Il prof Carlo Cottarelli, Commissario alla spending review
In un momento in cui il dibattito politico, anche in chiave di confronto/scontro elettorale in previsione del voto europeo, è tutto concentrato sulla riduzione della spesa pubblica come momento essenziale per liberare risorse da destinare agli investimenti e al rilancio dell’economia, il taglio della spesa della Difesa ne è diventato uno dei motivi conduttori (pensiamo alla discussione sugli F-35). Anche per questo motivo, era particolarmente attesa l’audizione parlamentare del prof. Carlo Cottarelli, Commissario alla revisione della spesa (spending review), nominato in ottobre scorso dal Governo Letta e poi riconfermato dal Governo Renzi, che il 24 aprile u.s. è stato audito dalle Commissioni Difesa di Camera e Senato in seduta congiunta, di fronte alle quali il professore ha affrontato il tema, complesso e controverso, della spesa della Difesa e delle eventuali ipotesi di riduzione a breve/medio termine.
Ma andiamo con ordine, partendo innanzitutto dalla relazione introduttiva del Commissario, che è stata occupata per gran parte dalla illustrazione del metodo usato per lo studio, che è consistito nel raffronto tra le spese 2013 del nostro Ministero e quella dei più importanti Paesi europei (al netto della Gran Bretagna). I fattori presi in esame sono stati: a) le spese della c.d. “funzione Difesa”, calcolata al netto della voce “Arma CC” ma incluso le risorse per le missioni internazionali ( MEF) e quelle che fanno riferimento al MISE (Ministero sviluppo economico), spese che per il 2013 sono state pari a 18,5 mld di euro, incidendo per l’1,5% sul PIL; b) i vincoli cui l’Italia è oggi sottoposta, per comprendere bene cosa ci possiamo realisticamente permettere; c) la spesa primaria, al netto degli interessi sul debito; d) infine, la compatibilizzazione con il nostro PIL, decisamente più basso. Dall’esame di questi fattori e dal raffronto con gli altri Paesi europei, emerge che la spesa per la funzione difesa può essere certamente ridotta.
A parere di Cottarelli, il “benchmark” (test per la valutazione e miglioramento di attività e processi) per il nostro Paese è dello 0,9% sul PIL, e dunque è ipotizzata una riduzione dell’0,2 sulle spese 2013, che equivarrebbe a un taglio di 3–3,5 mld di euro. Più realisticamente, però, il professore ha parlato di un taglio di 2,5 mld di euro al 2016. Precisando, al contempo, che i risparmi legati al riassetto delle FF.AA., di cui ai decreti attuativi della delega ex L. 244/2012, non incideranno sul taglio di spese, atteso che i risparmi ottenuti verranno ridestinati al riequilibrio tra le voci di bilancio (personale, esercizio, investimenti), oggi in forte disequilibrio a fronte di una notevole spesa per il personale (70%).
Ma allora, da dove ottenere i 2,5 mld al 2016 ipotizzati dal Professore? A tal riguardo, Cottarelli parla della prima tranche 2014 di risparmio, i 400 mln previsti dal DL 24.04.2014, n. 66 (si veda il nostro Notiziario n. 43 del 26 apr), ma sul resto ha detto davvero poco. Ha riferito di un “Gruppo di lavoro” non meglio precisato istituito nel MD che starebbe esaminando interventi di efficientamento sulle caserme; ipotizza in via personale possibili tagli nel settore della Giustizia militare; non ha dato elementi su dove e come tagliare la spesa per armamenti (F-35? altri?); infine, a seguito della sollecitazione dell’on. Duranti, ha parlato anche dei tagli ex L.244 di organico civile, giudicandoli importanti (7.500 unità al 2024 non sono effettivamente pochi) e proprio per questo verosimilmente non suscettibili di incremento. Tutto qua….
Ebbene, diciamo subito che le risultanze di questa discussione durata complessivamente solo 1 ora e 10 minuti (il video è accessibile su questa stessa pagina), hanno tradito un po’ le attese. Dal prof. Cottarelli attendevamo dati e ipotesi più dettagliate (cosa, come e in che tempi tagliare, in particolare sul fronte dei tanti sprechi e privilegi che esistono ancora nel M.D.), e così non è stato; dai parlamentari ci aspettavamo interventi più incisivi, e anche in questo caso così non è stato. Se ne dovrà certo riparlare, andando molto più in profondità, e magari questa volta partendo da ipotesi concrete, come quella avanzata dall’ex Capo di SMD, gen. Camporini, che ha proposto l’unificazione dei tre Stati Maggiori.
Carlo Cottarelli, Commissario per la spending review
I media hanno dato ampio risalto all’audizione del Commissario straordinario per la spending review Carlo Cottarelli, avvenuta in Commissione Bilancio del Senato il 12 u.s.., che ha illustrato le linee fondamentali di intervento per la riduzione della spesa pubblica messo a punto dal suo gruppo di lavoro.
Diciamo subito che il Commissario stima in circa 7 mld. € il risparmio totale massimo realizzabile nel 2014 che, però, in considerazione dei mesi già trascorsi, è più correttamente stimabile in 5 mld; la previsione di risparmi per gli anni 2015 e 2016 si attesterebbe invece rispettivamente in 18 e 34 mld €.
Tralasciando qui gli interventi di carattere più generale, rispetto ai quali rinviamo alle slide e al resoconto parlamentare dell’audizione pubblicati entrambi su questa stessa pagina, proviamo a individuare i risparmi attesi dalla Difesa, le cui spese, a parere del Commissario, “dovranno essere riviste, tenendo conto che l’ampio debito pubblico consente all’Italia investimenti più limitati anche in questo settore” .
Innanzitutto partiamo dal crono programma : ad aprile si procederà alla nomina del “responsabile” per il programma di riforma del “comparto sicurezza e difesa” che avrà il compito di predisporre entro settembre il programma dettagliato di revisione della spesa, sia all’interno delle fattispecie generali individuate dal Commissario, sia delle voci più specifiche del M.D.. Tra le prime, vanno sicuramente citate: le auto blu, rispetto alle quali il Commissario ha indicato in numero di 1.500 le macchine utilizzate dalle Amministrazioni Centrali, di cui parte non esigua pensiamo sia in uso alla Difesa, e le retribuzioni dei Dirigenti che, in generale, a parere di Cottarelli, “percepiscono 12,63 volte la retribuzione del cittadino medio, contro l’8,48 in Inghilterra, il 4,97 in Germania e il 6,44 in Francia”. I dati forniti da IL SOLE 24 ORE del 25 u.s. e riferiti all’anno 2012, evidenziano per i dirigenti di 1° livello della Difesa (n. 8) una retribuzione totale media annua pari a 176mila euro e una retribuzione di risultato media pari a 17mila €.
Per quanto riguarda invece le voci specifiche del “comparto difesa”, il Commissario ha complessivamente quantificato le riduzioni di spesa in: 100 mln € per il 2014; 1,8 mld € per il 2015 e 2,5 mld € per il 2016. Più analiticamente, il Commissario ha rilevato che la spesa italiana per la difesa (tolte le spese dei Carabinieri e aggiungendo quelle per armamenti nel bilancio MISE e le missioni di pace nel bilancio MEF) è di 18 mld di euro, pari all’1,2 percento del PIL, numeri questi dai quali si evince un surplus di spesa rispetto al dato medio europeo pari allo 0,2 % (3,2 mld €). Per operare dette riduzioni, le misure di risparmio dovrebbero interessare anche le missioni all’estero, ma in primo luogo potrebbero riguardare la spesa per armamenti, F-35 in primis, opzione rispetto alla quale la Ministra Pinotti nella sua recente audizione si è dichiarata disponibile a discutere, ma solo nel quadro di un ragionamento più generale che parta in ogni caso dalla scelte del nuovo modello difesa e dalle finalità ad esso ascritte.
Un’attenzione particolare è stata poi riservata dal Commissario al tema del personale. L’età media dei militari delle FF.AA. è passata dal 2006 al 2012 dai 37,1 anni del 2006 ai 36,7 del 2012, con una flessione dello 0,43%, che evidenzia un segno diverso rispetto a quella di altre categorie (Vigili del Fuoco; Polizia; etc.) e degli stessi lavoratori civili del M.D., che è invece salita (in area industriale, 56 anni!). In merito al problema del personale statale in esubero, il prof. Cottarelli lo stima in “almeno 85.000 unità al 2016” (ma la Ministra Madia ne ha preso subito le distanze…) e indica anchealcune opzioni per il loro riassorbimento, tra le quali la mobilità obbligatoria, i prepensionamenti e (incredibile!) anche il ripristino dell’istituto dell’esonero dal servizio, rispetto al quale la FP mesi fa ha detto no alla proposta delle OO.SS. della Difesa di prevederla come opzione ai fini della gestione delle eventuali eccedenze dal 1.1.2016.
Ultima considerazione: non un solo cenno da parte di Cottarelli al fatto che il MD la sua spending la stia già facendo con la L.244……
Notiziario n. 45 del 2 maggio 2014 – In un momento in cui il dibattito politico, anche in chiave di confronto/scontro elettorale in previsione del voto europeo, è tutto concentrato sulla riduzione della spesa pubblica come momento essenziale per liberare risorse da destinare agli investimenti e al rilancio dell’economia, il taglio della spesa della Difesa […]
Notiziario n. 30 del 28 marzo 2014 – I media hanno dato ampio risalto all’audizione del Commissario straordinario per la spending review Carlo Cottarelli, avvenuta in Commissione Bilancio del Senato il 12 u.s.., che ha illustrato le linee fondamentali di intervento per la riduzione della spesa pubblica messo a punto dal suo gruppo di lavoro. […]