Abbiamo sottoscritto in data odierna il CCNI relativo all’accordo definitivo FUA 2017 che, rispetto ai contenuti dell’Ipotesi siglata il 10 luglio u.s., prevede una consistente riduzione del numero di sviluppi economici dal 1.1.2017: ne erano previsti n. 12.000, ne verranno effettuati n. 9.940 (il testo sottoposto alla firma con la relativa lettera di trasmissione alle OO.SS. sono ripubblicati in allegato 3).
Il taglio di ben 2.060 posizioni è innanzitutto merito (si fa per dire…) della F.P. che ha, sì positivamente certificato l’Ipotesi, ma vincolandola a una precisa condizione: quella di procedere alla riduzione del numero di sviluppi economici che, come si legge nella risposta a PERSOCIV qui pubblicata in allegato 3, “in applicazione dell’art. 23 del D. Lgs. 150/2009, non devono interessare più del 50% della platea dei potenziali beneficiari (escludendo quindi le unità di personale che hanno effettuato la progressione economica nel 2016)” .
Se questi sono i numeri e le ragioni del taglio, viene allora da chiedersi: ma la norma invocata dalla F.P. (art. 23 D.Lgs. 150) è entrata in vigore nel 2017, ponendo così vincoli e tetti agli sviluppi? La risposta è decisamente “no”, in quanto la norma è in vigore dal 15.11.2009, e cioè dall’ entrata in vigore del D. Lgs. 150/2009.
Ma se la norma era in vigore già lo scorso anno, come mai la F.P. nel 2016 ha acconsentito che il numero di sviluppi economici di alcune AA.PP. superasse la soglia del 50% della platea dei potenziali destinatari? Ricordiamo alcune della percentuali raggiunte nel 2016 in altre AA.PP.: MEF 67%; MISE 75%; etc.. Perché allora quest’anno il metro è cambiato, atteso che la norma non è minimamente cambiata?
Contestiamo dunque il taglio della F.P., ma contestiamo anche che la nostra Direttrice Generale abbia accettato quel taglio con il suo carico fortemente penalizzante per i lavoratori. Ma contestiamo anche, e ancor più decisamente, il modo con il quale la dr.ssa Corrado ha gestito questa partita, che ha davvero dell’inverosimile.
Da oltre un mese, la Direttrice era a conoscenza dei rilievi della F.P. e dei tagli imposti al numero di sviluppi economici, e in tutto questo tempo non ha sentito il bisogno doveroso di informare e di discutere con chi quell’accordo lo aveva sottoscritto, e cioè con le OO.SS. che ne hanno assunto in quota parte la responsabilità. E, dopo una “trattativa” (chiamiamola così…) che l’ha vista perdente con la F.P., che ha dettato e imposto la regola e i tagli, la stessa Direttrice ha poi unilateralmente deciso come distribuire quei tagli, senza neanche porsi il problema di sentire l’opinione di chi dovrà sottoscriverli, assumendosene la responsabilità anche di fronte ai lavoratori. E poi, dopo il sì alla F.P., e a tagli già distribuiti e impacchettati, ha invitato solo per la firma le OO.SS.. Davvero incredibile. Ma se, poniamo, una persona firma un preliminare di accordo per la vendita di un bene, come può accettare che poi venga chiamato a firmare, tipo “prendere o lasciare”, un accordo definitivo modificato in peius, senza poter comprendere e poter discutere? Ma si può?
Ci siamo allora rivolti all’autorità politica del dicastero, chiedendo una riunione urgente, al fine di consentire il rispetto della tempistica fissata dalla Direttrice (firma accordo entro venerdì 6), ma molto responsabilmente la Ministra, o chi per essa, ha incredibilmente delegato proprio la Direttrice a rispondere (si vedano i documenti qui pubblicati in allegato 4). Siamo davvero alle comiche finali, avendo raggiunto in AD livelli davvero mai visti.
E allora, preso atto dell’accaduto, abbiamo deciso per senso di responsabilità di firmare l’accordo, presentando con CGIL, UIL e UNSA la “nota a verbale” che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1, che preannuncia “forti e immediate iniziative di protesta e contrasto in tutte le sedi”, che sono iniziate già oggi con la distribuzione ai lavoratori all’ingresso di PERSOCIV del volantino che qui pubblichiamo in allegato 2, che ora dovrà essere affisso nelle bacheche di tutti gli Enti.
Infine, pubblichiamo in allegato 5 su questa stessa pagina, la risposta (a tutte le OO.SS.!) della Direttrice alla richiesta CGIL FP-UILPA-FLPDIFESA sui tempi di pagamento degli sviluppi 2016. Leggiamola….Qualcuno capisce quando verranno pagati?
Ne riparleremo comunque a stretto giro, in uno specifico Notiziario.
“Un evidente passo all’indietro!”. E’ questo, in estrema sintesi, il giudizio che FP CGIL, UIL PA, FLP DIFESA e CONFSAL UNSA hanno espresso nel comunicato unitario diffuso a conclusione della riunione a PERSOCIV, la sesta in ordine di tempo, per la definizione dell’Ipotesi di accordo sul FUA 2017.
Un esito davvero imprevisto e imprevedibile, quello impresso a conclusione del confronto odierno da parte dall’Amministrazione che, al termine del giro di tavolo nel quale le OO.SS. avevano espresso diverse perplessità su diversi contenuti della bozza da essa predisposta e avanzato motivate richieste di modifica, ha incomprensibilmente e unilateralmente deciso che la trattativa fosse conclusa e che il testo conclusivo sarebbe stato sostanzialmente quello, solo con qualche lieve aggiustamento, facendo seguire, solo dopo qualche ora, l’invio del testo dell’Ipotesi per la firma delle Parti!
Un esito davvero imprevisto e imprevedibile, quello odierno, dopo le due precedenti riunioni, la prima del 20 aprile 2017, che aveva invece fatto registrare “il buon passo in avanti” secondo il giudizio espresso allora nel comunicato di FP CGIL–UIL PA–FLP DIFESA allegato al nostro Notiziario n. 42 di pari data, e dopo la successiva riunione del 16 maggio che aveva invece avuto un carattere sostanzialmente interlocutorio (si veda il Notiziario n. 49 di pari data con allegato il comunicato unitario CGIL-UIL-FLP).
preso positivamente atto della riduzione delle necessità relative a P.O./Turni/Rep./PPL/Fondo mobilità, con il corrispondente incremento delle risorse destinate ai fondi locali, allo stato davvero esigui;
condiviso le motivazioni che avevano indotto D. a proporre come terza gamba dei criteri selettivi per gli sviluppi 2017 la valutazione della prestazione professionale e chiesto l’allargamento della forchetta relativa alla fascia cui attribuire il punteggio massimo del predetto criterio; inoltre, di ridurre il differenziale in materia di titoli di studio a vantaggio di quelli inferiori, e di incrementare ulteriormente il peso dell’anzianità superando la soglia dei 30 anni max proposta da AD;
per quanto attiene la previsione degli sviluppi economici 2018, rappresentato la necessità che la fissazione di un numero preciso e definito fosse accompagnata dalla certezza sulla disponibilità delle ricorse necessarie a finanziarle, al fine di evitare il rischio che, in assenza di idonea copertura, si dovesse poi attingere dalle risorse destinate ad altre importanti fattispecie (Turni, Reperibilità, etc.);
in ultimo, con riferimento ai fondi locali, preso atto della esiguità delle risorse destinate alla performance individuale, chiesto di verificare la praticabilità di una loro diretta confluenza nel FUS e inoltre, in particolare, che fossero maggiormente definite e dettagliate le attribuzioni dei tavoli locali in materia di contrattazione FUS, che nella proposta di AD erano limitate solo alla ripartizione tra le finalità d’impiego, apparendo così molto riduttive del ruolo e dell’azione sindacale.
Poteva segnare, quella di oggi, un passo decisivo verso la definizione dell’Ipotesi di accordo, e invece è approdata a tutt’altra conclusione (per il momento). Peccato davvero!
In allegato 1 su questa stessa pagina, il comunicato FP CGIL – UIL PA – FLP DIFESA – CONFSAL UNSA che riferisce dei contenuti e degli esiti del tavolo odierno.
Pubblichiamo su questa pagina, in allegato 2, anche la circolare n. 38343 di chiarimento che PERSOCIV ha emanato in data odierna a seguito di quanto rappresentato dalle OO.SS. in merito alla distribuzione FUA 2016 e di cui alla parte iniziale del comunicato unitario.
Terza riunione negoziale, oggi, a PERSOCIV, per la definizione dell’ipotesi di accordo sulla distribuzione del FUA 2017, che come noto fisserà anche i numeri e i criteri per la terza fase di sviluppi economici all’interno delle aree, che avranno questa volta decorrenza dal 1 gennaio 2017. La nuova proposta messa a punto da PERSOCIV, ovviamente anche sulla base dei confronti con le OO.SS. nella precedenti riunioni dell’8.02.2017 (si veda a tal riguardo il Notiziario n. 16 di pari data), reca novità importanti ed è su di esse, in particolare, che si è sviluppato il confronto odierno con FLP DIFESA (pubblichiamo su questa pagina la bozza di ipotesi di accordo predisposta dalla D.G. per la riunione)
In via preliminare, la nostra O.S. ha richiamato l’attenzione della delegazione di parte pubblica sul fatto che parrebbe allo stato superato il rischio di poter incorrere nel limite massimo del 20% di sviluppi economici nel 2017 previsto dalle prime bozze del TUPI (Testo Unico sul Pubblico Impiego, l’ultimo dei decreti attuativi della L. 124/2015), che obbligava le Parti a correre velocemente per chiudere rapidamente l’accordo al fine di evitare il dimezzamento dei 12.000 sviluppi previsti per quest’anno. Rischio superato, pare, alla luce delle ultime bozze del decreto attuativo, che parlano genericamente di “quota limitata di dipendenti” ai quali attribuire le progressioni economiche, senza vincolo percentuale alcuno. Questo ovviamente offre più tempo alle Parti per ragionare e riflettere insieme sulle scelte da operare, e la dr.ssa Corrado ha convenuto perfettamente con questa nostra riflessione di partenza.
Ciò premesso, diamo conto della nuova proposta di AD e dei contenuti della riunione odierna.
POSIZIONI ORGANIZZATIVE – TURNI,REPERIBILITA’,PPL – INDENNITA’ Di MOBILITA’
Nella nuova bozza di ipotesi di accordo, la D.G. prevede minori assegnazioni per Posizioni Organizzative-P.O. (-87.975,35 €), Particolari Posizioni di lavoro-PPL (-235.365,24 €) e Turni (-300.748,76 €), in ragione della effettiva spesa 2015, mentre l’accantonamento per la reperibilità risulta lo stesso. A tal proposito, va utilmente segnalato ai colleghi che nel terzo tavolo tecnico riunitosi proprio ieri, si è registrata una convergenza tra Amministrazione e Parti sociali sulla necessità di proporre al Tavolo politico una ulteriore riduzione del 10% sugli accantonamenti dei fondi necessari a finanziare la reperibilità, riduzione sulla quale la nostra O.S. ha espresso condivisione. Trattasi di quasi 330.000 € che, al pari dei risparmi di cui sopra, confluirebbero nei fondi locali (FUS e Performance), e questo in linea con gli approdi attuali del tavolo tecnico che, pur persistendo le difficoltà nell’acquisire i dati necessari ad una rigorosa analisi della situazione in essere, ha inteso fornire un segnale forte nella direzione del recupero di somme necessarie a rimpolpare i fondi locali ormai asfittici.
Circa l’indennità di mobilità, è stata accolta la nostra richiesta di ridurre lo stanziamento previsto in ragione delle minori esigenze (l’accantonamento passa a 100.000 €, con un risparmio di € 70.000 €).
SVILUPPI ECONOMICI 2017
La seconda bozza predisposta dalla D.G. conferma i 12.000 passaggi complessivi per il 2017, già certificati da FP e MEF. Di diverso, rispetto alla prima bozza, è la distribuzione dei numeri tra le diverse fasce all’interno delle tre aree. Su nostra precisa richiesta, la dr.ssa Corrado ha comunque assicurato che la predetta redistribuzione è solo il frutto di una operazione di attualizzazione (allineamento degli sviluppi per fascia ai numeri di dipendenti oggi presenti nelle fasce), rimanendo comunque invariato il rapporto percentuale, e che produce comunque un risparmio di spesa pari a € 29.092,50.
In merito ai criteri per le procedure selettive (vds allegati 12 della nuova bozza predisposta dalla D.G.), va detto che la D.G. ha già operato alcuni aggiustamenti. In primo luogo, ha aumentato significativamente il peso del criterio “esperienza professionale”, raddoppiando il punteggio per ogni anno di attività nella stessa area (da 0,5 a 1) alzandone il massimo da max 15 a max 30, e questo a noi va bene, ma riducendone il max punteggio raggiungibile per l’anzianità nella fascia retributiva, il perchè non abbiamo ben capito.
Sempre in tema di esperienza professionale maturata, la DG non ha accolto la nostra proposta di recuperare i punteggi (0,25) del 2016 per l’anzianità di ruolo nelle aree inferiori e gli 0,25 punti per l’anzianità nelle PP.AA. “in ruoli diversi da quelli del personale civile del MD” e quella di cancellare la previsione di punteggio per le PO in ragione della disomogeneità di attribuzione e per coerenza con l’assenza di punteggi per gli incarichi in area 2^, proposte tutte che abbiamo oggi comunque riproposto.
Per quanto attiene ai “titoli di studio” e relativi punteggi, la nuova proposta della D.G. alza per l’area 3^, come FLP DIFESA aveva chiesto, i punteggi dei primi tre titoli, ma riconferma in toto i successivi cinque, non adottando per la predetta area 3^ il modello MEF come noi avevamo richiesto. Per l’area 2^, invece, recepita interamente la proposta FLP, con incremento del punteggio a partire dalla licenza elementare.
La vera novità nella nuova proposta della D.G. stà però tutta nella previsione della “formazione” come terzo criterio per le procedure selettive, a fattor comune per le tre aree e nei termini di cui all’allegato 13 (riferimento a tutta la vita lavorativa e all’attività istituzionale di AD, e dunque a raggio molto largo).
A tal riguardo, FLP DIFESA ha osservato come la proposta della formazione quale terza gamba per gli sviluppi economici nasca dalla necessità di evitare gli effetti negativi che si sono avuti nella procedura 2016, che verosimilmente verrebbero accentuati utilizzando le valutazioni di cui alle schede performance. Questo, a nostro giudizio, dovrebbe portare la Ministra Pinotti ad avere maggiore consapevolezza sul fallimento del sistema di valutazione di cui alla Direttiva 10.11.2015, e procedere rapidamente nella direzione da noi proposta (sospensione del procedimento 2016 e richiesta di deroga alla FP per il 2017, si veda il Notiziario n. 23 del 20.02.2017). Ciò detto, a nostro giudizio occorre però evitare di cadere dalla padella nella brace, e cioè di avere come terza gamba un criterio ancor più penalizzante per la maggioranza dei colleghi, atteso che i differenziali di partecipazione ai processi formativi tra i lavoratori civili potrebbero essere più accentuati rispetto a quelli derivanti dai processi di valutazione. Sappiamo bene che la Difesa è il luogo dove si è sempre fatta poca formazione per tutti e tanta formazione per pochi, e questo naturalmente allargherebbe la forbice e non amplierebbe le opportunità.
Stiamo dunque ben attenti alle scelte che facciamo, questo il richiamo venuto dalla nostra O.S., senza inseguire strategie oggi improponibili, come era avvenuto nel 2010. Se MEF e FP certificheranno una ipotesi di accordo che prevederà la formazione come terzo criterio, sarà effettivamente la formazione a contribuire in quota parte (max 50 punti) alle selezioni, come peraltro sta avvenendo nel Ministero dei Beni Culturali dove le selezioni si stanno facendo sulla base della formazione fissata dall’accordo, come ha confermato la dr.ssa Corrado che ha detto di averne avuto notizia direttamente dal Direttore Generale di quel Ministero. Attenzione, dunque, a non cadere dalla padella nella brace. In ogni caso, visto che l’art. 18 del CCNL 2006/2009 prevede l’utilizzo della formazione quale criterio per gli sviluppi solo a condizione che “le Amministrazioni abbiano garantito la formazione a tutto il personale interessato” (N.B.:“tutto”) abbiamo chiesto che preliminarmente alla scelta, l’A.D. garantisca alle OO.SS. il pieno soddisfacimento di detta condizione vincolante. Nelle more che venga chiarito questo aspetto, FLP DIFESA ha riformulato la proposta avanzata nella riunione precedente: far riferimento alla “valutazione dell’apporto partecipativo individuale all’attività progettuale” di cui al FUS 2016, il che consentirebbe di uscire dai ristretti ambiti della valutazione della “performance individuale”; inoltre, abbiamo riproposto la rimodulazione dei punteggi (50 punti nella fascia 100-91; 45 punti nella fascia 90-71; etc.) o, in alternativa, di prendere a riferimento un punteggio per gli sviluppi pari al 50% della valutazione per l’attività progettuale, che eliminerebbe gli effetti distorsivi delle fasce e offrirebbe una maggiore progressività.
Infine, in merito agli sviluppi 2018 che la D.G. propone nel numero di 8.000, abbiamo innanzitutto fatto presente che trattasi di un numero superiore ai fini dell’attribuzione di un passaggio di fascia a tutti i lavoratori nell’arco del triennio 2016-2018; abbiamo però anche osservato che a fine triennio si riprodurrebbe la stessa situazione ereditata dal 2010, con i tre quarti del personale con un passaggio in più rispetto al restante quarto, un effetto penalizzante per una parte di lavoratori che si sarebbe potuto evitare solo se si fossero alzati i numeri degli sviluppi 2016 all’interno di un impegno triennale che prevedeva il secondo passaggio di fascia nell’anno 2018 di coloro che avevano avuto il primo nel 2016.
Infine, abbiamo posto il problema delle risorse: per finanziare 8.000 sviluppi (ammesso che tali restino) nel 2018 servono 16 mln di €: dove li troviamo a fronte dell’attuale dotazione del FUA Difesa che presenta margini strettissimi? Tagliando consistentemente o quasi azzerando PO, Turni, reperibilità, atteso che gli relativi accantonamenti attuali si attestano sui 13 mln €, e non basterebbero comunque?
Emerge a tal proposito, in tutta la sua forza ed evidenza, la necessità di trovare rapidissimamente risorse per incrementare il nostro FUA, questione questa che però fa registrare, allo stato, la mancanza di risposte da parte di AD e del Governo, molto attenti invece, come sempre, sul fronte del personale militare (per il riordino delle carriere, resi disponibili 977 mln, ne parleremo in un prossimo Notiziario).
PERFORMANCE INDIVIDUALE E FUS
I risparmi conseguenti ai minori impegni finanziari in materia di PO, turni, PPL, indennità di mobilità e sviluppi economici, pari allo stato a 723.181,85 € (ma potrebbero ulteriormente crescere, in funzione del taglio del 10% della reperibilità) andranno a riversarsi tutti sui fondi locali, il che porterà a un incremento di 3,08 € dell’importo pro capite per la performance individuale (da 9,93 a 13,01 €) e di 17,42 € di quello relativo al FUS 2017, importi tutti al netto oneri A.D. Il corposo stanziamento per finanziare i 12.000 sviluppi economici 2017 (€ 22.348.985, 03), uniti ai 14.287.919,19 impegnati per i 7.002 sviluppi 2016, hanno di fatto ridotto al lumicino gli importi pro capite per remunerare performance e FUS .
A tal proposito, abbiamo ribadito alla dr.ssa Corrado la nostra perplessità sul fatto che la performance individuale 2017, rispetto alla quale manteniamo tutte le nostre ben note riserve, possa essere remunerata con meno di 10 € annui netti in tasca, il che offenderebbe la nostra dignità di lavoratori ed sarebbe lesiva dello stesso buon nome dell’Amministrazione. Motivo per il quale abbiamo riproposto alla dr.ssa Corrado l’utilità di espungere l’art. 12 dall’ipotesi di accordo, dirottandone le somme al FUS e chiarendone le motivazioni all’interno della relazione illustrativa che accompagnerà l’ipotesi nell’iter per la certificazione. Il D.G. si è ulteriormente riservato di verificarne la praticabilità e l’accoglibilità.
Per quanto attiene al FUS, abbiamo apprezzato la riformulazione del comma 2 dell’art. 14 della bozza predisposta dalla D.G., che finalmente non prevede più, come nell’accordo FUA 2016, la possibilità dei tavoli locali di destinare le somme FUS alla performance individuale, il che ha costituito la reiterata richiesta di FLP DIFESA non accolta nella trattativa 2016 e che oggi trova finalmente accoglimento.
Preso atto di questa apertura significativa della D.G., abbiamo però segnalato alla dr.ssa Corrado la necessità di alzare il peso specifico e le competenze dei compiti assegnati ai tavoli locali, che al momento sembrerebbero sviliti e limitati alla mera ripartizione del FUS tra le finalità d’impiego di cui al comma 1.
A tal proposito, abbiamo detto di essere consapevoli che l’integrazione richiesta dipende molto dalle modifiche (se ci saranno) della Direttiva sulla performance del 10.11.2015; abbiamo pero riproposto la nostra idea che, a direttiva invariata, sia comunque possibile affidare al tavolo locale le scelte e le modalità di applicazione all’attività progettuale dei criteri previsti per la valutazione della performance.
Questi i contenuti e le risultanze della riunione odierna, ancora del tutto interlocutoria. Continueremo la discussione e la trattativa nella prossima riunione, che potrebbe essere calendarizzata entro metà marzo. A quel momento, speriamo solo che la Ministra abbia finalmente operato le sue scelte sulla direttiva performance 2017, atteso le ricadute ovvie sulla trattativa FUA.
Come già noto ai colleghi, martedì 28 p.v. la Ministra Pinotti ha convocato le OO.SS. nazionali, non già sulle tantissime questioni irrisolte e per dare le risposte che attendiamo da anni, ma sul DDL attuativo del Libro Bianco, di cui abbiamo parlato nel Notiziario n. 18 del 9 febbraio e n. 21 del 16 febbraio ai quali naturalmente rinviamo, che sta come noto molto a cuore alla nostra Ministra.
Venerdì 24 p.v. è convocata la Direzione Nazionale della nostra O.S., che discuterà in ordine alle questioni ancora aperte e assumerà le proprie decisioni in merito all’incontro con la Ministra.
La Ministra R. Pinotti e il Sottosegretario D. Rossi
Quando il 22 febbraio 2014 Roberta Pinotti è diventata Ministra della Difesa del Governo Renzi, primo ministro donna nella storia di un Ministero storicamente e tradizionalmente “maschile”, nel quale l’incarico di vertice era da sempre appannaggio degli uomini, abbiamo salutato la Sua nomina con grande piacere e con la quasi certezza che fosse davvero la volta buona (vds. Notiziario n. 17 del 24.02.2014).
Riportiamo di seguito parte del telegramma da noi allora inviato alla sen. Pinotti, dopo la Sua nomina: “ La componente civile svolge da sempre un ruolo fondamentale ed insostituibile nell’ A.D., e siamo certi che le diverse e tuttora presenti problematiche della categoria troveranno nella S.V. adeguata attenzione e piena disponibilità al confronto con le Forze Sociali, in continuità con la Sua precedente esperienza di Sottosegretario delegato e con riferimento in particolare alle incombenze legate ai DD. LLgs. attuativi della delega per la riduzione dello strumento militare”. Parole non certo di circostanza, le nostre, ma sentite da parte di chi, come noi, aveva molto apprezzato, dopo gli anni bui delle precedenti esperienze La Russa e Di Paola, la ripresa di relazioni sindacali finalmente corrette e costruttive, che avevano raggiunto il punto più alto nella tre giorni non stop di luglio 2013 con il confronto sugli schemi di decreti attuativi della delega ex L. 244/2012, che si sarebbe poi tradotto nei due Decreti Legislativi nn. 7 e 8/2014, e in particolare in quella norma (art.1 D.Lgs. 7) che prevedeva la scrittura di un Regolamento sulle funzioni del personale civile.
Con Roberta Pinotti Ministra sembrava finalmente arrivato il momento di dare corpo e gambe a quella “civilizzazione” che era stata – volutamente – la grande incompiuta dalla riforma Andreatta in avanti.
E altrettanta speranza avevamo pure riposto nella scelta della Ministra di conferire la delega alle relazioni sindacali al SSS D. Rossi, già generale dell’Esercito e Presidente COCER, che a nostro giudizio, “proprio in ragione della sua storia professionale e di rappresentanza, potrebbe avere la sensibilità giusta per leggere e interpretare al meglio le istanze della nostra categoria” (Notiziario n. 33 del 3.04.2014).
Purtroppo per noi, in questi due anni e mezzo, le cose sono andate avanti in una direzione totalmente diversa, nel senso che non uno dei problemi della nostra categoria sono stati affrontati e risolti. L’elenco sarebbe lungo, ma non serve declinarlo punto per punto, i colleghi ne sono a piena conoscenza. Ma in questi due anni e mezzo si è fatto addirittura di peggio, cancellando di fatto approdi negoziali già acquisiti, come il Regolamento sulle funzioni, inopinatamente sostituito con un “protocollo d’intesa” che è evidentemente ben altra cosa, o la vergognosa vicenda del mancato recepimento in DPCM della tabella di corrispondenza mil/civ.
La riconferma di questa Ministra e di questo Sottosegretario, nel contesto però di un orizzonte temporale molto ridotto (un anno se si arriverà a fine legislatura, qualche mese in caso di fine anticipata), ci interrogano sul che fare e sul come. Conosciamo la comprensibile diffidenza dei colleghi sulla loro rinomina (il sondaggio pubblicato sul nostro sito la misura in oltre l’80%), pur tuttavia noi pensiamo che ci sia ancora la possibilità di dare un senso a questa esperienza di governo del MD., o che almeno si debba tentare.
Lasciamo perdere l’elenco delle cose non fatte e degli appuntamenti mancati, e lasciamo perdere anche la diffidenza. Pensiamo in positivo, anche se il tempo è ridotto qualcosa può e deve essere fatto.
Abbiamo pertanto scritto alla Ministra Pinotti la lettera che pubblichiamo e riportiamo su questa stessa pagina, nella quale con estremo realismo indichiamo quattro obiettivi da qui a fine legislatura: incremento trattamento economico civile; avvio prima fase procedura transito personale area 1^ (in ambedue i casi, norme già scritte dal Gabinetto); varo tabella corrispondenza; e, in primis, l’avvio urgente della trattativa FUA 2017 con, al suo interno, la scelta di rinnovati criteri e di numeri più alti dei 12.000 previsti, per il più rapido avvio degli sviluppi 2017.
Riportiamo di seguito il testo integrale della lettera inviata in data odierna alla Ministra Pinotti:
” La scrivente O.S. intende proporre con la presente lettera alla Sua attenzione alcune riflessioni di carattere politico-sindacale e formulare, a conclusione, alcune richieste.
La recente crisi di governo, innescata dal pronunciamento, per certi versi clamoroso ma inequivocabile, del popolo italiano nel referendum sulla riforma della seconda parte della Costituzione, e la successiva nomina del nuovo Esecutivo, che ha visto la Sua riconferma a Ministra della Difesa e quella degli onn. Alfano e Rossi a Sottosegretari alla Difesa, segnano indubbiamente uno spartiacque anche per quanto riguarda le vicende sindacali di casa nostra.
C’è un “prima” del 4 dicembre, ed è un “prima” costellato, a nostro avviso, purtroppo, di questioni antiche e non risolte, di problemi nuovi e non affrontati, di lancette di orologio continuamente spostate in avanti (“tabella di corrispondenza” docet) e di impegni disattesi.
On. Ministra, noi siamo tra coloro che avevano enormemente apprezzato il Suo lavoro sul fronte delle relazioni sindacali da Sottosegretaria del Governo Letta, e consideriamo ancor oggi il confronto sugli schemi di decreti attuativi della L. 244/2012 del luglio 2013 come la pagina più bella delle relazioni sindacali degli ultimi dieci anni. Noi siamo tra coloro che avevano enormemente apprezzato le Sue parole sul ruolo del personale civile e gli impegni programmatici assunti il 15 marzo 2014 di fronte alle Commissioni Difesa di Camera e Senato. E noi siamo tra coloro che avevano sperato che fosse arrivata davvero, con Lei Ministra, la volta buona per trovare le risposte che invocavano da anni e anni i lavoratori civili, che nel corso dei decenni si sono sempre sentiti all’interno del nostro Ministero come autentici figli di un dio minore.
Ma proprio per aver nutrito convintamente queste speranze, oggi siamo tra coloro che hanno vissuto in modo enormemente negativo il nulla, o quasi, di questi due anni e mezzo. Dispiace dirlo, on. Ministra, ma purtroppo è così. Anche qui c’è una data che segna un “prima”, caratterizzato da zero risultati sul fronte del personale civile secondo il condiviso giudizio di allora di tutte le OO.SS., e un “dopo” di questo arco temporale, ed è il 14.12.2015 quando, prima volta nella storia delle relazioni sindacali del M.D., Ella decise di incontrare formalmente e separatamente alcune OO.SS. estendendo poi alle altre gli “impegni” assunti con le prime, e oggi vediamo tutti bene che fine hanno fatto gli impegni allora così tanto esibiti da quelle sigle……..
Di quegli impegni, on. Ministra, ora cosa resta? Nulla, o quasi, a nostro modesto giudizio.
Ne sono convinte, peraltro, anche le stesse OO.SS. che Ella incontrò separatamente il 14.12.2015, che però salvano solo due risultati, che noi invece accomuniamo nel giudizio negativo: innanzitutto, i 7.002 sviluppi economici realizzati nel 2016 che, comunque, nel giudizio di quasi tutta la nostra gente, sono stati una sorta di clamoroso autogol che, oltre al basso numero di progressioni, ha aggiunto ingiustizia a ingiustizia (centinaia di lavoratori già bloccati nel 2010 e non transitati alla fascia superiore neppure nel 2016, e altre centinaia con sviluppo doppio) dopo ben sei anni di blocco di contratti e retribuzioni; in secondo luogo, il “protocollo d’intesa 2.05.2016”, i cui approdi operativi sono ancora però tutti di là da venire nonostante gli impegni fissassero entro i 90 giorni l’emanazione delle direttive applicative SMD/SGD, ma che presenta comunque una indelebile macchia d’origine, avendo cancellato una previsione legislativa a noi molto cara, frutto delle intese di luglio 2013 sugli schemi di decreti attuativi della L. 244/2012.
Un impegno è stata realizzato, certo, peraltro su nostra iniziale richiesta: l’anticipazione al 2016 della destinazione al FUA dei risparmi da riordini. Ma andrà misurato, per il resto nulla.
Di fronte a questo quadro impietoso sul piano del merito, accompagnato da un metodo nelle relazioni sindacali fatto di spazi ristretti di confronto e di continui rinvii, cosa fare ora?
Una considerazione, innanzitutto. Il tempo che resta è davvero molto poco: un anno circa se si va a scadenza naturale di legislatura, o anche meno nel caso di voto anticipato. Occorre dunque essere estremamente realisti e concentrare tutti gli sforzi su pochi e ben definiti obiettivi da raggiungere da qui alla conclusione della legislatura. Proviamo a indicarli:
in primis, aprire rapidamente la trattativa FUA 2017 per introdurre, all’interno dei criteri per la formazione delle graduatorie degli sviluppi economici 2017, quei correttivi assolutamente necessari a evitare il riprodursi delle distorsioni registrate nel 2016, e anche per alzare possibilmente il numero di sviluppi 2017, allineandoci in tal modo alle scelte di altre AA.CC. e a compensazione delle scelte incomprensibilmente riduttive compiute nel 2016. Una trattativa da chiudere rapidamente, per evitare di imbatterci nel limite del numero di sviluppi che il redigendo Testo Unico P.I. potrebbe contenere (20% max rispetto effettivi);
tradurre in norma, attraverso idoneo veicolo normativo, in tempi brevi ed entro la fine della corrente legislatura, gli impegni assunti da A.D. in materia di crescita del trattamento economico civile, oggi maglia nera nel raffronto con le retribuzioni accessorie di altre AA.CC.;
nelle more della soluzione radicale da noi da tempo sollecitata con riferimento al personale ausiliario e che ora pare sia sostenuta anche da altri pezzi del fronte sindacale (soppressione dell’area 1^ e transito di tutto il personale ausiliario nell’attuale area 2^), avviare subito una prima fase di progressioni verticali dalla 1^ alla 2^ area con i numeri oggi possibili;
ottenere l’urgente emanazione del DPCM recante la nuova tabella di corrispondenza tra gradi militari e posizioni di inquadramento civile nei termini concordati con la S.V. a novembre 2013 (sono passati più di tre anni, troppi, e forse anche non casualmente), che potrebbe offrire una soluzione nell’immediato, ancorchè parziale, ai tanti problemi che nell’impiego civile (e dunque anche nell’attribuzione di incarichi e dei livelli di responsabilità) continuiamo a registrare sistematicamente, in particolare negli Enti dell’area di SMD.
Questi, dunque, i quattro obiettivi che a nostro avviso, sul fronte del personale civile dovrebbero essere prioritamente perseguiti a breve, e comunque da qui a fine legislatura.
In aggiunta, noi pensiamo che si dovrebbe dare urgente soluzione all’irrisolto problema innescato dalla nota prot. n. 35237 del 20.05.2014 a firma del D.G. pro tempore di PERSOCIV sulle agibilità sindacali, che ha creato in questi anni notevoli problemi sul piano delle relazioni sindacali locali, come è ben noto a tutti, e che oggi finalmente, oltre a noi, viene segnalato anche da altre OO.SS. nazionali con il supporto di nuove proposte, frutto di esperienze operanti in altre AA.CC., e che a nostro avviso sono degne di essere attentamente valutate.
Queste le nostre proposte per dare senso a quest’ultimo tratto di legislatura, e saremmo ben lieti di poterne discutere con la S.V. nel corso di un incontro, che noi Le sollecitiamo in tempi possibilmente ravvicinati, compatibilmente con i suoi tanti impegni istituzionali.
Distinti saluti. IL COORDINATORE GENERALE – f.to Giancarlo Pittelli “
Notiziario n. 95 del 6 ottobre 2017 – Abbiamo sottoscritto in data odierna il CCNI relativo all’accordo definitivo FUA 2017 che, rispetto ai contenuti dell’Ipotesi siglata il 10 luglio u.s., prevede una consistente riduzione del numero di sviluppi economici dal 1.1.2017: ne erano previsti n. 12.000, ne verranno effettuati n. 9.940 (il testo sottoposto alla […]
Notiziario n. 59 del 15 giugno 2017 – “Un evidente passo all’indietro!”. E’ questo, in estrema sintesi, il giudizio che FP CGIL, UIL PA, FLP DIFESA e CONFSAL UNSA hanno espresso nel comunicato unitario diffuso a conclusione della riunione a PERSOCIV, la sesta in ordine di tempo, per la definizione dell’Ipotesi di accordo sul FUA […]
Notiziario n. 24 del 22 febbraio 2017 – Terza riunione negoziale, oggi, a PERSOCIV, per la definizione dell’ipotesi di accordo sulla distribuzione del FUA 2017, che come noto fisserà anche i numeri e i criteri per la terza fase di sviluppi economici all’interno delle aree, che avranno questa volta decorrenza dal 1 gennaio 2017. La […]
Notiziario n. 6 del 9 gennaio 2017 – Quando il 22 febbraio 2014 Roberta Pinotti è diventata Ministra della Difesa del Governo Renzi, primo ministro donna nella storia di un Ministero storicamente e tradizionalmente “maschile”, nel quale l’incarico di vertice era da sempre appannaggio degli uomini, abbiamo salutato la Sua nomina con grande piacere e […]