Si è svolta oggi la riunione del Tavolo Tecnico presso il Gabinetto del Ministro, alla presenza del SottoSegretario on. Tofalo, con due argomenti all’Ordine del Giorno:
L’art. 211 del DL 34/2020 convertito in L. 77/2020. La norma, illustrata mediante 8 slides, prevede convenzioni ed accordi con privati per l’affidamento in uso temporaneo di infrastrutture militari, per il tramite di Difesa Servizi, e consente alla Difesa di provare a fare cassa creando sinergie tra pubblico e privato, con convenzioni e accordi locali da cui reperire risorse da destinare, ovviamente fatte salve le priorità operative e manutentive di F. A., al mantenimento/ampliamento dei livelli occupazionali sul territorio, a riattivare Scuole Allievi Operai, ad avviare iniziative formative specialistiche a livello locale. Sarà compito degli SS.MM. di indicare i siti utili allo scopo. L’idea di A.D. è di introdurre un modello che nel contempo valorizzi infrastrutture (x es. il sistema alloggiativo) e porti alla qualificazione del personale. In tale contesto l’A.D. ha ampiamente riaffermato il principio del pieno coinvolgimento delle OO.SS. nei processi decisionali che a partire da domani definiranno contenuti e clausole di accordi e convenzioni (come a suo tempo richiesto da FLP Difesa-vds Notiziario 63/2020). In merito, FLP DIFESA non poteva che apprezzare l’idea di un percorso che nel portare beneficieconomici alla Difesa comportasse benefici per il personale, in particolare in termini di professionalità, e tuttavia rappresentando una qualche preoccupazione sulla necessità di trasparenza dei percorsi da intraprendere per raggiungere l’obbiettivo; ha inoltre ribadito la necessità e l’urgenza di salvaguardare i livelli occupazionaliterritoriali anche in ottica di reinternalizzazione, e ribadito come imprescindibile il ricambio generazionale, stante il progressivo vistoso depauperamento delle risorse umane.
La programmazione strategica di assunzioni del personale civile con proiezioni al 31.12.2024. Il Capo di Gabinetto, Gen. Serino e il CV Burzi del 1° Reparto/SMD hanno introdotto e illustrato il Pianostrategico, sul quale pesa l’obbiettivo di raggiungere le 20.000 unità di personale civile entro il 31.12.2024 di cui ai vincoli assunzionali della L. 244/2012; in realtà il personale civile sta “dimagrendo” molto più velocemente delprevisto, in virtù del maggior numero di pensionamenti conseguenti all’introduzione della “Quota 100”, e perciò, alla luce delle proiezioni di uscita del personale civile, Persociv, di concerto con gli OO.PP., ha consegnato aGabinetto Difesa un piano previsionale di assunzioni da attuare entro il 31.12.2024, per complessive 3.061unità, articolato per profili professionali, Enti e Regioni di destinazione, con riconfigurazione degli organici dal 1 gennaio 2025, al netto degli ex militari transitati all’impiego civile. Il tutto nei limiti assunzionali previsti dallanorma, e subordinato alla quantificazione dei risparmi annualmente conseguiti dall’AD ed agli organici.
La FLP DIFESA nel suo intervento ha rappresentato la necessità:
di un intervento normativo che consenta la proroga del termine del 31.12.2020, sulla riserva del 60% delle assunzioni di tecnici per gli Arsenali, Poli Esercito e stabilimenti militari;
di dare finalmente avvio ad una proposta normativa di riconoscimento della peculiarità del personale civile, in analogia con quanto a suo tempo fatto per il personale militare, che consenta di superare i prevedibili rilievi degli organi certificatori sia ai fini di uno specifico incremento salariale, che ai fini delle assunzioni;
di intervenire con urgenza per rendere strutturali i 21 milioni frutto dell’accordo 5.4.2017 attualmente destinati alla produttività, e in particolare alla performance organizzativa, attualmente certi solo fino a dicembre 2021;
di intervenire sulla legge 244/2012 e sui numeri da questa previsti per il personale civile;
l’importanza della azione politica del Dicastero in merito alle previsioni di assunzioni ordinarie e straordinarie contenute nel Documento Programmatico Pluriennale della Difesa 2020-2022, e nell’atto d’indirizzo 2021, e in merito all’avvio di strumenti idonei a sostenere incrementi del salario del personale civile utili a colmare il gap;
la necessità di notizie certe in merito ai bandi di concorso ordinari e straordinari già autorizzati;
di porre rimedio alla grave carenza organica attuale che in particolar modo colpisce l’area industriale, e al rischio “collasso”, di cui alle “grida di allarme” rappresentate in diverse sedi, comprese quelle parlamentari, non solo da parte nostra, ma anche dagli Organi di Vertice del Dicastero. Si sottolinea che i numeri autorizzati NON coprono, e sempre meno copriranno, le fuoriuscite di tecnici e di amministrativi in tutte le articolazioni del Ministero della Difesa e val la pena citare ad esempio la situazione degli Arsenali: il Piano Industriale Integrato 2020-2025 presentato da Maricomlog il 4 giugno u.s., segnalava una carenza di personale al 31.12.2014, del 70% all’Arsenale di Taranto, del 60% a la Spezia e del 55% ad Augusta; e in quel Piano già si parlava di assumere per il 2020, 893 unità di tecnici (445 a Taranto, 273 a Spezia e 175 ad Augusta). Dunque, solo per fare un esempio, vediamo cosa succede all’Arsenale di Taranto: sono previste assunzioni straordinarie di 105 unità per ogni anno dal 2020 al 2022, per un totale di 315 unità (per le quali non sono ancora pronti i bandi di corso-concorso), a fronte delle 445 unità tecniche richieste solo per l’anno 2020; intanto l’Ente già entro fine 2020 presenterà una carenza generale di 626 unità. E le 315 assunzioni autorizzate sono molto inferiori rispetto alle 590 richieste per il triennio 2020-2022. Se questa è la prospettiva per un Ente che pure può considerarsi “fortunato”, non immaginiamo cosa potrà succedere in tutti gli altri, anche nelle altre FF.AA. ;
di intervenire sulle modalità di pianificazione delle assunzioni, da formularsi non più in base alle carenze organiche ma alle effettive esigenze, dunque con la possibilità di adeguare numeri e profili professionali;
di attivare il tavolo tecnico in materia di ex militari transitati all’impiego civile, come concordato lo scorso luglio al Gabinetto a seguito di una nostra storica richiesta, anche in ragione delle possibili ricadute sulla programmazione assunzionale in corso.
Il Capo di Gabinetto ha registrato le richieste, ma ovviamente ha tenuto a precisare che i lavori presentati da SMD e Gab. Difesa non avrebbero potuto prescindere dai limiti imposti dalla legge 244/2012; ed ha preannunciato l’illustrazione del documento al termine della riunione (sui risparmi) di mercoledì 28 ottobre, nella quale sarà fornito un calendario preciso dei successivi incontri.
Notizie più specifiche in merito alle procedure in atto sono state fornite dal D.G. di Persociv, e in particolare:
sono già stati completati a luglio presso la Commissione RIPAM concorsi quali quello per 48 amministrativi, e per 38 dirigenti, e altri saranno gestiti sempre dal RIPAM e dal FORMEZ;
sono in corso interlocuzioni con la F.P. per la predisposizione di un bando unico comprendente le assunzioni straordinarie già autorizzate di 2^ e 3^ area;
sono in fase avanzata le interlocuzioni con FP per l’emanando DM relativo al corso concorso di 315 unità per l’Arsenale di Taranto, che prevede una prima selezione, poi un corso/stage presso l’Arsenale, e l’ esame finale;
sono in corso di definizione i criteri di selezione per l’assunzione del personale di Campalgenio;
i dati elaborati per la pianificazione delle assunzioni sono al netto del personale militare transitato;
è in via di predisposizione il Piano Triennale di Fabbisogni, posto che l’attuale scade quest’anno.
E’ tutto, vi terremo aggiornati.
Cordiali saluti.
p. LA SEGRETERIA NAZIONALE Maria Pia Bisogni e Pasquale Baldari
Notiziario n. 14 del 28 gennaio 2016 –
Un dipendente civile “anziano” con il Sottosegretario alla Difesa D. Rossi
E’ proseguito, in data odierna, il confronto con l’Amministrazione in materia di attribuzione di funzioni e compiti al personale civile, dirigente e non, del Ministero della Difesa. Si è trattato di una riunione a tavoli uniti molto breve, che è servita alla delegazione di parte pubblica, guidata dalla Vice Capo di Gabinetto dr. Fava e che ha visto anche in questa circostanza la presenza al tavolo di esponenti di SMD, SGD e PERSOCIV, a consegnare alle OO.SS. un documento di lavoro licenziato solo qualche ora prima, che la dr.ssa Fava ha presentato come punto di sintesi della discussione sin qui fatta e delle posizioni sin qui emerse al tavolo, a partire naturalmente dai contributi iniziali offerti dalle Parti sociali e, per FLP DIFESA, espresse nel documento titolato “Idee e proposte per una effettiva ed efficace civilizzazione” che è stato inviato all’attenzione del Sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi nel lontano dicembre 2014 (si veda il Notiziario n. 130 dell’11.12.2014), al quale naturalmente rinviamo i colleghi interessati.
A puro titolo di cronaca, ricordiamo che la riunione di oggi è la quarta in ordine di tempo, dopo le tre precedenti, la prima in data 16.07.2015 (vds Notiziario 79 di pari data) nella quale l’A.D. aveva presentato la fotografia attuale della situazione d’impiego del personale civile, la seconda del 22.10.2015 (vds Notiziario 114 di pari data) che aveva avviato la discussione di merito e la terza, quella avvenuta in data 19 u.s., dedicata all’esame delle “attività” e ai “settori” d’impiego del personale civile (vds. Notiziario n. 8 di pari data), una riunione che abbiamo giudicato in modo positivo (“forse si è innestata la marcia giusta”).
Nel merito del documento di lavoro presentato dall’Amministrazione, le Parti sociali si sono riservate di approfondirne i contenuti e di presentare, entro il 2 febbraio p.v., eventuali osservazione e proposte modificative o/e integrative, che saranno poi oggetto di approfondimento nel corso degli incontri bilaterali già fissati per il giorno successivo. La prossima riunione a tavolo unito è già stata fissata per il 9 febbraio.
Nel suo intervento, la nostra O.S. ha ribadito la propria condivisione, gia’ espressa nella precedente riunione, in ordine all’impostazione “areale” nell’individuazione dei settori d’impiego del personale civile, attesa la storica e consolidata tripartizione esistente in ambito Difesa (area tecnico-amministrativa al cui vertice è posta SGD; area tecnico-operativa al cui vertice è posto SMD; area c.d. “industriale”, posta sotto i Cdi Logistici di FA, che ha peculiarità tutte proprie), che presentano caratteristiche in alcuni casi anche molto diverse l’una dall’altra, e di conseguenza anche problematiche diverse. Abbiamo detto di condividere anche l’individuazione degli impieghi per macro settori, che avevamo sollecitato nella precedente riunione di fronte di una elencazione troppo parcellizzata di una realtà d’impiego molto complessa e composita, che è a nostro avviso utile ricomporre in una quadro più unificante. Naturalmente, nel merito del documento presentato, anche FLP DIFESA si è riservata di presentare proprie osservazioni e proposte.
La seconda parte della breve riunione di oggi è stata impegnata a discutere sulla finalizzazione di questo lavoro. La posizione dell’Amministrazione è apparsa molto chiara: lo sbocco conclusivo di questo lavoro deve essere un “protocollo d’intesa”, così come “comunicato” alle OO.SS. dal Gabinetto con nota 47764 del 14.12.2015, che seguiva a stretto giro di tempo un comunicato di analogo contenuto di CGIL-CISL-UIL successivo all’incontro del 14.12.2015 con la Ministra. A tal riguardo, FLP DIFESA ha ribadito una posizione molto ferma: siccome c’è una norma legislativa (art. 1 del D.Lgs. n. 7/2014) che prevede che l’attribuzione di compiti e funzioni al personale civile debba essere attuato attraverso un “Regolamento”, non si comprende per quale arcano motivo detto strumento normativo, sempre esigibile dal lavoratore, debba lasciare il posto a un atto sostanzialmente politico, per sua natura difficilmente esigibile, anche alle luce delle esperienze nel tempo maturate in Difesa.
Un ripensamento si impone, e noi pensiamo che ci sarà.
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario n. 115 del 26 ottobre 2015 –
Come già anticipato nel precedente Notiziario n. 114 dedicato ai contenuti (per la verità molto scarsi) del tavolo tecnico del 22 u.s. sul Regolamento ex art. 1 del D. Lgs. n. 7/2014 per l’attribuzione di funzioni e compiti al personale civile, la nostra O.S. ha chiesto in quella sede, e dunque direttamente al Vice Capo di Gabinetto dr.ssa Antonietta Fava che presiedeva la riunione, se fossero maturati degli sviluppi, ed eventualmente di quale tipo, in ordine alle problematiche FUA/FUS da noi (e pare solo da noi) poste nell’ultima riunione con il Sottosegretario Rossi del 14 u.s. (vedi Notiziario di pari data n. 112).
La risposta, alquanto disarmante, venuta dall’Amministrazione è che è già stata messa in agenda per questa settimana, una riunione (non si sa a quale livello) finalizzata a ricercare soluzioni al problema. Un problema aperto sin da febbraio scorso e che non ha trovato sinora alcuna soluzione, e che è alla base del fatto che, per la prima volta nella storia della nostra Amministrazione, a ottobre inoltrato non sia stata ancora sottoscritta l’ipotesi di accordo per la distribuzione del FUA. Una circostanza, questa, che sta producendo la paralisi dei tavoli locali, in alcuni dei quali (per es., proprio a PERSOCIV) non sono ancora state convocate le OO.OO./RSU per l’esame dei progetti e dei criteri di distribuzione del FUS.
Proviamo allora a guardare da vicino questa incredibile storia, come ci hanno richiesto molti colleghi.
La storia prende il via dal 13 febbraio 2015, data nella quale il Sottosegretario Rossi ha firmato una determina (pubblicata su questa pagina come allegato 2) il cui comma 1 recuperava, “in via transitoria per il 2014” , il sistema di misurazione e di valutazione dell’apporto partecipativo del singolo dipendente (“coefficiente compreso tra 1 e 1,5”) già fissato nell’ipotesi di accordo 2014 (e negli accordi precedenti), ma incredibilmente cassato dalla F.P.
E’ di tutta evidenza che, proprio perché fissato “in via transitoria”, l’AD avrebbe dovuto predisporre per il 2015 un nuovo e definitivo sistema di misurazione e valutazione. Era quello che l’AD aveva detto di voler fare e anche presto, e a tal proposito aveva chiesto alle OO.SS. i propri contributi al riguardo, che sono stati puntualmente forniti ed anche nei tempi richiesti (si veda il nostro Notiziario n. 14 del 2.02.2015).
Da allora, però, non è maturato assolutamente nulla: il nuovo sistema di valutazione della performance individuale, la cui bozza ci era stata consegnata nella riunione con il Sottosegretario del 13.02.2015 (vds. Notiziario n. 19 di pari data) e rispetto a cui le OO.SS. nazionali avevano fornito i loro contributi, è rimasto in tutti questi mesi fermo sul tavolo della Ministra, e non si è ancora capito bene il perché. Con questo effetto pratico: che la mancanza nella nostra Amministrazione di un sistema di valutazione della performance individuale a seguito della sospensione intervenuta nel 2012 con la determina del 16 febbraio a firma dell’allora Sottosegretario Magri, unita al rilievo messo dalla F.P. con la nota n. 50850 del 13.12.2012 che ha dichiarato non contrattabile il sistema di valutazione fissato negli accordi FUA, hanno determinato nella nostra Amministrazione, allo stato attuale, la non esistenza di un sistema di misurazione e di valutazione dell’apporto partecipativo del dipendente ai progetti locali remunerati con il FUS. Producendo di conseguenza questi due effetti: sul livello nazionale, l’impossibilità di chiudere l’ipotesi di accordo FUA 2015 in quanto la determina firmata in data 1.08.2015 dal Sottosegretario Rossi (che ripubblichiamo come allegato 3 su questa stessa pagina) nulla reca al riguardo delle modalità di distribuzione del FUS 2015 da recepire nell’accordo nazionale, e pertanto non si sa bene cosa scrivere nell’ipotesi di accordo sulla distribuzione del FUA (prova ne siano i puntini sospensivi e la mancanza della data che chiude l’art. 12, comma 2, della bozza predisposta dalla D.G. per l’ultima riunione del 29 u.s.); sul piano locale, poi, l’impossibilità di avviare il confronto o di chiudere gli accordi a causa della impossibilità attuale di dare risposta a questa semplice domanda: con quali criteri il Dirigente dovrà valutare l’apporto partecipativo del dipendente al progetto locale?
Una questione enorme, a ben vedere, che sta creando molta preoccupazione nei Dirigenti e anche nelle OO.SS./RSU, e che sta alla base dei ripetuti quesiti posti dagli Enti Difesa alla nostra D.G., ai quali la stessa D.G. ha ritenuto qualche giorno fa di rispondere con la NEWS datata 21 u.s., che pubblichiamo su questa pagina come allegato 1, ma che serve solo ad aggiunge una piccola toppa alla falla, ma certo non la chiude (la NEWS di PERSOCIV conferma comunque l’indicazione che FLP DIFESA aveva dato alle proprie strutture con il Notiziario n. 105 del 29 u.s., parte conclusiva del terzultimo capoverso).
Quale debba essere il sistema di misurazione e valutazione dell’apporto partecipativo del dipendente alla progettualità locale, attesa la sua non contrattabilità affermata dalla F.P., è cosa di tutta evidenza riconducibile alle decisioni del Vertice politico. Ma la Ministra Pinotti non lo ha ancora fatto fino ad oggi, chissà poi perché, e questo ha generato l’enorme problema che sta bloccando la definizione degli accordi FUA e FUS. Sappiamo che la D.G. e gli Organi Programmatori da tempo avevano posto questo problema all’attenzione del Gabinetto, rimasto però sinora senza risposta. Anche FLP DIFESA, e a più riprese, ha segnalato questo problema (si vedano i nostri Notiziari nn. 84, 105 e 112); non parrebbe invece lo abbiano fatto anche altre OO.SS., come si evince dalla lettura dei loro comunicati. Anche questo stiamo forse un po’ pagando. Ma ora, finalmente, il problema sembra essere deflagrato.
Possiamo comprendere la sostanza vera del problema: non è facile trovare una soluzione oggi, a distanza di otto mesi dalla determina a firma Rossi del 13.02.2015, che sono trascorsi invano senza che uno straccio di soluzione fosse stato trovato per sbloccare la trattativa FUA. Comprendiamo bene come non sia facile, per il FUS 2015, individuare una soluzione straordinaria, dopo quella anch’essa straordinaria adottata per il FUS 2014. Ma deve essere anche chiaro, però, che più il tempo passa più il problema si acuisce, e pertanto occorre agire molto rapidamente.
Ci chiediamo dunque: sarà dunque quella che si apre oggi la settimana decisiva, quella nella quale vedrà la luce una nuova determina del Sottosegretario con il recupero del comma 1 della vecchia determina del 13.02.2015, incredibilmente dimenticato nella nuova determina del 1.08.2015? O sarà adottata qualche altra iniziativa, comunque finalizzata a risolvere definitivamente il problema? Il Vice Capo di Gabinetto ci ha detto in riunione che in questa settimana si troverà la soluzione. Vedremo…..
Deve essere chiaro a tutti gli attori, comunque, che se non si fa qualcosa, i tavoli nazionale e locali continueranno ad essere bloccati, mentre continuano a passare pericolosamente i giorni che ci separano dalla fine di questo anno. I progetti locali vanno indiscutibilmente avviati e conclusi entro l’anno in corso, non esistono soluzioni che ne differiscano la realizzazione al prossimo anno, e dunque occorre fare presto. Abbiano già perso dieci mesi, e il rischio vero è che più il tempo passa e più qualcuno (qualche Ispettore del Tesoro, per esempio) potrebbe mettere in discussione il corretto dimensionamento temporale e la corretta realizzazione dei progetti locali 2015. Con gli effetti nefasti che si possono immaginare…
Una grandissima responsabilità, dunque, che pesa tutta intera sul Vertice politico, e che il Vertice politico è chiamato a risolvere rapidamente e bene. Tempi supplementari non ce ne sono….
Diamo subito la bella notizia, e solo dopo il commento. La bella notizia è che il problema relativo all’accordo FUA 2014, che aveva generato così tanta preoccupazione tra i colleghi, è definitivamente risolto con la sottoscrizione dell’accordo definitivo che è avvenuta oggi, al Gabinetto, a conclusione della riunione con il Sottosegretario Rossi, che vogliamo subito qui ringraziare per aver risposto con grande prontezza e sensibilità alla sollecitazione contenuta nell’ultimo capoverso della nota a Lui inviata dalla nostra O.S. il 31 gen. u.s., che ripubblichiamo su questa stessa pagina, nella quale sollecitavamo appunto la riunione. Se questa è la notizia, il commento relativo è presto fatto: siccome i termini veri della questione sono rimasti di fatto gli stessi che erano in campo nella precedente riunione del 22 dicembre u.s., è di tutta evidenza che, grazie a CGIL-CISL-UIL, abbiamo perso due mesi, il cui costo si scaricherà tutto sui lavoratori che verosimilmente percepiranno FUA e FUS 2014 con ulteriori due mesi di ritardorispetto ai tempi già abbondantemente ritardati a cui ci siamo dovuti abituare negli ultimi anni. Davvero un bel risultato!
Ricostruiamo la vicenda dall’inizio: dei quattro rilievi sull’ipotesi di accordo FUA 2014 operati dalla Funzione Pubblica (FP) con la nota del 13.11.2014 (che ripubblichiamo su questa pagina in allegato 4), tre non comportavano particolari problemi mentre l’ultimo sì in quanto, in ordine all’affermata “incontrattabilità” del sistema di valutazione, viste le norme vigenti, si obbligava di fatto le Parti alla espunzione nell’accordo definitivo del comma 1 dell’art. 12 dell’Ipotesi. La modifica prospetta dal D.G. di PERSOCIV nel corso della riunione del 16 dicembre u.s. (si veda il Notiziario n. 131 di pari data) ci era apparsa sin da subito ragionevole, in quanto avrebbe garantito “l’ulteriore corso del contratto” e, conseguentemente, lo sblocco dei quattrini ancora bloccati. C’era un problema, però, e grande: quella modifica avrebbe potuto avere effetti distruttivi sugli accordi locali per la distribuzione del FUS e, proprio per questo, con la nostra lettera inviata il 16.12.2014 al Sottosegretario e che ripubblichiamo anch’essa su questa stessa pagina come allegato 5, avevamo chiesto che fosse fornita una garanzia politica piena sulla validità e sull’ attuazione degli accordi locali per la distribuzione del FUS 2014.
E questa garanzia politica era arrivata proprio dallo stesso Sottosegretario il quale, nel corso della riunione del 22 dicembre u.s. (vds. Notiziario n. 133 di pari data), si era detto disposto a firmare una “determina” con la quale, in via straordinaria per il solo 2014, veniva disposto il recupero quasi integrale del testo del comma 1 dell’art. 12 dell’ipotesi di accordo. Il cui effetto pratico sarebbe stato quello di confermare l’impianto di distribuzione del FUS 2014 nei termini presenti nell’ipotesi di accordo e con esso, a cascata, gli accordi locali e le risultanze delle valutazioni effettuate in loco. Una soluzione ragionevole, lo ripetiamo, rispetto alla quale CGIL-CISL-UIL si sono allora dichiarati indisponibili chiedendo ulteriore tempo per approfondire il problema e per firmare l’accordo FUA, un supplemento di riflessione che è costato due mesi di ritardo e che si tradurrà verosimilmente in un pari ritardo nei pagamenti FUA-FUS.
Per comprendere meglio il problema, invitiamo i lavoratori a operare una verifica prendendo in esame i due testi, mettendo a confronto tra loro la proposta di determina venuta dal Sottosegretario il 22 dicembre u.s. e allora respinta da CGIL-CISL-UIL (si legga l’allegato 1 pubblicato su questa pagina) e quella che ha avuto oggi invece il pieno assenso delle tre sigle (si legga l’allegato 2 anch’esso pubblicato su questa pagina). In quest’ultima determina, la polpa vera, quella finalizzata a recuperare il sistema di valutazione contenuto nell’Ipotesi e poi cassato dalla F.P. e a salvare le risultanze degli accordi locali sul FUS, è rappresentata dal contenuto del comma 1, che recepisce integralmente il testo del comma unico della prima determina, e dunque non aggiunge né sottrae nulla in quanto il testo è proprio lo stesso. Ci si deve allora chiedere: perché ci sono voluti due mesi di riflessione per dare l’assenso ad un testo che presenta contenuti perfettamente analoghi a quelli del 22 dicembre 2014? Mistero non chiarito!
Attenzione, però: rispetto alla prima determina, c’è un secondo comma in quella firmata oggi dal Sottosegretario, e qualcuno potrebbe anche giustificare il ritardo di due mesi con questa novità. Una balla colossale, nel caso, perché il comma n. 2 per una parte afferma cose del tutto scontate e, per l’altra, introduce addirittura un elemento peggiorativo. Infatti, per una parte dice cose del tutto ovvie e scontate, in quanto già acclarate dalle norme legislative e contrattuali vigenti: riconosce “il valore della contrattazione decentrata di posto di lavoro” (ma è non è già prevista dal D. Lgs 165/2001 e dai CC.CC.NN.LL. vigenti?) e quindi afferma che sarà l’accordo FUA a determinare la “quota parte” di risorse destinate a finanziare i progetti locali (ma non è sempre avvenuto così? negli accordi FUA non si definisce l’entità del finanziamento del Fondo di sede con la relativa quota pro capite?). C’era allora proprio bisogno della determina del Sottosegretario per garantirci, per il 2015, cose che le Parti sindacali hanno sempre ottenuto, contratto alla mano, nel Ministero della Difesa come in qualsiasi altra Amministrazione Pubblica? Non è avvilente che attribuzioni contrattualmente esigibili siano oggetto addirittura di una determina? Sin qui, dunque, aria fritta, solo e semplice aria fritta, che i lavoratori certamente valuteranno per quella che è.
La novità vera, però, quella che va addirittura a peggiorare la situazione, è invece un’altra, e sta nella parte iniziale di questo comma 2, laddove si afferma “che è in corso di aggiornamento il sistema di valutazione della performance individuale per il personale civile delle aree funzionali del Ministero della Difesa”. Questo, a ben vedere, costituisce, di fatto, la “certificazione” (lo stesso Sottosegretario ha convenuto con questo tipo di lettura) che il 2015 vedrà il varo del nuovo sistema di valutazione della performance individuale del personale non dirigente del M.D., che – lo ricordiamo- trae origine dalle innovazioni introdotte dall’ ex Ministro della F.P. Brunetta con il titolo III del D. Lgs. 27.10.2009, n. 150.
Questo è allora, in soldoni, il clamoroso risultato ottenuto oggi da CGIL-CISL-UIL dopo la pausa di riflessione chiesta il 22 dicembre e durata quasi due mesi, e la cosa appare quantomeno paradossale per almeno una delle tre sigle che, insieme a noi in quegli anni difficili, combattè in prima linea e meritoriamente contro Brunetta e le sue ossessioni premiali, d’impronta falsamente meritocratica e di ispirazione simil-poliziesca.
Emerge allora, in tutta evidenza, il risultato finale di questa partita giocata davvero male, a tutto vantaggio dell’Amministrazione, che ha così portato a casa il suo obiettivo principale: il nuovo sistema di valutazione, la cui entrata in vigore viene certificata dalla determina di oggi. Potevamo chiudere la partita a dicembre 2014; la si è invece voluta rinviare, e oggi la si è certamente chiusa, ma con risultati peggiori.
Per quanto ci riguarda, FLP DIFESA aveva già dato il suo assenso il 22 dic. in quanto la determina offriva già allora le garanzie richieste sull’attuazione degli accordi FUS 2014, e coerentemente lo ha riconfermato anche oggi a fronte della nuova determina che traguarda uguale risultato. Ma lo ha fatto, dopo aver espresso all’on. Rossi le valutazioni di cui al presente Notiziario e segnalando il ritardo di due mesi nella sottoscrizione dell’accordo, che si tradurrà verosimilmente in una corrispondente ritardo nei pagamenti.
Si chiude dunque qui, e a nostro giudizio con non grande onore, la partita relativa all’accordo per la distribuzione del FUA 2014, in quanto a fine riunione è stato firmato l’accordo con la modifica dell’art.12 (si veda l’allegato 3 pubblicato su questa stessa pagina). Dunque, anche se con ritardo, PERSOCIV potrà ora avviare la richiesta al MEF per la messa in disponibilità delle risorse, quelle c.d. “fisse”, che ipotizziamo verranno accreditate nella seconda metà dell’anno in corso. Invece, per quelle c.d. “variabili”, se emergeranno, occorrerà sottoscrivere una seconda ipotesi di accordo, il cui percorso speriamo sia meno travagliato di quella sottoscritta il 13 giugno.
In merito al sistema di valutazione, la cui proposta per il 2015 ci è stata consegnata dall’Amministrazione nella riunione del 22 dicembre u.s. e che ripubblichiamo su questa stessa pagina (vds allegato 6), CGIL-CISL-UIL hanno chiesto di avere più tempo per fornire i contributi richiesti dal Sottosegretario. E, molto casualmente, hanno chiesto che il termine slitti a dopo le RSU……. Non ci vuole poi molto a capire il perché……..
La FLP DIFESA, invece, ha già provveduto a fornire all’on. Rossi le proprie considerazioni – molto negative -sul sistema di valutazione che l’AD propone per il 2015 (vds nota allegato 7 che ripubblichiamo su questa stessa pagina). E lo abbiamo fatto subito, alla luce del sole e nel pieno della campagna elettorale RSU, perché i lavoratori sappiano come la pensiamo e possano giudicarci anche attraverso il voto.
Nel corso della riunione pomeridiana di ieri – rigorosamente a tavoli separati per volere di CGIL-CISL-UIL – il Sottosegretario Rossi ha fornito alcune risposte, ancorché ancora interlocutorie, in merito alle questioni da noi sollevate in precedenza. Non è invece arrivata la più importante delle risposte che attendevamo, quella sull’avvio del confronto sul redigendo Regolamento ex art. 1 del D. Lgs. n. 7/2014, e la cosa comincia davvero ad insospettirci e anche a preoccuparci parecchio, anche perché siamo di fronte ad un impegno politico preciso assunto dalla attuale Ministra Pinotti e allo stato totalmente disatteso.
Ma partiamo innanzitutto dalle risposte fornite dall’on. Rossi, accompagnandole con le nostre considerazioni.
TABELLA DI EQUIPARAZIONE MILITARI-CIVILI
L’ esigenza di una profonda rivisitazione della vigente tabella di equiparazione tra gradi militari ed inquadramenti civili, quella allegata al Decreto IM 18.04.2002 che regola ancora oggi i transiti nei ruoli civili dei militari inidonei al servizio per motivi di salute, è cosa che FLP DIFESA, che contro quella tabella organizzò dieci anni fa una forte azione di contrasto culminata con la grande manifestazione del 6 luglio 2002, ha da tempo immemore segnalato all’attenzione dei Ministri che si sono succeduti in questi anni. Una esigenza riemersa più di recente a causa del crescente numero di transiti nei ruoli civili: dopo i 1.300 circa nel periodo tra 2002/2012, già inseriti nei ruoli civili come da comunicazione SMD su cui abbiamo in corso degli approfondimenti, quelli operati nel 2013 sono stati pari a n. 202 unità mentre nel 2014 (e sino al 30 set.) sono stati in numero di n. 184, dati questi forniti in riunione dal DG di PERSOCIV). Ultimamente, la questione è tornata di forte attualità in relazione a quanto previsto dall’art 4 D. Lgs. 8/2014 (COM art. 2209-quinquies, comma 5) che prevede il transito anche ordinario (e non solo dunque per motivi di salute) dei militari nei ruoli civili delle AA.PP. sulla base di una tabella adottata con DPCM su proposta della F.P. di concerto con il MEF, tabella che una volta entrata in vigore regolerà tutti i transiti dei militari, idonei e non idonei per salute, verso i ruoli civili del Ministero Difesa
La proposta iniziale di nuova tabella dell’AD prevedeva l’inquadramento dei Sottufficiali in area 2^ e quello degli Ufficiali in area 3^, nelle diverse fasce retributive a secondo del grado di provenienza, fatta eccezione, e qui stava il punto, per il grado apicale dei Sottufficiali (1° Maresciallo, anche con qualifica di Luogotenente) per i quali era previsto – vds. note in calce- il transito in area 3^-F1 qualora “in possesso del diploma di laurea specialistica o quadriennale vecchio ordinamento o dall’aver svolto, con valutazione positiva, un incarico che l’ordinamento attribuisce agli Ufficiali” . Praticamente, un’autostrada aperta per il transito massiccio di Luogotenenti e Marescialli in area 3^, rispetto alla quale si saldò successivamente, pur partendo da posizioni diverse (CGIl-CISL-UIL) e attraverso i tavoli di luglio (Notiziario n. 87 del 29.07.2013), una posizione unitaria di tutte le OO.SS., che di fatto chiedevano il transito secco dei SU. in area 2^ e degli U. in area 3^. Una posizione, questa, che, dopo ampia discussione, l’allora Sottosegretaria sen. Pinotti fece propria nella riunione del 22.11.2013 (si veda a tal proposito il Notiziario n. 122 di pari data), impegnandosi a inviare all’attenzione della FP, come proposta congiunta AD-OO.SS, la tabella predisposta dall’A.D. con lo stralcio delle note in calce.
Ebbene, nel corso della riunione odierna, il Sottosegretario Rossi ci ha detto che si è ancora in attesa delle scelte di MEF e FP, alla quale comunque è stato comunque inviato un sollecito in data 27 ott. u.s..
Dunque, a distanza di oltre un anno, la FP non ha ancora deciso nulla. Quando si dice la tempestività… Come FLP DIFESA, preso atto delle comunicazioni dell’on. Rossi, abbiamo chiesto un autorevole intervento della Ministra teso a sollecitare l’emanazione del DPCM con la tabella proposta dall’ A.D..
PERMESSI DI SERVIZIO
Ricordiamo innanzitutto il problema: con nota prot. n. 35237 del 20 maggio 2014, il D.G. di PERSOCIV
ha invitato tutti gli Organi Programmatori (SMD, SGD, SS.MM. di F.A., Cdo Gen. CC) a informare gli Enti dipendenti sulla cessazione di efficacia del CCNI, titolo 2°, capo V°, art. 3, rendendo così inagibili i “permessi di servizio” per la partecipazione alle riunioni sindacali. Il problema era noto da tempo, e l’A.D. non l’ha voluto affrontare come noi avevamo richiesto. Poi, di colpo, “l’incredibile fendente del D.G. di PERSOCIV che segna, a nostro avviso, il punto più basso nelle relazioni sindacali dell’ultimo ventennio” (Notiziario n. 68 ) , atteso che è stato operato senza neanche uno straccio d’informazione alle OO.SS., né preventiva né successiva, e contestualmente al preannuncio del dimezzamento delle agibilità sindacali, poi avvenuto con l’art. 7 DL 90. Un colpo davvero al buio e micidiale!
Immediata la nostra reazione, la lettera al Vertice politico e il tavolo tecnico dell’8 luglio (vedasi il Notiziario n. 73). In quella sede abbiamo formalizzato la nostra proposta: recepire in ambito Difesa l’art. 11 del CCNI Ministero Giustizia del 29.07.2010, dunque successivo al D.Lgs. n. 150/2009, e già certificato da MEF e FP) che recita testualmente così: “Le trattative per la contrattazione integrativa decentrata si svolgono di norma al di fuori dell’orario di lavoro. Qualora non sia possibile, i componenti delle delegazioni di parte sindacale, precisamente i componenti delle RSU e, nel limite di due componenti per ciascuna sigla, gli appartenenti alle OO.SS. di categoria firmatari e del CCNL, non sono tenuti al recupero delle ore ivi impiegate”. Ma la nostra proposta si è spinta anche oltre: uno, e non due, i componenti per sigla; il “non recupero” limitato alle sole ore di partecipazione alla riunione, attestate dall’Ente che ne è sede; infine, nessun onere a carico dell’A.D. Una proposta, che il Sottosegretario ha tenuto inizialmente ferma, preferendo inviare alla FP una richiesta di deroga rispetto ai contenuti del CCNQ del 1998 in materia di agibilità sindacali , proposta che ha avuto il riscontro negativo della FP.
La novità di oggi sta in questo: preso atto della risposta negativa della FP, l’A.D. si attiverà per la presentazione di un emendamento ad hoc al DDL di stabilità 2015 ora all’esame del Senato (AS n. 1698, già pubblicato sul nostro sito), finalizzato ad estendere alla Difesa la norma del CCNI Giustizia sopra richiamata per consentire le riunioni con le Parti sociali durante l’orario di lavoro, con la variante di un solo rappresentante sindacale per ogni sigla. Nell’attesa di conoscere gli esiti dell’iniziativa del Sottosegretario, ci è comunque stato comunicato in riunione che PERSOCIV sta approntando una nota con la quale verrà chiarito agli Enti che le riunioni con le OO.SS. vanno fatte fuori dell’orario di lavoro.
La nostra O.S., dopo aver ricordato le criticità attuali presenti su tutti i tavoli locali, ha preso positivamente atto dell’iniziativa del Sottosegretario, che recepisce di fatto la nostra proposta sul tavolo tecnico dell’8 luglio u.s., che però, per avere possibilità di successo, dovrà ovviamente essere fortemente sostenuta in sede politica dalla Ministra, soprattutto presso FP e MEF, e anche per assicurare il parere positivo del Governo. Speriamo che la questione si possa risolvere per questa strada, in caso contrario occorrerà trovare soluzioni di carattere interno, atteso che, anche in relazione agli impegni legati al riassetto delle FF.AA., esiste la necessità di dare agibilità ai tavoli locali.
ECCEDENZE E PENSIONAMENTI SOPRANNUMERI
Il Sottosegretario ha fornito i numeri relativi al raffronto tra gli organici fissati dal DPCM 22.01.2013 e le consistenze effettive di personale civile, ma lo ha fatto con riferimento al 31.12.2013: eccedenze in area 1^ per n. 164 unità e in area 2^ per n. 663 unità; carenza in area 3^ per n. 258 unità. I dati non si discostano molto, ovviamente, da quelli rilevati da PERSOCIV a seguito dell’indagine disposta con la circolare n. 55028 del 6.09.2013 e forniti dalla dr.ssa Preti nel corso della riunione del 23 ottobre 2013 (si veda il Notiziario n. 116 di pari data). E’ ben strano che non siano stati forniti numeri più aggiornati, di cui l’Amministrazione è sicuramente in possesso a seguito delle rilevazione disposta dal Gabinetto con con foglio n. 31927 dell’11.08. 2014 (si veda il Notiziario n. 96 del 15 settembre), e che è servita per la messa a punto del piano di riassorbimento delle eccedenze inviato alla FP e che di fatto ha sbloccato le assunzioni dei vincitori di concorso. A quanto ne sappiamo noi (ne abbiamo già riferito in altro Notiziario), le eccedenze attuali di area 1^ assommerebbero a circa 130/50 unità, mentre quelle di area 2^ sarebbero pari a circa 450/500. Dette eccedenze dovranno essere assorbite entro il 31.12.2016, e per quella data le eccedenze di area 2^ verrebbero tutte assorbite attraverso i pensionamenti con regole Fornero, mentre quelle di area 1^ anche attraverso l’utilizzo delle regole pre Fornero per un centinaio circa di posizioni (quest’ultimo dato è stato fornito dallo stesso Sottosegretario in riunione).
Per quanto riguarda invece le carenze di area 3^, esse dovrebbero essere per gran parte ripianate attraverso l’assunzione di tutti i vincitori dei concorsi banditi nel 2007 (si veda il nostro Notiziario n. 120 del 20.11.2014), già autorizzati dalla FP ma non ancora dal MEF ai fini della copertura economica.
A tal riguardo, abbiamo risegnalato ancora una volta al Sottosegretario le necessità di avviare con urgenza un piano straordinario di assunzioni per gli Enti dell’area industriale, attingendo alle graduatorie degli idonei, questione questa che l’on. Rossi ha confermato essere all’attenzione della Ministra.
ESTERNALIZZAZIONI
Il SSS ha comunicato che sono in atto studi da parte delle quattro FF.AA. per verificare la possibilità di ridurre le esternalizzazioni ancora in atto: alcune FF.AA sono più avanti di altre per proprie caratteristiche legate alla maggiore presenza di personale civile (Marina Militare e Esercito), e potrebbero fare da battistrada nel confronto con le OO.SS. nazionali legando il tutto alla attuale fase di riorganizzazione, fatta salva la necessità di una riunione sul tavolo politico su tutta la materia.
Al riguardo, FLP DIFESA ha ricordato le importantissime novità di cui all’art. 12 del D. Lgs. n. 8 (art. 2259-sexies), tutte originate da precise richieste del Sindacato nel corso dei confronti di luglio 2013 sugli schemi di decreti attuativi della delega: individuazione dei settori di spesa improduttiva e riqualificazione della spesa; ricognizione dei servizi e lavori esternalizzati e operazioni crescenti di reinternalizzazione; risparmi destinati al sostegno della produzione e all’ efficientamento degli Enti. Trattasi di impegni precisi fissati dalla legge, rispetto ai quali la nostra O.S. ne ha chiesto l’attuazione a premessa delle operazioni di riordino dei Poli dell’Esercito e degli Arsenali MM., che ovviamente non potranno non essere connessi all’ attribuzione di compiti e funzioni al personale civile ( art. 1, comma 2-bis, let e D.Lgs n. 7/2014) e ad una formazione specialistica mirata a potenziare i saperi lavorativi .
Questi contenuti e le risultanze della riunione di ieri con il Sottosegretario Rossi. Come dicevamo in apertura di Notiziario, nessuna risposta è invece arrivata dall’on Rossi rispetto all’avvio del confronto sui contenuti del redigendo Regolamento ex art. 1 del D. Lgs. n. 7/2014, che chiediamo da tempo ma che (si veda a tal proposito il Notiziario n. 122 del 22 ottobre 2014) il Sottosegretario vorrebbe posporre all’uscita del “Libro Bianco”. E una scelta che francamente non condividiamo apparendo incomprensibile alla luce degli impegni a suo tempo assunti dall’allora Sottosegretaria sen. Pinotti al momento della chiusura del confronto con le OO.SS. nazionali sui decreti attuativi della delega, e che molto probabilmente è dovuta ai problemi legati alla ripartizione di competenze tra SMD e SGD, nodo evidentemente non ancora risolto. Sta dentro questo Regolamento la questione “civilizzazione”… Sembrava, questa, anche l’opinione di altre sigle (vds. comunicati di CGIL e UIL sulla riunione precedente con il Sottosegretario); a leggere invece il comunicato unitario di CGIL-CISL-UIL sulla riunione di ieri con il Sottosegretario, si leggono però cose diverse…. Mah! Davvero si comincia a ragionare? Ci riserviamo di ritornare sull’argomento a breve.
Il Sottosegretario Rossi ci ha chiesto nel corso dell’ultima riunione un “contributo” ai fini della redazione del “Libro Bianco”. Non ci sottrarremo certo a questa sollecitazione, ed entro i termini indicati dallo stesso Sottosegretario (10 dicembre p.v.) presenteremo un documento dettagliato con il nostro contributo, che cercherà di dimostrare la necessità di procedere rapidamente alla scrittura del Regolamento e la non dipendenza di questa incombenza prevista dalla legge dalla redazione del “Libro Bianco”, che origina da una scelta tutta politica della Ministra Pinotti e prima ancora del Suo predecessore sen. Mauro, ancorchè condivisibile e condivisa dalle Parti sociali.
Vedremo poi il seguito che avrà questo nostro contributo (e supponiamo quello delle altre OO.SS. nazionali che risponderanno certamente all’appello del Sottosegretario), e su questo misureremo l’operato e verificheremo le reali intenzioni dell’attuale Vertice politico. E ne riferiremo puntualmente ai lavoratori.
I colleghi perdoneranno l’eccessiva lunghezza di questo Notiziario, ma l’importanza degli argomenti e l’interesse dei colleghi meritavano elementi di maggior dettaglio per una più agevole lettura della riunione.
L’on. D. Rossi, Sottosegretario di Stato alla Difesa
Dopo la prima riunione del 17 aprile u.s. (si veda il Notiziario n. 41 di pari data), nel pomeriggio di ieri l’on. Domenico Rossi ha incontrato le OO.SS., ancora una volta a tavoli uniti, anche se la cosa potrebbe avere prossimamente sviluppi diversi, dei quali comunque provvederemo a informare subito i lavoratori.
Come si ricorderà, in quella riunione del 17 aprile tutte le OO.SS. avevano rappresentato, ciascuno a partire dalle proprie valutazioni, le questioni ancora aperte e sulle quali sviluppare il successivo confronto con l’A.D.. In quella circostanza, FLP DIFESA aveva richiamato l’attenzione del Vertice politico su alcuni punti (DM sugli organici; Regolamento ex art. 1 D. Lgs. n. 8, con particolare riferimento alla c.d. “civilizzazione “ e alla connessa riorganizzazione dell’area centrale; riordini FF.AA., e in particolare quelli di Poli e Arsenali;formazione; mobilità e reimpieghi), dei quali abbiamo ampiamente riferito nel Notiziario n. 41 di pari data. In ordine a tutte queste questioni e anche su altre da noi poste in tempi successivi, sono venute dal Sottosegretario le prime risposte, di cui diamo dettagliatamente qui conto ai colleghi.
1. DM sugli organici: l’avevamo messo al primo punto del nostro intervento nella riunione del 17 aprile, e la risposta è puntualmente arrivata, e di questo diamo atto all’on. Rossi. Ci è stato consegnato in riunione lo schema di D.M. (che pubblichiamo su questa stessa pagina), che ripartisce tra gli Organi Programmatori e distribuisce per profili professionali e per regioni, le dotazioni civili fissate dal DPCM 22.01.2013. E’ questo un passaggio nodale: a seguire, gli OO.PP. dovranno a loro volta distribuire al loro interno i numeri ad essi assegnati, rideterminando organici e organigrammi degli Enti, con relative funzioni e incarichi. Sarà quello il momento di dar corpo e sostanza alle linee della Ministra e alle previsioni normative del D. Lgs n. 7/2014 che prevede ”l’attribuzione di funzioni e compiti tecnico amministrativi al personale civile” . Entro la prossima settimana, faremo pervenire al Sottosegretario le nostre osservazioni al riguardo, e pertanto invitiamo i colleghi interessati a inviarci entro e non oltre il 2 luglio p.v. eventuali proposte e contributi.
2. Regolamento ex art.1 D. Lgs. 7/2014: l’on. Rossi ha dato la propria disponibilità ad un confronto specifico sul tema, da noi fortemente sollecitato nel primo incontro e riproposto nell’odierna riunione anche a seguito di alcuni fatti di cui siamo a conoscenza e dei quali abbiamo informato il Sottosegretario. Come noto, a mente di quanto previsto dall’art. 1 comma 2-bis del D. Lgs. n. 7, si dovrà redigere a breve il Regolamento per la ripartizione di compiti e funzioni tra le due aree del nostro Ministero, e in quella sede si dovranno definire gli ambiti precisi riservati ai lavoratori civili e i vincoli per l’attribuzione delle funzioni. Quel Regolamento incorporerà verosimilmente anche la riorganizzazione dell’area centrale conseguente al DL 95/2012, e dunque la nuova struttura di SGD, DD.GG. e UU.CC., ed è di tutta evidenza che se l’orizzonte è quello di una marcata civilizzazione del Ministero – dicemmo al Vertice politico nell’incontro del 17 aprile – occorrerà allora “aggiungere” e non “togliere”, e dunque andrebbero decisamente accantonati gli intendimenti di chi vorrebbe sottrarre competenze a PERSOMIL e PREVIMIL per trasferirle agli Stati Maggiori. La direttrice di marcia, purtroppo, allo stato, non sembra però questa: siamo infatti a conoscenza, e lo abbiamo riferito all’on. Rossi, che il Comitato dei Capi di SM di marzo 2014 ha “disposto” entro il 2014 la costituzione del Centro Unico Stipendiale Interforze (CUSI), “con graduale passaggio di competenze delle Direzioni Generali del personale (Persomil e Previmil)”, stabilendo in aggiunta la tempistica che prevede, in particolare, entro il 2015 l’ “acquisizione delle competenze PERSOMIL/PREVIMIL in materia T.E. e finanziarie”. Un fatto che riteniamo grave, atteso che appare evidente come organi tecnici non possano decidere su cose che il D. Lgs. 7 rinvia al Regolamento, su cui ci sono stati precisi impegni del Vertice politico al confronto con le OO.SS. Stante questa situazione, abbiamo chiesto che si apra rapidamente il tavolo tecnico proposto dall’on. Rossi.
3. Riordini Enti area industriale: il Sottosegretario ha promesso un impegno in prima persona per lo sblocco delle assunzioni da parte della F.P., dal quale Poli e Stabilimenti trarrebbero naturalmente un po’ di ossigeno. La nostra O.S. ha segnalato che restano altri nodi, e in primis l’attuazione di quanto previsto dall’art.12 <<art.2259-sexies>> del D.Lgs. n. 8/2014 (reinternalizzazioni) e la revisione dei piani industriali, di cui ancora non c’è traccia.
4. Mobilità: l’impegno del Sottosegretario è quello di avviare uno specifico confronto sia sul fronte della mobilità interna che di quella esterna, rispetto alla quale dovremo però prima leggere bene il DL Renzi-Madia. FLP DIFESA ha risegnalato la necessità di rivedere la procedura di reimpiego, operazione questa resa urgente non solo dai riordini in arrivo, ma anche dalla ravvisata inefficacia da parte del DG di PERSOCIV (vedi sotto “blocco permessi servizio”) delle norme del CCNI Difesa 6.07.2000. Collegata in qualche modo a mobilità e reimpieghi, c’è poi la spinosa questione legata al destino delle attuali posizioni soprannumerarie (aree 1^ e 2^) conseguenti al DL 95/2012, in ordine alle quali FLP DIFESA ha evidenziato la necessità di operare una nuova verifica sui numeri e di decidere il da farsi.
5. Formazione: se, come avevamo detto nella riunione del 17 aprile,”una nuova idea e una diversa pratica della formazione potrà diventare la leva attraverso la quale si dà sostanza ad un impiego nuovo e diverso del personale civile, nel segno indicato dalla Ministra”, è di tutta evidenza che la scelta contenuta nell’art. 21 del D.L. 90 (Renzi-Madia) di sopprimere CEFODIFE, attribuendone le competenze alla Scuola Naz. Amm., con conseguenti effetti su personale, corsi in programma, risorse, strumenti e prospettive legate al D. Lgs. 8, va in tutt’altra direzione e costituisce una perdita notevolissima per il MD, su cui occorrerà ragionare e presto. Abbiamo perciò chiesto all’on. Rossi che con la massima urgenza si promuova un incontro al riguardo, nel contesto del più generale confronto sugli effetti del DL, al quale il Sottosegretario ha attribuito assoluta priorità e che sicuramente porterà ad un prima riunione, già entro 1-2 settimane.
Questi gli argomenti introdotti dal Sottosegretario, con le relative considerazioni successivamente svolte dalla nostra O.S. al tavolo di riunione. Dobbiamo però dare conto ai colleghi anche delle risposte fornite dall’on. Rossi su alcune questioni emerse recentemente e da noi poste alla Sua attenzione.
6. Blocco “permessi di servizio” per la partecipazione a riunioni sindacali: in merito alla nota del D.G. di PERSOCIV di cui abbiamo riferito nel Notiziario n. 68 del 23.06.2014, il Sottosegretario si è impegnato a promuovere una specifica riunione per l’approfondimento e la ricerca di soluzioni possibili e praticabili. Diamo atto al Sottosegretario per l’attenzione riservata a questo problema che rischia di bloccare i tavoli locali e lo ringraziamo del suo impegno, segno evidente della consapevolezza maturata al riguardo, e confidiamo che, nell’agenda degli incontri a venire, questa questione occupi uno dei primi posti. A fronte di questa consapevolezza dell’Amministrazione, resa evidente anche dalla considerazione presente nella stessa nota del D.G. agli OO.PP. (“…il rilievo che la questione assume in materia di relazioni sindacali”), è apparso davvero incomprensibile il silenzio assordante al tavolo da parte di alcune sigle, reso evidente anche dall’assenza di ogni riferimento nei comunicati diffusi dopo la riunione. Bene, ne prendiamo atto, il problema comunque deflagrerà sui tavoli locali (è un po’ la convinzione di tutti), come peraltro è già avvenuto a Roma a seguito di una convocazione proprio di PERSOCIV sul FUS 2014, che ha portato tutte le OO.SS. territoriali a inviare al Vice D.G. la nota unitaria, che pubblichiamo su questa stessa pagina.
7. Comparto Sicurezza e Difesa: il Sottosegretario ha smentito in modo netto l’intendimento, che una O.S. gli aveva attribuito, a impegnarsi per il transito del personale civile nel comparto sicurezza e difesa (si veda il nostro Notiziario n. 60 del 6.05.2014). Ha precisato invece che la sua intenzione è quella di lavorare per il riconoscimento di una qualche specificità della categoria, che possa consentire in futuro di ridurre la forbice enorme che divide oggi il trattamento economico civile da quello militare. Una posizione che condividiamo in pieno, e che era poi quella rappresentata nella parte conclusiva del Notiziario di cui sopra.
8. Libro bianco: abbiamo segnalatola necessità, da noi già evidenziata nel Notiziario n. 67 del 19.06.2014, che, oltre alla consultazione on line dei cittadini, vengano coinvolte anche le Parti Sociali nella riflessione e successiva progettazione del nuovo modello difesa. L’on. Rossi ha preso atto e ne riferirà alla Ministra.
A conclusione della riunione, vista la densità delle questioni oggetto di prossimi confronti con l’A.D., su nostra richiesta, l’on. Rossi ha convenuto sulla utilità di definire una agenda specifica, che ora aspettiamo.
Notiziario FLP DIFESA n. 91 del 27 ottobre 2020 – Si è svolta oggi la riunione del Tavolo Tecnico presso il Gabinetto del Ministro, alla presenza del SottoSegretario on. Tofalo, con due argomenti all’Ordine del Giorno: L’art. 211 del DL 34/2020 convertito in L. 77/2020. La norma, illustrata mediante 8 slides, prevede convenzioni ed accordi […]
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Notiziario n. 19 del 13 febbraio 2015 – Diamo subito la bella notizia, e solo dopo il commento. La bella notizia è che il problema relativo all’accordo FUA 2014, che aveva generato così tanta preoccupazione tra i colleghi, è definitivamente risolto con la sottoscrizione dell’accordo definitivo che è avvenuta oggi, al Gabinetto, a conclusione della […]
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