Dopo il positivo confronto durato molti mesi sui contenuti dei decreti attuativi della delega per la riduzione dello strumento militare, si è tenuto in data odierna il primo confronto con l’Amministrazione Difesa in materia di mobilità. Un confronto che molto opportunamente è stato presieduto dal Sottosegretario, sen. Roberta Pinotti, a dimostrazione che esistono nodi politici che vanno prioritariamente affrontati e risolti, cosa della quale la sen. Pinotti si è peraltro detta ben consapevole.
In previsione di questa riunione, il Gabinetto ha inviato alle OO.SS. due documenti con le proposte dell’Amministrazione, il primo sulla procedura di mobilità interna a domanda e il secondo sulla procedura di reimpiego del personale in conseguenza dell’attuazione di provvedimenti di riordino degli Enti (soppressioni e riorganizzazioni), documenti che sono stati in avvio sinteticamente illustrati alle OO.SS. dal Vice Capo di Gabinetto e che sono pubblicati su questa stessa pagina. E’ poi iniziato il consueto giro di tavolo.
La nostra O.S. ha ricordato innanzitutto che il confronto odierno seguiva quello avviato nella seconda metà del 2012 e arenatosi già alla terza riunione di fronte al nodo, tutto politico e allora non sciolto, sui pareri degli Organi Programmatori (O.P.) sulla mobilità interna (vds. Notiziari nn. 110, 120 e 137/2012). Un nodo che, a leggere la proposta attuale, si ripropone anche oggi, in modo addirittura più accentuato, atteso che viene previsto il “parere vincolante d’impiego in relazione alle esigenze funzionali di F.A. nel profilo professionale”. E peraltro senza che vengano esplicitati nel documento attraverso quali vie e quali strumenti, oggettivi e trasparenti, verrebbero rilevate le “esigenze funzionali”, in mancanza dei quali rimarrebbe solo la discrezionalità dell’ O.P., che abbiamo sperimentato in questi anni. Quale è stata allora la nostra richiesta? Che l’A.D. si doti di regole precise e trasparenti, come avviene in tutte le altre Amministrazioni, che passino attraverso quattro fasi precise(ricognizione delle posizioni e delle sedi da ripianare; presentazione delle istanze da parte dei lavoratori interessati; graduatorie formate sulla base di criteri convenuti con le OO.SS.; sanzione dei trasferimenti). Una procedura, questa, senza alcun elemento di discrezionalità e dunque senza alcun parere degli O.P., cosa che peraltro recupererebbe Persociv al ruolo di soggetto pienamente gestore della mobilità, come peraltro avviene per le DD.GG. delle altre AA.PP., abbandonando quel ruolo impropriamente “notarile” che oggi riveste.
Sulla seconda partita, quella relativa alla mobilità collettiva (c.d. reimpieghi post provvedimenti di riordino), la proposta venuta dall’A.D. pone problemi ancor più stringenti, che toccano il ruolo attribuito alle Parti Sociali. Prassi ultraventennali e norme del CCN Integrativo Difesa assegnavano sinora al Sindacato un ruolo fondamentale di interlocuzione, sia sul piano nazionale che su quello locale, che era chiamato a definire insieme all’O.P. il piano definitivo di reimpiego. Un ruolo sostanzialmente confermato anche nella proposta 2011 dell’AD (si veda il documento pubblicato sul nostro sito), ma che invece nella proposta attuale viene annullato in quanto manca qualsiasi richiamo alla contrattazione decentrata e le fattispecie di relazioni sindacali richiamate sono “esame congiunto” a livello locale e “partecipazione” dei piani di reimpiego a livello nazionale, in una parola la cancellazione di fatto della contrattazione. Non si comprende, ha poi proseguito la nostra sigla, da cosa origini questo giro di valzer, atteso che in questi venti anni non ci sono stati problemi e che il quadro normativo non si è modificato dal 2012 a oggi. Qui, il nodo politico è ancora più marcato, perché riguarda il ruolo di interlocuzione effettiva delle Parti Sociali, ed è un nodo che, per noi, va sciolto prima di ogni discussione su criteri, fattispecie e numeri. Altra nostra annotazione ha riguardato il ruolo preponderante assegnato a SMD, che limita quello degli OO.PP.
In replica, la sen. Pinotti ha detto di aver ben compreso i problemi posti, sui quali, dopo i dovuti approfondimenti, fornirà le risposte richieste nel corso della prossima riunione (entro 2/3 settimane).
Come già anticipato nel nostro precedente Notiziario n. 101 del 14 u.s., la riunione di oggi con il Sottosegretario sen. Roberta Pinotti doveva servire, in base a quanto concordato nell’ultimo incontro di luglio, a riprendere e organizzare il confronto tra Sindacato e Amministrazione sulle principali questioni aperte, in ordine alle quali in quel Notiziario avevamo proposto una sintetica ricognizione. Ebbene, la riunione c’è stata, le OO.SS., ciascuna per la propria parte ma in modo sostanzialmente condiviso, hanno messo sul tavolo tutte quelle importanti questioni, ma l’approdo conclusivo della riunione è stato un general generico rinvio da parte del Sottosegretario a successivi e imprecisati (nei tempi e negli argomenti) confronti che, per quanto ci riguarda, non può certo soddisfarci. Ma andiamo con ordine.
Dopo una breve introduzione della sen. Pinotti, che ha confermato in premessa l’impegno del Ministro a riprendere il confronto con le OO.SS. sulle questioni ancora aperte legate ai decreti attuativi della delega per la riduzione dello strumento militare, è iniziato il giro di tavolo con gli interventi di tutte le OO.SS. presenti. Nel suo intervento, FLP DIFESA ha riproposto le posizioni che avevamo già anticipato:
MOBILITA’: il confronto tecnico sulla mobilità interna, avviato a Persociv nell’autunno 2012, si era arenato su un nodo politico: i pareri, di fatto vincolanti, degli Organi Programmatori in merito alle istanze di mobilità interna. Occorre, abbiamo detto al Sottosegretario, riprendere il confronto tecnico, ma a partire dallo scioglimento di quel nodo tutto politico. E occorre riprendere subito il confronto, anche perché, alla luce di quanto previsto dai decreti attuativi, è necessario definire altre partite (mobilità regionale, attualizzazione della procedura di reimpiego) che oggi appaiono più urgenti.
LINEE GENERALI DI RIORGANIZZAIONE: era, dopo la mobilità, il secondo punto iscritto all’o.d.g. della riunione, ma di esse non abbiamo sentito alcuna specifica proposta da parte dell’Amministrazione. Nel suo intervento, la FLP ha ricordato le importanti ed apprezzate aperture del Vertice politico attuale in merito alla valorizzazione del personale civile (Sch. D.Lgs c.d. “ordinamentale”: “tendenziale attribuzione di compiti e funzioni tecnico-amministrativi al personale civile”, dirigente e non), che però dovranno essere codificate nel redigendo “Regolamento”. E per questo, FLP ha richiesto l’ avvio di un tavolo di confronto finalizzato a rendere concrete ed esigibili quelle importanti aperture del Ministro.
SCHEMI DECRETI ATTUATIVI DELLA DELEGA EX L.244: la nostra O.S. ha ricordato innanzitutto le positive risultanze dei confronti tra le Parti di luglio scorso; ha quindi segnalato, rispetto a quelle risultanze, le importanti conferme venute dagli schemi di provvedimento adottati dal Consiglio dei Ministri, ma ha anche indicato i punti di arretramento (la scomparsa dei vincoli relativi alle facoltà assunzionali della Difesa nei transiti dei militari in esubero nei ruoli civili; l’esclusione dei civili dall’ “esenzione” prevista invece per i militari; il soppresso riferimento alla contrattazione decentrata sui reimpieghi; etc.); infine, ha ricordato i punti irrisolti (uno su tutti: la previsione di mobilità interna su base regionale) e l’ancora non definita tabella di corrispondenza tra gradi militari e posizioni civili, che guiderà tutte e operazioni di transito dei militari nei ruoli civili della Difesa e in quelli delle altre PP.AA. Per questo, anche in relazione all’impegno assunto dal Vertice politico a luglio scorso di proseguire il confronto con le OO.SS. fino all’adozione definitiva dei provvedimenti da parte del CdM, ha chiesto la riapertura urgente del confronto con le OO.SS. allo scopo di ricercare, come a luglio, soluzioni condivise e migliorative dei testi attuali, da tutte le OO.SS. ritenute ancora non soddisfacenti.
PENSIONAMENTI IN SOPRANNUMERO EX LEGGE 135/2012: con riferimento alla ricognizione avviata da Persociv con la recente circolare n. 52028 (vds. Notiziario n. 97 del 9 set. u.s.), abbiamo rappresentato l’esigenza di disporre di dati aggiornati rispetto alle posizioni soprannumerarie e di poter discutere con l’Amministrazione sugli aspetti comunque connessi all’applicazione della circolare F.P. n. 3., ricordando la nostra formale richiesta di confronto inviata in data 5 agosto (anche altre OO.SS. hanno fatto analoga richiesta). In aggiunta, abbiamo richiamato l’attenzione del Sottosegretario sulla necessità di una urgente iniziativa di ordine politico-parlamentare finalizzata a sciogliere positivamente i nodi controversi del DL 101 legati alla imminente redazione (entro il 30 p.v.!) del piano di “previsione delle cessazioni dal servizio” , finalizzato alla verifica della riassorbibilità delle posizioni soprannumerarie e condizione necessaria anche ai fini della copertura dei posti vacanti nelle aree carenti attraverso l’ assunzione dei vincitori di concorsi pubblici. A tal proposito, abbiamo segnalato come il combinato disposto tra i pensionamenti in soprannumero e le eventuali mancate assunzioni potrebber creare, anche nel breve periodo, una situazione di estrema sofferenza negli Enti, in particolare in quelli dell’area industriale (Arsenali e Poli, in primis), rendendo peraltro inefficace l’estensione al 2019 della riserva del 60% di assunzioni per quelli Enti, prevista dai decreti attuativi.
A conclusione, con riferimento a interventi precedenti di altre OO.SS., abbiamo chiesto che gli Enti evitino di convocare le OO.SS. per la ridefinizione dei propri organici sulla base dei numeri complessivi fissati dalla Legge 148/2011, atteso che nel frattempo lo scenario è cambiato con l’ultimo taglio operato dalla L. 135/2012, rispetto al quale occorre effettuare quanto prima la ripartizione tra i diversi profili e la distribuzione tra gli OO.PP.; infine, abbiamo segnalato la necessità inderogabile di individuare una soluzione che consenta di corrispondere le indennità per prestazioni rese (turni/reperibilità) e per PPL in tempi più ristretti rispetto a quelli attuali determinati dalle nuove regole.
Queste i contenuti dell’intervento fatto in riunione dalla nostra O.S., che ha avuto un filo conduttore preciso: la richiesta, per le diverse questioni poste, molte delle quali hanno tempi di definizione estremamente ravvicinati, di un confronto urgente con l’Amministrazione.
Nulla di tutto questo, però. E’ infatti caduta nel vuoto la nostra richiesta di calendarizzazione immediata di incontri specifici, in particolare su decreti attuativi, pensionamenti, assunzioni e mobilità. Tutto è stato differito, come già detto in apertura, a successivi e imprecisati (nei tempi e negli argomenti) confronti che, per quanto ci riguarda, tradisce le nostre aspettative rispetto a questo incontro. Colpisce in particolare, rispetto al percorso di luglio, la mancata calendarizzazione di incontri sui decreti attuativi della delega. Alla luce della riunione odierna, non possiamo non chiederci se ci sia davvero l’intenzione e/o la possibilità di modificare i testi usciti dal CdM, frutto forse di difficili equilibri raggiunti anche nei confronti di MEF e FP, che proprio per questo potrebbe essere arduo intaccare.
Ora, dovremo attendere la/le convocazione/i da parte dell’Amministrazione, su quali tavoli (tecnici o politici) ancora non è dato sapere, che deciderà in proprio tempi e argomenti dei confronti con le OO.SS., anche sulle questioni che rivestono particolare urgenza e rilevanza. Non è lo stesso copione con cui si sono sviluppati i positivi confronti di luglio, tutt’altro! E allora, perché oggi è andata così?
L’impressione che abbiamo avuto, lo diciamo con estrema franchezza ai colleghi, è che la riunione odierna sia servita solo a smarcare un impegno precedentemente assunto dal Sottosegretario, a fronte però di un quadro di situazione completamente modificato rispetto a luglio, che offre allo stato poche certezze sul fronte della durata del Governo. E questo ha certo riflessi anche sulle cose di casa Difesa.
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario n. 101 del 14 settembre 2013 –
Sullo sfondo, palazzo Baracchini sede della riunione con il Sottosegretario Pinotti
Martedì 17 p.v., riprende il confronto con il Vertice politico dopo la pausa estiva. All’ordine del giorno della riunione con il Sottosegretario sen. Roberta Pinotti, sono formalmente iscritti due punti (linee generali di riorganizzazione e mobilità), ma è facile prevedere che la discussione spazierà certamente anche ad altre questioni, e in particolare a quelle di più stretta attualità.
In primo luogo, gli schemi di decreti attuativi della delega per il riordino dello strumento militare, adottati dal Consiglio dei Ministri (CdM) in data 8 agosto u.s. (si veda il nostro Notiziario n. 89 di pari data) con alcune novità importanti rispetto ai testi elaborati dall’Ufficio Legislativo a conclusione dei confronti con le OO.SS., prima tecnici e poi sul tavolo politico.
I testi varati dal CdM recano alcune importanti novità, alcune positive, altre invece di segno decisamente negativo, di cui abbiamo già riferito nel nostro Notiziario n. 91 del 19 agosto u.s.. Ricordiamo le nostre considerazioni al riguardo: ottima cosa, innanzitutto, l’estensione anche al personale non dirigente, come FLP DIFESA aveva espressamente richiesto, della previsione di “tendenziale attribuzione” di funzioni e compiti amministrativi al personale civile, inizialmente prevista solo per il personale di livello dirigenziale, fatto questo che potrebbe rappresentare una svolta ancorché un po’ mitigata da quel “tendenziale” ; positiva anche la rimodulazione nel senso da noi richiesto delle norme riferite all’area industriale, e altrettanto positiva la riserva del 15% nella mobilità verso le altre AA.PP. per il personale civile della Difesa. Abbiamo invece giudicato in modo decisamente negativo alcune modifiche, tra le quali: la mancata previsione del limite delle facoltà assunzionali nei transiti del personale militare in esubero verso i ruoli civili della Difesa, cosa che giudichiamo grave anche in ragione delle assicurazioni che ci erano state fornite al riguardo; la cancellazione dell’espresso riferimento alla “contrattazione decentrata d’amministrazione” per determinare i criteri e le procedure nelle operazioni di reimpiego; l’espunzione dell’opzione “esenzione” per il personale civile, mantenuta invece, e in che termini, per i militari. Complessivamente, più ombre che luci nelle novità introdotte dal CdM che, a nostro avviso, fanno registrare un certo passo all’indietro.
A questo, si aggiungano poi i problemi non risolti e rinviati al prosieguo del confronto: la previsione del 50% di riserva dei posti nei concorsi civili per i volontari; la mobilità interna su base regionale; la previsione di una norma ad hoc che consenta, almeno da qui al 2018, il recupero delle modalità di maggior favore per l’accesso al trattamento pensionistico ex L. 135/2012 (ricordiamo che il recente Decreto Legge n. 101/2013 ha già allargato i termini al 31.12.2015). E, infine, la madre di tutte le questioni ancora aperte, la controversa e spinosissima questione legata alla “tabella di equiparazione” tra gradi militari e inquadramenti civili, che naturalmente oggi, alla luce del soppresso vincolo alle facoltà assunzionali, appare ancora più centrale: noi saremo rigorosamente attestati sulla posizione unitariamente espressa da tutto il Sindacato nei tavoli tecnici (transito secco di tutti i SS.UU. in area 2^ e degli UU. in area 3^). Infine, non possiamo non osservare che, mentre si tagliano posti di lavoro, permangono ancora sprechi e privilegi inammissibili, alcuni dei quali codificati negli stessi schemi dei decreti attuativi.
E’ di tutta evidenza allora che, su tutte queste questioni irrisolte, occorrerà riprendere il confronto con l’A.D., e occorrerà farlo anche presto perché i tempi a disposizione, non superiori a quelli assegnati alle Commissioni Difesa, appaiono davvero molto ristretti.
In secondo luogo, le problematiche, estremamente attuali, legate ai c.d. “pensionamenti in soprannumero” previsti dalla Legge 135/2012 (“spending review, conversione del DL 95), in ordine ai quali sono state emanate, prima la circolare della Funzione Pubblica n. 3/2013 (vds. Notiziario n. 88 del 5 agosto) e più recentemente la circolare Persociv n. 52028 (vds. Notiziario n. 97 del 9 settembre). A tal proposito, noi riteniamo necessario e urgente aprire un confronto con l’Amministrazione, tecnico e politico, che peraltro abbiamo già richiesto da tempo con nota datata 8 agosto 2013 inviata al Sottosegretario Pinotti all’indomani della pubblicazione della circolare della F.P. .
La questione dei “pensionamenti in soprannumero” si intreccia in un qualche modo anche con le recenti disposizioni introdotte dall’art. 2 del Decreto Legge 31.08.2013, n. 101. Conosciamo tutti le difficoltà nelle quali si dibattono da tempo gli Enti della Difesa a fronte del mancato turnover di tutti questi anni e del progressivo invecchiamento delle professionalità. Ebbene, i pensionamenti in soprannumero, quelli delle professionalità tecniche in particolare, non potranno che appesantire ulteriormente e aggravare di molto la situazione attuale, rispetto alla quale l’unica risposta possibile sta nell’assunzione di nuovo personale.
Come sappiamo, giuste disposizioni del DL 101, non sarà possibile assumere personale in 1^ e 2^ area fin quando permarranno posizioni soprannumerarie; ma in area 3^ la situazione è diversa, in quanto sono state “certificate” n. 175 posizioni carenti e Persociv ha già trasmesso da tempo alla F.P. la richiesta di assunzione dei vincitori di concorsi pubblici per la Difesa. Entro il 30 settembre p.v. (art. 2, comma 2, punto 3), l’Amministrazione dovrà predisporre il piano di “previsione delle cessazioni dal servizio” ai fini della verifica della riassorbibilità delle posizioni soprannumerarie e anche ai fini della copertura dei posti vacanti nelle aree carenti. A tal riguardo, chiederemo al Sottosegretario un impegno particolare su questo punto, anche per evitare interpretazioni restrittive e penalizzanti che limiterebbero le possibilità assunzionali anche per l’area 3^, che andrebbero ad aggiungere benzina alla già esplosiva situazione attuale.
In merito ai punti formalmente iscritti all’o.d.g. della riunione di martedì 17:
– per quanto attiene la questione della “mobilità”, noi pensiamo che debba essere sollecitamente ripreso il confronto tecnico a Persociv avviato il 2 agosto 2012 e poi interrotto dopo la terza, infruttuosa riunione del 17 ottobre dello stesso anno, e nel cui contesto andranno affrontate anche le problematiche legate alla mobilità interna su base regionale (prevista dallo secondo schema di D.Lgs. attuativo della delega) e alle procedure di reimpiego che, anche in relazione a quanto avvenuto in occasione del recente riordino della Sanità, necessita di una opportuna messa a punto;
– per quanto riguarda “le linee generali di organizzazione”, ascolteremo naturalmente con estrema attenzione quanto ci dirà il Sottosegretario e le proposte che verranno eventualmente avanzate, fermo restando il fatto che, a nostro avviso, occorrerà aprire, anche qui abbastanza rapidamente, un confronto con l’Amministrazione in previsione di due scadenze importantissime:
la costruzione del disegno di legge preannunciato dal comunicato stampa del Consiglio dei Ministri dell’8 agosto u.s. che ha adottato gli schemi dei decreti attuativi (“per tutto il Governo è comune e stringente l’impegno nel procedere, con altrettanta tempestività, a dare corso ad una completa revisione dei ruoli ed al riordino delle carriere di tutto il comparto difesa e sicurezza, tale da soddisfare le legittime aspettative del personale civile e militare, avviando, sin da subito, le attività di elaborazione di un apposito disegno di legge”). Un’occasione davvero da non perdere!
la redazione del “Regolamento” di cui all’art. 15 C.O.M., come novellato dal primo schema di D.Lgs. (“ordinamentale”) attuativo della delega, che dovrà provvedere alla “ripartizione delle funzioni e dei compiti” tra le due aree del nostro Dicastero (“area tecnico-amministrativa” con a capo Segredifesa e “area tecnico-operativa” con a capo Stato Maggiore Difesa) e, in quel contesto, dovrà definire le condizioni per favorire “la tendenziale attribuzione di funzioni e compiti tecnico-amministrativi al personale civile di livello dirigenziale e non dirigenziale appartenente ai ruoli del Ministero Difesa”, una circostanza, questa, che se realizzata, potrebbe determinare davvero un punto di svolta nella nostra Amministrazione. Anche qui, dunque, un’occasione da non perdere!
Informeremo i colleghi, come al solito celermente e compiutamente, sui contenuti e sulle risultanze dell’incontro di martedì 17 p.v. con il Sottosegretario delegato, sen. Pinotti.
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario n. 88 del 5 agosto 2013 –
Dopo lunghissima attesa, il 29 luglio u.s. è stata finalmente emanata la circolare della Funzione Pubblica (F.P.) sui pensionamenti in caso di soprannumero previsti dalla legge n. 135/2012, che in quella data abbiamo provveduto a pubblicare sul nostro sito. Tenuto conto delle tante richieste di chiarimento che ci continuano a pervenire, proviamo a darne una sintesi ragionata con l’occhio rivolto alla Difesa.
Partiamo dall’inizio: in applicazione dell’art. 2, comma 1, della legge 7 agosto 2012, n. 135 (“spending review”), che aveva disposto “la riduzione non inferiore al 10% della spesa complessiva relativa al numero dei posti in organico” del personale non dirigente, l’ A.D. ha provveduto a rimodulare al 31.10.2012 le dotazioni organiche civili, che il DPCM 22.01.2013 fissa oggi in: n. 1.824 in area 1 (erano n. 63 a seguito L.148/2011); n. 23.246 in area 2^ (erano n. 26.590); n. 2.681 in area 3^ (erano n. 3.630) e n. 26 professori etc. La nuova dotazione del personale dirigente è invece pari a n. 117 (erano n. 133).
A seguito delle riduzioni di cui sopra, poste in essere attraverso la scrupolosa attuazione degli indirizzi di cui alla Direttiva n. 10/2012 della F.P., (qui allegata), nel confronto tra i nuovi organici e le presenze effettive di personale, risultavano, a quella data (31.10.2012), eccedenze (“soprannumeri”) in area 1^ (n. 222) e soprattutto in area 2^ (n. 1.340), mentre l’area 3^ risultava carente per 175 posizioni, destinate tutte ai vincitori di concorso. Dunque, la Difesa registrava alla data del 31.10.2012un soprannumero complessivo di circa 1.500 posizioni, che però, allo stato, in conseguenza delle cessazioni dal servizio intervenute dall’ottobre 2012 a oggi, si è certo ridotto (i soprannumeri non dovrebbero superare oggi le 1.100 unità circa). Detti soprannumeri si sarebbero trasformati entro il 30 giugno 2013 inveri e propri esuberi da collocare in disponibilità (la cassa integrazione degli statali, prevista dall’art. 33 D.Lgs. 165/2001 così come riscritto da Brunetta attraverso l’art. n. 16 della L. 183/2011), con trattamento economico complessivo ridotto, di fatto, al 60 % rispetto a quello attualmente in godimento.
Lo stesso articolo della L.135/2012, al comma 11, prevedeva però la possibilità di riassorbimento di quei lavoratori in soprannumero che fossero in possesso, alla data del 31.12.2014, dei requisiti anagrafici e contributivi per l’accesso alla pensione con le regole vigenti prima dell’entrata in vigore della riforma Fornero (art. 24 D.L. 6.12.2011, n. 201), e cioè con il sistema delle c.d. “quote”.
Ebbene, con riferimento alla situazione della Difesa, la ricognizione operata da Persociv evidenziava la presenza al 31.10.2012 di un numero ben superiore, quasi il doppio, di lavoratori in possesso dei requisiti pre Fornero (si veda la tabella, allegata al Notiziario n. 136 del 17.10.2012, che qui ripubblichiamo in allegato, a suo tempo predisposta da FLP DIFESA sulla base dei dati forniti dal Gabinetto), condizione questa che da una parte scongiura infauste ipotesi di esubero, ma dall’altra impone il rientro “nei limiti della necessità di riassorbimento”, che dalla ricognizione di Persociv, come si può vedere, risulterebbero molto inferiori rispetto al personale in possesso dei requisiti pre legge Fornero.
In questo contesto, la F.P. ha emanato in data 29 luglio 2013 la circolare n. 3 (qui allegata) che reca indirizzi e criteri per dare attuazione ai “pensionamenti in caso di soprannumero” previsti dalla L. 135/2012 sulla spending review,ma precisando al contempo che “le Amministrazioni che intendano adottare criteri ulteriori ed eventualmente diversi rispetto agli indirizzi contenuti nella presente circolare dovranno comunque adottare criteri generali ed oggettivi da seguire, previa informativa ed eventuale esame con le organizzazioni sindacali rappresentative..”.
La circolare della F.P. stabilisce innanzitutto che “il riassorbimento della soprannumerarietà deve essere compiuto dando priorità ai pensionamenti secondo le regole ordinarie”, e cioè secondo le nuove regole introdotte dalla legge Fornero; in via subordinata, e l’ipotesi riguarda sicuramente la nostra Amministrazione, si darà corso ai pensionamentiricorrendo in primo luogo all’esodo volontario, e cioè all’uscita dal servizio per dimissioni del lavoratore, e, in secondo luogo, alla risoluzione unilaterale obbligatoria del rapporto di lavoro del dipendente, con collocazione dello stesso in pensione.
La circolare della F.P. prevede anche che “gli ambiti istituzionali e/o territoriali in cui applicare i pensionamenti in deroga possono essere prestabiliti da ciascuna Amministrazione sulla base di criteri oggettivi e predeterminati, previa informativa ed eventuale esame sindacale…, che tengano conto dei fabbisogni e del livello di copertura degli organici per sede o per ambito istituzionale”.
Due evidenti flessibilità, dunque, la prima relativa alla possibilità di adottare in ambito Amministrazione “criteri ulteriori ed eventualmente diversi” e la seconda relativa “agli ambiti istituzionali e/o territoriali in cui applicare i pensionamenti in deroga”, rispetto ai quali appare utile un approfondimento e un confronto con l’Amministrazione, che abbiamo già richiesto con la nota che si allega in copia al presente Notiziario.
Torniamo ai pensionamenti in soprannumero. Due, in buona sostanza, le opzioni previste dalla circolare:
Esodo volontario
La leva principale per l’assorbimento dei soprannumeri è costituita certamente dal “ricorso prioritario, nei limiti del soprannumero, all’esodo volontario, ossia l’attuazione dei pensionamenti in base alle domande presentate dai dipendenti muniti dei requisiti necessari”. E con questa importante precisazione: in caso di domande eccedenti il contingente del soprannumero, è ragionevole seguire il “criterio della maggiore anzianità contributiva” .
A tal proposito, l’Amministrazione dovrà porre in essere “ogni necessaria attività di immediata informazione sulla accessibilità del diritto a pensione” per i lavoratori in possesso dei requisiti di accesso al trattamento pensionistico con le regole previgenti all’entrata in vigore della Legge Fornero
Risoluzione unilaterale del rapporto obbligatoria e pensionamenti in deroga
Questa seconda opzione può essere utilizzata dall’Amministrazione solo nel caso in cui non sia stato possibile assorbire tutte le posizioni soprannumerarie attraverso l’esodo volontario, e prevede la risoluzione del rapporto di lavoro senza necessità di motivazione e con un preavviso di sei mesi. Anche qui tre importanti precisazioni presenti nella circolare della F.P.:
– in caso di più soggetti possibili destinatari della disposizione, anche in questo caso l’Amministrazione dovrà ragionevolmente seguire il criterio “della maggiore anzianità contributiva”;
– l’Amministrazione dovrà “collocare a riposo in via prioritaria anche in presenza di altri possibili destinatari” quei lavoratori che, nell’ambito dei soprannumeri, “maturano i requisiti per l’accesso alla pensione di vecchiaia o raggiungono il limite ordinamentale dei 65 anni, essendo già titolari del diritto a pensione, o il requisito dei 40 anni di anzianità contributiva per la pensione di anzianità a prescindere dall’età”.
– detti pensionamenti riguardano in ogni caso “anche i dipendenti già collocati in esonero, alle stesse condizioni degli altri dipendenti”
E’ importante sottolineare, a tal riguardo, che l’accesso a questo speciale regime di pensionamento è esteso a tutti i lavoratori in possesso dei requisiti previsti dalle regole pre riforma Fornero che matureranno entro il 31.12.2014, ma (attenzione!) “nei limiti in cui la decorrenza del trattamento avvenga entro tale termine”. Pertanto, il 31 dicembre 2014 va considerato come termine ultimo con esclusivo riferimento alla “decorrenza del trattamento”, ivi compresa dunque il tempo per far scattare la la c.d. “finestra mobile”, e non già come termine di maturazione dei requisiti per l’accesso al trattamento.
Ai fini della decorrenza del trattamento, dovendo necessariamente tener conto della “finestra mobile” entrata in vigore il 1 gennaio 2011, “la pensione avrà decorrenza immediata per coloro che hanno maturato i requisiti prima del 1 gennaio 2011 e nei confronti di coloro per i quali sono già decorsi 12 mesi dalla maturazione dei primi requisiti per l’accesso a pensione”, che dovranno però essere raggiunti “al massimo entro la data del 30 dicembre 2013” in quanto la decorrenza della pensione avrebbe corso dal 31.12.2014. Per quanto riguarda invece i 40 anni di contribuzione indipendentemente dall’età anagrafica, detto limite deve essere raggiunto entro la data del 30.10.2013, con decorrenza pensione dal 31.12.2014.
I requisiti di accesso al trattamento pensionistico con le regole pre Fornero sono quelle indicate al punto 7. della circolare della F.P., con riferimento sia alla “pensione di vecchiaia” – punto 7.1, let.a) – che alla “pensione di anzianità” – punto 7.2, alla quale rinviamo per questi aspetti.
Va però opportunamente ricordato, a tal proposito, che la riforma Fornero ha mantenuto in vigore il regime sperimentale speciale previsto per le lavoratrici, che consente l’accesso alla pensione con anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni ed età pari o superiore a 57 anni, a condizione però che la liquidazione del trattamento previdenziale avvenga solo con le regole del sistema contributivo.
Per quanto attiene la liquidazione del trattamento di fine servizio (TFS) , la circolare ricorda le due fattispecie, individuate dall’art.2, comma 11, let. a), sub 1 e 2, della legge 135/2012, sulla base della data di maturazione dei requisiti:
– per i lavoratori che maturino i requisiti alla data del 31.12.2011, il TFS “verrà corrisposto al momento della maturazione del diritto alla corresponsione dello stesso sulla base di quanto stabilito dall’art.1, commi 22 e 23 della Legge 14.09.2011, n. 148”
– viceversa, per i lavoratori che maturino i requisiti successivamente al 31.12.2011, il TFS sarà corrisposto “al momento in cui il soggetto avrebbe maturato il diritto alla corresponsione dello stesso secondo le disposizioni dell’art.24 del DL n.201 del 2011 (riforma Fornero) e sulla base di quanto stabilito dall’art.1, comma 22, della Legge 14.09.2011, n. 148”
Questi i contenuti principali della circolare F.P. n. 3 del 29.07.2013, che, lo ripetiamo, vede la luce con notevole ritardo rispetto ai tempi originariamente previsti dalla Direttiva n. 10/2012 della stessa F.P.
A causa di detti ritardi, è di tutta evidenza che il cronoprogramma contenuto nella Direttiva di cui sopra, con riferimento alle fasi dalla n. 3 in avanti, non potrà essere attuato nei tempi previsti in quanto il termine indicato per ciascuna fase è superato. In particolare, risulta abbondantemente scaduto il termine: a) per la predisposizione dei piani previsionali delle cessazioni dal servizio fino al 31.12.2014 e delle cessazioni secondo il regime ordinario; b) per l’ individuazione nominativa del personale in possesso dei requisiti richiesti per l’accesso allo speciale regime di pensionamento previsto dall’art. 2 legge n. 135/2012 e del personale che cessa secondo il regime ordinario.
A tal riguardo, però, la circolare della F.P. non reca assolutamente nulla, come peraltro non fissa termini temporali precisi per la presentazione delle domande relativi all’esodo volontario, chepotrebbero pertanto essere diversamente fissate da ciascuna A.P. interessata, e dunque anche dalla Difesa.
Di seguito, in allegato, la lettera già inviata al Sottosegretario Pinotti con richiesta di incontro per approfondire tutti gli aspetti legati ai pensionamenti in soprannumero; la restante documentazione di cui si fa cenno in questo Notiziario, è anch’essa pubblicata di seguito.
Il Ministro M. Mauro e il Sottosegretario R. Pinotti
Giovedi mattina, 18 luglio p.v., il Ministro della Difesa prof. M. Mauro incontrerà le OO.SS. della Difesa. Sarà, questa, la prima vera occasione di confronto con il nuovo Ministro, atteso che l’incontro precedente del 10 giugno u.s. ebbe un carattere molto particolare, essendosi tenuto solo qualche ora prima dal funerale del cap. Giuseppe Larosa, tragicamente scomparso due giorni prima in Afghanistan.
Al centro dell’incontro con il Ministro, ci saranno gli schemi di decreti attuativi della legge delega sulla riduzione dello strumento militare (L. 244/2012), le cui bozze, predisposte dall’Ufficio Legislativo, ci sono state consegnate nel corso dell’incontro con il Sottosegretario delegato del 3 luglio u.s. (si veda il Notiziario n. 77 di pari data che reca in allegato tutti i documenti ricevuti), riunione nella quale, come si ricorderà, la stessa on. Pinotti sollecitò le OO.SS. a produrre eventuali osservazioni e a fornire contributi in merito ai contenuti delle bozze. Ed è esattamente quello che abbiamo fatto.
Nei giorni successivi alla riunione con il Sottosegretario, abbiamo letto con estrema attenzione tutti i documenti che ci sono stati consegnati, e in particolare i due schemi di decreti legislativi relativi, il primo agli assetti ordinamentali e il secondo al personale, militare e civile. Ebbene, diciamo subito che, nel complesso, sotto il profilo dei contenuti, l’impressione che ne abbiamo tratto non è sicuramente positiva. Siamo certamente soddisfatti del fatto che, finalmente, le OO.SS. vengano chiamate a pronunciarsi sulla bozza di un testo, e dunque a monte della presentazione dei provvedimenti (un’autentica rivoluzione rispetto a La Russa e Di Paola), ma per quanto attiene ai contenuti non possiamo, allo stato, certo essere soddisfatti. E diciamo questo, avendo ben chiari i limiti che la delega comporta.
La nostra posizione critica su quella legge è stata chiara sin dal momento del suo approdo in Parlamento come disegno di legge, e ne abbiamo indicato sin da subito le parti che non ci convincevano e che avremmo voluto cambiassero. Riguardavano, in primo luogo, le norme relative al personale civile, fortemente penalizzato a nostro giudizio dalle scelte di Di Paola, che voleva tagliare 10.000 posti di lavoro, dopo i 12.500 tagliati negli anni precedenti da Tremonti, di fatto non concedendo nulla in cambio. Ci colpì, in particolare, la sproporzione nei confronti del personale militare: anche lì tagli, e notevoli, ma a fronte di una serie di garanzie e di opzioni per rendere l’operazione la meno cruenta possibile. Cercammo in tutti i modi di far cambiare quel provvedimento, ne fanno fede le iniziative da noi portate avanti, dalla straordinaria manifestazione nazionale di protesta del 6 luglio 2012 (si veda il Notiziario n. 94/2012) al documento prodotto all’attenzione della Commissione Difesa della Camera (si veda il Notiziario n.159/2012). L’intervento dei poteri forti, le forti e ripetute pressioni dei Vertici della Difesa, politici e militari, e l’intesa delle forze che sostenevano allora il Governo Monti, in particolare PDL e PD, alla fine portarono all’approvazione della legge da parte del Parlamento. A nostro avviso, il Sindacato registrò allora una amara sconfitta, e la registrò anche per per le sue divisioni, mostrate anche in una circostanza come questa dove si stava per scrivere la storia, della Difesa e nostra, dei prossimi dieci anni. Peccato!
Oggi, però, quel provvedimento è legge dello Stato, e le norme che lo compongono costituiscono la strettoia entro cui organizzare i percorsi di riduzione. Ci è molto chiaro questo aspetto. Pur tuttavia, riteniamo che alcune scelte siano possibili e compatibili anche all’interno dei paletti fissati dalla delega.
E, proprio a partire da questa convinzione, che, raccogliendo l’invito del Sottosegretario Pinotti, FLP DIFESA ha elaborato il documento che pubblichiamo come allegato in questa stessa pagina, che è articolato in due parti, la prima che ripropone la nostra analisi sulla delega e la seconda che reca le nostre osservazioni e proposte in merito ai contenuti delle bozze predisposte dall’Ufficio legislativo. E dopo averlo messo a punto, lo abbiamo inviato questa stessa mattina al Gabinetto. Ora chiediamo ascolto e attendiamo fiduciosi le risposte del Ministro.
Dunque il gran giorno tanto atteso è finalmente arrivato! Nel corso della riunione odierna al Gabinetto, presieduta dal Sottosegretario on. Roberta Pinotti, sono state infatti consegnate alle OO.SS. nazionali le bozze dei provvedimenti attuativi della legge delega 31.12.2012, n. 244 recante “Delega al Governo per la revisione dello strumento militare nazionale e norme sulla medesima materia”, che abbiamo immediatamente pubblicato sul nostro sito.
Nel suo breve intervento introduttivo, l’on. Pinotti ha espresso piena disponibilità per un confronto a tutto tondo con le OO.SS. sulle problematiche del personale civile, a partire innanzitutto e prioritariamente dalle questioni più direttamente riconducibili alla delega. In merito alle bozze consegnate alle OO.SS., il Sottosegretario ha innanzitutto tenuto a sottolineare che le stesse vengono rese pubbliche solo dopo la riunione odierna del Consiglio Supremo di Difesa, sulla quale torneremo a conclusione di questo Notiziario; in secondo luogo, ha richiamato l’attenzione sulla connotazione di “documenti in progress”,e dunque di documenti aperti al contributo delle OO.SS. A tal riguardo, l’on. Pinotti ha espresso la piena disponibilità dell’Amministrazione sia a incontri tecnici preliminari di approfondimento sia ad una seconda riunione di livello politico, prima dell’incontro, immaginiamo conclusivo, con il Ministro Mauro che dovrebbe essere in agenda per la seconda metà di luglio.
Ha poi preso la parola il Vice Capo di Gabinetto, dr.ssa Antonietta Fava, che ha illustrato per linee generali i provvedimenti: trattasi degli schemi di due decreti legislativi, il primo relativo al personale (militare e civile) mentre il secondo è riferito al riassetto ordinamentale delle FF.AA., con il corredo di quattro “annessi”, riferiti ai provvedimenti di riordino, e di quattro “tabelle” relative alle carriere militari. Per quanto attiene il primo dei provvedimenti, la dr.ssa Fava ha richiamato alcuni aspetti di particolare rilevanza e relative alla valorizzazione delle professionalità civili, alla formazione, alle dotazioni organiche, alla mobilità e all’ area industriale), segnalandoli all’attenzione delle OO.SS..
E’ poi seguito il consueto giro di tavolo, con gli interventi di tutte le sigle presenti che, pur con sottolineature e con sfumature diverse, anche questa volta hanno espresso posizioni comuni e condivise, toccando altre questioni, alcune delle quali non immediatamente riconducibili ai provvedimenti attuativi.
Nel suo intervento, la FLP DIFESA ha innanzitutto dato atto al nuovo Vertice politico di una novità, positiva e sostanziale, nel piano del metodo delle relazioni sindacali: a differenza del passato (Ministri La Russa e Di Paola), dove le OO.SS. erano state informate solo a posteriori del contenuto dei provvedimenti (per esempio del disegno di legge delega di riordino, del cui testo siamo venuti a conoscenza dopo l’adozione in Consiglio dei Ministri e attraverso documenti circolati sul web), questa volta sembra chiaro l’intendimento di un coinvolgimento a monte delle Parti Sociali, con una dichiarata disponibilità al confronto. Un fatto nuovo e positivo, che va registrato e sottolineato in via preliminare.
Trattandosi del primo incontro con il Sottosegretario, ci è poi sembrato corretto e necessario rappresentare il nostro giudizio politico in merito ai contenuti della delega, che rimane complessivamente negativo, come sanno i colleghi, sia sulle scelte di percorso adottate sia sui contenuti. Sul piano delle scelte, Di Paola aveva volutamente escluso ogni confronto con le Parti sociali, anche con le rappresentanze militari che hanno reagito energicamente (COCER: “Di Paola sta affondando la Difesa”).
Sul piano dei contenuti: la nostra O.S. ha ben compreso la scelta di riforma in chiave riduttiva in ragione degli squilibri di bilancio attuali, che però qualcuno ha alimentato, per esempio facendo lievitare la spesa del personale (militare) a livelli insostenibili, con contestuale e progressiva riduzione dell’esercizio. Non ha però condiviso, la nostra O.S., anzi ha contestato e contrastato (manifestazione nazionale del 6 luglio 2012, vds. Notiziario n. 94/2012) le scelte contenute del disegno di legge, e in particolare quelle relative al personale civile. Noi abbiamo sempre pensato che la riforma potesse fornire un’occasione e un’opportunità, forse irripetibili, per ripensare il ruolo e la funzione della componente civile, anche in chiave strettamente economica (a parità d’impiego, e in molti casi così è, il costo del lavoro civile è meno della metà di quello militare). Invece, i ruoli civili subiranno una ulteriore cura dimagrante, dopo le 15.000 posizioni tagliate da Tremonti e Monti, e al 2024 l’organico dovrà attestarsi sulle 20.000 unità, ma di altro non c’è nulla o quasi. Una riforma che, per come è stata congegnata, a FLP DIFESA non piace, anche perché totalmente priva di scelte nuove e significative sul versante dell’impiego civile (formazione, riqualificazione, progressioni, impiego, civilizzazione, etc.) e con la non felice prospettiva di diventare la valvola di sfogo degli esuberi militari, che potrebbero produrre permanenti condizioni di esubero. Lo abbiamo segnalato più volte e ripetuto anche all’on. Pinotti, è per noi indispensabile capire, a premessa di ogni discussione sulla tabella di corrispondenza, con quali regole e con quali limiti il personale militare in esubero potrà accedere ai ruoli civili: è, questo, uno dei punti non chiari della legge delega. E direttamente intrecciato a questo problema, c’è quello della mobilità, che dovrà essere approfondito e ben definito, atteso che potrebbero esserci in giro per la Difesa dei sostenitori della mobilità d’ufficio, di ambito regionale e magari anche nazionale, dopodiché si aprirebbero le porte per il collocamento in disponibilità. Questo sarà uno dei punti nodali nel confronto sui decreti attuativi. Sempre in tema di esuberi, abbiamo ricordato all’on. Pinotti l’operazione positiva condotta in Difesa a ottobre 2012 (ridefinizione delle dotazioni organiche e reintegro di quasi tutte le unità di area 1^) che ha consentito di azzerare gli esuberi, ma che non è stata ancora completata a causa della mancata emanazione della seconda Direttiva della F.P. sui criteri per la formazione delle graduatorie del personale in possesso dei requisiti al 31.12.2014 per andare in pensione con le regole pre riforma Fornero. Abbiamo quindi richiamato l’attenzione del Sottosegretario sulle criticità dell’area industriale della Difesa, risegnalando per l’ennesima volta all’Amministrazione l’urgenza di procedere alle assunzioni dei vincitori/idonei dei concorsi civili, che manca ancora dell’ autorizzazione della F.P.. Infine, abbiamo anticipato la nostra intenzione di chiedere che venga inserito nel decreto attuativo della delega la previsione che quota parte, fissata in percentuale, dei risparmi di gestione conseguenti ai provvedimenti di riordino venga destinata alla produttività, atteso la forte cura dimagrante alla quale il FUA è stato sottoposto negli anni scorsi dall’accoppiata Tremonti-Brunetta. In ultimo, abbiamo espresso il nostro auspicio a che i decreti attuativi possano costituire l’occasione per declinare in positivo, attraverso impegni concreti e definiti, una serie di partite comunque legate alla delega, che hanno avuto nella L. 244 solo un richiamo generale alla “elevazione qualitativa della professionalità civili”.
Sul contenuto delle bozze consegnate, ci esprimeremo ovviamente dopo averne preso visione e dopo i necessari approfondimenti e le verifiche con le nostre strutture e sui territori.
Prima di concludere, abbiamo segnalato all’esponente del Governo le nostre vive preoccupazioni sia per la previsione dell’art. 48 del D.L. 69/2013 che, come ha detto il generale Mini, fa del nostro Ministero un “trafficante e piazzista di armi al servizio di Finmeccanica”, che per la poco comprensibile posizione espressa oggi dal Consiglio Supremo di Difesa (il Parlamento non ha “diritto di veto su decisioni operative e provvedimenti tecnici” che spettano solo al Governo). La questione riguarda, evidentemente, anche i riordini delle FF.AA., una puntualizzazione efficace in apertura di confronto….
A conclusione del giro di tavolo, il Sottosegretario Pinotti ha detto di aver preso nota delle osservazioni formulate dalle OO.SS., che ha invitato a formalizzare eventuali proposte e contributi a premessa dei successivi incontri. Non mancheremo ovviamente di raccogliere la sollecitazione del Sottosegretario e, a tal fine invitiamo i colleghi a inviarci, solo per e-mail, eventuali loro osservazioni e proposte, una volta presa visione dei documenti consegnati che pubblichiamo di seguito insieme con il testo della legge delega
Notiziario n. 4 del 20 gennaio 2014 – Dopo il positivo confronto durato molti mesi sui contenuti dei decreti attuativi della delega per la riduzione dello strumento militare, si è tenuto in data odierna il primo confronto con l’Amministrazione Difesa in materia di mobilità. Un confronto che molto opportunamente è stato presieduto dal Sottosegretario, sen. […]
Notiziario n. 102 del 17 settembre 2013 – Come già anticipato nel nostro precedente Notiziario n. 101 del 14 u.s., la riunione di oggi con il Sottosegretario sen. Roberta Pinotti doveva servire, in base a quanto concordato nell’ultimo incontro di luglio, a riprendere e organizzare il confronto tra Sindacato e Amministrazione sulle principali questioni aperte, […]
Notiziario n. 101 del 14 settembre 2013 – Martedì 17 p.v., riprende il confronto con il Vertice politico dopo la pausa estiva. All’ordine del giorno della riunione con il Sottosegretario sen. Roberta Pinotti, sono formalmente iscritti due punti (linee generali di riorganizzazione e mobilità), ma è facile prevedere che la discussione spazierà certamente anche ad […]
Notiziario n. 88 del 5 agosto 2013 – Dopo lunghissima attesa, il 29 luglio u.s. è stata finalmente emanata la circolare della Funzione Pubblica (F.P.) sui pensionamenti in caso di soprannumero previsti dalla legge n. 135/2012, che in quella data abbiamo provveduto a pubblicare sul nostro sito. Tenuto conto delle tante richieste di chiarimento che […]
Notiziario n. 82 del 15 luglio 2013 – Giovedi mattina, 18 luglio p.v., il Ministro della Difesa prof. M. Mauro incontrerà le OO.SS. della Difesa. Sarà, questa, la prima vera occasione di confronto con il nuovo Ministro, atteso che l’incontro precedente del 10 giugno u.s. ebbe un carattere molto particolare, essendosi tenuto solo qualche ora […]
Notiziario n. 77 del 3 luglio 2013 – Dunque il gran giorno tanto atteso è finalmente arrivato! Nel corso della riunione odierna al Gabinetto, presieduta dal Sottosegretario on. Roberta Pinotti, sono state infatti consegnate alle OO.SS. nazionali le bozze dei provvedimenti attuativi della legge delega 31.12.2012, n. 244 recante “Delega al Governo per la revisione dello […]