Notiziario FLP Difesa n. 74 del 27 novembre 2023 –

Capo di SMM Amm.Sq. Enrico CREDENDINO

Nella giornata di ieri, si è svolto un incontro con il CSMM, Ammiraglio di Squadra Enrico Credendino. Presenti anche il Capo del 1° Reparto di MARISTAT, Contrammiraglio Enrico Giurelli, il Capo del 3° ufficio Personale Civile, C.V. D’Autilio e l’assistente del CSMM, C.V. Vignola.

Dopo un breve intervento su organici e assunzioni, l’Amm. Credendino ha dato subito la parola alle OO.SS. Durante il giro di interventi, in cui la maggior parte delle OO.SS. hanno evidenziato le stesse problematiche, FLP Difesa, in particolare, ha consegnato al CASMM una nota di sintesi (in allegato a questo Notiziario) con le principali problematiche riguardanti il personale civile della Difesa e nello specifico della MM e ne ha illustrato alcune che riportiamo di seguito:

RELAZIONI SINDACALI:

pur consapevoli dell’ interesse verso il personale civile, abbiamo mostrato il nostro rammarico per aver incontrato con ritardo il Capo di SMM, segnalando la necessità di incontri almeno semestrali con il massimo vertice della F.A., così come sarebbe utile calendarizzare tavoli tecnici periodici e tematici, con cadenza trimestrale, con il 1° Reparto. Su entrambe le richieste, in un clima che ci è parso molto cordiale e anche pragmatico, abbiamo ricevuto piena disponibilità sia da parte del CASMM che dal Capo del 1° Reparto, per un percorso condiviso con le OO.SS., per affrontare i vari cambiamenti e le varie problematiche in essere. Permangono invece le criticità nelle relazioni sindacali di alcuni territori, per le quali l’Amm. Giurelli si è reso disponibile ad intervenire anche su segnalazione diretta da parte delle OO.SS..

ORGANICI, ASSUNZIONI E IMPIEGO DEL PERSONALE CIVILE:

è di tutta evidenza come il problema delle carenze organiche sia alla base di diverse criticità in seno alla F.A. e più in generale nel Ministero Difesa. Lo stesso Capo di SMM ha incentrato l’apertura di questa riunione sulla problematica delle carenze di organico, anche rispetto al numero dei dipendenti civili delle altre Nazioni che è di gran lunga maggiore del nostro, sul modello a 9000 unità per la MM (il minimo indispensabile) e sulle mancate assunzioni (come, ad esempio, nel concorso di 315 unità per Taranto per il quale sono risultati idonee solo 170 unità, anche a causa dell’eccessiva difficoltà delle prove selettive).

Su questi punti la delegazione FLP Difesa ha ribadito come non sia più procrastinabile l’assunzione di un numero cospicuo di nuovo personale, così come guardare a un modello organizzativo che valorizzi il ruolo del personale civile il quale, invece, molto spesso, è “sottoimpiegato”. Abbiamo quindi richiesto un aggiornamento almeno semestrale sugli organici ed un confronto sulle TTOO anche in relazione alle possibilità offerte dal CCNL con le progressioni verticali.

AREA INDUSTRIALE:

gli effetti nefasti delle carenze organiche, anche se ormai trasversali a tutte le aree, si manifestano maggiormente nell’area industriale, negli Arsenali, dove stiamo assistendo ad una forzata privatizzazione. Occorrono investimenti e assunzioni immediate per contrastare una deriva che porterebbe la MM a pagare un caro prezzo. La “civilizzazione” delle attività manutentive e il recupero delle attività esternalizzate sono l’unica strada percorribile. Pensare a un modello duale Marina Militare/industria privata, unico nel panorama europeo, sarebbe antieconomico e non efficiente nella necessità di pronto intervento e autosufficienza.

TRATTAMENTO ECONOMICO:

non è più rimandabile affrontare la questione del salario accessorio del personale civile della Difesa ed il pieno riconoscimento della peculiarità delle funzioni da questo svolte all’interno del Ministero Difesa.

C’è quindi la necessità di:

– recuperare risorse per il salario accessorio e per fare questo c’è bisogno anche dell’impegno della F.A. nelle sedi opportune;

– trovare soluzioni normative e risorse economiche all’interno dei fondi destinati alla Difesa, che permettano di aumentare il salario accessorio del personale civile, nonché il pagamento di alcune indennità proprie dell’organizzazione del Dicastero, senza che queste vadano a gravare sugli emolumenti dei colleghi; ricercare una maggiore omogeneità di trattamento economico tra personale militare e civile, in alcuni istituti, come ad esempio l’indennità di trasferta. A fronte di una importante carenza organica e di un conseguente aumento dei carichi di lavoro, abbiamo lamentato anche l’esiguità dei fondi destinati allo straordinario e richiesto che vengano incrementati.

In sostanza abbiamo evidenziato tutti quegli aspetti che, se non risolti, continueranno ad essere il limite attrattivo per gli ingressi di personale civile nel nostro Ministero e una delle motivazioni che spinge il personale in servizio verso altre Pubbliche Amministrazioni.

MOBILITA’:

abbiamo rappresentato come, a fronte di una mobilità ordinaria bloccata ormai dal 2019 per il problema del grado di scopertura, di una mobilità straordinaria che è subordinata comunque all’utile impiego, di una procedura dei comandi presso altre PP.AA. sempre più osteggiata, permangono le legittime aspettative del personale che dopo anni di servizio o in condizioni personali/familiari complesse necessita di trasferirsi in altro territorio, e come le esigenze dell’Amministrazione non possano essere l’unico elemento da tenere in considerazione.

TRANSITI:

su questo problema FLP Difesa ha scritto recentemente al Gabinetto del Ministro della Difesa e ha rappresentato le gravi criticità legate al complesso quadro di situazione relativo al personale ex militare transitato nei ruoli del personale civile, criticità aggravate dalla recente circolare di Persociv in materia di transito. Essendo la MM la F.A. con il più alto numero di transiti, nella riunione di ieri abbiamo reiterato la richiesta di attivazione di un tavolo di confronto in ambito F.A.  che consenta di trovare soluzioni condivise e non “cadute dall’alto”, sulle tante criticità, quali, ad esempio, le procedure di transito, di attribuzione del profilo (oggi famiglia) professionale, i criteri per l’assegnazione alla sede di 1^ destinazione, la mobilità ordinaria ormai ingessata da anni, quella straordinaria, assurdamente soggetta all’utile impiego anche a fronte di situazioni di salute e familiari importantissime, i comandi ed altro ancora.

BENESSERE DEL PERSONALE E OPS:

in un quadro economico abbastanza preoccupante, con un’inflazione galoppante, a fronte di stipendi del personale civile non adeguati al costo della vita, non possiamo permettere che i dipendenti civili della difesa non abbiamo la possibilità, o la abbiamo solo parzialmente, di utilizzare le strutture deputate al benessere del personale, quali ad esempio, gli stabilimenti balneari o le sedi ricreative. Mentre invece negli ultimi anni stiamo assistendo a un disinteresse diffuso dell’Amministrazione verso tali strutture, che appaiono trascurate e, in alcuni casi, fatiscenti oltre che mal gestite da ditte esterne e non da personale interno alla Difesa come succedeva un tempo. Abbiamo quindi richiesto allo Stato Maggiore Marina una verifica strutturale e gestionale su tutte le strutture del territorio nazionale. Lo SMM ha dichiarato che sono stati stanziati appositi fondi per la sistemazione delle strutture. Restando in tema di benessere, nell’evidenziare l’inadeguatezza e la disomogeneità del valore economico dei “buoni benessere” destinati al personale civile, l’Amm Giurelli ha confermato che per il 2023 il valore del buono sarà di 50 euro pro-capite e non più di 35 e che dal 2024, proprio per evitare differenze da Ente a Ente, saranno tutti gestiti a livello centrale da Persociv.

SISTEMI GESTIONALI DI RILEVAZIONE PRESENZE:

nelle intenzioni della F.A. c’era quella di passare, dal 1° gennaio 2024, dal sistema “Gopers” al sistema “Gestpers”. Tale ultimo sistema, essendo stato “confezionato” per il personale militare, come già denunciato nella riunione dello scorso anno, e nonostante la sperimentazione durante tutto il 2023, non è ancora totalmente adeguato alle esigenze dei dipendenti civili e non presenta tutte le voci degli istituti contrattuali a questi riferiti, comportando un notevole dispendio di tempo e di lavoro, alle segreterie del personale. Per tali motivi, abbiamo richiesto un ulteriore periodo di sperimentazione e la ricerca di soluzioni che superino le suddette criticità. Il CASMM non si è mostrato contrario a questo slittamento, di ulteriori altri sei mesi, anche perché ci ha preannunciato che è allo studio un nuovo sistema di digitalizzazione e informatizzazione che, con molta probabilità, riguarderà anche la gestione delle presenze del personale.

FORMAZIONE:

la formazione, intesa quale leva strategica della P.A. anche in relazione all’ impulso sempre più energico verso la sua digitalizzazione, necessita oltre che di maggiori risorse, anche di una visione che guardi al futuro e che sia funzionale al rinnovamento e di piani almeno annuali. Anche su questo aspetto abbiamo chiesto che si riapra il confronto con le OO.SS. per la massima condivisione.

SMART WORKING:

per mancanza di tempo, non vi è stato modo di approfondire l’argomento ma il Sig. Capo di Stato Maggiore non si è mostrato affatto contrario all’istituto e ad una sua implementazione come da noi richiesta nel documento consegnato.

Per ora è tutto e vi terremo aggiornati sulle prossime e ravvicinate riunioni.

P LA SEGRETERIA NAZIONALE – Maria Pia Bisogni – Vincenza Teofili – Ilio Bonomi

Allegato : 27.11.2023 nota flp difesa per incontro con CASMM

Notiziario FLP Difesa n. 64 del 20 ottobre 2023 –

aid

Come si ricorderà, a seguito del pagamento in agosto u.s. al personale civile della Difesa delle quote individuali maturate con riferimento a  performance organizzativa, performance individuale e FUS 2022, a solo pochi giorni di distanza e precisamente in data 2 settembre, preso atto che lo stesso non era avvenuto per il personale civile dell’Agenzia Industrie Difesa, FLP DIFESA è intervenuta presso la Direzione Generale AID chiedendo di conoscere le ragioni del ritardo e sollecitando al contempo il rapido pagamento delle fattispecie di salario accessorio, ma proponendo anche una riflessione più generale sulle difficoltà di gestione da parte della D.G. AlD delle tematiche giuridiche ed economiche di interesse del personale civile e delle relazioni sindacali (vds. Notiziario n. 56/2023).

A distanza di oltre un mese e mezzo da quella nostra nota, la D.G. AID ha convocato in data di ieri una riunione con le OO.SS. nazionali cui ha partecipato anche il Direttore Generale sen. Nicola Latorre, ponendo all’o.d.g. l’argomento da noi segnalato (pagamento competenze accessorie 2022) e inoltre l’avvio del Contratto Collettivo Nazionale Integrativo (CCNI) di Agenzia (l’Ipotesi del CCNI di AD è stata già firmata, al netto di FLP DIFESA per le ragioni di cui alla nota a verbale) e il Regolamento sullo Smart Working, già licenziato per il personale Difesa.

Ebbene, sul primo punto, in apertura di riunione, la D.G. ci ha comunicato che nel pomeriggio dello stesso giorno ci sarebbe stata la riunione dei Revisori per l’esame e l’approvazione del bilancio 2022, che successivamente dovrà essere inviato agli Organi certificatori, e che, ove il percorso non registrasse intoppi o ulteriori ritardi, le spettanze arretrate potrebbero essere corrisposte ai lavoratori di AID entro il prossimo mese di novembre, e comunque con mesi di ritardo rispetto alla Difesa.

La stessa D.G. ci ha inoltre informato:

Nel proprio intervento, la FLP DIFESA ha sottolineato:

Le risposte “tecniche” della D.G., affidate al Capo Ufficio Risorse Umane dr. Fabio Andreasi Bassi e venute comunque dopo le scuse per quanto riguardo le mancanze da noi evidenziate, hanno messo in evidenza che:

Il Direttore Generale sen. Nicola Latorre ci ha poi  informato che il suo incarico è attualmente in regime di prorogatio, e che a giorni il Ministro Crosetto dovrebbe sottoporre al Consiglio dei Ministri la sua conferma o la nomina di un nuovo Direttore Generale (gira voce che potrebbe trattarsi dell’ex Sottosegretario alla Difesa on. Gioacchino Alfano).

Nel caso dovesse essere riconfermato, il sen. Latorre si è riservato un approfondimento in merito alla spinosa questione dei tavoli separati che producono evidenti diseconomie anche per la stessa Agenzia.

Analogo intendimento per un approfondimento della materia il sen. Latorre ha espresso per quanto riguarda lo Smart Working, a seguito dei quali sarà convocato apposito tavolo per un confronto a tutto tondo con le OO.SS.

In conclusione, esprimiamo un giudizio di insoddisfazione in merito alle risultanze della riunione odierna, anche perché dalla stessa non sono venute le risposte che il personale AID attendeva.
La sensazione che abbiamo avuto è che Agenzia Industrie Difesa viva una stagione davvero molto critica, nella quale i problemi del personale civile, da noi ripetutamente sollevati, non hanno trovato risposte adeguate e si sono viceversa progressivamente acuiti, sia con riferimento alle relazioni sindacali nazionali e territoriali il cui stato abbiamo ripetutamente denunciato sia con riferimento alla gestione del personale, e questo in modo particolare in questi ultimi anni.

Forse c’è necessità di aria nuova, davvero di tanta aria nuova, sia nei contenuti che nell’approccio e nel metodo.

Cordialissimi saluti.

p.IL COORDINAMENTO NAZIONALE – Maria Pia BISOGNI – Giampietro Crocetti – Vincenza TEOFILI

Notiziario FLP Difesa n. 58 del 13.09.2023

E’ proseguita oggi a Persociv la trattativa per il CCNI Difesa – sola parte economica, e per il FRD 2023 e le progressioni orizzontali. Una trattativa che Persociv intende chiudere questa settimana, alle condizioni che vi riferiamo di seguito, che sarà seguita da quella sulle progressioni verticali in calendario per i giorni 21 e 22 prossimi venturi, e poi a ruota dal CCNI – parte giuridica, i cui argomenti salienti attengono alla disciplina integrativa degli istituti inerenti l’orario di lavoro (flessibilità – banca delle ore) e la disciplina del lavoro agile e del lavoro da remoto.

Per quanto riguarda il testo in via di definizione, possiamo considerare definita la parte relativa alle competenze delle famiglie professionali, ulteriormente integrata nella parte relativa alle famiglie di tipo tecnico.

Per quanto riguarda i risparmi dell’anno precedente che a termini di contratto dovrebbero essere riversati nel FRD, la delegazione trattante propone di pagare con quelle risorse almeno parte delle particolari posizioni di lavoro maturate quest’anno, posto che ove così non si facesse, i relativi pagamenti dovrebbero attendere la certificazione dell’accordo 2023, la cui tempistica prevedibilmente richiederà del tempo.

Performance organizzativa e individuale:  la performance organizzativa è stata riformulata, come da noi richiesto, nella versione originale già sperimentata gli anni scorsi, articolata nelle 4 fasce di presenza, ed è stato incrementato l’accantonamento da 16 a 19 milioni di euro. Ma è definitivamente sparita la voce della maggiorazione della performance organizzativa per la 1^ area: Persociv ha mantenuto una netta posizione di rifiuto, che troverebbe giustificazione nella riapertura delle progressioni orizzontali anche per la 1^ area. A nulla è valso ricordare che la maggiorazione era nata per risarcire la 1^ area della massiccia riduzione del FUS determinata dalle progressioni possibili solo alle altre aree. Il fatto è  che su questa partita abbiamo purtroppo trovato ben poco conforto dalle altre parti sociali, che pure in altra stagione di questa battaglia  avevano millantato la bandiera.

Progressioni Orizzontali: sono confermati i numeri proposti a giugno, per complessivi 2581 destinatari. Questi pochi numeri sono condizionati dal vincolo ribadito dalla Funzione Pubblica in risposta a specifico quesito di Persociv, in base al quale “…l’attribuzione del differenziale stipendiale avviene mediante procedura selettiva di area… …da destinare ad una quota di personale non superiore al 50% della platea dei potenziali destinatari.” FLP Difesa ha chiesto allora di avere conferma in merito alla quantificazione dei “potenziali destinatari” fra coloro che non sono stati riqualificati nell’ultimo biennio. Persociv ha confermato i numeri forniti a giugno, di cui abbiamo dato conto nei precedenti notiziari, e rispetto ai quali i conti non ci tornavano né in termini di numeri che di percentuali, ma la DG ha ribadito la sua posizione. Tuttavia il problema che abbiamo posto non è certo di poco conto, considerato che se comprendiamo fra gli aventi titolo a partecipare anche i riqualificati 2021, i numeri dei posti da mettere a concorso, nel rispetto dei vincoli posti dalla FP, salirebbe a più del doppio di quelli attualmente previsti, che potrebbero essere tranquillamente finanziati riducendo gli incrementi destinati ad altre voci, quali i 3 milioni in più della performance organizzativa. Vedremo nei prossimi giorni quale sarà la risposta ufficiale dell’Amministrazione.

Sui criteri da adottare per le progressioni orizzontali, è in esame la possibilità di elevare a 5 punti per ogni anno o frazione di anno il punteggio da assegnare alla fascia di appartenenza.

Un discorso a parte va fatto per le Progressioni verticali, nel cui merito si entrerà la prossima settimana: la DG ci ha dato notizia dell’avvenuta certificazione del finanziamento per circa 6 milioni e 200.000 euro da destinare a tale voce per avviare i bandi nel 2024.

E’ stato precisato dalla DG che:

– i vincitori delle procedure selettive per la progressione orizzontale 2023 potranno partecipare anche alle progressioni verticali 2024, perché in questo caso non vi è vincolo di esclusione;

– vale per le progressioni verticali il vincolo posto dal D L.gsvo 165/2001, che stabilisce la riserva all’esterno del 50% dei posti messi a concorso;

– deve essere comunque garantito il principio di selettività delle progressioni;

dunque, contrariamente a quanto auspicato, difficilmente saranno praticabili progressioni verticali che consentano il passaggio alla 2^ area per tutto il personale di 1^.

Inoltre, poiché i titoli utili per le progressioni verticali non possono essere poi così diversi da quelli delle progressioni orizzontali, non si può escludere che buona parte di coloro che supereranno le progressioni orizzontali 2023 superino poi anche le selezioni per le progressioni 2024.

Ecco perché alla luce di tutto ciò noi avevamo continuato a sostenere la maggiorazione della performance organizzativa per la 1^ area… ma tant’è.

Per tutto quanto sopra, riteniamo che la nostra O.S. non possa sottoscrivere questo CCNI economico, che lascia aperte storiche ferite in molti colleghi.

E’ tutto, cordialissimi saluti

p. IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA – Maria Pia BISOGNI – Vincenza TEOFILI – Pasquale BALDARI

Notiziario FLP Difesa n. 33 del 09 maggio 2023 –

Il Capo di SMA Gen S.A. Luca GORETTI

Il giorno 9 Maggio 2023, ad oltre 18 mesi dal suo insediamento, si è tenuto un incontro con il Capo SMA, Gen. di S.A. Luca GORETTI, avente scopo conoscitivo e di ascolto delle Parti Sociali.

           Ad onor del vero, il CSMA  ha aperto la riunione evidenziando le responsabilità della F.A. per la carenza, diremmo assenza, di relazioni con le OO.SS., posizione rispettabile ma che non giustifica i mancati confronti per un periodo di tempo così lungo, in cui le problematiche del personale civile si sono acuite ed altre se ne sono aggiunte.

               Come Flp Difesa abbiamo richiesto la consegna alle parti sociali delle tabelle ordinative organiche generali e divise per Ente con annessa la consistenza organica attuale, sottolineando come la prevista informazione sull’argomento sia elemento imprescindibile per i confronti sul fabbisogno del personale, sul NOP, sulla mobilità, sui carichi di lavoro e soprattutto sul modello che l’Aeronautica intende adottare in riferimento al personale civile (si veda modello a 3016 unità per l’anno 2025 prospettato dall’allora CSMA Gen Rosso).

               Abbiamo sottolineato come il modello attuale, figlio della legge 244/12, che auspichiamo venga superata anche con il sostegno delle FF.AA. a similitudine di quanto fatto per il personale militare, e delle scelte da parte dello SMA di anemizzazione di posizioni organiche, abbia di fatto portato ad un aumento dei carichi di lavoro del personale ancora in servizio, a fronte, parallelamente ed in modo distonico, di una diminuzione degli stanziamenti per il lavoro straordinario, e più in generale, di una carenza di attenzione verso le esigenze del personale civile.

               Proprio la mancanza di corrette relazioni sindacali a livello centrale ha generato confusione anche a livello periferico con l’ingiustificato atteggiamento ostativo di diversi Enti, come ad esempio a Vigna di Valle dove, solo attraverso notizie del web, le Parti Sociali hanno appreso dell’intenzione di affidare la gestione del Museo Storico a privati. E questo senza alcuna informazione alle rappresentanze dei lavoratori, informazioni che, nonostante siano state richieste prontamente dalle nostre strutture territoriali, a tutt’oggi, non sono ancora pervenute.

               Abbiamo inoltre rappresentato con forza la necessità che l’Aeronautica superi, soprattutto a livello territoriale, quegli atteggiamenti ostativi e pregiudiziali verso il lavoro agile e che, in linea con quanto espresso dalla stessa F.A. in tema di necessaria digitalizzazione, apra a questa nuova forma di prestazione lavorativa anche aumentando le dotazioni tecnologiche e l’acquisto delle necessarie VPN. Proprio su questi temi che traguardano il futuro sembra che l’Aeronautica viaggi a due velocità, una per il personale militare ed una molto più lenta per il personale civile.

               È di fondamentale importanza, e lo abbiamo ribadito, che si apra finalmente una fase di confronto con riunioni periodiche, anche a livello di 1° reparto su diverse tematiche non più rimandabili quali la formazione del personale, anche sul passweb, le criticità del gestionale Perseo, la diffusione delle circolari di Persociv non sempre fedelmente riportate nelle Direttive di Forza Armata, come nel caso dei corsi INPS ValorePa, ecc.

               Il Gen Goretti, nella breve replica alle OO.SS., ha nuovamente riconosciuto la responsabilità della forza armata per la carenza di relazioni, ha assicurato che darà immediatamente mandato di fornire le tabelle organiche, ritenendole, egli stesso, necessarie al corretto svolgimento del  ruolo delle Parti Sociali e condividendo, quindi, la correttezza della richiesta.

Ha poi riconosciuto la valenza della formazione quale strumento per migliorare la professionalità dei dipendenti ed ha testualmente affermato che la componente civile va considerata in maniera seria e non solo a parole.

               Relativamente  alla legge 244, riconoscendo che “non è andata bene” (come FLP Difesa ne avevamo denunciato le criticità  sin dal suo disegno di legge nel lontano 2012!) non solo per quanto riguarda la componente militare ma anche per quella civile, per la quale ha assicurato che si farà portavoce nei tavoli interforze allo scopo di sostenere la revisione della stessa, mentre, in tema di lavoro agile, ha condiviso la necessità di ricorrere maggiormente a questo strumento, non avendo pregiudiziali in merito ma tentando di giustificare le criticità attuali come le naturali lentezze realizzative e le resistenze ai cambiamenti, posizione che ovviamente non possiamo accettare.

               Al termine della riunione il CSMA ha ribadito la necessità e l’importanza di lavorare insieme, aumentando i momenti di confronto, calendarizzando già i prossimi incontri per giugno e settembre.

               Un incontro che, come FLP Difesa, non possiamo definire costruttivo se non negli intendimenti e aspettiamo di vedere se alle parole seguiranno i fatti. Sicuramente come O.S. non possiamo tollerare ulteriori ritardi nell’affrontare tutte quelle tematiche che sono di fondamentale importanza per dare soluzione alle numerose criticità che affliggono il personale civile.

E’ tutto, cordialissimi saluti.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA  Maria Pia BISOGNI – Ilio BONOMI – Vincenza TEOFILI

Notiziario FLP Difesa n. 17 del 28 febbraio 2023 –

Capo di SMM Amm.Sq. Enrico CREDENDINO

Si è svolta, in data 23 febbraio u.s., un’audizione, in 3^ Commissione Affari Esteri e Emigrazione, del Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Amm. Sq Enrico Credendino, sulle linee programmatiche del suo mandato. L’occasione è stata utile per rilanciare quanto già affermato dal CASMM in sede di audizione in Commissione Difesa della precedente legislatura, che si era svolta a marzo 2022.

In sintesi, nella sua relazione, l’Amm. Credendino ha voluto sottolineare come, a fronte di un mutato quadro geo-politico dove, rispetto a quello, ad esempio, degli anni ’80, in cui il ruolo della Marina Militare era più quello di cuscinetto tra le grandi potenze, oggi, le FFAA e in particolare la MM, rivestono  invece un importante ruolo strategico e di equilibrio nel mediterraneo. Pertanto, il modello attuale, sia in termini di flotta navale che di personale, non è più adeguato all’attuale scenario, soprattutto a quello che si è venuto a delineare nell’ultimo anno a seguito del conflitto RUSSIA-UCRAINA, con una TURCHIA che, di contro, sta diventando sempre più potente sia in termini di flotta che di uomini.

A fronte di un impegno sempre maggiore, prosegue l’Ammiraglio, oltre alla necessità di incrementare la flotta, la più grande e urgente necessità è quella di aumentare i numeri del personale militare che, secondo la stima dello Stato Maggiore Marina, ad oggi, è al di sotto di circa 5000 unità con una presenza di circa 29000 unità di personale militare che, nell’ipotesi di un “modello adeguato”, dovrebbe essere di 39000 unità, mentre, nell’ipotesi del “fabbisogno minimo indispensabile”,  di almeno 35000 unità. Pertanto, a similitudine di quanto richiesto nella sua audizione dal Capo di SME, Generale Serino, il CASMM auspica un ritorno a un modello antecedente la Legge 244/2012, quando erano previste  190.000 unità di personale militare. (Quanto aveva ragione FLP Difesa, purtroppo unica O.S. a contestare all’epoca la riforma Di Paola!)

Sempre in relazione al personale militare, il CASMM, mette in evidenza un forte sbilanciamento, in termini di distribuzione tra le Forze Armate, delle unità di personale dove l’esercito, con il 60%, ha la fetta più grande di personale, l’aeronautica il 22% e la Marina Militare solo il 18%. Una distribuzione, questa, anch’essa non più adeguata all’attuale quadro geo-politico dove, ad esempio, altre nazioni come la Francia e l’Inghilterra, che possiedono una flotta molto simile alla nostra, hanno mediamente circa 10000 unità di personale militare in più rispetto alla MM italiana, e dove il personale è equamente distribuito tra Aeronautica e Marina.

Il problema della carenza organica è, per la Marina, aggravato dagli esodi di personale militare nei ruoli del personale civile. Dal 2012 ad oggi in Marina ci sono stati, infatti, 2621 transiti per motivi sanitari, mentre nell’esercito circa 1000 e solo 105 in aeronautica. Tale esodo, prosegue l’Ammiraglio, è dovuto alle cattive  “condizioni di vita del marinaio” che, soprattutto nei primi 15 anni di carriera, a causa dei frequenti imbarchi, dei ritmi a cui è sottoposto, resi ancor più stressanti a causa della carenza di personale, non riesce ad avere un adeguato recupero psico-fisico, così come ha difficoltà a crearsi una regolare vita familiare.

Al contempo, queste 2621 unità di personale transitato dal 2012 ad oggi, costituiscono un vincolo per il reclutamento di nuovo personale, in quanto rimangono “a carico” (testuale) degli organici del personale militare fin quando non andranno in pensione, situazione questa che, unita agli effetti della Legge 244, diventa veramente insostenibile. Per questo, nel corso dell’audizione, l’Ammiraglio Credendino chiede al governo un intervento d’urgenza per dare una diversa collocazione organica a questa componente del personale in forza.

E veniamo al personale civile: nel riconoscere il ruolo altrettanto importante da questo svolto nella F.A., l’amm.Credendino ha evidenziato anche qui la grave carenza organica, che è attestata intorno al 50% rispetto a un “modello adeguato” che dovrebbe essere di 9000 unità e che invece è ad oggi di circa 4700 unità e che, dato ancora più preoccupante, al 2028, nonostante le 1298 assunzioni previste, scenderà a 3500. La carenza attuale è di circa l’85% tra i dirigenti , del 44% tra il personale tecnico e del 28% tra il  personale amministrativo, con un’eta media che a inizi 2025 salirà a 58 anni.

Le soluzioni prospettate dal CASMM nella slide illustrativa sono, da una parte, l’assunzione di personale operaio, anche con la riapertura delle scuole allievi operai, per far fronte alla gravissima situazione in cui versano gli arsenali e gli stabilimenti di lavoro e, dall’altra, la necessità di migliorare il sistema di transito dei militari non più idoneo, collocandoli organicamente nei ruoli del personale civile ed eliminando il vincolo della destinazione di impiego su base regionale.

E qui, sinceramente, relativamente alle problematiche del personale civile, ci sarebbe piaciuto ascoltare qualche proposta in più e anche un po’ più incisiva.

Si sarebbe potuto chiedere, come da tempo la nostra sigla chiede, un piano straordinario di assunzioni, perché quelle previste, come affermato dallo stesso CASMM, mitigano solo in parte il grave problema della carenza organica di personale civile.

Così come si sarebbe potuta chiedere, anche per il personale civile, una proroga della scadenza dei termini della Legge 244 come è stato fatto per il personale militare con la legge 119 dell’agosto 2022, impegno questo  assicurato anche dal Capo del 1 °reparto di SMM, Amm Giurelli, nella riunione del 23 novembre 2022 (vds notiziario n. 73 del 24 nov. 2022).

Se non si mette mano a questa situazione, urgentemente, come più volte affermato e denunciato dalla nostra OS, il rischio è quello di una forte militarizzazione di quelle funzioni ed incarichi che invece dovrebbero essere ad appannaggio del personale civile e, per quanto riguarda gli stabilimenti di lavoro, in primis, gli arsenali, assisteremo inoltre, come in parte già stiamo assistendo, ad una pericolosa ed antieconomica esternalizzazione dei servizi di manutenzione delle navi, finora ad appannaggio delle nostre maestranze civili che, con il loro “know-how” specifico e altamente qualificato, hanno da sempre garantito prontezza, qualità ed economicità degli interventi, caratteristiche queste che le aziende private non possono certamente garantire.

Capitolo a parte merita la situazione dei nostri colleghi transitati, più volte anche questa denunciata dalla nostra O.S. , per la cui soluzione abbiamo chiesto, in diverse occasioni, l’apertura di un tavolo tecnico con la F.A..

La soluzione prospettata dal CASMM che, almeno da come esposta in Commissione , forse anche a causa di una tempistica ristretta, ci è apparsa come una soluzione pilatesca, e non come una strategia mirata al reale miglioramento delle condizioni del personale transitato. Vorremmo dire all’Amm. Credendino che se, da un lato, organicamente questa componente incide sui numeri del personale militare, dall’altro, quando viene assegnato negli Enti, viene ad occupare delle posizioni organiche del personale civile, con le prevedibili ricadute nell’impiego e di questa altra componente. Ma questo poco inciderebbe: ben vengano i colleghi transitati ad alimentare le risorse del personale civile, ma siano motivati, formati e, soprattutto, messi nelle condizioni di poter vivere la nuova situazione in modo adeguato, sereno e vicino ai propri affetti.

Nella maggior parte dei casi, invece, così non è, e i colleghi, anche nel nuovo status, continuano a subire dei disagi, si ritrovano ancora lontani dal nucleo familiare, e continuano a vivere in condizioni di pendolarismo: i motivi che hanno contribuito a determinare l’esodo dalla FA. Con la differenza che, se da militari avevano maggiori possibilità di trasferimento, e dunque di avvicinarsi col tempo a casa, nei ruoli civili invece si scontrano col muro di una mobilità ingessata ormai da quattro anni; e la speranza svanisce, a meno che non si versi in gravissime condizioni di salute, utili alla istanza di mobilità straordinaria, vincolata all’ “utile impiego” negli Enti richiesti. A queste condizioni, pur con tutta la buona volontà ma, non di rado, con limiti psico-fisici anche molto importanti, senza una preparazione adeguata al nuovo impiego e in una perdurante situazione di disagio, i militari transitati rappresentano, frequentemente, una risorsa con qualche limitazione di impiego. Certamente, la richiesta da parte del CASMM, di superare il criterio della “regionalità” in fase di assegnazione (criterio per il quale, a norma di legge, il militare che transita viene assegnato nell’ultima regione in cui prestava servizio da militare), aiuterebbe notevolmente la causa.

Di questo e di tanto altro, ci piacerebbe parlare con il CASMM che, purtroppo e con nostro rammarico, a distanza di più di un anno dalla sua nomina, non ha ancora avuto modo di incontrare le rappresentanze dei lavoratori, nonostante le criticità da lui stesso denunciate e le varie richieste di incontro da parte delle rappresentaze dei lavoratori.

Attendiamo fiduciosi e vi terremo aggiornati. È tutto, cordialissimi saluti.

 p. IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA 

        Maria Pia BISOGNI – Vincenza TEOFILI

Notiziario FLP Difesa n. 80 del 15 dicembre 2022 –

Si è svolto in data 14 dicembre u.s. un incontro di livello nazionale con il 1° Reparto di S.M.M, alla presenza anche del Capo del Mariugcra, Ammiraglio Ispettore Covino. L’ incontro fa seguito a quello del 23 novembre u.s., che ha segnato la ripresa delle relazioni sindacali con lo SMM.

Oggetto dell’incontro è stata la riconfigurazione della Direzione di Amministrazione della Marina Militare (MARIDIRAM) e la conseguente revisione dell’organizzazione periferica della Marina Militare, nonché il trasferimento delle competenze stipendiali e pensionistiche del personale militare alla Diram di Taranto e di quelle del personale civile alla Diram di Spezia, al fine di razionalizzare e ottimizzare le risorse organiche e rendere più efficienti le attività.

Nel suo intervento, FLP Difesa, in primo luogo, ha chiesto chiarezza sulle procedure di reimpiego che l’AD intende adottare, in particolare per il personale civile degli enti coinvolti a Taranto (Maricommi e Maridiram), dove di fatto la riorganizzazione è già partita il 1° settembre; in secondo luogo, ha proposto di prorogare a marzo 2023 il termine, previsto per il 31 gennaio 2023, dello studio di fattibilità avviato a inizio dicembre in merito al trasferimento delle competenze stipendiali e pensionistiche del personale civile alla Diram di Spezia; ed ha proposto di inserire nel gruppo di lavoro anche un dipendente della Diram.

FLP Difesa, inoltre, ha proposto la istituzione di Sezioni/Nuclei “flussi amministrativi” periferici, da collocare alle dipendenze degli uffici del personale o degli uffici amministrativi, in analogia con la positiva esperienza in tal senso avviata dall’Esercito, al fine di mantenere un più diretto servizio all’utenza, di non disperdere le competenze e le professionalità dei colleghi degli enti periferici esperti in materia di trattamento economico del personale, e al contempo evitare di sovraccaricare le due Diram, a maggior garanzia della buona riuscita del progetto. Nello stesso tempo, abbiamo richiesto l’impegno dell’AD ad assicurare il confronto in materia, non solo a livello nazionale, ma anche a livello locale negli Enti coinvolti dalla riorganizzazione.

Lo SMM ha riscontrato assicurando un prolungamento dei tempi dello studio di fattibilità e garantendo frequenti e ravvicinati confronti, anche con cadenza quindicinale, per approfondire le eventuali criticità e per aggiornamenti in itinere.

L’Amm. Covino, con riferimento all’accentramento delle competenze economiche del personale civile a Spezia, ha specificato che il progetto non sarà quello di chiudere tout-court le strutture periferiche, ma di distribuire più equilibratamente i carichi di lavoro degli uffici che si occupano degli stipendi e delle pensioni, attraverso lo sfruttamento della tecnologia e dell’informatica, in quanto allo stato attuale la distribuzione, anche relativamente alle unità di personale a carico dei vari enti, è fortemente squilibrata.

Per quanto riguarda Taranto, l’Amm. Isp. Covino ha condiviso le osservazioni e le richieste di FLP DIFESA, pertanto, una volta chiarito a livello nazionale quale sarà la procedura da adottare per il reimpiego del personale civile coinvolto in tale riorganizzazione e fornite le specifiche direttive a Maricommi Taranto e alla Maridiram Taranto, si riaprirà il tavolo di confronto a livello territoriale che era stato sospeso il 5 settembre, per mancanza o insufficienza di informazioni anche relativamente agli organici degli enti coinvolti.

A seguito delle ripetute richieste di FLP DIFESA, prendiamo atto delle informazioni inviate da SMM solo nel pomeriggio del 13 dicembre u.s., riferite agli organici del personale civile effettivi e tabellarmente previsti, divisi per profili e per enti, che confermano il modello a 9000 unità ed evidenziano una carenza di dipendenti civili che oggi si attesta intorno al 50%.

La FLP DIFESA, nel sostenere che la componente civile è una risorsa professionalmente utile al Ministero della Difesa, che costa poco e che assicura la continuità delle attività svolte, ha nuovamente rappresentato la necessità dell’avvio urgente di un piano di assunzioni straordinarie e della proroga anche per il personale civile della tempistica prevista per la riduzione degli organici indicata nella Legge 244/2012.

Tutto ciò, al fine di evitare, a breve termine, l’aumento delle carenze organiche di personale civile collegate con i progressivi pensionamenti, il possibile “collasso” dei Comandi/Enti, l’aumento della spesa del Ministero dovuta a crescenti esternalizzazioni di lavori e servizi, la crescente tendenza di assegnare a personale militare attività di natura amministrativa che dovrebbero invece essere appannaggio pressoché esclusivo del personale civile.

Lo SMM, in risposta alle richieste di FLP DIFESA, nel riconfermare la volontà di mantenere il modello a 9000 unità di personale civile per la F.A., ha riferito che tale esigenza è stata comunicata a SMD e che a sua volta, insieme alle identiche esigenze segnalate dalle altre FF.AA., sono state riportate ai Vertici del Dicastero, i quali hanno avviato iniziative, anche verso il Parlamento, per il raggiungimento dell’obiettivo di poter effettuare nuove assunzioni di personale civile e di ottenere la modifica della Legge 244/2012 anche per questa componente di personale.

Da ultimo la nostra O.S. ha rappresentato le criticità che si stanno creando sui territori a seguito del previsto passaggio al “gestpers”, il nuovo sistema di rilevazione presenze, che risulta non essere attagliato agli istituti contrattuali del personale civile. Abbiamo chiesto, nell’immediato, la diramazione di una direttiva di Maristat agli Enti periferici per il prolungamento della fase sperimentale e un confronto nazionale per capire e cercare di risolvere le criticità emerse negli enti, prima del passaggio alla fase attuativa.

Un incontro ancora interlocutorio che comunque giudichiamo positivo e di cui seguiremo gli sviluppi e Vi terremo aggiornati.

 Per la Segreteria Nazionale – Pasquale Baldari – Vincenza Teofili

Notiziario FLP Difesa n. 16 del 8 marzo 2021 –

Oggi è l’8 marzo, la giornata dedicata alla riflessione sulla condizione delle donne nel mondo e nel lavoro: le statistiche continuano ad essere impietose: oggi in Italia lavora il 50% circa delle donne, un po’ meglio che all’inizio della pandemia, molto di meno della media europea, che arriva al 65%, con picchi dell’80% risalendo verso nord; in gran parte a tempo determinato/part-time, dunque poco retribuito e precario, nonostante un discreto livello culturale medio. Una sconfitta per il paese, che sperpera un potenziale di cervelli importante sul piano economico e sociale. Come investire su Federica Brignone e poi farla giocare nella squadra di sci parrocchiale. Guardiamoci, ora che arrivano i soldi del PNRR, non sprechiamo un’altra occasione.

                  Dopodiché, vogliamo anche le mimose…

                  Ma questa riflessione si svolge mentre, dopo le angosce di due anni di COVID, ci siamo addentrati, senza soluzione di continuità, in quelle di questa indicibile guerra che si sta perpetrando vicino casa nostra, in Europa. Una guerra voluta per ottenere la neutralizzazione dell’Ucraina, il riconoscimento dell’annessione della Crimea alla Russia, e il riconoscimento dell’indipendenza del Donbass. Una guerra che non è lampo, perché il territorio ucraino è molto esteso, e perché il suo popolo si sta battendo incredibilmente  per la sua libertà. Una guerra che vede i civili costretti a nascondersi come topi nei sotterranei cittadini sotto i boati incessanti delle bombe. Le cronache di questi giorni documentano l’eccidio: una intera famiglia, una mamma con due bimbi, sterminata da un colpo di mortaio a Irpin; muoiono sotti i colpi tanti bambini innocenti, Kirill, Polina, Semion, e tanti altri, e gli ospedali non hanno strumenti per salvarli. Non si trova più acqua né pane, i negozi e i camion dell’Unicef sono presi d’assalto. Si blocca la corrente elettrica, sono bloccate le telecomunicazioni; gli ospedali non hanno più medicine; sono più di 1 milione e mezzo i profughi, (fanno specie gli ex bimbi di Chernobyl che tornano in Italia come profughi); e i corridoi umanitari sono bloccati. Sono tante le manifestazioni di aiuto e solidarietà, che gli ucraini non si aspettavano, ma intanto Il presidente Zelensky si appella all’Occidente responsabilizzandolo: “Se non ci date la no-fly zone, almeno forniteci aerei, altrimenti anche voi volete che ci uccidano lentamente”.

                  Ieri era la domenica del Perdono per i cristiani, ma il presidente ucraino ha  urlato al mondo il dolore del suo popolo martoriato: “Noi non perdoneremo le centinaia e centinaia di vittime, le migliaia e migliaia di sofferenze. E neanche Dio lo perdonerà. Ne oggi, né domani, né mai. Al posto della giornata del Perdono, il giorno del Giudizio”.

                  Si tratta di una guerra moderna, con incursioni “cyber”, dove la comunicazione può diventare anch’essa  strumento di lotta psicologica, con le fake news, con la creazione di siti che forniscono informazioni sui prigionieri di guerra russi altrimenti impossibili. Per questo la Russia adotta contromisure quali la legge sulle fake news, che prevede fino a 15 anni di carcere, e quali la chiusura di tv, radio e social network.  E sono migliaia gli arresti per reprimere le manifestazioni contro la guerra.

                  Il resto del mondo sanziona economicamente la Russia; -7% la perdita del PIL russo stimata da Moody’s nel 2022; sia grandi marchi della moda che Ikea hanno chiuso contemporaneamente i loro negozi in Russia annunciando lo stop di tutte le operazioni ma garantendo lo stipendio alle loro migliaia di dipendenti russi; le carte di credito smettono di funzionare e il Cremlino ha proibito bonifici all’estero sopra i 5000 dollari. VISA, Mastercard e American Express si ritirano dalla Russia, rimandando tutti all’età del contante; i maggiori produttori di hardware e software, da Microsoft a Nvidia, ritirano l’appoggio ai clienti russi; sono proibite manutenzione e vendita di ricambi per gli aerei russi. E molti cittadini russi stanno scappando, spesso senza una lira.

                  Oggi siamo sospesi nella condizione della “quiete prima della tempesta”, poiché le truppe russe si sono ammassate vicino a Kiev. Tutto il mondo sta manifestando per la pace, ed esprimendo solidarietà al popolo ucraino, agli uomini che stanno combattendo una lotta impari contro il colosso militare russo, alle donne che sono chiamate a fuggire per provvedere alla sopravvivenza dei loro bambini e dei loro vecchi, e a quelle che, anch’esse, restano in patria insieme ai loro uomini sul fronte della guerra.

                  Facciamo nostre le parole di Papa Francesco nell’Angelus di domenica: “In Ucraina scorrono fiumi di sangue e lacrime, non si tratta di una operazione militare, ma di guerra, che semina morte, distruzione e miseria. La guerra è una pazzia”.

                  E riflettiamo sulla nostra memoria corta: abbiamo assistito alle atrocità di un’altra guerra, più vicina, nella ex Jugoslavia, abbiamo negli occhi le cronache delle vicissitudini dei profughi afgani e di quelli siriani in fuga da altre guerre; abbiamo letto le testimonianze del genocidio degli armeni, e i ricordi delle due guerre mondiali del 900 con la persecuzione degli ebrei.

                  Se lo stupro è una violenza contro la volontà di una persona che non vuole appartenere al suo stupratore, la guerra è una immane violenza che si consuma tra popoli.

                  Vogliamo pensare che forse oggi qualcosa è cambiato, forse non diremo ancora dei profughi “aiutiamoli a casa loro”; facciamo ciascuno qualcosa di concreto, e alimentiamo la memoria perché le tragedie non si ripetano.

                  Intanto siamo ancor di più vicine con tutto il  cuore alle donne ucraine, oggi che dovrebbe essere anche la loro festa. Che l’8 marzo possa essere un giorno che annuncia PACE.

Auguri a tutte le donne

 

p LA SEGRETERIA NAZIONALE FLP DIFESA

M.Pia BISOGNI – M.Teresa CAMPARA – Leonia CARDONE – M.Teresa D’URZO – Enza TEOFILI

Notiziario FLP Difesa n. 97 del 5 novembre 2020 –

Il nuovo Capo di SMM, amm. Giuseppe Cavo Dragone

Nell’audizione  davanti alla Commissione Difesa della Camera del 28 Ottobre scorso, la seconda dall’inizio del suo mandato (che pubblichiamo in allegato su questa pagina), il Capo di SMM Amm. Cavo Dragone ha fatto il punto di situazione sulle attività e sulle problematicità attuali della Marina Militare, di cui forniamo una sintesi per punti:

La nostra OS da tempo sostiene che la suddetta formazione è necessaria per non perdere il know-how di professionalità peculiari esistenti solo nel nostro dicastero e che alla stessa potrebbero contribuire, senza impegno di spesa, le nostre stesse maestranze, occasione unica e da sfruttare al più presto, prima che il nostro personale, altamente qualificato e con un’età media avanzata, vada tutto in pensione.

Un’audizione, dunque,  lunga ed articolata, in cui, a nostro parere, il Capo della FA avrebbe potuto sfruttare al meglio l’occasione per denunciare con maggiore incisività le non poche problematiche del personale civile, ma nella quale, al contempo, sembra che finalmente anche la parte politica si sia resa conto di quanto da noi da sempre e da subito sostenuto e denunciato, con tanto di manifestazione (era il 6 luglio 2012) della nostra OS davanti al Ministero della Difesa, e cioè le inadeguatezze della Legge 244 che, operando ulteriori tagli superiori a quelli già previsti dalla “spending review” dell’allora governo Monti, non avrebbe certo assicurato quel riequilibrio di spesa tra i vari capitoli – investimento, esercizio e personale – ma avrebbe messo solo in affanno l’efficienza delle FFAA, con un consistente taglio di organici, in percentuale maggiore per quel che riguarda gli organici del personale civile.

Al riguardo abbiamo ascoltato con piacere alcune dichiarazioni della stessa Commissione che hanno evidenziato come un aumento dell’organico del personale civile, oltre che più veloce ed economico, libererebbe parte dei militari impegnati negli arsenali o nelle basi e strutture militari a favore dell’operatività in mare, e che occorra provvedere a quel ricambio dei lavoratori che all’interno degli arsenali prestano validamente il loro servizio. Un settore che troppo spesso rispetto alle altre PA ha subito quei tagli non consentendo un adeguato ricambio generazionale”. Quello che la nostra O.S. afferma e chiede da sempre, ossia assunzioni di personale civile che, per alcune attività e con minor impegno di risorse economiche, rappresenta una vera spending review, soprattutto in un momento di crisi economica mai vissuto prima, ricordando però come ormai la carenza atavica di personale civile investa non più solo l’area industriale, dove sicuramente si fa sentire con più forza, ma tutte le varie ramificazioni del nostro Dicastero.

L’attenzione della politica sulla valenza del personale civile e sulla carenza dei suoi organici, ci è sembrata in questa audizione più rilevante rispetto ad altre del passato. Speriamo che all’attenzione seguano gli impegni concreti, a partire già dalla prossima legge di bilancio, con le preannunciate assunzioni di personale civile per gli Arsenali.

Cordiali saluti.

p.  LA SEGRETERIA NAZIONALE Maria Pia Bisogni – Vincenza Teofili

Allegato: Il video integrale dell’audizione del 28 ottobre 2020 del CSMM amm. Giuseppe Cavo Dragone

Notiziario FLP Difesa n. 55 del 06.06.2020 – 

Vista sull’Arsenale militare di Taranto

In data 4 giugno u.s., in modalità “conference-call”, si è svolta una riunione con il Comandante Logistico della Marina Militare, Amm. Serra, in accoglimento della richiesta della FLP DIFESA di cui al nostro notiziario FLP Difesa n. 9 del 27.01.2020, per la presentazione del Piano Industriale Integrato (PII) degli Arsenali 2020-2025 (che si pubblica in allegato su questa pagina), predisposto da Maricomlog nel mese di aprile u.s., ed approvato dallo SMM a maggio.

In premessa l’Amm. Serra ha precisato che il Piano è in linea con quanto già rappresentato ed agli atti della Commissione Difesa del Senato nell’audizione del 2 luglio 2019, e con la deliberazione  n. 22-2014-G del 12.12.2014 della Corte dei Conti relativa alla verifica della spesa per il “Processo di razionalizzazione e valorizzazione degli Arsenali Militari gestiti dal Ministero della Difesa”. Queste le parti più salienti del Piano:

Nel suo intervento FLP DIFESA ha innanzitutto rilevato la difficoltà di formulare proprie valutazioni in assenza di una preventiva visione del Piano, che è stato visto solo in corso di riunione, e dunque si è riservata di approfondire e di far pervenire successivamente eventuali note. In ogni modo, sulla base di quanto illustrato in riunione, abbiamo osservato che il PII appare in linea con quanto da noi sostenuto da decenni, e di cui all’audizione del 23 luglio 2019 davanti alla Commissione Permanente Difesa del Senato (vds Notdif n.73 del 5.8.2019): la necessità del mantenimento del ruolo pubblico degli Arsenali e della internalizzazione delle lavorazioni a media e alta tecnologia, con notevoli ricadute in termini di risparmio e di mantenimento di una elevata qualità, stante l’unicità e la peculiarità di alcune professionalità tecniche presenti solo negli Arsenali. Altresì a nostro parere nessun piano industriale di rilancio degli Arsenali può prescindere da  tempestive assunzioni, dalla formazione specialistica, dal completamento del Piano Brin, e da finanziamenti  certi.

Abbiamo Inoltre chiesto notizie in merito a:

Avendo lo stesso lamentato la assenza di forme di riconoscimento economico per le professionalità tecniche, FLP Difesa ha rimarcato come sia da tempo in corso un confronto con i vertici politici, finalizzato alla compensazione del cosiddetto “gap economico” tra il personale civile della Difesa e quello delle altre Pubbliche Amministrazioni, attraverso il riconoscimento della peculiarità di impiego del personale civile; e dunque sarebbe anche nell’interesse della Amministrazione concorrere al buon esito del confronto politico, nel comune intento di raggiungere una maggiore e più adeguata retribuzione dei dipendenti, e una maggiore motivazione sia per il personale in forza che per quello che aspira ad entrarvi.

Abbiamo rappresentato inoltre la necessità di prevedere un piano industriale anche per i CC.TT. della Marina,  e l’Amm. Serra ha asserito che la materia è già allo studio e che presto i Piani  saranno presentati alle OO.SS. .

In merito ai contenuti del DL 34/2020, il cosiddetto “Decreto Rilancio”, con particolare riguardo all’art 211, laddove si dispone la possibilità “…di affidamento in affitto o la cessione di aree degli Enti della Difesa, compresi capannoni, officine, bacini etc,” rispetto al quale FLP DIFESA ha già chiesto di essere audita presso le Commissioni Difesa di Camera e Senato (Notdif n. 51 del 26.05.2020), chiedendone lo stralcio in sede di conversione in legge, o almeno la riformulazione dell’articolo in termini più vantaggiosi per la Difesa, in sede di riunione abbiamo chiesto di conoscere le ragioni per cui la Difesa, non abbia inserito fra le richieste di esigenze da inserire nel Decreto Rilancio le assunzioni di personale civile che il Ministro ci aveva promesso. L’Amm. Serra ha rappresentato che la F.A. non  è stata coinvolta in tal senso, e che la stessa non è favorevole a tali scelte, che si pongono in controtendenza con gli obiettivi del PII, per cui sta chiedendo la rivisitazione, se non addirittura la cassazione dell’articolo, in totale sinergia, sembrerebbe, con la nostra richiesta alla Commissione Difesa.

In merito ai numeri del personale previsto dal PII, abbiamo chiesto di sapere se vi siano comprese le presenze e le previsioni di personale ex militare. La risposta é stata negativa, in ragione della complessità delle condizioni personali della categoria, che spesso presenta limitazioni di operatività. E sulle problematiche della categoria abbiamo chiesto aggiornamenti in merito alla ipotesi della costituzione di un tavolo tecnico, di cui già si era parlato lo scorso febbraio in sede di riunione con il CSMM Amm Cavo Dragone. La risposta è stata evasiva, rinviando ai lavori sul tavolo specificamente allestito presso SMD; dunque si è palesata l’opinione che al momento i tempi non siano maturi per un confronto sindacale.

In relazione alla conclamata necessità di un turn-over connesso alla avanzata età media del personale degli arsenali, abbiamo ribadito la necessità di dare attuazione a livello territoriale al protocollo difesa sulla sicurezza del 15 maggio u.s. . Abbiamo in quella sede avuto conferma della veridicità delle segnalazioni pervenute in merito al fatto che SMD non abbia provveduto alla diramazione del documento, e dunque si sono aggiunti ancor maggiori elementi a sostegno della fondatezza e della correttezza della nostra segnalazione in tal senso al Gabinetto del Ministro (nota del 3 giugno in allegato al notdif n. 53 stessa data), rispetto alla quale pare che qualcosa si possa muovere già nei prossimi giorni. Discutibile ritardo, ma in ogni caso almeno la nostra nota al Gabinetto del Ministro pare aver prodotto un qualche effetto.

L’ incontro ci sembra proficuo e costruttivo; speriamo che non rimanga una mera enunciazione di principi, e che si possa vederne gli sviluppi. Occorrerà vigilare, e noi ci saremo, sull’attuazione dello stesso attraverso il previsto confronto con le Rappresentanze Sindacali locali, e sulla determinazione della politica di destinare risorse economiche ed umane all’area industriale della Difesa.

Ci scusiamo per la lunghezza del notiziario, ma ci è sembrato importante dettagliarne i contenuti.

p. LA SEGRETERIA NAZIONALE Maria Pia Bisogni – Vincenza Teofili

Allegato : Piano Industriale Integrato 2020-2025 per gli Arsenali della Marina Militare

 

Notiziario FLP DIFESA n. 9 del 27 gennaio 2020 –

Nel mese di novembre dello scorso anno, sono stati emanati i decreti di struttura di alcuni importantissimi Enti dell’Area Tecnico-Industriale della Marina Militare, ovvero Arsenali e Centri Tecnici, la cui impostazione discende dalla riorganizzazione di detta Area avviata ben tre anni orsono. Seppur oggetto di confronto tra OO.SS Nazionali e SMM da un lato e Comandi degli Enti interessati e OO.SS. Territoriali/RSU. dall’altro, tale riorganizzazione e il futuro dei suddetti Enti non ha mai cessato di destare profonda apprensione nella FLP DIFESA. Senza volersi soffermare sulla questione della mancata estensione alle OO.SS. Territoriali/RSU delle Tabelle Organiche (TT.OO.) contenenti incarichi e profili del Personale civile dell’Arsenale di Taranto, seppur FLP DIFESA stigmatizza un comportamento che riteniamo immotivato e illegittimo, registriamo un pericoloso irrigidimento delle relazioni sindacali che consideriamo estremamente grave in un periodo così delicato e importante, in cui si determina il futuro degli Arsenali e dell’Area tecnico-logistica della Marina. Come da tempo rappresentato con preoccupazione da FLP DIFESA, in questa partita si gioca il ruolo stesso dell’Area Industriale della F.A., per la quale noi continuiamo a rivendicare un ruolo pubblico. La nostra O.S. ritiene debbano essere mantenute e reinternalizzate le attività ad alta qualificazione professionale, attraverso un piano di assunzioni di Personale civile che garantisca continuità e il mantenimento di un altissimo livello professionale nelle attività manutentive più sensibili che non possono e non devono essere privatizzate, pena il decadimento delle stesse capacità operative della nostra Marina Militare. La fotografia che già oggi possiamo scattare è quella di una presenza insufficiente di Personale civile rispetto a quella prevista tabellarmente e necessaria a garantire la corretta funzionalità degli Enti. Funzionalità che non può essere garantita senza assunzioni urgenti di personale con qualifiche “ad hoc” ma che, nonostante i ripetuti impegni assunti del Vertice politico del Dicastero, tardano ad arrivare; sia quelle poche già autorizzate con provvedimenti legislativi sia quelle nuove promesse dal Governo. In tale quadro, ci chiediamo quali politiche intenda adottare il Vertice della Marina per risolvere questa gravissima situazione, ormai prossima al punto di non ritorno e soprattutto come pensi di gestire questa fase sempre più emergenziale. Abbiamo avuto modo di leggere le linee guida del CaSMM per il 2020 in cui si fa riferimento, tra l’altro, allo studio di un nuovo piano industriale integrato 2020-2025 per gli Arsenali e CC.TT. Ebbene, sarebbe interessante conoscere su cosa è incentrato questo studio, quali sono i Reparti coinvolti e, in special modo, in che direzione va il “piano industriale” che per la FLP DIFESA non può prevedere esternalizzazioni e privatizzazioni di pezzi dell’Area Tecnico-Industriale. In questa situazione di sofferenza, legata principalmente alla carenza di personale civile, si trovano anche altri Enti della MM – come, a titolo di esempio, le Maristanav – dove l’assenza di assunzioni da un lato – determinata in larga misura dalla L.244/12 – e pensionamenti dall’altro, ne sta mettendo in seria crisi la piena funzionalità. Si pensi anche ai recenti riordini delle Marigenimil e delle Direzioni di Intendenza che, a fronte di un ampliamento dei compiti loro assegnati, hanno mantenuto invariate le posizioni organiche del Personale civile, peraltro ottenute fotografando la situazione attuale. I Vertici della Marina hanno ripetutamente chiesto, anche nel corso di audizioni parlamentari, più Personale civile, consapevoli della garanzia di continuità che questo rappresenta ma poi, sul fronte della valorizzazione delle competenze e delle funzioni dei Lavoratori civili all’interno dell’organizzazione del lavoro, si fa ancora troppo poco. Si assiste, non di rado, a personale militare con doppi e tripli incarichi a discapito dell’impiego di Personale Civile, in special modo dei funzionari, che vedono così frustrate funzioni e competenze. In tale contesto, reclamiamo azioni decise da parte dello SMM affinché il proprio Personale civile sia motivato e valorizzato. Non secondario, in questo quadro di situazione, risulta essere il problema del transito del Personale militare all’impiego civile. Se pur positivo in quanto ha consentito di tamponare l’emorragia di personale dai ruoli civili della Difesa, il fenomeno dei transiti ha portato con sé, al contempo, molti problemi tutt’ora irrisolti: profili professionali di destinazione slegati dalle competenze possedute e spesso incompatibili con le condizioni di salute del transitato, mancanza di formazione per i nuovi compiti che si è chiamati a svolgere e non da ultimo, assegnazione a destinazioni distanti dalla propria famiglia – per effetto della normativa sull’assegnazione nell’ultima Regione di impiego al momento del transito – e con l’impossibilità di usufruire di soluzioni alloggiative a cui poco prima, quale personale militare, si aveva diritto. Per quanto precede, la FLP DIFESA ha richiesto al 1° Reparto di SMM, con lettera allegata sul nostro sito, un incontro urgente per fare un punto di situazione e acquisire nuovi ed ulteriori elementi conoscitivi.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE (Federico Cesaretti – Vincenza Teofili)

Allegato:Richiesta incontro 1° Rep SMM

vincenza teofili


Nell’incontro con il Ca di SMM Ammiraglio Credendino analizzati a tutto campo i temi e i problemi relativi al personale civile della Difesa, riepilogati nella nota di FLP Difesa: relazioni sindacali, organici, assunzioni e impiego del personale civile, proroga della legge 244, trattamento economico, criticità dell’area industriale, disciplina della mobilità e dei transiti, impiego, formazione, benessere del personale e ops, sistemi gestionali di rilevazione presenze. L’impegno del Ca di SMM alla calendarizzazione a breve di successivi incontri

29 Nov 2023 - Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 74 del 27 novembre 2023 – Nella giornata di ieri, si è svolto un incontro con il CSMM, Ammiraglio di Squadra Enrico Credendino. Presenti anche il Capo del 1° Reparto di MARISTAT, Contrammiraglio Enrico Giurelli, il Capo del 3° ufficio Personale Civile, C.V. D’Autilio e l’assistente del CSMM, C.V. Vignola. Dopo […]


Insoddisfacente riunione con il Direttore Generale di AID, in scadenza di mandato. Riprese le relazioni sindacali in AID a seguito della nostra nota dello scorso 2 settembre. All’ordine del giorno: il pagamento delle varie voci di salario accessorio, che in Difesa sono state pagate ad agosto, e che dovrebbero andare in pagamento a novembre per i colleghi di AID; l’avvio di trattativa per CCNI economico (allo stato ancora in fase di elaborazione) e di confronto per il Regolamento dello SW; la emanazione del bando di assunzione per 16 funzionari e 72 assistenti.

23 Ott 2023 - Flp Difesa

Insoddisfacente riunione con il Direttore Generale di AID, in scadenza di mandato. Riprese le relazioni sindacali in AID a seguito della nostra nota dello scorso 2 settembre. All’ordine del giorno: il pagamento delle varie voci di salario accessorio, che in Difesa sono state pagate ad agosto, e che dovrebbero andare in pagamento a novembre per i colleghi di AID; l’avvio di trattativa per CCNI economico (allo stato ancora in fase di elaborazione) e di confronto per il Regolamento dello SW; la emanazione del bando di assunzione per 16 funzionari e 72 assistenti.

Notiziario FLP Difesa n. 64 del 20 ottobre 2023 – Come si ricorderà, a seguito del pagamento in agosto u.s. al personale civile della Difesa delle quote individuali maturate con riferimento a  performance organizzativa, performance individuale e FUS 2022, a solo pochi giorni di distanza e precisamente in data 2 settembre, preso atto che lo […]


Fasi conclusive su CCNI economico – FRD e progressioni orizzontali 2023. Persociv resta rigidamente incollata alle sue posizioni: incrementi a diverse voci, fra cui 3 milioni di euro in più rispetto all’anno scorso per la performance organizzativa, invece di potenziare i numeri delle progressioni orizzontali, nel rispetto del vincolo del 50% di coloro che non hanno avuto progressioni negli ultimi due anni (compresi i vincitori 2021); e nessuna remora a rimuovere definitivamente la maggiorazione della P.O. per la 1^ area. E per contro la strada per la progressione verticale di tutto il personale di 1^ area è piena di ostacoli.

15 Set 2023 - Flp Difesa

Fasi conclusive su CCNI economico – FRD e progressioni orizzontali 2023. Persociv resta rigidamente incollata alle sue posizioni: incrementi a diverse voci, fra cui 3 milioni di euro in più rispetto all’anno scorso per la performance organizzativa, invece di potenziare i numeri delle progressioni orizzontali, nel rispetto del vincolo del 50% di coloro che non hanno avuto progressioni negli ultimi due anni (compresi i vincitori 2021); e nessuna remora a rimuovere definitivamente la maggiorazione della P.O. per la 1^ area. E per contro la strada per la progressione verticale di tutto il personale di 1^ area è piena di ostacoli.

Notiziario FLP Difesa n. 58 del 13.09.2023 – E’ proseguita oggi a Persociv la trattativa per il CCNI Difesa – sola parte economica, e per il FRD 2023 e le progressioni orizzontali. Una trattativa che Persociv intende chiudere questa settimana, alle condizioni che vi riferiamo di seguito, che sarà seguita da quella sulle progressioni verticali […]


Incontro in videoconferenza con il Capo di SMA Gen. Di S.A. Luca Goretti, che ha riconosciuto la carenza di relazioni sindacali di livello nazionale lamentata da tempo da parte delle OO.SS., impegnandosi a calendarizzare i prossimi incontri entro breve termine (a giugno e settembre le possibili prossime due date). Promessa la consegna delle piante ordinative organiche del personale civile, da noi ripetutamente richieste anche nel corso dell’incontro col SSS Perego. Riconosciute le falle lasciate dalla 244/2012 e la necessità di revisionarla, come da noi sempre sostenuto

10 Mag 2023 - Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 33 del 09 maggio 2023 – Il giorno 9 Maggio 2023, ad oltre 18 mesi dal suo insediamento, si è tenuto un incontro con il Capo SMA, Gen. di S.A. Luca GORETTI, avente scopo conoscitivo e di ascolto delle Parti Sociali.            Ad onor del vero, il CSMA  ha aperto la […]


Audizione in Commissione Difesa del Senato dell’Amm. Credendino, Capo di SMM. Sottolineato il mutato scenario geopolitico, con la guerra non lontana, evidenziata la necessità di assicurare il ruolo strategico e di equilibrio della Marina nel Mediterraneo, è sempre più grave ed urgente superare la legge 244/2012 ( e il “fabbisogno minimo indispensabile) e guardare a un modello organico adeguato ai tempi, sia per il personale militare che per quello civile, dove 9.000 sono i numeri “adeguati”, mentre l’organico effettivo, oggi a 4.700, arriverà a essere nel 2028 a 3.500, nonostante le assunzioni previste.

1 Mar 2023 - Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 17 del 28 febbraio 2023 – Si è svolta, in data 23 febbraio u.s., un’audizione, in 3^ Commissione Affari Esteri e Emigrazione, del Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Amm. Sq Enrico Credendino, sulle linee programmatiche del suo mandato. L’occasione è stata utile per rilanciare quanto già affermato dal CASMM […]


Ripresa delle relazioni sindacali a Maristat alla presenza del Capo di MARIUGCRA. All’ordine del giorno: -la riconfigurazione della Direzione di Amministrazione della Marina Militare; -il trasferimento delle competenze stipendiali e pensionistiche per il personale militare alla DirAm di Taranto; -il trasferimento delle competenze stipendiali e pensionistiche per il personale civile alla DirAm di La Spezia. FLP Difesa propone di istituire in periferia Sezioni/Nuclei Flussi Amministrativi presso gli uffici personale/amministrativi per mantenere un diretto contatto con l’utenza e non disperdere le professionalità esistenti.

19 Dic 2022 - Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 80 del 15 dicembre 2022 – Si è svolto in data 14 dicembre u.s. un incontro di livello nazionale con il 1° Reparto di S.M.M, alla presenza anche del Capo del Mariugcra, Ammiraglio Ispettore Covino. L’ incontro fa seguito a quello del 23 novembre u.s., che ha segnato la ripresa delle […]


Nella giornata dell’8 marzo gli spazi per una riflessione sulla condizione delle donne oggi nel mondo del lavoro e nel mondo; ma anche per una riflessione sulla calamità della nuova guerra che si sta svolgendo in Europa e sulle sue conseguenze. La nostra manifestazione di solidarietà a tutte le donne coinvolte da questa immane tragedia

8 Mar 2022 - Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 16 del 8 marzo 2021 – Oggi è l’8 marzo, la giornata dedicata alla riflessione sulla condizione delle donne nel mondo e nel lavoro: le statistiche continuano ad essere impietose: oggi in Italia lavora il 50% circa delle donne, un po’ meglio che all’inizio della pandemia, molto di meno della media […]


L’audizione del Capo di SMM amm. Cavo Dragone in Commissione Difesa della Camera (di cui pubblichiamo il video integrale). L’impegno della Marina nell’emergenza Covid e il punto di situazione su personale e mezzi. La necessità di intervenire per completare il programma di rinnovamento della Flotta con una nuova legge navale. Ribadita anche dal Capo di SMM la necessità di superare i vincoli imposti dalla legge 244/2012, che bloccano il ricambio generazionale, determinando il rischio di perdere per sempre la continuità del prezioso supporto tecnico amministrativo fornito dal personale.

6 Nov 2020 - Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 97 del 5 novembre 2020 – Nell’audizione  davanti alla Commissione Difesa della Camera del 28 Ottobre scorso, la seconda dall’inizio del suo mandato (che pubblichiamo in allegato su questa pagina), il Capo di SMM Amm. Cavo Dragone ha fatto il punto di situazione sulle attività e sulle problematicità attuali della Marina […]


MARICOMLOG presenta in videoconferenza con le OO.SS. il Piano Industriale Integrato 2020-2025 per gli Arsenali della Marina Militare. Confermata la “mission” e l’attuale modello organizzativo pubblico, di cui però si teme il rischio “collasso” se non si interviene con le misure annunciate, che prevedono fra l’altro il ripianamento dell’organico mediante l’assunzione di 1.527 unità civili nell’arco temporale 2020-2025 e la formazione specialistica necessaria per ridurre al massimo il ricorso a ditte esterne per la manutenzione. Le considerazioni e le richieste di FLP DIFESA

8 Giu 2020 - Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 55 del 06.06.2020 –  In data 4 giugno u.s., in modalità “conference-call”, si è svolta una riunione con il Comandante Logistico della Marina Militare, Amm. Serra, in accoglimento della richiesta della FLP DIFESA di cui al nostro notiziario FLP Difesa n. 9 del 27.01.2020, per la presentazione del Piano Industriale Integrato […]


A pochi mesi dalla firma dei decreti di struttura degli Arsenali e dei Centri Tecnici della Marina, FLP DIFESA chiede un incontro allo 1° Reparto dello Stato Maggiore della Marina per fare un punto di situazione. La necessità indifferibile di procedere subito a nuove assunzioni finalizzate a garantire la piena funzionalità dell’Area tecnico-industriale della Forza Armata, la internalizzazione delle attività a più alto contenuto professionale, la valorizzazione e l’impiego del Personale civile, le problematiche legate al Personale transitato ai ruoli civili sono le principali questioni poste a base della richiesta di incontro con il 1° Reparto.

27 Gen 2020 - Flp Difesa

Notiziario FLP DIFESA n. 9 del 27 gennaio 2020 – Nel mese di novembre dello scorso anno, sono stati emanati i decreti di struttura di alcuni importantissimi Enti dell’Area Tecnico-Industriale della Marina Militare, ovvero Arsenali e Centri Tecnici, la cui impostazione discende dalla riorganizzazione di detta Area avviata ben tre anni orsono. Seppur oggetto di […]


Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy: