La vignetta comparsa qualche mese fa sul giornale “IL FOGLIO” a proposito delle buche di Roma….
Nel Supplemento Ordinario n. 62/L della Gazzetta Ufficiale n. 302 del 31.12.2018, è stata pubblicata la legge 30.12.2018, n. 145 recante “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021”, votata da entrambe le Camere con il voto di fiducia chiesto dal Governo, e dunque senza alcun esame e discussione preventiva in Commissione Bilancio (su questa stessa pagina, pubblichiamo in allegato 1 il testo della legge e in allegato 2 la tabella 11 relativa alle spese autorizzate per il Ministero Difesa).
La manovra votata dal Parlamento risulta molto diversa dal disegno di legge varato dal Governo a metà ottobre: alleggerita nei numeri (non più 37 mld, ma 32), corretta nei saldi, significativamente modificata nel testo e nei contenuti, esiti questi della lunga “querelle” con le Istituzioni europee, che avremmo dovuto ammutire e che invece sembrano esserne uscite alla fine vincitrici, visto le modifiche intervenute sia nel rapporto deficit/PIL che nella riduzione del dato di crescita economica 2019 (nell’allegato 3 su questa stessa pagina, le novità della manovra).
Per la Difesa, sono davvero poche le novità, e in alcuni casi, peraltro, anche poco esaltanti.
Abbiamo già riferito nel Notiziario n. 141 del 27.12.2018 , a fronte delle previste 33mila assunzioni nel settore pubblico, dell’“assunzione straordinaria nel triennio 2019-2021 di complessive n. 294 professionalità civili, tutte del settore tecnico (30 di area 3^ e 264 di area 2^), destinate in particolare agli Enti dell’area industriale al ritmo di 98 all’anno (10 di area 3^ e 88 di area 2^)”, che la relazione illustrativa che accompagna la norma (art. 1, comma 305, del testo finale) destina solo ai 3 Arsenali e ai 10 Stabilimenti AID (non sono citati né i 5 Poli dell’esercito. nè i Centri Tecnici, ma fortunatamente l’”elenco non è esaustivo”). Ebbene, 294 assunzioni nel triennio per una ventina circa di Enti industriali fanno una media annua, per ciascuno, di quattro/cinque, meno del numero dei cessati dal servizio di quell’anno. Davvero poco, anzi quasi nulla, rispetto alle precise e gravi esigenze rappresentate dagli OO.PP. e agli impegni della stessa Ministra.
Queste alcune altre novità per il nostro Ministero:
il comma 227 dell’art. 1 prevede l’istituzione di un “fondo” annuo di 1 mln. di € nel triennio 2019-2021 “al fine di potenziare gli interventie le dotazioni strumentali in materiadi difesa cibernetica nonché di rafforzare e le capacità di resilienza energetica nazionale”;
il comma 423, let. b, dell’art. 1 coinvolge gli “immobili in uso alla Difesae non più utili alle finalità istituzionali” nel programma di dismissioni previsto dal comma 422 volto a conseguire introiti nel triennio (950 milioni € nel solo anno 2019), traguardi di certo molto difficili da raggiungere (e l’Europa lo sa bene);
il comma 797 dell’art. 1 dispone che “le spese militari siano ridotte di 60 mln € a decorrere dall’anno 2019 e di ulteriori 531 mln € nel periodo dal 2019 al 2031” relativi alle spese di cui all’art. 1, comma 140, della Legge di bilancio 2017 (finanziamento investimenti e sviluppo infrastrutturale Paese), una riduzione questa, ammesso che cosi avvenga, ampiamente compensata dalle ultime scelte del Governo in materia di F35 con buona pace dei proclami sin qui sentiti (vds. articolo comparso su ILFATTO QUOTIDIANO che pubblichiamo in allegato 4 su questa stessa pagina).
Da segnalare inoltre lo stanziamento di altri 70 mln di € per interventi correttivi in materia di riordino di ruoli e carriere militari. Come si vede, la musica resta sempre la stessa anche con il governo gialloverde.
Ma la norma che ha attirato maggiormente l’attenzione dei media e che ha fatto arrabbiare molti, è quella contenuta nel comma 933 dell’art. 1 che prevede che il Ministero Difesa provveda ad eseguire, in via emergenziale, “interventi di ripristino straordinario della piattaforma stradale della grande viabilità” nella citta di Roma.
Detto in modo più crudo, in caso di emergenze (ma a Roma oramai è quasi tutta emergenza….), il M.D. dovrà intervenire per tappare le buche che popolano oggi le vie di comunicazione di Roma, con costi finanziati dallo Stato.
Appare qui, in tutta evidenza, il tentativo maldestro di dare una mano alla Sindaca Raggi oggi in grande difficoltà, ma averlo fatto tirando dentro il Ministero della Difesa non ha certo reso un servizio alle Forze Armate E, a tal riguardo, invitiamo alla lettura dell’articolo comparso sul Messaggero del 23 dicembre u.s., che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 5.
Buon anno 2019 a tutte le colleghe e a tutti i colleghi!
La manovra di bilancio per il 2015 si compone, come vuole la legge 196/2009, di due provvedimenti legislativi: il primo, costituito dalla Legge 23.12.2014, n. 190 che è la c.d. “legge di stabilità” (un tempo denominata “legge finanziaria”), e il secondo costituito dalla Legge 23.12.20115, n. 191 che contiene il bilancio previsionale (entrate/uscite) dello Stato per il 2015/2017, entrambe in vigore dal 1 gennaio 2015. I numeri che interessano il bilancio previsionale del Ministero Difesa, la oramai nota “Tabella 11”, è contenuta nel Decreto del MEF datato 29.12.2014 pubblicato nel S.O. n. 101 della GU n. 302 del 31.12.2014.
Il bilancio di previsione 2015 del M.D., articolato nelle solite quattro missioni (“Difesa e sicurezza del territorio”; “Ricerca ed innovazione”; “Servizi istituzionali e generali” e “Fondi da ripartire”), è pari quest’anno a poco meno di 20 miliardi di euro, per la precisione a 19.776,78 €, con un decremento di € 535,5 mln rispetto al 2014, -2,64%). Rispetto alle risorse totali, 13.578,9 mln di € (498,02 mln in meno rispetto al bilancio 2014) sono destinate alla c.d. “funzione Difesa”, di cui 4,6 mld circa per l’Esercito, poco meno di 2 mld per la Marina, 2,4 mld per l’Aeronautica, e infine 4 mld. per la pianificazione generale delle FF.AA..
A carico della c.d. “funzione sicurezza” (Carabinieri), sono invece postate 5.563 mln di €; 102 mln di € sono invece previsti per le cd. “funzioni esterne” mentre per la c.d “ausiliaria” sono inserite in bilancio 442,9 mln. di euro, ancora una enormità nonostante la riduzione al 50%. Rispetto alla usuale tripartizione di spesa del nostro Ministero (“personale”, ”esercizio” e “investimenti” ), le spese per il personale in servizio (militare e civile) sono pari quest’anno a 9.739,3 milioni di € con un incremento sul 2014 di 227,83 milioni di euro; le spese per investimenti subiscono anch’esse un decremento rispetto al 2014 di € 552 milioni, attestandosi così a 2.668,7 milioni di €; infine, le spese per l’esercizio sono pari a 1.170,9 milioni di € con un decremento di 173,81 mln sul 2014, e dunque si aggraverà la già precaria situazione in cui versano gli Enti.
La legge di stabilità 2015 prevede in particolare per il nostro Ministero: il rifinanziamento del fondo per le missioni internazionali, la cui dotazione è incrementata di 850 milioni di euro per il 2015 e il 2016; il differimento dal 2014 al 2016 del termine previsto dall’art. 2190 del Codice dell’Ordinamento Militare (COM) entro il quale gli Enti AID dovranno conseguire la c.d “economica gestione”, che si accompagna alla riduzione da 19 a 12 unità degli uffici dirigenziali di livello non generale della stessa AID; l’integrale assegnazione alla società “Difesa Servizi s.p.a.” delle risorse derivanti dalla gestione economica dei beni del MD e dai servizi resi a terzi, al fine dello svolgimento delle attività negoziali; la realizzazione, attraverso la dismissione di immobili in proprio uso, di introiti di importo non inferiore a 220 milioni di euro nel 2015 e a 100 milioni di euro in ciascuno degli anni 2016 e 2017, pena la riduzione di pari importo delle risorse assegnate al nostro Dicastero, davvero una tagliola; la riduzione dei termini per taluni adempimenti inerenti al procedimento di vendita con il sistema dell’asta, il versamento allo Stato delle risorse derivanti dalla cessione di quote dei fondi comuni di investimento immobiliare e, infine, la possibilità di cessione a titolo oneroso, previa intesa con l’Agenzia del Demanio, di immobili liberi, anche residenziali, a fondi comuni di investimento immobiliare; infine, interventi vari concernenti, in particolare, il personale militare ma anche quello civile, a cui, data la rilevanza e l’ampiezza delle misure, dedicheremo a seguire uno specifico Notiziario.
Dunque, anche quest’anno dei tagli, ancorchè ridotti rispetto a quelli temuti dai Vertici politici e militari. L’auspicio è che queste risorse vengano impiegate in modo sensato, e non spendendo, come ha fatto PMAL Terni, la somma di 34.300 € per 2.000 rotoli di panno carta (lo “scottex”), pari a 17 € cadauno!!!!!
Pubblichiamo su questa stessa pagina la “tabella 11” relativa allo stato di previsione 2015 del M.D. che reca un ulteriore affinamento dei numeri forniti in questo Notiziario e tratti dalla Commissione Difesa del Senato; in aggiunta, il testo della Legge di stabilità e una sintesi delle principali disposizioni di carattere generale in essa contenute.
Notiziario FLP DIFESA n. 1 del 7 gennaio 2019 – Nel Supplemento Ordinario n. 62/L della Gazzetta Ufficiale n. 302 del 31.12.2018, è stata pubblicata la legge 30.12.2018, n. 145 recante “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021”, votata da entrambe le Camere con il voto […]
Notiziario n. 5 del 12 gennaio 2015 – La manovra di bilancio per il 2015 si compone, come vuole la legge 196/2009, di due provvedimenti legislativi: il primo, costituito dalla Legge 23.12.2014, n. 190 che è la c.d. “legge di stabilità” (un tempo denominata “legge finanziaria”), e il secondo costituito dalla Legge 23.12.20115, n. 191 […]