Notiziario FLP DIFESA n. 19 del 25 febbraio 2019 –

Ha fatto un pò di rumore, nei giorni scorsi, l’audizione presso la Commissione Difesa della Camera, del prof. Michele Nunes, Consigliere scientifico dell’IAI (Istituto Affari Internazionali, fondato nel 1965 su iniziativa del grande europeista Altiero Spinelli), esperto nei temi legati alla sicurezza e alla difesa.

Il prof. Nunes ha parlato del problema relativo ai costi delle Forze Armate, ed ha affermato che nelle  stesse FF.AA. c’è un problema legato ai costi troppo alti di gestione dello strumento militare.

Secondo Nunes, infatti, le FF.AA. costano troppo allo Stato poiché la spesa non è conforme a quelli che sono gli obiettivi del nostro Paese che di certo non ambisce ad essere una potenza mondiale. Ad avviso dell’esperto, oggi, l’Italia è l’undicesima armata più potente al mondo (classifica Global Firepower) con un costo annuo di 29 miliardi di euro (secondo gli ultimi dati SIPRI). A fronte di questo quadro, l’Italia è ancora molto lontana dal raggiungere un livello ideale per quanto riguarda la spesa per la Difesa e Sicurezza; il costo, infatti, dovrebbe essere adeguato al ruolo di potenza regionale che ricopre oggi il nostro Paese, partendo innanzitutto dalla riduzione della attuale, notevole spesa per il personale (militare).

Infatti, all’interno della tradizionale tripartizione del bilancio del Ministero della Difesa (personale, esercizio e investimento), la spesa per il personale delle Forze Armate ammonta al 60% (è questo il dato fornito dal prof. Nunes, ma da quel che ne sappiamo noi, siamo oggi abbondantemente al di sopra del 70%), in ogni caso troppo alto e che, per questo, andrebbe decisamente ridotto (almeno al 40%).

Per quanto riguarda la spesa per l’esercizio, l’esplosione della spesa per il personale ha avuto come contraltare la contestuale riduzione di questa voce, valutabile oggi intorno al 10% del Bilancio della Difesa, e che, sempre a parere del prof. Nunes, occorrerebbe alzare almeno sino al 30%, così da puntare maggiormente sull’addestramento del personale e sulla manutenzione e il miglioramento degli armamenti. Per quanto attiene invece la spesa per investimenti, il livello si attesta intorno al 30%, e andrebbe bene.

Secondo Nunes, per avere una gestione più efficiente, sono due le soluzioni possibili: o si riduce la percentuale di costo attribuita al personale delle Forze Armate oppure si punta ad un incremento della spesa generale per il comparto Difesa e Sicurezza. Il Consigliere dell’IAI si è detto consapevole del fatto che realizzare il secondo obiettivo, visto lo stato attuale dell’economia, non è certo possibile, ed è per questo che spera in un “contenimento delle dimensioni dello strumento militare” così da poter mantenere inalterata la spesa per gli investimenti, incrementando nel contempo l’efficienza del comparto. Ove così non fosse, a parere di Nunes, si potrebbe correre il rischio concreto di trovarsi un comparto composto da troppi uomini ma comunque inefficiente, e dunque in una situazione simile a quella del ventennio: tanti militari, ma non addestrati nella maniera migliore possibile, senza contare i pochi mezzi e armamenti a disposizione. Insomma, un comparto numeroso e costoso, ma non efficiente,  cosa questa da evitare.

A nostro giudizio, l’analisi di Nunes non convince per nulla: la lievitazione della spesa per il personale e, in particolare, l’aumento del delta rispetto all’esercizio, ha subito un’accelerazione con l’attuazione (pur ancora parziale) della Legge 244, e con quel che da essa ne è seguito e conseguito. Dunque, ipotizzare ulteriori cure dimagranti per le FF.AA. potrebbe portare verso una direzione diversa da quella immaginata.

A nostro avviso, la Legge 244 e i relativi decreti attuativi vanno rivisti, attraverso una nuova e più adeguata spending, per ottenere maggiore efficienza e funzionalità dello strumento militare, e all’interno di questa revisione andrà anche affrontato il problema del riequilibrio della spesa, puntando ad alzare significativamente  le risorse destinate all’esercizio. Ma non si sa ancora cosa ne pensi al riguardo la Ministra Trenta.

C’è una altra questione che sta agitando la Difesa in queste ore: il video postato dal Sottosegretario Tofalo che è apparso offensivo dei COCER e delle Rappresentanze più in generale. Ne riparleremo.

(Giancarlo Pittelli)

Notiziario n. 5 del 12 gennaio 2015 –

La Ministra della Difesa, sen. Roberta Pinotti
La Ministra della Difesa, sen. Roberta Pinotti

La manovra di bilancio per il 2015 si compone, come vuole la legge 196/2009,  di due provvedimenti legislativi: il primo, costituito dalla Legge 23.12.2014, n. 190 che è la c.d. “legge di stabilità” (un tempo denominata “legge finanziaria”),  e il secondo costituito dalla Legge 23.12.20115, n. 191 che contiene il bilancio  previsionale (entrate/uscite) dello Stato per il 2015/2017,  entrambe in vigore dal 1 gennaio  2015.  I numeri che interessano il bilancio previsionale del Ministero Difesa,  la oramai nota “Tabella 11”,  è contenuta nel Decreto del MEF datato 29.12.2014 pubblicato nel S.O. n. 101 della GU n. 302 del 31.12.2014.

Il  bilancio di previsione 2015 del M.D., articolato nelle solite quattro missioni (“Difesa e sicurezza del territorio”; “Ricerca ed innovazione”; “Servizi istituzionali e generali” e “Fondi da ripartire”),  è pari quest’anno a poco meno di 20 miliardi di euro, per la precisione a 19.776,78 €, con un decremento di € 535,5 mln rispetto al 2014,  -2,64%).  Rispetto alle risorse totali, 13.578,9 mln di €  (498,02 mln  in meno rispetto al bilancio 2014)  sono destinate alla c.d. “funzione Difesa”,  di cui 4,6 mld circa per l’Esercito, poco meno di 2 mld per la Marina, 2,4 mld per l’Aeronautica, e infine 4 mld. per la pianificazione generale delle FF.AA..

A  carico della c.d.  “funzione sicurezza” (Carabinieri),  sono invece postate 5.563 mln di €;  102 mln di € sono invece previsti per le cd. “funzioni esterne”  mentre per la c.d “ausiliaria” sono inserite in bilancio 442,9 mln. di euro, ancora una enormità nonostante la riduzione al 50%.  Rispetto alla usuale tripartizione di spesa del nostro Ministero (“personale”, ”esercizio” e “investimenti” ), le spese per  il personale  in servizio (militare e civile) sono pari quest’anno a 9.739,3 milioni di € con un incremento sul 2014 di 227,83 milioni di euro; le spese per investimenti subiscono anch’esse un decremento rispetto al 2014 di € 552 milioni, attestandosi  così a 2.668,7 milioni di €;  infine, le spese per l’esercizio sono pari a 1.170,9 milioni di € con un decremento di 173,81 mln sul 2014, e dunque si aggraverà la già precaria situazione in cui versano gli Enti.

La legge di stabilità 2015 prevede in particolare per il nostro Ministero:  il rifinanziamento del fondo per le missioni internazionali, la cui dotazione è incrementata di 850 milioni di euro per il 2015 e il 2016;  il differimento dal 2014 al 2016 del termine previsto dall’art. 2190 del Codice dell’Ordinamento Militare (COM) entro il quale gli Enti AID dovranno conseguire la c.d “economica gestione”,  che si accompagna  alla riduzione da 19 a 12 unità degli uffici dirigenziali di livello non generale della stessa AID;    l’integrale assegnazione alla società “Difesa Servizi s.p.a.” delle risorse derivanti dalla gestione economica dei beni del MD e dai servizi resi a terzi, al fine dello svolgimento delle attività negoziali;    la realizzazione, attraverso la dismissione di immobili in proprio uso,  di introiti di importo non inferiore a 220 milioni di euro nel 2015 e a 100 milioni di euro in ciascuno degli anni 2016 e 2017,  pena la riduzione di pari importo delle risorse assegnate al nostro Dicastero, davvero una tagliola;   la riduzione dei termini per taluni adempimenti inerenti  al procedimento di vendita con il sistema dell’asta,  il versamento allo Stato delle risorse derivanti dalla cessione di quote dei fondi comuni di investimento immobiliare e, infine, la possibilità di cessione a titolo oneroso, previa intesa con l’Agenzia del Demanio,  di immobili  liberi, anche residenziali, a fondi comuni di investimento immobiliare;  infine, interventi vari concernenti, in particolare,  il personale militare ma anche quello civile, a cui, data la rilevanza e l’ampiezza delle misure,  dedicheremo a seguire uno specifico Notiziario.

Dunque, anche quest’anno dei tagli, ancorchè ridotti rispetto a quelli temuti dai Vertici politici e militari.  L’auspicio è che queste risorse vengano impiegate in modo sensato, e non spendendo, come ha fatto PMAL Terni, la somma di 34.300 €  per 2.000 rotoli di panno carta (lo “scottex”), pari a 17 € cadauno!!!!!

Pubblichiamo su questa stessa pagina la “tabella 11”  relativa allo stato di previsione 2015 del M.D. che reca un ulteriore affinamento dei numeri  forniti in questo Notiziario e tratti dalla Commissione Difesa del Senato; in aggiunta, il testo della Legge di stabilità e una sintesi delle principali disposizioni di carattere generale in essa contenute.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Stato di previsione Ministero Difesa (“Tabella 11”)

Allegato 2: Legge 23.12.2014, n.190 (“Legge di stabilità 2015“)

Allegato 3: Sintesi principali disposizioni generali della Legge di Stabilità 2015

spesa investimenti ministero difesa


La discussione in atto sui costi dello strumento militare. Nell’audizione in Commissione Difesa della Camera, il prof. Nunes afferma che, siccome l’Italia è oggi solo una potenza regionale, la spesa per le FF.AA. è eccessiva, e ipotizza ulteriori tagli. Insomma, una nuova L. 244, nonostante le riduzioni operate non abbiano portato ai benefici immaginati. Non siamo d’accordo. Noi puntiamo ad una revisione della L. 244, che apra una nuova spending review nel M.D., riduca la spesa complessiva ed elimini gli squilibri, ma senza ridurre ulteriormente lo strumento militare

25 Feb 2019 - Flp Difesa

Notiziario FLP DIFESA n. 19 del 25 febbraio 2019 – Ha fatto un pò di rumore, nei giorni scorsi, l’audizione presso la Commissione Difesa della Camera, del prof. Michele Nunes, Consigliere scientifico dell’IAI (Istituto Affari Internazionali, fondato nel 1965 su iniziativa del grande europeista Altiero Spinelli), esperto nei temi legati alla sicurezza e alla difesa. […]



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