Notiziario FLP DIFESA n. 4 del 15 gennaio 2020 –
E’ proseguita a Persociv nel pomeriggio di ieri, 14 gennaio, la trattativa sul CCNI Difesa che era iniziata lo scorso 4 dicembre con l’approvazione, a Tavolo unitario, dei primi 2 articoli relativi alle “Disposizioni Generali”.
La discussione di ieri ha avuto per oggetto il Titolo II°, relativo alla disciplina integrativa in materia di “Relazioni sindacali”. Rispetto alla bozza iniziale presentata dalla Direzione Generale, formulata in modo estremamente succinto, FLP Difesa – mutuando quanto previsto dal CCNL Funzioni Centrali 2016-2018 alle voci di cui all’art. 3 – “Obbiettivi e strumenti”, all’art. 7 – “Contrattazione collettiva Integrativa” e all’art. 9 – “Clausole di raffreddamento” – ha ritenuto di riprendere e riproporre le integrazioni già oggetto della propria piattaforma, presentata all’Amministrazione nell’autunno 2018. In particolare, si è ritenuto quanto mai necessario che la disciplina integrativa dovesse contenere precise indicazioni in materia di “informazione” – da fornire a tutte le OO.SS. maggiormente rappresentative – in ragione della necessità che l’Amministrazione, nel rispetto degli enunciati principi di correttezza, buona fede, responsabilità e trasparenza, fornisca per tempo notizia di atti e decisioni che abbiano ripercussioni sull’organizzazione delle strutture e riflessi sul rapporto di lavoro del personale civile della Difesa. Non può sfuggire la valenza anche politica di un preciso richiamo contrattuale, per tutte le articolazioni del Dicastero, al rispetto di questi principi; basti pensare all’importanza della conoscenza in via preventiva delle misure adottate per esempio in tema di reimpieghi e di mobilità, piuttosto che di risposte a quesiti che possano avere valenza su tutto il territorio nazionale. E va da sé che una informazione trasparente, puntuale e tempestiva è il presupposto per consentire alle Rappresentanze sociali di attivare il successivo confronto, il dialogo costruttivo e responsabile, oggetto di tante dichiarazioni di principio. Neanche può sfuggire l’importanza di valorizzare anche l’istituto del “confronto”, in una stagione in cui il CCNL ha ridotto in modo esponenziale gli spazi della contrattazione. In materia di confronto, peraltro, FLP ha chiesto che la sintesi, già prevista dal CCNL a conclusione dello stesso, non sia mero resoconto predisposto dall’Amministrazione ma preveda la sottoscrizione dalle Parti, rendendo così possibile il contributo e l’integrazione da parte dei partecipanti.
FLP ha chiesto inoltre che venissero acquisiti nel CCNI Difesa anche gli aspetti di dettaglio relativi agli “Organismi Paritetici di partecipazione”, quali il Comitato Unico di Garanzia (CUG)” e l’Organismo Paritetico per l’Innovazione” (OPI), anche mutuandoli dalla disciplina contenuta dai precedenti Contratti. In merito, la nostra O.S. ha proposto l’introduzione di un ulteriore Organismo Paritetico, o in alternativa di un Tavolo tecnico nazionale, competente al monitoraggio delle ricadute derivanti dall’applicazione della Direttiva SMD-SGD sull’impiego civile, con particolare riguardo all’area T/O. Infine, ha chiesto che fosse espressamente prevista la possibilità che nel corso del triennio di attuazione del CCNI fosse possibile istituire altri organismi di partecipazione, anche locale, quali altri Comitati Paritetici e tavoli tecnici.
In materia di tavoli decentrati locali, è stato inoltre proposto che fossero espressamente previste forme di interlocuzione fra le parti, in forma di tavoli tecnici da svolgersi in servizio e in orario di servizio, la cui attività fosse funzionale e propedeutica ai tavoli di confronto e a quelli delle contrattazioni integrative territoriali.
Ancora in materia di tavoli decentrati locali, FLP ha proposto di inserire anche un richiamo alla possibilità di agevolare, in particolare nelle sedi periferiche più articolate, la concentrazione delle trattative nelle strutture organizzative più funzionali al più snello sviluppo delle attività.
Per quanto attiene la materia della “Contrattazione Collettiva Integrativa”, FLPDifesa ha chiesto in particolare di integrare la bozza dell’AD con la previsione di termini tempestivi (30 giorni) per l’avvio della contrattazione integrativa locale, in conseguenza di quella nazionale.
Da ultimo e relativamente alle “Clausole di raffreddamento”, FLPDifesa ha rappresentato la rilevanza del rispetto dei tempi e delle procedure relative alla Contrattazione collettiva integrativa, in ordine alla definizione di accordi, quali quelli economici (FRD), ma anche quelli meramente giuridici, quali quelli inerenti la emanazione dei bandi annuali di mobilità.
Il dibattito è stato complessivamente costruttivo; l’Amministrazione ha dimostrato attenzione alle richieste di FLP Difesa, non escludendo la possibilità di ragionare su molte delle nostre proposte nel prosieguo della trattativa, con la unica esclusione della possibilità di prevedere, già nel CCNI, la istituzione di altri Organismi Paritetici oltre a quelli già previsti. Certo il prosieguo del dibattito risentirà pesantemente della scelta incomprensibile e divisiva di Tavoli separati, richiesti dalle OO.SS. Confederali.
A margine della riunione, FLP DIFESA ha chiesto aggiornamenti in merito al pagamento dell’anticipo “Performance Organizzativa 2019” e la risposta ricevuta è stata ancora una volta deludente per la nostra gente: il pagamento non avverrà prima di maggio-giugno 2020. Se uniamo a questa notizia le risultanze della riunione tenutasi con il SSS Tofalo sul recupero del gap economico, la delusione e la rabbia dei Lavoratori non fa che aumentare e la FLP DIFESA se ne farà portavoce.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE
Federico Cesaretti – Maria Pia Bisogni
Notiziario FLP DIFESA n. 87 del 30 settembre 2019 –
Sono tornati i “tavoli separati”. E’ avvenuto, su precisa richiesta di CGIL, CISL e UIL Difesa, a PERSOCIV il 17 u.s. (vds. Notiziario n. 83) e avverrà anche domani nella seconda riunione sul Fondo Risorse Decentrate 2019.
Una riflessione si impone, a questo punto. Iniziamo con il dire che i tavoli separati appaiono giustificati solo in presenza di posizioni consolidate, divergenti e conflittuali, tra le OO.SS., che non consentono uno sviluppo ordinato della trattativa a tavolo unito. Tale condizione è avvenuta nella Difesa solo una volta, a metà anni 90, in occasione della ristrutturazione Andreatta/Zaragoza, che allora divise profondamente le OO.SS., e i tavoli separati ne furono così il logico approdo. Passato quel momento, di ragioni vere non ce ne sono di fatto mai più state, nel senso che in tutti questi anni si sono registrate molte più convergenze che divergenze tra le OO.SS, e in ogni caso zero conflitti sui tavoli.
Ultimamente, sembrava che CGIL CISL UIL avessero finalmente colto l’assurdità dei tavoli separati, che permangono oggi solo nella Difesa: non ci sono più da tempo in ARAN, in Funzione Pubblica, negli altri Ministeri, e anche in altri pezzi del comparto (Agenzie Fiscali; etc.).
E pensavamo questo perché, da mesi, le riunioni nel Ministero della Difesa avvenivamo a tavoli uniti: con i Comandanti di COMLOG Esercito e Marina sugli Enti industriali; con SME sui Centri Documentali-CEDOC; con il Capo di SMM; infine, nel primo incontro con il nuovo D.G. PERSOCIV, che espresse allora giudizi estremamente negativi sugli effetti prodotti dai tavoli separati, arrivando ad affermare che i dipendenti civili di certo “non li apprezzano”, vds. Notiziario n. 71 del 31 luglio u.s.).
Sembrava la chiusura logica del cerchio, ma così invece non è stato.
Con nota del 21.08.2019 inviata alla D.G., CGIL-CISL-UIL Difesa hanno chiesto i tavoli separati di negoziazione rispetto alle altre sigle, come certifica la nota di riscontro di PERSOCIV alla lettera della nostra O.S., che pubblichiamo entrambe su questa stessa pagina rispettivamente in allegato 1 e 2.
Lo hanno però fatto senza dare minimamente conto ai lavoratori di questa loro iniziativa divisiva, neanche pubblicandola sui loro siti. Un modo di procedere davvero poco trasparente e poco rispettoso dei lavoratori, figlio solo di logiche di parte, che collocano il proprio interesse al di sopra di quello generale dei lavoratori, che sanno bene che, dalle divisioni tra le loro Rappresentanze, a guadagnarci è in fondo solo l’Amministrazione.
Va ricordato, a tal proposito, che l’unica volta che abbiamo portato a casa qualcosa (ci riferiamo ai 21 mln. di € per il FRD per il triennio 2018-2020), il tavolo sindacale era allora unito e non separato, con CGIL-UIL-FLP-UNSA a far da traino (FLP non ha mai chiesto tavoli separati da altre sigle, mai!).
E, incredibile a dirsi, quest’ultima richiesta di tavoli separati del 21 agosto di CGIL-CISL-UIL non è stata dagli scriventi neppure motivata come avrebbero richiesto logica e buon senso, e come pure prevedono le regole (si legga la ben nota circolare D’Antona, che pubblichiamo in allegato 3 su questa stessa pagina).
E, a fronte di questa anacronistica, ingiustificata e immotivata richiesta di CGIL-CISL-UIL cosa fa il nuovo Direttore Generale? Non ne chiede le ragioni alle tre sigle; non prende tempo per approfondire il problema, come pure avrebbe potuto fare in ragione della nuova fase politica; e infine non convoca, in avvio di trattativa il 17 u.s., le OO.SS. a tavoli uniti, come pure prevede la sopra citata nota della Presidenza del Consiglio.
No, non fa nulla di tutto questo: dice solo sì, e anche con la velocità del fulmine, e così arriva la convocazione a tavoli separati del 17 settembre, e poi quella dei domani 1 ottobre. E dice sì, senza degnare di attenzione le considerazioni svolte sul punto da FLP DIFESA (si legga la nota del 29.08.2019, che pubblichiamo in allegato 4 su questa stessa pagina). E dice sì, senza neanche ricordare le opinioni da Ella stessa espresse sul tema nell’ incontro del 31 luglio.
Ma dice si, verosimilmente, anche perché il tavolo separato è utile in primis all’Amministrazione, in quanto fa solo il suo interesse e non certo quello dei lavoratori.
Per questo, FLP DIFESA si batterà fino in fondo per cancellare questa scelta che ha un pò il sapore dell’inciucio, che i lavoratori vedono come il fumo negli occhi anche per gli effetti divisivi che produce nel Sindacato e per l’oggettivo suo indebolimento nei confronti della controparte (“divide et impera”).
(Giancarlo Pittelli)
Allegato 1: 13.09.2019 – risposta di PERSOCIV a FLP DIFESA sui tavoli separati
Allegato 2: 09.09.19 – Nota FLP DIFESA a PERSOCIV sui tavoli separati
Allegato 3: 04.04.1997 PCM-DFP prot. n. 13525 – Circolare D’Antona trattative a tavoli separati
Allegato 4: 29.08.19 – Nota FLP DIFESA a AA.CC. considerazioni su tavoli separati
Notiziario n. 14 del 6 febbraio 2018 –
Si è svolta, stamane, a PERSOCIV una riunione presieduta dalla dr.ssa A. Corrado, Direttore Generale di PERSOCIV, e che ha visto la presenza al tavolo di entrambi i Vice D.G. e delle delegazioni di tutti gli Organi Programmatori e di Agenzia Industrie Difesa (AID), che aveva come unico punto all’o.d.g. la distribuzione delle ulteriori somme pervenute al FUA 2017, di cui abbiamo già riferito nel Notiziario n. 119 del 21.11.2017.
Una riunione per certi versi storica, perché ha segnato, dopo un anno e mezzo di tavoli uniti e diversi mesi di iniziative unitarie, la ripresa (udite! udite!) della modalità di relazioni sindacali “a tavoli separati”, che pensavamo fosse una pratica desueta e finalmente abbandonata, non solo perché anacronistica nei tempi che viviamo, ma soprattutto perché perdente per la categoria secondo il giudizio della quasi totalità dei lavoratori (ce lo hanno detto e ripetuto, nelle decine e decine di assemblee fatte da aprile a luglio con CGIL e UIL), ma anche perché riduce il peso specifico di rappresentanza nei confronti della controparte. Ci sbagliavamo evidentemente, e la pratica, pur palesemente anacronistica e perdente, è ritornata inaspettatamente in auge. Evviva, i lavoratori ringraziano.
La riproposizione dei tavoli separati è ovviamente intrecciata (dicono i richiedenti) alla mancata sottoscrizione da parte di FLP dell’indigeribile Ipotesi di CCNL 2016-2018, come peraltro messo in risalto dalla nota unitaria CGIL-CISL-UIL (toh, chi si rivede!), alla quale risponderemo a breve in modo argomentato e, si spera, chiaro.
Dunque, in avvio di riunione, il D.G. ha dato comunicazione alle sigle presenti della richiesta di tavoli separati pervenuta ieri da CGIL-CISL-UIL, di nuovo affratellati, che, però, nella circostanza, hanno imbarcato meritoriamente anche l’UNSA. Le quattro sigle hanno così disertato la riunione, che pure avrebbe permesso la chiusura oggi stesso dell’accordo che portava soldi ai lavoratori, i quali ora dovranno attendere un po’ per averli in tasca. Ma la riunione, che si voleva rinviare, si è invece tenuta lo stesso, e di seguito ne riportiamo i contenuti.
Diamo innanzitutto i numeri, di cui alla proposta AD che qui si allega. Rispetto alla dotazione iniziale di cui all’accordo del 9.10.2017 (€ 42.854.398,81), che ripubblichiamo sul sito, sono state assegnate da IGOP al FUA Difesa ulteriori risorse pari € 10.073.972,19 che portano, allo stato, lo stanziamento sul capitolo 1375 a € 52.928.371, 37 al lordo oneri datoriali. Detratto l’importo del 5% da imputare sul Fondo di Agenzia Industrie Difesa e operati i dovuti aggiustamenti contabili per “assicurare agli Enti AID lo stesso FUS pro capite riconosciuto agli Enti della Difesa”, l’importo lordo che residua e da distribuire in ambito MD, è pari a € 50.705.117,20, e contiene sia la parte fissa che quella ulteriore venuta da IGOP. Detto che sono confermate le assegnazioni ex CCNI 9.10.2017 per P.O, PPL, Turnazioni, Reperibilità, Mobilità e anche Sviluppi economici, la proposta di A.D. per quanto riguarda la distribuzione della somma che residua (€ 17.529.322,58), è quella di assegnarla interamente agli Enti con la usuale ripartizione: il 15% alla performance individuale, che fa crescere la quota pro capite a € 75,30, e l’85% al FUS, che fa crescere la quota pro capite a € 426,72, importi al netto oneri AD. Pertanto, rispetto al CCNI 9.10.2017, risultano: € 42,93 in più per la performance ed € 243,27 per il FUS, importi tutti sempre al netto oneri A.D. A tal riguardo, FLP DIFESA ha proposto che la quota pro capite derivante dalle ulteriori somme (€ 286,20 netto AD) sia invece destinata tutta al FUS, senza quota parte da destinare alla performance.
Informiamo inoltre che, in ordine alle ulteriori somme per il FUA 2017 derivanti dai risparmi legati alla riduzione del personale ex legge 244/2012, previsti inizialmente in circa 2,7 mln di €, sono intervenuti dei problemi nella individuazione della base imponibile su cui calcolare la percentuale massima (10%), il che è oggetto di attuale confronto con i MEF, e potrebbe portare a riduzione delle somme (si dovrà fare accordo a parte).
Infine, in ordine alla possibilità di destinare quota parte delle “ulteriori risorse” al personale di Area 1^, la nostra O.S. ha confermato la propria posizione non pregiudizialmente contraria, ma ha anche chiesto il parere del DG sulla praticabilità tecnica dell’operazione alla luce dell’obbligo di selettività ex DD. Lgs. 150/2009 e 75/2017. Ma il D.G. non ha fornito al momento alcuna risposta, e la cosa lascia un po’ riflettere…
Vedremo quando sarà ripreso il confronto negoziale e portato a conclusione. Quello che comunque è certo, è che più tardi si chiude il confronto, più tardi i lavoratori prenderanno i soldi. A buon intenditor…
(Giancarlo Pittelli)
Allegato 1: Ipotesi di accordo FUA 2017 risorse aggiuntive
Allegato 2: 09.10.2017 – CCNI accordo FUA 2017