Palazzo Baracchini, sede degli Uffici di Gabinetto della Difesa
Riportiamo di seguito il testo della nota FLP Difesa inviata al Gabinetto del Ministro della Difesa, a seguito della emanazione della circolare di SMM del 5 giugno u.s, (in all.), che ribadisce il principio che per il personale ex militare in transito, la sede di 1^ destinazione è vincolata esclusivamente alle maggiori carenze organiche rilevate negli enti della Marina in tutta Italia.
Dopo la iniziativa di azione positiva proposta dal Comitato Unico di Garanzia di cui all’all. 2), e la nota FLP Difesa dello scorso novembre 2023 di cui all’all. 1), e dopo innumerevoli tentativi avviati da questa O.S presso le Direzioni Generali del Personale Militare e del Personale Civile, e più nello specifico presso lo Stato Maggiore della Marina, al fine di rappresentare a tutti gli organismi di vertice del nostro Dicastero le ricadute sul personale interessato, di sovente drammatiche, determinate dalle modalità di scelta della sede di prima assegnazione del personale inidoneo per motivi di salute, osserviamo l’assordante silenzio di codesto Ministero, e il relativo “nulla di nuovo”.
Le maggiori criticità risultano verificarsi in particolare in Marina, dove si registra il maggior numero di transiti (probabilmente a causa della non praticabilità della fattispecie della idoneità parziale, prevista per le altre FF.AA., e che si chiede di sbloccare), come è stato rappresentato nel corso di diversi incontri intercorsi nei mesi scorsi tra lo Stato Maggiore della Marina e le OO.SS. In tali sedi è stato rappresentato il drammatico quadro complessivo creato dall’adozione dell’attuale stringente e impietosa metodologia di assegnazione di sede per il personale in transito, che viene costretto ad affrontare il trasferimento tout court verso nuove sedi di servizio ben lontane sia dalla residenza anagrafica della famiglia che dalla sede di ultima assegnazione.
Ma nonostante la rappresentazione, lo stesso Stato Maggiore della Marina ha preannunciato (vds Fg. n. 49307 del 05.06.2024 avente ad oggetto “Criteri d’impiego personale transitato”) l’adozione di criteri ancora più drastici di quanto finora verificato, e ben più dolorosi rispetto a quanto accade per le altre Armi. Risulta infatti che per Esercito, Carabinieri ed Aeronautica vengano fatti salvi sia l’esperienza acquisita nei ruoli militari, che gli elementi di valutazione relativi alla situazione personale, sanitaria-e familiare del transitando, ricercando in primis l’utile impiego presso l’Ente di provenienza, in subordine nella regione ove è collocato l’Ente di provenienza, e solo da ultimo, l’impiego in aree limitrofe.
Per contro, la Marina Militare assume una posizione netta e stabilisce che ai fini della individuazione della sede di prima assegnazione …“le esigenze funzionali di Forza Armata debbano considerarsi prioritarie al fine del corretto impiego dello strumento militare”, con ciò creando le premesse per l’assegnazione di sede sulla mera base della carenza organica, senza filtri che consentano un possibile orientamento sulla base degli elementi forniti dal transitando, fatto salvo che “…in presenza di tutele sociali garantite per legge e opportunamente certificate,… …sarà privilegiata, se possibile, la sede di ultima assegnazione in qualità di militare, limitando la tutela prevista dalla L.104/1992, laddove si sancisce il diritto di chiedere l’assegnazione presso la sede di servizio più vicina alla persona da assistere.
Un approccio molto duro da parte di una Forza Armata nei confronti del proprio personale transitato, che si trova davanti a profonde lacerazioni dei rapporti personali e familiari, e che trova limiti nelle sedi di assegnazione e intanto compete per tali sedi anche col personale proveniente dalle Capitanerie di Porto (strutture che appartengono al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti).
Val la pena di sottolineare come, oltre alla questione sopradescritta, emerga dalla lettura della citata circolare l’altro elemento fortemente penalizzante per il transitando: essendo prioritario individuare la sede di prima assegnazione in base alla scopertura organica, a questa viene subordinata, arbitrariamente, la scelta del profilo (oggi famiglia professionale) da assegnare al transitando, determinando talora vistose incoerenze nella storia dell’interessato, perdite di professionalità e di motivazione; situazioni al limite della schizofrenia per chi ha già dato sul piano della salute e dell’equilibrio psicofisico, e non può trovare nel transito la strada di un recupero, percependo piuttosto discriminazione ed emarginazione nel percorso obbligato disseminato di ostacoli creati “gratuitamente” dall’Amministrazione stessa.
Quanta differenza con il trattamento riservato ai militari in servizio, per i quali è prevista la pianificazione d’impiego, e l’eventuale assegnazione di un alloggio di servizio! E quanta differenza con gli spazi di scelta della sede consentiti al personale neo-assunto!!
E si osserva come il DM 18 aprile 2002, che prevede che “Il personale delle Forze armate e dell’Arma dei carabinieri giudicato non idoneo al servizio militare incondizionato per lesioni dipendenti o non da causa di servizio transita, a domanda, nelle corrispondenti aree funzionali del personale civile del Ministero della difesa”, in nessun passo introduca vincoli di appartenenza dell’ex-militare alla Forza Armata di provenienza; e invece oggi è la Forza Armata di provenienza a decidere dove reimpiegare il dipendente. Non sarebbe più corretto che tutto il personale transitato venisse sottoposto allo stesso sistema di regole, agli stessi univoci criteri, da gestire mediante strumenti obbiettivi quali una piattaforma informatica che, nell’indicare in generale i posti disponibili per il personale civile, indipendentemente dall’Arma di provenienza, assicuri ai colleghi la compiuta applicazione del principio costituzionale “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”, il rispetto della dignità umana e ancor più la tutela della persona disabile?
Per quanto sopra, chiediamo un intervento urgente di Codesto Gabinetto affinché si avvii un processo condiviso di razionalizzazione delle procedure di transito, al fine di rendere uniforme il sistema di regole, ricercare la salvaguardia delle professionalità acquisite, prestare attenzione alle problematiche personali e familiari rappresentate, assicurare le tutele previste per il dipendente in condizioni psicofisiche non ottimali.
Si segnala la necessità che codesto Gabinetto dia finalmente un riscontro alle note da noi inviate, dopo tanto assordante silenzio, nel rispetto non solo della relazione sindacale, ma anche dei tanti colleghi che ci rappresentano le loro difficoltà nella dolorosa vicenda umana del transito e attendono risposte.
Restiamo ora in attesa di vedere se il silenzio dei nostri vertici finalmente si interrompe.
E’ tutto, cordialissimi saluti
p. il COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA Maria Pia BISOGNI – Christian PALLADINO
Si è svolto ieri il preannunciato incontro (come da nostro comunicato in all. 1) tra lo Stato Maggiore Marina e le OO.SS. Nazionali, sul tema dei transiti del personale giudicato PNI al servizio militare incondizionato. Lo SMM, rappresentato Capo del 1° Reparto personale, Amm. Div. Enrico Giurelli, ha evidenziato alle OO.SS. le difficoltà della F.A. nel gestire il fenomeno dei transiti che sta assumendo dimensioni allarmanti, anche se, a nostro avviso, prevedibili.
Negli ultimi anni, infatti, il personale della Marina Militare che, perdendo l’idoneità al servizio, è passato al ruolo civile, si è attestato su una media annuale di circa 300 unità, di gran lunga superiore a quello transitato delle altre Forze Armate.
Solo nel 2023 di 500 transiti, il 59% ha interessato la Marina, il 24% l’Esercito, il 13% i Carabinieri ed il 4% l’Aeronautica. Da qui la necessità, a detta dello SMM, di dare attuazione a quanto nella circolare del 25 luglio 2023 che, solo per la MM, ha modificato il criterio di assegnazione, non vincolandola all’ultima sede di servizio da militare, come accade per quello delle altre FF.AA, ma prevedendo la possibilità di destinare il personale in transito, su tutto il territorio nazionale. FLP Difesa. In merito FLP Difesa ha scritto una nota al Gabinetto del Ministro denunciandone le criticità e chiedendo, sull’argomento, un confronto (in allegato 2).
Allo stato attuale, a parte i casi tutelati da legge, per i quali lo SMM ha ribadito l’utilità di produrre la documentazione il prima possibile, anche in fase di transito, le assegnazioni avvengono in base alle carenze organiche comparate fra tutti gli Enti del territorio nazionale, riferiti al profilo professionale attribuito.
Come Flp Difesa, nel nostro intervento, abbiamo premesso che bisogna innanzitutto chiedersi e agire sul motivo per cui la MM ha le percentuali più alte di transiti, migliorando anche la condizione militare e pur comprendendo le criticità, abbiamo sottolineato come non sia accettabile applicare criteri rigidi che non tengano in debita considerazione il fatto che il personale militare transita per motivi di salute che non sempre sono riconducibili a fattispecie già tutelate da legge. A questo si aggiunge il fatto che situazioni personali, economiche, famigliari possono acuire il disagio e la sofferenza, anche psicologica, in una fase delicata come il cambio di vita lavorativa e, assegnando il personale lontano dal proprio domicilio o dalla famiglia si genera esclusivamente uno spostamento del problema, se non anche un peggioramento delle condizioni.
A nostro avviso, volendo anche comprendere, pur non condividendola, la ratio della disincentivazione al transito operata dalla F.A., la stessa ci appare troppo limitativa. I vertici della Marina Militare dovrebbero preoccuparsi di migliorare le condizioni di vita lavorativa e non mettere in difficoltà chi già di suo si trova in condizioni di fragilità, pensando di sopperire, alle ben note e annose carenze organiche del personale civile, con il ricorso al personale affetto da fragilità che, in ogni caso, dovrebbe essere tutelato e non penalizzato da criteri di impiego che rischiano di creare notevoli difficoltà sia in ambito personale che lavorativo.
Per stessa ammissione dell’Amministrazione, la maggioranza dei casi di perdita dell’idoneità al servizio militare incondizionato avviene per problematiche psicologiche riconducibili a “disturbi dell’adattamento”. Risulta quindi poco comprensibile come si pensi di mitigare gli effetti di tale disturbo allontanando il dipendente dal proprio domicilio, dai propri affetti, creandogli spesso ulteriori difficoltà di tipo logistico ed economico.
Per tali motivi abbiamo chiesto di sospendere in ambito Marina, per gli specifici aspetti maggiormente sfavorevoli, le restrittive modalità attuative imposte dalla circolare di Persociv e di avviare incontri tematici, da realizzarsi il prima possibile in modo da trovare soluzioni alternative ed il più possibile condivise, come per esempio, di aprire alla possibilità di transitare anche nelle Capitanerie di Porto e in altre P.A..
L’Amministrazione, pur riconoscendo la pertinenza e la puntualità delle osservazioni e dell’analisi di FLP DIFESA, ha però ribadito l’intendimento, per le proprie esigenze funzionali, di voler procedere con le metodologie attuate fino ad ora, rigettando, al momento, l’ipotesi di promuovere la cancellazione/revisione della circolare di Persociv, ma le nostre forti pressioni hanno portato ad un aggiornamento di riunione per metà aprile, periodo nel quale le OO.SS. dovrebbero anche essere chiamate al previsto incontro con il CSMM, avendo ricevuto garanzia che in questo lasso di tempo lo Stato Maggiore non procederà a fasi di assegnazione se non a tutela di quel personale in fase di transito per il quale ci sia il rischio reale di sforamento dei termini che portano a riduzione stipendiale.
Nonostante questa apertura, continuiamo a ritenere estremamente afflittivi i criteri riportati nella circolare di luglio e quindi auspichiamo che, nel prossimo incontro, la M.M. prenda coscienza della necessità di giungere a criteri di impiego che tengano conto non solo delle esigenze di Forza Armata, ma che vadano anche incontro alle esigenze dei lavoratori con patologie certificate e accompagnate spesso da disagi economico/sociali e familiari. Si ritiene pertanto necessaria la sospensione delle modalità applicative della più volte richiamata circolare, così come rappresentate dalla F.A., soprattutto in considerazione che le stesse stanno intervenendo in corso d’opera quando un certo numero di personale militare aveva già iniziato la procedura di transito con regole differenti e meno penalizzanti e soprattutto uguali a quelle del personale delle altre FF.AA..
Sugli sviluppi del confronto con lo SMM vi terremo, come sempre, aggiornati ma, nel frattempo, interesseremo nuovamente il Ministro perché riteniamo che questa, nell’interesse di tutti gli attori e per i risvolti che comporta, non può più essere un fenomeno sottovalutato dall’autorità politica.
per LA SEGRETERIA NAZIONALE
La Responsabile Nazionale per la MM – Vincenza TEOFILI
Il Responsabile Nazionale per i Militari Transitati – Christian PALLADINO
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