Notiziario FLP Difesa n. 73 del 24 novembre 2022 –
Il sottocapo di SMM Amm. Berutti Bergotto
Nella giornata di ieri, si è svolto un incontro con il primo reparto dello Stato Maggiore Marina. Presenti il Capo Reparto, Amm Giurelli e il Capo Ufficio Personale Civile, C.V. D’Autilio. Nella prima parte dell’incontro ha presenziato anche il Sottocapo di Stato Maggiore della Marina Militare, Amm Berutti Bergotto, notoriamente attento alle relazioni sindacali che, unitamente ai saluti ha voluto anticipare l’intendimento da parte del C.S.M.M., Amm Credendino, di incontrare a breve le OO.SS..
Evidentemente le nostre reiterate richieste d’incontro, di cui l’ultima a giugno, unitamente a quelle informali, hanno sortito l’effetto sperato; abbiamo perciò accolto favorevolmente questo invito al fine di riprendere quel rapporto proficuo e costruttivo che da sempre ha caratterizzato le relazioni sindacali con la Marina Militare e che invece ultimamente sembrava essersi un po’ dissolto, sia a livello centrale che periferico generando, in alcuni casi, situazioni di criticità che potevano essere evitate a fronte di un maggior dialogo tra le parti.
Nel suo intervento iniziale, l’Amm Berutti Bergotto, che si è fatto portavoce anche del C.S.M.M., ha apertamente riconosciuto l’importanza del dialogo e del confronto con le rappresentanze dei lavoratori, sottolineando inoltre l’apporto fondamentale del personale civile per il buon funzionamento del Dicastero ed in particolare dell’area industriale sulla quale ha assicurato l’assoluta contrarietà ad esternalizzare servizi e attività lavorative tipiche e peculiari di quell’ area. Prima di lasciare la riunione si è impegnato ad attivare, con cadenza trimestrale, tavoli di confronto con il 1° Reparto, obiettivo che come O.S. perseguivamo da tempo, impegno poi confermato anche dal Capo del 1° Reparto, il quale ha inoltre ribadito e condiviso le intenzioni e i concetti sopra esposti.
Come da noi richiesto, con nota del giugno scorso, nel corso della riunione sono state mostrate delle slide contenenti le dotazioni organiche totali del personale civile, quelle effettive, al netto dei militari transitati e l’attuale relativa carenza organica.
Nel giro di interventi delle OO.SS., per la maggior parte a fattor comune, FLP Difesa ha richiesto un esploso di quelle dotazioni divise per Enti e profili, informazione necessaria e propedeutica alla riorganizzazione funzionale degli Enti, che non può essere gestita come una normale organizzazione del lavoro in capo al Direttore ma deve necessariamente passare attraverso il confronto con le Parti Sociali ai vari livellie soprattutto nei luoghi di lavoro.
Tale informazione preventiva risulta ancora più importante in quanto le decisioni che verranno assunte sulle dotazioni organiche influiranno sugli istituti contrattuali come ad esempio la mobilità, le riconversioni professionali, sull’attuazione del NOP e sulle progressioni verticali, sui Piani triennali dei fabbisogni, sugli indirizzi lavorativi e le capacità operative-funzionali dei singoli Comandi/Enti, sui riflessi occupazionali nei territori in cui questi insistono, nonché sulla situazione particolare dei transiti, per la quale più volte e da tempo, abbiamo richiesto un confronto, stante la portata del fenomeno nella FA e dell’acuirsi delle connesse problematiche. Infatti, se si pensa al combinato disposto del blocco della mobilità ordinaria con la recente politica restrittiva sui Comandi, motivata dalle carenze organiche, non si riesce a dare soluzione alle problematiche connesse a situazioni familiari, personali e di salute davvero critiche, che suddetto personale si trova ad affrontare nel nuovo status di civile.
Sulle relazioni sindacali e sulle dotazioni organiche, l’Amm Giurelli si è impegnato, inoltre, a dare degli input ai comandanti degli Enti per una maggiore apertura verso le rappresentanze dei lavoratori alle quali andranno fornite le informazioni necessarie.
In merito alle osservazioni poste sullo studio a 6951 unità (ipotesi di un ulteriore riduzione delle dotazioni organiche del personale civile), sul quale non c’è stata informazione alle Parti Sociali, il Capo del 1° Reparto ha tenuto a precisare che tale studio, come altri, non è mai uscito dallo SMM in quanto la Forza Armata non intende avallare, in alcun modo, modelli che non siano quelli previsti a 9000 unità. Espressione di volontà che non può che trovarci d’accordo, in quanto come O.S. abbiamo da sempre sostenuto che un’ulteriore riduzione precluderebbe la funzionalità stessa della Forza Armata.
Per contro abbiamo chiestoun impegno maggiore dei vertici della MM per far sì che, a similitudine di quanto fatto per il personale militare, vengano prorogati i termini della L.244/2012 anche per il personale civile, obiettivo che si potrebbe più facilmente raggiungere con un’azione sinergica con le OOSS, le quali da tempo si battono per questo. Al riguardo abbiamo appreso con soddisfazione che, proprio in questi giorni, la F.A., utilizzando la stessa strategia della legge 119 del 5 agosto 2022, sta cercando di ottenere la suddetta proroga anche per il personale civile.
Ci è stata poi presentata una slide con i concorsi previsti fino al 2024. Nel merito abbiamo evidenziato la necessità di un piano straordinarioperché le assunzioni previste per la Marina sono assolutamente insufficienti, anche in considerazione dei numerosi pensionamenti previsti nel prossimo triennio, che andranno ad aggravare ulteriormente la situazione delle carenze organiche che già oggi si attesta sopra al 50% in tutte le aree della Marina Militare.
L’ Ammiraglio si è inoltre impegnato a fare la sua parte presso il Gabinetto del Ministro per il recupero dei 21 milioni della performance organizzativa, per il quale la nostra OS si batte da tempo.
A margine della riunione e in relazione al trasferimento delle competenze stipendiali alla Diram di La Spezia, nell’esprimere una posizione pragmatica, abbiamo richiesto di essere informati, prima dell’attuazione del progetto, sugli esiti della sperimentazione e, a similitudine di quanto fatto dall’Esercito, di prevedere nelle tabelle ordinative degli Enti interessati, dei “flussi amministrativi” sia per non sovraccaricare il “centro” che per non mandare sprecate le competenze peculiari degli operatori degli enti periferici.
Negli interventi conclusivi abbiamo tenuto a ribadire l’importanza di un confronto frequente sia a livello centrale che periferico, che vada oltre il rigido dettato normativo del “previsto o non previsto” perché non riteniamo costruttivo né tanto meno utile a nessuno, eludere il dialogo con le rappresentanze dei lavoratori a qualsiasi livello poiché, solo con un dialogo continuo, si possono traghettare gli obiettivi, cercando di contemperare le esigenze di funzionalità della FA con le giuste aspettative dei lavoratori.
La F.A., in netto cambiamento di rotta, ha concordato sulle nostre richieste e sulle nostre considerazioni. Un incontro che giudichiamo, almeno nelle intenzioni, estremamente positivo.
Aspettiamo quindi di ricevere le dotazioni organiche, le slide mostrate in riunione ma soprattutto una prossima e ravvicinata convocazione, stante l’impegno preso dai vertici dello SMM, impegno in cui crediamo fermamente e di cui vi terremo aggiornati.
p. IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Maria Pia BISOGNI – Vincenza TEOFILI
Notiziario FLP Difesa n. 61 del 18 ottobre 2022 –
Nel primo pomeriggio di oggi, a tavoli uniti, sì è svolta la prima sessione informativa con SME-DIPE (Dipartimento Impiego Personale Esercito) dopo un’interruzione di quasi cinque anni, e il cui recupero è stato in questi anni fortemente richiesto da FLP DIFESA purtroppo con esiti negativi fino alla riunione del 13 luglio u.s. con il Capo di SME, nella quale il gen. Serino ha ritenuto di accogliere la nostra richiesta oggi divenuta operativa.
E il dato ulteriormente positivo emerso in riunione è che SME DIPE intende strutturare queste sessioni informative all’interno delle relazioni sindacali con le OO.SS. nazionali, dando loro una periodicità mensile o bimensile (la prossima riunione dovrebbe essere calendarizzata nella prima settimana di dicembre).
La riunione è stata presieduta dal Gen Salvatore Cuoci, Capo del DIPE, il quale, subito dopo i saluti iniziali rivolti alle OO.SS. presenti, ha dato le risposte che attendevamo in ordine alle questioni che avevamo sollevato nell’incontro con il Capo di SME (di quella riunione avevamo parlato in dettaglio nel Notiziario n. 45 del 13.07.2022).
Proviamo allora a riferire, a beneficio dei colleghi, le questioni toccate differenziate per argomento:
RELAZIONI SINDACALI: preso atto delle lamentazioni di diverse OO.SS. in merito alle criticità in essere nelle relazioni sindacali locali, a distanza di qualche giorno dall’incontro con le OO.SS., il Capo di SME ha inviato a tutti gli AA.CC. di F.A. la nota datata 8.08.2022 avente per oggetto: “Rapporti dei Comandanti/Direttori con i Rappresentanti delle OO.SS. a livello locale”, che pubblichiamo sul nostro sito, che raccomandiamo alla lettura integrale di tutti i nostri Dirigenti locali e delle nostre RSU.
FORMAZIONE: sono stati organizzati nei mesi scorsi, e continueranno ad essere organizzati da qui in avanti, degli appuntamenti informativi e formativi sugli istituti del personale civile destinati a Cti di corpo e di Rgt.
La F.A ha comunque organizzato nell’ultimo anno n. 1.694 corsi, di cui 589 con l’ausilio di DIFEFORM, n. 322 in materia antinfortunistica, e quelli restanti tramite attività formative extra Difesa.
DOTAZIONI ORGANICHE CIVILI: come da impegno assunto dallo stesso Capo di SME a luglio scorso, entro qualche settimana e comunque non oltre il mese di novembre p.v., saranno consegnate le dotazioni organiche civili di tutti gli Enti della F.A., che tutte le OO.SS. chiedevano da tempo immemore e che ora troverà finalmente ascolto;
ASSUNZIONI CIVILI: in dirittura di partenza la procedura concorsuale per l’assunzione dei 72 tecnici da destinare ai Poli industriali e all’IGM di Firenze; entro fine anno potrebbe essere bandito il concorso di n. 187 unità, destinate in n. di 97 allo Stabilimento di Piacenza (PMPN) e in n. di 90 a quello di TERNI (PMAL), altro non si sa.
In merito alle n. 2.430 assunzioni civili per la Difesa autorizzate con DPCM 29.03.2022, ma le cui procedure concorsuali sono ancora in “mente Dei”, il gen. Cuoci ci ha detto che la quota parte destinata all’Esercito sarebbe di 700/800 unità, che certamente, una volta assegnati, darebbero davvero un po’ di ossigeno agli Enti di F.A.
RIORDINI/REIMPIEGHI: questo l’elenco, in estrema sintesi, dei provvedimenti in itinere:
Area del Vicecomandante delle Infrastrutture SUD: la procedura di reimpiego ordinaria è a buon punto e le 19 unità troveranno tutte utili collocazioni in Napoli e dintorni; seguirà poi il medesimo provvedimento interessante l’Area del Vice Comandante delle Infrastrutture Nord;
IGM Firenze: soppresso l’Ufficio Documentale, le 14 unità transiteranno in altre caserme della sede; il Poliambulatorio si trasferirà presso la caserma Morandi di Firenze, in n. di 18 i civili interessati;
Scuola Commissariato Maddaloni (CE): n. 11 lavoratori da ricollocare in altra caserma del territorio;
RAT Caserta e Poliambulatorio COMFOP Sud: 70 civili da reimpiegare presso la caserma Calò di Napoli, per tutti a procedura ordinaria
RAT Como: 5 civili da reimpiegare, con procedura ordinaria.
COMANDI DI PERSONALE: il gen. Cuoci ci ha comunicato che, in considerazione del combinato disposto tra la pesante riduzione degli effettivi in forza all’Esercito e le mancate assunzioni, non sarà più consentito il via libera a comandi le cui professionalità risultano deficitarie nel rapporto organici/effettivi, tranne casi gravi.
SMART WORKING : SME DIPE ha già trasmesso a tutti i propri Enti e Comandi la recente circolare di PERSOCIV sui “fragili”. Nelle more dell’emanazione del nuovo Regolamento per lo Smart Working in ambito Difesa, l’opinione di SME DIPE è che, allo scopo di non creare problemi al personale, si potrebbero mantenere in vita i vecchi accordi, se ovviamente compatibili con il nuovo quadro normativo.
Questi, in estrema sintesi, gli argomenti trattati in avvio di riunione dal gen. Cuoci. Dobbiamo riferire altresì che sul problema assunzioni, su quello della formazione in particolare del personale tecnico e sugli antichi problemi legati alla differenze di retribuzione accessoria dei civili della Difesa, il Capo di SME ha inviato un lettera di sensibilizzazione e di sollecitazione al Capo di SMD perché avvii le più idonee iniziative del caso.
E’ poi seguito il consueto giro di tavolo delle OO.SS. presenti al tavolo, tra le quali naturalmente la nostra. In avvio di intervento, la FLP DIFESA ha ringraziato SME DIPE per le ulteriori risposte fornite alle diverse questioni poste dalle OO.SS., il che, allo stato, costituisce davvero un unicum in ambito relazioni sindacali con le FF.AA. . La nostra O.S. ha poi proseguito il proprio intervento articolando in diversi argomenti:
RELAZIONI SINDACALI:Rispetto a quanto da noi rappresentato nella riunione di luglio con il Capo di SME, cui è seguita una nota dettagliata circa i comportamenti posti in essere dal Cte del 3° CERIMANT di Milano, abbiamo ricevuto la risposta del Comando Logistico, diretta a noi e anche a SME DIPE che aveva coinvolto il Cdo d’area.
Più che una risposta, una non risposta, perché, in ordine alle nostre obiezioni e segnalazioni di fatti e circostanze precise, riporta solo ed esclusivamente il punto di vista del Comandante, totalmente autoassolutorio e autoreferenziale, che peraltro era ben noto da tempo e non aveva certo bisogno del sigillo certificatorio del Comando Logistico. Tra le vicende su cui è calata la benedizione assolutoria del Comando Logistico rispetto alla nostra denuncia di utilizzo abnorme del potere disciplinare da parte del Comandante, c’è anche la vicenda di una collega, nei cui confronti è stato avviato un procedimento disciplinare circostanza questa di cui avevamo fatto cenno nella nostra nota, e che si è concluso pochi giorni fa con l’assoluzione piena della dipendente e il suo proscioglimento da ogni addebito da parte del D.G. di Persociv. E la cosa non appare insignificante. Ovviamente i problemi permangono nell’Ente, e vedremo in quali direzioni dovremo procedere, certo non molliamo la presa.
Ma c’è un altro punto della risposta del Comando Logistico che ci ha fatto letteralmente sobbalzare, ed quello della “ramanzina” a noi destinata, e con noi anche a DIPE, perché, a dire del Cdo Logistico, abbiamo fatto male noi a investire del problema SME, e ha ancor più fatto male SME a interessare il Comando Logistico, rispetto a un problema che doveva essere totalmente confinato al livello locale di relazione sindacale. Con l’invito finale, allegando copia di una circolare PERSOCIV, rivolto a noi ma indirettamente anche a SME DIPE, che “eventuali criticità rilevate presso Enti periferici di questo Vertice d’area vengano rappresentate e discusse nell’ambito del corretto perimetro relazionale/Istituzionale”.Una “ramanzina” bella e buona, e peraltro gratuita, rivolta a noi ma, indirettamente rivolta anche a SME -DIPE. Ci chiediamo se sia possibile tollerare questi atteggiamenti impropri da parte di un Comando di Area nei confronti del vertice di Forza Armata. Sappiamo tutti che il Comando logistico non è nuovo a questi “eccessi di potere”, come sa bene chi da anni li frequenta. Siamo convinti che SME DIPE saprà rispondere da par Suo, noi confidiamo che faccia capire ai soloni del ComLog che il porre problemi di livello locale allo SME è cosa che avviene da sempre da parte di tutte le OO.SS. e che viene fatto solo quando le criticità appaiono irrisolvibili sul piano locale e al sol fine di prevenire i conflitti, che è un dovere di tutti. Il Comando Logistico non sa probabilmente che i contenuti della circolare Persociv non sono nuovi, in passato ne ha fatte di analoghe anche il Gabinetto del Ministro, ma poi i comportamenti delle OO.SS. e dei Vertici di F.A., in Esercito come in altre FF.AA. sono stati diversi proprio al fine di prevenire possibili conflitti. Ma il Cdo Logistico lo capirà?
LEGGE 244/2012: Sappiamo oggi che nelle ultime sue settimane di vita, il Parlamento ha votato in modo bipartisan una norma che differisce al 31.12.2030 la riduzione degli organici militari, ma non anche quelle degli organici civili, che pertanto al 31.12.2024 minane fissata a 20.000 unità. Una scelta incomprensibile, e il nostro augurio è che il Vertice rappresenti subito al nuovo Ministro la necessità di un urgente intervento correttivo, e il prossimo DDL Bilancio 2023 può essere utile a tal proposito.
ASSUNZIONI: le 2.430 assunzioni di cui al DPCM 29.03.2022 daranno certo ai nostri Enti un po’ di ossigeno vitale, anche se noi continuiamo a ritenere che occorrerebbe andare a numeri più alti e cioè ad un piano straordinario di assunzioni che tenga conto di tutte le attuali criticità, in particolare sul versante dei profili tecnici, anche recuperando la norma che prevedeva l’assegnazione del 60% agli Enti industriali. Il problema, però, è che le procedure assunzionali non sono ancora partite e chissà se e quando partiranno. Occorre fare presto perché rischiamo che i nostri Enti nel frattempo vadano incontro a crisi irreversibili di non ritorno anche per gli ingenti pensionamenti da qui al 2024. E’ una delle questioni in priorità 1 che dovremo porre al nuovo Ministro.
EX MILITARI: da anni chiediamo un tavolo tecnico che faccia il punto di situazione attuale attraverso la quantificazione, dal 2012 a oggi, dei transiti e l’approfondimento delle problematiche che vivono a fattor comune oggi i colleghi ex militari transitati. Lo chiediamo da anni, non capiamo perché non sia mai stato fatto, e AD continua ad eludere il tema, e lo stesso è avvenuto nelle due riunioni con SME. Ribadiamo però la nostra richiesta
RIORDINI DELLA F.A.: non avendo ricevuto risposte al riguardo, abbiamo riproposto in riunione la richiesta di avere, attraverso uno specifico incontro, un punto di situazione aggiornato sul riordino delle aree infrastrutturali, oggetto a suo tempo di riunioni interlocutorie senza successivo seguito e comunicazioni. Riguardo al Poliambulatorio di Anzio, è allo studio con il Comune la sottoscrizione di un protocollo che assegni all’Ente locale la pineta, mentre la struttura di cura rimarrà in capo al M.D., senza mobilità del personale.
Vedremo se, nelle prossime riunioni, riceveremo risposte su ex militari e su riordino area infrastrutturale.
Cordiali saluti a tutte le colleghe e colleghi.
p. LA SEGRETERIA NAZIONALE– Maria Pia Bisogni e Maria Teresa D’Urzo
Facendo seguito al Notdif 51/2022, segnaliamo come il combinato disposto tra la scelta di non estendere anche ai civili il differimento temporale delle riduzioni organiche di cui alla riforma Di Paola (evidentemente per precisa volontà dei Vertici delle FF.AA, recepita in tutta velocità e senza colpo ferire dai Vertici politici e dal Parlamento), i ritardi colossali nelle assunzioni (pur in minima quantità), e gli input di operare tagli corposi agli organici civili in vista del raggiungimento degli obiettivi fissati al 31.12.2024 dalla legge Di Paola, denotino il preciso disegno di ridurre corposamente la presenza civile nella Difesa e di esternalizzarne le attività. Un progetto portato avanti dai Vertici militari e politici, nel il silenzio assordante delle altre sigle sindacali, in primis CGIL-CISL-UIL, che non ne hanno minimamente accennato nella c.d. “manifestazione” riservata a pochi intimi che si è tenuta recentemente fuori la sede del Ministro della Difesa. Un’operazione vergognosa e incredibile che ha come risultato la progressiva cancellazione della presenza civile della Difesa, contro la quale solo FLP DIFESA si è battuta (a partire dalla discesa in piazza del 6 luglio 2012) e contro la quale FLP DIFESA continuerà battersi, preannunciando sin da ora l’avvio di una serie di iniziative, finalizzate a denunciare quanto accaduto e a mobilitare la categoria in difesa dei propri interessi.
Come offensiva risulta essere (vds. Notdif. 49 del 22 luglio u.s.) la pubblicazione (dopo circa 4 anni) solo di due bandi autorizzati e finanziati dalla Legge di bilancio 2019, per assumere tecnici di vari profili professionali (n°264 Assistenti e n°69 Funzionari), da distribuire in numeri risicati nelle varie regioni italiane e che non rientrano nelle 2430unità autorizzate con il DPCM 29.03.2022 (Notdif 28 del 26 aprile 2022).
Se questi sono i tempi di attesa, a tutti viene spontaneo chiedersi: ma quanti anni ci vorranno per vedere la pubblicazione degli altri bandi di concorso già autorizzati? Per quanto tempo i singoli datori di lavoro potranno adottare soluzioni “tampone”, come le procedure di riconversione professionale per motivi di servizio, col risultato di garantire taluni servizi a danno di altri (che diventano poi inesigibili)? E soprattutto, in assenza di immediate assunzioni di personale civile, come si può non pensare che le scelte di progressiva esternalizzazione delle attività lavorative, riscontrabili in molte articolazioni della Difesa, sostenute come “temporanee” dalle FF.AA., non siano invece frutto di precise scelte del Dicastero?
E ancora, se anche la spending review nelle PP.AA. è tuttora operante, è tuttavia noto che nella Difesa l’esternalizzazione produce, in controtendenza, l’aumento crescente delle spese rispetto ai costi di personale civile; dunque come mai, a fronte dell’attuale e dirompente esodo di personale civile, non vi è traccia di iniziative del ns. Ministero e della politica per ottenere dal Parlamento l’autorizzazione e l’avvio urgente di un consistente piano straordinario di assunzioni di personale civile tecnico e amministrativo, da tanto tempo richiesto da FLP DIFESA, evitando quello che oramai un po’ tutti dicono “il collasso” degli Enti della Difesa? E come mai invece si approva con la massima urgenza la legge che proroga i termini di riduzione degli organici militari e anzi ne promuove l’incremento numerico per 20.000 unità?
Una situazione emergenziale, già da noi ritenuta ormai insostenibile ed “esplosiva”, (vds Notdif 13 del 18 febbraio 2022 e Notdif 36 del 7 giugno 2022),in particolare nell’area industriale, perché caratterizzata dalle negative ricadute della Legge 244/2012, laddove si è già abbondantemente superato l’obbiettivo della riduzione del personale civile a 20.000 unità; e invece di cercare soluzioni, come abbiamo visto per la componente militare, gli SS.MM. provvedono alla riduzione delle T.O.O. degli Enti, aprono alla copertura delle posizioni civili rimaste vacanti (non ultime quelle più prestigiose…) con personale militare, privatizzano peculiari attività, come risulta sia allo studio, e sovente già in atto (vds. Arsenali, Poli, etc..).
Il tutto senza alcun coinvolgimento delle OO.SS. nazionali (e locali) ed in piena disapplicazione dei principi di trasparenza delle scelte operate.
Va evidenziato che in sede di predisposizione dei Piani Triennali del Fabbisogno di Personale (PTFP), sulla base delle richieste dagli Organi Programmatori (SMD, SMM; SME; SMA, SGD), non si può prescindere dal principio di invarianza della “dotazione” di spesa potenziale e dei limiti assunzionali; e gli OO.PP. individuano i fabbisogni sulla base delle professionalità e delle competenze ritenute effettivamente utili, ma non possono prescindere dal futuro riassetto organizzativo conseguente al ridimensionamento degli organici previsto dalla legge 244/2012, tenendo conto che tali scelte sono di indirizzo per l’approvvigionamento e la distribuzione del personale, per lo strumento della riconversione professionale, nonché per il perseguimento degli obiettivi di performance organizzativa.
Ma, come già sopra detto, le scelte degli Organi Programmatori, che influiscono sulle missioni degli Enti e sulle loro tabelle organiche, non sono rese trasparenti alle Parti sindacali, e sono soggette a continui cambiamenti di rotta, senza avere la possibilità di confronto al fine di applicare correttamente gli istituti contrattuali collegati, a volte sembrando in controtendenza con la progettualità stessa della F.A. (quale era stata ad esempio dal Piano Industriale Integrato degli Arsenali 2020-2025, presentato da Maricomlog nell’anno 2020).
E a fronte delle segnalazioni, delle preoccupazioni e delle richieste formulate in materia presso i Vertici militari delle FF.AA. e del Dicastero, le risposte assumono talora connotazioni sconcertanti e fuorvianti, quali quelle fornite negli ultimi tempi dallo SMM (Allegati da 1 a 4), che vogliono rassicurare, ma non forniscono alcun elemento concreto a tal fine.
Risulta oggi che SMD abbia dato agli OO.PP. disposizioni di ridurre gli organici del personale civile nei termini fissati dalla riforma Di Paola, da attuare con il principio del taglio lineare, senza alcun vincolo di rimodulazione nelle singole aree funzionali e fermo restando il numero totale assegnato. Di conseguenza, risulta essere oggi in corso uno studio di ulteriore riduzione degli organici nei singoli Enti dopo quella già presentata nel mese di ottobre 2021, riportante la disamina di effetti ed impatti (in termini di funzioni non più assicurabili). La operazione comprende Comandi ed Enti anche dell’area industriale (es. Arsenali Militari) che sino ad ora sembravano preservati da tali tagli, e per i quali si auspicava il rilancio con le nuove assunzioni di personale civile: ad esempio, le riduzioni preventivate per l’area Logistica della MM si attesterebbero su una media totale del 26%; da qui le inevitabili valutazioni sulle attività che potranno proseguire e su quelle non più garantite, e dunque da esternalizzare (senza esclusione delle manutenzioni).
Tutto questo inciderà sul futuro, sui numeri delle future dotazioni organiche, sui Piani triennali dei fabbisogni del Personale, sui costi del personale, sulle capacità operative-funzionali dei singoli Enti, sugli indirizzi lavorativi, e, non da ultimo, sui riflessi occupazionali nei territori sede di tali articolazioni della Difesa. In merito, FLP DIFESA ha inviato una lettera ai Vertici del Ministero (Allegato 5).
Come sempre, vi terremo aggiornati. Fraterni saluti.
Notiziario FLP Difesa n. 13 del 18 febbraio 2022 –
Dopo più di un anno dal suo insediamento, il Sottosegretario alla Difesa con delega alle relazioni sindacali per il personale civile, on. Mulè, ha finalmente convocato in data di ieri 17 febbraio, per la prima volta, le OO.SS. ad un confronto sui temi di interesse, oggetto peraltro di ripetute richieste da parte della nostra O.S. a partire dallo scorso 12 aprile 2021, al primo punto dei quali c’è stato il via libera alla proroga per il 2022 dei 21 milioni destinati alla performance organizzativa che abbiamo regolarmente percepito negli ultimi anni.
Un via libera da parte delle Commissioni I e IV della Camera, che il SSS Mulè aveva sostanzialmente già dato per fatto, e che successivamente CGIL CISL UIL con nota in data odierna avevano pomposamente annunciato ai lavoratori, attribuendosene naturalmente il merito, come sempre. Purtroppo, le cose non sono andate proprio in questo modo, in quanto le Commissioni Affari costituzionali e bilancio, in sede di voto per la conversione in legge del D.L c.d. “milleproroghe”, hanno bocciato l’emendamento n. 1.119 al DL che prevedeva la proroga per il 2022 dei 21 mln. di € da destinare alla performance organizzativa. Il voto delle due Commissioni, di segno opposto a quello preannunciato dal SSS e poi annunciato da CGIL-CISL-UIL, ha sbugiardato chi improvvidamente, e senza evidentemente alcuna verifica, aveva comunicato ai lavoratori, con nota unitaria di oggi, che “l’emendamento effettivamente presentato dal Sottosegretario Mulè è stato approvato” (i deputati proponenti erano diversi, comunque), attribuendosene palesemente il merito anche strumentalmente in funzione del prossimo voto RSU.
Purtroppo, non è andata così: ne fanno fede i post del 17 febbraio degli on. Gianluca Rizzo e Giovanni Luca Aresta (che pubblichiamo in allegato su questa stessa pagina), che danno notizia della mancata approvazione dell’emendamento “a causa della mancata bollinatura da parte della Ragioneria Generale dello Stato”, e soprattutto il testo dell’Atto Camera n. 3431-A\R (il “milleproroghe”), approvato dalle due Commissioni in data di oggi e che pubblichiamo su questa stessa pagina, che non reca la norma di cui trattasi perché non approvata.
Questi i fatti, nudi e crudi, ad oggi, nelle more di vedere cosa succederà nel voto conclusivo dell’Aula, e poi nel prosieguo dell’iter parlamentare in Senato (ma si parla già di richiesta di fiducia da parte del Governo, anche in considerazione dei tempi molto ristretti utili alla conversione in legge).
Se questi sono i fatti, tre le riflessioni da fare: la prima, è che evidentemente l’azione del Vertice politico non è stata all’altezza per vincere le resistenze della Ragioneria Generale dello Stato; la seconda, è che chi come CGIL-CISL-UIL Difesa ha rivendicato il merito dell’operazione, a fronte del risultato negativo, dovrebbe oggi per logica rivendicarne il demerito; infine, come FLP DIFESA, nel prendere doverosamente atto dell’esito infausto ad oggi dell’operazione proroga 2022, diciamo chiaramente che non consideriamo in nessun modo la partita persa, e che, a partire da domani, profonderemo ogni sforzo in tutte le sedi per stabilizzare i 21 mln a partire dal corrente anno
Fatta questa necessaria premessa, veniamo ora ad affrontare nel dettaglio gli altri argomenti di cui si è parlato:
Perequazione dei trattamenti retributivi: il SS ha vantato lo stanziamento assegnato con la legge di bilancio per il 2021, n.178/2020, dei 50 milioni di cui 20 al FRD 2021 (grazie anche alla presentazione di appositi emendamenti al DDL di bilancio 2021, presentati da un gruppo di parlamentari su sollecitazione di FLP DIFESA, di cui resta traccia nei notiziari FLP Difesa dell’epoca), con specifica destinazione alle progressioni interne (di cui ha preannunciato la disponibilità economica a giugno), e 30 all’aumento della Indennità di Amministrazione della Difesa. Abbiamo in merito osservato che:
i 20 milioni non hanno potuto essere interamente destinati alle progressioni, non perché sarebbero state presentate meno domande rispetto all’offerta, come sostenuto dal SS, ma a causa del vincolo numerico di posti a concorso (che non poteva superare il 50% del personale in forza) (!).
In merito ai 30 milioni di euro destinati all’aumento dell’Indennità di amministrazione della Difesa dal 01.01.2021, la cui distribuzione è oggetto di apposita voce del CCNL FC 2019-2021, FLP DIFESA già con specifica nota ha segnalato a Gabinetto Difesa che la tabella ARAN riporta una errata ripartizione delle assegnazioni ricevute. Infatti è emerso che l’ARAN aveva formulato la tabella di cui sopra tenendo conto del numero di personale in forza alla data del 31.12.2018. Invece i dipendenti beneficiari di tali aumenti dovevano corrispondere a quelli in servizio alla data del 31.12.2020; tale diverso computo porta ad attribuire al personale in forza nel 2021 una quota individuale inferiore, e ad un danno complessivamente stimato in circa 6 milioni di €. La stessa Persociv lo ha rappresentato all’ARAN, che tuttavia non ha modificato la tabella in aumento, come invece avvenuto per il Ministero dell’Interno per identica problematica. Al riguardo, FLP DIFESA ha chiesto al SSSD di avviare tutte le iniziative necessarie per il recupero e la restituzione delle risorse dal MEF al personale civile della Difesa.
Gli ulteriori risparmi provenienti dalla riduzione del personale civile e militare per espressa previsione della riforma Di Paola: FLP Difesa ha rappresentato che tali risparmi, regolamentati da legge speciale (la L.244/2012) che prevede di riassegnarli in percentuale al FRD del personale civile della Difesa, non debbano confluire nell’unico Fondo risparmi gestito dal Mef. E anche sulla base di questa considerazione, abbiamo chiesto al SSSD il riavvio del Tavolo tecnico per fare chiarezza su tutti i risparmi maturati e sulle risorse effettivamente a ns. disposizione, prima dell’avvio della contrattazione del FRD 2022.
I 72 milioni attribuiti dalla legge di bilancio per il 2020 alla perequazione delle Indennità di Amministrazione. La distribuzione dei citati incrementi fra le diverse Amministrazioni è stata oggetto di specifico DPCM, al quale sono allegate le tabelle riportanti gli importi a ciascuno attribuiti, con gli incrementi percentuali per il 2020 e il 2021 e con efficacia a regime per il 2022. Al riguardo, FLP Difesa rileva che gli importi di cui alla tabella 2, riferiti agli incrementi rideterminati dall’anno 2021, sono per la Difesa incomprensibilmente inferiori a quelli previsti per il 2020 di cui alla tabella 1, mentre invece avrebbero dovuto comprenderli ed assorbirli, con ciò determinando una penalizzazione al posto di un incremento progressivo.
FLP Difesa sollecita dunque un efficace e urgente intervento verso gli organi competenti (MEF, F.P. e PCM) per la corretta determinazione degli importi attribuiti alla Difesa con la Tabella 2, prima della definitiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del DPCM.
Assunzioni: nonostante le reiterate segnalazioni di una situazione organica in caduta libera, che ha generato molte criticità, e in particolare il collasso dell’Area Industriale e della Marina, il S.S. rappresenta una prospettiva giudicata risolutiva: l’assunzione in tempi rapidi (ne preannuncia l’avvio per il prossimo mese di giugno) delle 3.481 unità previste dal Piano Triennale per il fabbisogno del personale 2021-2023, a seguito della imminente emanazione del relativo DPCM, in quanto il relativo Decreto è già stato registrato alla Corte dei Conti; e vanta la recente assunzione dei 48 F.A. vincitori del concorsone da poco terminato.
In merito abbiamo segnalato che non condividevamo l’ottimismo dimostrato, alla luce di diversi elementi che portano a una visione molto meno entusiasta: le previsioni assunzionali legate al precedente PTFP, quelle sostenute da apposite leggi (i 294 tecnici di cui alla legge di bilancio 2019 per gli Arsenali, i 10 stabilimenti dell’AID e altri; i 315 tecnici previsti nella legge 126/2020 per l’Arsenale di Taranto; i 431 previsti nella legge di bilancio 2021), non hanno trovato da ormai molto tempo attuazione, e vengono assorbite dal nuovo PTFP; né è stata prorogata, come pure FLP Difesa aveva ripetutamente segnalato e chiesto, la norma del COM scaduta a dicembre 2020, che prevedeva una riserva del 60% dei posti a concorso in favore degli enti dell’area industriale.
E intanto l’AD adotta soluzioni più mirate alla mera sopravvivenza che ad un vero ricambio generazionale al suo interno, quali: – adeguamenti organici che sottendono alla sostituzione del personale civile con quello in divisa (non ultima la sostituzione di quello in posizioni organizzative e dirigenziali), piuttosto che il mancato ricorso a trasparenti interpelli interni per la sostituzione di funzionari/dirigenti in uscita; – il ricorso ad una riconversione professionale spinta, con conseguente perdita delle professionalità riconvertite, e che si cerca di sostenere mediante incentivazioni economiche da attingersi dal FRD (vedasi la proposta delle indennità per il gruisti nel FRD 2021, che abbiamo arginato); – l’adozione di provvedimenti di liberalizzazione ed esternalizzazione verso ditte private delle attività tecnico-industriali (ciò che risulta sia per le attività manutentorie degli Arsenali che per la gestione dei Fari, e per i Poli); – il silenzio più assordante nelle relazioni sindacali nazionali e locali, e la piena disapplicazione dei principi di trasparenza delle scelte operate (ne è segnale l’azzeramento delle sessioni informative presso gli Stati Maggiori).
E anche siamo molto preoccupati in ordine ai contenuti del nuovo testo unificato di DDL di modifica del Codice dell’Ordinamento Militare in esame alla Commissione Difesa della Camera, che prevede per il solo personale militare la proroga temporale delle riduzioni indicate dalla legge 244/2012, l’aumento degli arruolamenti ed i benefici anche economici, escludendone totalmente il personale civile .
In virtù delle predette motivazioni, la FLP DIFESA ha richiesto al SSSD Mulè la urgente rivisitazione della Legge 244/2012, e comunque, l’inserimento della proroga temporale della riduzione anche per il personale civile, l’avvio delle procedure concorsuali e le successive assunzioni, posto che fra gli obiettivi mancati è rilevante il mancato bilanciamento (50-25-25) dei tre capitoli di spesa del Ministero (personale, esercizio e investimenti).
Il SS nella replica si è impegnato a convocare con congruo anticipo le OO.SS. entro fine aprile c.a.per fare il punto di verifica della Legge 244/2012, ed ha escluso tassativamente la volontà politica di privatizzare, richiamando anzi l’impegno alle assunzioni assunto per Baiano di Spoleto, Gaeta, ed altri. Certo apprezziamo le rassicurazioni dell’on. Mulè, ma l’esperienza maturata nell’ultimo decennio e gli annunci più volte lanciati nel tempo “di imminente emanazione dei bandi di concorso” poi non concretizzatisi, ci portano ad essere ancora solo cautamente ottimisti, posto che le scelte e le decisioni finali sono sempre legate ai provvedimenti legislativi votati dal Parlamento, troppo spesso ormai a noi sfavorevoli, e peraltro in clamoroso contrasto con le scelte economiche e giuridiche adottate invece a beneficio della componente militare.
A margine, il SS ha assicurato tutto il suo impegno a velocizzare i passaggi interni fra le aree, con l’azzeramento della 1^ Area e il suo transito nella 2^, e ai passaggi dalla 2^alla 3^ area, come previsto dal nuovo CCNL FC.
Infine l’on. Mulè ha risposto in modo deciso alla richiesta di FLP Difesa di attivare un tavolo tecnico in materia di benefici pensionistici perlavori insalubri, polverifici, ribadendo che non può esservi alcuna apertura: resta solidamente confermata la disciplina attualmente vigente, come sostenuta da norme e da pronunciamenti della Corte dei Conti.
La riunione si è conclusa con la richiesta da parte del SS di avere dei contributi da parte delle OO.SS. che consentano il proseguo del confronto, e con l’impegno di rivedersi entro la fine di aprile. Restano aperte le richieste di FLP Difesa in merito all’attivazione di tavoli tecnici per le problematiche degli ex militari e per la revisione delle procedure di mobilità, già prevista con il precedente SS, on. Tofalo.
E’ tutto, cordialissimi saluti .
IL COORD. NAZIONALE FLP DIFESA Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI
Palazzo Baracchini, sede degli Uffici di Gabinetto della Difesa
In data odierna si è tenuto il confronto in video conferenza con Persociv, sulla bozza del nuovo “Sistemadimisurazionee valutazione delle performance 2022” (SMVP, all. 1), elaborato dall’Ufficio di Gabinetto e sottoposto alle OO.SS. dalla D.G. già lo scorso 13.09.2021. Un confronto subito richiesto da FLP DIFESA, che ha provveduto anche ad inviare, il 7 ottobre u.s., le proprie osservazioni e proposte (all. 2).
In realtà la materia avrebbe dovuto essere oggetto di relazioni sindacali a livello di vertice politico, come avvenuto in passato per quanto attiene quello vigente, posto che la fase istruttoria del documento non risulta aver mai visto la partecipazione della delegazione trattante e che quest’ultima si è dovuta presentare all’incontro di oggi senza avere alcuna facoltà di esprimersi sulle osservazioni e proposte; dunque abbiamo presenziato ad una riunione in cui il confronto era letteralmente privo di contenuti, stante la dichiarata impossibilità della delegazione di fornire risposte e di intervenire con qualsivoglia forma di interlocuzione. Val la pena di sottolineare, fra l’altro, che dopo l’incontro di oggi, che sarà seguito nella prossima settimana da incontri con le parti sindacali che non hanno chiesto alcun confronto, la D.G. stilerà un unico resoconto con la sintesi delle diverse osservazioni di parte sindacale.
Ci chiediamo: ma se la Delegazione trattante non era, proprio per mancanza di elementi, nelle condizioni di discutere con le OO.SS., perché è stata incaricata ed ha accettato di incontrarci? Noi una spiegazione ce la siamo data: l’incontro è avvenuto solo per giustificare il “sentite le OO.SS.” che verrà inserito a premessa nel DM di recepimento del nuovo SMVP, ma nei fatti senza alcuna possibilità di confronto di merito con le Parti sindacali, il che evidenzia l’idea che a livello di A.D. si ha sul ruolo delle OO.SS. .
La circostanza, però, non sorprende poi tanto, stante la totale assenza di convocazioni/relazioni sindacali ormai da più di 1 anno. L’ultima riunione al Gabinetto è infatti di oltre un anno fa, una condizione, questa, che non ha precedenti nella storia delle relazioni sindacali del nostro Dicastero. Con il risultato che i problemi antichi della nostra categoria continuano a non trovare tavoli e soluzioni.
Inoltre, non possiamo non ricordare ai colleghi come nel corso dei primi mesi di quest’anno 2021, l’on G. Mulè è stato prima nominato Sottosegretario alla Difesa (24 febbraio) e poi, con DM 19.03.2021, è stato investito della delega alle relazioni sindacali, che ha esercitato nel corso di questi otto mesi senza mai convocare le OO.SS., che infatti non l’hanno mai incontrato e conseguentemente non hanno mai discusso con lui dei tanti problemi che toccano il personale civile. E anche questo è una circostanza che non ha precedenti nella storia della Difesa. e mentre lo stesso SSS Mulè si caratterizza per contro per il suo attivo presenzialismo sui media.
Per quanto sopra, FLP Difesa ha inviato al Gabinetto del Ministro la nota (all. 3) con la richiesta di incontro per discutere del SMVP e per riprendere le relazioni da troppo tempo interrotte sul tavolo politico. E speriamo che, analogamente a FLP DIFESA, si muovano anche le altre OO.SS. del personale civile.
FLP DIFESA, preso atto dell’impossibilità di aprire il confronto sul SMVP con la Delegazione Trattante e di entrare nel merito, manifestata la propria contrarietà a questo modo di procedere, ha ribadito i contenuti del documento a suo tempo presentato, rafforzati dagli ulteriori elementi di valutazione derivanti dall’analisi del Piano Organizzativo per il Lavoro Agile 2021 recentemente pubblicato, che fa parte integrante del SMVP.
Tali dati infatti avvalorano le incongruenze derivanti dall’applicazione del citato Sistema, nella misura in cui documentano come i risultati attribuiti al Dicastero, nell’essere ricondotti alla sola componente civile (che costituisce, a spanne, il 10% del personale tutto), e ai soli dirigenti/funzionari civili (in percentuale ancora più bassa) quali valutatori e insieme valutati, falsano inevitabilmente il quadro complessivo della performance del Dicastero.
Ma, oltre le premesse di carattere generale di cui sopra, riportiamo i punti salienti delle proposte di FLP Difesa , che sono riportati più in dettaglio nel nostro documento del 7.10.2021:
L’inserimento fra le materie di contrattazione integrativa dei criteri per l’attribuzione dei premi correlati alla performance individuale, al pari di quanto avvenuto per la performance organizzativa;
La riconoscibilità degli obiettivi organizzativi di ogni Ente, e la trasparenza del collegamento tra performance organizzativa e individuale;
La partecipazione attiva delle SS. ai processi di valutazione della performance organizzativa e degli obiettivi strategici dell’Amministrazione della Difesa;
L’adozione della medesima scheda di valutazione per la Prima e la Seconda aerea funzionale, rendendo evidente l’apporto di tutti i lavoratori al raggiungimento degli obiettivi organizzativi dell’Ente;
La individuazione di compitied obiettivi concreti e realizzabili nel contesto dell’D., evitando le astratte enunciazioni utili solo a mascherare l’inapplicabilità di questo sistema di valutazione;
La effettiva rispondenza della decorrenza del periodooggettodivalutazione con quella a partire dalla quale il valutato è stato effettivamente messo a conoscenza degli obiettivi o dei compiti assegnati;
La percorribilità di forme di controllo da parte delle SS sulla corretta applicazione dei criteri divalutazione, anche a livello di singolo Ente;
La esclusione di ulteriori penalizzazioni sul punteggio della performance per i lavoratori destinatari di sanzione disciplinare, già sanzionati dal provvedimento disciplinare e nelle procedure per le progressioni economiche;
La previsione di oneri di missione a carico dell’AD in caso di convocazione da parte della commissione di conciliazione per contenziosi connessi con la valutazione della performance (In proposito, ovviamente condividiamo la ipotesi suggerita da AD, di tenere tali sessioni in videoconferenza, con beneficio di ambo le parti);
La espunzione della sezioneIV della scheda di valutazione per i Funzionari che operano in posizione di addetto e comunque non esercitino la reggenza di unità
A margine, abbiamo richiesto aggiornamenti su alcune importanti partite in itinere: la prima, connessa con le problematiche legate alle progressioni economiche 2021: l’uso dello SPID ha creato impreviste difficoltà di presentazione delle istanze, e sulla capacità di soluzione ha inciso anche l’ingresso massiccio e contestuale dei concorrenti, per cui è stata preannunciata la proroga (all. 4) di 7gg della scadenza per la presentazione delle domande, fornendo comunque rassicurazioni sulla tempistica necessaria per pervenire alla pubblicazione delle graduatorie provvisorie; è stato inoltre suggerito di usare solo il PC fisso, e di provare a collegarsi anche in orari extralavorativi. Per quanto attiene invece le assunzioni del personale civile della Difesa, pare possa essere approvato, addirittura nella prima decade di dicembre, il DPCM (con riserva di verifica dei numeri rispetto ai posti richiesti con il PTF 2021-2023). Per quanto riguarda il concorso straordinario per le 294 unità tecniche (30 di area 3^ e 264 di area 2^), il bando è al vaglio della FP, che lo sta adeguando alle nuove regole di Brunetta; per il bando di corso-concorso selettivo speciale delle 315 unità tecniche da destinare all’Arsenale di Taranto, si attende il perfezionamento del Decreto Interministeriale, che è al vaglio dalla Corte dei Conti.
Infine, dopo le progressioni, l’AD avvierà il tavolo per l’aggiornamento delProtocollo di sicurezza Covid.
Come sempre, Vi terremo aggiornati. Fraterni saluti.
Notiziario FLP DIFESA n. 101 del 17 novembre 2020 –
Nella giornata di ieri, il Consiglio dei Ministri (CdM) ha varato il testo definitivo della Disegno di Legge (DDL) di Bilancio 2021 da inviare alle Camere, adottato il 18 ott. u.s. con la oramai consueta formula “salvo intese” e che la recente riesplosione dell’emergenza Covid ha reso necessario integrare e modificare.
Al momento in cui scriviamo, non è ancora noto il testo definitivo del DDL. Circolano comunque sul web alcune bozze, l’ultima delle quali risulta aggiornata a pochi minuti prima dell’inizio del CdM, che pubblichiamo come allegato su questa stessa pagina. Da queste bozze, e in particolare dall’ultima, emergono le linee portanti della manovra, che ha un costo totale 39 mld. di euro, 23 dei quali arriverebbero da ulteriore deficit che comporterà un ulteriore scostamento di bilancio (20 mld). Gli interventi previsti riguardano più materie e più settori: crescita e investimenti; lavoro, famiglia e politiche sociali; sanità; scuola; cultura; ambiente; riduzione pressione fiscale e contributiva, etc. etc.
Un capitolo importante riguarda ovviamente la “Pubblica Amministrazione ed il Lavoro pubblico”:risorse ulteriori (ma poche, solo 400 mln!) per il rinnovo contrattuale 2019-21, che portano a 3,8 mld lo stanziamento complessivo per il rinnovo contrattuale delle PP.AA. centrali; istituzione di un “fondo” di 3,63 mld per le assunzioni di personale dal 2021 al 2033; la previsione di assunzioni in alcune AA.CC. già nel 2021 (n. 3.280 Giustizia; n. 250 Interni; n. 550 Ragionerie territoriali dello stato; etc.); lo slittamento di fatto al 2022 delle elezioni RSU, e davvero poco altro.
A tal proposito, la Segreteria Generale della nostra Federazione ha diffuso in data di ieri il Notiziario n. 43 che riporta un primo commento, dal quale emerge il giudizio sulla “inadeguatezza” delle misure destinate al Lavoro Pubblico, che riportiamo di seguito in virgolettato e corsivo:
“ Le misure in materia di lavoro pubblico contenute nel disegno di legge di bilancio 2021 approvato dal Consiglio dei Ministri, e ora all’esame del Parlamento, non appaiono in grado di dare le risposte necessarie alle esigenze di modernizzazione e di efficienza che il Paese si attende.
Pur avendo apprezzato le dichiarazioni fatte nei mesi scorsi dal Presidente del Consiglio Conte e dal Ministro per la Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone riguardo alla necessità di avere una pubblica amministrazione adeguata ad affrontare le sfide necessarie al rilancio del Paese, non si riscontra nella legge di bilancio una visione strategica complessiva atta a favorire il cambiamento e il rinnovamento della PA né le misure necessarie a garantire i necessari investimenti.
Non riscontriamo un disegno organico relativo alle nuove assunzioniper avviare quel reale e necessario cambiamento di tendenza rispetto ad un ventennio di sostanziale paralisi, che ha reso le nostre Amministrazioni non solo prive del necessario ricambio generazionale, ma anche in una condizione generale di drammatico sottorganico, non solo nel settore sanitario, ma anche nei settori e nelle professionalità più innovative e necessarie in una amministrazione moderna.
Pur comprendendo il difficile momento economico, non possiamo non rilevare il fatto cherestanoinsufficienti gli investimenti necessari per dar corso al rinnovo dei CCNL, scaduti a fine 2018.Investimenti necessari non solo per adeguare i salari dei dipendenti tra i più bassi a livello europeo, ma, in particolare, per realizzare una profonda riforma del sistema di classificazione e dell’ordinamento professionale, del sistema di formazione e riqualificazione del personale, degli sviluppi di carriera e della struttura dei salari. E, soprattutto, mancano le modifiche normative necessarie a superare i vincoli alla contrattazioneintegrativa, ingessata dal punto di vista economico dai tagli di questi anni e dai tetti frapposti ai Fondi di Amministrazione, che impediscono di utilizzare risorse già nella disponibilità degli Enti nella direzione di un miglior riconoscimento della produttività, dell’accrescimento professionale, della formazione diffusa e continua.
Riteniamo che occorrano scelte efficaci e coraggiose nel campo dell’innovazione e dellareinternalizzazione dei processi e delle attività, dell’adeguamento dei profili e dell’ordinamento professionale che, in mancanza della rimozione dei vincoli normativi, non sono praticabili ed esigibili a livello contrattuale in materia di progressioni economiche, passaggi tra le aree, diritto alla carriera.
Le PP.AA., in questa fase di grave emergenza, sono chiamate ad uno sforzo eccezionale per garantire servizi e prestazioni di qualità a cittadini e imprese, in molti casi aggiuntivi, e da rendere in tempi strettissimi.
Le risposte debbono quindi essere adeguate. Occorre riconoscere e incoraggiare le motivazioni di tante lavoratrici e lavoratori che con il loro impegno, in condizioni assolutamente complicate, hanno garantito in questi mesi il funzionamento della nostra macchina amministrativa, e non percorrere invece strade già viste, quelle delle iniziative spot, slegate da un disegno organico, adottate in ossequio a spinte corporative o a richieste di singoli centri di potere; quegli stessi che hanno portato ad un indebolimento non più tollerabile delle nostre Amministrazioni.
Nei giorni scorsi abbiamo formalizzato alla Ministra Dadone, in un apposito documento, le misure da noi ritenute necessarie per il rilancio del lavoro pubblico da adottare in sede di legge di Bilancio.
Su tali proposte chiediamo, nuovamente, che venga aperto un tavolo di confronto per apportare le necessarie modifiche al testo in discussione.
Porteremo le nostre proposte tra le lavoratrici e i lavoratori, seguiremo con attenzione i lavori parlamentari, anche mediante la predisposizione di specifici emendamenti e, in caso di mancate risposte promuoveremo specifiche e mirate iniziative a sostegno delle nostre rivendicazioni.
Perché la valorizzazione del lavoro pubblico e l’efficienza delle nostre amministrazioni è oggi più che mai una delle priorità del Paese per fornire servizi ai cittadini e alle imprese nella fase di rilancio.
E, soprattutto in questo momento storico, non possiamo farci trovare impreparati. LA S.G. FLP ”
Per chiudere, non possiamo esimerci dal dire qualcosa anche in merito alle disposizioni/misure che sono contenute nelle bozze di DDL e che interessano più da vicino la componente civile del MD :
non è prevista nel 2021 una sola assunzione straordinaria di professionalità civili in Difesa, nonostante gli impegni assunti da AD a luglio u.s. e le cose che si sono dette nelle più recenti riunioni al Gabinetto;
in merito ai risparmi della L. 244, vengono introdotte alcune modifiche procedurali che, a fronte dell’accertamento delle consistenze del personale in un dato anno, le somme vengano rese disponibili ed utilizzabili solo nell’anno successivo, ma non c’è nulla di quanto richiesto dalle OO.SS. nelle recenti riunioni al Gabinetto con riferimento ai risparmi degli anni precedenti non ancora affluiti al FRD;
nessuna disposizione o risorsa è prevista per l’efficientamento dell’area industriale della Difesa;
è prevista l’attribuzione al Capo di SMD, oltre all’impiego operativo dei fondi destinati al funzionamento dell’Area T/O IF, anche della “correlata gestione amministrativa” sinora esercitata dal Segretariato Generale della Difesa/DNA, una scelta questa che sembra far tornare in auge il “Libro Bianco” di pinottiana memoria, che prevedeva come noto il potenziamento del ruolo del Capo di SMD.
Per le misure Difesa, si veda in particolare l’art. 176 della bozza del DDL Bilancio 2021 che pubblichiamo su questa pagina.
Con riserva di altre informazioni al riguardo e dell’invio del testo del DDL trasmesso alla Camera.
In data 4 giugno u.s., in modalità “conference-call”, si è svolta una riunione con il Comandante Logistico della Marina Militare, Amm. Serra, in accoglimento della richiesta della FLP DIFESA di cui al nostro notiziario FLP Difesa n. 9 del 27.01.2020, per la presentazione del Piano Industriale Integrato (PII) degli Arsenali 2020-2025 (che si pubblica in allegato su questa pagina), predisposto da Maricomlog nel mese di aprile u.s., ed approvato dallo SMM a maggio.
In premessa l’Amm. Serra ha precisato che il Piano è in linea con quanto già rappresentato ed agli atti della Commissione Difesa del Senato nell’audizione del 2 luglio 2019, e con la deliberazione n. 22-2014-G del 12.12.2014 della Corte dei Conti relativa alla verifica della spesa per il “Processo di razionalizzazione e valorizzazione degli Arsenali Militari gestiti dal Ministero della Difesa”. Queste le parti più salienti del Piano:
Confermata la missione degli Arsenali e l’attuale modello organizzativo cantieristico navale, basato sulle risorse umane specializzate, prevalentemente civili, sulle infrastrutture e gli impianti, di pregio e strategici, sulla autonomia di gestione di beni, lavori e servizi; i programmi di manutenzione e i carichi di lavoro sono calibrati sulle capacità e sui limiti degli Stabilimenti, tenendo anche conto delle potenzialità dell’indotto locale, e delle potenziali attività “complementari”;
Messa a sistema di un modello integrato: ciascun Arsenale contribuisce a soddisfare anche le esigenze degli altri, e viene salvaguardata la capacità di governance del personale militare e civile apicale;
Acquisizione delle capacità necessarie per garantire le attività core della manutenzione e supporto navale per tutte le UU.NN. di nuova generazione (le cosiddette manutenzioni preventive di 3° livello e concorso a preventive/correttive di livello 2B e 3); mantenimento della capacità d’intervento nei settori ritenuti strategici della manutenzione navale e delle attività ad alto contenuto tecnologico nei settori difficilmente esternalizzabili o collocabili sul mercato esterno o da assicurare per motivi di prontezza operativa della Flotta; internalizzazione delle attività in specifici settori di eccellenzaa medio contenuto tecnologicorisultanti vantaggiose, attraverso i contratti di supporto integrati; ricorso all’indotto locale per le attività a basso contenuto tecnologico, per la Marina non convenienti come costo-efficacia; esternalizzazione delle manutenzioni più complesse;
Sono rilevate le criticità e i ritardi nell’approntamento dello strumento operativo, conseguenti alla “spending review” (blocco del turn-over, aumento dei costi delle esternalizzazioni in via emergenziale, l’ammodernamento solo parziale di infrastrutture e impianti, realizzazione parziale del Piano Brin) nonché alle oggettive difficoltà di garantire adeguati livelli di efficienza e produttività conseguenti alla continua evoluzione della normativa sui Contratti Pubblici; e non aiuta la disciplina dei profili professionali del personale civile laddove non valorizza la peculiarità delle attività svolte nel Ministero della Difesa e soprattutto negli SS.LL.);
Il PII 2020-2025 di Forza Armata è la linea guida per l’individuazione delle esigenze di assunzioni e di formazione, per la individuazione degli interventi infrastrutturali e impiantistici di cui al Piano Brin e al Contratto istituzionale di sviluppo (CIS) da parte di ciascun Arsenale; e a livello di Arsenale dovrà essere elaborato un Piano Operativo Attuativo (POA) entro luglio-agosto 2020, soggetto a revisione/aggiornamento periodico, che dovrà essere presentato alle OO.SS. territoriali, ed implementato nel quadriennio 2021-2025.
Obbiettivi da raggiungerenel periodo 2020-2025 sono: lo sblocco del turn over, la formazione del personale civile neoassunto, il completamento dell’ammodernamento infrastrutturale/impiantistico, e la effettiva manutenzione; il tutto ovviamente previa disponibilità di adeguate risorse economiche;
LA PRESENZA DI PERSONALE CIVILE alla data del 31.12.2024 è stimata in circa il 60% dell’organico previsto per l’Arsenale di La Spezia, il 70% per l’Arsenale di Taranto e il 55% per l’Arsenale di Augusta; e la carenza è destinata a peggiorare sia per il progressivo massivo esodo da pensionamenti, sia per il mancato ripianamento delle vacanze organiche conseguente al blocco delle assunzioni e alla riduzione a 20.000 civili entro il 2024 di cui alla Legge 244/2012; da qui la prospettiva del “collasso” dell’attuale modello organizzativo alla fine del 2024, a dispetto degli investimenti già sostenuti o programmati:;
E’ previsto un PIANO DI ASSUNZIONI pari a n°1527 unità, da spalmare nell’arco di sei anni (2020-2025): n°893 nel 2020 (445 xTARANTO, 273xLA SPEZIA, 175xAUGUSTA), n°71 nel 2021 (47xTARANTO, 20xLA SPEZIA, 4xAUGUSTA), n°142 nel 2022 (98xTARANTO, 33xLA SPEZIA, 11xAUGUSTA), n°162 nel 2023 (105xTARANTO, 53xLA SPEZIA, 4xAUGUSTA), n°213 nel 2024 (142xTARANTO, 65xLA SPEZIA, 6 xAUGUSTA) e n°46 nel 2025 (24xTARANTO, 20xLA SPEZIA, 2xAUGUSTA).
I Costi per le assunzioni: per il ripianamento delle TOO circa 29,1 milioni di euro (a cui aggiungere 4,6 milioni di euro per la formazione) mentre per coprire i pensionamenti 2021-2025 circa 20,1 milioni di euro. Le nuove assunzioni comporteranno una riduzione della spesa del personale pari a circa il 17%, derivante dalla partenza stipendiale con una minore fascia retributiva rispetto al personale andato in quiescenza.
Si punta a valorizzare la Scuola Allievi Operai e formazione del personale nel periodo dal 2020-2025.
Le risorse economiche necessarie per completare il PIANO BRIN, sono valutate in circa130 milioni di euro.
L’attuazione del PII assicurerà le attività manutentive la cui eventuale esternalizzazione costerebbe circa 190 milioni di euro nel periodo 2020-2025; ciò in aggiunta ai costi della manutenzione navale da esternalizzare nel periodo 2020-2025 stimati in circa 861 milioni di euro.
Nel suo intervento FLP DIFESA ha innanzitutto rilevato la difficoltà di formulare proprie valutazioni in assenza di una preventiva visione del Piano, che è stato visto solo in corso di riunione, e dunque si è riservata di approfondire e di far pervenire successivamente eventuali note. In ogni modo, sulla base di quanto illustrato in riunione, abbiamo osservato che il PII appare in linea con quanto da noi sostenuto da decenni, e di cui all’audizione del 23 luglio 2019 davanti alla Commissione Permanente Difesa del Senato (vds Notdif n.73 del 5.8.2019): la necessità del mantenimento del ruolo pubblico degli Arsenali e della internalizzazione delle lavorazioni a media e alta tecnologia, con notevoli ricadute in termini di risparmio e di mantenimento di una elevata qualità, stante l’unicità e la peculiarità di alcune professionalità tecniche presenti solo negli Arsenali. Altresì a nostro parere nessun piano industriale di rilancio degli Arsenali può prescindere da tempestive assunzioni, dallaformazione specialistica, dal completamento del Piano Brin, e da finanziamenti certi.
Abbiamo Inoltre chiesto notizie in merito a:
lo stato dell’arte dei bandi di concorso per le assunzioni già autorizzate e delle iniziative assunte per la revisione della Legge 244/2012, contestata dalla ns. O.S. fin dalla prima stesura (Notdif n. 13 del 29 gennaio 2013). Sarebbe imminente sia l’emanazione dei bandi che la revisione della L.244/2012.
Quali professionalità a concorso: abbiamo chiesto di sapere se i profili corrispondono alle carenze organiche e se sono adeguati alle esigenze connesse con le moderne tecnologie delle nuove UU.NN.; infatti, senza l’assunzione di personale giovane e con formazione specialistica rispondente a queste esigenze, resterebbero non esternalizzabili solo le attività sulle vecchie UU.NN.; mentre per le nuove UU.NN., si dovrà ricorrere necessariamente alle stesse ditte costruttrici, attraverso i “service” attualmente compresi nei contratti quinquennali di costruzione; quando i contratti scadranno, non ci sarà più nessuno in grado, all’interno degli Arsenali, di riparare queste nuove Fremm, con un notevole aumento della spesa per le manutenzioni difficilmente sostenibile. In merito l’Amm. Serra ha asserito che tali esigenze sono recepite nel PII 2020-2025.
Avendo lo stesso lamentato la assenza di forme di riconoscimento economico per le professionalità tecniche, FLP Difesa ha rimarcato come sia da tempo in corso un confronto con i vertici politici, finalizzato alla compensazione del cosiddetto “gap economico” tra il personale civile della Difesa e quello delle altre Pubbliche Amministrazioni, attraverso il riconoscimento della peculiarità di impiego del personale civile; e dunque sarebbe anche nell’interesse della Amministrazione concorrere al buon esito del confronto politico, nel comune intento di raggiungere una maggiore e più adeguata retribuzione dei dipendenti, e una maggiore motivazione sia per il personale in forza che per quello che aspira ad entrarvi.
Abbiamo rappresentato inoltre la necessità di prevedere un piano industriale anche per i CC.TT. della Marina, e l’Amm. Serra ha asserito che la materia è già allo studio e che presto i Piani saranno presentati alle OO.SS. .
In merito ai contenuti del DL 34/2020, il cosiddetto “Decreto Rilancio”, con particolare riguardo all’art 211, laddove si dispone la possibilità “…di affidamento in affitto o la cessione di aree degli Enti della Difesa, compresi capannoni, officine, bacini etc,” rispetto al quale FLP DIFESA ha già chiesto di essere audita presso le Commissioni Difesa di Camera e Senato (Notdif n. 51 del 26.05.2020), chiedendone lo stralcio in sede di conversione in legge, o almeno la riformulazione dell’articolo in termini più vantaggiosi per la Difesa, in sede di riunione abbiamo chiesto di conoscere le ragioni per cui la Difesa, non abbia inserito fra le richieste di esigenze da inserire nel Decreto Rilancio le assunzioni di personale civile che il Ministro ci aveva promesso. L’Amm. Serra ha rappresentato che la F.A. non è stata coinvolta in tal senso, e che la stessa non è favorevole a tali scelte, che si pongono in controtendenza con gli obiettivi del PII, per cui sta chiedendo la rivisitazione, se non addirittura la cassazione dell’articolo, in totale sinergia, sembrerebbe, con la nostra richiesta alla Commissione Difesa.
In merito ai numeri del personale previsto dal PII, abbiamo chiesto di sapere se vi siano comprese le presenze e le previsioni di personale ex militare. La risposta é stata negativa, in ragione della complessità delle condizioni personali della categoria, che spesso presenta limitazioni di operatività. E sulle problematiche della categoria abbiamo chiesto aggiornamenti in merito alla ipotesi della costituzione di un tavolo tecnico, di cui già si era parlato lo scorso febbraio in sede di riunione con il CSMM Amm Cavo Dragone. La risposta è stata evasiva, rinviando ai lavori sul tavolo specificamente allestito presso SMD; dunque si è palesata l’opinione che al momento i tempi non siano maturi per un confronto sindacale.
In relazione alla conclamata necessità di un turn-over connesso alla avanzata età media del personale degli arsenali, abbiamo ribadito la necessità di dare attuazione a livello territoriale al protocollo difesa sulla sicurezza del 15 maggio u.s. . Abbiamo in quella sede avuto conferma della veridicità delle segnalazioni pervenute in merito al fatto che SMD non abbia provveduto alla diramazione del documento, e dunque si sono aggiunti ancor maggiori elementi a sostegno della fondatezza e della correttezza della nostra segnalazione in tal senso al Gabinetto del Ministro (nota del 3 giugno in allegato al notdif n. 53 stessa data), rispetto alla quale pare che qualcosa si possa muovere già nei prossimi giorni. Discutibile ritardo, ma in ogni caso almeno la nostra nota al Gabinetto del Ministro pare aver prodotto un qualche effetto.
L’ incontro ci sembra proficuo e costruttivo; speriamo che non rimanga una mera enunciazione di principi, e che si possa vederne gli sviluppi. Occorrerà vigilare, e noi ci saremo, sull’attuazione dello stesso attraverso il previsto confronto con le Rappresentanze Sindacali locali, e sulla determinazione della politica di destinare risorse economiche ed umane all’area industriale della Difesa.
Ci scusiamo per la lunghezza del notiziario, ma ci è sembrato importante dettagliarne i contenuti.
p. LA SEGRETERIA NAZIONALE Maria Pia Bisogni – Vincenza Teofili
Notiziario FLP DIFESA n. 15 del 18 febbraio 2020 –
A distanza di sei mesi dal precedente, si è svolto oggi il secondo incontro con il CASMM, Amm. di Sq. Giuseppe Cavo Dragone. Un incontro , quello sollecitato da FLP DIFESA, la cui durata – ben 4 ore – testimonia il numero e l’importanza delle questioni affrontate.
Su tutte la drammatica situazione dell’Area Industriale (Arsenali e CC.TT) e Logistica, come rappresentato da FLP DIFESA, ma sui cui si è registrata una convergenza con tutte le OO.SS. presenti, la cui situazione è ormai prossima a quella di non ritorno, a causa della insostenibile carenza di Personale e di risorse economiche per l’ammodernamento infrastrutturale. Se da un lato, infatti, la diffusa carenza di Personale civile nella Difesa assume in ambito Marina livelli prossimi all’insostenibilità, dall’altro le carenze infrastrutturali non solo si riflettono sulla capacità degli Enti di soddisfare i propri compiti istituzionali ma arrivano a determinare una situazione di vero e proprio rischio per i Lavoratori, laddove sono messi in discussione i livelli minimi dei servizi, come quello delle mense o delle pulizie nei luoghi di lavoro. Una situazione, già di per sé grave, a cui si aggiunge, come ha denunciato FLP DIFESA al CaSMM, un evidente deterioramento delle relazioni sindacali, che in ultimo si è appalesato nel diniego, da parte della F.A., di fornire informazioni sulle TT.OO. relative ai Dipendenti civili. Di quì la pressante richiesta, avanzata dalla nostra O.S. affinché il Capo di Stato Maggiore della Marina:
assuma le opportune iniziative, al pari delle FF.AA. Esercito ed Aeronautica, volte a sollecitare il Vertice politico a reperire le risorse necessarie a colmare il divario di retribuzione, ormai insostenibile, che afflige il Personale civile della Difesa;
si faccia parte attiva, nei confronti del Vertice politico,per dare corso finalmente ai bandi di assunzione, magari accorpando quelli già autorizzati per gli anni passati e non ancora svolti con quelli in previsione nel corrente anno, nel quadro di un generale ripensamento della famigerata L. 244/12 anche a beneficio degli organici del Personale civile. In tale contesto abbiamo esplicitamento richiesto al CaSSM quale sia la posizione della Marina rispetto alle dichiarazioni del CSM della Difesa, Generale Vecciarelli, che ha sostenuto, in sede di audizione parlamentare, la necessità di pervenire al conseguimento degli obiettivi prefissati dalla L. 244/12;
dia il proprio personale impulso al ripristino di corrette e proficue relazioni sindacali, adoperandosi anche nell’ambito delle interlocuzioni in atto con gli altri Organi di Vertice del Dicastero – di cui ci ha fornito notizia – che si sostanzino in una maggiore disponibilità a fornire le informazioni richieste alle OO.SS in uno spirito di fattiva collaborazione:
assuma iniziative forti in merito al destino dell’Area Industriale e Logistica della F. che consenta di uscire dallo stato emergenziale in cui questa versa e che coinvolga positivamente il Personale civile, destinatario nelle Linee Programmatiche della Marina appena emanate di appena qualche riga. In proposito, FLP DIFESA ha ribadito la necessità di riaffermare il ruolo pubblico degli arsenali e dei CC.TT. – necessità condivisa dalla F.A. Marina – anche a fronte delle notizie di possibili cessioni di aree/attività all’Industria privata.
In ultimo la nostra O.S. ha richiesto:
maggiori risorse e una migliore distribuzione dei fondi destinati allo straordinario del Personale civile;
di valutare, a similitudine di SME e SMA, la stipula di una convenzione con l’INPS per la gestione della partita contributivo/pensionistica del Personale. SMM ha risposto che sta provvedendo in proprio;
l’apertura di tavoli tecnici su problematiche del Personale transitato, formazione e monitoraggio dell‘Area Industriale.
Lo SMM si è impegnato a convocare un primo tavolo di confronto, tramite il I Reparto, entro 30/40 giorni ed entro i prossimi tre mesi a programmare un nuovo incontro con il CaSMM.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA (Federico Cesaretti – Vincenza Teofili)
Notiziario FLP DIFESA n. 3 del 14 gennaio 2020 –
Si è tenuto oggi, 14 gennaio, l’atteso 2^ incontro con il SSS on. Angelo Tofalo, con all’OdG l’adeguamento del trattamento economico del Personale civile della Difesa. Nelle intenzioni dell’A.D., a discapito dell’oggetto della convocazione, la riunione di oggi era stata convocata per comunicare l’ammontare, calcolato dalla Difesa, delle risorse derivanti dai risparmi conseguenti ai processi di riorganizzazione previsti dalla L.244/12 e da destinare alla Produttività, cioè al FRD. L’on. Tofalo ha comunicato che i risparmi strutturali calcolati al 2018 ammonterebbero a circa 114 Mln di Euro. Una percentuale compresa tra il 4% e il 10% di tale cifra, da confermare a cura dell’IGOP (MEF), potrà essere assegnata sul Fondo Produttività della Difesa previo decreto interministeriale Difesa/MEF. Nella ipotesi più favorevole, quindi, tali risparmi, pari a poco più di 11 Mln di Euro, potrebbero entrare nel FRD 2020.
In occasione dell’incontro, l’on. Tofalo ha anche comunicato che:
è stato dato mandato all’Ufficio Legislativo di predisporre un idoneo “veicolo normativo” che consenta, una volta individuate le modalità di reperimento delle risorse necessarie, di adottare l’istituto retributivo ritenuto più idoneo a colmare il divario retributivo del Personale civile della Difesa (il famoso riconoscimento per via normativa della “peculiarità” di impiego richiesto da FLP DIFESA);
in Legge di Bilancio il Fondo di 21 Mln di Euro da destinare alla produttività è stato prorogato al solo 2021 e non per il biennio 2021-2022 come precedentemente annunciato;
la percentuale delle risorse derivanti da dismissione di immobili da riassegnare alla Difesa cresce dal 10% al 30%. Il SSS ha rappresentato di essersi attivato affinché una quota parte di queste risorse sia destinata all’incremento retributivo del Personale civile, ma al momento non ci sono certezze in proposito;
Le assunzioni dei Lavoratori precari del Genio Campale non sono state inserite in Legge di Bilancio. Dovrebbero essere inserite nel Decreto “Mille Proroghe” o nel DL “Taranto” ma anche in questo caso il SSS Tofalo non ha potuto fornire alcun elemento certo;
ha confermato un piano triennale di assunzioni per 561 unità di cui 235 già autorizzate ma, su precisa richiesta di FLP DIFESA, non ha potuto fornire elementi circa le tempistiche, nonostante ci fosse stata espressa dal Ministro Guerini la volontà di procedere autonomamente con l’emissione dei bandi al perdurare dei ritardi da parte della Funzione Pubblica.
Nel proprio intervento FLP DIFESA ha espresso profonda delusione ed insoddisfazione per gli esiti dell’incontro, dal quale non è emerso alcun elemento certoné in ordine alle modalità di reperimento delle risorse necessarie ad adeguare i salari del Personale civile della Difesa né agli strumenti individuati per colmare tale divario retributivo con le altre AA.PP. La nostra O.S. ha rappresentato il livello di esasperazione dei tanti Lavoratori che, ormai da anni, continuano a sentire da parte della propria Amministrazione dichiarazioni su impegni per risolvere una situazione ormai insostenibile, poi puntualmente disattesi. FLP DIFESA ha ribadito al SSS Tofalo che l’unica strada percorribile per colmare il gap retributivo è l’individuazione all’interno del Bilancio della Difesa delle risorse necessarie e l’adozione di un idoneo strumento normativo (e su questo giudichiamo positivamente l’accenno fatto dal SSS Tofalo circa le indicazioni date al proprio Ufficio Legislativo) che consenta di l’istituzione di una opportuna voce salariale (fondo integrativo speciale, adeguamento indennità amministrazione, indennità di funzione ecc) nell’ambito del vigente CCNL. In questa prospettiva abbiamo formalmente richiesto che il prossimo incontro preveda, da parte del vertice Politico, la proposizione dei primi elementi concreti e si esca finalmente dalle fase delle enunciazioni di principio per passare a quella dei fatti. La FLP DIFESA e soprattutto i Lavoratori non sono più disposti ad aspettare senza che ci siano segnali concreti che dimostrino che il Vertice Politico del Dicastero stia realmente mettendo in campo la propria autorevolezza, determinazione e peso politico all’interno della compagine governativa e dei Ministeri interessati (MEF e Funzione Pubblica) affinché le soluzioni arrivino e presto.
Nella sua replica il SSS Tofalo ha preso atto della profonda insoddisfazione espressa da tutte le OO.SS. sugli esiti dell’incontro odierno e ha manifestato la volontà personale di impegnarsi affinché la problematica del gap retributivo trovi una soluzione entro i prossimi 6 mesi, spingendosi a dichiarare che le risorse necessarie alla valorizzazione del Personale civile possono essere reperite all’interno del Bilancio della Difesa e che in caso di insuccesso valuterà l’opportunità di rimettere la propria delega agli affari del Personale civile. Ha quindi rappresentato la volontà di interessare direttamente il Ministro Guerini perché vengano fatti i passi opportuni verso il Ministero delle Finanze, che intende coinvolgere già dai prossimi incontri programmati per il prossimo mese di Febbraio.
La prossima riunione sarà quindi decisiva per verificare se davvero si verificherà un cambio di passo. In ogni caso FLP DIFESA riunirà con urgenza la propria Segreteria Nazionale per programmare forti iniziative di lotta, ivi compreso lo stato di agitazione del Personale civile, per dare voce all’esasperazione e forza alle sacrosante rivendicazioni dei Lavoratori per un salario che riconosca finalmente le professionalità possedute.
IL COORDINATORE GENERALE Federico Cesaretti
News del 2 settembre 2013 –
Facendo seguito al nostro Notiziario n. 93 del 27 agosto u.s., comunichiamo che nella Gazzetta Ufficiale n. 204 di sabato 31 agosto è stato pubblicato il Decreto Legge n. 101 di pari data varato dal Consiglio dei Ministri il 26 u.s. e recante “disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle Pubbliche Amministrazioni“.
Ai fini delle tanto attese assunzioni dei vincitori di concorso per i ruoli civili l’Amministrazione Difesa che, in relazione all’atto di programmazione triennale 2013-2015 del fabbisogno di personale prevede per l’anno 2013 l’ingresso di n. 175 professionalità di area 3^, segnaliamo subito il particolare interesse che rivestono le norme contenute nell’art. 2 del predetto Decreto Legge che reca “disposizioni in tema di accesso nelle PP.AA., di assorbimento delle eccedenze e potenziamento della revisione della spesa anche in materia di personale“
Con riserva di specifico Notiziario al riguardo, pubblichiamo di seguito il Decreto Legge in argomento.
Notiziario FLP Difesa n. 73 del 24 novembre 2022 – Nella giornata di ieri, si è svolto un incontro con il primo reparto dello Stato Maggiore Marina. Presenti il Capo Reparto, Amm Giurelli e il Capo Ufficio Personale Civile, C.V. D’Autilio. Nella prima parte dell’incontro ha presenziato anche il Sottocapo di Stato Maggiore della Marina […]
Notiziario FLP Difesa n. 61 del 18 ottobre 2022 – Nel primo pomeriggio di oggi, a tavoli uniti, sì è svolta la prima sessione informativa con SME-DIPE (Dipartimento Impiego Personale Esercito) dopo un’interruzione di quasi cinque anni, e il cui recupero è stato in questi anni fortemente richiesto da FLP DIFESA purtroppo con esiti negativi […]
Notiziario FLP Difesa n. 52 del 6 agosto 2022 – Facendo seguito al Notdif 51/2022, segnaliamo come il combinato disposto tra la scelta di non estendere anche ai civili il differimento temporale delle riduzioni organiche di cui alla riforma Di Paola (evidentemente per precisa volontà dei Vertici delle FF.AA, recepita in tutta velocità e senza […]
Notiziario FLP Difesa n. 13 del 18 febbraio 2022 – Dopo più di un anno dal suo insediamento, il Sottosegretario alla Difesa con delega alle relazioni sindacali per il personale civile, on. Mulè, ha finalmente convocato in data di ieri 17 febbraio, per la prima volta, le OO.SS. ad un confronto sui temi di interesse, […]
Notiziario FLP Difesa n. 79 del 19.11.2021 – In data odierna si è tenuto il confronto in video conferenza con Persociv, sulla bozza del nuovo “Sistema di misurazione e valutazione delle performance 2022” (SMVP, all. 1), elaborato dall’Ufficio di Gabinetto e sottoposto alle OO.SS. dalla D.G. già lo scorso 13.09.2021. Un confronto subito richiesto da […]
Notiziario FLP DIFESA n. 101 del 17 novembre 2020 – Nella giornata di ieri, il Consiglio dei Ministri (CdM) ha varato il testo definitivo della Disegno di Legge (DDL) di Bilancio 2021 da inviare alle Camere, adottato il 18 ott. u.s. con la oramai consueta formula “salvo intese” e che la recente riesplosione dell’emergenza Covid […]
Notiziario FLP Difesa n. 55 del 06.06.2020 – In data 4 giugno u.s., in modalità “conference-call”, si è svolta una riunione con il Comandante Logistico della Marina Militare, Amm. Serra, in accoglimento della richiesta della FLP DIFESA di cui al nostro notiziario FLP Difesa n. 9 del 27.01.2020, per la presentazione del Piano Industriale Integrato […]
Notiziario FLP DIFESA n. 15 del 18 febbraio 2020 – A distanza di sei mesi dal precedente, si è svolto oggi il secondo incontro con il CASMM, Amm. di Sq. Giuseppe Cavo Dragone. Un incontro , quello sollecitato da FLP DIFESA, la cui durata – ben 4 ore – testimonia il numero e l’importanza delle […]
Notiziario FLP DIFESA n. 3 del 14 gennaio 2020 – Si è tenuto oggi, 14 gennaio, l’atteso 2^ incontro con il SSS on. Angelo Tofalo, con all’OdG l’adeguamento del trattamento economico del Personale civile della Difesa. Nelle intenzioni dell’A.D., a discapito dell’oggetto della convocazione, la riunione di oggi era stata convocata per comunicare l’ammontare, calcolato […]
News del 2 settembre 2013 – Facendo seguito al nostro Notiziario n. 93 del 27 agosto u.s., comunichiamo che nella Gazzetta Ufficiale n. 204 di sabato 31 agosto è stato pubblicato il Decreto Legge n. 101 di pari data varato dal Consiglio dei Ministri il 26 u.s. e recante “disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di […]