Notiziario n. 47 del 7 maggio 2014 –

La Corte Costituzionale
La Corte Costituzionale

Facendo seguito al nostro precedente Notiziario n. 128 del 29.11.2013, riportiamo di seguito il testo del “comunicato stampa” di oggi della nostra Confederazione,  con il quale si dà notizia dell’imminente approdo in Corte Costituzionale, a seguito ordinanza del Tribunale di Roma, del ricorso contro il blocco dei contratti presentato nel 2012 da FLP.

    “Lo scorso 27 novembre il Tribunale di Roma, con l’Ordinanza emessa dal giudice Ileana Fedele sul ricorso presentato dalla FLP, ha deciso di adire la Corte Costituzionale riguardo al blocco dei contratti dei dipendenti pubblici ravvisando la possibile violazione degli articoli 2, 3, 35, 36 39 e 53 della nostra Carta Costituzionale.

Proprio in queste ore è stata trasmessa alla Suprema Corte l’ordinanza citata. Nei prossimi giorni il presidente della Consulta, verificata la regolarità dell’Ordinanza e delle notificazioni, ne disporrà la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Da quel momento decorreranno i venti giorni previsti come termine per le costituzioni in giudizio.

A questo proposito Marco Carlomagno, Segretario Generale della CSE ha dichiarato: “Pur essendo la FLP una federazione aderente alla CSE, questa confederazione si costituirà in giudizio per testimoniare la vicinanza a tutti i lavoratori pubblici che subiscono l’ingiustizia del blocco dei salari e degli stipendi.

Ma la CSE non si limiterà a questo: “Invieremo nelle prossime ore alle federazioni rappresentative nei comparti del pubblico impiego una lettera con la quale chiederemo loro di unirsi a noi nel giudizio pendente alla Consulta e avviare un percorso comune che miri ad arginare le derive cesariste del Governo attraverso azioni e proposte da elaborare comunemente.

“Siamo convinti – conclude Carlomagno – che la costituzione di un fronte comune sindacale, che faccia proposte organiche sia sul modello di pubblica amministrazione che sulle politiche del lavoro pubblico, possa far deflettere il Governo dall’attuale scelta  di rifiuto del confronto con le pari sociali. Più compatto e coeso sarà il sindacato più forte sarà la voce dei lavoratori che il Governo dovrà ascoltare

                                                                                                                             L’UFFICIO STAMPA  CSE  ”.

Allegato 1: L’ordinanza-del-Tribunale-di-Roma-sul-ricorso-FLP

Allegato 2: Notiziario n. 128 del 29.11.2013 con la storia del ricorso

                                                                                                                                               

Notiziario n. 117 del 28 ottobre 2013 –

Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 46 del 28.10.2013 relativo alle misure di finanza pubblica contenute nel disegno di legge di stabilità 2014 presentato dal Governo, che reca in allegato la nota della nostra Federazione già inviata alla Presidenza del Consiglio con la dichiarazione dello stato di agitazione dei lavoratori pubblici.

Finalmente iniziano a venir fuori i testi e le tabelle del disegno di legge di stabilità approvato dal Governo un paio di settimane fa e adesso in discussione alle Camere, non prima di essere stato inviato a Bruxelles (sic) per una sorta di approvazione preventiva.

Per i dipendenti pubblici è l’ennesimo massacro: blocco dei contratti per tutto il 2014 (ma con la previsione di blocco fino al 2017), blocco degli stipendi, blocco del turn-over, taglio dello straordinario, diminuzione del salario accessorio in proporzione al numero di lavoratori andati in pensione, rateizzazione della buonuscita.

Eppure i soldi per i rinnovi dei contratti ci sarebbero e la convenienza economica anche – sotto forma di aumento della domanda interna – ma si è sin qui preferito far pagare la crisi ai dipendenti pubblici e alle fasce più deboli della popolazione che, gioco forza, riducendosi sia il numero di coloro che devono erogare i servizi che la loro motivazione a causa di stipendi più bassi, avranno sempre meno servizi e meno efficienza.

L’attacco alla pubblica amministrazione ed ai lavoratori  però, come ha già detto la nostra confederazione CSE (vedi Notiziario CSE n. 12 del 21 ottobre 2013), non si può ascrivere soltanto alla Legge di Stabilità ma è figlio delle politiche dei governi degli ultimi dieci anni e, in particolare, di una finta “spending review”, applicata in modo cieco e sordo, che ha tagliato stipendi e servizi anziché privilegi e sprechi.

Così oggi i dipendenti pubblici sono arrivati a perdere il 10,5 per cento del loro salario (dato di Confindustria) ma tutto concentrato nelle fasce dei funzionari e degli impiegati mentre l’alta burocrazia ha visto crescere compensi, consulenze e emolumenti vari. Ci si lamenta della perdita di posti di lavoro e della carenza di lavoro per i giovani ma negli ultimi dieci anni nel pubblico impiego si sono persi oltre 300.000 posti di lavoro.

 Ci si lamenta della crescita dei nuovi poveri ma lo Stato permette che larghe fasce di lavoratori pubblici a 1000-1200 euro al mese scivolino tra i cosiddetti “working poor”, cioè coloro che vivono sotto la soglia di povertà pur lavorando e sono costretti a  ricorrere a forme di assistenza sociale. Langue la domanda interna ma lo Stato non solo taglia gli stipendi dei dipendenti pubblici ma taglia anche il salario di produttività, facendo venir meno in un colpo solo possibili fonti di domanda interna e motivazione di chi lavora per la collettività.

Eppure per il 2014 basterebbero 1,5 miliardi di euro per aprire la stagione dei  rinnovi contrattuali in un Paese che ha meno dipendenti pubblici della media europea, li paga peggio ma taglia sul numero e sugli stipendi preferendo non attaccare i veri sprechi nella pubblica amministrazione: appalti, forniture, consumi di beni intermedi, consulenze, società partecipate o in house.

E, come se non bastasse tutto questo, stavolta non possiamo prendercela nemmeno con l’Europa: la legge di stabilità che vorrebbe il Governo delle larghe intese ha previsto un rapporto deficit/PIL al 2,5 per cento contro il 3 per cento permesso dalle norme europee.

 Quello 0,5 per cento ammonta a 7 miliardi e mezzo di euro che potrebbero essere usati non solo per rinnovare i contratti ma per far partire un piano di ammodernamento e messa a norma delle scuole italiane nelle quali ogni giorno i nostri figli rischiano la vita o un piano straordinario di riassetto idro-geologico del territorio, per il quale ogni anno spendiamo invece miliardi di euro per riparare i danni di alluvioni, frane et similia.

Centinaia di migliaia di posti di lavoro che rilancerebbero l’economia permettendo addirittura di fare, nel tempo, risparmi di spesa.

E allora, direte voi, perché non si fa? Perché l’attuale maggioranza  ha votato a suo tempo la legge che prevede il pareggio di bilancio strutturale in Costituzione (legge costituzionale n.1/2012 e legge 243/2012) a partire proprio dal 2014. Queste leggi prevedono che in caso di sforamenti di bilancio è obbligatorio il rientro annuale nel pareggio di bilancio attraverso aggiustamenti progressivi. Ebbene, in base a queste norme, recepite addirittura in Costituzione, la legge di stabilità presentata dal Governo non può permettersi un deficit superiore, anche se in linea con le norme europee. Insomma, ci siamo messi da soli il cappio al collo, l’Europa non c’entra nulla!!

Quello che è certo è che la FLP non ha alcun intenzione di vedere il nodo scorsoio che ci strangola come dipendenti pubblici e come cittadini. Abbiamo fatto a questo Governo le nostre proposte di riduzione di sprechi e ruberie da tempo e non accetteremo quindi che venga approvata la legge di stabilità così come è stata concepita.

Faremo sentire la nostra voce nel Parlamento, attraverso proposte di modifica, e se queste non saranno accettate, la faremo sentire negli uffici e nelle piazze. Abbiamo iniziato con la dichiarazione di stato di agitazione di tutti i dipendenti pubblici e seguiremo passo dopo passo l’iter di questa legge, con un’attenzione forte e costante.                                                                                                                                

                                                                                                                       LA SEGRETERIA GENERALE FLP

Allegato 1: La nota della Segreteria Generale FLP

Allegato 2: DPR 4.10.2013, n. 122 – Regolamento blocco al 2014 di contratti e retribuzioni

Documenti: IL DISEGNO DI LEGGE DI STABILITA’ 2014

                      *  DDL Stabilità 2014 Testo integrale      *  DDL Stabilità 2014 – Relazione illustrativa

                      *  DDL stabilita 2014 Relazione tecnica    *  DDL Stabilita 2014 – Elenco missioni

Notiziario n. 49 del 30 aprile 2013 –

CdSRiportiamo di seguito il Notiziario FLP  n. 16 del 24 aprile 2013 relativo al parere del Consiglio di Stato sui nostri contratti, e nel quale si dà anche conto  degli sviluppi  dell’iniziativa “UN EURO PER FARE GIUSTIZIA” promossa a suo tempo dalla nostra Federazione.

E’ di questi giorni, e sta passando sotto silenzio, la notizia che il Consiglio di Stato, riunito in Sezione Consultiva per gli Atti Normativi, con provvedimento n. 01832/2013 del 17 aprile,  su richiesta dell’Ufficio Legislativo del Ministero dell’Economia e Finanze, ha dato il via libera allo schema di D.P.R. varato dal Consiglio dei Ministri  in data 21 marzo con il quale è stato predisposto un regolamento in materia di proroga del blocco della contrattazione e degli automatismi stipendiali per i pubblici dipendenti.

Ovviamente la notizia del provvedimento varato in C.d.M. aveva già fatto suonare il campanello d’allarme a tutte le forze sociali del pubblico impiego, ma nessuno pensava ad una tale accelerazione quasi a voler lasciare, da subito, una prima e pesante eredità al prossimo Governo ed al prossimo Ministro della Pubblica Amministrazione.

E invece il provvedimento, inviato dal MEF, ha avuto un velocissimo parere positivo da parte del C.d.S. che, in relazione alla delega prevista all’art. 16 della Legge 98/2011, introduce tre misure che affossano le aspirazioni dei dipendenti pubblici ad avere il rinnovo del contratto e bloccare la vera e propria emorragia che sta colpendo il nostro potere d’acquisto:

1) la proroga alla fine del 2014 del blocco dei contratti di lavoro del pubblico impiego (se va bene  ripartiranno nel triennio 2015-2017);

2) la conferma del blocco del pagamento dell’indennità di vacanza contrattuale per il biennio 2013- 2014.

3) La proroga del blocco del “cedolino”, cioè il divieto di avere aumenti di stipendio a qualsiasi titolo    (quindi anche i passaggi economici), che sarebbe scaduto il 31 dicembre 2013, fino a tutto al 2014.

Un’accelerazione che non possiamo spiegarci se non con l’obbligo di predisporre da parte del MEF, in assenza di atti formali che ne presupponessero il blocco, proprio il pagamento dell’indennità di vacanza contrattuale per il biennio di riferimento (2013-2014); quindi via libera ad un ulteriore atto vessatorio nei confronti dei lavoratori pubblici per i quali al danno si aggiunge la beffa di un parere che, udite, udite, segnala al legislatore la necessità di non “infierire” su coloro i quali hanno redditi da 90.000 a 150.000 euro in ragione di una opportuna sentenza della Corte Costituzionale, la 233/2012, che in sintesi afferma che chi guadagna di più non deve rimetterci rispetto agli altri (che guadagnano molto, molto meno…).

L’azione sindacale sino ad ora non ha prodotto che generici lamenti e interviste contro il blocco contrattuale. Azioni concrete purtroppo nessuna come nulla o quasi è successo in occasione del precedente blocco contrattuale che ancora ci colpisce. Sarebbe ora di affrontare unitariamente una vertenza che faccia capire che se i servizi pubblici peggiorano ad andarci di mezzo è tutto il Paese, ma chi paga maggiormente sono le fasce più basse della popolazione che non possono certo ricorrere ai privati per quanto riguarda i servizi fondamentali come ad esempio scuola e sanità.

I soldi per far funzionare meglio la macchina e pagare dignitosamente i dipendenti pubblici ci sono, gli sprechi pure e sono laddove nessuno ha il coraggio di intervenire: appalti, acquisti, consulenze, dove si annidano i 60 miliardi di corruzione denunciati dalla Corte dei Conti.

 E allora, attendendo che il Governo affronti realmente i problemi della Pubblica Amministrazione italiana con una riforma seria ed efficace e un minimo di unità sindacale che affronti e tuteli gli interessi e le esigenze di più di tre milioni di lavoratori del Pubblico Impiego, senza contratto e con i livelli di stipendio più bassi della media europea, questa Federazione ha deciso di iniziare con atti concreti: prima di tutto la presentazione di piattaforme contrattuali che mettano in mora il Governo e lo richiami alla sua responsabilità di prendere i soldi laddove è giusto e non dove è più facile; inoltre, non abbiamo mai abbandonato la nostra iniziativa: “UN EURO PER FARE GIUSTIZIA” con la quale si mira ad ottenere una pronuncia giudiziaria che sancisca l’incostituzionalità del blocco degli stipendi attraverso specifici ricorsi a vari  Tribunali. Un’iniziativa che ora come mai è attuale e indispensabile.

I giudici stanno iniziando a fissare le udienze e a breve speriamo di avere delle risposte positive. Intanto vi riepiloghiamo le udienze previste nei prossimi mesi:

Tribunale di Roma, ricorso presentato dai sindacati FLP e FIALP: la prima udienza si è già tenuta e la prossima è prevista per il 19 giugno, data in cui è molto probabile che il giudice si pronunci nel merito;

Tribunale di Milano: prima udienza fissata per il 18 giugno 2013;

Tribunale di Torino: prima udienza fissata per il 1° luglio 2013;

Tribunale di Firenze: prima udienza fissata per il 29 novembre 2013;

Tribunale di Roma, ricorso presentato dai lavoratori: prima udienza fissata per l’8 gennaio 2014;

Tribunale di Perugia: prima udienza fissata per il 10 gennaio 2015 (sic!)

Ricordiamo che basta che uno dei Tribunali aditi ravvisi profili di incostituzionalità del blocco dei contratti per inviare le carte alla Corte Costituzionale che dovrebbe così pronunciarsi in merito. Vi terremo tempestivamente aggiornati!  

 Si allega intanto copia del parere del Consiglio di Stato sullo schema di DPR in parola.

                                                                                                                       LA SEGRETERIA GENERALE FLP “

Allegato: Parere del Consiglio di Stato n.1832 del 17.04.2013

 

 

 

blocco retribuzioni



Legge di stabilità 2014. Attacco al lavoro pubblico, la FLP dichiara lo stato di agitazione dei dipendenti pubblici

28 Ott 2013 - Flp, Flp Difesa

Notiziario n. 117 del 28 ottobre 2013 – Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 46 del 28.10.2013 relativo alle misure di finanza pubblica contenute nel disegno di legge di stabilità 2014 presentato dal Governo, che reca in allegato la nota della nostra Federazione già inviata alla Presidenza del Consiglio con la dichiarazione dello stato […]



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