Martedì 15 p.v., la Ministra della Difesa incontrerà nuovamente le OO.SS.
Siamo dunque al terzo “martedì della Trenta”, che giunge dopo quelli del 15 gennaio (vds. Notiziario n. 4 di pari data) e del 5 febbraio (vds. Notiziario n. 12 di pari data) e, in primis, vogliamo dare atto alla Ministra, che ha tenuto per sé la delega alle relazioni sindacali, di aver sinora mantenuto la promessa di incontri periodici mensili con le OO.SS. nazionali.
All’o.d.g., il Gabinetto ha iscritto due soli punti: il primo, riguarda il recupero del gap con altre PP.AA. in materia di trattamento economico; il secondo, le assunzioni. Atteso che dei due argomenti si era discusso nelle due precedenti riunioni, dobbiamo immaginare che l’o.d.g. sia nato o da novità emerse di recente (più probabile) o da precise sollecitazioni di parte sindacale (il Gabinetto aveva chiesto alle OO.SS. di indicare le loro priorità).
Per quanto ci riguarda, avevamo risposto al Gabinetto con la nota che pubblichiamo su questa stessa pagina come allegato.
In cima alle nostre priorità, avevamo messo la discussione sul “che fare” in ordine al vergognoso bando di mobilità volontaria ordinaria. Come si ricorderà, anche a seguito di nostra precisa richiesta, si era tenuta il 25 febbraio una riunione tecnica a PERSOCIV (vds Notiziario n. 21/2019). In quella circostanza, a partire da un giudizio estremamente negativo su quel bando che aveva accomunato tutte le OO.SS. presenti al tavolo, si era discusso di due possibili ipotesi: la prima, da noi sostenuta, di bloccare il bando pubblicato e di procedere poi ad una nuova pubblicazione entro tempi rapidi e certi dopo i necessari aggiustamenti in ordine al “grado di scopertura zero”; la seconda, sostenuta invece dai 3+1 (CGIL-CISL-UIL e UNSA), di concludere in ogni caso il bando pubblicato il 23.01.2019, ancorché gli esiti apparissero a tutti sicuramente scontati in termini di scarsissime possibilità di trasferimento, per poi andare presto alla pubblicazione di un secondo e nuovo bando.
La decisione a tal riguardo, da assumere ovviamente in modo rapido stante le attese dei lavoratori interessati dopo due anni e mezzo di blocco, non poteva che essere ricondotta al livello politico, come la stessa delegazione di parte pubblica ritenne di chiarire in quella riunione. E, dunque, ci aspettavamo che l’incontro del 12 p.v. fosse l’occasione giusta per decidere come procedere al riguardo, anche per rispondere alle attese di migliaia di lavoratori e per il rispetto dovuto in ordine alle loro esigenze, posto che il problema dei “ricongiungimenti familiari”, che sta tanto a cuore alla Ministra, riguarda anche i civili oltre che i militari. Non sarà così, par di capire dall’o.d.g.
Come seconda priorità avevamo inserito il famoso “punto di situazione” sui transiti del personale ex militare nei ruoli civili con annesse e connesse criticità, un argomento che appare ai nostri occhi strategico nelle politiche sul personale civile, ma che A.D. insiste da anni a gestire al buio senza fornire né dati né intendimenti, e che oggi appare quanto mai urgente affrontare anche in previsione di quanto maturerà a breve (transiti anche ordinari ai sensi del D.Lgs 8/2014) e alla luce di alcune iniziative in atto, come il DDL presentato dalla on. Ermellino del M5S che prevede il transito nei ruoli civili anche di personale dirigente.
La melina da parte di A.D. continua, par di capire, ancorchè nella precedente riunione si era detto di riparlarne nella prossima. Siamo proprio curiosi di vedere come si esprimeranno sul punto le altre OO.SS
I due punti di discussione saranno dunque gap economico ed assunzioni. Sul primo punto, che guarda anche all’ipotesi del transito nei ruoli speciali ex art. 3 D. Lgs 165, attesa la richiesta quasi unanime venuta dalle OO.SS. nella precedente riunione e che noi avevamo riassunto in “A.D. ci deve dire prima quanti soldi, in quali tempi e con quali modalità rende disponibili per questa operazione, e un minuto dopo ci siederemo intorno ad un tavolo per ragionare”, immaginiamo ci siano precise novità in ordine al quantum allo stato disponibile, altrimenti dovremo pensare che la demagogia stia oggi prendendo corpo anche a palazzo Baracchini.
Analogo il ragionamento per le assunzioni: a due mesi dalla delusione della legge di bilancio, partirà a breve il “piano straordinario” che tutti auspichiamo? O ci diranno solo i tempi e le destinazioni delle 294 assunzioni triennali?
Infine, la chicca: la sessione politica precederà quella tecnica. Un controsenso logico, a nostro avviso…… si vedrà!
La Ministra Pinotti con il Capo di SMD gen. Graziano
Lo “schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze armate” – Atto di Governo (A.G.) n. 396 – è approdato alla Camera dei Deputati per l’esame e il successivo “parere” delle Commissioni ai fini dell’adozione definitiva del provvedimento (pubblichiamo su questa stessa pagina sia il testo che la relazione illustrativa, rispettivamente allegati 1 e 2). Come si ricorderà, lo schema del provvedimento in argomento era stato approvato in prima lettura dal Consiglio dei Ministri in data 23 febbraio u.s., e noi ne avevamo dato conto attraverso il Notiziario n. 26 del 27.02.2017, nel quale abbiamo fornito i contenuti più importanti del provvedimento.
Cominciano però i primi scricchiolii: il bonus sicurezza (80 euro a favore del personale militare collocato entro i 28.000 € di reddito imponibile), misura che poi dovrebbe diventare strutturale a partire dal 2018, non dovrebbe essere erogato con le buste paga di marzo, e ovviamente neanche gli arretrati dei due mesi precedenti. A lanciare l’allarme è il COCER dei Carabinieri, che afferma che la Corte dei Conti non avrebbe dato il via libera al provvedimento, che dunque allo stato non avrebbe la necessaria copertura.
Come già detto, sotto il profilo normativo il riordino è “improntato a salvaguardare i principi di armonizzazione e equiordinazione nell’ambito del Comparto Difesa/Sicurezza e a sviluppare armoniche progressioni di carriera con la valorizzazione dei gradi apicali dei ruoli Graduati, Sergenti, Marescialli e la dirigenzializzazione del ruolo Ufficiali”. Per il ruolo Marescialli, che rappresenta il pomo della discordia con A.D.in ordine alla corrispondenza con gli inquadramenti civili, oltre all’incremento di tutte le posizioni stipendiali con modifica dei parametri e all’introduzione del grado di Luogotenente in luogo dell’attuale qualifica, è anche prevista la qualificazione della carriera “a sviluppo direttivo”, che ovviamente fa a pugni con la collocazione in area 2^ prevista dalla tabella concordata con l’allora Sottosegretaria sen. Pinotti in data 12.11.2013 (vds. Notiziario n. 122 di pari data).
Trattasi di un nodo davvero gordiano, che deve essere sciolto e anche rapidamente. Nell’incontro del 28 u.s., la Ministra ha cercato di valorizzare il fatto che, allo stato, il decreto di riordino approvato dal Governo e ora approdato alla Camera, comunque non contiene tabelle, e dunque non c’è allo stato una tabella diversa rispetto a quella con noi concordata, e che questo era il massimo che oggi si potesse ottenere. Ne prendiamo atto, ma in concreto che cosa succederà? E molto semplice: per il 2017 ci terremo la vecchia e contestata tabella allegata al D.I.M. 18.04.2002; poi, dal 2018, atteso che la carriera dei marescialli dovrà avere uno sviluppo direttivo, è facile prevedere che la nuova tabella recherà la corrispondenza dei ruoli apicali dei Marescialli con l’area 3^ dell’attuale sistema di classificazione del personale civile della Difesa.
Abbiamo prospettato questo timore nel corso dell’incontro con la Ministra, ma le risposte che abbiamo avuto ci sono apparse francamente liquidatorie ed evasive. A distanza di oltre tre anni da quel lontano novembre 2013, e dopo le ripetute rassicurazioni avute in tutti questi mesi dallo stesso Sottosegretario, ci troveremo di fronte a un problema gigantesco, in considerazione di tutti i riflessi che questa scelta avrebbe nell’impiego del personale civile, in particolare di area 3^. La Ministra se ne è resa perfettamente conto, e sul punto si è riservata una verifica, della quale ci dirà nel nuovo incontro previsto per questa settimana.
Oltre che sulla tabella di corrispondenza, aspettiamo le risposte dalla Ministra anche sull’incremento del trattamento economico (risorse per FUA 2017) e sulle progressioni da area ad area, a partire da quelle di area 1^. Sono le priorità per l’anno in corso che, insieme con gli sviluppi economici la cui trattativa è già partita, avevamo indicato nella nostra lettera alla Ministra del 9.01.2017, che pubblichiamo in allegato 3 su questa pagina ( si veda comunque il Notiziario n. 6 di pari data).
E sono le tre questioni che animano in primo luogo la vertenza in atto con A.D., rispetto alla quale in settimana la Ministra Pinotti ci dovrebbe chiamare per fornirci le risposte dovute. Restiamo in fiduciosa attesa.
La Ministra R. Pinotti e il Sottosegretario D. Rossi
Quando il 22 febbraio 2014 Roberta Pinotti è diventata Ministra della Difesa del Governo Renzi, primo ministro donna nella storia di un Ministero storicamente e tradizionalmente “maschile”, nel quale l’incarico di vertice era da sempre appannaggio degli uomini, abbiamo salutato la Sua nomina con grande piacere e con la quasi certezza che fosse davvero la volta buona (vds. Notiziario n. 17 del 24.02.2014).
Riportiamo di seguito parte del telegramma da noi allora inviato alla sen. Pinotti, dopo la Sua nomina: “ La componente civile svolge da sempre un ruolo fondamentale ed insostituibile nell’ A.D., e siamo certi che le diverse e tuttora presenti problematiche della categoria troveranno nella S.V. adeguata attenzione e piena disponibilità al confronto con le Forze Sociali, in continuità con la Sua precedente esperienza di Sottosegretario delegato e con riferimento in particolare alle incombenze legate ai DD. LLgs. attuativi della delega per la riduzione dello strumento militare”. Parole non certo di circostanza, le nostre, ma sentite da parte di chi, come noi, aveva molto apprezzato, dopo gli anni bui delle precedenti esperienze La Russa e Di Paola, la ripresa di relazioni sindacali finalmente corrette e costruttive, che avevano raggiunto il punto più alto nella tre giorni non stop di luglio 2013 con il confronto sugli schemi di decreti attuativi della delega ex L. 244/2012, che si sarebbe poi tradotto nei due Decreti Legislativi nn. 7 e 8/2014, e in particolare in quella norma (art.1 D.Lgs. 7) che prevedeva la scrittura di un Regolamento sulle funzioni del personale civile.
Con Roberta Pinotti Ministra sembrava finalmente arrivato il momento di dare corpo e gambe a quella “civilizzazione” che era stata – volutamente – la grande incompiuta dalla riforma Andreatta in avanti.
E altrettanta speranza avevamo pure riposto nella scelta della Ministra di conferire la delega alle relazioni sindacali al SSS D. Rossi, già generale dell’Esercito e Presidente COCER, che a nostro giudizio, “proprio in ragione della sua storia professionale e di rappresentanza, potrebbe avere la sensibilità giusta per leggere e interpretare al meglio le istanze della nostra categoria” (Notiziario n. 33 del 3.04.2014).
Purtroppo per noi, in questi due anni e mezzo, le cose sono andate avanti in una direzione totalmente diversa, nel senso che non uno dei problemi della nostra categoria sono stati affrontati e risolti. L’elenco sarebbe lungo, ma non serve declinarlo punto per punto, i colleghi ne sono a piena conoscenza. Ma in questi due anni e mezzo si è fatto addirittura di peggio, cancellando di fatto approdi negoziali già acquisiti, come il Regolamento sulle funzioni, inopinatamente sostituito con un “protocollo d’intesa” che è evidentemente ben altra cosa, o la vergognosa vicenda del mancato recepimento in DPCM della tabella di corrispondenza mil/civ.
La riconferma di questa Ministra e di questo Sottosegretario, nel contesto però di un orizzonte temporale molto ridotto (un anno se si arriverà a fine legislatura, qualche mese in caso di fine anticipata), ci interrogano sul che fare e sul come. Conosciamo la comprensibile diffidenza dei colleghi sulla loro rinomina (il sondaggio pubblicato sul nostro sito la misura in oltre l’80%), pur tuttavia noi pensiamo che ci sia ancora la possibilità di dare un senso a questa esperienza di governo del MD., o che almeno si debba tentare.
Lasciamo perdere l’elenco delle cose non fatte e degli appuntamenti mancati, e lasciamo perdere anche la diffidenza. Pensiamo in positivo, anche se il tempo è ridotto qualcosa può e deve essere fatto.
Abbiamo pertanto scritto alla Ministra Pinotti la lettera che pubblichiamo e riportiamo su questa stessa pagina, nella quale con estremo realismo indichiamo quattro obiettivi da qui a fine legislatura: incremento trattamento economico civile; avvio prima fase procedura transito personale area 1^ (in ambedue i casi, norme già scritte dal Gabinetto); varo tabella corrispondenza; e, in primis, l’avvio urgente della trattativa FUA 2017 con, al suo interno, la scelta di rinnovati criteri e di numeri più alti dei 12.000 previsti, per il più rapido avvio degli sviluppi 2017.
Riportiamo di seguito il testo integrale della lettera inviata in data odierna alla Ministra Pinotti:
” La scrivente O.S. intende proporre con la presente lettera alla Sua attenzione alcune riflessioni di carattere politico-sindacale e formulare, a conclusione, alcune richieste.
La recente crisi di governo, innescata dal pronunciamento, per certi versi clamoroso ma inequivocabile, del popolo italiano nel referendum sulla riforma della seconda parte della Costituzione, e la successiva nomina del nuovo Esecutivo, che ha visto la Sua riconferma a Ministra della Difesa e quella degli onn. Alfano e Rossi a Sottosegretari alla Difesa, segnano indubbiamente uno spartiacque anche per quanto riguarda le vicende sindacali di casa nostra.
C’è un “prima” del 4 dicembre, ed è un “prima” costellato, a nostro avviso, purtroppo, di questioni antiche e non risolte, di problemi nuovi e non affrontati, di lancette di orologio continuamente spostate in avanti (“tabella di corrispondenza” docet) e di impegni disattesi.
On. Ministra, noi siamo tra coloro che avevano enormemente apprezzato il Suo lavoro sul fronte delle relazioni sindacali da Sottosegretaria del Governo Letta, e consideriamo ancor oggi il confronto sugli schemi di decreti attuativi della L. 244/2012 del luglio 2013 come la pagina più bella delle relazioni sindacali degli ultimi dieci anni. Noi siamo tra coloro che avevano enormemente apprezzato le Sue parole sul ruolo del personale civile e gli impegni programmatici assunti il 15 marzo 2014 di fronte alle Commissioni Difesa di Camera e Senato. E noi siamo tra coloro che avevano sperato che fosse arrivata davvero, con Lei Ministra, la volta buona per trovare le risposte che invocavano da anni e anni i lavoratori civili, che nel corso dei decenni si sono sempre sentiti all’interno del nostro Ministero come autentici figli di un dio minore.
Ma proprio per aver nutrito convintamente queste speranze, oggi siamo tra coloro che hanno vissuto in modo enormemente negativo il nulla, o quasi, di questi due anni e mezzo. Dispiace dirlo, on. Ministra, ma purtroppo è così. Anche qui c’è una data che segna un “prima”, caratterizzato da zero risultati sul fronte del personale civile secondo il condiviso giudizio di allora di tutte le OO.SS., e un “dopo” di questo arco temporale, ed è il 14.12.2015 quando, prima volta nella storia delle relazioni sindacali del M.D., Ella decise di incontrare formalmente e separatamente alcune OO.SS. estendendo poi alle altre gli “impegni” assunti con le prime, e oggi vediamo tutti bene che fine hanno fatto gli impegni allora così tanto esibiti da quelle sigle……..
Di quegli impegni, on. Ministra, ora cosa resta? Nulla, o quasi, a nostro modesto giudizio.
Ne sono convinte, peraltro, anche le stesse OO.SS. che Ella incontrò separatamente il 14.12.2015, che però salvano solo due risultati, che noi invece accomuniamo nel giudizio negativo: innanzitutto, i 7.002 sviluppi economici realizzati nel 2016 che, comunque, nel giudizio di quasi tutta la nostra gente, sono stati una sorta di clamoroso autogol che, oltre al basso numero di progressioni, ha aggiunto ingiustizia a ingiustizia (centinaia di lavoratori già bloccati nel 2010 e non transitati alla fascia superiore neppure nel 2016, e altre centinaia con sviluppo doppio) dopo ben sei anni di blocco di contratti e retribuzioni; in secondo luogo, il “protocollo d’intesa 2.05.2016”, i cui approdi operativi sono ancora però tutti di là da venire nonostante gli impegni fissassero entro i 90 giorni l’emanazione delle direttive applicative SMD/SGD, ma che presenta comunque una indelebile macchia d’origine, avendo cancellato una previsione legislativa a noi molto cara, frutto delle intese di luglio 2013 sugli schemi di decreti attuativi della L. 244/2012.
Un impegno è stata realizzato, certo, peraltro su nostra iniziale richiesta: l’anticipazione al 2016 della destinazione al FUA dei risparmi da riordini. Ma andrà misurato, per il resto nulla.
Di fronte a questo quadro impietoso sul piano del merito, accompagnato da un metodo nelle relazioni sindacali fatto di spazi ristretti di confronto e di continui rinvii, cosa fare ora?
Una considerazione, innanzitutto. Il tempo che resta è davvero molto poco: un anno circa se si va a scadenza naturale di legislatura, o anche meno nel caso di voto anticipato. Occorre dunque essere estremamente realisti e concentrare tutti gli sforzi su pochi e ben definiti obiettivi da raggiungere da qui alla conclusione della legislatura. Proviamo a indicarli:
in primis, aprire rapidamente la trattativa FUA 2017 per introdurre, all’interno dei criteri per la formazione delle graduatorie degli sviluppi economici 2017, quei correttivi assolutamente necessari a evitare il riprodursi delle distorsioni registrate nel 2016, e anche per alzare possibilmente il numero di sviluppi 2017, allineandoci in tal modo alle scelte di altre AA.CC. e a compensazione delle scelte incomprensibilmente riduttive compiute nel 2016. Una trattativa da chiudere rapidamente, per evitare di imbatterci nel limite del numero di sviluppi che il redigendo Testo Unico P.I. potrebbe contenere (20% max rispetto effettivi);
tradurre in norma, attraverso idoneo veicolo normativo, in tempi brevi ed entro la fine della corrente legislatura, gli impegni assunti da A.D. in materia di crescita del trattamento economico civile, oggi maglia nera nel raffronto con le retribuzioni accessorie di altre AA.CC.;
nelle more della soluzione radicale da noi da tempo sollecitata con riferimento al personale ausiliario e che ora pare sia sostenuta anche da altri pezzi del fronte sindacale (soppressione dell’area 1^ e transito di tutto il personale ausiliario nell’attuale area 2^), avviare subito una prima fase di progressioni verticali dalla 1^ alla 2^ area con i numeri oggi possibili;
ottenere l’urgente emanazione del DPCM recante la nuova tabella di corrispondenza tra gradi militari e posizioni di inquadramento civile nei termini concordati con la S.V. a novembre 2013 (sono passati più di tre anni, troppi, e forse anche non casualmente), che potrebbe offrire una soluzione nell’immediato, ancorchè parziale, ai tanti problemi che nell’impiego civile (e dunque anche nell’attribuzione di incarichi e dei livelli di responsabilità) continuiamo a registrare sistematicamente, in particolare negli Enti dell’area di SMD.
Questi, dunque, i quattro obiettivi che a nostro avviso, sul fronte del personale civile dovrebbero essere prioritamente perseguiti a breve, e comunque da qui a fine legislatura.
In aggiunta, noi pensiamo che si dovrebbe dare urgente soluzione all’irrisolto problema innescato dalla nota prot. n. 35237 del 20.05.2014 a firma del D.G. pro tempore di PERSOCIV sulle agibilità sindacali, che ha creato in questi anni notevoli problemi sul piano delle relazioni sindacali locali, come è ben noto a tutti, e che oggi finalmente, oltre a noi, viene segnalato anche da altre OO.SS. nazionali con il supporto di nuove proposte, frutto di esperienze operanti in altre AA.CC., e che a nostro avviso sono degne di essere attentamente valutate.
Queste le nostre proposte per dare senso a quest’ultimo tratto di legislatura, e saremmo ben lieti di poterne discutere con la S.V. nel corso di un incontro, che noi Le sollecitiamo in tempi possibilmente ravvicinati, compatibilmente con i suoi tanti impegni istituzionali.
Distinti saluti. IL COORDINATORE GENERALE – f.to Giancarlo Pittelli “
Notiziario n. 105 del 13 settembre 2016 –
Il Sottosegretario alla Difesa. on. Domenico Rossi
La riunione di oggi con il Sottosegretario Rossi è servita in primo luogo a fare un punto di situazione in merito alle scelte e alle iniziative avviate dal Vertice politico per dare risposta all’annoso problema legato all’inadeguato trattamento economico del personale civile; ma è anche servita a discutere di altre questioni e a calendarizzare una serie di incontri su alcune partite importanti tuttora aperte. E’ questo, in estrema sintesi, il succo della riunione odierna. Ma andiamo con ordine.
TRATTAMENTO ECONOMICO PERSONALE CIVILE
Come si ricorderà, le risultanze conclusive dello studio (riferito all’anno 2013) condotto dal “Gruppo di lavoro” di cui al DM 16.06.2015 avevano evidenziato il notevole gap esistente tra i trattamenti economici in essere nella Difesa e quelli di altre AA.PP. Nel settore pubblico contrattualizzato, il trattamento nel MD presentava un differenziale medio di -9% sui dirigenti e di -15% sui non dirigenti, e le differenze riguardavano in misura minore il trattamento stipendiale (differenze intorno a -3/4%) e in modo molto più corposo l’accessorio (per il personale delle aree funzionali, il differenziale negativo si attestava sul –34%), mentre sul fronte dei dirigenti, invece, il differenziale risultava addirittura positivo (+ 11%).
Delle quattro soluzioni ipotizzate dallo stesso on. Rossi nel corso della riunione del 20 aprile u.s. (vds. Notiziario n. 47 di pari data), la scelta finale operata dalla Ministra, come avevamo immaginato e scritto nel Notiziario, è caduta sulla costituzione di un “fondo integrativo”, aggiuntivo rispetto al FUA, sul tipo di quello in essere nel Ministero della Salute, alimentato da risorse provenienti in parte dal MD e in parte dal MEF.
A tal riguardo, la nostra Amministrazione ha già avanzato una proposta formale alla Funzione Pubblica (competente per gli aspetti normativi) e al MEF (competente per gli aspetti finanziari), che è già stata oggetto di un primo incontro trilaterale di approfondimento nei giorni scorsi, e altri ne seguiranno. Il Sottosegretario ci ha detto che A.D. intende accelerare al massimo questi confronti e completarli in tempi che consentano di sfruttare il veicolo offerto dalla legge di stabilità 2017, e proprio nella giornata di domani l’on. Rossi avrà un incontro sul tema con il Sottosegretario alla P.A. Rughetti. Lo stesso Sottosegretario ha anche preannunciato una nuova riunione con le OO.SS. in data 28 settembre p.v., nella quale verremo informati delle risultanze di quegli incontri e degli eventuali sviluppi operativi.
Nel suo intervento, FLP DIFESA ha preso atto delle comunicazioni venute dall’on. Rossi, che lascerebbero immaginare un impegno straordinario su questa partita da parte del nostro Vertice politico, che è certo ben consapevole che tanto tempo è trascorso invano e che oggi c’è, in aggiunta, un problema di credibilità della stessa Amministrazione, innescato dalle scelte suicide operate sui passaggi economici 2016 (si è scelto di negare a 10.000 lavoratori civili il passaggio di fascia dal 1 gennaio c.a., con un danno medio di circa 1000 €). Un’Amministrazione che nega consapevolmente questa opportunità ai propri dipendenti non può non apparire poco credibile in ordine alle reali intenzioni di accrescere il loro trattamento ec.
La nostra O.S. ha comunque chiesto di avere copia, per la riunione del 28 p.v., del documento conclusivo prodotto dal “Gruppo di Lavoro” ad aprile u.s. e della proposta formale che l’Amministrazione ha inviato a FP e MEF. Abbiamo anche chiesto quale dotazione finanziaria sia ipotizzabile per codesto Fondo e quali le modalità/criteri previsti per la sua distribuzione ai lavoratori civili. Atteso quanto previsto dalla Direttiva della Ministra del 10.11.2015 e confermata dall’Ipotesi FUA 2016, che prevede che la distribuzione del FUA avvenga con gli stessi criteri adottati per la remunerazione della performance individuale, spereremmo in modalità di distribuzione francamente diverse (tipo FESI?)
Attendiamo dunque le risposte che l’on. Rossi ci darà nella riunione del 28 p.v., e allora saranno più chiare a tutti la serietà, la sostenibilità e la reale praticabilità dell’operazione. Vedremo, dunque!
Nella seconda parte della riunione, abbiamo discusso con l’on. Rossi delle altre questioni ancora inevase, da noi segnalate con lettera del 7 giugno u.s. (vds Notiziario n. 70 del 9.06.2015). Ne forniamo una sintesi per argomento, accompagnandola con le considerazioni/richieste avanzate dalla nostra O.S..
Tabella di equiparazione tra gradi militari e inquadramenti civili: nella puntata precedente (riunione con l’on. Rossi del 15 giugno 2016, vds Notiziario n. 47 di pari data) avevamo appreso del via libera della FP alla tabella convenuta con l’allora Sottosegretaria Pinotti il 12.11.2013 (vds. Notiziario n. 122 di pari data); nella riunione di oggi, invece, l’on. Rossi ci ha informato che il MEF avrebbe già fornito alla stessa FP il parere richiesto, che però non è ancora noto alla nostra Amministrazione, e del quale ci sarà riferito nella prossima riunione del 28 settembre p.v. Dunque, la telenovela continua, questa benedetta tabella non riesce a vedere la luce a distanza di quasi tre anni da quel lontano giorno in cui fu concordata. Il sospetto che qualche manina nascosta ne rallenti dietro le quinte volutamente il percorso ci sta tutto, ovviamente. Siamo dunque alle battute conclusive? Lo speriamo davvero, non dimenticando comunque che esistono altri importanti problemi legati al transito del personale ex militare, che occorrerà affrontare presto.
Problematiche benefici previdenziali da lavori insalubri, polverifici e imbarchi: il tavolo tecnico disposto dal Sottosegretario su nostra richiesta e di cui alla nota del Gabinetto del 6 luglio u.s. verrà fissato entro il 10 ottobre p.v., con una variante non di poco: a coordinarne i lavori, non sarà PERSOCIV, ma Stato Maggiore Difesa. A seguire, il tavolo politico che dovrà poi trarne le conclusioni sul piano operativo. Anche qui, abbiano osservato che sono già passati invano ben 7 mesi dall’emanazione della contestata circolare della D.G.
Funzioni del Personale civile: SMD ha già convocato per il 22 p.v. il tavolo tecnico per la prosecuzione dei lavori avviati in data 28.07.2016 e di cui abbiamo riferito nel Notiziario n. 93 pari data, chiamato a lavorare sulle “specifiche e coordinate direttive applicative” previste dal protocollo sottoscritto dalla Ministra Pinotti e dalle OO.SS. nazionali in data 2.05.2016 (vds. Notiziario n. 55 di pari data).
Misurazione e valutazione performance individuale: l’on. Rossi ci ha invitato a fornire entro metà ottobre proposte di integrazione/modifica della Direttiva del 10.11.2015, in previsione del 2017. Ne abbiamo preso atto e daremo come sempre il nostro contributo, pur nella riconferma della nostra critica radicale al sistema brunettiano e alla sua applicazione nel MD (pendente il nostro ricorso al TAR).
Libro Bianco per la sicurezza e la difesa (LB):l’on Rossi ha riconfermato l’intendimento di avviare il confronto con il Sindacato una volta che AD avrà operato le proprie scelte attuative. Ne abbiamo preso atto, segnalando comunque all’on. Rossi che ci risulta che sia già stato messo a punto il testo di un DDL delega, e che quindi sarebbe davvero utile e opportuno aprire rapidamente il confronto, anche per non trovarci di fronte ad un prodotto già definito e impacchettato, come avvenuto in passato.
Progressioni tra le aree e problematica personale area 1^: nessuna novità di rilievo, da parte del Sottosegretario. Non sono ancora terminati, dopo nove mesi (!), gli approfondimenti su cui la stessa Ministra si era impegnata e di cui alla nota Gabinetto del 14.12.2015, e pertanto nessuna soluzione è ancora ipotizzabile. Abbiamo segnalato al Sottosegretario l’enorme ritardo con il quale A.D. continua a muoversi su questo fronte, e ci siamo chiesti se la strada intrapresa sia davvero la più concreta e praticabile, tenuto conto del campo assai ristretto a nostra disposizione (scarsa capienza in area 2^; ben nota difficolta di ottenere risorse dal MEF; tempi lunghi per dare soluzione totale al problema). Per questo motivo, atteso che siamo oramai alla vigilia dell’apertura del confronto in sede ARAN per il rinnovo del contratto, abbiamo ribadito la nostra idea sulla necessità di un impegno comune, di AD e di tutte le OO.SS., per portare su quel tavolo la proposta di soppressione dell’area 1^, che risolverebbe d’incanto tutti i problemi e in tempi anche molto rapidi (si veda il Notiziario n. 94 del 1.08.2016).
Infine, abbiamo segnalato all’on. Rossi la necessita di prevedere, anche con una certa sollecitudine, specifici incontri dedicati: alle problematiche innescate dal previsto ingresso nei ruoli civili del personale del Corpo Forestale (D.Lgs. n. 177/2016); a quelle legate alla sottrazione di competenze a PREVIMIL (D.M. 22.06.2016); infine, a quelle legate alle ben nota, difficile agibilità attuale dei tavoli locali.
Notiziario FLP DIFESA n. 26 dell’11 marzo 2019 – Martedì 15 p.v., la Ministra della Difesa incontrerà nuovamente le OO.SS. Siamo dunque al terzo “martedì della Trenta”, che giunge dopo quelli del 15 gennaio (vds. Notiziario n. 4 di pari data) e del 5 febbraio (vds. Notiziario n. 12 di pari data) e, in primis, […]
Notiziario n. 28 del 6 marzo 2017 – Lo “schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze armate” – Atto di Governo (A.G.) n. 396 – è approdato alla Camera dei Deputati per l’esame e il successivo “parere” delle Commissioni ai fini dell’adozione definitiva […]
Notiziario n. 6 del 9 gennaio 2017 – Quando il 22 febbraio 2014 Roberta Pinotti è diventata Ministra della Difesa del Governo Renzi, primo ministro donna nella storia di un Ministero storicamente e tradizionalmente “maschile”, nel quale l’incarico di vertice era da sempre appannaggio degli uomini, abbiamo salutato la Sua nomina con grande piacere e […]
Notiziario n. 105 del 13 settembre 2016 – La riunione di oggi con il Sottosegretario Rossi è servita in primo luogo a fare un punto di situazione in merito alle scelte e alle iniziative avviate dal Vertice politico per dare risposta all’annoso problema legato all’inadeguato trattamento economico del personale civile; ma è anche servita a […]