News del 21 luglio 2015 , h. 15.00 –

dPubblichiamo su questa pagina (allegato 1) il testo del disegno di legge delega recante la riorganizzazione delle PP. AA. approvato dalla Camera dei Deputati in data 17 luglio u.s. con modifiche rispetto al testo approvato dal Senato in data 30 aprile 2015. Pubblichiamo anche (allegato 2) il “dossier” a suo tempo appositamente predisposto dal Servizio Studi del Senato.

Come si ricorderà, la c.d. “riforma” della P.A. pensata dal Governo Renzi è stata articolata in due momenti:

– il primo si è concretizzato con l’entrata in vigore del Decreto Legge 24 giugno 2014, n. 90 recante “Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari” pubblicato sulla GU  n.144 del 24.06.2014 e poi convertito nella legge 11 agosto 2014, n. 114 che è stata pubblicata nella G.U.n.190 del 18.08.2014 – Suppl. Ordinario n. 70.  Trattasi della legge che ha introdotto la mobilità d’ufficio sui 50 KM, che ha soppresso CEFODIFE, che ha dimezzato permessi e distacchi sindacali, etc., e di cui ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 3 il testo recepito nel “Quaderno FLP DIFESA n. 7/2014” a suo tempo predisposto dalla nostra O.S.. 

– il secondo momento è invece consistito nella presentazione, da parte del Presidente del Consiglio di concerto con i Ministri alla P.A. e dell’Economia e Finanze, di un disegno di legge delega recante “riorganizzazione delle Amministrazioni Pubbliche”, che è stato approvato dal Senato in data 30 aprile 2015 ed ora con modifiche dalla Camera dei Deputati il 17 luglio u.s..

Il disegno di legge delega così licenziato dalla Camera dovrà ora essere risottoposto all’esame e al voto dell’aula del Senato, e non è da escludere che su di esso il Governo ponga la fiducia per poter centrare l’obiettivo dichiarato di approvazione del provvedimento prima della pausa estiva dei lavori parlamentari, cosa certamente non facile con i numeri di cui gode attualmente la maggioranza al Senato.

I punti più importanti di detto provvedimento riguardano come noto: la riforma della dirigenza, la previsione di un testo unico per il pubblico impiego, la carta della cittadinanza digitale, la c.d. “razionalizzazione” degli uffici periferici del Governo con il taglio di alcune Prefetture, il rafforzamento dei poteri della Presidenza del Consiglio, la soppressione del Corpo dei Forestali e la riduzione di numero  delle Camere di Commercio.

Il provvedimento in questione interessa da vicino tutti i lavoratori delle Pubbliche Amministrazioni, e dunque anche chi lavora nel  Ministero della Difesa,  e sui suoi contenuti la nostra Federazione ha già espresso le proprie valutazioni critiche con il documento inviato alla 1^  Commissione Affari costituzionali della Camera e di cui abbiamo riferito nel Notiziario n. 61 del 15 giugno u.s. (allegato 4)

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato 1: DDL Madia riforma P.A. approvato dalla Camera dei Deputati

Allegato Dossier del Servizio Studi del Senato sull’A.S. n. 1577 riorganizzazione AA.PP. :

Allegato 3: Quaderno n. 07-2014 – testo coordinato L. 11.08.14, n. 114 di conversione DL. 90-2014

Allegato 4: Notiziario FLP DIFESA n. 61 del 15.06.2015

Notiziario n. 49 del 14 maggio 2015 –

L'aula della Commissione Difesa del Senato, sede dell'audizione
L’aula della Commissione Difsa del Senato, sede dell’audizione

Come già anticipato nei nostri precedenti Notiziari, oggi pomeriggio, alle 14.30, la Ministra della Difesa Roberta Pinotti riferirà alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato,  riunite congiuntamente,  in merito ai contenuti del “Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa”. Trattasi di un appuntamento di rilevante interesse politico e fortemente atteso,  anche in considerazione dei problemi che la redazione prima,  e la pubblicazione del testo dopo, hanno generato a diversi livelli.

C’è in primo luogo la questione legata all’ “ufficialità” del testo. La telenovela purtroppo continua. Dopo i diversi testi che si sono rincorsi uno dopo l’altro nei giorni scorsi (ne abbiamo ampiamente riferito nel Notiziario n. 46 del 4 maggio u.s.), sin a partire  dal  primo pubblicato in assoluta anteprima da FLP DIFESA e che ha fatto davvero un gran rumore,  c’è ora la prova provata del diverso testo inviato in Parlamento. Pubblichiamo su questa stessa pagina il testo uscito dalla stamperia del Senato, che risulta  diverso (si veda il paragrafo iniziale) da quello pubblicato sul sito istituzionale. Vedremo se e cosa dirà la Ministra a tal riguardo,  certo è che quanto avvenuto ha esposto l’A.D. a critiche e sorrisini.

Entrando poi nei contenuti  del  Libro Bianco, c’è subito un primo rilevantissimo problema di ordine politico, che immaginiamo troverà posto negli interventi dei componenti le Commissioni. Il Libro Bianco (ultimo capitolo, paragrafo 294) costituisce “direttiva ministeriale”  a normativa vigente, dunque già operativa prima di qualsiasi confronto politico di merito con il Parlamento. Se è vero come è vero che le politiche di sicurezza e difesa sono centrali nella vita di un Paese e del nostro in particolare nella fase storica che stiamo vivendo, il preventivo coinvolgimento del Parlamento appariva  non solo utile, ma doveroso.  Cosa diranno a tal proposito i membri della Commissioni Difesa ed Esteri?  Anche sulla politica estera, il Libro Bianco affronta questioni di tale natura (e la riunione congiunta di oggi con le due Commissioni Esteri lo dimostra ampiamente), traccia linee e strategie, non nuove per la verità, ma che forse avrebbero dovuto coinvolgere in via diretta il Ministero degli Esteri. Così non è stato, problemi al riguardo?

Ci sono poi altri nodi di carattere politico, di cui abbiamo riferito nel nostro precedente Notiziario n. 48 dell’11 u.s.:   il ruolo preponderante e assoluto del Capo di SMD, il nuovo vero “padrone” della Difesa, con leve vecchie e soprattutto nuove (il costituendo Comando Logistico Difesa, in primis)  molto più efficaci e operative rispetto a quelle dello stesso Ministro,  che ridurranno fortemente le competenze attuali e l’autonomia delle FF.AA. e che proprio per questo hanno già determinato parecchi mal di pancia; il depotenziamento del Segretariato, che perderà la funzione più importante, la Direzione Nazionale degli Armamenti, che transiterà a SMD,  con tutti gli interessi legati all’industria che si trascina dietro; c’è  il rapporto non chiarito con il massiccio riordino in chiave riduttiva (di strutture e di personale) delle FF.AA. innescato dalla Legge 244/2012 e dai due decreti attuativi del 2014 “firmati” dalla stessa sen. Pinotti allora Sottosegretario ,  rispetto ai quali gli stessi  pareri a suo tempo espressi dalle Commissioni Difesa sembrano stati riposti dal Libro Bianco in un angolo dimenticato; ci sono le novità annunciate sul  bilancio, con il superamento della storica tripartizione in personale/esercizio/investimento (ma non è materia di esclusivo dominio della Camere?); c’è il problema delle risorse che servono per questa riforma e del chi ne paga i costi,  in un momento di grande difficoltà sociale e di sofferenza economica, e ci sono  infine le  problematiche del personale, in primis quello civile,  per il quale si registra la corposa marcia indietro rispetto alle previsioni dell’art.1 D.Lgs. n. 7 e alle stesse linee programmatiche della Ministra.

Insomma, ce n’è abbastanza per attendere con curiosità ed interesse la riunione di oggi, in primo luogo  le cose che dirà la Ministra e in secondo luogo gli interventi dei parlamentari, con l’auspicio che non si celebri un rituale stantio e che il dibattito sia vero e non venga compresso, come già avvenuto.

 (Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Libro Bianco – testo pubblicato dal Senato

Allegato 2: Libro Bianco – testo pubblicato sul sito del M.D.

Notiziario n. 60 del 27 maggio 2013 –

Il Senato della RepubblicaRiportiamo di seguito il testo del Notiziario FLP n. 21 di data odierna che dà conto dell’audizione della nostra O.S. presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato in merito a due schemi di regolamento particolarmente importanti per tutto il personale pubblico.

 ” Lo scorso 23 maggio la FLP è stata chiamata, con altre organizzazioni sindacali, in audizione presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato su due schemi di regolamento governativo riguardanti il coordinamento delle funzioni statali sul territorio e l’ulteriore blocco dei contratti dei dipendenti pubblici – senza possibilità di recupero e senza vacanza contrattuale – per il biennio 2013-2014 nonché per il blocco per tutto il 2014 dei trattamenti economici individuali.

 La FLP, oltre ad argomentare le proprie posizioni, ha rassegnato alla Commissione un documento articolato che è allegato al presente notiziario.

 In particolare, la FLP ha ribadito la propria contrarietà ai tagli lineari che non incidono mai sui reali problemi;  riguardo al Regolamento sulla presenza dello Stato sul territorio, abbiamo denunciato la manovra, clientelare e di potere, per creare un ulteriore livello burocratico – quello dei Prefetti – e per accentrare ancor di più le funzioni statali anziché decentrarle e sburocratizzare. Abbiamo quindi ribattuto con la proposta di riduzione dei livelli di governo, abolendo (non accorpando)  le province.

 Riguardo al blocco dei contratti e delle retribuzioni, abbiamo sentito, purtroppo, molte voci sindacali che vorrebbero rinnovare i contratti anche a costo zero o con i soli risparmi di gestione delle amministrazioni.

La FLP intende invece fare contratti veri, con aumenti salariali veri e non ci siamo pertanto limitati a denunciare il carattere iniquo e recessivo di un eventuale blocco dei salari ma, nel documento consegnato, abbiamo dimostrato quanto siano false le affermazioni che “i soldi per i contratti non ci sono” o che con i blocchi si stanno riallineando gli aumenti del pubblico con quelli del privato.

 Abbiamo indicato strade per recuperare risorse – non solo per il rinnovo dei contratti pubblici – sia dal lato delle entrate che dei tagli di spesa.

Sull’aumento delle entrate, abbiamo proposto: lotta vera all’evasione fiscale senza introduzione di nuove imposte ma con l’uso intelligente delle banche dati; vendita delle frequenze radiotelevisive; accordi con la Svizzera per la tassazione dei capitali illegalmente esportati; tassazione dei proventi della corruzione (vi sembrerà strano ma oggi non sono tassati).

 Dal punto di vista della lotte agli sprechi e alle ruberie, abbiamo chiesto che si faccia immediatamente una legge anticorruzione seria, visto che la corruzione in Italia, secondo la Corte dei Conti, ci costa 60 miliardi all’anno; taglio dei costi della politica, a cominciare dalla già citata abolizione delle province, abolizione dei privilegi della categorie non contrattualizzate (abbiamo citato ad esempio l’indennità di ausiliaria per i militari, pagati per anni per non lavorare prima di andare in pensione con una spesa di 430 milioni all’anno, e i benefit dei prefetti); taglio delle spese per gli armamenti inutili (ai caccia F35 si è aggiunto il progetto di digitalizzazione NEC che ci costerà oltre un miliardo all’anno per i prossimi 25 anni) sono state le altre richieste al Senato da parte della FLP.

 Infine, abbiamo proposto una nuova pubblica amministrazione che, senza bisogno di altre riforme, sia basata sulla partecipazione e sul coinvolgimento dei dipendenti ad ogni livello  – come da raccomandazioni OCSE del lontano 2001 – e che quindi sia più efficace ed efficiente e produca valore per le imprese e per tutto il Paese.

 Come avrete modo di constatare leggendo il documento allegato, una proposta organica, a tutto campo, che come premessa logica, economica e politicamente efficace deve vedere i contratti rinnovati e il blocco delle retribuzioni rimosso fin da subito.

 La FLP si sta affermando sempre più come il sindacato delle proposte serie e percorribili e svolgerà questo ruolo anche in questo caso, anche contrastando eventuali “larghe intese sindacali” che intravediamo pericolosamente stagliarsi all’orizzonte come complemento delle “larghe intese” politiche.

                                                                                                                    LA SEGRETERIA GENERALE FLP  “

Di seguito, il testo integrale del documento illustrato nel corso dell’audizione e poi consegnato alla Commissione.

Allegato: Documento FLP consegnato alla Commissione Affari Costituzionali del Senato

Notiziario FLP Difesa n. 61 del 03.05.2012 –

Un incontro estremamente deludente, quello che abbiamo avuto oggi con il Ministro Di Paola in merito ai contenuti del disegno di legge delega sulla riforma dello strumento militare.  Un incontro che FLP DIFESA aveva richiesto subito dopo il via libera al provvedimento da parte del Consiglio dei Ministri nella riunione del 6 u.s.,  che speravamo potesse segnare l’avvio di un proficuo confronto di merito, e che si è invece chiuso con le mancate risposte da parte del Ministro rispetto alle questioni che avevamo posto e con la Sua dichiarata indisponibilità a discutere con le OO.SS. di modifiche di  un provvedimento che Egli ritiene chiuso sotto il profilo del confronto con le parti sociali, fermo restando ovviamente la sovranità del Parlamento a modificarlo o addirittura a cestinarlo. Un approdo conclusivo davvero deludente, che marchia pesantemente e proietta una luce diversa sul percorso sin qui fatto.

Ma andiamo con ordine nel racconto di questo incredibile pomeriggio in via XX settembre, una riunione che il Ministro ha aperto dando immediatamente la parola alle OO.SS. per le loro valutazioni.  Nel suo intervento,  la FLP DIFESA ha proposto le seguenti considerazioni:

1 – Una piena condivisione della scelta che sta alla base del progetto di riassetto in chiave riduttiva del sistema Difesa , e che affonda le sue radici nei micidiali tagli di bilancio che si sono avuti dal 2008 ad oggi.  C’è attualmente uno squilibrio patologico tra le disponibilità finanziarie e l’attuale strumento militare  e non si può non intervenire rapidamente per evitare il “default” che è dietro l’angolo.

2 – Pur comprendendo la necessità di ridurre significativamente le spese per il personale per spostare risorse sulla voce “esercizio” oggi ridotto davvero ai minimi termini, non si capisce come mai a pagare il maggiore tributo sia chiamata la componente civile che, in termini di spesa complessiva,  costa all’Amministrazione un decimo di quella militare. Va ricordato a tal riguardo che i tagli di personale che propone il Ministro da qui al 2024 sono il 33% per i civili (10.000 unità rispetto a 30.000 effettivi)  e solo il 18% circa per i militari (33.000 unità rispetto a 183.000 effettivi).  Se poi si aggiungono le sforbiciate alle dotazioni organiche civili che abbiamo subito dal 2008 a oggi (ex leggi nn.  133/2008; 25/2009 e 148/2011) e che assommano complessivamente a circa 11.800 posizioni, allora il raffronto sui tagli diventa per noi ancor più oneroso: nel periodo 2007-2024, la componente civile perde 21.800 posti (52% rispetto alla dotazione organica ex DPCM 2005) mentre la componente militare solo il 21% (da 190.000 a 150.000). Un vero e proprio salasso per noi, che dimezzerà la presenza civile in Difesa.

3 – La lettura del testo del disegno di legge delega (D.D.L.D.) presentato al Senato (“su proposta del Ministro Di Paola”, si legge sul frontespizio dell’Atto Senato 3271: come mai solo del Ministro della Difesa, ci chiediamo?) e delle relazioni che lo accompagnano,  e il raffronto tra il testo definitivo approdato al Senato (allegato al nostro Notiziario n. 60 del 30 u.s.) e quello entrato in Consiglio dei Ministri (allegato al nostro Notiziario n. 53 del 10 apr.), evidenziano a nostro avviso:

la difficile praticabilità dei percorsi alternativi a quello del transito nei ruoli civili: è improponibile di questi tempi l’idea di gestire il grosso dei 33mila esuberi militari attraverso lo scivolo della ARQ (Aspettativa Riduzione Quadri) estendendola anche ad altre categorie di personale militare, atteso che rappresenta una spesa assolutamente improduttiva (si resta a casa con il 95% dello stipendio…). Al Commissario Bondi fischieranno le orecchie, i lavoratori esodati e quelli che hanno perso in questi mesi il lavoro e sono oggi senza tutele marcerebbero su via XX settembre… Anche la possibilità di transito verso le altre AA.PP. e gli Enti locali appare scritta nel libro dei sogni, e lo sanno tutti….

appare invece sicuramente praticabile e molto rafforzata nel testo del D.D.L.D. approdato in Senato rispetto a quello entrato in Consiglio dei Ministri, la possibilità di transito nei ruoli civili: è saltato il “previo assenso dell’interessato”; non c’è alcun limite mancando il riferimento all’ ”ambito delle facoltà assunzionali” previsto invece per i transiti verso altre AA.PP.; infine, la famosa tabella di corrispondenza che dovrebbe regolare detti transiti non verrebbe più recepita con Decreto Ministeriale ( e dunque messa a punto in ambito Difesa, magari attraverso il confronto con le OO.SS. come avevamo chiesto..) ma con DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei  Ministri) su proposta del Ministro della P.A. di concerto con il MEF. Dunque, una sorta di autostrada aperta, senza barriere, su cui far transitare migliaia di ex militari nei ruoli civili, che avrebbero però impieghi diversi dalla professionalità possedute, che sono state formate con enorme impegno di risorse pubbliche: anche questi sprechi dovrebbero essere evitati, o no? Abbiamo quindi rilanciato la proposta già fatta: perché non smaltire gli esuberi militari attraverso transiti ed impieghi verso gli altri pezzi del “comparto sicurezza e difesa” e/o impieghi similari (per es., nei Vigili Urbani)?  Questo significherebbe preservare il grosso delle professionalità militari, ed evitare spreco di risorse.

4 – Nel momento in cui il transito nei ruoli civili appare la strada pìu agevole per gestire gli esuberi militari,  viene contestualmente proposta la riduzione di un terzo (10.000) degli organici civili. A prima vista, la cosa appare davvero paradossale.  Nella relazione che accompagna il D.D.L.D., a pag. 21, si legge che, a compimento del processo di riduzione nel 2024, i civili ancora in servizio sarebbero 17.080 e dunque, per raggiungere la fatidica soglia dei 20.000, basterebbe in detto periodo “limitare le assunzioni complessive entro un numero inferiore a 2.920”, un numero minimo per assicurare il turnover e il necessario ricambio generazionale delle professionalità. Ed allora, viene spontanea una domanda: dove li mettiamo i militari che transitano?  Non ci sarebbe posto, in teoria, almeno che gli ingressi nei ruoli civili non avvengano “in soprannumero”, come oggi è per i transiti per cause di inidoneità sanitaria ex D.M. 18.04.2002. Su questo abbiamo posto al Ministro una domanda precisa, ed Egli non ha affatto escluso questa possibilità: ecco l’autostrada aperta, senza barriere….

5 – Ma, a nostro avviso, la parte più inaccettabile del D.D.L.D. approdato al Senato appare quella relativa ai principi e criteri direttivi per la riduzione delle dotazioni organiche del personale civile (art.3, comma 1, let. e). In buona sostanza, vengono cancellati 10.000 posti di lavoro in cambio del nulla!  Sul piatto della bilancia, il Ministro di Paola mette solo un generico riferimento “al principio dell’elevazione qualitativa delle professionalità”, senza accompagnarlo e declinarlo attraverso  impegni più precisi e definiti, come è nella parte relativa ai militari,  sugli aspetti che interessano la componente civile:

–      la formazione professionale dovrà essere fatta nel rispetto delle “risorse finanziare esistenti a legislazione vigente”, cioè quasi nulla, come ben sanno la gran parte dei nostri colleghi per i quali la formazione è oggi un miraggio inarrivabile, ancorchè responsabilmente molto ambita;

–      è scomparso il riferimento, che pure c’era nel testo entrato in Consiglio dei Ministri,  alla previsione di  “procedure di riqualificazione professionale” , il che significa nessun impegno sul fronte delle progressioni di area, circostanza questa che  lascerebbe al palo in primo luogo i 2000 lavoratori di area 1^, su cui non c’è alcun impegno per risolvere il pericoloso stato di eccedenza;

–      non c’è traccia alcuna di impegni sul fronte della c.d. “civilizzazione” della Difesa, che è stata la grande incompiuta della prima ristrutturazione Andreatta-Saragoza (metà anni 90). “Civilizzazione” significa dare ruolo, funzioni e prospettive alla componente civile, restituendoci ai compiti per i quali siamo stati  assunti, senza più gli sconfinamenti di campo che abbiamo registrato in questi anni con migliaia di militari seduti sulle  nostre sedie. Risparmiare risorse significa anche questo, lo faremo sapere al Commissario Bondi, e di questo non c’è traccia nel D.D.L.D. Di Paola;

–      si parla di riformare la struttura della Difesa nelle sue diverse componenti, ma del rilancio dell’area industriale della Difesa, realtà per noi vitale e ad alto tasso di presenza civile, non c’è un solo rigo: che facciamo degli Arsenali MM, dei Poli Esercito e di tutti gli Stabilimenti della Difesa?

–      buio pesto sul fronte  della restituzione di lavoro ai civili, letteralmente massacrati negli ultimi 15 anni dalle scelte suicide di esternalizzazione dei servizi e delle lavorazioni, che hanno prodotto la situazione che è sotto i nostri occhi, peraltro con uno spreco enorme di risorse umane e finanziarie

–      e, infine, nessun impegno sul fronte  delle problematiche che più stanno a cuore ai lavoratori civili: per esempio in merito alle inaccettabili differenze di trattamento, retributivo e normativo, tra la componente civile e militare. Pensiamo solo all’indennità di campagna e alle missioni….

Se le cose stanno così, balza all’occhio in  tutta evidenza che Di Paola taglia 10.000 posti di lavoro civili, rende difficile il nostro futuro, ingolfa i nostri ruoli di ex militari in soprannumero, e in cambio ci dà….NULLA! Solo un richiamo general generico alla “elevazione qualitativa delle nostre professionalità”  che però manca di impegni precisi e concreti, e che per questo appare aria fritta, senza corpo né sostanza. Su queste basi, come possiamo trovarci d’accordo?

6 – Qualche perplessità abbiamo espresso anche sul fronte delle disposizioni in materia contabile e finanziaria (art. 4).  Nel D.D.L.D. presentato al Senato, è scomparsa l’assicurazione al Ministero Difesa da oggi al 2024 di un “flusso finanziario costante minimo annuo non inferiore a quello previsto per l’anno 2014 dalla legge 12.11.2011, n. 184”, che ci era stata rappresentata dal Ministro come un punto fermo per gestire la riforma,  e inoltre appare forse eccessiva la presenza del M.E.F. sul fronte del controllo della spesa, della contabilizzazione dei risparmi e della loro ridestinazione all’interno del bilancio della Difesa. Positiva invece appare la maggiore flessibilità gestionale di bilancio.

7 – Nessuna spending review sul fronte degli sprechi ancora enormi e dei privilegi che ancora esistono.

A conclusione, FLP DIFESA ha chiesto al Ministro di poter avere un tavolo di confronto nel quale approfondire i diversi aspetti, presentare proposte di modifica, fornire il nostro contributo.

Queste, le nostre considerazioni e richieste in merito ai contenuti del DDLD presentato dal Ministro Di Paola, peraltro raccolte e rilanciate anche da altre OO.SS. presenti. Il Ministro non ha risposto praticamente a nessuna delle questioni che abbiamo posto e ha chiuso ogni spazio di confronto con noi sui contenuti del disegno di legge delega, dichiarando che si ritrova pienamente nei contenuti della sua proposta e che non intende pertanto modificarla su aspetti che considera  irrilevanti. Bene, un bell’esempio di apertura e di attenzione alle parti sociali!!  Unica concessione finale su richiesta di una O.S. presente al tavolo,  il via libera alla trattativa per la ridefinizione della mobilità interna: lasciamo sul campo diecimila posti di lavoro e il nostro futuro e spostiamo il tiro sulla mobilità! Un bell’assist davvero, che Di Paola ha colto subito dicendo sì alla richiesta e chiudendo la riunione! Pazzesco!

Oggi, abbiamo compreso bene il “metodo Di Paola”: convoca più volte le rappresentanze sindacali, dà l’impressione di essere interessato a sentirle, poi procede in modo unilaterale e mette tutti di fronte al fatto compiuto, senza possibilità di ritorno. Se guardiamo indietro, ricordiamo tre riunioni in quattro mesi con il Ministro (un record!),  informazioni sulle linee guida del suo progetto, lettere ai dipendenti civili, ma poi un disegno di legge delega (che fissa tempi, cornice e criteri!) di fatto blindato, steso al chiuso,  e non preceduto da alcun confronto vero e preventivo sui suoi contenuti, che recepisce quasi nulla delle nostre osservazioni e proposte.  Una grande delusione davvero il metodo Di Paola, fatto solo di fumo e decisionismo: ma forse abbiamo sbagliato anche noi a dargli un credito che, alla luce di quanto accaduto ieri, era verosimilmente esagerato. Bene, ne prendiamo atto, e ci adeguiamo conseguentemente.

Noi non ci stiamo, questo è pacifico, e faremo il possibile per far cambiare il D.D.L.D. Di Paola.  Innanzitutto,  abbiamo già avviato dei contatti con Gruppi parlamentari per auspicabili emendamenti,  e faremo la nostra parte nell’audizione in Commissione Difesa;  in secondo luogo, convocheremo a breve una riunione nazionale dei nostri dirigenti e in quella sede decideremo le più utili iniziative di lotta,  che speriamo ci trovino insieme ad altre sigle che, come noi, non accettano il “metodo Di Paola” e le sue scelte: se qualcuno li accetta, si accomodi pure!  La partita per noi non si chiude qui!

I colleghi perdoneranno la lunghezza del Notiziario, ma è bene che siano informati di tutto.

(Giancarlo PITTELLI)

Allegato 1: Confronto testi bozza 6 apr. per CdM e A.S. 2371

Allegato 2: Convocazione Commissione Difesa Senato 09.05.2012

senato



Libro Bianco, oggi la Ministra Pinotti riferisce nella riunione congiunta delle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato

14 Mag 2015 - Flp Difesa

Notiziario n. 49 del 14 maggio 2015 – Come già anticipato nei nostri precedenti Notiziari, oggi pomeriggio, alle 14.30, la Ministra della Difesa Roberta Pinotti riferirà alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato,  riunite congiuntamente,  in merito ai contenuti del “Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa”. Trattasi di un appuntamento […]




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