Notiziario n. 32 del 15 marzo 2013 –

imagesIn queste ultime ore, siamo stati letteralmente sommersi di email, fax e comunicazioni varie da parte di tantissimi colleghi che hanno scoperto che i cedolini di marzo  non contenevano le regolarizzazioni che avevamo preannunciato nei nostri Notiziari, e con noi anche le altre sigle sindacali, a seguito degli incontri tecnici avvenuti con SMD, l’ultimo dei quali in data 29 u.s.

Innanzitutto cominciamo con il dire che quanto da noi riferito circa la preannunciata regolarizzazione nei cedolini di marzo non era certo frutto della nostra immaginazione, ma rispondeva, quasi alla lettera, alle affermazioni venute in riunione dal Capo del 1° Reparto.  Che cosi fosse, vi è una indiretta riprova da una nota dell’Agenzia Industrie Difesa che pubblichiamo sul nostro sito web, che, in data 27 febbraio u.s., informava i propri Enti che “lo Stato Maggiore Difesa ha fornito assicurazioni che con l’emissione del cedolino del mese di marzo saranno normalizzate tutte le situazioni individuali riferibili a stipendio, assegni familiari, prestiti, recupero crediti, etc….” . E’ proprio quello  che FLP DIFESA aveva preannunciato e scritto nei più recenti Notiziari sull’argomento (nn. 23 e 29/2013).

E, invece, bruttissima sorpresa, così non è stato, e i cedolini di marzo, allo stato visibili on line solo negli importi che si presentano purtroppo ancora ridotti rispetto al dovuto,  hanno riproposto i problemi delle due mensilità precedenti (mancanza di assegni familiari, detrazioni fiscali, etc.), in alcuni casi addirittura aggravati, ivi compreso la permanenza di attivazioni non autorizzate RID a favore del MEF!

Ovviamente, ci siamo immediatamente attivati presso SMD, che ha confermato che la mancata regolarizzazione, e dunque la permanenza di errori nei cedolini di marzo, interesserebbe circa 2000 lavoratori, che non hanno ricevuto a marzo né quanto correttamente dovuto per questo mese né le somme a saldo relativamente agli  importi non corrisposti a febbraio. SMD ha naturalmente  inputato il problema al tuttora non corretto allineamento del sistema NoiPA al sistema BDUS Difesa, che però dovrebbe interessare un numero più ridotto di lavoratori.  In ogni caso, per questi colleghi i cui cedolini riportano somme inferiori al dovuto, SMD ci ha assicurato che verrà emesso da NoiPA un secondo cedolino a saldo delle somme mancanti sia con riferimento a febbraio che a marzo,  che dovrebbe essere visibile on line a giorni e i cui importi dovrebbero essere accreditati entro il 24 p.v. . SMD ha inoltre  precisato che, a seguito del problema intervenuto,  la regolarizzazione dovrebbe avvenire con i cedolini di aprile.

Questo è quanto abbiamo appreso da SMD.  Naturalmente, stante quanto accaduto sino ad oggi, attendiamo le necessarie verifiche nei prossimi giorni. Pur tuttavia, non possiamo però far finta di nulla e rimandare di mese in mese la risoluzione dei problemi:  cominciamo a pensare che questo sistema NoiPA abbia problemi veri  nell’allineamento alle nostre buste paga, e che dunque sia venuto il tempo dei decisioni forti. Per questo motivo, abbiamo immediatamente scritto al Sottosegretario Magri chiedendo un incontro urgentissimo, dal quale ci attendiamo impegni precisi e risolutivi da parte del Vertice politico.  Mercoledì prossimo è stata convocata la riunione conclusiva sul riordino della Sanità, cosa che, com’è noto,  sta molto a cuore al Ministro: ebbene, abbiamo chiesto che la trattazione di questo punto venga anticipata dalla discussione sulle “problematiche cedolino”, che stanno invece molto a più a cuore ai lavoratori e alle loro tasche, e dalla quale ci aspettiamo impegni, lo ripetiamo, risolutivi.  Ove così non fosse,  porremo in essere le più idonee azioni, sperabilmente anche unitariamente alle altre OO.SS..

Nell’attesa, invitiamo tutte le nostre strutture a promuovere, unitariamente alle altre sigle sindacali interessate e alle RSU, iniziative di denuncia e di protesta in loco, informandone anche i media.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1 : Nota AID del 27.02.2013 su cedolino unico

Allegato 2: Lettera al Sottosegretario con richiesta incontro urgentissimo

Notiziario n. 121 del 14 settembre 2012 –

Monti e Biondi, gli autori della spending review: chissà cosa avranno da sorridere…

A seguito della diffusione del nostro Notiziario n. 119 del 7 u.s., dedicato ai riflessi in ambito Difesa del nuovo taglio degli organici  disposto dalla Legge 14.08.2012, n. 135 (conversione del D.L. 95 sulla c.d. “spending review”) e che in pochi giorni  è già stato letto da quasi 1.500 utenti del nostro sito (!), abbiamo ricevute parecchie sollecitazioni ad approfondire le ricadute del taglio sul personale di area 1^.

La scelta operata nel 2005 dall’A.D. con il consenso di CGIL-CISL-UIL, a quel tempo dalla nostra O.S. giudicato  imprudente e che tale oggi appare alla luce dei più recenti accadimenti, tolse alla quasi totalità di quel personale il diritto di cittadinanza nei ruoli civili della Difesa, atteso che, a fronte dei circa 3000 effettivi del tempo,  le dotazioni organiche dell’allora “Area A” furono fissate in n. di 66 (DPCM 22.07.2005),  rendendo così eccedente quasi tutto il personale di quell’area. Dette posizioni sono state successivamente ridotte di ulteriori tre unità e attualmente sono fissate in n. 63 (provvedimento attuativo L. 148/2011, adottato dal Consiglio dei Ministri il 3 ago. u.s. e in attesa di pubblicazione in G.U.).

Questa condizione di eccedenza dell’area 1^ costituisce da tempo uno dei grandi problemi irrisolti della Difesa. La nostra O.S.  se ne è fatta ampiamente carico con varie iniziative, anche di carattere politico-parlamentare, senza purtroppo traguardare il risultato sperato. E’ mancata, a nostro avviso, una iniziativa politica incisiva dei Ministri che si sono succeduti dal 2005,  in particolare dal 2008 in avanti, quando non si è saputo o voluto cogliere l’occasione offerta dal disegno di legge Vico, che tanto avevamo sollecitato, e che, ove tradotto in legge,  avrebbe risolto definitivamente il problema. E non convincono molto neanche le spiegazioni di oggi, come quelle offerte a luglio scorso dal Sottosegretario Magri in risposta ad una interrogazione della sen. Pinotti, che alleghiamo in copia al presente Notiziario: nel paese delle tante leggi ad personam, si sarebbe potuto ottenere una motivata  legge ad categoriam.

E veniamo al presente: quale sono oggi  gli scenari possibili di fronte al nuovo taglio degli organici disposto dalla Legge 135?  Riprendendo cose già dette,  rispetto al quadro attuale (organici conseguenti L.148/2011: n. 30.283;  presenze  effettive: n. 29.000 circa), il nuovo taglio disposto dalla L. 135 dovrebbe cancellare circa 2800/3000 posizioni, producendo così  posizioni soprannumerarie reali calcolati dallo stesso Ministro in circa 3000 unità. Noi naturalmente ci auguriamo che tutti i soprannumeri siano riassorbibili attraverso i percorsi previsti dal comma 11 art. 2 Legge 135 (requisiti per l’accesso alla pensione con regole ante Fornero maturabili entro il 2014; mobilità guidata; part-time), e sotto questo profilo siamo anche fiduciosi.  Ma nel caso in cui le posizioni soprannumerarie non fossero tutte riassorbibili, a quali aree professionali verrebbero imputate quelle residue che permarrebbero?

 Se si dovesse seguire lo schema adottato nelle riduzioni precedenti in attuazione delle Leggi n. 133/2008, n. 25/2009 e n. 148/2011,  è di tutta evidenza che le eccedenze toccherebbero in primo luogo l’area 1^,  rendendo soprannumerario tutto (o quasi)  il personale di quell’area e scaricando su di esso quasi tutto il costo dell’operazione.  Sarà così’ anche stavolta o è ipotizzabile anche una via diversa, che porti ad innalzare  i numeri  nella 1^ area  per abbassarne le eccedenze e coinvolga così anche le altre due aree,distribuendo i riflessi negativi in modo un po’ più trasversale? E’ questa, a nostro avviso, la “domanda clou”, e pertanto vi invitiamo a partecipare al sondaggio che abbiamo predisposto sul nostro sito web.

Un’ ultima considerazione: anche alzando i numeri dell’area 1^, però, le eccedenze di quell’area comunque rimarrebbero in buona parte (saldo rispetto all’ organico).  Per eliminarle, occorrerà una norma che fissi che le eccedenze vadano calcolate solo sul rapporto tra organici/effettivi di tutte le aree.

(Giancarlo Pittelli)

 Allegato: Risposta del Sottosegretario Magri alla interrogazione dell’on. Pinotti sul personale della 1^ Area

Notiziario FLP Difesa n. 49 del 29.03.2012 –

Il Sottosegretario dr. Gianluigi Magri

Nella giornata odierna si è svolta presso Difesa Gabinetto, presieduta dal Sott. Magri, la prevista riunione con le OO.SS. Nazionali della Difesa alla presenza di SMD, di Segredifesa e  Persociv, con all’ordine del giorno “l’avanzamento della revisione dello strumento militare”,  come anticipato con il nostro Notiziario n. 45 del 26.3.2012.

A premessa e con rammarico vale la pena di segnalare all’attenzione dei colleghi della Difesa che l’incontro si è svolto a tavoli separati per la specifica volontà di CGIL-CISL-UIL che in un momento così delicato hanno pensato bene di divedere il fronte sindacale invece di ricercare una forte unità di intenti nell’interesse più alto del personale civile.

Ciò detto ed entrando nel merito dell’incontro, il Sott. Magri ha esordito comunicando il rinvio della audizione delle OO.SS. Nazionali presso la Commissione Difesa del Senato ed ha proseguito che è in stato di avanzamento la messa a punto del disegno di  legge delega che dovrà fissare la cornice programmatica su cui verrà inserita la riforma dello strumento militare e che prevederà più provvedimenti legislativi recanti  i processi riorganizzativi per le diverse realtà dell’A.D..

Il Sottosegretario ha proseguito assicurando l’inserimento nella delega di una espressa previsione di informazione preventiva e monitoraggio, come da noi richiesto con forza nel corso dell’incontro con il Ministro Di Paola e per FLP Difesa ritenuto la condizione indispensabile anche solo per un primo assenso di massima.

Nel merito del provvedimento allo studio, il rappresentante politico del’A.D. ha confermato in termini generali il percorso già delineato dal Ministro, segnalando che sono in corso approfondimenti con la Funzione Pubblica e con il MEF per la fattibilità di alcuni degli “assi portanti” della riforma ed in particolare:

–      sui processi di mobilità, stante la dimensione del fenomeno legato agli esuberi del personale militare (33.000) e sulla proposta di tabella di equiparazione militari/civili (per intenderci quella attuale utilizzata per il personale militare non più idoneo per motivi di salute e sulla quale, come FLP DIFESA, nella precedente apposita riunione svoltasi a Segredifesa, da soli, abbiamo fatto sentire forte il nostro dissenso;

–      sui percorsi di formazione legati ai processi di mobilità, sulla formazione, sulla riqualificazione e sul possibile riavvio delle progressioni economiche per il personale civile .

In ultimo,  il Sottosegretario Magri ha evidenziato come un percorso di tale carattere non potesse non essere considerato innovativo rispetto alle esperienze precedenti e, in tal senso, ha richiamato le forze sociali ad un atto di fiducia nei confronti dell’Amministrazione della Difesa impegnata in un forte e innovativo processo di riforma.

La delegazione FLP Difesa pur dando atto al rappresentante dell’A.D. di un approccio metodologico diverso e propositivo, non ha potuto non rimarcare innanzitutto,  e proprio partendo dal “progetto Di Paola”,  che se i dati ed i valori  da tenere in considerazione erano quelli che emergevano dallo studio dello Stato Maggiore Difesa del gennaio 2012, fortunosamente reperito da FLP Difesa sul web, c’era da stare “poco allegri”, tenuto conto che in prospettiva si andava delineando un percorso di sostituzione nei ruoli del personale civile con personale ex militare in esubero transitato all’impiego civile (ben 9000 unità) interessando anche l’area tecnica e delle lavorazioni e non solo quella tradizionale, contabile amministrativa e logistica. Un percorso che ci preoccupa fortemente non solo per i numeri ma soprattutto perché  mette in discussione quelle attività ad alto tasso di civilizzazione che caratterizzano da sempre l’Area Industriale e della Difesa.

A questo, ha sottolineato FLP DIFESA, non può non essere aggiunta la ulteriore preoccupazione per la mancanza, allo stato, di un qualsiasi impegno dell’A.D. in ordine alla necessaria “civilizzazione di funzioni e compiti”, conseguenti alla richiesta anche in ambito europeo di un maggior impegno qualitativo del personale militare italiano sul fronte delle attività di carattere strettamente operativo. Appare ineludibile e prioritario, quindi,  almeno per quanto riguarda FLP DIFESA,  conoscere le scelte che l’A.D. intende operare  su questo fronte,  che a noi dovranno essere ben chiare prima di dare l’assenso a qualsiasi processo di riorganizzazione, ancorchè lungimirante come quello del Ministro Di Paola.

E sempre sulle questioni di carattere generale, sono state richieste spiegazioni in ordine alla congruenza dei tagli al personale con il possibile utilizzo da parte della Difesa dei connessi risparmi, tenuto in debito conto che, in ogni caso, a fronte dei massicci processi di mobilità proposti, la Pubblica Amministrazione nel suo complesso si dovrà sempre e comunque  far carico degli stipendi del personale che uscirà dalla Difesa.

Sul fronte della mobilità del personale, FLP DIFESA ha richiamato la necessità di un impegno politico di tutto l’Esecutivo Monti per traguardare lo smaltimento degli esuberi nelle altre Pubbliche Amministrazioni ed ha evidenziato la necessità che l’Amministrazione della Difesa verifichi la fattibilità di percorsi che traguardino il possibile l’ impiego di personale ex militare nei ruoli della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza, nella Polizia Penitenziaria, nel Corpo Forestale dello Stato e nella Protezione Civile, con una scelta maggiormente consona allo status precedente del personale militare.

Il Sottosegretario Magri ha preso la parola per ribadire che lo studio di Stato Maggiore Difesa a cui FLP DIFESA faceva riferimento era da considerarsi solo una delle tante bozze di lavoro e che i dati contenuti ed evidenziati nei grafici non dovevano essere considerati l’approdo e le scelte finali dell’A.D. ma solo una tappa di avvicinamento ad un percorso in fase di costruzione.

A questo, la delegazione di FLP DIIFESA ha controbattuto che in assenza di chiari elementi di controtendenza, dati diversi e smentite ufficiali, quello studio non poteva che essere l’unico elemento su cui ragionare, per altro  in un momento assolutamente particolare in cui, ad esempio,  da un lato uno Stato Maggiore predispone la riorganizzazione della propria Area Territoriale e il Ministro, nel suo progetto, ne prevedeva l’interforzizzazione.

 Sempre a titolo di esempio, FLP DIFESA ha aggiunto  e richiamato la vicenda delicatissima ed incredibile  della sventata applicazione al personale civile di Difesan, Direzione Generale soppressa, dell’art. 16 della Legge 183/2011, che prevedeva procedure nelle quali si configurava il reimpiego del personale come vere e proprie eccedenze, alla “faccia” del CCNI Difesa e delle regole previste sui reimpieghi, mentre, in parallelo, le procedure del Contratto Integrativo venivano tranquillamente applicate in Enti dell’area operativa per la chiusura del NIP e  connesso reimpiego di personale civile.

La riunione si è quindi conclusa con l’impegno del Sottosegretario ad un prossimo appuntamento dopo la pausa pasquale, augurandoci, lo diciamo noi, di avere un quadro di riferimento e delle indicazioni di carattere politico più precise, in particolare, lo ripetiamo, per quanto attiene al ruolo ed alle funzioni che questo processo di riordino devono prevedere per il personale civile della Difesa, finalmente cittadino di serie “A” nella sua Amministrazione.

(Elio Di Grazia)

Sottosegretario Gianluigi Magri




PROGETTO “DI PAOLA”: SIAMO ANCORA ALLE VERIFICHE GENERALI ED AGLI ASPETTI DI FATTIBILITA’ CON FP E MEF

30 Mar 2012 - Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 49 del 29.03.2012 – Nella giornata odierna si è svolta presso Difesa Gabinetto, presieduta dal Sott. Magri, la prevista riunione con le OO.SS. Nazionali della Difesa alla presenza di SMD, di Segredifesa e  Persociv, con all’ordine del giorno “l’avanzamento della revisione dello strumento militare”,  come anticipato con il nostro Notiziario n. […]


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