C’è una novità, politicamente molto importante, che è emersa nell’incontro di ieri pomeriggio a Palazzo Esercito con SME RGF e DIPE: tutte e sette le sigle sindacali presenti hanno rivolto a SME la richiesta di ripristinare le sessioni informative periodiche, che dal 2018 non si fanno più.
Ricordiamo il problema: fino a tutto il 2017, l’Ufficio OO.FF. di RGF convocava, mensilmente o bimensilmente, delle riunioni con le OO.SS. informandole preventivamente dei riordini in atto, con i nuovi organici e le posizioni organizzative, ed è stato, questo, un metodo di lavoro molto efficace.
Ebbene, ad un certo punto (primavera 2018) noi ci accorgiamo che RGF non ci convoca più, e pertanto inviamo al Capo di SME la nota che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1 che recante la nostra richiesta di ripristino delle sessioni (vds Notiziario n. 55 del 28.05.2018), alla quale SME RGF risponde con la nota che pubblichiamo sempre su questa pagina in allegato 2, confermandone invece la cancellazione alla luce del nuovo CCNL (vds Notiziario n. 81 del 27.07.2018).
Diciamo la verità: il nuovo CCNL, pessimo su tanti aspetti, appare su questo invece solo un pretesto in quanto il vecchio CCNL non obbligava di certo alle sessioni informative, che però fino a dicembre sono state fatte, evidentemente per scelta e utilità di SME stesso, che dal 2018 ha invece cambiato opinione.
I danni sono oggi evidenti a noi tutti: riordini e modifiche organiche sono oggetto quasi sempre di informazioni successive, a carte già decise, e le OO.SS. si trovano a dover subire i riflessi negativi che arrivano dagli Enti e dagli stessi lavoratori.
Ultimo esempio, la cancellazione di 32 posizioni dall’organico di IGM Firenze, che abbiamo rappresentato a SME-RGF insieme ad altre sigle, con il taglio incomprensibile di profili strategici per la vita dell’Ente, quali quelli cartografici di 3^ e 2^ area, e la scomparsa della dotazione del Museo Storico della Cartografia, tagli peraltro contestati dalla stessa Direzione dell’Ente, ma già in vigore dal 29 luglio. Ne abbiamo pertanto richiesto la sospensione.
L’ultimo esempio dei tagli sopra riferiti interessanti l’IGM aggiunge un ulteriore tassello al problema, e ha sollecitato tutte le OO.SS. a richiedere il ripristino delle sessioni informative. Nella seconda metà di settembre incontreremo il Capo di SME, gen. S. Farina, e in quella sede vedremo se la richiesta è stata accolta.
La riunione era stata convocata dietro nostra sollecitazione per un punto di situazione sui riordini dell’area territoriale (CEDOC E CME).
Proviamo a fissarne il percorso: dopo i riordini del 2013 e la soppressione dei CEDOC insistenti nelle sedi dei CME e in essi confluiti come UDOC (Uffici Documentali), il D. Lgs. n. 7. 2019 – attuativo della L. 244/2012 – prevedeva la soppressione di tutti i CEDOC al 31.12.2018, data poi differita al 31.12.2019 dalla Legge 145/2018.
La data di soppressione (31.12.2019) è confermata per tutti i CEDOC e per CME Molise (che verrà assorbito da CME Abbruzzo e riconfigurato come CME Abbruzzo e Molise), e sarà disposta con D.M., ma con alcuni “accorgimenti” che saranno oggetto di decreto da parte del Capo SME, volti ad assicurare progressivamente la dematerializzazione di tutti gli archivi, allo stato ancora in itinere, e il trasferimento del materiale documentale a Candiolo (prov. Torino, sede ex CERICO) che è oggi in ristrutturazione.
Va però detto che le scelte definitive non sono state ancora operate, essendo tuttora all’attenzione del Capo SME, e pertanto non sono ancora disponibile nè i numeri nè le nuove configurazioni degli Enti riordinati, e per questo abbiamo chiesto, insieme ad altre sigle, una nuova sessione informativa a settembre
Qualcosa però è emerso: la procedura semplificata è prevista per i CEDOC di Como, Brescia, Cagliari, Milano, Ancona, Palermo, Udine Chieti e Lecce, e questo significa che il personale resterà nel sedime, o in UDOC dipendenti dal rispettivo CME o in “Sezioni Gestioni Archivi” posti sotto UDOC.
Invece per i CEDOC di Catania, Caserta, Salerno, Verona e Roma, DIPE prevede la procedura ordinaria, avendo operato già una prima ricognizione delle “desiderata” e individuato alcune criticità, il che vuol dire che non tutto il personale potrà rimanere nei sedimi nei nascenti UDOC e Sz. Archivi.
Il nuovo Capo di Stato Maggiore Esercito, gen. Salvatore Farina
Dedicato a chi continua a beatificare ancora oggi, nonostante le ripetute prove di segno diverso, le straordinarie innovazioni in positivo che sarebbero state apportate dal CCNL 12.02.2018, che, come noto, FLP non ha a suo tempo firmato avendone valutato in negativo diversi aspetti, alcuni sul piano del merito (l’art. 35, per esempio, ed oggi l’ARAN conferma la giustezza della nostra lettura…) e altri su quello del metodo (l’art. 7 sulla composizione dei tavoli decentrati, per esempio), aspetto quest’ultimo su cui la FLP è impegnata in giudizio per difendere il principio di democrazia sancito dalla sentenza C.C. n. 231/2013.
Siamo oramai in dirittura d’arrivo: o un Tribunale accoglierà le nostre obiezioni e rimetterà la questione al giudizio della C.C., come avvenuto per la vicenda FCA/FIOM, o, pur continuando la nostra battaglia di democrazia, saremo comunque costretti ad una firma tecnica in ARAN per poter ritornare sui tavoli e dire la nostra, in una fase in cui la nostra assenza non crediamo abbia poi così tanto giovato alla causa dei civili.
Uno degli aspetti sui quali si è a suo tempo formato il nostro negativo giudizio di merito sul CCNL, insieme agli aspetti economico-normativi e a quelli legati alla conferma dell’assetto ordinamentale attuale che ha rinviato al prossimo CCNL il problema 1^ area particolarmente acuto in Difesa, è quello relativo al sistema delle relazioni sindacali partorito dal nuovo CCNL. Straordinariamente innovativo con il recupero alla contrattazione di importanti istituti del rapporto di lavoro, a giudizio delle OO.SS. firmatarie del CCNL; alquanto regressivo, invece, a giudizio della FLP.
Giudizi opposti, come si vede, ma dove sta la ragione?
In queste settimane, abbiamo già visto qualcosa: l’ipotesi di accordo sulle risorse aggiuntive 2017 reca l’impianto di distribuzione precedente rispetto al CCNL (15% la quota destinata alla performance individuale, il nuovo CCNL ne prevede invece minimo il 30%!): perché CGIL-CISL-UIL+UNSA (i famosi 3+1) non hanno chiesto l’applicazione del nuovo CCNL per la distribuzione delle risorse, se davvero migliorativo?
Ancora: il 24 u.s. c’è stato, a SGD, il tavolo sul Regolamento relativo allo smart working nella Difesa, da noi anticipato nel Notiziario n. 79 del 23 u.s., e abbiamo saputo, dal loro comunicato, che i 3+1 hanno abbandonato il tavolo avendo appreso in quella sede (sic… e la nota inviata da SGD al CUG?) che A.D. era andata avanti nell’iter di adozione del Regolamento, tenendo ai margini il Sindacato. E potremmo continuare ancora a lungo con gli esempi. Come si vede, appare davvero ardita l’idea dei 3+1 che il CCNL assicuri più peso e competenze alle OO.SS.
A ulteriore riprova del nostro assunto che il CCNL conduca invece ad un abbassamento delle relazioni sindacali, invitiamo i lavoratori a leggere la risposta che SME RGF ha fornito alla lettera da noi inviata al Capo di SME, e della quale abbiamo riferito nel Notiziario n. 55 del 28.05.2018, ma che ad ogni buon conto pubblichiamo in allegato 2 su qyesta stessa pagina. Lettera con la quale FLP DIFESA, preso atto che SME RGF, dopo l’entrata in vigore del CCNL, inviava alle OO.SS. solo la scheda tecnica senza farla seguire dalla convocazione delle Parti sociali per discutere del merito dei provvedimenti annunciati (e delle eventuali problematiche), e per definire insieme la procedura di reimpiego, segnalava al Capo di SME l’utilità di mantenere in essere le modalità relazionali in materia di riordini seguite da decenni (sessioni informative periodiche), che avevano assicurato una gestione ordinata e non conflittuale degli stessi, con ricadute positive per il personale coinvolto e anche per la stessa A.D.
Ebbene, invitiamo tutti a leggere la risposta a noi data da SME RGF, che pubblichiamo in allegato 1 su questa stessa pagina, e in particolare i seguenti passaggi:
”l’attivazione sistematica delle sessioni informative appare poco percorribile”, e questo alla luce delle novità introdotte dal CCNL 12.02.2018;
“la scheda informativa inviata alle rappresentanze sindacali … reca anche le eventuali procedure di reimpiego da adottare”, che dunque verranno ora definite in proprio dalla F.A.mentre prima se ne discuteva nella sessione informativa e si decideva insieme alle OO.SS. quale adottare.
Questo, dunque, il nuovo modello: rispetto al passato, cosa ci guadagna il Sindacato ?
La risposta a noi pare scontata, ma ancor più scontate appaiono le minori tutele che le OO.SS. possono assicurare ai lavoratori.
Pubblichiamo infine, in allegato 3 sempre su questa stessa pagina, il testo integrale dell’ultina nota informativa pervenuta da SME RGF
Notiziario FLP DIFESA n. 72 del 1 agosto 2019 – C’è una novità, politicamente molto importante, che è emersa nell’incontro di ieri pomeriggio a Palazzo Esercito con SME RGF e DIPE: tutte e sette le sigle sindacali presenti hanno rivolto a SME la richiesta di ripristinare le sessioni informative periodiche, che dal 2018 non si […]
Notiziario n. 81 del 27 luglio 2018 – Dedicato a chi continua a beatificare ancora oggi, nonostante le ripetute prove di segno diverso, le straordinarie innovazioni in positivo che sarebbero state apportate dal CCNL 12.02.2018, che, come noto, FLP non ha a suo tempo firmato avendone valutato in negativo diversi aspetti, alcuni sul piano del […]