Notiziario n. 122 dell’ 11 novembre 2015 –

Il tavolo di Presidenza del Convegno con parlamentari M5S, PD e FI
Il tavolo di Presidenza del Convegno “P.A., bene comune” con parlamentari di M5S, PD e FI

Si riporta di seguito il Notiziario n. 48 del 10 u.s. con il quale la nostra Federazione dà conto dei contenuti e degli esiti della 3^ Conferenza Nazionale Organizzativa che si è tenuta  presso l’hotel Aequa di Vico Equense (Napoli) nelle giornate del 6, 7 e 8 novembre u.s.

” La Conferenza Nazionale Organizzativa della FLP tenutasi a Vico Equense (NA) dal 6 all’8 novembre 2015 è stata l’occasione per affrontare in modo analitico e propositivo alcuni fondamentali aspetti che riguardano il mondo del lavoro, le forme di rappresentanza, la crisi del cosiddetto sindacato confederale e di quello corporativo, le azioni da mettere in campo a difesa del lavoro pubblico e delle attività delle pubbliche amministrazioni.

A partire dal confronto a più voci avutosi nella riuscita tavola rotonda sul  tema “LA P.A. bene comune”, proseguito con gli interventi e i contributi sul modello organizzativo interno e sul necessario rapporto sinergico tra strutture territoriali e strutture nazionali di amministrazione, fino al dibattito sulle modalità e le azioni da intraprendere per contrastare in modo significativo e non velleitario le azioni elusive e dilatorie del Governo rispetto alla Sentenza della Corte sul rinnovo dei contratti.

Dall’intenso dibattito sono emerse alcune linee guida che dovranno caratterizzare nell’immediato futuro l’azione della FLP  che proviamo a sintetizzare:

A tale proposito,  il Comitato Direttivo Nazionale di FLP ha approvato le linee generali della mozione che alleghiamo al notiziario nella quale vengono ribadite le principali linee di azione.

Siamo consapevoli delle differenze che permangono tra le varie OO.SS., ma il momento è così grave per il lavoro pubblico che non possiamo permetterci di continuare ad agire in modo separato con iniziative che sia accavallano e che portano sempre più disorientamento tra i lavoratori. Questa è una richiesta che proviene dal basso, dai posti di lavoro, da tanti delegati, dalle RSU.

Che segnalano una giusta esigenza che non può essere disattesa.

                                                           LA SEGRETERIA GENERALE FLP “

Pubblichiamo, di seguito, la mozione approvata dalla 3^ Conferenza Nazionale di Organizzazione.

 

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Notiziario n. 129 del 10 dicembre 2014 –

imagesRiportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 44 di data odierna che propone una riflessione sulla vicenda di “mafia capitale” e invita tutti i lavoratori a partecipare allo sciopero del 12 dicembre.

  ” Le vicende di questi giorni a Roma, con indagini a carico di politici, malavitosi, dirigenti pubblici, sono la rappresentazione plastica di quanto la FLP denuncia da anni mentre i governi continuano imperterriti a battere le stesse strade che non portano da nessuna parte. Ma andiamo con ordine.

Corruzione: da tempo diciamo chiaramente che i veri problemi italiani sono la mafia e la corruzione, che ogni anno drenano miliardi di euro di risorse pubbliche. Ora speriamo sia chiaro a tutti che se le aziende non investono in Italia non è perché i lavoratori hanno troppi diritti o perché le imprese non hanno libertà di licenziare ma perché è impossibile competere in un mercato drogato e corrotto. Eppure il Governo ha varato di gran carriera una legge che aumenta la libertà di licenziare ma continua a non varare una seria legge anticorruzione, diversa da quella attuale che costringe solo ad una sequela di adempimenti burocratici senza costrutto.

Appalti gonfiati: i soldi ci sono, basta risparmiare nel modo giusto e nelle voci di spesa che sono fuori controllo. Ormai non contiamo più le volte che abbiamo scritto che non la FLP ma Eurostat e Ocse hanno dimostrato con i dati che le spese fuori controllo sono quelle per i consumi intermedi (leggi appalti e forniture gonfiate) e non quelle per gli stipendi dei dipendenti pubblici. Eppure il Governo ha bloccato ancora una volta i contratti dei dipendenti pubblici, chiude uffici e scuole, taglia sulla sanità ma nulla ha fatto per ridurre sprechi e ruberie reali. Il Ministro Madia ha detto che non ci sono soldi, l’inchiesta romana dimostra che i soldi ci sono ma se li spartiscono mafia e malapolitica.

Legami tra politica e amministrazione: sta venendo a galla un sistema che vede intrecciarsi i politici e i dirigenti pubblici infedeli, con gli uni che coprono gli altri e viceversa. È la prova che la separazione tra politica e amministrazione in questo Paese non esiste. È indispensabile che i dirigenti siano indipendenti dai politici, se invece dipendono direttamente da loro si rischia un corto circuito di potere in cui gli unici a rimetterci sono le persone oneste. Cosa ha fatto, invece, Renzi? Ha fatto approvare una legge che, proprio, negli enti locali aumenta fino al 30 per cento i dirigenti di diretta nomina politica; in tal modo i dirigenti non rispondono alla legge ma al politico che li ha nominati.

Municipalizzate e società in house: il sistema di potere romano si reggeva soprattutto sulle assunzioni e la gestione dei soldi delle municipalizzate. Ci sono migliaia di queste aziende o di società cosiddette “in house” che alimentano sprechi e ruberie e spesso non forniscono nessun servizio alla cittadinanza. Ma il Governo Renzi cosa ha fatto? Ha annunciato un taglio netto e ha scritto un capitolo del decreto “sblocca Italia” che però non è mai arrivato in Parlamento perché non è mai stato approvato dal Consiglio dei ministri, è letteralmente sparito!

Sono questi i motivi per i quali la FLP/CSE sciopererà il prossimo 12 dicembre! Non abbiamo proclamato lo sciopero contro questo o quel provvedimento legislativo ma contro la politica economica, fiscale, sociale di questo Governo.

Scioperiamo per vivere in un’Italia più giusta, con un fisco più equo, lavoratori con più diritti, uno Stato con meno sprechi, una giustizia che funziona.

Scioperiamo per vivere in uno Stato in cui i corruttori, i corrotti e gli evasori fiscali vanno in galera e non dove chi auto ricicla resti impunito se lo fa per il godimento proprio.

Scioperiamo perché vogliamo un Paese che tiene insieme le persone per bene e non che mette i padri contro i figli; vogliamo che la politica prenda i soldi dove ci sono e non dove è più facile prenderli.

 Il prossimo 12 dicembre uniamoci e scioperiamo,

perché ci meritiamo un Paese migliore di questo!

                                                     LA SEGRETERIA GENERALE FLP ”                                                                                                                Si prega di dare la massima diffusione al presente Notiziario

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Notiziario n. 124 del 27 novembre 2014 –

sciopero-generaleRiportiamo di seguito il Comunicato Stampa diffuso dalla  CSE in data odierna con il quale viene annunciata la decisione della nostra Confederazione di proclamare lo sciopero generale per il 12 dic. p.v.  di tutti i lavoratori dei settori pubblici e privati.

In questi giorni, come avevamo anticipato con il comunicato stampa del 19 novembre, abbiamo cercato con tutte le nostre forze di far confluire all’interno di un’unica, grande giornata di lotta, le iniziative e gli scioperi preannunciati e/o indetti per i giorni 1 e 12 dicembre, convinti come siamo che, pur permanendo notevoli differenze di  approccio e di obiettivi tra le diverse confederazioni sindacali, la spinta che viene dal basso, dai posti di lavoro va tutta nella direzione di una risposta  compatta di tutto il mondo del lavoro, pubblico e privato.

Abbiamo con impegno lavorato per una mobilitazione generale che fosse veramente in grado di costringere il Governo e le controparti a modificare quei provvedimenti che invece di intaccare privilegi, rendite parassitarie, evasione, sprechi e corruzione,  diminuiscono invece i diritti dei più deboli, rendono più precaria la condizione di vita e di lavoro di  milioni di giovani, più poveri e indifesi i pensionati, non investono su scuola, ricerca e sanità e smantellano i presidi di legalità sul territorio, applicando tagli selvaggi alle Pubbliche amministrazioni.

Purtroppo in qualcuno ha prevalso la logica di scioperi settoriali che, ben lungi dal caratterizzare le peculiarità, rischiano di perpetuare steccati e divisioni e oggettivamente dividono la forza e la qualità della risposta del mondo del lavoro.

Una scelta che non potevamo in alcun modo condividere.

Ecco il perché, pur consapevoli delle differenze che ci sono e che permangono  rispetto alle altre Confederazioni che hanno indetto lo sciopero generale per il giorno 12 dicembre, non abbiamo esitato per un solo istante a proclamare lo sciopero generale nazionale dei lavoratori pubblici e privati nella stessa giornata, convinti che, pur nelle diversità, debbano prevalere le ragioni della lotta e della mobilitazione unitaria dei lavoratori.

Saremo in piazza in tutta Italia il 12 dicembre  a difesa dei diritti e del lavoro, contro i contenuti della legge di stabilità 2015, l’attacco all’art. 18, lo smantellamento dello Stato sociale, per valorizzare veramente  scuola e ricerca, per dire basta al blocco dei contratti dei lavoratori pubblici, per dare certezze e stabilizzazione alle centinaia di migliaia di precari e sottoccupati, per offrire prospettive di lavoro ai tanti giovani in attesa di essere assunti nelle pubbliche amministrazioni “

Si prega di dare al presente Notiziario la massima diffusione tra tutti i lavoratori.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Notiziario n. 123 del 25 novembre 2014 –

Il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi
Il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi

Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 39 del 24 novembre 2014 che reca una interessante riflessione del Dipartimento Politiche Economiche e fiscali della nostra Federazione.

“Sinora il Governo Renzi ha risposto alle richieste sindacali di rinnovo dei contratti del pubblico impiego, bloccati da cinque anni, che non ci sono risorse e quelle che ci sono devono essere impiegate per chi sta peggio, intendendo forse coloro ai quali è destinato il bonus bebè.Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 39 del 24 novembre 2014 che reca una interessante riflessione del Dipartimento Politiche Economiche e fiscali della nostra Federazione.

Giusto per capire, il tetto per percepire l’ultimo sussidio inventato da Renzi era prima fissato a 90.000 euro annui di reddito e adesso a 25.000 euro di reddito ISEE equivalente, che vuol dire che comunque il bonus lo prenderanno, ad esempio, famiglie monoreddito con due figli e oltre 50.000 euro di reddito imponibile annuo.

Quindi, secondo il Governo, un operatore socio sanitario, un collaboratore scolastico o il custode di uno dei tanti beni culturali sparsi per l’Italia, che guadagnano 1.200 euro al mese, stanno meglio di chi guadagna oltre 3.000 euro al mese e così i primi non meritano aumenti contrattuali mentre i secondi prenderanno il bonus bebè.

Fatte queste considerazioni, è il caso però di esaminare la Legge di Stabilità presentata dal Governo, che non migliorerà la situazione e quindi – se non cambia la politica economico-fiscale, continueranno a non esserci risorse anche nei prossimi anni.

In tempi di recessione sono necessarie misure cosiddette anticicliche, che aumentano in modo strutturale e permanente il reddito a disposizione di famiglie e imprese e permettano l’aumento di consumi e investimenti.

Nella situazione attuale, infatti, le imprese non generano reddito e quindi non investono mentre le famiglie non possono aumentare i loro consumi in quanto il denaro a loro disposizione diminuisce per effetto dell’aumento della disoccupazione. Persino gli 80 euro distribuiti dal Governo non hanno avuto nessun effetto sui consumi in quanto non vengono percepiti come aumento permanente del reddito a disposizione.

La Legge di stabilità proposta è basata invece da un lato sul taglio della spesa pubblica e dall’altro su minime agevolazioni fiscali, soprattutto alle imprese. Alla fine le due voci finiscono per annullarsi, nella migliore delle ipotesi non generando nessun aumento della domanda. Paradossalmente, se le imprese cogliessero l’occasione degli sgravi contributivi anche in assenza di nuove commesse di lavoro, ci troveremmo in una situazione ancora peggiore con la stessa quantità di lavoro (e di reddito) distribuito su più persone e su imprese che si reggono solo perché “drogate” dai sussidi statali.

 L’unica possibilità di aumento dell’occupazione reale è di ripresa dei consumi è quella che da tempo la FLP propugna ovvero una crescita stimolata da una manovra espansiva che faccia ripartire la domanda interna di beni e servizi e gli investimenti.

Il rinnovo dei contratti ai dipendenti pubblici, accompagnato da una profonda ristrutturazione della macchina amministrativa che salvaguardi i servizi alla cittadinanza e i diritti dei lavoratori ma aumenti la produttività complessiva andrebbe in questo senso.

Allo stesso modo, piani di investimento sulle infrastrutture che servano realmente, sulla banda larga – che da sola porterebbe decine di migliaia di posti di lavoro e una crescita del PIL stabile – sul riassetto idrogeologico del Paese che eviti in futuro tragedie anche dal punto di vista economico, sono tutte misure che stimolerebbero la domanda e farebbero ripartire anche gli investimenti privati.

Secondo la FLP questo si può fare nell’immediato, anche in deficit, sforando gli idioti parametri di Maastricht e, nel frattempo, varando norme contro l’evasione fiscale, il riciclaggio e la corruzione è possibile mettere in moto un meccanismo virtuoso che libera risorse utili anche ad abbassare a regime il deficit statale.

Se non ci si muove in questa direzione ci sentiremo rispondere dal Governo anche l’anno prossimo e quello a venire e per i prossimi dieci anni che non ci sono risorse per il rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici.

La crescita – in una fase di deflazione generalizzata – non può che essere messa in moto da interventi statali. D’altronde, l’unico paese che è già uscito dalla recessione e nel quale la disoccupazione sta scendendo sono gli Stati Uniti che hanno usato esattamente questa ricetta.

Per questo è necessario che il Governo cambi profondamente la propria balbettante politica economica e fiscale, per questo è necessario uno sciopero generale e non di categoria.

Pensare di risolvere un problema globale di politica economica attraverso uno sciopero che rivendichi soltanto il rinnovo del contratto per i dipendenti pubblici equivale a fare come le tre scimmiette – che non vedono, non sentono e non parlano – e disinteressarci se poi i soldi che destinano a noi li tolgono ai nostri figli o ai nostri padri.

Bisogna invece cambiare profondamente rotta affinché la crescita sia complessiva e stabile per noi e per tutto il Paese. Il Governo deve rendersi conto che così non si può andare avanti, che c’è bisogno di benessere ma anche di coesione sociale.”

                                                                                   Il Dipartimento politiche economiche e fiscali FLP

Con riserva di ulteriori informazioni in merito alla giornata di mobilitazione e di lotta, preghiamo di dare al presente Notiziario la massima diffusione tra i colleghi e i lavoratori tutti.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Notiziario n. 121 del 21 novembre 2014 –

sciopero-generaleRiportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 38 di data odierna con il quale la nostra Federazione illustra le ragioni dello sciopero generale, che auspica vivamente non costituisca occasione di divisione del fronte sindacale,  che deve invece arrivare unito a questo importante appuntamento –per questo FLP sta lavorando – che deve diventare una unica e grande giornata di lotta che coinvolga tutte le OO.SS. del P.I.

“Nella giornata di ieri il Segretario Generale della nostra Confederazione CSE ha lanciato la mobilitazione che dovrà portarci allo sciopero ed ha auspicato che su questo vi sia l’unità sindacale.

La FLP, nel condividere tutte le argomentazioni del Comunicato Stampa CSE, crede che sia opportuno che tutti i lavoratori del pubblico impiego comprendano le ragioni di una scelta che ci vede, pur diversi dai sindacati storici per modalità di lotta e per piattaforme rivendicative, schierati per uno sciopero generale e unitario.

Perché uno sciopero generale

Mai come in questi mesi l’attacco al lavoro non è limitato ai dipendenti pubblici – come è spesso successo negli ultimi anni – ma ai diritti complessivi del lavoro.

È indecoroso il tentativo di contrapporre segmenti del mondo del lavoro e fomentare una guerra tra occupati, disoccupati e sottoccupati, lasciando intendere che la soluzione per gli uni si possa trovare solo a scapito di altri. Per ultima, la politica di impoverimento dei pensionati, che parte da lontano, con il corollario della negazione del diritto ad andare in pensione e di andarci con trattamenti decenti, aggrava ancora di più la situazione economica e la coesione sociale.

In un tale quadro, se pensassimo di lottare solo e soltanto per diritti – pur importanti – di categoria senza connetterli a quelli generali faremmo il gioco delle nostre controparti e alimenteremmo la guerra di tutti contro tutti.

Il Governo vorrebbe farci passare – agli occhi del Paese – per categoria privilegiata e improduttiva.  Il messaggio del Ministro Madia ai sindacati (“dobbiamo pensare a chi sta peggio”) sottintende la logica che noi, lavoratori senza contratto da quasi cinque anni e destinatari di norme inutilmente punitive tipo la mobilità coatta, siamo tra coloro che stanno bene. A questo gioco al massacro sociale noi non ci stiamo!

La nostra sfida deve essere invece quella di dimostrare che il P.I. è parte produttiva e indispensabile dell’Italia al pari di tutte le altre, che quello dei diritti non è un gioco a somma zero e che pertanto è sbagliato pensare di poterli estendere a qualcuno solo togliendoli ad altri.

I nostri nemici non sono altri lavoratori o i disoccupati, non lasceremo che mettano i padri occupati contro i figli disoccupati o precari. I nostri nemici sono i mafiosi, i corrotti, gli evasori fiscali, i riciclatori, coloro che portano i soldi all’estero, spesso racchiusi in una sola categoria che riesce a fare tutti questi reati insieme, sottrae risorse fondamentali per investimenti a tutti i cittadini e purtroppo gode ancora di un’impunità pressoché totale.

Coloro che pensano si possa tenere il pubblico impiego rinchiuso negli angusti spazi di vertenze corporative commette un grave errore strategico. Chiunque tentasse di fare da solo verrebbe travolto all’istante da una politica basata sul “divide et impera”; noi vogliamo mettere insieme padri e figli in un’unica lotta per i diritti e per il lavoro!

Perché uno sciopero unitario

È noto che siamo l’unico sindacato ad aver presentato – per tempo – le piattaforme per il rinnovo dei contratti. Ed è altrettanto noto che le nostre richieste non si limitano a richiedere l’avvio delle procedure per il rinnovo, semmai solo normativo, ma abbiamo più volte chiarito che i contratti si fanno con i soldi e che, pertanto, non intendiamo far finta che i cinque anni di blocco siano passati invano e accontentarci di pochi soldi per il futuro, senza alcun recupero di quanto ci è stato negato dal 2010 in poi.

Siamo inoltre l’unico sindacato che – anziché stare con le mani in mano o proporre iniziative senza incidenza alcuna – ha proposto un ricorso collettivo (“un euro per la giustizia”) che ha portato ad un’ordinanza del Tribunale di Roma, il quale ha rilevato la fondatezza della incostituzionalità del blocco contrattuale che la Corte Costituzionale sarà presto chiamata a giudicare.

E infine, siamo quel sindacato che non fa dell’immobilismo e della difesa degli interessi di piccole caste la propria bandiera; la FLP si è invece caratterizzata per aver proposto una riforma del lavoro pubblico che parta prima di tutto dai diritti della cittadinanza a servizi adeguati, che non calpesti i diritti dei lavoratori pubblici al salario e alla dignità lavorativa e che cancelli i privilegi delle grandi e piccole “caste”, presenti anche nel pubblico impiego e che spesso sono fortemente difese da forze sindacali anch’esse trasformatesi in casta.

Ma se questo è il quadro, è altresì vero che non possiamo permetterci che il lavoro pubblico sia diviso da due, tre o anche quattro diversi scioperi.

Noi pensiamo che la scelta di proclamare l’astensione del lavoro sia sempre da rispettare e vogliamo raccogliere la voce che viene dagli uffici e che ci chiede di non dividere le nostre forze. Abbiamo quindi il dovere di cercare il massimo di unità possibile e per questo, prima di proclamare la data dello sciopero, vogliamo percorrere fino in fondo il tentativo di unire i due scioperi già proclamati da diverse sigle sindacali in un’unica giornata di mobilitazione.

La FLP vuole andare in piazza con tutti i lavoratori, con uno sciopero che sia l’inizio di una mobilitazione permanente, che deve vedere la più grande partecipazione dei lavoratori non solo alla manifestazione di piazza ma alle piattaforme rivendicative presenti e future. Per questo non abbiamo paura del confronto e andremo allo sciopero con le altre forze sindacali ma con le nostre piattaforme, certi che saranno i lavoratori, se realmente coinvolti, a riconoscere la bontà delle nostre proposte e delle nostre rivendicazioni.”

                                                                                                                     LA SEGRETERIA GENERALE FLP “

Con riserva di ulteriori informazioni in merito alla giornata di mobilitazione e di lotta, preghiamo di dare al presente Notiziario la massima diffusione tra i colleghi e i lavoratori tutti.

 IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Notiziario n. 119 del 19 novembre 2014 –

sciopero-generaleRiportiamo di seguito il Comunicato Stampa diffuso dalla  CSE in data odierna con il quale viene annunciata la decisione della nostra Confederazione di proclamare lo sciopero generale.

La misura è colma. Il Governo con le dichiarazioni di ieri della Ministra Madia conferma il blocco dei contratti pubblici fermi al 2009 e con le leggi approvate in questi mesi accelera sul tema dello smantellamento dei servizi, della minore presenza della pubblica amministrazione sul territorio, rendendo sempre più difficili le condizioni di vita di milioni di cittadini, meno sicure le nostre città, aumentando la precarietà e innescando una pericolosa contrapposizione tra precari, disoccupati, lavoratori pubblici, privati e pensionati, senza intaccare le vere rendite e i privilegi ancora diffusi nel nostro Paese”.

Con queste dichiarazioni Marco Carlomagno – Segretario generale della CSE/FLP – annuncia la decisione della Confederazione di proclamare lo sciopero generale. “Siamo convinti, prosegue Carlomagno, che in una fase così difficile per le condizioni di vita dei più deboli e dei meno garantiti sia necessario però dare una forte risposta di tutto il mondo del lavoro, pubblico e privato, promuovendo iniziative di lotta le più unitarie possibili che mettano da parte interessi di sigla o di visibilità e costringano il Governo, a partire dai contenuti della legge di stabilità 2015, veramente a “cambiare verso”, ridando al sindacato il ruolo che gli spetta a tutela dei lavoratori e delle lavoratrici.

In tale direzione nelle prossime ore saremo impegnati affinchè si possano superare le divisioni che al momento prevedono due distinte giornate di sciopero generale il 1 e il 12 dicembre, facendole invece confluire in un’unica grande giornata di lotta”, conclude Carlomagno.

Roma, 19 novembre 2014

                                                                                         L’UFFICIO STAMPA  CSE/FLP

Nel condividere pienamente la decisione della nostra Confederazione e il tentativo di lavorare nei prossimi giorni per arrivare ad una unica e grande giornata di sciopero, si fa riserva di ulteriori informazioni al riguardocirca le modalità di attuazione dell protesta.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

sciopero generale








Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy: