Notiziario FLP DIFESA n. 34 del 5 aprile 2019 –

Il problema relativo ad un impiego del personale civile in generale non soddisfacente sotto il profilo professionale e quasi sempre sottovalutato e sottodimensionato nel raffronto con il personale militare da sempre favorito nell’attribuzione degli incarichi anche in settori più propriamente civili (settore amministrativo, per es.), è un problema che si trascinava da tempo e che nasceva dalla mancanza di regole chiare al riguardo.

Fu anche per questo che, dopo averlo fatto in parecchie altre circostanza, il problema fu posto dalle OO.SS. nazionali con particolare forza nel corso degli incontri no stop, avvenuti a luglio 2013 tra le OO.SS. e l’allora Sottosegretario Pinotti, sugli schemi di decreti attuativi della L. delega 31.12.2012 n. 244.

Con un risultato, alla fine, significativo ed importante: l’art. 1, c. 2-bis, del D. Lgs n. 7/2014 ha disposto la fissazione di “criteri”  per  l’“attribuzione di compiti e funzioni tecnico-amministrativi al personale civile di livello dirigenziale e non dirigenziale” per il tramite di apposito “Regolamento.

Che però, nonostante le ripetute richieste di FLP DIFESA, non ha mai visto la luce in quanto, nell’incontro separato del 14.12.2015 con CGIL-CISL-UIL, l’on Pinotti – nel frattempo divenuta Ministra – ne ottenne incredibilmente la sua cancellazione e la “sostituzione” con un “protocollo d’intesa”, che è uno strumento certo meno idoneo ed esigibile di una norma legislativa.

Pur in disaccordo con quella scelta, la nostra O.S. scelse allora di partecipare ai tavoli per la definizione del “protocollo”, all’interno del quale, su nostra richiesta, fu previsto il rinvio a “specifiche e coordinate direttive applicative” precedute da “sessioni informative con le OO.SS.”.

E così effettivamente è avvenuto. A conclusione del percorso informativo e di confronto, in data 28.06.2017 venne emanata la “Direttiva per i criteri d’impiego del personale civile” a firma congiunta SMD/SGD, sui contenuti della quale il giudizio di FLP DIFESA fu netto sin da subito: una sostanziale condivisione per quanto riguarda le direttive per l’impiego in area tecnico/amministrativa (T/A) e in quella degli Enti dell’area industriale, ma un giudizio negativo per quanto riguarda le direttive d’impiego per l’area tecnico-operativa (T/O), quella delle FF.AA. dove peraltro sono impiegati ben oltre il 70% dei civili. Infatti, a nostro avviso, l’idea espressa in Direttiva che quella T/O sia un’area a forte connotazione militare e come tale esclusa ab origine da qualsiasi distribuzione di ruoli di responsabilità e di competenze tra personale militare e civile, avrebbe comportato il rischio di codificare definitivamente  una posizione secondaria per i civili, o peggio ancora subalterna, affermando in quell’area la preminenza del personale militare in tutti (o quasi) gli ambiti lavorativi, anche in quelli di attività e settori ricondotti dal protocollo ai lavoratori civili, atteso che la discrezionalità del Dirigente, come insegna l’esperienza, è quasi sempre orientata verso le professionalità militari. Prova ne sia che, in linea di continuità, gli SS.MM. hanno sempre continuato ad assegnare incarichi di responsabilità a personale SU, in primis marescialli, pur in presenza negli stessi Enti di funzionari destinati invece a ruoli di supporto e di minore responsabilità.

Una linea di tendenza tuttora viva e vegeta, e oggi accentuata dal fatto che, in virtù dell’art. 5, co. 5, del D. Lgs. n. 94/2017 (riordino ruoli e carriere personale FF.AA.), la carriera del ruolo marescialli dovrà avere “uno sviluppo direttivo” e che, al contempo, la tabella di corrispondenza (il cui legame con la Direttiva è evidente, vds. comunicato CGIL-UIL-FLP DIFESA 6.04.2017) convenuta nel novembre 2013 (Sottufficiali in area 2^ e Ufficiali in area 3^), non ha mai visto la luce. Senza dimenticare inoltre come dagli Enti ci viene segnalato che nulla appare cambiato, dopo la Direttiva, nell’impiego dei civili.

Con queste premesse, abbiamo inviato in data 3 u.s. alla Ministra la nota qui allegata con cui si chiede un momento di verifica sugli effetti prodotti in termini di maggiore valorizzazione del personale civile nelle diverse aree del nostro Ministero, in primis in quella Tecnico/Operativa, e sulle eventuali criticità emerse” in ordine all’applicazione negli Enti della Difesa della Direttiva SMD/SGD 28.06.2017 sull’impiego civile.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 03.04.2019 – Lettera FLP DIFESA a Ministra con richesta verifica Direttiva SMD-SGD impiego civile

Allegato 2: 28.06.2017-Direttiva congiunta_SMD-SGD criteri di impiego del personale civile

Notiziario n. 92 del 4 settembre 2014 –

untitledIn data 29.01.2014, sono stati approvati dall’allora Ministro Mauro  il “Piano triennale di prevenzione della corruzione 2013– 2016”  e il “Codice di comportamento dei dipendenti del Ministero della Difesa” (che ripubblichiamo entrambi su questa stessa pagina), in ottemperanza alle disposizioni di cui alla Legge 6.11.2012, n .190  e con l’obiettivo  quelli di “assicurare la prevenzione di fenomeni di corruzione”.

Ciò premesso,informiamo che in data 5 agosto u.s. è stato trasmesso da SMD  il “messaggio del referente per la prevenzione della corruzione e la trasparenza area s.m.d. – comunicato n° 1/2014” , che riportiamo in forma integrale per l’ opportuna conoscenza dei lavoratori degli Enti dell’area operativa:  

 “ Dal 2014 sono in vigore il Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione (P.T.C.P.) ed il Codice di Comportamento del Ministero della Difesa, che costituisce parte integrante del suddetto P.T.C.P. Tale codice ha lo scopo di integrare e di specificare le disposizioni contenute nel Codice di Comportamento dei dipendenti pubblici, i cui principi, unitamente alle norme di disciplina militare, hanno valore anche per il personale militare (D.P.R. n. 62/2013).Tra le norme di comportamento, contenute in tali documenti, risulta di assoluta rilevanza quella riguardante l’obbligo di astensione del dipendente in caso di conflitti di interesse. In ossequio ai principi d’imparzialità e d’indipendenza di giudizio, ogni responsabile del procedimento e i titolari degli uffici competenti ad adottare i pareri, le valutazioni tecniche, gli atti endoprocedimentali e il provvedimento finale debbono astenersi in caso di conflitto di interessi pubblici con interessi personali o privati. Tale obbligo intende prevenire il pericolo che l’Amministrazione assuma decisioni che possano essere influenzate, durante l’iter di formazione della volontà, da dipendenti che si trovino in situazioni di conflitto di interessi. Il conflitto di interessi si concretizza in una circostanza in cui un interesse privato o personale interferisce (conflitto reale) o potrebbe tendenzialmente interferire (conflitto potenziale) con la capacità del dipendente militare o civile di agire in conformità ai suoi doveri e responsabilità ostacolando il corretto perseguimento dell’interesse pubblico. Il conflitto può riguardare interessi di qualsiasi natura, anche non patrimoniali, come quelli derivanti dall’intento di voler assecondare pressioni politiche, sindacali, di superiori o di terzi. Il soggetto si deve astenere dal partecipare all’adozione di decisioni o ad attività che possano coinvolgere interessi propri, ovvero di suoi parenti, affini entro il secondo grado, del coniuge o di conviventi, oppure di persone con le quali abbia rapporti di frequentazione abituale, ovvero di soggetti od organizzazioni con cui egli o il coniuge abbia causa pendente o grave inimicizia o rapporti di credito o debito significativi, ovvero di soggetti od organizzazioni di cui sia tutore, curatore, procuratore o agente, ovvero di enti, associazioni anche non riconosciute, comitati, società o stabilimenti di cui sia amministratore o gerente o dirigente. L’interessato deve astenersi in ogni altro caso in cui esistano gravi ragioni di convenienza. In tali casi, il dipendente ha l’obbligo di segnalare, con immediatezza, al proprio superiore gerarchico, ogni situazione di conflitto reale o potenziale. Sull’astensione decide il responsabile dell’ufficio di appartenenza.  F.to il Referente per la prevenzione della corruzione e per la trasparenza- Gen. F. Marsiglia “

 Con l’occasione, informiamo i colleghi che con nota n. 0096006 04-08-2014 (che pubblichiamo su questa stessa pagina) a firma dello stesso gen. F. Marsiglia in questo caso in veste di Capo del 1° Rep. SMD,  è stata  procrastinata dal 30 settembre 2014  al 30 giugno 2015  la data del mandato del  “Gruppo di Progetto  per lo studio di una diversa ripartizione delle funzioni, tra area T/A e T/O, attinenti alla gestione del personale”,  che peraltro avrà un nuovo Presidente nella persona dell’Amm. Sq. Marzano Donato.

Come interpretare questo differimento di data?  Sulla importantissima questione,  legata in ogni caso al redigendo “Regolamento”  ex art. 1 del  D. Lgs. n. 7/2014  e  i cui obiettivi ed effetti in negativo la nostra O.S. ha avuto modo di denunciare  da tempo e a più riprese, avremo modo di ritornare presto.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: SMD – atto di proroga Gruppo di progetto

Alleagto 2: Piano triennale prevenzione corruzione 2013-2016

Allegato 3: Codice di comportamento dei dipendenti del Ministero della Difesa

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Notiziario n. 50 del 14 maggio 2014 –

untitledFinalmente, dopo ripetuti rinvii, si è tenuta nel pomeriggio di oggi a  palazzo Esercito la riunione (a tavoli uniti) che  FLP DIFESA ha chiesto con nota del 31.03.2014  (vds. Notiziario n. 32 del 1 apr. 2014) e che ha avuto per oggetto il c.d. “fondo casa”  di cui  all’art. 1836 del C.O.M.,  la cui accessibilità,  con la novella introdotta dal D.Lgs. 28.01.2014, n. 8, è stata estesa anche al personale civile del M.D. (come noto, la norma originaria lo rendeva accessibile solo “al personale dell’Esercito italiano, della Marina Militare e dell’Aeronautica Militare”).  Una novità che abbiamo apprezzato molto, in quanto va a collocarsi  nel solco di quella pari opportunità  che abbiamo sempre rivendicato tra lavoratori militari e civili.

E’ utile ricordare come la  nostra richiesta d’incontro a SMD sia stata originata dal fatto che eravamo venuti a conoscenza, attraverso un comunicato del COCER e le slide predisposte da SMD che lo accompagnavano, che in data 20 marzo u.s. si era già tenuta una prima riunione con lo stesso COCER,  non accompagnata o seguita da analogo confronto con le OO.SS.,  come da prassi ampiamente consolidata in  ambito Difesa su tutte le questioni di comune interesse .  Oggi, finalmente,  il confronto tecnico è stato avviato con STAMADIFESA,  rappresentata nell’occasione da una delegazione del V° Reparto.

L’intervento iniziale di SMD è consistito nell’illustrazione delle slide recanti i contenuti del regolamento attuativo del novellato art. 1836 COM,  già pubblicate da tempo sul nostro sito e che ad ogni buon conto ripubblichiamo su questa stessa pagina, i  cui contenuti sono stati in parte già segnalati ai colleghi  attraverso il Notiziario n. 32,  al quale ovviamente rinviamo.  Sono poi seguiti gli interventi del tavolo sindacale,  che hanno espresso posizioni totalmente convergenti, che proviamo a riassumere.

Dalle OO.SS.  è venuto innanzitutto un  giudizio positivo sull’estensione del “fondo casa” ai civili, ma, per una valutazione più realistica,  abbiamo chiesto di conoscere la presumibile dotazione del Fondo e  la quota di personale che ne potrebbe beneficiare con i criteri di ripartizione indicati nella slide n. 14.

Abbiamo però radicalmente contestato i criteri di ripartizione del nostro fondo (“in proporzione al numero degli alloggi di servizio assegnate al personale civile dalle stesse FF.AA.”, slide n. 14), che proprio in relazione all’esiguità delle assegnazioni attuali (il cui numero abbiamo comunque chiesto di conoscere), lo renderebbe decisamente leggero e dunque utilizzabile da quote presumibilmente irrilevanti di lavoratori. Abbiamo allora proposto due opzioni diverse: la prima, formazione di una graduatoria unica per tutto il personale del MD;  la seconda, ripartizione dell’ammontare complessivo delle risorse disponibili  in due distinti fondi, uno per i militari e uno per i civili, sulla base delle presenze effettive del personale al 31 dic. dell’anno precedente. Abbiamo inoltre espresso discordanza anche per quanto attiene alla formula per l’attribuzione del punteggio per le graduatorie, che appare costruito in funzione del solo personale militare, e chiesto che vengano individuati criteri separati per le graduatorie civili, che tengano conto anche dell’ ISEE (Indicatore delle Situazione Economica Equivalente) e cioè dello strumento con il quale si misura la condizione economica delle famiglie in ragione di reddito, patrimonio e caratteristiche del nucleo familiare, e che dunque offrirebbe più garanzie per destinare il fondo a chi ne ha più bisogno.

Preso atto che il “gestore” (slide n. 8) potrebbe essere CONSAP,  abbiamo quindi  rappresentato la nostra netta discordanza in merito alla previsione di accensione di due ipoteche (“surrogazione totale”, slide n. 20), che esporrebbe il beneficiario a rischi di non poco conto. A conclusione, preso atto che le slide nulla dicono su alcune questioni (per es., la composizione delle “commissioni” che dovranno esaminare le domande e deliberare al riguardo),  abbiamo chiesto di aggiornare la riunione ad un prossimo incontro, nel quale confrontarsi sui contenuti dello schema di DM, che abbiamo chiesto di ricevere con anticipo.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1:  Slide Fondo Casa predisposte da SMD

Allegato 2: Nota FLDIFESA del 31.03.2014 a SMD con richiesta di incontro

AGGIORNAMENTO  15.05.2014, h. 16.30 :  facendo seguito al presente Notiziario,  pubblichiamo di seguito  su questa stessa pagina, come allegato n. 3,  “lo schema delle disposizioni regolamentari poste a disciplina del Fondo casa, predisposto dall’Ufficio Legislativo di questo Ministero della Difesa”  che abbiamo chiesto in riunione e che è già pervenuto da SMD-V° Reparto

Allegato 3: Schema nuovo Regolamento fondo casa

Notiziario n. 32 del 1 aprile 2014 –

untitledSin dalla sua prima bozza, consegnata alle OO.SS. a conclusione dell’incontro con il Ministro Mauro in data 3 luglio u.s., lo schema di D. Lgs. in materia di personale,  attuativo della L. 244/2012 per il riordino in chiave riduttiva dell’assetto delle FF.AA.,  conteneva la novella dell’art. 1836 del Codice dell’Ordinamento militare (COM)  e prevedeva che il c.d “fondo casa”  fosse finalmente destinato a tutto il personale delle Difesa e dunque anche ai civili, che invece la norma originaria attribuiva solo “al personale dell’Esercito italiano, della Marina Militare e dell’Aeronautica Militare”, con esclusione dunque anche del personale dell’Arma dei CC.   Una novità che allora apprezzammo apertamente, in quanto andava a collocarsi  nel solco di quella pari opportunità che abbiamo sempre rivendicato tra militari e civili, che è traguardo ancor oggi purtroppo di là da venire.  Quella prima bozza è andata poi incontro a successive modificazioni, fino al testo definitivo contenuto nell’art. 6, comma 1, let i),  del D.Lgs. n. 8/2014,  avendone però sempre mantenuto la novità  relativa ai beneficiari individuati in entrambe le categorie di personale della Difesa.

Le innovazioni normative apportate  hanno tratto origine dalla presa d’atto del fallimento del vecchio fondo casa  a causa del disinteresse degli istituti di credito,  reso evidente dal fatto che tutte le gare bandite da COMMISERVIZI sono andate sempre deserte. La prima e fondamentale innovazione è consistita nella trasformazione del vecchio fondo in un fondo di garanzia “di ultima istanza  fino ad un massimo dell’80% della quota capitale”  e “nei limiti della disponibilità annuale”  avendone però mantenuto identica denominazione (“fondo casa”),   ed  è finalizzato “ad agevolare l’accesso alla concessioni di mutui da parte di istituti di credito per l’acquisto o la costruzione della prima casa”  da parte di dipendenti  del Ministero della Difesa, civili e militari, ad esclusione ancora del personale militare dell’Arma.   L’alimentazione di detto fondo sarà assicurata “dagli introiti derivanti dalla riassegnazione al bilancio dello Stato delle trattenute al personale del Ministero della Difesa”,  nella percentuale del 15%,   essendo la restante parte destinata alla manutenzione degli alloggi.

Il comma 3 dell’art. 1836 novellato dal D. Lgs. n. 8 prevede che le modalità di gestione del fondo di cui trattasi vengano regolamentate con decreto del Ministro della Difesa di concerto con il Ministro dell’Economia e Finanze e, a tal riguardo, ci era stata preannunciata da parte di STAMADIFESA  per giovedì 27 u.s. una convocazione delle OO.SS. nazionali,  poi rinviata,  per un primo confronto sull’argomento con le Rappresentanze del personale che,  interessando ambedue le categorie di personale,  immaginavamo venisse convocato contestualmente,  ancorché su tavoli diversi, come da prassi consolidata e per ultimo sempre utilizzata nei confronti tra le Parti relativi ai decreti attuativi della Legge delega per la riduzione dello strumento militare.

E, invece, così non è stato, purtroppo,  e ne siamo venuti a conoscenza attraverso un comunicato del COCER  interforze, che reca peraltro un giudizio fortemente negativo (“proposte irricevibili ed inaccettabili”)  sugli intendimenti della nostra Amministrazione,  e che rende evidente a tutti come in data 20 marzo u.s. si sia già tenuta una prima riunione con le Rappresentanze militari ma non anche con quelle civili, che tuttora mancano di alcuna informazione al riguardo.

Per quanto sopra, abbiamo immediatamente inviato a SMD – 1° e V° Reparto – la nota che pubblichiamo di seguito con la quale chiediamo che venga rapidamente avviato il tavolo di confronto con le Rappresentanze nazionali del personale civile della Difesa.

Su questa stessa pagina, sono pubblicati  il comunicato COCER e le slide di SMD che lo accompagnano.

Vi terremo tempestivamente informati degli sviluppi di questa nostra iniziativa.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Lettera FLP DIFESA a SMD

Allegato 2: Slide Fondo Casa predisposte da SMD V Reparto

Allegato 3: Comunicato Cocer Fondo Casa

Notiziario n. 126 del 23 novembre 2013 –

Il Capo di SMD in audizione
Il Capo di SMD in audizione

L’audizione, presso le Commissioni Difesa di Camera e Senato in seduta congiunta,  del Capo di SMD amm. Luigi Binelli Mantelli,  avvenuta in data 21 novembre u.s. e di cui pubblichiamo sul nostro sito sia il testo predisposto che il video con gli interventi dei membri della Commissione e le relative risposte,  è apparsa davvero molto interessante in quanto ricca di spunti e anche di alcuni elementi di chiarezza.

Rinviando per le altre questioni  a un successivo Notiziario, iniziamo oggi a riferire dell’audizione del Capo di SMD  partendo  dall’argomento del giorno, su cui (pare) si sia concentrata l’attenzione delle Commissioni Difesa, e che anche per questo è stato uno dei punti al centro del confronto con il Ca. SMD.

Ci riferiamo alla ripartizione delle competenze tra SEGREDIFESA e STAMADIFESA, e dunque tra area tecnico-amministrativa e area tecnico-operativa, che l’art. 15 del Codice dell’Ordinamento Militare (COM), novellato dal decreto attuativo c.d. “ordinamentale”, affida ad un redigendo e successivo Regolamento.  FLP DIFESA ha denunciato sin da subito il tentativo, portato avanti attraverso i decreti delegati, di depotenziare il ruolo di SGD e dell’area del Segretariato a tutto vantaggio di SMD, e lo ha fatto all’interno del proprio documento datato 15 luglio 2013 (allegato al Notiziario n. 82 di pari data) che abbiamo consegnato all’attenzione del Ministro in previsione degli allora imminenti tavoli di confronto sui due provvedimenti.  Ne riportiamo di seguito il passaggio contenuto a fine pagina 6, che così recita testualmente: “le modifiche (dell’art 15) depotenziano, a nostro avviso,  il ruolo di SGD, e, in abbinata ad altre modifiche previste (art. 41, comma 1, let c), riducono significativamente il ruolo del Segretario generale  nei confronti del Capo di SMD, la cui posizione, viceversa, viene fortemente potenziata” . Sull’argomento siamo intervenuti più volte in sede di confronto con l’Amministrazione, ma ottenendo il più spesso risposte liquidatorie e negatrici della realtà; e identiche risposte sono venute anche da parte del Segretario Generale, gen. E. Stefanini, nel corso della sua recente audizione (si veda il Notiziario n. 124 del 18 u.s.), che ha presentato una situazione del tutto in linea con il passato e senza alcuna novità.

Dobbiamo dare atto all’amm. Binelli Mantelli di aver fatto chiarezza sull’argomento, andando al sodo del problema e alla sostanza vera delle intenzioni. Nel suo intervento, e successivamente in  risposta all’on.  Callipari che lo ha interrogato al riguardo, il Capo di SMD ha detto quasi testualmente così: “Serve una diversa ripartizione di compiti tra SMD e SGD. Serve una soluzione che attualizzi le competenze delle FF.AA. su aspetti interconnessi, e difficilmente separabili tra di loro, come il reclutamento, l’addestramento, la disciplina, lo stato giuridico, la formazione, le operazioni, le dinamiche salariali e la previdenza,  e per questo serve conferire ai Capi di S.M. di Forza Armata  le competenze di cui sopra.   La parte innovativa del presente riassetto, il suo punto chiave,  è dunque la  <<governance>> del personale, che va gestita dalle FF.AA. e posta alle dirette competenze dei Capi di S.M.,  eliminando l’accentramento che c’è stato sinora su SGD e l’approccio burocratico che l’ha caratterizzata in questi anni” (vds. video).

Non servono commenti al riguardo, il progetto è ben chiaro e oramai in fase di ultimazione dopo le proposte del “Gruppo di progetto”.  Lo hanno ben compreso i lavoratori di PERSOMIL e PREVIMIL, che ne hanno denunciato le finalità e le ricadute negative nel corso della assemblea del 31 ottobre u.s. (vds. Notiziario n. 118) promossa dalle RSU e che ha visto la presenza delle OO.SS. . Quell’assemblea ha approvato, con il voto unanime dei lavoratori, l’indizione di una manifestazione cittadina di protesta in via XX settembre, che è prevista per il 28 p.v. La nostra O.S., fedele all’impegno assunto, ci sarà, perché va lanciato un segnale forte e va fatto subitoIl Regolamento, infatti, è oramai alle porte!

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1:  Il video dell’audizione del Capo di SMD

Allegato 2: Il testo scritto dell’intervento introduttivo del Capo di SMD

Allegato 3: L’articolo de IL FATTO QUOTIDIANO sulla manifestazione del 28 novembre

stamadifesa


Direttiva SMD-SGD del 28.06.2017 con i criteri per l’impiego dei dipendenti civili. I problemi tutti negli Enti dell’area operativa: la “concorrenza con il personale militare” e la discrezionalità di impiego da parte del Dirigente, non hanno modificato nulla rispetto al passato, anche perchè la tabella di corrispondenza concordata nel 2013 non è entrata in vigore e in aggiunta i marescialli sono diventati “direttivi”. FLP DIFESA scrive alla Ministra e chiede una verifica in merito agli effetti prodotti dalla Direttiva

6 Apr 2019 - Flp Difesa

Notiziario FLP DIFESA n. 34 del 5 aprile 2019 – Il problema relativo ad un impiego del personale civile in generale non soddisfacente sotto il profilo professionale e quasi sempre sottovalutato e sottodimensionato nel raffronto con il personale militare da sempre favorito nell’attribuzione degli incarichi anche in settori più propriamente civili (settore amministrativo, per es.), […]


SMD. Messaggio su conflitto interessi e proroga gruppo di lavoro su funzioni SMD e SGD

4 Set 2014 - Flp Difesa

Notiziario n. 92 del 4 settembre 2014 – In data 29.01.2014, sono stati approvati dall’allora Ministro Mauro  il “Piano triennale di prevenzione della corruzione 2013– 2016”  e il “Codice di comportamento dei dipendenti del Ministero della Difesa” (che ripubblichiamo entrambi su questa stessa pagina), in ottemperanza alle disposizioni di cui alla Legge 6.11.2012, n .190  e […]





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