La Corte Costituzionale, che dovrà pronunciarsi sul ricorso FLP
Riportiamo di seguito il Notiziario n. 42 di data odierna che commenta alcune iniziative annunciate dai sindacati Confederali e lancia un appello unitario per la costituzione in giudizio di tutte le OO.SS.
” Siamo a ridosso della campagna “elettorale” per le RSU, che servono, purtroppo, più a misurare le percentuali di rappresentatività nazionale dei vari sindacati che ad eleggere i rappresentanti di posto di lavoro. Quindi, come sempre succede, è questo il momento in cui aumenta a dismisura la voglia di visibilità e la competizione tra le diverse OO.SS. È un metodo che non condividiamo, ma possiamo comprendere.
Comprendiamo pure che in molti casi si prendano a prestito iniziative già assunte o proposte formulate da altri. Ma in questo caso ci domandiamo: perché duplicare iniziative già arrivate ad un passo dal suo (speriamo positivo) epilogo, con il rischio di avere qualche risultato tra due anni, o peggio ancora ottenere pronunce in contrasto con quella favorevole già ottenuta ? Parliamo, per chi non lo avesse capito, dell’annunciato ricorso alla Corte Costituzionale contro il blocco contrattuale annunciato in queste ore dalle segreterie dei sindacati confederali.
Ebbene, quel ricorso esiste già, lo ha fatto la FLP e per arrivare ad un pronunciamento ormai prossimo da parte della Corte Costituzionale ci sono voluti oltre due anni. Per essere chiari e precisi il ricorso è stato depositato nel 2012, il Giudice di Roma Ileana Fedele che ha dato ragione alla nostra tesi dell’incostituzionalità del blocco contrattuale è del 27 novembre 2013. Dopo di che abbiamo dovuto attendere la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto del Tribunale di Roma di rimessione alla Corte Costituzionale, i tempi tecnici per la Costituzione in giudizio e ora è prossima, come già detto, la fissazione dell’udienza dinanzi alla Suprema Corte.
Giusto un anno fa avevamo invitato tutti i sindacati a costituirsi in giudizio sul nostro ricorso. Non abbiamo avuto nessuna risposta,tranne quella del sindacato Gilda della scuola. Perché reiterare un ricorso che, se va bene, visti i tempi che vi abbiamo già descritto, la Corte Costituzionale discuterà – ammesso che si trovi un altro giudice che produca un’Ordinanza come quella del Giudice Fedele – tra il 2016 e il 2017, quando speriamo i contratti saranno già ripartiti per effetto della sentenza della Corte sul ricorso della FLP ? Insomma, se si crede anche nella via giudiziaria, bastava che i sindacati confederali si costituissero in giudizio un anno fa.
Noi della FLP abbiamo dimostrato che le idee le abbiamo e chiariamo bene ciò che facciamo, cercando anche di trovare la massima unità sindacale possibile sulle iniziative. Lo dimostra lo sciopero proclamato per il prossimo 12 dicembre e lo dimostra la lettera inviata un anno fa proprio per dare più forza ad un ricorso sul blocco contrattuale che prima di essere di FLP appartiene a tutti i lavoratori, che lo hanno anche in parte pagato versando un euro (l’iniziativa era denominata “Un euro per la giustizia”).
Ammettere ogni tanto di essere arrivati secondi e dare forza a iniziative che già sono in campo non è segno di debolezza ma di grande forza e soprattutto di grande unità di sindacati e lavoratori proprio ora che le maggiori forze politiche vorrebbero dividere il mondo del lavoro e cancellare diritti storici e sacrosanti. Per questo, attendiamo segnali in questo senso.
Se non arriveranno non potremo fare altro che continuare nelle nostre iniziative, sperando che le coscienze confederali siano un po’ più veloci a “svegliarsi”. LA SEGRETERIA GENERALE FLP ”
Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 52 del 28.11.2013 con il quale la nostra Federazione dà notizia di un importantissimo pronunciamento del Tribunale di Roma (vds. allegato) che ha recepito la sostanza delle argomentazioni poste a base del ricorso promosso da FLP-FIALP nel 2011 e poi concretizzatesi nei ricorsi del 2012 (vds allegati nn. 2 e 3 pubblicati sul nostro sito) e ha chiesto alla Corte Suprema di pronunciarsi sulla costituzionalità del blocco.
” Il Tribunale di Roma, sezione controversie del lavoro, con un’ordinanza emessa il 27 novembre 2013 ha accolto il ricorso presentato nel 2012 dalla FLP, da FIALP e da circa 3.200 lavoratori pubblici – costituitisi in giudizio “ad adiuvandum” – assistiti e rappresentati dagli Avvocati Lioi, Mirenghi e Viti, e ha dichiarato rilevante e non infondata l’eccezione di incostituzionalità sollevata sul blocco dei contratti e degli stipendi dei dipendenti pubblici, contenuti nel DL 78/2010 e nel DL 98/2011 per contrasto con gli artt. 2, 3, 35, 36, 39 e 53 della Costituzione, rimettendo gli atti alla Corte Costituzionale che ora dovrà pronunciarsi in merito.
L’ordinanza del giudice Ileana Fedele è la prova che è possibile non subire passivamente le ingiustizie se ci si affida a sindacati che lottano per davvero per riaffermare i diritti dei lavoratori. Siamo partiti, da soli, due anni fa con l’iniziativa “Un euro per la giustizia”, abbiamo chiesto ai lavoratori di affiancarci per fare dichiarare incostituzionale il blocco dei contratti e degli stipendi, abbiamo spiegato che la crisi internazionale non dipendeva certo dai dipendenti pubblici e quindi questi non potevano essere gli unici chiamati a pagare. Ed è esattamente ciò che il Tribunale di Roma ha riconosciuto.
In questa amara vicenda alcuni sindacati si sono limitati prima a fare i “bollettini di guerra”, annunciando ogni giorno quanti soldi perdevano i lavoratori pubblici per effetto del blocco dei contratti; poi a chiedere a governo e Parlamento che si aprissero i contratti solo per la parte normativa, senza aumenti stipendiali. Altri sindacati annunciano solo ora, dopo tre anni di blocco dei contratti di voler presentare i ricorsi per incostituzionalità delle norme. E nessuno di loro, né confederali né autonomi o di base, ha mai messo in mora il Governo presentando la piattaforme contrattuali.
La FLP invece ha agito su tutti i fronti: abbiamo preparato i ricorsi due anni fa, li abbiamo depositati e nel frattempo abbiamo anche presentato all’ARAN e al Governo le piattaforme contrattuali e dichiarato, in audizione alle Camere, che contratti senza aumenti stipendiali non ci bastavano. I fatti ci dicono che la strada seguita era quella giusta!!
Ma esaminiamo nel dettaglio cosa ha scritto nell’Ordinanza il Giudice di Roma che ha rimesso gli atti alla Corte Costituzionale, perché gli argomenti usati sono di un’importanza fondamentale nel riconoscimento dei diritti dei lavoratori pubblici:
1. Violazione degli articoli 35, 36 e 39 della Costituzione: non si può sospendere il diritto alla contrattazione solo perché il datore di lavoro è lo Stato in quanto gli incrementi retributivi derivanti dai contratti sono il parametro di riferimento per determinare la giusta retribuzione in base all’articolo 36 della Costituzione e quindi, con il blocco di contratti e stipendi, vi è il dubbio che sia stato violato il principio di proporzionalità e sufficienza della retribuzione. Un contratto solo normativo, attivato per il biennio 2013-2014 e senza recupero per il triennio 2010-2012, non sanerebbe questa violazione. In breve, il Tribunale di Roma è dell’idea che i contratti vanno rinnovati con i giusti e sacrosanti aumenti stipendiali!!
2. Violazione dell’articolo 3 e dell’articolo 2 della Costituzione: in merito a questi punti il ragionamento del Tribunale è semplicissimo. Se vi è una situazione di crisi che richiede sacrifici e tagli alla spesa pubblica questa non può essere risolta facendo pagare i costi solo ad una parte della collettività (i dipendenti pubblici) senza violare il principio di uguaglianza (articolo 3 della Costituzione) e il principio di solidarietà sociale, politica ed economica, che devono essere rapportati all’intera comunità e non solo a una parte (articolo 2 della Costituzione)
3. Precedenti blocchi dei contratti (1992): il fatto che la Corte Costituzionale si sia già pronunciata in merito al blocco contrattuale varato dal Governo Amato nel 1992, dichiarandolo legittimo, non rileva in quanto in quel caso, oltre all’emergenza nazionale e all’eccezionalità del caso, vi era l’assoluta temporaneità della sospensione degli aumenti contrattuali. Viceversa, non può in alcun caso – secondo il Giudice Fedele – ritenersi transitorio ed eccezionale un blocco dei contratti e degli stipendi che si protrae per quattro anni!!
Per la puntuale esposizione dei motivi contenuti nell’Ordinanza del Tribunale di Roma in accoglimento delle richieste della FLP, possiamo ben dire che si tratta di un risultato di eccezionale importanza che premia le capacità e l’iniziativa della FLP, che non si è arresa di fronte alle ingiuste e penalizzanti azioni dei governi che si sono succeduti in questi anni sia con riferimento al blocco della contrattazione che all’attacco alla dignità e al valore del lavoro pubblico. Una risposta a quelle OO.SS che in questi mesi, incredibilmente, invece di incalzare il governo hanno chiesto di sbloccare i contratti solo per la parte normativa.
La nostra azione a tutti i livelli, quindi, proseguirà, affinché, anche in sede di esame di costituzionalità delle norme impugnate, prevalgono le ragioni di giustizia sociale, equità e rispetto delle regole da noi con forza invocate.
Ai sindacati che non si sono mossi finora, ricordiamo che possono sempre costituirsi “ad adiuvandum” nel giudizio davanti alla Corte Costituzionale, seguendo l’esempio di migliaia di lavoratori che sono stati più lungimiranti e lo hanno già fatto; ai sindacati che hanno annunciato i ricorsi in questi giorni (sic!), dopo solo tre anni di blocco contrattuale, proponiamo di risparmiare i soldi dei loro iscritti e unirsi a noi nel giudizio davanti alla Suprema Corte. D’altronde un ricorso presentato oggi sarebbe anacronistico e superato dai fatti e dagli atti prodotti dalla FLP.
IL SEGRETARIO GENERALE – f.to Marco Carlomagno “
Dunque, davvero una buona notizia! Lasciamo solo immaginare cosa succederebbe nel caso in cui la Corte Costituzionale dichiarasse l’incostituzionalità dei provvedimenti di che trattasi, con ovvia e naturale ricaduta anche sulla più recente proroga del blocco di contratti e retribuzioni sino al 31.12.2014.
Vi terremo informati sugli sviluppi ulteriori dell’iniziativa della nostra Federazione.
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