostra O.S. in merito allo schema di Decreto Ministeriale (DM) di ripartizione delle dotazioni organiche del personale civile in applicazione del DL n. 95/2012 (c.d. “spending […]
Notiziario n. 57 del 29 maggio 2014 – Abbiamo ricevuto dal collega Federico Cesaretti, funzionario civile in servizio presso l’Ufficio Tecnico Territoriale di Torino e dirigente sindacale della nostra O.S., la seguente “lettera aperta”, da lui indirizzata a tutti i colleghi nella quale si parla delle difficili condizioni attuali e delle prospettive future del personale civile di […]