Il gen. Claudio Graziano, Capo di SMD, che lascerà a breve l’incarico
E’ noto a tutti (ne abbiamo accennato nel Notiziario n. 89 del 20 agosto u.s.) che l’attuale Capo di Stato Maggiore Difesa (SMD), gen. C. Graziano, già in proroga, lascerà a novembre p.v. l’incarico di Comandante delle nostre FF. AA. e andrà a presiedere il Comitato Militare dell’Unione Europea. C’era dunque da attendersi, come sempre avvenuto, che il Governo, su proposta della Ministra, provvedesse a nominare per tempo il suo successore.
E’ accaduto invece una cosa un po’ strana, e anche alquanto irrituale, nel Consiglio dei Ministri (C.d.M.) di giovedì 4 ottobre u.s., come si legge nel comunicato stampa di Palazzo Chigi pubblicato su questa stessa pagina in allegato 1: il C.d.M., su proposta della Ministra Trenta, ha sì “deliberato la cessazione, dal prossimo 6 novembre, dall’incarico di Capo di Stato Maggiore della Difesa del generale Claudio GRAZIANO, ai fini dell’assunzione dell’incarico di Presidente del Comitato Militare dell’Unione europea”, ma non ha provveduto al contempo a nominare il suo successore, pur a fronte del fatto che manca meno di un mese al 6 novembre.
Per quale motivo il Consiglio dei Ministri ritarda nella nomina del prossimo Comandante in capo delle nostre Forze Armate?
Due le ipotesi in campo, verosimilmente concorrenti.
La prima, è che il Governo non abbia ancora le idee chiare sul nome del successore al vertice di SMD. Dopo lo “sgarbo” subito dall’Aeronautica al momento della nomina del generale Graziano, che venne nominato al vertice di SMD la vigilia di Natale del 2014 (si veda il nostro Notiziario n. 135 del 29.12.2014) rompendo la tradizione di rotazione tra le tre Forze Armate sin ad allora seguita che avrebbe portato alla scelta dell’allora Capo di SMA gen. P. Preziosa, tutte le previsioni additavano nell’attuale Capo di SMA, gen. E. Veciarelli, il successore quasi certo del gen. Graziano. Scelta evidentemente non ancora acquisita, se non la si formalizza e se nel frattempo girano altri nomi, come quello del gen. F. Giancotti, già Capo 1° Reparto di SMA e nostra antica conoscenza.
La seconda ipotesi potrebbe essere ricondotta all’intenzione da parte del Governo, di cui si è letto in questi giorni su diversi giornali, di tornare agli incarichi biennali (con possibilità di un secondo mandato) per gli incarichi di vertice, come era sempre avvenuto fino al 2017, anno in cui gli incarichi divennero triennali e non rinnovabili/prorogabili.
Vedremo cosa succederà, può però darsi che la decisione arrivi a breve e dunque già nel prossimo Consiglio dei Ministri, e comunque, in ogni caso, dovrebbe riguardare un uomo dell’Aeronautica.
Certo è che la nuova maggioranza parlamentare e il nuovo governo giallo-verde guardano con grandissima attenzione agli Uomini delle Forze Armate per incarichi anche non strettamente militari, ed è un dato di fatto che, molto più che in passato, vengano scelti dei militari per diverse e importanti poltrone.
Dopo che al vertice del Dicastero è stata chiamata una “riservista” dell’Esercito ed esperta in geopolitica, la prof. E. Trenta, sono intervenute altre nomine di militari: il generale dei Carabinieri (ex Forestale) S. Costa è diventato Ministro dell’Ambiente del Governo Conte; al vertice dell’importantissima Agenzie delle Entrate (inclusa la “Riscossione”) è stato nominato il generale di divisione dalla Guardia di Finanza, A. Maggiore, che aveva già guidato le Fiamme gialle in Veneto; infine, il generale dell’Arma dei Carabinieri, L. Alestra, anche se vicino al pensionamento, è stato scelto dal Ministro Di Maio alla guida dell’Ispettorato Generale del Lavoro, per dare “un importante segnale contro lavoro nero e caporalato”. Mai come ora, poltrone di vertice nelle Amministrazioni Pubbliche sono occupate da Uomini con le stellette, che pare suscitino molto l’interesse del Governo. Bene.
Quello che va meno bene sono invece alcune operazioni portate avanti nel frattempo e che faranno lievitare ulteriormente la spesa per il personale militare, come il Decreto Interministeriale 9.08.2018 a firma dei Ministri Trenta e Tria, legato al riordino di ruoli e carriere, che attribuisce un “compenso forfetario d’impiego” agli Ufficiali da Maggiore a Generale di tutti i gradi, che siano impegnati in attività operative/addestrative caratterizzate daimpieghi prolungati e continuativi (su questa pagina, il testo del DI e un articolo apparso il 7 settembre u.s. su Money.it , rispettivamente allegati 2 e 3).“Ed io pago…”, avrebbe detto il grande Totò…
Pubblichiamo infine, sempre su questa stessa pagina e in allegato 4, l’articolo del 4 ottobre u.s. de IL FATTO QUOTIDIANO sulle missioni all’estero.
Noi pensiamo davvero che, per quanto attiene l’incredibile vicenda legata all’emanando (da due anni, campa cavallo!) bando di mobilità interna ordinaria volontaria, Amministrazione Difesa stia davvero scivolando nel ridicolo, e ci chiediamo come mai le altre sigle assistano imperterrite e inerti a questo scempio, che da una parte reca un gran danno ai lavoratori interessati e dall’altra offende la stessa dignità delle controparti.
Ma partiamo dalle ultime puntate. Dai comunicati delle sigle (quelle firmatarie del CCNL) partecipanti, avevamo appreso che il 27 luglio luglio si erano completati, con STAMADIFESA per l’area tecnico/operativa e con SEGREDIFESA per l’area tecnico/amministrativa, i “confronti“ previsti dall’art. 5 del CCNL in ordine ai c.d. ““gradi di scopertura organica massima sostenibile per ciascun Ente e per singolo profilo professionale”.
Dalla nota unitaria di CGIL-CISL-UIL + UNSA (3+1) del 1 agosto, avevamo appreso che si erano conclusi, e anche in modo molto rapido, i predetti confronti (attenzione, però: confronto ai sensi dell’art. 5 CCNL 2016-2018, e non contrattazione, come di fatto era avvenuto in passato, che si era poi conclusa con la firma del protocollo d’intesa del 29.09.2015, e la differenza non appare certo di poco conto…..).
Per gli Enti dell’area Tecnico/amministrativa, i 3+1, con la nota sopra richiamata del 1 agosto u.s., avevano dato la loro disponibilità “a sottoscrivere l’accordo” che avrebbe fissato il grado di scopertura “al 20% per i profili Amministrativi e confermando il 15% per quelli Tecnici” (testuale). Ma pare non sia proprio così’, e lo abbiamo appreso direttamente da SEGREDIFESA (SGD), che, su nostra richiesta e con l’ausilio del “verbale all’esito del confronto” già firmato in data 3.08.2018 e che ad ogni buon conto pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1, ci ha confermato che “si è stabilito di tenere conto della percentuale del 20%, invece del 15% proposto inizialmente dall’Amministrazione per l’Area T/A”, e per tutti i profili, amministrativi e tecnici. Sembra pazzesco, ma SGD avrebbe dunque “offerto” più di quanto richiesto dai 3+1. Scherzi da solleone, si resta alquanto allibiti!
Per gli Enti dell’area Tecnico/Operativa compresi quelli industriali (Arsenali, Poli, etc.), invece, i 3+1 avevano accettato, nel corso della riunione del 27 luglio, come soglia massima di scopertura il 15% per i profili tecnici e il 25% per gli quelli amministrativi, per come ci era stato comunicato dallo stesso O.P. nella nostra riunione. Anche SMD ha redatto un verbale, anch’esso da firmare, atteso che il comma 2 dell’’art. 5 CCNL, prevede che sia “redatta una sintesi dei lavori e delle posizioni emerse”,ma non ne dispone di certo anche la firma.
Ebbene, abbiamo ora appreso che SMD, con fg. n. 140031 del 14 u.s., ha invitato i 3+1, a oltre 40 giorni 40 di distanza,“a presentarsi il giorno 18 set 2018” presso il 1° Reparto per la sottoscrizione del “verbale di confronto tenutosi in data 27.07.2018” (che è comunque cosa ben diversa da un protocollo d’intesa).
Tempo che scorre incredibilmente, e non è finita: per i gradi di scopertura di altri Organi programmatori, es. Giustizia Miitare, a quando?
E’ allora utile fare un punto di situazione.
Siamo esattamente a oltre due anni (dicesi: due anni!) dal precedente bando di mobilità dell’ 11.07.2016 (vds Notiziario n. 84 di pari data). Quella procedura aveva evidenziato alcune criticità, sulla quali era ripartita la contrattazione tra le Parti a seguito dell’accordo del 5 aprile 2017, che si era poi conclusa con la riunione al Gabinetto del 13.12.2017 (vds. comunicato unitario CGIL-UIL-FLP-UNSA allegato al Notiziario n. 128 di pari data), e con l’impegno di A.D. di far uscire a stretto giro di tempo il secondo bando di mobilità.
E’ poi però arrivato il CCNL 12.02.2018, e con esso le regole più penalizzanti in materia di mobilità (non più protocollo d’intesa, ma solo confronto) e la richiesta dei 3+1, a nostro avviso suicida, di dare attuazione all’art. 5 del CCNL (loro nota 15.02.2018). Manna dal cielo per chi nel M.D. non ha mai amato la nuova procedura e auspica il ritorno ai vecchi riti. Dopo la nota dei 3+1, infatti, sono passati più di sette mesi e il problema non è risolto: la mobilità è bloccata. Così non va!
FLP sta per tornare ai tavoli. Se entro un mese non partirà il nuovo bando, verificheremo con il nostro Ufficio Legale la praticabilità di una iniziativa tesa a promuovere una sorta di class action nei confronti di A.D.
La MInistra R. Pinotti nel corso dell’audizione in Commissioni Difesa del 18.07. 2017
Nella giornata del 18 u.s., la Ministra Pinotti è stata audita dalle Commissioni Difesa di Camera e Senato sul Disegno di Legge (DDL 2728) attuativo del Libro Bianco e recante “Riorganizzazione dei vertici del Ministro Difesa e delle relative strutture. Deleghe al Governo per la revisione del modello operativo delle Forze Armate…” (su questa stessa pagina, in allegato 5 ne pubblichiamo il testo integrale; in allegato 6, invece, il “Dossier” predisposto dagli Uffici del Senato e, in allegato 7, il Libro Bianco tratto dal sito del Ministero della Difesa).
Trattasi della seconda delle due uniche audizioni fissate in calendario, la prima essendo stata quella del Capo di SMD gen. Claudio Graziano che si è tenuta in data 13 luglio u.s. e della quale abbiano dato conto nel Notiziario n. 68 del 17 luglio 2017 e che poi ha avuto un seguito con le risposte conclusive del Capo di SMD nella mattina dello stesso giorno dell’audizione della Ministra (pubblichiamo su questa pagina in allegato 3 il relativo resoconto sommario).
Una scelta, quella di audire solo Ministra e Capo di SMD escludendo tutti gli altri soggetti a vario titolo interessati (e tra questi anche CGIL FP – UILPA ed FLP DIFESA che l’avevano richiesta con nota del 20.03.2017), che ci è apparsa incomprensibile anche perché associata alla scelta di chiedere a diversi soggetti (Capi di SM in carica; Segr. Gen./DNA; ex Ministri; Capi di SM a riposo; Centri Studi e anche COCER e OO.SS.) di “fornire dei contributi scritti”, addirittura tramite un apposito modello e relativamente a dieci prefissati argomenti, assegnando a questi soggetti esclusi dalle audizioni, “una sorta di compitino a casa per scolari diligenti, senza neppure la possibilità di esprimere un giudizio conclusivo”, come avevamo detto nel Notiziario n. 68 del 17 luglio u.s.
Tra coloro che hanno risposto alla consultazione, c’è anche l’ex Capo di SMM, amm. Giuseppe De Giorgi, critico sin da subito del Libro Bianco, il quale ha espresso alcune interessanti considerazioni – che abbiamo tratto dalla pubblicazione che raccoglie tutte le osservazioni pervenute in Commissione Difesa -, che ci appaiono in buona parte condivisibili e che, anche per questo, invitiamo a leggere (li pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 4).
Tornando all’audizione della Ministra del 18 u.s., di cui pubblichiamo su questa stessa pagina sia la registrazione audio-video (in allegato 1) che il resoconto sommario (in allegato 2), dobbiamo dire che, a nostro giudizio, il suo intervento introduttivo è apparso alquanto scontato e perfettamente in linea con la rappresentazione fatta il 13 u.s. dal Capo di SMD “che aveva esaltato le virtù taumaturgiche del DDL attuativo del Libro Bianco, ma senza neanche un minimo accenno al nodo gordiano che vi sta sotto: lo strapotere del riconfigurato ruolo di Capo di SMD, che cumula enormi competenze, operative ed anche economiche, mai viste sinora e che vanno a rompere gli attuali equilibri tra i Vertici (SGD/DNA e SMD), e che, proprio per questo, inducono preoccupazioni anche sul piano della democrazia, atteso che all’orizzonte già si staglia l’“uomo forte della Difesa” che da oltre settant’anni è fuori dalla nostra storia”. Unica novità da registrare nella relazione della Ministra, è stata quella che, in apertura, ha fatto l’ excursus storico che ha portato al Libro Bianco.
Noi invitiamo i colleghi interessati ad ascoltare o a leggere per intero l’intervento della Ministra e siamo sicuri che molti, partendo dalla loro conoscenza diretta del mondo della Difesa, delle sue criticità e dei suoi problemi, troveranno alcuni passaggi perlomeno singolari, come quello nel quale la Ministra, dopo non aver detto nulla della lievitazione complessiva dei costi finanziari indotta dall’operazione Libro Bianco, ha invece sostenuto, a proposito della nuova configurazione ordinamentale di SGD, che “non è più prevista, peraltro, la figura del Vice Segretario generale civile, e questo consente di non avere alcun aggravio di costi rispetto alla organizzazione attuale, come esplicitamente scritto nella norma”. E perché, per lo stesso motivo, non vengono aboliti altri incarichi militari di Vice, che invece sono aumentati e con essi i costi dello strumento militare?
Ultimo aggiornamento: il Presidente Latorre ha inizialmente fissato al 31 p.v. la data ultima di presentazione degli emendamenti in Commissione Difesa, successivamente slittata al 4 di settembre 2017 anche in considerazione della chiusura estiva delle Camere. E poi, si entrerà nel vivo della legge di bilancio 2018. Si, la strada appare tuttora molto in salita…
Il Capo di SMD gen. Graziano e la Ministra Pinotti
A oltre quaranta giorni dal via libera del Consiglio dei Ministri del 9 feb. u.s., ha visto finalmente la luce sul sito del Senato il Disegno Di Legge (DDL) attuativo del Libro Bianco che era stato pubblicato a fine aprile 2015. Il parto è stato particolarmente lungo e laborioso: quasi due anni per la messa a punto del DDL (la previsione del Libro Bianco era invece di max sei mesi), e ora questo ulteriore ritardo nell’ufficializzazione del testo, lasciano immaginare che l’operazione tesa a modificare profondamente l’attuale assetto della Difesa non scorra poi così piana,come certamente vorrebbero gli ideatori e i sostenitori .
Pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1 il provvedimento in argomento, classificato come Atto Senato n. 2728 e recante “Riorganizzazione dei vertici del Ministero della difesa e delle relative strutture. Deleghe al Governo per la revisione del modello operativo delle Forze armate, per la rimodulazione del modello professionale e in materia di personale delle Forze armate, nonché per la riorganizzazione del sistema della formazione” e ne pubblichiamo anche tutti i documenti a corredo: la “Relazione illustrativa”, la “Relazione tecnica”, l’ “Analisi tecnico-normativa” e l’Analisi dell’impatto della regolamentazione (AIR)”.
Dunque, si apre ora la fase decisiva dell’esame da parte dei due rami del Parlamento, e noi speriamo che il provvedimento venga significativamente modificato. Il nostro giudizio al riguardo è stato molto netto sin dal primo apparire del Libro Bianco, e nel frattempo non abbiamo certo cambiato opinione.
Il punto più critico riguarda il nuovo ruolo, preponderante e assoluto, attribuito al Capo di SMD, il nuovo vero “padrone” della Difesa, in possesso di leve vecchie e nuove (la DNA-Direzione Nazionale Armamenti e il costituendo Comando Logistico Difesa ,in primis), molto più efficaci e operative rispetto a quelle dello stesso Ministro, che ridurranno fortemente le competenze attuali e l’autonomia delle FF.AA., in primo luogo in materia di carriere della dirigenza militare e di formazione, e che produrranno “quell’uomo forte solo al comando” che a noi, convinti che in democrazia sia fondamentale l’equilibrio tra i poteri, non piace per nulla.
Ma ci sono anche altre scelte che riteniamo negative: il depotenziamento di SEGREDIFESA, che perderà la funzione più importante, la DNA, che transiterà a SMD, con tutti gli interessi legati all’industria della difesa che si trascinerà dietro; il rapporto non chiarito con il massiccio riordino in chiave riduttiva (di strutture e di personale) delle FF.AA. avviato dalla Legge 244/2012 e dai tre decreti attuativi (nn. 7 e 8/2014 e n. 91/2016); le corpose novità in materia di bilancio, non più tripartito; c’è il problema delle risorse che servono per questa riforma e del chi ne pagherà i costi, in un momento di grande sofferenza sociale ed economica del Paese; c’è inoltre il progetto di soppressione dell’area industriale della Difesa, con previsione di cessione di strutture e personale all’industria privata; e c’è infine, per noi civili, l’ulteriore nostra marginalizzazione per dare più ruolo e funzioni ai militari, in primis in area SMD.
Seguiremo da vicino i lavori parlamentari e cercheremo anche di interloquire con le Commissioni competenti, con la speranza che alla fine il provvedimento venga molto modificato. Non sarà certamente una cosa facile.
E’ in atto infatti un’offensiva mediatica dei Vertici della Difesa tesa a fornire all’opinione pubblica una lettura rassicurante e positiva del provvedimento: dopo l’intervista alla Ministra Pinotti del 1 marzo u.s. (“Nasce il Pentagono italiano, comando unico e risparmi, così cambiano le Forze Armate”) di cui abbiamo già dato conto ai colleghi con il Notiziario n. 32 del 16.03.2017, il giornale “La Repubblica” ha dato spazio a una nuova intervista, questa volta al Capo di SMD gen. Claudio Graziano, che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 3.
Il pretesto era quello di parlare di cyberdifesa, ma poi l’intervista vira tutta sul progetto di riforma, di cui vengono evidenziati i supposti benefit, tra i quali i tutti da dimostrare tagli di generali e ammiragli, segnalando finanche le virtù taumaturgiche del progetto al punto da affermare che, dopo la riforma, non assisteremo più “ai capitoli peggiori della nostra storia militare segnati dalla mancanza di coordinamento tra le singole FF.AA.: aerei che colpiscono nostre navi e viceversa”, che offre una visione non proprio esaltante delle FF.AA. che furono, e che in parte ancora oggi sono. No comment, al riguardo!
Infine, pubblichiamo in allegato 4 la richiesta unitaria di audizione sul DDL in argomento inviata da CGIL FP – UIL P A e FLP DIFESA al Presidente della IV Commissione Difesa del Senato
Ha destato molta sorpresa, all’interno ma anche all’esterno del Ministero della Difesa, l’intervista concessa dalla Ministra Pinotti a La Repubblica e pubblicata il 1 marzo u.s. (gli interessati la troveranno anche su questa pagina in allegato 1). Il titolo, davvero un po’ pomposo (“Nasce il Pentagono italiano, comando unico e risparmi, così cambiano le Forze Armate”), lascia trasparire il filo conduttore della narrazione della Ministra, che mette in positivo le scelte contenute nel disegno di legge di iniziativa governativa attuativo del Libro Bianco, di cui abbiamo già riferito nei Notiziari n. 18 del 9.02.2017 e n. 21 del 16.02.2017.
Una narrazione, quella della Ministra, portata avanti attraverso messaggi precisi: un “progetto organico” ne sarebbe alla base; prevederebbe una “riduzione del numero di generali e ammiragli” in tutt’uno con la riduzione di comandi; la scelta di rimodulare la Difesa in chiave interforze sarebbe in linea con l’idea originaria del Ministro Andreatta e preserverebbe comunque “l’identità delle FF.AA., ma al netto di ogni competizione”; infine, la creazione del “pentagono italiano” a Roma-Centocelle, dove verrà collocata la nuova Direzione Nazionale Armamenti e Logistica (DNAL), il Comando Operativo Interforze (COI) e “dove si è pensato di costruire la struttura con i vertici di tutte le FF.AA.”, lasciando così immaginare utilità non solo organizzative, ma anche economie di ordine finanziario. Sin qui la Ministra.
L’intervista ha sì destato sorpresa, ma anche irritazione, per es. in Parlamento, atteso che le scelte contenute nel DDL non possono allo stato essere ancora ritenute acquisite. Ma ha in particolare innescato interrogativi e riflessioni. Quale sarebbe il “progetto organico”? quello di fare del Capo di SMD il dominus incontrastato della Difesa con un potere di fatto superiore allo stesso Ministro? E dove starebbe la supposta riduzione di ammiragli e generali, atteso che “le aliquote di avanzamento, ogni anno, vengono fatte in base alle vacanze che si creano e in base ai congedi per limiti di età degli alti ufficiali”? E gli annunciati “tagli di risorse e accorpamenti di Enti e comandi” sono cose che in Difesa si vivono e si praticano da molti anni, dove starebbe dunque la grande novità? E, in quanto alla tutela dell’identità di ciascuna F.A., qualcuno si è chiesto cosa farà il Capo di una F.A., se non “presenziare alle cerimonie in giro per l’Italia, visto che non potrà decidere più su nulla, tranne mantenere l’operatività della propria forza armata, con i soldi e i mezzi che il Grande Capo elargirà.”.
E qui si arriva al vero nodo del problema, la figura del nuovo Capo di SMD, il nuovo e vero Capo di tutte le FF.AA., che “deciderà tutto: i finanziamenti, gli investimenti, le promozioni dei generali e ammiragli, insomma avrà un potere “totale”, mai visto, diciamo noi, nei settant’anni della nostra storia repubblicana, e questo pone davvero un gran problema. La Ministra su questo però glissa, nascondendosi dietro il paravento dell’ ex Ministro Andreatta, che certamente è stato l’ispiratore della legge 25/1997, ma che non ha mai pensato, per esempio, di sottrarre la Direzione Nazionale Armamenti al Segretario Generale o la logistica alle FF.AA. per trasferirle sotto SMD.
Sul bilancio della Difesa, infine, è vero che siamo al di sotto del 2% del PIL, ma la Ministra dovrebbe anche ricordare che gran parte degli investimenti militari gravano sul bilancio del MISE (Ministero dello Sviluppo Economico) e che, se calcolati insieme, i due bilanci supererebbero, e anche di molto, il tetto del 2%.
Su questa stessa pagina, ina allegato 2, pubblichiamo anche l’articolo de“Il Manifesto” sull’intervista della Ministra.
Ovviamente la sen. Pinotti non ha dedicato neanche una parola ai civili e neanche un rigo ai problemi veri che vive oggi la Difesa, in primis quelli degli Enti industriali abbandonati al loro destino, senza risorse e senza turnover. Lo ha ricordato, in una intervista a “La Nazione”, l’ex Capo di SMM amm. G. De Giorgi, che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 3.
Anche di questi problemi, che la nostra gente vive sulla propria pelle, vorremmo discutere con la Ministra nell’ incontro che era previsto per oggi, ma che è stato differito al 21 p.v.. (si veda l’allegato 4 pubblicato su questa stessa pagina).
Intanto pare che l’Uffico Drafting del Senato abbia restituito il testo del DDL all’ Ufficio legislativo del nostro Ministero: problemi?? e quali?
Cominciano le manovre per il varo dei provvedimenti attuativi del “Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa” (LB, vds. allegato 2 su questa stessa pagina), e si inizia con provvedimenti molto pesanti. Come noto, all’art. 294, è scritto che il predetto LB “costituisce direttiva ministeriale per tutte le articolazioni dell’A.D.” , e anche per questo sono in piena attività, presso Stato Maggiore Difesa (SMD), i gruppi di lavoro che stanno studiando i provvedimenti e i percorsi più rapidi ed efficaci da sottoporre alla “valutazione del Ministro” per realizzare “una nuova struttura organizzativa dello strumento militare” che andrà a variare l’esistente.
L’obiettivo dichiarato del L.B., lo abbiamo ripetuto più volte, è il deciso potenziamento dell’organizzazione interforze (IF) e la crescita davvero notevole, di ruolo e di competenze, del Capo di SMD, il vero, nuovo “padrone” della Difesa”, che dovrebbe concretizzarsi attraverso modifiche estremamente pesanti dell’attuale assetto: l’istituzione del “Vice Comandante per le Operazioni”, che avrà responsabilità, delegata dal Capo di SMD, di pianificazione e di impiego delle forze in operazioni (art. 173); il transito della pesantissima funzione di Direttore Nazionale Armamenti dal Segretariato (SGD) a SMD, accompagnata dalla costituzione del Comando Logistico della Difesa (CLD) e dall’istituzione del “DNAL”(Direttore Nazionale degli Armamenti e Responsabile Logistica), come prevede l’art. 174; la nascita della “Direzione di Formazione I.F.”, altro passaggio notevole, che assorbirà tutte le competenze in materia di formazione; e ancora, l’istituzione della “Commissione di valutazione Interforze” (art. 181), che andrà a rivoluzionare l’attuale modello di avanzamento delle carriere militari e attribuirà al Capo di SMD il potere di determinare le promozioni della dirigenza militare di tutte le FF.AA. (1500 Ufficiali, contro gli attuali 60 esaminati di SMD). Un tassello fondamentale, ovviamente, forse il primo e il più importante, nel ridisegno del ruolo potenziato di SMD e di contestuale depotenziamento delle singole FF.AA., e che produrrà “quell’uomo forte solo al comando” che a noi non piace per niente.
E, proprio in ragione della sua centralità, che è da qui che sembra stiano partendo le prime manovre. Siamo in possesso di una bozza di decreto, che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1, recante“proroga delle missioni internazionali delle FF.AA.”, che il Consiglio dei Ministri dovrebbe varare entro il 30 p.v. che dovrebbe prorogare al 31 dicembre p.v. le missioni internazionali, in attesa della legge quadro ancora all’esame del Senato.
Incredibile a dirsi, all’interno di questo provvedimento, ben conosciuto nei suoi contenuti abituali, qualcuno ci ha infilato, all’art. 8, il “regime transitorio dell’avanzamento degli ufficiali dell’Esercito italiano, della Marina militare e dell’Aeronautica militare a decorrere dall’anno 2016” che prevede anche un taglio della dirigenza militare, ma anche, ed questo è il punto, all’art. 10, alcune modifiche del D. Lgs. 15.03.2010, n. 66 (il c.d. “Codice dell’Ordinamento militare”) che prevedono l’istituzione, al posto delle attuali “Commissioni di vertice” oggi in essere nelle FF.AA., di una “Commissione unica interforze” presieduta dal Capo di SMD, e alla quale faranno capo tutte le scelte in materia di avanzamento della Dirigenza militare di tutte le Forze Armate, Carabinieri compresi. Così si potenzia il ruolo del Capo SMD.
Ci chiediamo: ma l’istituzione di questa “Commissione Unica interforze” ha i requisiti di necessità e urgenza previsti dalla legge per essere inserita in un decreto legge? No, non li possiede, non c’è dubbio, e se non li ha, è di tutta evidenza la forzatura che si sta tentando per controllare un pezzo fondamentale delle FF.AA. (le carriere), e gli interrogativi che si pongono in merito al possibile riproporsi di analoghe forzature per quanto attiene altre parti del LB., anche quelli che ci interessano più da vicino come componente civile. E la cosa ci preoccupa!
Nel segnalare ai lavoratori quanto sopra, ci impegniamo a sollecitare forze politiche e Parlamento a vigilare per impedire il varo di norme non urgenti, da convertire poi in legge magari con voto di fiducia….
Vi invitiamo a partecipare al nostro sondaggio sull’uso dei decreti legge per attuare il Libro Bianco, che troverete nella parte a sinistra alta della home page di questo sito.
Il gen. Graziano in audizione alla Camera il 6 agosto 2015
Era molto attesa l’audizione in Commissione Difesa della Camera del Capo di SMD, gen. C. Graziano, e cioè del Comandante in capo delle FF.AA.italiane. Già programmata per il 31 luglio u.s., l’impegno era poi stato annullato per un problema tecnico e quindi riprogrammata al 6 agosto dal nuovo Presidente, l’on. Francesco Saverio Garofani.
Diciamo subito che la “performance” del gen. Graziano non è piaciuta granchè. Doveva essere il Libro Bianco, con le problematiche annesse e connesse che si porta dietro, ad essere al centro del confronto, e in particolare lo sviluppo dei lavori del Comitato Guida e dei diversi “gruppi” che vi stanno lavorando intensamente in SMD. Invece il gen. Graziano ha parlato più di scenari e criticità nei teatri internazionali, in particolare nell’area euro-mediterranea (ad un certo punto, è sembrato quasi di ascoltare l’audizione del Ministro degli Esteri), lasciando così al Libro Bianco – forse volutamente – un posto del tutto secondario.
Il gen. Graziano ha parlato molto dei rischi legati alla situazione internazionale, in particolare quella libica, di cui ha elencato le diverse criticità; ha quindi affermato che, “è evidente la necessità di definire con coerenza e chiarezza quelle che sono le aree di prioritario interesse nazionale in cui essere in grado di intervenire”, anche perché mentre “aumentano i rischi per la sicurezza, diminuiscono le risorse finanziarie”, segnalando che le spese per il personale hanno già superato il 73%, con una grave contrazione dell’ esercizio. Ha poi delineato il quadro degli impieghi operativi attuali: 12.000 gli uomini impiegati, di cui 5000 nelle missioni all’estero e i restanti 7000 in operazioni in Patria (“strade scure”; “mare sicuro”; etc.). Infine, ha fatto un excursus storico che, partendo dalla riforma Andreatta e passando attraverso l’introduzione del modello professionale, è poi approdato alla L. 244/2012 (riassetto delle FF.AA.), di cui il gen. Graziano ha però dato una lettura riduttiva in chiave solo economicistica. Infine ha parlato del LB (“molto atteso da noi militari”), il cui obiettivo è una “razionalizzazione e modernizzazione delle FF.AA.” per cui occorre dare “massima priorità al processo di integrazione interforze” e consolidare “nel vertice delle FF.AA. il ruolo di una “unica regia” (quello del CaSMD, appunto). Solo un fugace accenno, invece, ad alcune delle novità epocali in esso contenute (DNAL che accorpa DNA e Logistica, alle dipendenze del CaSMD) e invece proprio nulla su: crescita del ruolo del CaSMD e connesso depotenziamento delle FF.AA.; incremento incarichi di vertice; LB come “direttiva ministeriale” e non coinvolgimento del Parlamento sulle scelte riformatrici; etc. etc..
Sul personale civile, il solito richiamo alla necessità di “valorizzarne il ruolo”, zero richiami alla c.d. “specificità” e l’auspicio di “più integrazione con i militari” e per l’“attribuzione di incarichi di maggiore responsabilità”.
Di questo tentativo da parte del gen. Graziano di eludere nella sostanza i temi veri della discussione sul LB, se ne è accorto subito l’on. G. P. Scanu, di nuovo capogruppo PD in Commissione, che ha innanzitutto chiarito che ci sarà certamente bisogno di ulteriori approfondimenti (prevista a settembre una nuova audizione), ha contestato decisamente la lettura economicistica data dal CaSMD sulla L. 244 che “ha invece operato scelte strutturali, conferendo al Parlamento un ruolo essenziale nelle scelte in materia di Difesa” e ha concluso dicendo che il LB“non è un atto legislativo, ma un atto del Governo”, le cui scelte dovranno passare in Parlamento. Parole nette e chiare, nelle quali ci ritroviamo pienamente atteso che sono le cose che FLP DIFESA ha detto sin da subito, e che danno anche il senso del tentativo di fuga in avanti operato dalla Ministra che rischia però ora di trovare sul LB contrasto e opposizione nelle Camere, come è dimostrato dal fatto che l’intervento dell’on. Scanu è stato ripreso e dichiaratamente condiviso da altri parlamentari, a partire dall’ex Presidente Vito di FI. A settembre ne vedremo delle belle, Ministra avvisata mezza salvata…
Un’ ultima annotazione: l’on. Vito ha protestato perché la vicenda dei fucilieri MM Latorre e Girone non ha trovato alcuno spazio nell’intervento iniziale del gen. Graziano. E la cosa è apparsa davvero un po’ strana…..
Al lavoro in uno Stabilimento Industriale della Difesa
La c.d. “area industriale” del MD, denominazione oggi sicuramente impropria sotto l’aspetto tecnico-terminologico ma ancora alquanto efficace in quanto eredità storica di un passato tuttora vivo, e cioè quell’area che fa riferimento agli Stabilimenti industriali del M.D. (Arsenali della Marina, ex Arsenali oggi Poli Esercito, Centri tecnici¸ etc) per molti decenni autentico vanto dell’A.D. e luogo nobile di lavoro civile, sta vivendo da molto tempo una stagione di grandi criticità. Criticità dovute in primis ad una ristrutturazione sbagliata, quella di metà anni novanta voluta dall’allora Ministro Andreatta e malamente costruita dall’esperto straniero prof. Zaragoza, ma che nel corso degli anni più recenti si è acuita per molteplici ragioni, in primo luogo per la scarsità di risorse da destinare al riefficientamento degli Stabilimenti e per l’assenza di turnover che ha fatto lievitare pericolosamente l’età media del personale e impedito la trasmissione dei saperi lavorativi. E’ un problema che si trascina oramai da qualche anno, e che, in considerazione dell’importanza di quegli Enti, le OO.SS. hanno sempre posto in cima ai propri pensieri.
Cosa avvenuta anche in occasione del confronto tra A.D. e OO.SS. nazionali sugli schemi dei decreti attuativi della delega per il riordino in chiave riduttiva delle F.A. (Legge 244/2012), quando il tavolo sindacale “impose” all’A.D. di affrontare in quella sede non solo gli aspetti legati al nuovo veicolo normativo (Decreti Ministeriali al posto dei vecchi Decreti Interministeriali Difesa/Economia/Funzione Pubblica) ma anche quelli riferibili ad aspetti di maggior sostanza e concretezza. Nacque attraverso quel confronto, infatti, l’art. 2259-sexies COM, che disponeva anche “l’avvio di un processo di internalizzazione di servizi e di lavori”, “piani di ricognizione dei servizi e dei lavori esternalizzati, nonché di analisi, individuazione e classificazione di settori di spesa improduttiva” al fine evidente di determinare quote crescenti di internalizzazioni, e prevedeva anche che i “risparmi sono destinati al sostegno delle attività produttive e all’efficientamento degli Enti”. Se a questa previsione si aggiunge quella contenuta nell’art. 1 del D.Lgs. n. 7/2014 (“attribuzione di funzioni e compiti al personale civile, dirigente e non”) e anche le parole della nostra Ministra in Parlamento sulla necessità della c.d “civilizzazione” e sulla strategicità di quegli Enti, sembrava davvero che questa volta ci fossero le condizioni affinchè la riorganizzazione degli Stabilimenti industriali della Difesa potesse avere contenuti diversi e che fosse possibile aprire una stagione diversa.
Non è stato così, purtroppo. Le cose non stanno andando così in Marina (riordino in corso degli Arsenali), e non sono andate affatto così nel riordino, oramai definito e impacchettato, dei quattro Poli dell’Esercito. C’ è stato un lungo confronto con la F.A., a livello nazionale e poi anche a livello locale, che si è di fatto chiuso con la riunione con SME-RPGF del 18 giugno 2015 (si veda il Notiziario n. 65), atteso che l’imprevista appendice delle riunione del 7 luglio sul PMAL di Terni, nata da una richiesta di alcune sigle per negoziare alcune posizioni e gentilmente concessa dalla F.A. (Terni fa sempre storia a sé….), è apparsa alla fine del tutto insignificante sul piano del riordino complessivo dei quattro Stabilimenti e di scarso rilievo anche sul piano della riorganizzazione dell’Ente, rimasto di fatto quello che era il 18 giugno. Talmente insignificante per noi la riunione del 7 lug., che non abbiamo diffuso alcun Notiziario al riguardo.
Il nostro giudizio conclusivo sul riordino degli quattro Stabilimenti dell’Esercito è molto critico. Abbiamo certo apprezzato il coinvolgimento delle Parti Sociali che la F.A. ha voluto, a livello nazionale e poi anche a livello locale. Non abbiamo invece apprezzato per nulla le scelte finali della F.A. e gli sbocchi conclusivi del confronto, che hanno messo in un angolo e accantonato la gran parte delle richieste sindacali.
Ne diamo conto e prova attraverso il documento da noi elaborato, che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1, che riassume i termini del confronto nazionale e locale e i nostri giudizi al riguardo, e che abbiamo inviato a SME con preghiera di allegarlo al resoconto dell’ultimo incontro.
Sempre su questa stessa pagina, pubblichiamo i nuovi organici dei quattro Poli (allegato 2) e la nuova configurazione del Comando TRAMAT (allegato 3)
Il nuovo Capo di Stato Maggiore della Difesa, gen. CA Claudio Graziano, ha incontrato a tavoli uniti nel pomeriggio di oggi le OO.SS. nazionali. Nell’intervento d’apertura, il Capo di SMD ha ricordato la fase complessa e difficile che vivono le FF.AA., chiamate a rivedere nei prossimi anni, in chiave fortemente riduttiva, il proprio assetto. Ha ricordato come la componente civile ne costituisca parte essenziale, in un rapporto di “interscambio attivo” con l’altra componente (i militari), e proprio per questo a Suo avviso le FF.AA. dovranno operare per valorizzarne al massimo gli apporti professionali e gli impieghi all’interno degli Enti, in particolare nella c.d. area industriale (Poli Esercito e Arsenali MM). Da qui il doveroso impegno in materia di formazione, alla quale le FF.AA. annettono una valenza strategica e, a tal proposito, il Generale ha dato notizia dell’avvio in ambito SMD di un gruppo di lavoro per la costituzione di un Ufficio ad hoc. Ha quindi ricordato le modalità – in primis, la mobilità verso altre PP.AA. – previste dal D. Lgs. n. 8/2014 per il progressivo taglio da qui al 2024 delle circa 8.000 posizioni organiche civili oggi eccedenti, ed ha concluso auspicando un rapporto di stretta collaborazione con le OO.SS., offrendo massima disponibilità al riguardo.
E’ poi seguito il consueto giro di tavolo, con gli interventi delle OO.SS., e dunque anche del nostro. In merito al riassetto dello strumento militare, FLP DIFESA ha ricordato la nostra vecchia sollecitazione ai Vertici politici e militari a chè l’operazione di riordino fosse colta dall’AD come occasione per un profondo ripensamento sul lavoro civile e per dare finalmente ai dipendenti civili ruolo, funzioni e prospettive, il tutto anche alla luce della previsione dell’art. 1 del D. Lgs. n. 7/2014 e degli intendimenti programmatici espressi dalla stessa Ministra. Purtroppo, la svolta che attendevano non è invece avvenuta, e ce ne accorgiamo quando, in occasione del riordino degli Enti, in primis gli Arsenali MM, vediamo come la riorganizzazione proceda secondo modelli che relegano ancora una volta il lavoro civile in ambiti ristretti e in ruoli secondari. Per invertire la tendenza, sarebbe stato necessario porre mano subito al Regolamento previsto dallo stesso art. 1 D. Lgs. n. 7, e invece non lo si è fatto. E oggi siamo alla vigilia dell’uscita del Libro Bianco…….. Appare allora fuorviante invocare turnover, nuove assunzioni e forme di apprendistato (tipo “scuola allievi operai”), se prima non si risolve a monte quel problema e non si chiariscono i compiti e le funzioni dei civili.
La seconda questione da noi posta riguarda le relazioni sindacali in ambito area operativa. Nel loro rapporto con le OO.SS, le FF.AA. operano sul livello centrale, a valle delle scelte di riordino, con differenti modalità: alcune, (ES e AM) con scrupolosa attenzione sul versante dell’ informazione preventiva e con rispetto del ruolo del Sindacato, altre (MM e CC), invece, solo a colpi di ordini del giorno calati dall’alto, al netto di qualsiasi coinvolgimento delle Parti sociali. Occorre, a nostro avviso, allineare verso l’alto queste differenti modalità. La nostra O.S. ha anche segnalato inoltre le permanenti criticità in materia di agibilità sindacali, che appaiono pesanti alla vigilia del via alla messe di provvedimenti previsti da qui al 2018. Una soluzione andrà trovata.
FLP DIFESA ha poi affrontato il tema del rapporto tra civili e militari, e denunciato l’inaccettabilità delle permanente diversità di trattamento, economico e normativo, in condizioni d’impiego simili o similari. Occorre riavvicinare le forbici, perché la situazione è prossima davvero al punto di rottura. Inoltre, nel segnalare che la FP incontrerà il 2 p.v. le Confederazioni sulle tabelle di corrispondenza (pubblichiamo su questa stessa pagina la lettera di convocazione), si è augurato che il DPCM di prossima emanazione rechi le tabelle di corrispondenza militari/civili convenute da AD e OO.SS. .
Sul tema del trattamento economico, ha poi segnalato la necessità di reperire risorse aggiuntive per il FUA.
Infine, in materia di formazione, ha chiesto un incontro tecnico specifico per comprendere come SMD ed SGD stiano procedendo e come intendano coordinarsi in ordine ai nascenti Uffici nei loro rispettivi ambiti.
In conclusione, un incontro certamente utile e positivo. Ora però aspettiamo fatti e azioni concrete.
Il Sottosegretario delegato on. Domenico Rossi ha incontrato le OO.SS. nazionali, questa volta a tavoli separati a seguito dell’ennesima richiesta di CGIL-CISL-UIL, in ordine alla quale evitiamo per carità di patria ogni commento, rimettendoci su questo aspetto alla valutazione delle lavoratrici e dei lavoratori. All’o.d.g. della riunione, due argomenti: al primo punto, lo schema di Decreto Ministeriale di ripartizione delle dotazioni organiche fissate dal DPCM 22.01.2013 e, al secondo, la spinosa questione legata al blocco dei permessi di servizio che sta determinando, in modo sempre più diffuso, problemi enormi sui tavoli locali.
SCHEMA DI DM DI RIPARTIZIONE DEGLI ORGANICI
Come si ricorderà, a margine della precedente riunione del 24 giugno u.s. con l’on. Rossi, è stato consegnato alle OO.SS. lo schema di D.M. (che ripubblichiamo sul nostro sito) che ripartisce tra gli Organi Programmatori, e distribuisce per profili professionali e per regioni, le dotazioni civili fissate dal DPCM 22.01.2013. A seguire, con nota del 3 luglio, FLP DIFESA ha rappresentato al Sottosegretario le proprie osservazioni al riguardo, segnalando che “.. in ragione della situazione in essere, la ripartizione per Regioni e per OO.PP. fissata in un decreto ministeriale determinerebbe una condizione di evidente rigidità al sistema, con pericolose ricadute in materia di mobilità interna e d esterna, di reimpiego e anche sotto il profilo delle nuove assunzioni, vitali per Poli, Arsenali e CC.TT” e proponendo pertanto “che il DM in questione riporti esclusivamente la ripartizione per profilo professionale, evidenziandone solo la dotazione nazionale, lasciando poi ad atti interni dell’A.D. la ripartizione tra OO.PP. e Regioni, come peraltro da sempre avviene per le dotazioni organiche di Ente”. Questa la nostra proposta (sul sito).La risposta del Sottosegretario è arrivata nel corso della riunione odierna: l’on. Rossi ha riconosciuto che la ripartizione per Regioni e OO.PP. introduce oggettive rigidità nel sistema e anche con quelle ricadute, ma, sulla base di iniziative esplorative già condotte presso la F.P., ha contestualmente espresso il convincimento che, allo stato, non sia in alcun modo possibile derogare dalle prescrizioni del DPCM che, all’art. 6, impone ai Ministeri “la ripartizione dei contingenti di personale nelle strutture centrali e periferiche in cui si articola l’Amministrazione, distinti per profilo e fascia retributiva”. Per questa ragione, a parere dell’on. Rossi, l’impianto dello schema di DM non può essere modificato; pur tuttavia, nel riconoscere la fondatezza delle nostre argomentazioni, il Sottosegretario ha comunicato che, in ragione del riassetto in atto delle FF.AA. secondo i percorsi delineati dai DD. LLgs. attuativi della L. 244/2012, l’A.D. avanzerà da subito una richiesta di deroga o, in alternativa, laddove non concessa, a inserire una norma da hoc all’interno dei decreti correttivi previsti dall’art. 1, comma 5, della legge delega 244/2012. Nel suo intervento, la FLP DIFESA ha preso atto dei motivi ostativi addotti dall’on. Rossi, che non ci appaiono però così limitativi, in quanto potrebbe essere possibile una diversa lettura del DPCM. Ha poi rilevato che, se l’AD riconosce la fondatezza del “rischio rigidità” da noi rappresentato, atteso che il DPCM è stato registrato oltre un anno fa in Corte dei Conti (18.03.2013), c’era tutto il tempo per la stessa AD di correre ai ripari, chiedendo una deroga o inserendo una norma ad hoc nei decreti attuativi della L.244 che hanno visto la luce a gennaio 2014. Dunque appare evidente, a nostro avviso, una responsabilità ascrivibile a chi ha gestito l’ “operazione distribuzione organici” e dunque a SMD, per non avere affrontato il problema a monte della messa a punto dello schema di DM. A conclusione, nel prendere atto comunque degli intendimenti espressi dall’on. Rossi per dare soluzione al problema, FLP DIFESA ha confermato il proprio dissenso rispetto all’impianto dello schema di DM, che pensiamo creerà molti problemi: in che modo, per esempio, si darà risposta alle ben note problematiche di PMALTerni?
PERMESSI DI SERVIZIO
Riassumiamo innanzitutto il problema: con nota prot. n. 35237 del 20 maggio 2014, il D.G. di PERSOCIV ha invitato tutti gli Organi Programmatori (SMD, SGD, SS.MM. di F.A., Cdo Gen. CC) a informare gli Enti dipendenti sulla cessazione di efficacia del CCNI, titolo 2°, capo V°, art. 3, rendendo così inagibili i “permessi di servizio” per la partecipazione alle riunioni sindacali (ripubblichiamo la nota sul nostro sito).
Il problema era noto da tempo, e l’A.D. non l’ha voluto affrontare come noi avevamo richiesto. Poi, di colpo, “l’incredibile fendente del D.G. di PERSOCIV che segna, a nostro avviso, il punto più basso nelle relazioni sindacali dell’ultimo ventennio” (Notiziario n. 68) , atteso che è stato operato senza neanche uno straccio d’informazione alle OO.SS., né preventiva né successiva, e quando era già stato annunciato il dimezzamento delle agibilità sindacali, poi avvenuto con l’art. 7 del DL 90. Un colpo al buio e micidiale!
Immediata la nostra reazione, la lettera al Vertice politico e l’attenzione forte del Sottosegretario, che ringraziamo, su indicazione del quale si è svolto il tavolo tecnico dell’8 luglio (vedasi il Notiziario n. 73).
In quella sede abbiamo formalizzato la nostra proposta: recepire in ambito Difesa l’art. 11 del CCNI Ministero Giustizia del 29.07.2010 che recita testualmente così: “Le trattative per la contrattazione integrativa decentrata si svolgono di norma al di fuori dell’orario di lavoro. Qualora non sia possibile, i componenti delle delegazioni di parte sindacale, precisamente i componenti delle RSU e, nel limite di due componenti per ciascuna sigla, gli appartenenti alle OO.SS. di categoria firmatari e del CCNL, non sono tenuti al recupero delle ore ivi impiegate”. Ma la nostra proposta si è spinta anche oltre: uno e non due, i componenti per sigla; il “non recupero” limitato alle sole ore di partecipazione alla riunione, attestate dall’Ente che ne è sede; infine, nessun onere a carico dell’A.D. Una proposta, la nostra, che riteniamo ragionevole e significativamente riduttiva rispetto al CCNI del Giustizia, che, va ricordato, è stato sottoscritto dopo il D. Lgs. 150/2009 (c.d. legge Brunetta) e ha ottenuto la certificazione di MEF e FP.
Una proposta, la nostra, che avevamo anticipato nella riunione con l’on. Rossi del 24 giugno e poi formalizzato nel tavolo tecnico dell’8 luglio, e che sappiamo essere stata fatta propria da altre sigle. Problema risolto, dunque, avranno pensato molti colleghi. Ma così, almeno fino ad oggi, purtroppo non è. L’on. Rossi ci ha detto in riunione che, acquisiti i pareri degli Organi tecnici del nostro Ministero, quella norma non è ritenuta, allo stato, immediatamente e automaticamente adottabile, motivo per il quale, nel ritenere comunque valida la nostra proposta, verrà avviata una urgente iniziativa presso la F.P. per avere il via libera a quella norma o comunque all’utilizzazione di “permessi di servizio” fino a tutto il riordino ex L. 244. In alternativa, una norma ad hoc da inserire in un decreto correttivo ex art. 5, comma 1, L. 244. Attendiamo l’esito dell’iniziativa verso F.P., che lo stesso Sottosegretario ritiene possa arrivare a breve.
FLP DIFESA ha però ritenuto doveroso rappresentare sin da subito all’on. Rossi che, in caso non si trovasse una soluzione al problema, non essendo in alcun modo ipotizzabile nel M.D. il ricorso al monte ore dei permessi sindacali dopo il loro dimezzamento o le riunioni al di fuori dell’orario di lavoro, la nostra O.S. prenderebbe in seria considerazione l’abbandono dei tavoli locali. Ha concluso segnalando infine la natura politica e non meramente tecnica del problema, rispetto al quale attendiamo risposte politiche.
A conclusione della riunione, abbiamo segnalato all’on. Rossi le ultime iniziative avviate da FLP DIFESA:
– la prima, con lettera del 14 luglio, ripubblicata sul sito, con la quale, sulla base di alcune nostre informazioni che davano mancante la Difesa dalle Amministrazioni autorizzate ad assumere, abbiamo chiesto un incontro per affrontare finalmente la questione legata ai soprannumeri ex DL 95. Informazioni, le nostre, che oggi trovano piena conferma nel DPCM 29 luglio che pubblichiamo sul sito.
– la seconda, con lettera del 18 luglio (anch’essa ripubblicata sul sito), con la quale abbiamo chiesto un “chiarimento politico” su alcuni fatti, a nostro avviso molto gravi, di cui abbiamo dato conto nel Notiziario n. 76 di pari data e l’avvio del confronto sul redigendo “Regolamento” ex art. 1 D. Lgs n. 7.
Abbiamo pertanto chiesto all’on. Rossi che i due argomenti vengano iscritti in agenda subito a settembre.
Prima di chiudere, vogliamo ringraziare i colleghi dell’attenzione con la quale ci seguono attraverso il sito: anche oggi, 31 luglio(!), abbiamo superato i 1700 contatti nelle 24 h, davvero un’ enormità. Grazie davvero, e continuate a seguirci anche in agosto: informazioni e Notiziari non mancheranno certo!
Notiziario n. 110 dell’ 8 ottobre 2018 – E’ noto a tutti (ne abbiamo accennato nel Notiziario n. 89 del 20 agosto u.s.) che l’attuale Capo di Stato Maggiore Difesa (SMD), gen. C. Graziano, già in proroga, lascerà a novembre p.v. l’incarico di Comandante delle nostre FF. AA. e andrà a presiedere il Comitato Militare […]
Notiziario n. 102 del 18 settembre 2018 – Noi pensiamo davvero che, per quanto attiene l’incredibile vicenda legata all’emanando (da due anni, campa cavallo!) bando di mobilità interna ordinaria volontaria, Amministrazione Difesa stia davvero scivolando nel ridicolo, e ci chiediamo come mai le altre sigle assistano imperterrite e inerti a questo scempio, che da una […]
Notiziario n. 73 del 26 luglio 2017 – Nella giornata del 18 u.s., la Ministra Pinotti è stata audita dalle Commissioni Difesa di Camera e Senato sul Disegno di Legge (DDL 2728) attuativo del Libro Bianco e recante “Riorganizzazione dei vertici del Ministro Difesa e delle relative strutture. Deleghe al Governo per la revisione del […]
Notiziario n. 33 del 20 marzo 2017 – A oltre quaranta giorni dal via libera del Consiglio dei Ministri del 9 feb. u.s., ha visto finalmente la luce sul sito del Senato il Disegno Di Legge (DDL) attuativo del Libro Bianco che era stato pubblicato a fine aprile 2015. Il parto è stato particolarmente lungo e […]
Notiziario n. 32 del 16 marzo 2017 – Ha destato molta sorpresa, all’interno ma anche all’esterno del Ministero della Difesa, l’intervista concessa dalla Ministra Pinotti a La Repubblica e pubblicata il 1 marzo u.s. (gli interessati la troveranno anche su questa pagina in allegato 1). Il titolo, davvero un po’ pomposo (“Nasce il Pentagono italiano, […]
Notiziario n. 99 del 21 settembre 2015 – Cominciano le manovre per il varo dei provvedimenti attuativi del “Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa” (LB, vds. allegato 2 su questa stessa pagina), e si inizia con provvedimenti molto pesanti. Come noto, all’art. 294, è scritto che il predetto LB “costituisce direttiva ministeriale per […]
Notiziario n. 87 del 10 agosto 2015 – Era molto attesa l’audizione in Commissione Difesa della Camera del Capo di SMD, gen. C. Graziano, e cioè del Comandante in capo delle FF.AA.italiane. Già programmata per il 31 luglio u.s., l’impegno era poi stato annullato per un problema tecnico e quindi riprogrammata al 6 agosto dal […]
Notiziario n. 81 del 27 luglio 2015 – La c.d. “area industriale” del MD, denominazione oggi sicuramente impropria sotto l’aspetto tecnico-terminologico ma ancora alquanto efficace in quanto eredità storica di un passato tuttora vivo, e cioè quell’area che fa riferimento agli Stabilimenti industriali del M.D. (Arsenali della Marina, ex Arsenali oggi Poli Esercito, Centri tecnici¸ […]
Notiziario n. 34 del 30 marzo 2015 – Il nuovo Capo di Stato Maggiore della Difesa, gen. CA Claudio Graziano, ha incontrato a tavoli uniti nel pomeriggio di oggi le OO.SS. nazionali. Nell’intervento d’apertura, il Capo di SMD ha ricordato la fase complessa e difficile che vivono le FF.AA., chiamate a rivedere nei prossimi anni, […]
Notiziario n. 83 del 31 luglio 2014 – Il Sottosegretario delegato on. Domenico Rossi ha incontrato le OO.SS. nazionali, questa volta a tavoli separati a seguito dell’ennesima richiesta di CGIL-CISL-UIL, in ordine alla quale evitiamo per carità di patria ogni commento, rimettendoci su questo aspetto alla valutazione delle lavoratrici e dei lavoratori. All’o.d.g. della riunione, […]