Dopo la pubblicazione delle graduatorie provvisorie del bando di mobilità interna volontaria ordinaria avvenuto nella mattinata del 21 dicembre u.s., dopo una lunga e sofferta attesa, sono state pubblicate in data odierna le graduatorie provvisorie relative agli sviluppi economici con decorrenza dal 1.1.2016 (clicca sul link predisposto su questa stessa pagina, in basso, per visionare/scaricare le graduatorie ).
Va dunque dato atto a PERSOCIV di aver centrato un obiettivo che in partenza non si presentava né facile né scontato, e di averlo fatto avendo comunque dovuto gestire, in tempi quasi contestuali, la formazione delle graduatorie per la mobilità.
Il doveroso riconoscimento alla Direzione Generale per il positivo lavoro svolto nella circostanza non può, però, ai nostri occhi e temiamo men che meno agli occhi di diverse migliaia di colleghi, cancellare le scelte di segno certamente negativo che in materia di sviluppi economici 2016 sono state operate dalla D.G. e dai firmatari dell’ accordo FUA 2016, che reca all’art. 10 i numeri degli sviluppi economici previsti per il 2016.
E’ una storia ben nota, e noi l’abbiamo raccontata in modo puntuale, puntata dopo puntata. Due, in particolare, le obiezioni da noi mosse. In primo luogo, la scelta del numero di sviluppi con decorrenza 1.1.2016, fissati su richiesta di CGIL-CISL-UIL in complessivi 7.002 ma che rappresentano però solo il 25,53% rispetto ai lavoratori in servizio al 1.1.2016 (n. 27.416, compresi i comandati, dati PERSOCIV), mentre in altre AA.PP. la copertura si è attestata su percentuali decisamente superiori (MiSE 75%; MEF 67%; Agenzia Dogane, accordo del 15 dicembre u.s., 62%; etc.), con il contestuale rinvio al 2017, sempre in sede di accordo FUA Difesa 2016, per altre 12.000 progressioni.
La proposta di FLP DIFESA era stata invece quella di accorpare insieme i numeri 2016 e 2017, dando a tutti decorrenza 1.1.2016, ma le parti firmatarie (e in primis PERSOCIV, che si è piegata) l’hanno pensata diversamente, operando una scelta, quella dei 7.002, che ha di fatto impedito a quasi 10.000 lavoratori l’incremento stipendiale già da quest’anno, con un danno medio per ciascun lavoratore di oltre un migliaio di € circa. A cui si aggiunge, inoltre, la non certezza, allo stato, di poter realizzare nel 2017 tutti i 12.000 passaggi previsti, attesa la previsione contenuta nella bozza di Testo Unico per il Pubblico Impiego su cui sta lavorando la F.P. (vds. Notiziario n. 102 del 5.09.2016).
L’altra scelta di peso che non abbiamo condiviso è stata l’introduzione, tra i criteri per la formazione della graduatorie, della “valutazione della prestazione individuale”, che non è neppure ricompresa tra i criteri ex art. 16 CCNL 2006/2009, addirittura con punteggio massimo uguale a quello fissato per esperienza professionale e titoli di studio/professionali (50 punti), scelta di fatto avvenuta sotto dettatura di F.P. e che ha già prodotto parecchi problemi e altri e più corposi potrebbero emergere ora dalle graduatorie.
Immaginiamo la rabbia delle migliaia di lavoratori che, dopo 6 anni di blocco dei contratti e delle retribuzioni, avrebbero potuto festeggiare oggi, insieme ai 7.002 vincitori, la loro progressione alla fascia retributiva immediatamente superiore, se solo la nostra proposta di accorpare i numeri degli sviluppi 2016 e 2017 fosse stata accolta e non giudicata “scandalosa e irricevibile”. Così purtroppo non è stato, e ce ne dispiace davvero.
Nel felicitarci in ogni caso con coloro che risultano vincitori della procedura selettiva, ricordiamo che, in base a quanto previsto dall’art. 6 del bando che ripubblichiamo su questa stessa pagina, gli interessati avranno 30 giorni di tempo a partire da oggi per presentare domanda di rinuncia al passaggio o richiesta di rettifica di eventuali errori materiali nell’attribuzione dei punteggi.
Le eventuali rinunce, correzioni e variazioni dovranno trovare posto nelle graduatorie definitive, sulla base delle quali successivamente, una volta acquisito il visto di BILACENTES, la D.G. formalizzerà il passaggio di fascia.
Oltre al link per visionare/scaricare le graduatorie (in rosso), pubblichiamo su questa stessa pagina: in allegato 1 la circolare introduttiva di Persociv del 14.10.2016; in allegato 2 il testo del bando del 28.10.2016; infine, in allegato 3, l’accordo FUA 2016 che reca i numeri degli sviluppi economici 2016.
Agenzia Industrie Difesa ha accelerato e traguardato la pubblicazione delle graduatorie provvisorie degli sviluppi economici 2016, addirittura prima di quella relativa alla procedura selettiva del personale Difesa (le graduatorie provvisorie degli sviluppi AID sono accessibili anche dal link che pubblichiamo su questa stessa pagina).
Come già noto ai colleghi, le differenze sono davvero tante e significative tra gli sviluppi economici del personale AID e quelli fatti per il personale Difesa. Ne abbiamo diffusamente parlato nei nostri Notiziari di questi mesi e in particolare nel nostro Notiziario n. 106 del 13.09.2016, nel quale abbiamo messo in evidenza l’approccio diverso, sia da parte di Agenzia Industria Difesa, che a differenza di PERSOCIV ha accolto la nostra proposta di aumentare i numeri degli sviluppi economici 2016, sia da parte delle OO.SS. che in Difesa hanno ritenuto la nostra proposta “scandalosa e irricevibile” e in Agenzia Industrie Difesa invece no. Misteri davvero!
L’accordo sul Fondo Unico Agenzia 2016 ha confermato i 319 passaggi con decorrenza 1.1.2016, come fissati in sede di accordo FUA AID 2015, e dunque in un numero più che triplicato rispetto agli intendimenti iniziali dell stessa Agenzia, che, come nella Difesa, limitavano i passaggi solo al personale non transitato nel 2010, posizione poi superata a seguito della richiesta della nostra O.S. (vds. Notiziario n. 50 e Notiziario n. 57) successivamente fatta propria dalla D.G. e alla fine condivisa dalle altre OO.SS. che hanno sottoscritto l’accordo FUA 2016. Ci chiediamo allora e nuovamente: perché in Difesa si è scelto un percorso diverso, più restrittivo e penalizzante per i lavoratori?
Ricordiamo inoltre che sono previsti n. 230 i passaggi economici con decorrenza 1.1.2017, articolati per le diverse fasce, e che è stato confermato l’impegno per la terza fase dei passaggi nel 2018 attraverso una nota congiunta tesa ad assicurare un secondo passaggio di fascia anche per i non transitati 2010, altra questione posta dalla nostra O.S. nel corso della trattativa e poi recepita dalla D.G. AID.
Felicitazioni ai colleghi che risultano provvisoriamente i vincitori della procedura selettiva.
E ora attendiamo la pubblicazione delle graduatorie degli sviluppi economici del personale civile del Ministero Difesa!
Si riporta di seguito il testo del Notiziario FLP n. 35 diffuso in data 19 u.s. che propone una serie di riflessioni interessanti sulla c.d. riforma Madia della Pubblica Amministrazione, anche in conseguenza della recente sentenza della Corte Costituzionale n. 251/2016.
“Come è noto a fine novembre, poco prima del referendum costituzionale, la riforma Madia della P.A. ha subito uno stop dalla Consulta che, pronunciandosi sul ricorso della Regione Veneto, ha bollato come incostituzionale la norma che prevede che i decreti attuativi delle Legge delega siano adottati previo parere anziché previa intesa con la Conferenza Stato – Regioni.
Nel mirino sono finiti i Decreti di riforma della dirigenza, quello sui servizi pubblici, sulle partecipate e sul licenziamento “rapido” dei dipendenti pubblici. Mentre altri Decreti in dirittura di arrivo, come quello di riscrittura del testo unico dei dipendenti pubblici, subiranno sicuramente un rallentamento. Ma l’ennesima riforma della P.A., fortemente voluta da Renzi, a prescindere dalla sentenza della Consulta, dimostrava già molte lacune di impianto.
Innanzitutto in materia di partecipazione dei soggetti coinvolti, che sono stati tenuti fuori dal processo e si sono visti calare dall’alto una serie di norme, spesso costruite nelle stanze dei bottoni, senza che chi le scrivesse avesse diretta e piena cognizione di ciò che si parlava. E parliamo non solo degli altri soggetti istituzionali, ( Regioni ed Enti locali) ma anche delle OO.SS., dei rappresentanti della società civile, di esperti autonomi.
Ma il problema non è stato solo di metodo, ma anche di merito.
La “Riforma” è permeata da una incomprensibile logica di ritorno alla centralizzazione in luogo del decentramento delle funzioni, attua una riorganizzazione delle funzioni disorganica, legata in gran parte ad obiettivi di cassa, senza che nei provvedimenti emerga una vera idea guida. Un progetto caotico, troppo vasto e solo di facciata, come avvenuto per la soppressione delle Province, che non ha prodotto veri risparmi, ha creato problemi nella ripartizione delle competenze e di fatto non ha ricollocato il personale, già poco valorizzato. Pensare di riformare la PA intervenendo (male) solo sulla dirigenza, bloccando come è avvenuto, gli stipendi per un decennio, umiliando i lavoratori con campagne denigratorie generalizzate, impedendo per legge e per molti anni, percorsi di carriera e di riconoscimento delle professionalità, è stata una follia di tutti i Governi succedutisi negli ultimi anni, una scorciatoia demagogica che ha cercato capri espiatori, ma non ha mai realmente investito sul cambiamento.
Eppure si può e si deve intervenire nella P.A., con azioni meno pompose e retoriche o con la ricerca a tutti i costi della “riforma storica”, iniziando ad esempio a colpire gli sprechi e gli appalti gonfiati, le duplicazioni di competenze, le esternalizzazioni selvagge. Tenendo la politica, o meglio i Partiti, fuori dalla P.A., impedendo che la stessa venga utilizzata per piazzare politici trombati o per far lavorare aziende amiche. Azionando una vera politica anticorruzione che non si limiti a criminalizzare episodi di malcostume assolutamente inaccettabili come quelli dei cosiddetti furbetti del cartellino, ma che attivi veramente la rotazione degli incarichi, i controlli audit e di gestione. In questo modo avremmo da subito veri risparmi (altro che quelli che derivano dall’impoverimento dei lavoratori), maggiore efficienza e una ripresa dell’etica pubblica di cui il nostro paese ha tanto bisogno.
La valanga di no al referendum Costituzionale e la nascita del nuovo (si fa per dire) Governo pone probabilmente in una situazione di stallo la riforma Madia e la sua stessa riscrittura (nonostante la riconferma), visti i tempi ristretti imposti all’Esecutivo legati all’approvazione della nuova legge elettorale e all’indubbia debolezza della compagine governativa.
Ma oltre al possibile stallo sulla riforma (che per come è scritta non ci dispiace più di tanto) temiamo che il Governo tergiverserà anche sul rinnovo dei contratti, utilizzando l’accordo preelettorale con CGIL CISL UIL, nel quale ha promesso il rinnovo del contratto dei pubblici dipendenti, per prendere ancora più tempo, rendendo sempre più intollerabile la situazione dopo 7 anni di blocco e la sentenza della Corte.
Perché, lo ricordiamo, non è stato purtroppo ancora emanato l’atto di indirizzo all’ Aran per l’apertura del negoziato e in legge di stabilità vi sono stanziate risorse assolutamente insufficienti non in linea neanche con i miseri aumenti promessi a CGIL CISL e UIL.
Così come appare difficile che riescano a dare seguito alle modifiche normative necessarie per superare le norme volute dall’ex Ministro Brunetta e ridare spazio alla contrattazione, superando la riserva di legge oggi imperante nel rapporto di lavoro pubblico. Uno scenario, questo delineatosi nell’ultimo mese, confuso e pericoloso, di cui avremmo fatto volentieri a meno, e che come FLP contrasteremo con forza. LA SEGRETERIA GENERALE FLP “
La sentenza della Corte Costituzionale n. 251/2016 è pubblicata in forma integrale su questa stessa pagina.
Informiamo i colleghi interessati che, come già anticipato con annuncio sul portale concorsi on line in data 13 u.s., in ottemperanza a quanto previsto dal decreto datato 6.07.2016, sul medesimo portale nonché sul sito di PERSOCIV sono statepubblicate le graduatorie provvisorie del bando di mobilità volontaria. (clicca sul link predisposto su questa stessa pagina, in basso, e poi apri su “documenti” per visionare le graduatorie generali e quelle relative al grado di scopertura per Ente e profilo prof.).
Come si ricorderà, dopo un confronto durato oltre quattro anni, e in tutto quel periodo sempre arenatosi sul nodo dei “pareri” degli Organi programmatori, in data 29.09.2015 è stato sottoscritto dal Sottosegretario Rossi e dalle OO.SS. nazionali il “Protocollo d’intesa tra l’A.D. e le organizzazioni sindacali rappresentative del personale civile non dirigente”, che ripubblichiamo ad ogni buon conto su questa pagina in allegato 1, che reca le nuove procedure per i reimpieghi (all. A), per la mobilità volontaria ordinaria (all. B) e straordinaria (all. C), e il prospetto con i criteri e i punteggi per la formazione delle graduatorie (all. D), e di cui abbiamo comunque riferito nel Notiziario n. 106 del 1.10.2015.
L’ intesa del 29.09.2015 ha costituito per certi versi un evento storico per il M.D., atteso che per la prima volta i lavoratori civili avrebbero avuto procedure di mobilità con regole chiare e definite, come avviene da sempre nelle altre AA.PP., e non sarebbero stati più soggetti ai pareri discrezionali degli Organi Programmatori (O.P.). Un fatto giudicato positivamente da FLP DIFESA, pur accompagnato da qualche perplessità sulla nuova procedura di reimpiego.
La nuova procedura per la mobilità interna volontaria prevedeva, in sede di prima applicazione, la comunicazione da parte degli O.P. a PERSOCIV entro il 31 gennaio 2016 delle “esigenze funzionali suddivise per aree, profili professionali ed Enti/Reparti con eventuali requisiti aggiuntivi, poi “specificati nel bando”, con contestuale comunicazione del grado di scopertura organica massima per ciascun Ente o per singolo profilo professionali”, e quindi la loro pubblicazione sul sito della D.G. “entro il 28 febbraio 2016”.
Ebbene, è noto a tutti come queste scadenze non siano state per nulla rispettate, visto che il bando è stato pubblicato solo in data 11.07.2016. Il ritardo è stato dovuto, innanzitutto ai non lievi problemi intervenuti in merito ai “posti vacanti” e ai c.d. “gradi di scopertura”, che ci hanno obbligato ad intervenire sul Sottosegretario e a chiedere delle verifiche, poi disposte dall’on. Rossi con la nota n. 22.238 del 16.06.2016, e a chiedere anche incontri e riscontri specifici (si vedano i Notiziari n. 39 del 5 e n. 48 del 21 aprile e n. Notiziario n. 73 del 15.06.2016). E pare con discreti risultati, atteso che i gradi di scopertura sono stati corretti, ancorchè parzialmente, in particolare per l’uscita da Enti dell’area SEGREDIFESA. Inoltre, si sono registrati ritardi anche a causa di problemi tecnici intervenuti in sede di approntamento della procedura on line da parte del C4.
Alla fine, il bando ha visto finalmente la luce in data 11.07.2016 (lo ripubblichiamo in allegato 2 su questa stessa pagina). Ricordiamo inoltre che il termine di presentazione delle domande, in origine fissato al 9.8.2016, è stato poi opportunamente differito al 10 settembre per evidenti ragioni legate al periodo estivo. Oggi, infine, le graduatorie provvisorie.
Siamo dunque in dirittura d’arrivo. I lavoratori interessati entro il 10 gennaio 2017 potranno presentare istanza di rinuncia o di rettifica per eventuali errori intervenuti nell’attribuzione dei punteggi; successivamente, entro il 10 febbraio 2017, PERSOCIV pubblicherà le graduatorie definitive e provvederà poi a sanzionare i trasferimenti e a comunicare ai colleghi non trasferiti il superamento del grado di scopertura.
Completata la procedura, sarà ora necessaria una attenta analisi di tutte le criticità evidenziate e l’approfondimento di tutti i problemi emersi, in primis le limitazioni operate in base ai “gradi di scopertura”, e questo al solo scopo di rendere più aperto e agevole il bando del prossimo anno. Ricordiamo che entro il 31.01.2017 saranno pubblicate le esigenze di A.D. e le istanze dovranno essere prodotte entro i 30 gg. successivi. Inoltre, il protocollo prevede “la verifica della procedura dopo il primo anno di applicazione”.
Per quanto precede, ad inizio prossimo anno, chiederemo uno specifico incontro all’Amministrazione.
Pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1 il decreto direttoriale del 20.12.2016 che accompagna la pubblicazione delle graduatorie; in allegato 2, il protocollo d’intesa del 29.09.2015; infine, in allegato 3, il bando di mobilità interna volontaria.
La Ministra Pinotti e il Capo di SMD gen. Graziano
Mercoledì 14 u.s., si è tenuto a palazzo Esercito il quarto confronto tecnico in merito ai contenuti delle “specifiche e coordinate direttive applicative” che, “per le rispettive aree di pertinenza”, SMD e SGD dovrebbero emanare in attuazione al “protocollo d’intesa sulle funzioni del personale civile” firmato in data 2 maggio u.s. (Notiziario n. 55 di pari data), che ad ogni buon conto ripubblichiamo come allegato su questa stessa pagina.
Anche questo quarto incontro, come i tre che lo hanno preceduto (l’ultimo dei quali in data 18 ott. u.s., vds Notiziario n. 120) e analogamente a quelli che si sono tenuti presso il Gabinetto e che hanno preceduto la firma del “protocollo”, è avvenuto con c.d. “modalità bilaterale”, nuova fattispecie creata dal Gabinetto e da allora in essere, che costituisce davvero un “unicum” nel sistema delle relazioni sindacali, ma che, nei fatti, altro non è che un modo nuovo, più coperto e originale, di declinare i “tavoli separati”, che sono molto amati dai soggetti proponenti (CGIL-CISL-UIL) ma apprezzati e utilizzati anche da chi li concede pro domo propria (A.D.), posto che appare evidente a tutti che a trarre giovamento da questa particolare modalità di confronto non è certamente il fronte sindacale (“divide et impera”, lo ricordiamo?).
Come si ricorderà, nell’ultimo incontro del 18 ottobre, SMD ci aveva illustrato alcuni punti della sua seconda bozza, rivisitata anche sulla base delle osservazioni delle OO.SS. sul primo testo, bozza che abbiamo poi potuto leggere in toto. Ebbene, il giudizio conclusivo che ne avevamo tratto è che, allo stato, relativamente alle nostre richieste (la sottolineatura è d’obbligo, atteso che non ci sono note le osservazioni e proposte avanzate delle altre sigle, e dunque non sappiamo se esistano o meno punti condivisi di analisi e di proposta) non ci pareva che questa seconda bozza avesse dato risposte sui punti da noi ritenuti essenziali.
Il problema riguarda in particolare l’area tecnico-operativa (T/O), quella delle Forze Armate e che ha al suo vertice SMD, dove opera allo stato l’87% del personale civile. E’ di tutta evidenza che, anche di fronte ad approdi significativi del confronto relativo alla c.d. “area industriale” (T/I) e a quelli, tutti comunque di là da venire (SGD non ci ha ancora fatto pervenire la bozza di direttiva di propria pertinenza) che dovessero riguardare l’attuale area T/A), che sarà molto depotenziata in base alle previsioni del Libro Bianco, sarà indiscutibilmente la direttiva destinata all’area T/O quella che peserà di più, e anche di molto, stante la densità di civili in quest’area.
A nostro giudizio, alleggerire il peso della componente civile nell’area T/O, soprattutto sul fronte della qualità del ruolo esercitato, dell’impiego concreto sul campo e degli incarichi di responsabilità assegnati, partendo dal presupposto che l’area T/O è un’area a forte (o addirittura esclusiva, magari pensa qualcuno sulla base delle previsioni del Libro Bianco) connotazione militare e operativa e come tale esclusa ab origine da qualsiasi redistribuzione di ruoli di responsabilità e di competenze tra personale militare e civile, significherebbe codificarne definitivamente una posizione secondaria, o peggio ancora subalterna, che continuerebbe ad esporre i civili alla discrezionalità del Dirigente, che si sa bene, per l’esperienza di tutti questi anni, essere quasi sempre “benevolmente” orientata verso le professionalità militari. Prova ne sia che, pure a fronte della tabella di equiparazione a suo tempo concordata con l’attuale Ministra, anche in questi anni gli SS.MM. hanno continuato ad assegnare, nelle rivisitate dotazioni organiche degli Enti, incarichi di responsabilità a personale sottufficiale, in particolare del ruolo marescialli, pur in presenza negli stessi Enti di funzionari che, per questo motivo, sono stati destinati a ruoli di supporto e di minore responsabilità.
Su direttive applicative ispirate da questa impropria idea dell’impiego civile in area T/O e finalizzate, di fatto, a stabilizzare in essa la preminenza del personale militare in tutti (o quasi) gli ambiti lavorativi, anche in quelli di attività e settori ricondotti dal protocollo ai lavoratori civili, noi pensiamo che tutte le OO.SS. nazionali si porranno seriamente il problema se esprimere o no una posizione di assenso, atteso che questa non appare certo la via più sicura e agevole per traguardare l’agognata e mai ottenuta “civilizzazione”
Se il “protocollo” è stato letto da alcuni come un’opportunità, attenzione ora a non metterci sopra un sigillo di segno negativo che ci porteremmo dietro per i prossimi 10 anni.
La Ministra Pinotti a colloquio con il nuovo premier Gentiloni
Alla fine, la montagna ha partorito il topolino. Dopo la botta dolorosissima del referendum, dopo le dimissioni di Renzi e dopo una crisi lampo, il risultato è presto detto: un nuovo governo Renzi, ma senza Renzi.
Tra i ministri confermati, c’è ovviamente anche la sen. Pinotti che ha ottenuto il reincarico di Ministra della Difesa all’interno del nuovo Governo presieduto dal nuovo premier, Paolo Gentiloni. Una rinomina che, pare, nessuno ha mai messo in discussione in queste ore, stante la forte sponsorizzazione venuta dai Vertici militari, interessati a garantire continuità alla vigilia del varo dei provvedimenti attuativi del Libro Bianco, e dall’industria della Difesa che sappiamo bene quanto conti nelle vicende di casa nostra.
Dunque, Roberta Pinotti continuerà a fare la Ministra della Difesa ancora per qualche mese, in attesa che la parola torni finalmente al popolo come chiede la quasi totalità delle forze politiche, PD compreso, pare. Ma attenzione: la sen. Pinotti sarà ministra in una situazione però molto diversa dal passato.
Innanzitutto, sotto il profilo politico generale, l’esecutivo di cui farà parte la sen. Pinotti avrà di fatto un mandato a tempo, “governo balneare” si usava dire nella prima repubblica, e dunque per definizione autonomia limitata e corte prospettive, come peraltro risulta essere evidente nelle stesse intenzioni di Matteo Renzi, di cui la Ministra è sostenitrice sin dalla prima ora. Ebbene, questi elementi di partenza non potranno non essere tenuti in debita considerazione anche per quanto la gestione del nostro Ministero e i provvedimenti che verranno varati, in primis il riassetto della Difesa secondo le linee del Libro Bianco.
Ma la situazione appare oggi diversa anche sotto il profilo di nostro maggior interesse, quello sindacale, atteso che la sen. Pinotti viene da due anni e mezzo di impegni disattesi nei confronti del personale civile e delle sue Rappresentanze, e tenuto conto che questo peserà enormemente nei mesi a venire.
La sua prima volta da Ministra della Difesa era stata davvero tutt’altra cosa. Arrivava al vertice del Dicastero dopo anni di impegnativo lavoro, anche come Presidente, nelle Commissioni parlamentari Difesa; e, per quanto di nostro più stretto interesse, vi arrivava anche dopo l’ottima performance da Sottosegretaria alla Difesa del Governo Letta (Ministro era il sen. Mario Mauro), che noi riteniamo essere stato il punto più alto nelle relazioni sindacali degli ultimi anni (pensiamo alle “intese” sui decreti attuativi della legge di riduzione dello strumento militare n. 244/2012 e sulla tabella di equiparazione militari/civili). Anche gli esordi e i primi passi da Ministra erano stati positivi: il ricordo va, in particolare, alle importanti e significative parole dedicate ai lavoratori civili, mai sentite prima, in occasione della esposizione del suo programma di governo del Dicastero, di cui abbiamo riferito nel Notiziario n. 25 del 17.03.2014. Poi, di fatto, più nulla o quasi, in un crescendo rossiniano in cui i vecchi problemi non sono stati risolti e altri di nuovi se ne sono aggiunti.
Sul piano del metodo, le relazioni sindacali sono arrivate al punto più basso: la concessione a CGIL-CISL-UIL dei tavoli separati anche sul livello politico, che costringeva il povero Sottosegretario Rossi a ripetere su cinque tavoli diversi le stesse cose a distanza di soli pochi minuti, sono cose che fanno davvero sorridere fuori dal M.D.; poi, la cancellazione dei permessi di servizio, che ha segnato negativamente le relazioni sindacali locali.
Sul piano del merito, le cose sono andate addirittura peggio. Se ne stanno accorgendo, alla fine, anche CGIL-CISL-UIL che, quasi un anno fa ottenevano lo strombazzato incontro separato del dicembre 2014 (solo annunci in salsa renziana, avevamo allora commentato nel Notiziario n. 136 del 22.12.2015). Di quella famosa lista, comunicata alle OO.SS. con il fg. UDG n. 47764 del 14.12.2015 che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1, non abbiamo portato a casa nulla ma proprio nulla, almeno di non considerare una vittoria i 7.002 passaggi economici 2016 (sic) e il protocollo d’intesa del 2.05.2016 che ha derubricato a “protocollo” una previsione di legge a noi molto favorevole, che avevamo strappato nei tavoli tecnici di luglio 2013.
Come si comprende bene, le prospettive di questo “Pinotti 2” non sono di certo le migliori. In ogni caso, servirà discontinuità, nel metodo e nel merito. Il “metodo Renzi” non ha pagato, forse sarà bene rendersene conto!
La Ministra Pinotti, avviata ad una riconferma nel nuovo Governo Gentiloni
Come si sa, la nuova tabella di equiparazione tra gradi militari e inquadramenti civili prevista dalla L.244/2012, non è stata ancora adottata e recepita con DPCM nei termini a suo tempo concordati tra l’allora SSS alla Difesa sen. Pinotti e le OO.SS. nazionali (si veda il Notiziario n. 122 del 12.11.2013). E’ altrettanto noto come la tabella concordata con le OO.SS. preveda l’inquadramento secco dei Sottufficiali in area 2^ e quello degli Ufficiali in area 3^, e prenderebbe il posto di quella oggi in vigore adottata con D.I.M. 18.04.2002 sulla base dell’accordo di A.D. con le sole CGIL-CISL-UIL, accordo contro il quale la nostra O.S. scese in piazza il 6 luglio di quell’anno e contro la previsione di transito di marescialli in area 3^.
Ebbene, da quel lontano 12 novembre 2013, sono passati più di tre lunghi anni che non sono bastati per la sua adozione, cosa avvenuta invece per altre tabelle (pensiamo a quella di Croce Rossa o a quelle recepite con DPCM 26.06.2015, vds. Notiziario n. 95 del 14.09.2015). In questi tre anni, l’A.D. ne ha dette davvero tante per giustificarne la mancata adozione, soprattutto negli ultimi tempi quando di fronte alla martellante sollecitazione, nostra e non solo nostra, ha cercato ogni volta di spostare le lancette dell’orologio in avanti, come è avvenuto anche nel corso del nostro ultimo incontro con il Sottosegretario Rossi (vds Notiziario n. 140 del 1 u.s.) nel quale ci è stata ripetuta la litania su nuovi, imprevisti ritardi. Ma sia in quest’ultima circostanza, come in tutte quelle che si sono succedute dopo l’uscita del DPCM 26.06.2015, FLP DIFESA ha sempre affermato di non credere più alla teoria dei “ritardi” e che la mancata entrata in vigore della nuova tabella dovesse, a nostro avviso, essere ricondotta ad una precisa scelta (di AD? di FP?) di stopparla nelle more del riordino delle carriere militari, che è oggi in discussione e di cui abbiamo già riferito (vds. Notiziario n. 98 del 16.08, Notiziario n. 99 del 22.08 e Notiziario n. 126 del 7.11.2016).
Il problema ci sembrava fosse essenzialmente legato alle posizioni apicali dei SU. e al ruolo di “maresciallo”, rispetto al quale l’idea di prevederne il transito secco in area 2^ poteva essere stato messo in discussione.
Crediamo di non aver sbagliato in questa analisi, e ci sono ben due fatti a dimostrarne la fondatezza.
Il primo, riguarda alcune verifiche da noi operate direttamente in F.P., dalle quali è emerso che il lavoro sulla nuova tabella è già da tempo concluso, ma che manca ancora allo stato il via libera politico al DPCM.
La seconda pezza giustificativa è relativa invece da un illuminante documento del COCER INTERFORZE che reca le osservazioni/richieste dell’organo di rappresentanza militare alla nuova proposta sul riordino delle carriere venuta da SMD nella riunione del 15 novembre u.s. (le slide di presentazione al COCER predisposte da SMD e il documento datato 7.12.2016 del COCER IF sono pubblicate su questa stessa pagina rispettivamente in allegato 1 e 2), documento nel quale si parla delle “criticità del ruolo marescialli e in particolare dei gradi/qualifiche apicali”.
Ad un certo punto, si legge testualmente: “Presupposto essenziale e imprescindibile per il riconoscimento economico, giuridico e funzionale del ruolo marescialli è rappresentato dal corretto inquadramento dello stesso nella tabella di equiparazione con il resto del P.I.. Sul punto, è necessario in sede di decreto di riordino una tabella di equiparazione in cui il ruolo marescialli sia inquadrato nella c.d. terza area funzionale almeno dal grado di maresciallo capo”. Si comprende allora bene quale sia l’oggetto del contendere. Altro che ritardi, sta qui il nodo gordiano che evidentemente sinora non è stato sciolto.
Il contenzioso riguarda dunque l’inquadramento in area 3^, che il COCER pretende anche per i Sottufficiali Marescialli. A tal proposito, noi chiediamo, anzi pretendiamo, chiarezza assoluta rispetto agli impegni presi a suo tempo con noi dal Vertice politico, e non ulteriori rinvii sine die e senza senso.
Quasi certamente la sen. Pinotti sarà confermata nell’incarico di Ministro della Difesa all’interno del nuovo Governo Gentiloni, lo chiedono i poteri forti della Difesa (Vertici militari e Industria) e peraltro il Libro Bianco preme alle porte e servono garanzie al riguardo. Ma per noi servirà anche una ripartenza nelle relazioni sindacali, il bilancio di questi oltre 2 anni è davvero gramo.
E, dentro questa auspicata ripartenza, la vicenda tabella occupa uno dei posti più alti della nostra graduatoria.
Il premier Renzi e la Ministra Madia, artefici, insieme al Ministro Padoan, delle scelte in materia di P.I.
Pubblichiamo su questa stessa pagina, in allegato 1, il testo definitivo della legge recante “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019”, che dopo il voto favorevole espresso dalla Camera in data 28 novembre u.s. al maxiemendamento presentato dal Governo (si veda la News FLP DIFESA del 30.11.2016, è stata votata anche dal Senato il 7 dicembre u.s., che si è espresso favorevolmente sulla fiducia richiesta dalla Ministra Boschi (in allegato 2, il resoconto della seduta d’aula). In allegato 3, sempre su questa pagina, la tabella 11 relativa al Ministero della Difesa.
L’esame e il voto del Senato sono stati enormemente accelerati dall’esito del voto referendario e dall’annuncio di dimissioni dell’esecutivo operato la sera stessa dello spoglio da parte del Presidente Renzi, e il testo approvato è copia conforme di quello, sotto forma di maxiemendamento, passato il 28 novembre u.s. positivamente al vaglio della Camera.
Come già noto ai colleghi, tra gli emendamenti approvati non figurano quelli sollecitati da FLP DIFESA (istituzione Fondo Integrativo; estensione ai civili del c.d. “bonus sicurezza”; transito personale ausiliario in area 2^), dei quali abbiamo già ampiamente riferito nel Notiziario n. 131.
Il testo definitivo della legge di bilancio è ora alla firma del Presidente della Repubblica; successivamente, verrà pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed entrerà in vigore dal 1.1.2017.
Avremo modo, nei prossimi giorni, di ritornare sulle scelte contenute nella legge di bilancio 2017, rispetto alle quali la nostra Federazione ha espresso forti riserve soprattutto per quanto attiene quelle relative al “fondo per il pubblico impiego”, e sulle ricadute e sui riflessi che esse avranno nel nostro Ministero e tra il suo personale.
Quaderno FLP DIFESA n. 16 / 2016(pubblicato in data 9.12.2016) –
Pubblichiamo di seguito su questa stessa pagina, come allegato, il “Quaderno FLP DIFESA n. 16/2016″ che contiene il testo del Decreto Legislativo (D. Lgs.) 26 marzo 2001, n. 151 – recante il testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità a norma dell’articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53 pubblicato nella G.U. n. 96, Supplemento Ordinario n. 93 del 26 aprile 2001 – , testo coordinato e aggiornato sino al D. Lgs. 26 agosto 2016, n. 179 pubblicato nella G.U. 13/09/2016, n. 214.
Si precisa che Il nuovo testo è quello vigente dal 26 settembre 2016.
La presente pubblicazione sarà mantenuta solo per qualche giorno sulla home page del nostro sito; successivamente, potrà essere reperita presso la sezione “I Quaderni di FLP DIFESA” collocata nella barra trasversa alta della stessa home page.
La Ministra Pinotti e il Sottosegretario Rossi oggi dimissionari
Oggi pomeriggio, Matteo Renzi salirà al Quirinale per rassegnare nelle mani del Presidente della Repubblica le dimissioni del suo Governo dopo la scoppola ricevuta dal popolo italiano in occasione del referendum popolare di ieri, nel quale quasi il 60% degli elettori si è pronunciato contro la riforma costituzionale messa a punto dalla Ministra Boschi in modo alquanto frettoloso e rabberciato e che avrebbe portato alla modifica di buona parte della nostra Costituzione nata dalla Resistenza.
La straordinaria partecipazione alle urne (quasi il 70%, percentuali da consultazione politica) e la dimensione altrettanto straordinaria del pronunciamento degli elettori (quasi il 60% per il “no”) che non ammettono discussioni di sorta, dicono certamente che ha perso Renzi e il suo Governo e che la sconfitta è verosimilmente maturata non solo sul piano dei contenuti della riforma costituzionale proposta, certo non condivisi dal popolo italiano, ma anche ( e forse soprattutto) per il metodo posto essere in campagna elettorale per portare voti e consensi alla causa del si, che gli italiani hanno bocciato sonoramente.
E’ in questo contesto che si iscrive certamente la poco edificante vicenda legata all’accordo tra la Ministra Madia e CGIL-CISL-UIL del 30.11.2016, che la nostra O.S. ha definito una vera e propria “marchetta pre elettorale” e un “accordo truffa” nei confronti dei lavoratori pubblici. Un accordo truffa perché fatto di cifre buttate lì senza alcuna copertura economica (85 € di aumento medio a regime, ma al 2018, e allo stato senza risorse) e fatto anche di impegni scritti tutti sulla sabbia (e oggi sappiamo che di sabbia si trattava). Un accordo truffa perché ha cercato di ridisegnare solo per mero interesse elettorale il volto di un Governo che è sempre stato poco attento alle istanze del lavoro pubblico e ancor più disattento nei confronti del ruolo delle Parti sociali, che ha sempre tenuto ai margini ed escluso da ogni confronto di merito sulle scelte di governo, un Governo che nelle ultime settimane ha improvvisamente riscoperto il valore del coinvolgimento del Sindacato e della contrattazione. E, infine, un accordo truffa firmato da un Governo e da una Ministra che tutti sapevano essere oramai moribondi. L’avevamo detto nei nostri Notiziari: attenzione, i lavoratori fessi non sono. E fessi hanno dimostrato di non esserlo, perché non si sono fatti abbindolare dall’accordo truffa e da chi ha solo voluto truccare le carte.
Con le dimissioni del Governo, escono di scena ovviamente anche la Ministra Roberta Pinotti (pardon, il Ministro Pinotti, per una volta chiamiamola come lei si è sempre firmata….) e il Sottosegretario Domenico Rossi.
FLP DIFESA aveva salutato in modo molto positivo il loro avvento alla guida della Difesa e i loro intendimenti programmatici (vds. rispettivamente, i Notiziari n. 25 del 17.03.2014 e n. 33 del 3.04.2014). Conoscevamo la sen. Pinotti per il suo lavoro precedente nelle Commissioni Difesa, e poi l’avevamo conosciuta più direttamente durante il Governo Letta, all’interno del quale è stata Sottosegretaria alla Difesa delegata alle relazioni sindacali. Con lei, abbiamo scritto la pagina forse più bella delle relazioni sindacali di questi ultimi dieci anni (il confronto unitario di luglio 2013 sugli schemi di decreti attuativi della L. 244/2012), che era poi approdato alla previsione di un “regolamento” sulle funzioni civili; con lei avevamo concordato la nuova tabella di equiparazione militari/civili, oggi dopo tre anni dispersa al fronte; e da Lei avevamo sentito ad inizio mandato le parole più alte in termini di considerazione/attenzione verso i civili. Comprensibili, dunque, le grandi speranze generate al momento del suo arrivo al Vertice del MD. Dopo due anni e mezzo, però, dobbiamo purtroppo dire che quelle speranze sono andate miseramente deluse, anche per l’opera del Sottosegretario on. Rossi, ottima persona certo, ma che forse non ha mai smesso la giacchetta da militare.
Ora si impone per tutti un momento di profonda riflessione, e in primo luogo per quelle OO.SS. che con la pratica dei tavoli separati e degli accordi separati (14.12.2015, ce lo ricordiamo bene!) hanno portato a risultati zero per le lavoratrici e i lavoratori civili.
Notiziario n. 149 del 28 dicembre 2016 – Dopo la pubblicazione delle graduatorie provvisorie del bando di mobilità interna volontaria ordinaria avvenuto nella mattinata del 21 dicembre u.s., dopo una lunga e sofferta attesa, sono state pubblicate in data odierna le graduatorie provvisorie relative agli sviluppi economici con decorrenza dal 1.1.2016 (clicca sul link predisposto […]
Notizario n. 148 del 23 dicembre 2016 – Agenzia Industrie Difesa ha accelerato e traguardato la pubblicazione delle graduatorie provvisorie degli sviluppi economici 2016, addirittura prima di quella relativa alla procedura selettiva del personale Difesa (le graduatorie provvisorie degli sviluppi AID sono accessibili anche dal link che pubblichiamo su questa stessa pagina). Come già noto ai colleghi, […]
Notiziario n. 147 del 22 dicembre 2016 – Si riporta di seguito il testo del Notiziario FLP n. 35 diffuso in data 19 u.s. che propone una serie di riflessioni interessanti sulla c.d. riforma Madia della Pubblica Amministrazione, anche in conseguenza della recente sentenza della Corte Costituzionale n. 251/2016. “Come è noto a fine novembre, […]
Notiziario n. 146 del 21 dicembre 2016 – Informiamo i colleghi interessati che, come già anticipato con annuncio sul portale concorsi on line in data 13 u.s., in ottemperanza a quanto previsto dal decreto datato 6.07.2016, sul medesimo portale nonché sul sito di PERSOCIV sono state pubblicate le graduatorie provvisorie del bando di mobilità volontaria. (clicca […]
Notiziario n. 145 del 19 dicembre 2016 – Mercoledì 14 u.s., si è tenuto a palazzo Esercito il quarto confronto tecnico in merito ai contenuti delle “specifiche e coordinate direttive applicative” che, “per le rispettive aree di pertinenza”, SMD e SGD dovrebbero emanare in attuazione al “protocollo d’intesa sulle funzioni del personale civile” firmato in data […]
Notiziario n. 144 del 13 dicembre 2016 – Alla fine, la montagna ha partorito il topolino. Dopo la botta dolorosissima del referendum, dopo le dimissioni di Renzi e dopo una crisi lampo, il risultato è presto detto: un nuovo governo Renzi, ma senza Renzi. Tra i ministri confermati, c’è ovviamente anche la sen. Pinotti che […]
Notiziario n. 143 del 12 dicembre 2016 – Come si sa, la nuova tabella di equiparazione tra gradi militari e inquadramenti civili prevista dalla L.244/2012, non è stata ancora adottata e recepita con DPCM nei termini a suo tempo concordati tra l’allora SSS alla Difesa sen. Pinotti e le OO.SS. nazionali (si veda il Notiziario […]
News del 9 dicembre 2016, ore 12.00 – Pubblichiamo su questa stessa pagina, in allegato 1, il testo definitivo della legge recante “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019”, che dopo il voto favorevole espresso dalla Camera in data 28 novembre u.s. al maxiemendamento presentato dal […]
Quaderno FLP DIFESA n. 16 / 2016 (pubblicato in data 9.12.2016) – Pubblichiamo di seguito su questa stessa pagina, come allegato, il “Quaderno FLP DIFESA n. 16/2016″ che contiene il testo del Decreto Legislativo (D. Lgs.) 26 marzo 2001, n. 151 – recante il testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della […]
Notiziario n. 142 del 5 dicembre 2016 – Oggi pomeriggio, Matteo Renzi salirà al Quirinale per rassegnare nelle mani del Presidente della Repubblica le dimissioni del suo Governo dopo la scoppola ricevuta dal popolo italiano in occasione del referendum popolare di ieri, nel quale quasi il 60% degli elettori si è pronunciato contro la riforma […]