Con il DM 22 giugno 2016, che pubblichiamo su questa pagina (allegato 2) e che ha visto la luce nella G U. del 21 u.s. (allegato 3), le competenze in materia di procedimenti connessi al riconoscimento della dipendenza di infermità o lesioni da causa di servizio, ai fini della concessione e liquidazione dell’equo indennizzo del personale dell’Arma dei Carabinieri, fino ad ora espletate da PREVIMIL 5^, 6^ e 7^ Divisione, sono state attribuite, in via sperimentale per due anni, al Comandante Generale dell’Arma. Detto conferimento è avvenuto senza aver fornito alcuna preventiva informazione alle OO.SS., nonostante abbia evidenti riflessi sulla ripartizione delle competenze fra le aree (la descritta funzione transita dall’area T/A all’area T/O) che invece, ai sensi dell’articolo 1, c. 1, lett. a) del D.Lgs n. 7/2014, dovrebbe essere attuata tramite apposito regolamento (D.P.R.), sentite, per le materie di competenza, le OO.SS. rappresentative. Inoltre, il DM in questione, modifica l’art. 27 del D.M. 16 gennaio 2013 (Struttura Segretariato Generale e DD.GG.) e pertanto avrebbe dovuto quanto meno essere oggetto d’informazione preventiva alle Parti sociali.
Nelle premesse del predetto DM, alcune delle quali con riferimenti di scarsa attinenza con l’oggetto dello stesso e con evidenti forzature, viene esplicitata la concordanza nel merito del Segretario Generale. Non stupisce purtroppo più il fatto che chi è chiamato a dirigere l’Organo programmatore dell’area T/A da tempo assista inerme, quando non consenziente, al progressivo svuotamento delle competenze del Segretariato e dunque al suo ridimensionamento, tenendo anche in non debita considerazione il parere dei Dirigenti interessati. La sottrazione delle competenze in questione, che rappresentano gran parte delle attività delle tre Divisioni di PREVIMIL interessate, contrariamente a quanto evidenziato nelle premesse del Decreto, rappresenta un considerevole ridimensionamento della Direzione Generale ed è contraria ad ogni logica di razionalizzazione, efficacia ed efficienza dell’azione amministrativa, e fa inoltre venir meno i requisiti di terzietà nella trattazione di materie particolarmente delicate. E non è certo cosa di poco conto!
Altro aspetto decisamente incomprensibile e preoccupante è quello relativo alla sottrazione delle sopracitate competenze, chiaramente amministrative a meno che non si voglia negare anche questa evidenza, a chi naturalmente dovrebbe trattarle (e cioè il personale civile dell’area T.A.), che vengono attribuite ad una F.A. che svolge anche compiti di polizia, con evidenti incombenze operative a tutela della sicurezza del cittadino. Con quale logica si continua a sottrarre personale che viene addestrato e formato per compiti legati ad aspetti prettamente operativi, legati in particolare al territorio, per fargli svolgere attività di altra natura, in questo caso amministrative? Sta forse qua la risposta al perché tra PERSOMIL e PREVIMIL siano presenti oggi ca. un centinaio di Carabinieri: forse per acquisire professionalità e competenze da ricondurre, una volta acquisite, in ambito Arma sottraendole a coloro a cui dovrebbero competere?
Denunciamo a chiare lettere come, in seno all’area T/A, si stia determinando una situazione ormai insostenibile per la quale i lavoratori della stessa prestano la loro opera in un clima di costante indeterminatezza dovuto ai continui processi di riorganizzazione e sottrazione di competenze sinora frenate solo grazie alla mobilitazione, quando c’è stata, dei lavoratori delle Direzioni Generali, e senza che su tutto questo si sia mai aperto un concreto confronto con le OO.SS. Questo stato di cose non è più tollerabile, e pertanto appare assolutamente prioritario e indifferibile un confronto con i Vertici politici del MD su queste tematiche. Per questo, abbiamo inviato al Sottosegretario Rossi la lettera che pubblichiamo in allegato 1 su questa stessa pagina.
Ultima riflessione: la proposta di legge (che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 4) d’iniziativa di un numero rilevante di deputati concernente la sicurezza sul lavoro e la tutela previdenziale nelle FF.AA., che prevede la soppressione di alcuni istituti tra i quali l’equo indennizzo, ha qualcosa a che fare con il DM 22.06.2016?
Se lo chiedono i molti, e tra questi anche noi. Alla prima occasione, lo chiederemo al Sottosegretario Rossi.
Il S.G. Enzo Stefanini (a dx) con il Capo di SME e l’attuale SSS on. Rossi (a sx), già Sottocapo SME
Il Segretario Generale e DNA, gen. E. Stefanini, ha convocato in data 17 settembre, ore 14.30, una riunione con le OO.SS. territoriali di Roma e senza le RSU, che avrà per oggetto il “Centro di formazione della Difesa (CEFODIFE)” soppresso in virtù di quanto disposto dall’art. 21 D.L. 24.06.2014.
Appare alquanto strana questa convocazione di livello territoriale (peraltro senza le RSU) rispetto alla dimensione, assolutamente nazionale, del problema, soprattutto se si tiene conto che, nonostante le richieste nostre (vds Notiziario n. 89 del 25.08.2014) e di altre OO.SS. e nonostante gli impegni assunti nella riunione del 24 giugno 2014, l’A.D. non ha ancora trovato il tempo per discutere un solo minuto con le OO.SS. nazionali di questa tristissima vicenda, che avrà fortissime ripercussioni in negativo, nel breve e ancor di più nel lungo periodo, per tutti. Un errore di valutazione, sempre possibile, o il tentativo di territorializzare, limitandone così la portata, un problema invece di portata nazionale che tocca tutti?
Il dubbio sorge per diversi motivi. Innanzitutto per l’irritualità della convocazione, atteso che , di norma, i Vertici della Difesa (tra i quali è iscritto anche il Segretario Generale/DNA) incontrano le OO.SS. nazionali; in secondo luogo perché, pur volendo limitare la riunione ai soli aspetti legati alle problematiche locali innescate dal provvedimento di soppressione della Scuola, è prassi ampiamente consolidata in Difesa, da decenni, che il confronto con le Parti Sociali venga avviato sul livello nazionale: è in questo contesto che si collocano tutte le riunioni tecniche presso gli SS.MM. in ordine ai provvedimenti di riordino delle FF.AA., che precedono sempre i confronti locali e gli eventuali piani di reimpiego.
Per la verità, non è la prima volta che il gen. Stefanini ci sorprende. Ricordiamo ancora (vds Notiziario n. 124 del 18.11.2013) la sua risposta al sen. Pegorer sulla dipendenza dalle direttive del Capo di SMD per quanto attiene l’acquisto degli armamenti che stupì allora anche il Presidente La Torre (“Beh, insomma…”) o il suo silenzio di fronte alle posizioni espresse dal Capo di SMD in audizione parlamentare (“Serve una diversa ripartizione di compiti tra SMD e SGD. …… la <<governance>> del personale va gestita dalle FF.AA. e posta alle dirette competenze dei Capi di S.M., eliminando l’accentramento che c’è stato sinora su SGD e l’approccio burocratico (sic!) che l’ha caratterizzata in questi anni” (si veda il Notiziario n. 126 del 23.11.2013): detto dal Segretario Generale, posto al vertice dell’area che ricomprende PERSOMIL e PREVIMIL, fa davvero impressione. Viene allora il dubbio che questa soppressione della Scuola possa rappresentare un altro tassello nello spostamento di competenze da SGD ad SMD, che nel frattempo sta costruendo il Centro di Formazione Interforze. Ma il S.G. non aveva promesso fuoco e fiamme per impedire la sottrazione di CEFODIFE, oggi gestita a mò di pratica locale? Per non dire dell’accordo fatto con SNA in data 6 agosto u.s.., di cui si è data subito notizia sul sito, ma che risulta ancora non pubblicato pur a fronte di quanto previsto dall’art.11. Quando si dice la trasparenza!
Noi continuiamo a pensare che sulla vicenda CEFODIFE sia quanto mai urgente e necessario un confronto di livello nazionale rispetto ad una partita che è primariamente una questione nazionale. Attendiamo dunque la riunione nazionale che abbiamo richiesto, che ovviamente tarda… purtroppo sta diventando un classico, in questi ultimi mesi, e una riflessione attenta ad un certo punto si imporrà.
Quando verremo convocati sulla vicenda CEFODIFE, chiederemo un po’ di cose, in particolare sull’accordo fatto con SNA e sul rassicurante avviso pubblicato sul sito istituzionale. Per esempio: le attività formative che continueranno riguardano tutti i corsi pianificati o solo una parte? Gli SS.MM. di F.A. hanno “liberato” le risorse che gestivano sulla formazione? Siamo certi che sia possibile rilasciare gli attestati di partecipazione che hanno valore certificativo, in particolare in materia antinfortunistica?
Facciamo riserva di pubblicare sul nostro sito il testo dell’accordo SNA e SGD. Ne riparleremo!
In data 29.01.2014, sono stati approvati dall’allora Ministro Mauro il “Piano triennale di prevenzione della corruzione 2013– 2016” e il “Codice di comportamento dei dipendenti del Ministero della Difesa” (che ripubblichiamo entrambi su questa stessa pagina), in ottemperanza alle disposizioni di cui alla Legge 6.11.2012, n .190 e con l’obiettivo quelli di “assicurare la prevenzione di fenomeni di corruzione”.
Ciò premesso,informiamo che in data 5 agosto u.s. è stato trasmesso da SMD il “messaggio del referente per la prevenzione della corruzione e la trasparenza area s.m.d. – comunicato n° 1/2014” , che riportiamo in forma integrale per l’ opportuna conoscenza dei lavoratori degli Enti dell’area operativa:
“ Dal 2014 sono in vigore il Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione (P.T.C.P.) ed il Codice di Comportamento del Ministero della Difesa, che costituisce parte integrante del suddetto P.T.C.P. Tale codice ha lo scopo di integrare e di specificare le disposizioni contenute nel Codice di Comportamento dei dipendenti pubblici, i cui principi, unitamente alle norme di disciplina militare, hanno valore anche per il personale militare (D.P.R. n. 62/2013).Tra le norme di comportamento, contenute in tali documenti, risulta di assoluta rilevanza quella riguardante l’obbligo di astensione del dipendente in caso di conflitti di interesse. In ossequio ai principi d’imparzialità e d’indipendenza di giudizio, ogni responsabile del procedimento e i titolari degli uffici competenti ad adottare i pareri, le valutazioni tecniche, gli atti endoprocedimentali e il provvedimento finale debbono astenersi in caso di conflitto di interessi pubblici con interessi personali o privati. Tale obbligo intende prevenire il pericolo che l’Amministrazione assuma decisioni che possano essere influenzate, durante l’iter di formazione della volontà, da dipendenti che si trovino in situazioni di conflitto di interessi. Il conflitto di interessi si concretizza in una circostanza in cui un interesse privato o personale interferisce (conflitto reale) o potrebbe tendenzialmente interferire (conflitto potenziale) con la capacità del dipendente militare o civile di agire in conformità ai suoi doveri e responsabilità ostacolando il corretto perseguimento dell’interesse pubblico. Il conflitto può riguardare interessi di qualsiasi natura, anche non patrimoniali, come quelli derivanti dall’intento di voler assecondare pressioni politiche, sindacali, di superiori o di terzi. Il soggetto si deve astenere dal partecipare all’adozione di decisioni o ad attività che possano coinvolgere interessi propri, ovvero di suoi parenti, affini entro il secondo grado, del coniuge o di conviventi, oppure di persone con le quali abbia rapporti di frequentazione abituale, ovvero di soggetti od organizzazioni con cui egli o il coniuge abbia causa pendente o grave inimicizia o rapporti di credito o debito significativi, ovvero di soggetti od organizzazioni di cui sia tutore, curatore, procuratore o agente, ovvero di enti, associazioni anche non riconosciute, comitati, società o stabilimenti di cui sia amministratore o gerente o dirigente. L’interessato deve astenersi in ogni altro caso in cui esistano gravi ragioni di convenienza. In tali casi, il dipendente ha l’obbligo di segnalare, con immediatezza, al proprio superiore gerarchico, ogni situazione di conflitto reale o potenziale. Sull’astensione decide il responsabile dell’ufficio di appartenenza.F.to il Referente per la prevenzione della corruzione e per la trasparenza- Gen. F. Marsiglia “
Con l’occasione, informiamo i colleghi che con nota n. 0096006 04-08-2014 (che pubblichiamo su questa stessa pagina) a firma dello stesso gen. F. Marsiglia in questo caso in veste di Capo del 1° Rep. SMD, è stata procrastinata dal 30 settembre 2014 al 30 giugno 2015 la data del mandato del “Gruppo di Progetto per lo studio di una diversa ripartizione delle funzioni, tra area T/A e T/O, attinenti alla gestione del personale”,che peraltro avrà un nuovo Presidente nella persona dell’Amm. Sq. Marzano Donato.
Come interpretare questo differimento di data? Sulla importantissima questione, legata in ogni caso al redigendo “Regolamento” ex art. 1 del D. Lgs. n. 7/2014 e i cui obiettivi ed effetti in negativo la nostra O.S. ha avuto modo di denunciare da tempo e a più riprese, avremo modo di ritornare presto.
Nella mattinata di oggi, in piazza S. Bernardo in Roma, nei pressi di via XX Settembre, si è tenuta la manifestazione indetta da FLP DIFESA e UNSA DIFESA alla quale hanno partecipato circa duecento lavoratori , in gran parte di PERSOMIL e di PREVIMIL, che, nonostante la giornata freddissima, sono scesi in piazza per protestare contro il tentativo di sottrarre competenze e lavoro alle due Direzioni Generali per trasferirle alle Forze Armate. Una operazione avviata attraverso il lavoro del “Gruppo di progetto”, tenuto sinora sottotraccia, ma che oggi è stata resa evidente a tutti a seguito dalle affermazioni venute direttamente dal Capo di SMD nel corso della sua ultima audizione parlamentare (“Serve una diversa ripartizione di compiti tra SMD e SGD. …… La parte innovativa del presente riassetto, il suo punto chiave, è dunque la <<governance>> del personale, che va gestita dalle FF.AA. e posta alle dirette competenze dei Capi di S.M., eliminando l’accentramento che c’è stato sinora su SGD e l’approccio burocratico che l’ha caratterizzata in questi anni” (si veda il nostro precedente Notiziario n. 126 del 23.11.2013). E’ stata una bella manifestazione, forte e decisa nei contenuti, la cui piattaforma era stata votata all’unanimità dalla assemblea dei lavoratori delle due DD.GG. convocata dalle due RSU il 31 ott. u.s., e in merito alla quale tutte le OO.SS. presenti avevano espresso piena condivisione . Peccato che il quadro si sia poi modificato.
Una delegazione composta da membri delle due RSU e da esponenti nazionali e territoriali di FLP DIFESA e da UNSA DIFESA sono state ricevute dal Vice Capo di Gabinetto, dr.ssa Antonietta Fava, alla quale hanno illustrato le ragioni della protesta e le richieste dei lavoratori. Nel suo intervento, la FLP DIFESA ha ricordato di aver posto sin da luglio scorso il problema relativo al depotenziamento dell’area tecnico-amministrativa, nel cui contesto va comunque inquadrata l’ipotesi di riduzione delle competenze delle due DD.GG., con attribuzione a gestioni separate delle FF.AA. materie quali disciplina, stato giuridico, formazione, dinamiche salariali e previdenza, che dovrebbero invece essere mantenute in un ambito rigorosamente unitario. Ha riproposto pertanto la richiesta di un tavolo di confronto sull’argomento e su quello connesso alla riscrittura post DPCM 23.01.2013 della struttura di Segretariato, DD.GG. e UTT, avanzata sin dalla riunione con il Sottosegretario Pinotti del 23 ott. u.s. (si veda il Notiziario n. 116 di pari data). Infine, tenuto conto dei problemi che si stanno evidenziando in ordine al rinvio al “Regolamento” ex art.15 nov. COM per la individuazione delle attribuzioni di SGD e SMD, e in considerazione delle criticità che ancora permangono nei decreti attuativi (transiti nei ruoli civili; mobilità regionale; reimpieghi; etc.) ha chiesto che venga presa in esame l’ipotesi di un proroga della delega per i necessari, ulteriori confronti.
I rappresentanti della RSU, oltre a concordare con quanto esposto dalle OO.SS. e ribadire la loro totale avversione a ogni ipotesi di attribuzione dei compiti e funzioni delle due DD.GG. all’area tecnico operativa, hanno espresso forte preoccupazione per l’intervento del Capo di SMD nell’audizione del 21 novembre. Entrando nel merito del lavoro svolto, hanno poi rappresentato in maniera dettagliata le attività di PERSOMIL e PREVIMIL che negli anni si sono uniformate ad ogni innovazione del procedimento amministrativo (ultime il protocollo digitale e le procedure concorsuali online), cosa che ha consentito alle stesse di assolvere perfettamente e nel pieno soddisfacimento dell’utenza ai loro compiti istituzionali. E’ stato rappresentato l’elevato numero di pratiche trattate (solo PERSOMIL ca. 600.000 protocolli annui tra entrata/uscita), il carattere interforze delle stesse, la loro complessità e la professionalità di funzionari e assistenti acquisita in anni di lavoro nei settori di competenza. Tutto questo non può essere vanificato con un colpo di mano dei vertici militari. I lavoratori non potrebbero tollerarlo.
La dr.ssa Fava, preso atto di quanto rappresentato, si è impegnato a riferirne al SSS, sen. Pinotti.
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario n. 124 del 18 novembre 2013 –
Il gen. Stefanini in audizione
L’audizione del Segretario Generale della Difesa, avvenuta in data 13 u.s. di fronte alle Commissioni Difesa di Camera e Senato e il cui video è pubblicato sul nostro sito, ha avviato le audizioni informali dei Vertici Militari in merito agli schemi di decreti attuativi della delega ex L. 244/2012.
Il gen. Stefanini ha fatto innanzitutto un rapido excursus sul processo di riordino dell’area tecnico- amministrativa (SGD; DD.GG; UU.CC. e UTT) avvenuto nel corso di questi ultimi anni attraverso diversi e successivi provvedimenti (DPR 145/2009; DPR 270/2010 e DPR 191/2012), che hanno corposamente ridotto la consistenza delle dotazioni organiche del personale dirigente e non dirigente e il numero delle DD.GG. (dalle nove del 2009 alle attuali quattro: PERSOCIV; PERSOMIL, PREVIMIL e COMMISERVIZI). E ora, dopo l’ultimo taglio operato dalla L. 135/2012, siamo in attesa dell’ultima tappa.
Il gen. Stefanini è quindi passato ad illustrare i compiti del Segretariato (due in estrema sintesi: amministrativi e acquisto armamenti) e la sua articolazione interna dando peraltro un informazione inesatta in merito al VI° Reparto, che ha assorbito le competenze in materia di contenzioso delle sole ex DD.GG. tecniche e non di tutte le DD.GG. E’ poi entrato nel merito dei decreti attuativi della delega, ricordando il contenuto dell’art.15 novellato del Codice dell’Ordinamento Militare (COM) che rinvia ad un successivo “Regolamento”, che vedrà la luce subito dopo l’entrata in vigore dei decreti, e che definirà la ripartizione di compiti e funzioni tra le due aree del Dicastero (area tecnico-amministrativa con al vertice SGD e area tecnico-operativa con al vertice SMD) e riorganizzerà l’area tecnico amministrativa. A tal proposito, il gen. Stefanini ha fatto riferimento al “Gruppo di progetto” costituto da SMD delineandone le finalità, ma mancando però di rendere esplicito alle Commissioni l’obiettivo vero del progetto, che è quello di sottrarre a PERSOMIL e PREVIMIL le funzioni di gestione amministrativa, previdenziale ed economica (ivi compreso il contenzioso) degli attuali 183.000 militari appartenenti alle tre FF.AA. e di quelli dell’Arma CC, e di attribuirli agli SS. MM. di F.A.. Un progetto che s’inquadra nel più generale processo di ridimensionamento del Segretariato a favore di SMD, che evidenzia un deciso affondo verso una più marcata militarizzazione delle attività e un consistente passo all’indietro sul terreno della civilizzazione, su cui FLP DIFESA ha lanciato un grido di allarme anche verso il Parlamento.
E’ questo il nodo, tutto politico, della partita connessa ai decreti attuativi, ed è quantomeno paradossale che il Segretario Generale abbia (volutamente) tenuto sottotraccia tale aspetto, in particolare modo quando, rispondendo ad una domanda venuta dal sen. Pegorer sulla dipendenza “dalle direttive del Capo di SMD” per quanto attiene l’acquisto degli armamenti (art. 41 novellato del C.O.M.), ha descritto una situazione di assoluta normalità e congruità rispetto alla normativa vigente. A questa incredibile rappresentazione, ha fatto eco l’illuminante commento del Presidente La Torre (“Beh, insomma…”), che ha ricordato all’illustre ospite come il problema sia tutto politico e faccia riferimento al fatto se sia possibile che in materia di acquisto di armamenti si proceda solo in base le direttive del Capo di SMD.
Intanto vanno avanti le iniziative di contrasto avviate dalle RSU di PERSOMIL e PREVIMIL con l’assemblea del 31 u.s. (vds. Notiziario n. 118 di pari data), e che avranno il loro apice nella assemblea cittadina in via XX settembre, che dovrebbe essere organizzata a breve, e che porterà i lavoratori e le loro Rappresentanze a segnalare all’attenzione della pubblica opinione le problematiche di cui sopra.
Ne seguiremo da vicino gli sviluppi e ne daremo conto a tutti i lavoratori della Difesa. Nell’attesa, alleghiamo al presente Notiziario la lettera inviata al Ministro dai lavoratori di PERSOMIL.
Nella giornata di ieri, il nuovo Segretario Generale della Difesa e Direttore Nazionale degli Armamenti, gen. Enzo Stefanini, ha incontrato le OO.SS. nazionali rappresentative del personale dirigente e non dirigente del Ministero della Difesa. E’ stato un incontro cordiale, che è servito a stabilire una prima presa di contatto tra il Sindacato e l’Alto Dirigente posto dal Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro Mauro, a capo a capo dell’area Tecnico-Amministrativa della Difesa.
Nel suo intervento introduttivo, il gen. Stefanini ha ricordato le competenze che fanno capo al Segretariato e che sono di primaria importanza per l’attività stessa del nostro Ministero; ha segnalato il momento particolare che sta vivendo la nostra Amministrazione, che si trova alla vigilia di un processo di riorganizzazione di straordinaria portata, la cui efficacia dipende anche dall’azione dei diversi attori in campo, ciascuno dei quali è chiamato a fornire un contributo importante ai fini del raggiungimento degli obiettivi conclusivi del processo; infine, ha ricordato il ruolo decisivo del personale civile della Difesa, sottolineando l’importanza delle relazioni sindacali e il ruolo delle Rappresentanze del personale, che ha invitato a dare un positivo contributo e ha chiamato a fornire la loro “collaborazione preventiva” .
E’ poi seguito il consueto giro di tavolo, con gli interventi di tutte le OO.SS. presenti. La FLP DIFESA ha innanzitutto ringraziato il Segretario Generale per aver voluto questo primo incontro con le Rappresentanze del personale civile, auspicando che altre occasioni di confronto siano possibili in futuro, magari con un carattere di periodicità; ha ringraziato il gen. Stefanini per aver riconosciuto l’importanza del ruolo del personale civile e del rapporto con le sue Rappresentanze; infine, ha espresso un forte apprezzamento per l’invito rivolto al Sindacato alla “collaborazione preventiva” (testuale) che, se concretamente realizzata, aprirebbe una stagione nuova nelle relazioni sindacali atteso che, in questi ultimi anni, spesso e volentieri, l’Amministrazione, nei suoi diversi pezzi, ha chiesto alle OO.SS. una “collaborazione successiva”, e cioè a valle di scelte già operate al netto di qualsiasi confronto preventivo.
A tal riguardo, la nostra O.S. ha indicato due prossime scadenze, di fondamentale importanza per il prossimo futuro, in merito alle quali si potrebbe realizzare questa “collaborazione preventiva”:
– la prima, riguarda il redigendo “Regolamento” (Schema Decreto attuativo c.d. “ordinamentale, art. 15 novellato del C.O.M.) che dovrà fissare la ripartizione dei compiti e delle funzioni tra le aree (tecnico-amministrativa e tecnico-operativa) e gli Uffici, e, in questo quadro, declinare le modalità attraverso le quali si dovrà realizzare concretamente la “tendenziale attribuzione di funzioni e compiti tecnico-amministrativi al personale civile, dirigente e non”, che può aprire una pagina davvero nuova;
– la seconda, il redigendo decreto ministeriale, attuativo delle disposizioni introdotte dalla Legge 135/2012 (spending review), che fisserà la nuova struttura e le nuove dotazioni organiche del Segretariato Generale, delle Direzioni Generali e degli Uffici Centrali in sostituzione del vigente DM 16 gennaio 2013, nel cui contesto si collocherebbe anche l’ipotizzato accorpamento delle due Direzioni Generali del Personale con trasferimento nel comprensorio della Cecchignola, che le OO.SS. hanno fortemente contestato.
Trattasi di due appuntamenti di fondamentale importanza e di scadenza peraltro molto ravvicinata, rispetto ai quali tutto il Sindacato è pronto a fornire la “collaborazione preventiva” sollecitata dal Segretario Generale. Siamo qui, e rimaniamo fiduciosamente in attesa.
Informiamo infine che nella riunione si è anche parlato delle problematiche riguardanti l’ex UTT di Verona e l’UTTNAV di Milano, rispetto ai quali il gen. Stefanini ha promesso un diretto interessamento.
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario n. 90 del 13 agosto 2013 –
Il gen. Enzo Stefanini, nuovo Segr. Gen. e D.N.A.
Nella riunione del 26 luglio u.s., su proposta del Ministro della Difesa sen. Mario Mauro, il Consiglio dei Ministri ha provveduto a designare il nuovo Segretario Generale della Difesa e Direttore Nazionale degli Armamenti (DNA) nella persona del generale Enzo Stefanini.
La cerimonia di avvicendamento con il predecessore gen. Sq. A. Claudio Debortolis è avvenuta il 7 u.s. presso il CASD (Centro Alti Studi della Difesa). Al centro degli interventi dei due alti Ufficiali, il rapporto tra Forze Armate e industria nazionale della Difesa. “Le Forze armate – ha detto il gen. Debertolis – possono ricercare i mezzi piu’ adeguati alla loro missione, senza preoccuparsi della politica industriale del paese, perche’ non e’ certo nel loro compito istituzionale occuparsene. L’industria nazionale puo’ darsi da fare per sviluppare mezzi con logiche diverse da quelle delle strette esigenze delle proprie FF.AA.”, anche se ha poi aggiunto che “la funzione regolatrice della Stato non puo’ consentire che esista una dialettica di contrapposizione tra le forze armate e l’industria della Difesa, ma deve trovare soluzioni che armonizzino queste energie”. Se solo pensiamo alle posizioni espresse al riguardo da altri Vertici Militari, e per ultimo dal Capo di SMM amm. De Giorgi nel corso della recente audizione in Parlamento (Notiziario n. 74 del 27.06.2013), pensiamo che qualche divergenza di opinioni, e non di poco conto, emerga tra i nostri Vertici militari e che forse qualche chiarimento si renda necessario
Il neo Segretario Generale gen. Stefanini ha comunque ritenuto di precisare nel suo intervento che “Il Segretariato generale opera nel più ampio terreno del rapporto tra istituzioni militari e altri soggetti istituzionali e mondo industriale con una sinergia a tutto campo e con assoluta visione del sistema paese, non trascurando anzi enfatizzando i rapporti e le collaborazioni internazionali” .
Prima di concludere, alcune brevi note biografiche del nuovo Segretario Generale tratte da “Pagine di Difesa” .
Il brigadier generale Enzo Stefanini è nato a Rieti il 22 aprile 1952. Ha frequentato il 154° corso della Accademia militare di Modena nel biennio 1972-74 e la Scuola di applicazione di Torino nel biennio successivo. Nel 1976, al termine dei corsi di formazione, è stato nominato tenente di artiglieria. E’ laureato in Scienze Strategiche presso l’Università di Torino.
Ha frequentato il 13° corso piloti presso l’Aeronautica militare e successivamente presso il Centro aviazione dell’Esercito a Viterbo; brevettato pilota osservatore, ha prestato servizio dal 1982 al 1990 nel 51° gruppo squadroni elicotteri del 1° reggimento Antares e successivamente presso il Centro aviazione dell’Esercito come pilota istruttore di volo e di specialità. Ha frequentato il 111° corso di stato maggiore e superiore di stato maggiore della Scuola di guerra di Civitavecchia. Come ufficiale di stato maggiore ha prestato servizio a Roma presso lo SME dove, nell’ambito dell’ufficio impiego del personale, ha ricoperto gli incarichi di ufficiale addetto, capo sezione e per oltre quattro anni quello di capo ufficio. Ha comandato il 19° gruppo artiglieria Rialto a Maniago (Pordenone) dal 1992 al 1993 e il 7° reggimento elicotteri d’attacco Vega a Casarsa (Pordenone) dal 1996 al 1997, partecipando con quest’ultima unità alla operazione Alba e rischierando il reggimento sulle basi di Brindisi e Tirana.
Ha al suo attivo oltre quattromila ore di volo su aeromobili ad ala fissa e rotante, di cui oltre duemila su elicotteri militari. Il 27 ottobre 2001 ha assunto l’incarico di vice comandante della brigata aeromobile Friuli a Bologna e il 15 maggio 2002 ne ha assunto il comando.
Al gen. Enzo Stefanini abbiamo provveduto a inviare un telegramma di felicitazioni e di auguri di buon lavoro nel nuovo prestigioso incarico di Segretario Generale della Difesa.
Notiziario n. 90 del 25 luglio 2016 – Con il DM 22 giugno 2016, che pubblichiamo su questa pagina (allegato 2) e che ha visto la luce nella G U. del 21 u.s. (allegato 3), le competenze in materia di procedimenti connessi al riconoscimento della dipendenza di infermità o lesioni da causa di servizio, ai […]
Notiziario n. 97 del 16 settembre 2014 – Il Segretario Generale e DNA, gen. E. Stefanini, ha convocato in data 17 settembre, ore 14.30, una riunione con le OO.SS. territoriali di Roma e senza le RSU, che avrà per oggetto il “Centro di formazione della Difesa (CEFODIFE)” soppresso in virtù di quanto disposto dall’art. 21 […]
Notiziario n. 92 del 4 settembre 2014 – In data 29.01.2014, sono stati approvati dall’allora Ministro Mauro il “Piano triennale di prevenzione della corruzione 2013– 2016” e il “Codice di comportamento dei dipendenti del Ministero della Difesa” (che ripubblichiamo entrambi su questa stessa pagina), in ottemperanza alle disposizioni di cui alla Legge 6.11.2012, n .190 e […]
Notiziario n. 127 del 28 novembre 2013 – Nella mattinata di oggi, in piazza S. Bernardo in Roma, nei pressi di via XX Settembre, si è tenuta la manifestazione indetta da FLP DIFESA e UNSA DIFESA alla quale hanno partecipato circa duecento lavoratori , in gran parte di PERSOMIL e di PREVIMIL, che, nonostante la […]
Notiziario n. 124 del 18 novembre 2013 – L’audizione del Segretario Generale della Difesa, avvenuta in data 13 u.s. di fronte alle Commissioni Difesa di Camera e Senato e il cui video è pubblicato sul nostro sito, ha avviato le audizioni informali dei Vertici Militari in merito agli schemi di decreti attuativi della delega ex […]
Notiziario n. 104 del 19 settembre 2013 – Nella giornata di ieri, il nuovo Segretario Generale della Difesa e Direttore Nazionale degli Armamenti, gen. Enzo Stefanini, ha incontrato le OO.SS. nazionali rappresentative del personale dirigente e non dirigente del Ministero della Difesa. E’ stato un incontro cordiale, che è servito a stabilire una prima presa […]
Notiziario n. 90 del 13 agosto 2013 – Nella riunione del 26 luglio u.s., su proposta del Ministro della Difesa sen. Mario Mauro, il Consiglio dei Ministri ha provveduto a designare il nuovo Segretario Generale della Difesa e Direttore Nazionale degli Armamenti (DNA) nella persona del generale Enzo Stefanini. La cerimonia di avvicendamento con il predecessore […]