Ing. Gian Carlo Anselmino, Direttore Generale di AID
La emergenza sanitaria che attanaglia il nostro paese da febbraio è stata caratterizzata dalla necessità di ripensare ad un modello di vita al quale non eravamo assolutamente preparati, ed ha costretto in particolare la nostra Amministrazione ad adottare provvedimenti di riorganizzazione che avessero prioritariamente riguardo alla prevenzione della diffusione della pandemia, e dunque alla tutela della salute dei lavoratori e della collettività.
Pur comprendendo la enorme difficoltà nella quale L’Amministrazione nelle sue diverse articolazioni si è venuta a trovare, come O.S. ci siamo ripetutamente attivati al fine di conoscere, partecipare e condividere le problematiche connesse con i vari aspetti della gestione dell’emergenza, peraltro a pieno titolo, posto che la materia della gestione delle misure in tutela della salute e della sicurezza del lavoratore è, a termini di contratto, oggetto sia di informazione che di contrattazione nazionale (artt. 4 e 7 del CCNL FF.CC.) e locale.
Invece finora la Difesa si è caratterizzata per un silenzio assordante, rimasto tale anche a fronte delle nostre reiterate richieste, come si evince dalla nostra lettera ai vertici dell’A.D. del 20 aprile ultimo scorso di cui al Notiziario FLP Difesa n. 36 del 20 aprile 2020 , nella quale sono riepilogate le questioni più significative e si chiede l’attivazione del tavolo nazionale.
Finalmente, sono arrivati i primi riscontri:
Agenzia Industrie Difesa ci ha risposto con la nota datata 23 aprile, che pubblichiamo in allegato1, e ha preannunciato una riunione con le Parti Sociali in videoconferenza per il 30 aprile prossimo venturo;
PERSOCIV che, con lettera che pubblichiamo in allegato 2, ha convocato una riunione in video conferenza per il 6 maggio p.v. con all’oggetto “la Circolare 2/2020 della Funzione Pubblica e gli assetti organizzativi e profili del lavoro agile”.
Posto che il Governo ha pubblicato oggi il DPCM 26 aprile 2020 con il quale viene dato l’avvio alla cosiddetta “Fase 2”, e che comunque la ripresa non è scevra di pericoli, è di tutta evidenza la necessità di anticipare quanto più possibile l’incontro con la delegazione trattante a Persociv.
Per questo, FLP Difesa ha formulato apposita richiesta con la lettera del 24 aprile, che pubblichiamo in allegato 3, già inviata alla Direzione Generale.
Daremo conto di quanto riscontrato e di quanto emerso nel corso delle riunioni nei prossimi Notiziari.
IL COORDINATORE GENERALE FLP DIFESA – Maria Pia BISOGNI
Lasciataci alle spalle l’Epifania e con essa il 2019 e le Festività di fine anno, ci apprestiamo ad iniziare il 2020 con la nostra Organizzazione Sindacale pronta a riprendere il confronto con il Vertice politico e con l’intera Amministrazione per affrontare le tante questioni di interesse del Personale civile della Difesa ancora aperte. Già il prossimo 14 gennaio incontreremo il SSS TOFALO per proseguire il confronto sul tema che più sta a cuore al Personale civile della Difesa e che deve trovare finalmente soluzione: il recupero delle differenze retributive tra il nostro salario e quello del Personale delle altre Amministrazioni del Comparto Funzioni Centrali. Sarà il primo vero banco di prova per misurare se dalle parole si passerà ai fatti, a partire dalle risorse che il Vertice politico metterà a disposizione per colmare questa insopportabile ingiustizia. La nostra proposta di un riconoscimento per via normativa della nostra peculiarità che ci permetta di trovare una soluzione percorribile nell’ambito del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) è nota; ora attendiamo di conoscere, finalmente, qual’è la posizione dell’Amministrazione e quali soluzioni intende adottare concretamente per raggiungere il risultato che tutti sostengono voler ottenere. Altrettanto importante, nel confronto con il Vertice politico, sarà poi l’annoso problema delle assunzioni alla Difesa. Ormai prossimi al punto di non ritorno, per unanime riconoscimento sia di parte sindacale ma anche dell’Amministrazione, siamo ancora in attesa che vengano banditi i concorsi per le assunzioni già approvate. Non sarebbero certo la soluzione del problema ma almeno costituirebbero un primo, positivo, segnale. Sempre a gennaio ci attendono gli incontri con Persociv per definire il nuovo Contratto Collettivo Nazionale Integrativo (CCNI) della Difesa. Anche in questo caso si tratta di una questione fondamentale per il Personale civile poiché il CCNI andrà a disciplinare in dettaglio aspetti fondamentali della nostra vita lavorativa quotidiana come i permessi, le assenze per malattia, la pausa psicofisica, PPL, turni, reperibilità ecc, mettendo mano al precedente CCNI che, a 20 anni anni dalla sua sottoscrizione e con il susseguirsi dei CCNL, dimostra ormai tutta la sua inadeguatezza. FLP DIFESA ha presentato da tempo la propria piattaforma e sarà impegnata con tutte le proprie energie a sostenere i diritti dei Lavoratori della Difesa, anche se dobbiamo registrare, purtroppo, che questa fondamentale partita sarà giocata dalla controparte sindacale ancora una volta a Tavoli separati. Siamo certi che questo presentarsi disuniti non gioverà agli interessi dei Lavoratori; ci auguriamo, perciò, che questo nuovo anno porti consiglio a quelle OO.SS. che ancora non ne sembrano consapevoli. Non meno meritevoli di essere ricordate – ma soprattutto affrontate e risolte – per l’impatto che hanno sull’intero Dicastero sono poi le questioni relative all’Area Industriale della Difesa – che necessita rapidamente di essere rilanciata in termini di risorse umane, finanziarie e progettuali – alle Progressioni Verticali fra le Aree e Orizzontali economiche, alla Mobilità interna volontaria, ai transiti del personale ex militare, allo Smart-Working che non riesce a decollare nel nostro Ministero. Su tutte queste problematiche la FLP DIFESA ha espresso ed esprimerà il massimo impegno per mantenere vivo il confronto con l’Amministrazione, consapevole – grazie al proprio forte radicamento nei territori e fra i Lavoratori – che su queste tematiche le aspettative del Personale civile sono altissime e si attendono risultati concreti.
In ultimo, segnaliamo che sulla Gazzetta Ufficiale n. 304 del 30/12/2019 è stata pubblicata la L. 160/19 ovvero la Legge di Bilancio 2020 (in allegato 1). Rinviando al comunicato stampa della nostra Federazione FLP per un giudizio più generale sulla manovra, evidenziamo come all’art. 134 della stessa Legge di Bilancio sia previsto il prolungamento sino al solo 2021 dello stanziamento di 21 Mln di Euro per il Fondo Produttività del Personale civile della Difesa, per la quale FLP DIFESA aveva invece richiesto la stabilizzazione in bilancio. Un’amara sorpresa, considerato che avevamo ricevuto assicurazione, anche in occasione dell’incontro con il SSS Tofalo dello scorso 11 dicembre, che lo stanziamento di 21 Mln avrebbe riguardato, perlomeno, il biennio 2021-2022 e non un solo anno. Sempre in Legge di Bilancio, questa volte all’art. 143, segnaliamo la previsione di uno stanziamento, a partire dal 2021, di un fondo di 80 Mln di Euro per l’armonizzazione dei trattamenti economici del personale dei Ministeri. Non possiamo certamente dichiararci pienamente soddisfatti, poiché non si tratta sicuramente di somme capaci di colmare il divario esistente fra le retribuzione dei vari Ministeri (gli 80 Mln riguardano tutti i Ministeri “svantaggiati” e non solo la Difesa), ma rileviamo che qualche piccolo passo nella giusta direzione è stato compiuto.
Vogliamo concludere questo primo Notiziario del 2020 rinnovando l’impegno di FLP DIFESA a fianco delle Lavoratrici e dei Lavoratori della Difesa per la tutela dei loro diritti e per il riconoscimento della loro professionalità e della dignità di Lavoratori pubblici, come ricordato dal Segretario Generale della FLP Marco Carlomagno nella nota che pubblichiamo qui di seguito in allegato 2.
Notiziario FLP DIFESA n. 18 del 22 febbraio 2019 –
Il gen. N. Falsaperna, SGD-DNA, con la Ministra E. Trenta
Si è svolto ieri pomeriggio, in un clima cordiale e di grande disponibilità, il primo incontro tra il Segretario Generale della Difesa e Direttore Nazionale degli Armamenti (SGD/DNA), Gen. C.A. Nicolò Falsaperna e le OO.SS. che ha avuto per oggetto il “punto di situazione sulle tematiche di interesse del personale civile nell’ambito dell’area di pertinenza di Segredifesa”, come recitava la lettera di convocazione.
Si è trattato di un appuntamento molto importante, se pur volutamente connotato dal Segretariato come informale, sia per il fatto di costituire la prima opportunità di confronto con il gen. Falsaperna dalla sua nomina a SGD/DNA (vds nostro Notiziario n. 106 del 26/9/18), sia per le diverse questioni aperte che necessitano di essere affrontate con un approccio aperto al confronto e finalizzato alla ricerca di soluzioni.
Da questo punto di vista il Gen. Falsaperna, sin dal suo saluto, ha dimostrato grande attenzione alle problematiche del Personale civile, disponibilità all’ascolto e volontà di ricercare soluzioni ai problemi, pur evidenziando la grande complessità della organizzazione della Difesa, inserita nel contesto ancor più ampio del “compartone” delle Funzioni Centrali e gli specifici ambiti di competenza conseguenti alle funzioni assegnate al Segretariato. In tale contesto, il S.G. ha espresso la volontà di far seguire ulteriori occasioni di confronto, manifestando la disponibilità a programmare un successivo incontro prima delle prossime festività pasquali.
Purtroppo a tali apprezzabili aperture, non è seguita, né da parte dell’Amministrazione né da parte delle altre OO.SS, l’individuazione delle tematiche che avrebbero potuto costituire l’agenda dei futuri appuntamenti. A ciò ha cercato di porre rimedio l’intervento di FLP DIFESA, che ha prima richiamato alcune questioni di grandissimo rilievo attualmente in attesa di essere affrontate, quali il rinnovo del CCNI parte normativa – al palo dallo scorso dicembre – e la scandalosa vicenda del bando di mobilità che, a vario titolo e con ambiti di azione differenti, riverberano sul Segretariato, e poi ha posto sul tappeto quelli che potrebbero essere i primi punti all’ordine del giorno di un prossimo incontro: lo “smart working” e il “nodo formazione”, attenzionato dallo stesso S.G. nella sua audizione di fronte alle Commissioni parlamentari Difesa riunite congiuntamente in data 20 novembre 2018, di cui pubblichiamo in allegato su questa stessa pagina il resoconto sommario.
Lo “smart-working”, come noto, rappresenta uno strumento innovativo nell’organizzazione del lavoro delle PP.AA., con vantaggi per il lavoratore (orario autodeterminato; maggiore equilibrio tra vita e lavoro; etc.) ma anche per lo stesso datore di lavoro (maggiore produttività; minori costi; etc.). La Difesa si è attivata in ritardo rispetto ad altre AA.CC., avviando un progetto pilota che riguarda un numero limitato di attività e poche decine di unità, tutte collocate nelle sole strutture centrali di vertice di Roma e dunque con l’esclusione di tutti gli altri Enti/territori. Risulta fondamentale, perciò, riprendere il confronto e apportare quelle modifiche che rendano il c.d. “lavoro agile” una risorsa per i Lavoratori e l’A.D. e non una modalità di lavoro negletta e per pochi, e fissarne criteri e modalità con apposito accordo nazionale, come fatto in altre AA.CC.
Cruciale l’importanza della tematica formazione. Anche se la nostra O.S. ha espresso apprezzamento per le intenzioni dichiarate con l’adozione del “progetto formazione” predisposto dal prof. Bonaccini per conto della Ministra (vds. Notiziario 4 del 15/1/2019), molti rimangono i punti da chiarire e, poiché le competenze in merito alla formazione ricadono in larga parte su Segredifesa attraverso Difeform, risulta quanto mai importante che il Segretario Generale inserisca nell’agenda del confronto con le OO.SS. il progetto di formazione del Personale, quale strumento strategico di crescita professionale finalizzato a rendere sempre più aderenti le competenze della componente civile ai compiti e alle funzioni che è chiamata ad assolvere.
Una riunione importante, quella di ieri, idonea a porre le basi per un dialogo aperto e costruttivo, positivamente orientato alla ricerca della soluzione dei problemi. Il tavolo di confronto è stato aperto, di questo dobbiamo dare atto al Gen. Falsaperna. Ora si tratta di riempirlo di contenuti.
Domani, 24 luglio, dovrebbe essere in programma a SGD una riunione con le OO.SS. firmatarie del CCNL 12.02.2018. Il condizionale è però d’obbligo, in quanto sui siti delle OO.SS. non risultano convocazioni.
All’o.d.g., la bozza di Regolamento sullo “smart working” (“lavoro agile”) nella Difesa (che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2), già oggetto di un primo confronto tra le stesse Parti in data 30 maggio u.s., a conclusione del quale sarebbe stato deciso un aggiornamento per consentire ai 3+1 (CGIL-CISL-UIL + UNSA) di avanzare contributi. Che è esattamente quello che doveva avvenire domani, ma attenzione, però: il Regolamento è stato di fatto già reso operativo e, dunque, la discussione che eventualmente ci sarà domani non avrà alcun ricaduta nell’immediato. Peccato!
Lo “smart-working”, come noto, rappresenta uno strumento innovativo nell’organizzazione del lavoro delle PP.AA., con vantaggi per il lavoratore (orario autodeterminato; maggiore equilibrio tra vita e lavoro; etc.) ma anche per lo stesso datore di lavoro (maggiore produttività; minori costi; etc.). Il punto di partenza, nel settore pubblico, è stata la Direttiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri n. 3/2017 recante “indirizzi” e “linee guida” (vds. Notiziario n. 58 del 12.06.2017), che ripubblichiamo in allegato 3 su questa stessa pagina, la quale prevede che, entro tre anni, in ogni A.P., e fino al 10% dei lavoratori che lo richiedano, ci si possa avvalere del lavoro agile, mantenendo inalterate le opportunità di crescita e di carriera per i fruitori. E poi seguita la L. 81/2017.
La Difesa, come al solito, si è attivata in ritardo (in altre AA.CC. erano già stati sottoscritti protocolli d’intesa, per es. la PdCM in data 5.04.2017) e, solo nel luglio 2017, SMD e SGD hanno avviato iniziative per verificare la possibilità di realizzare progetti di smart working all’interno degli Enti/Comandi dipendenti e per individuare quali attività lavorative fossero ritenute compatibili con l’avvio dei progetti.
E’ facile immaginare che la bozza di Regolamento, presentata nella riunione del 30 maggio u.s. alle Parti Sociali, sia stata predisposta da SGD/SMD sulla base delle risultanze dell’indagine avviata, comunque non ancora note.
Il progetto pilota previsto dal Regolamento riguarda 83 unità, di cui 43 tra SGD e PERSOCIV, e le restanti 40 tra SMD e vari Enti di Vertice delle FF.AA. Trattasi di numeri molto bassi, e peraltro tutti collocati all’interno di una sperimentazione comunque limitata solo alla strutture centrali di vertice di Roma, e dunque con l’esclusione di tutti gli altri Enti/territori, di fatto messi ai margini.
Abbiamo perciò il sospetto che le scelte operate lascino immaginare la scarsa fattibilità di progetti di smart working per tutta l’area territoriale, in particolare l’area T/O,il che renderebbe impraticabile questa nuova modalità di lavoro per l’85/90% dei civili. Una sperimentazione di questo tipo risulta sospetta e appare monca rispetto alla complessità delle articolazioni del MD, e induce a pensare che le scelte definitive potrebbero avere analogo segno. Ci chiediamo: perché attività amministrative di un Arsenale o di un Polo EI o di un Ente territoriale di F.A. non potrebbero essere organizzate in modalità smart working?
Pensavamo che la riunione di domani dovesse servire, nelle lodevoli intenzioni dei partecipanti, a correggere il tiro su questa scelta. Ma purtroppo così non potrà essere, almeno ai fini della sperimentazione. Lo abbiamo appreso dalla risposta di SGD al CUG, che nella riunione del 21 giugno u.s. aveva espresso il parere e avanzato alcune proposte (Notiziario n. 70 del 28 u.s.).
Ebbene, in quella nota che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1, dopo aver dato atto al CUG del “prezioso contributo” e affermato che “gli spunti” saranno tenuti in considerazione, SWGREDIFESA afferma che, per non ritardare l’”iter procedimentale” già in corso, debbano essere evitate, in questa fase, “modifiche del testo” .
Dunque, Amministrazione Difesa prima parte in ritardo, e poi comprime (meglio: azzera) il confronto con le OO.SS. per non produrre altri ritardi. Geniale, davvero. Ma chi ci crede?
Il motivo vero è che A.D, in particolare SMD, non sembra amare molto lo “smart-working”, e partire con questa sperimentazione significa precostituire gli sbocchi futuri.
Ma allora, se è così, a che serve il confronto di domani?
Siamo davvero curiosi di conoscerne le risultanze finali…
Pubblichiamo infine il link con la presentazione analitica dello Smart Working applicato in Presidenza del Consiglio dei Ministri illustrata al Forum PA: https://youtu.be/zwOg70PIbFE (clicca)
Notiziario n. 61 del 6 giugno 2018 –
Bozza del Regolamento sullo “smart working” (“lavoro agile”) nel Ministero della Difesa: che sviluppi ha avuto e che direzioni ha preso il “confronto” a cui SEGREDIFESA aveva chiamato le OO.SS. firmatarie del CCNL il 30 maggio u.s.?
Le lavoratrici e i lavoratori interessati non ne sono a conoscenza, in quanto sui contenuti e sulle risultanze della riunione del 30 u.s. non è stato fatto ancora alcun comunicato. Anche per questo, pensiamo sia utile parlarne per informare i lavoratori sulle pieghe che la vicenda sta prendendo e che, a nostro avviso, non sembrano molto confortanti pur se, allo stato, non ancora definitive (ci sarà verosimilmente un secondo confronto, e il 21 p.v. è prevista una riunione del CUG che tratterà l’argomento)
Cominciamo col dire che davvero molto è l’interesse dei colleghi (e soprattutto delle colleghe) su questa opportunità. Lo “smart-working”, rappresenta una positiva evoluzione del c.d. “telelavoro” e appare uno strumento molto innovativo nell’organizzazione del lavoro delle PP.AA. Ricordiamo che i beneficiari non saranno obbligati a lavorare in un luogo fisso, per esempio la propria abitazione, ma qualunque altro luogo in cui si possa portare un computer o uno smartphone e dai quali si possa agire tramite Wi-Fi, potranno essere utilizzati. I vantaggi per il lavoratore sono evidenti: orario autodeterminato; meno costi di spostamento, più autonomia lavorativa e maggiore equilibrio tra vita e lavoro; ma vantaggi anche per il datore di lavoro pubblico, in termini di maggiore produttività e minori costi di produzione.
Il punto di partenza è stata la Direttiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri n. 3/2017, emanata ai sensi dell’art. 14 L. 7.08.2015, n. 124, che recava “indirizzi” e “linee guida” (vds. Notiziario n. 58 del 12.06.2017), e che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 4. La Direttiva prevede che, entro tre anni, in ogni A.P., e fino al 10% dei lavoratori pubblici che lo richiedano, ci si possa avvalere delle modalità di lavoro agile, mantenendo inalterate le opportunità di crescita e di carriera per coloro che ne usufruiranno. E’ poi intervenuta la Legge n. 81/2017 che ha dettato norme finalizzate a promuovere il lavoro agile (vds. Notiziario n. 61 del 22.06.2017).
A seguire, lo Stato Maggiore Difesa ha avviato in luglio 2017 (ma in altre AA.CC. erano già stati sottoscritti protocolli d’intesa, per es. la Presidenza del Consiglio in data 5.04.2017) una positiva iniziativa con la quale ha chiesto a tutte le FF.AA. di verificare la possibilità di realizzare progetti di smart working all’interno degli Enti/Cdi dipendenti, e chiedendo al contempo alle stesse FF.AA. di individuare eventuali attività lavorative ritenute compatibili con l’avvio dei progetti. E’ verosimile che lo stesso abbia fatto SGD.
E’ facile immaginare che la bozza di Regolamento (che pubblichiamo in allegato 1 su questa stessa pagina con i relativi allegati 2 e 3) sia stata predisposta da SGD/SMD sulla base delle risultanze dell’indagine avviata, non ancora note. Abbiamo però il sospetto che le scelte conseguenti evidenzino la non fattibilità di progetti di smart working per tutta l’area territoriale, in particolare l’area T/O, il che renderebbe impraticabile questa nuova modalità di lavoro per l’85/90% dei civili.
Il progetto pilota previsto dal Regolamento riguarda 83 unità, di cui 43 tra SGD e PERSOCIV e le restanti 40 tra SMD e vari Enti di Vertice delle FF.AA. Trattasi di numeri molto bassi, e peraltro tutti collocati all’interno di una sperimentazione comunque limitata solo alla strutture centrali di vertice di Roma, e dunque con l’esclusione di tutti gli altri Enti/territori, di fatto messi ai margini.
Una sperimentazione di questo tipo appare monca rispetto alla complessità delle articolazioni del MD, e induce a pensare che le scelte definitive potrebbero avere analogo segno. Ci chiediamo: perché attività amministrative di un Arsenale o di un Polo EI o di un Ente territoriale di F.A. non potrebbero essere organizzate in modalità smart working?
Se questo è l’orientamento di SMD/SGD, esprimiamo il nostro pieno dissenso. Esprimiamo inoltre perplessità in merito ad alcuni passaggi dell’articolato, con riferimento in particolare agli articoli 3, 5 e 7.
Attendiamo di capire gli sviluppi della vicenda, per il momento del tutto coperta, e poi diremo come sempre la nostra.
Notiziario n. 38 del 27 aprile 2020 – La emergenza sanitaria che attanaglia il nostro paese da febbraio è stata caratterizzata dalla necessità di ripensare ad un modello di vita al quale non eravamo assolutamente preparati, ed ha costretto in particolare la nostra Amministrazione ad adottare provvedimenti di riorganizzazione che avessero prioritariamente riguardo alla prevenzione […]
Notiziario FLP DIFESA n. 1 del 7 gennaio 2020 – Lasciataci alle spalle l’Epifania e con essa il 2019 e le Festività di fine anno, ci apprestiamo ad iniziare il 2020 con la nostra Organizzazione Sindacale pronta a riprendere il confronto con il Vertice politico e con l’intera Amministrazione per affrontare le tante questioni di […]
Notiziario FLP DIFESA n. 18 del 22 febbraio 2019 – Si è svolto ieri pomeriggio, in un clima cordiale e di grande disponibilità, il primo incontro tra il Segretario Generale della Difesa e Direttore Nazionale degli Armamenti (SGD/DNA), Gen. C.A. Nicolò Falsaperna e le OO.SS. che ha avuto per oggetto il “punto di situazione sulle […]
Notiziario n. 79 del 23 luglio 2018 – Domani, 24 luglio, dovrebbe essere in programma a SGD una riunione con le OO.SS. firmatarie del CCNL 12.02.2018. Il condizionale è però d’obbligo, in quanto sui siti delle OO.SS. non risultano convocazioni. All’o.d.g., la bozza di Regolamento sullo “smart working” (“lavoro agile”) nella Difesa (che ripubblichiamo su […]
Notiziario n. 61 del 6 giugno 2018 – Bozza del Regolamento sullo “smart working” (“lavoro agile”) nel Ministero della Difesa: che sviluppi ha avuto e che direzioni ha preso il “confronto” a cui SEGREDIFESA aveva chiamato le OO.SS. firmatarie del CCNL il 30 maggio u.s.? Le lavoratrici e i lavoratori interessati non ne sono a […]