Notiziario n 101 del 17 settembre 2018 –
La lunga e tormentata telenovela relativa alla distribuzione delle ulteriori risorse del FUA 2017 (€ 10.073.972,19 lordo oneri AD, di cui 2.223.254,17 per il Fondo AID e 9.993.438,33 per il FUA Difesa) dovrebbe questa volta essere davvero arrivata ai titoli di coda.
In data 13 u.s., infatti, le OO.SS. 3+1+1 (CGIL-CISL-UIL+UNSA+CONFINTESA) hanno firmato l’accordo definitivo, che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1 insieme a tutti gli altri documenti (allegati 2, 3 e 4 sempre su questa stessa pagina), il cui testo ripropone per intero l’impianto, le percentuali di distribuzione e gli importi pro capite dell’Ipotesi dalle stesse OO.SS. già firmata l’11 luglio u.s.. Ma anche con qualche sostanziosa integrazione che tutto sembra, francamente, fuorché il banale “tecnicismo” che, a detta di qualcuno, ha permesso di risolvere il problema innescato dal rilievo della F.P., che peraltro solo noi avevamo reso noto attraverso il Notiziario n. 99/2018.
Particolare non trascurabile, la firma dell’accordo del 13 u.s. è stato accompagnato dal comunicato di pari data dei 3+1, molto scarno (comprensibilmente) sul punto, ma che conteneva un atto d’accusa nei nostri confronti per aver dato la notizia e proposto un commento sul rilievo della FP, su cui comunque a tutt’oggi quelle sigle tacciono.
Proviamo allora a metter, uno dietro l’altro ancorché in estrema sintesi, i mattoncini della telenovela.
1. L’Ipotesi di accordo sulle ulteriori somme 2017 poteva essere firmato tranquillamente, e negli stessi termini, il 6 febbraio 2018, e questo ci avrebbe risparmiato tutte le successive e poco nobili puntate. Se così non è avvenuto, è per la precisa responsabilità da una parte, dei 3+1 che disertarono quella riunione e, dall’altra, del D.G. di PERSOCIV che, pur potendo fare diversamente, decise di subire il diktat della triade, con il risultato di far trascorrere cinque mesi cinque, e di recuperare la faccenda solo a luglio u.s..
2. Né nel testo dell’accordo, né nei comunicati delle sigle sindacali, né nei post che sono girati, si è entrati nel merito del rilievo del 27.08.2018 della F.P. Ma cosa ha detto in proposito la F.P.? Che certificava positivamente l’Ipotesi di accordo 11.07.2018 ma “relativamente all’utilizzo delle risorse previsto dall’art. 2” (9.993.483,33 € per il FUA Difesa), raccomandava “di tener conto di quanto prescritto dall’art. 77 del CCNL”, che destina alla performance individuale “almeno il 30% minimo” (nell’Ipotesi era previsto solo il 15%).
Nella lettura che ne abbiamo fatto noi, e non solo noi, questo si sarebbe dovuto tradurre in una diversa ripartizione percentuale tra performance e FUS con riferimento alle ulteriori risorse assegnate dal MEF, con conseguente modifica degli importi pro capite. La logica questo pareva suggerisse.
3. Invece, come si sa, siccome le vie del Signore sono infinite, dopo qualche giorno di silenzio, dal cilindro di PERSOCIV è spuntata la soluzione taumaturgica che ha permesso di non variare neanche di un centesimo gli importi pro-capite dell’Ipotesi di luglio, con somma gioia di quanti (noi tra questi) erano al momento preoccupati. Un miracolo davvero, frutto di una audace interpretazione della D.G., che non può per questo non suscitare apprezzamento tra i lavoratori, atteso che la quota performance non cresce.
4. Ma come è avvenuto il miracolo? Da come l’abbiamo capita noi leggendo l’accordo, la trovata è in sintesi questa: pur a fronte di accordi separati imposti dagli Organi certificatori, le somme FUA 2017 (risorse certe + risorse ulteriori) vanno considerate un unicum; rispetto a questo unicum (€ 52.928.371,37 €), la percentuale del 30% va calcolata solo sulle somme variabili (la DG calcola € 5.703.889,12: in che modo? con quali addendi?); in tal modo, le risorse complessivamente destinate alla performance individuale dagli accordi FUA 9.10.2017 e 13.09.2018, pari in tutto a 2.629.398,39 €, sfiorano il 50 % e dunque una percentuale ben sopra il 30%.
Geniale davvero, questa volta i nostri complimenti sinceri vanno davvero all’ideatore di questa soluzione che consente di non alzare le risorse per la performance individuale, come il CCNL sembrava obbligasse.
Verrebbe però da fare una domanda: questa interpretazione è condivisa da FP e MEF? Una domanda magari anche legittima, ma che a noi non interessa evidentemente approfondire. E pensiamo sia molto chiaro il perché…
5. Ricordiamo comunque , solo per dovere di cronaca, cosa prevede la norma richiamata dalla FP (art. 77, comma 3, CCNL 2016-18): “la contrattazione integrativa destina ai trattamenti economici” riferiti a performance individuale, organizzativa e indennità varie (turni/reperibilità/etc.) la “parte prevalente delle risorse di cui all’art.76” e “specificamente alla performance individuale almeno il 30%”. Questo dice il CCNL. Ebbene, anche volendo considerare nel suo insieme il FUA 2017 (risorse certe e ricorrenti + risorse ulteriori), non possiamo non rilevare che qualche dubbio al riguardo sembrerebbe emergere, anche solo sotto il profilo matematico, in merito all’interpretazione prima, e al calcolo dopo, che sono stati posti in opera dalla D.G. in ordine alle somme che concorrerebbero a determinare quel 30%.
Pur tuttavia, andando al sodo con estremo pragmatismo, e tenuto anche conto che la scelta è primariamente ricondotta alla responsabilità del D.G. che ha firmato l’accordo definitivo, quell‘interpretazione e quel calcolo ci servono molto. E ci servono perché consentono comunque, nella circostanza, di lasciare immodificata, nella distribuzione percentuale e negli importi pro capite, le risorse destinate alla performance individuale, atteso che, nell’applicare il CCNL 2016-2018 firmato dai 3+1 (e che reca l’art. 77 comma 3) la loro distribuzione risulta alla fine del tutto identica, e sino al centesimo, a quella prevista dalla prima bozza della D.G. (6.02.2018), quando vigeva ancora il CCNL 2006/2009.
Evviva PERSOCIV, dunque, e l’interpretazione finalmente “pro domo nostra” data in questa circostanza, cosa che in passato, anche con riferimento alle diverse Ipotesi di distribuzione del FUA, non avevamo mai registrato, atteso che ogni pur piccolo rilievo degli Organi certificatori era stato recepito con le conseguenti modifiche o integrazione degli accordi definitivi.
Una interpretazione dunque molto benevola, nella circostanza, frutto evidentemente dei tempi nuovi che viviamo dopo le contestazioni degli anni scorsi all’operato del D.G. da parte di CGIL-UIL-FLP-UNSA, che poi sfociarono nella giornata di lotta del 17.10.2017 (vds. comunicato unitario in Notiziario n. 99 di pari data). Ma poi è rientrata CISL.. e si vede!
Una interpretazione benevola dunque, non certo la sola in questi ultimi mesi (si ricordi la circolare sull’art. 35 CCNL), che forse lascerà sorpreso qualche addetto ai lavori, ma che siamo sicuri incontrerà l’approvazione della stragrande maggioranza dei lavoratori, che sappiamo bene quanto credano nelle valutazioni della performance individuale e quanto auspicassero la rapida chiusura della telenovela.
Un’interpretazione benevola, però, forse anche frutto del clamore e dell’allarme suscitato tra i colleghi dal nostro Notiziario n. 99 dell’11.09.2018 che ha indotto la D.G. a trovare una soluzione. E ce l’ha fatta!
In ogni caso, affidiamo ai lavoratori il giudizio sul nostro operato e sulle informazioni che abbiamo loro dato con il Notiziario sopra richiamato, che ha fatto registrare un boom in termini di visualizzazioni.
6. Dobbiamo infine, ancorchè molto brevemente, rispondere a tre altre suggestioni presenti nel comunicato unitario dei 3+1 datato 13 u.s. di commento dell’accordo definitivo sulle risorse aggiuntive FUA 2017.
Assicuriamo innanzitutto quegli increduli che FLP DIFESA è felicissima che l’accordo sia stato sottoscritto anche se dopo aver perso, e non certo per colpa nostra, cinque mesi cinque, poiché, come è ben noto a tutti, chiedevamo da più mesi che questo avvenisse e negli importi economici esattamente identici a quelli della bozza 6.2.2018. Abbiamo scritto vari Notiziari, tutti ancora visibili sul nostro sito….
Circa le “responsabilità altrui”, esse certo non vanno trovate in ambito Difesa e tra i Dirigenti della Difesa dei 3+1, essendo individuabili solo a carico delle Federazioni che hanno apposto una firma su un CCNL che, sul punto, appare un cedimento, in quanto alza la percentuale delle risorse destinate alla performance individuale e reintroduce il fondino (art. 78 CCNL). Almeno su questo possiamo convenire?
Infine, facciamo presente che la nostra “ragion d’essere” ce la siamo meritata sul campo ed è servita anche a CGIL e UIL, nel febbraio 2017, a sceglierci come compagni di viaggio, dopo aver messo in un angolo la CISL, un viaggio che ha prodotto qualcosa di importante e che è durato fino alla mancata firma del CCNL da parte FLP. E’ questo il nostro peccato originale, che spiega i tavoli separati e gli attacchi scomposti.
Una ragion d’essere che ci ha comunque consentito, da febbraio ad oggi e cioè dopo la non firma del CCNL, di rimanere comunque all’impiedi e di non franare nell’attenzione e nella considerazione della gente, pur a fronte di una scelta di responsabilità e di una battaglia civile difficilissima che la nostra gente ha comunque apprezzato.
Un viaggio difficilissimo, che ora però sta per finire: stiamo per tornare sui tavoli, a giorni l’annuncio, la gente ce lo chiede, e da quel momento riprenderemo a parlare da dentro il palazzo e dal vivo delle riunioni.
(Giancarlo Pittelli)
Allegato 1: 14.09.2018 – Accordo definitivo firmato risorse ilteriori FUA 2017:
Allegato 2: 11.07.2018 – Ipotesi accordo risorse ulteriori FUA 2017 – relazione tecnico-finanziaria
Allegato 3: 11.07.2018 – Ipotesi accordo risorse ulteriori FUA 2017– relazione illustrativa mod. 1
Allegato 4: 11.07.2018 – Ipotesi accordo risorse ulteriori FUA 2017 – relazione illustrativa mod. 2
Notiziario n. 53 del 22 maggio 2018 –

La vicenda legata alla distribuzione delle “ulteriori risorse” del FUA 2017 assume, giorno dopo giorno, contorni veramente incredibili, ed allo stato sembra finita in un cono d’ombra preoccupante. Ricordiamo innanzitutto le puntate precedenti, che sono molto indicative di un certo modo di procedere.
A fine gennaio u.s., il MEF ha comunicato ufficialmente a PERSOCIV l’importo delle “ulteriori risorse FUA 2017 (€ 10.073.972,19). La dr.ssa Corrado convocò allora prontamente le OO.SS. nazionali in data 6 febbraio (vds. Notiziario n. 14 di pari data), sottoponendo loro una bozza di “ipotesi di accordo”, che ripubblichiamo in allegato 2 su questa stessa pagina, la quale prevedeva la destinazione di tutte le risorse a livello locale e ne quantificava anche le quote pro-capite: per la performance (la ripubblichiamo in allegato 2 su questa stessa pagina), 42,93 €; per il FUS, invece, 243, 27 € , da intendersi entrambe al netto degli oneri A.D.. Dunque, un importo complessivo pro capite pari a € 286,20, che si sarebbe aggiunto a quello complessivo, ma davvero molto modesto, previsto dall’accordo del 2017 (€ 215, 82), così raddoppiandone la consistenza.
In quella sede, ci fu chi, come noi, si dichiarò immediatamente disponibile a firmare l’Ipotesi. Se così fosse avvenuto davvero, come peraltro era anche negli auspici dichiarati dalla stessa dr.ssa Corrado, è probabile che alla data odierna fosse stato già completato l’iter certificativo e le somme ulteriori già pronte per essere assegnate, con successiva distribuzione in base agli stessi criteri fissati dai tavoli locali all’interno degli accordi sulla distribuzione dei fondi locali 2017. Così però non è andata, purtroppo, perché i soliti noti chiesero di rinviare il confronto a dopo le RSU, con ciò ponendo in un cono d’ombra quelle somme che avrebbero certo fatto comodo a tante lavoratrici e a tanti lavoratori civili della Difesa. O no?
Nel frattempo, però, era entrato in vigore il nuovo CCNL, e con esso le norme di cui agli artt. 77 e 78 prima richiamate. Attraverso un comunicato dei soliti noti, abbiamo appreso che la dr.ssa Corrado si sarebbe convinta, sempre con riferimento alle “ulteriori somme 2017”, ad abbandonare la sua proposta originaria (destinazione ai fondi locali di tutte le ulteriori risorse) esprimendo di contro l’intendimento di distribuirle “avendo a riferimento le linee guida sulla performance del Ministero della Difesa, ma con le modalità previste dal nuovo C.C.N.L. in tema di performance organizzativa” , vds. comunicato unitario del 5 aprile 2018). Non abbiamo registrato smentite a questo virgolettato, e allora proviamo a ragionarci sopra.
La distribuzione delle risorse su base performance organizzativa ci risulta molto difficile da realizzare, per non dire addirittura impossibile, in particolare in area operativa, e ciò alla luce di quanto comunicato da SMD alle OO.SS. con nota n. 31854 del 4.3.2016, che negava la possibilità di rendere pubblica la performance organizzativa dell’Ente/Ufficio della Difesa (“la conoscibilità all’esterno dell’A.D. della sezione dedicata alla definizione degli obiettivi operativi relativi alle sedi periferiche è, invece, esclusa, in relazione alle prioritarie esigenze di riservatezza correlate alle funzioni di difesa e di garanzia della sicurezza nazionale proprie delle strutture che rientrano nell’area tecnico-operativa”), ammesso e non concesso che gli obiettivi di performance organizzativa fossero stati effettivamente assegnati agli Enti/Uffici e, successivamente, altrettanto effettivamente misurati e valutati, cosa per nulla scontata. E siccome il 2017 è già trascorso e valutazioni postume non sono ammesse, rimane il problema di come si misurerà, ai fini della distribuzione delle ulteriori risorse FUA 2017, la performance organizzativa 2017.
Va inoltre sommessamente ricordato che, laddove per la distribuzione di che trattasi si dovessero utilizzare le nuove norme del CCNL, occorrerà farlo anche in ragione della performance individuale (lettera b), comma 2, art. 77) e aggiungendovi la differenziazione del premio individuale (art. 78, il c.d. “fondino”). Come la mettiamo, allora? Non era meglio metterci la firma o anche tentare di forzare la mano (questo vale per il D.G., ovvio) su quella benedetta Ipotesi presentata il 6 febbraio u.s. invece di menare il can per l’aia?
Abbiamo pertanto inviato al Gabinetto, l’allegata nota che chiede la rapida convocazione del tavolo, che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1.
(Giancarlo Pittelli)
Allegato 1:22.05.2018-lettera a Gabinetto per trattativa ulteriori risorse FUA 2017
Allegato 2: Bozza ipotesi di accordo risorse ulteriori FUA 2017 predisposta da PERSOCIV per la riunione del 6.02.2018
Notiziario n. 26 del 13 marzo 2018 –
In questa nostra Amministrazione, accadono a volte dei fatti che fanno a pugni con il senso comune di chi vi lavora e confliggono apertamente con l’idem sentire della nostra gente.
L’ultimo esempio è di queste settimane. Come noto, in data 9.10.2017 è stato sottoscritto in via definitiva l’accordo FUA 2017, che prevede le seguenti quote pro-capite al netto degli oneri AD: € 32,37 per la performance ed € 183,45 per il FUS, in tutto € 215,82. Successivamente, nella riunione a PERSOCIV dell’8.11.2017 (vds. Notiziario n. 113 di pari data), la dr.ssa Corrado informò le OO.SS. sulle integrazioni FUA 2017 in arrivo dal MEF (calcolati tra i 5,8 e i 6 mln. di €). Quindi, qualche giorno più tardi, arrivò la comunicazione ufficiale e le “ulteriori risorse” vennero quantificate in € 10.073.972,19.
Anche a seguito di una nostra sollecitazione, la dr.ssa Corrado convocò le parti sindacali (a tavoli separati, su precisa richiesta dei soliti noti) in data 6 febbraio 2018 (vds. Notiziario n. 14 di pari data), sottoponendo loro una bozza di “ipotesi di accordo” per la distribuzione di quelle “ulteriori risorse del FUA 2017”, che ripubblichiamo ad ogni buon conto su questa stessa pagina in allegato 1, che ne prevedeva la totale destinazione a livello locale e nei seguenti importi: per la performance, altri 42,93 €; per il FUS, invece, altri 243, 27 € (tutte quote pro capite netto oneri A.D.)
Dunque, un importo complessivo pro capite pari a € 286,20 da destinare agli Enti, che quindi raddoppiava di fatto quanto inizialmente previsto dall’accordo FUA 2017 (€ 215, 82). Un importo, però, che per poter essere corrisposto ai lavoratori, abbisognava innanzitutto della firma dell’Ipotesi predisposta da PERSOCIV e poi del completamento dell’iter certificativo (FP e MEF), per il quale serve di prassi qualche settimana. Dunque, immaginare che entro aprile p.v. queste ulteriori somme sarebbero potute arrivare nelle tasche dei lavoratori appariva una previsione non certo azzardata. Invece, purtroppo, non sarà così.
E non sarà così, perché l’Ipotesi di accordo predisposta dalla DG non è stata ancora sottoscritta dalle Parti, e questo per una scelta precisa di CGIL-CISL-UIL-UNSA, che nella loro riunione del 6 febbraio hanno chiesto al D.G. – pronto a firmare anche subito – il rinvio a data successiva, salvo poi neanche darne conto ai lavoratori (sui loro siti, non risulta alcun comunicato – unitario o di sigla – sulla riunione a PERSOCIV del 6.02. 2018). Ora, ci si chiede come mai, di questi tempi, si possa rinviare alle calende greche la firma di un accordo che porterebbe in media quasi 300 € nelle asfittiche tasche dei lavoratori, e la scelta non appare dunque molto sensata e anche coerente con le continue (e giuste) lamentazioni in merito al basso trattamento retributivo civile. Perche, ora che ci sono i soldi, si lasciano in frigorifero? Forse, perché si ritiene che i lavoratori siano già soddisfatti degli arretrati del CCNL e che sia bene che ne smaltiscano prima l’ingente carico?
Ma mentre si rinvia sine die la sottoscrizione dell’Ipotesi di accordo sulle ulteriori risorse FUA 2017, che assicurerebbe soldini freschi e spendibili ai lavoratori, le stesse quattro sigle chiedono, con nota unitaria del 1 marzo u.s., di essere convocate per definire l’Ipotesi di accordo per la distribuzione dei 21 milioni per il triennio 2018-2020 di € di cui all’art. 1, comma 590, della legge di bilancio 2018.
Sorridiamo di gusto a leggere le rivendicazioni postume di paternità e di sostegno in ambito parlamentare che le quattro OO.SS. si auto-attribuiscono per l’importante traguardo raggiunto. Ci limitiamo solo a ripubblicare sul nostro sito:
1) il comunicato unitario CGIL FP–UIL PA–FLP DIFESA del 6 aprile 2017 (in allegato 2 su questa stessa pagina), dove si afferma che quell’accordo politico, definito storico, “chiude una vertenza avviata da mesi SOLO dalle scriventi OO.SS.” (la grossettatura e la sottolineatura sono nel testo del comunicato);
2) il comunicato firmato a quattro (anche UNSA) del 23.12.2017 (in allegato 3 su questa stessa pagina) dove si afferma che il fondo dei 21 mln triennali è stato ottenuto “SOLO e SOLTANTO grazie alla tenacia e alla fortissima pressione esercitata da CGIL – UIL – FLP e UNSA nei confronti della Ministra dapprima ai tavoli di confronto e poi nelle piazze” (il maiuscolo è sempre nel testo).
Si è persa la traccia di tutto questo nella memoria di qualcuno?
Siamo di fronte, allora, in tutta evidenza, a mezzi e mezzucci veramente da bassa lega, che offendono l’intelligenza dei lavoratori, ma che in primo luogo squalificano ai loro stessi occhi quelli che vorrebbe riscrivere la storia a proprio uso e consumo e in ragione delle (mutate) esigenze del “mercato”.
A tal proposito, invitiamo i lavoratori a leggere anche – nel secondo comunicato del 23.12.2017, terzo capoverso (in allegato 3 su questa stessa pagina) – il richiamo volto a evitare improprie attribuzioni di paternità sul traguardo raggiunto e la denuncia preventiva sulla possibilità da parte di qualcuno di impegnarsi nella sua “solita corsa a salire SUL CARRO DEI VINCITORI” (anche qui maiuscolo e grossettato sono nel testo). Proponiamo allora un gioco ai colleghi: a chi si riferiva quel passaggio del comunicato? E chi ne ha poi favorito concretamente la salita su un carro peraltro già arrivato al capolinea? Certo che, in quanto a coerenza e linearità……
Noi di FLP DIFESA, invece, che di coerenza meniamo vanto, sottoscriveremmo anche oggi entrambi quei comunicati in tutti i loro passaggi , convinti come siamo, oggi come ieri, che quel risultato sia stato ottenuto grazie all’azione intelligente e decisa di tutti gli attori sindacali che quell’accordo con la Ministra hanno fatto il 5 aprile e per il quale ciascuno si è poi speso nelle diverse sedi per traguardarlo.
Ma, al di là di questi ripensamenti un po’ folkloristici e francamente anche un po’ tristi, veniamo al merito della richiesta.
Noi condividiamo, e lo abbiamo anche detto nei nostri comunicati, la necessità di una trattativa ad hoc sulla distribuzione del 21 mln di €, che si ponga, sul fronte della distribuzione delle risorse, in linea di assoluta continuità con la connotazione originaria di “fondo aggiuntivo” e con l’ispirazione originaria che ne ha supportato la richiesta unitaria e il successivo approdo negoziale.
Ma proprio perché è necessaria una “trattativa ad hoc” su un fondo nuovo, che trae origine da un punto di accordo ben preciso ma che poi, di fronte alle resistenze del MEF, è stato comunque confermato nell’importo pur finalizzato dalla legge di bilancio ad incentivare la produttività e dunque con destinazione al FUA, ci pare un po’ fuori luogo oggi, e anche francamente allo stato fuori tempo, chiedere alla dr.ssa Corrado di convocare le Parti per avviare la trattativa in un momento in cui la Ministra Pinotti ha di fatto concluso il suo mandato e in cui ancora non è ancora dato sapere chi sarà il nuovo Ministro e quali indicazioni egli darà al nuovo delegato alla contrattazione, che potrebbe peraltro anche non essere la dr.ssa Corrado, stante gli appetiti che si sono manifestati in precedenza da altri pezzi di AD. Immaginare che, in questo momento e in questo quadro di situazione, il D.G. di PERSOCIV possa rendersi disponibile ad avviare un percorso di quel tipo, a noi appare alquanto improbabile, per non dire impossibile. Peraltro, non dimentichiamo che trattasi di risorse non ancora assegnate ad A.D. e dunque non ancora disponibili. In ogni caso, laddove il D.G. dovesse convocarci, non mancheremmo di parteciparvi offrendo come al solito il nostro contributo e presentando le nostre proposte, come sempre abbiamo fatto.
E, allora, torniamo a bomba, e cioè alle nostre considerazioni di partenza: invece di rincorrere al buio situazioni tutte ancora da verificare e da costruire, e che in ogni caso – considerata le tempistiche degli ultimi anni – porterebbe soldini nelle tasche dei lavoratori solo nel prossimo anno, non sarebbe meglio concentrarsi al momento su quello che è già disponibile e certo (risorse ulteriori del FUA 2017, pari a 286,20 € di quota pro capite complessiva da destinare agli Enti), e che potrebbe portare, nel giro di un paio di mesi al massimo, qualche centinaio di € nelle asfittiche tasche dei lavoratori?
Un ragionamento di assoluto buon senso, ci sembra, che però temiamo sfugga a chi di buon senso ha dimostrato, nel corso di questi ultimi mesi, di averne purtroppo davvero ben poco.
Ultima annotazione: abbiamo letto qualche giorno fa la proposta di alcune sigle (sempre loro…) formulata ancora una volta al D.G. di PERSOCIV (oramai è un classico…) con la quale si sollecita “la rotazione di tutti gli incarichi di responsabilità fin qui ricoperti da dirigenti e funzionari dell’AD”.
Come FLP DIFESA, pensiamo di comprenderne le ragioni e le motivazioni; al contempo, però, pensiamo che, messa in quei termini la richiesta, la conseguente risposta dell’Amministrazione potrebbe anche generare, per noi, più rischi e pericoli che vantaggi reali, e soprattutto che, nel rapporto con i dirigenti e con i quadri militari, la nostra categoria possa uscire con qualche ulteriore ammaccatura. Ne riparleremo a breve e a tal proposito diremo la nostra all’interno di uno specifico Notiziario.
(Giancarlo Pittelli)
Allegato 1: Bozza Ipotesi di accordo FUA 2017 risorse ulteriori
Allegato 2: 06.04.2017-Comunicato unitario esiti riunione Gabinetto
Allegato 3: 23.12.2017 – comunicato unitario integrazione produttività 21 mln triennali