Riordino Arsenali M.M., seconda puntata. Nella prima (Notiziario n. 17 del 9.02.2015), avevamo rappresentato ai lavoratori l’intreccio tra la “legge navale” fortemente voluta dal Capo di SMM, amm. G. De Giorgi, e il riordino delle strutture arsenalizie, e inoltre il tentativo di SMM 1° Rep. di “militarizzare” gli Enti attraverso “l’affidamento a personale militare dei posti e degli incarichi più importanti, soprattutto quelli che fanno riferimento alla parte lavorazioni, con la collocazione in posizione secondaria delle maestranze civili”. Un grido di allarme che abbiamo lanciato ai lavoratori anche sulla scorta delle condivisibilissime considerazioni presenti nella nota unitaria di OO.SS. ed RSU dell’Arsenale di Augusta (SR), che ripubblichiamo su questa pagina, sinora unico tavolo locale a saggiare gli intendimenti dello SMM.
Quel Notiziario è stato molto letto e apprezzato dai lavoratori civili interessati, con i quali peraltro abbiamo discusso nel corso delle assemblee indette da FLP DIFESA nei tre Arsenali (a Taranto, il 18; ad Augusta, il 25; a La Spezia il 26 di febbraio), con al centro appunto le problematiche legate alla loro riorganizzazione. La riflessione conclusiva, condivisa dai colleghi e che riproponiamo a chi legge, è stata la seguente: esiste (parere Commissione Difesa Camera 4.12.2014) un “programma navale per la tutela della capacità marittima della Difesa”; a tal fine, sono previsti “l’implementazione di un Sistema Logistico Integrato (SLI) per il supporto in servizio non inferiore a 10 anni” e anche “l’accrescimento delle capacità di supporto in house tramite convergenza sinergica tra industria e Stabilimenti di lavoro delle Marina Militare”. Se questo è il quadro, il problema che allora si pone è con quale assetto e conquali professionalità (apicali, in primis) gli Arsenali dovranno fornire il supporto richiesto nel rapporto sinergico con l’industria privata. La risposta che è venuta sinora da SMM 1° Rep. è ben evidente: con un’ assetto de-civilizzato e dunque molto militarizzato, e con professionali apicali essenzialmente militari.
La cosa, ovviamente, non ci sta bene, e lo abbiamo detto sin dall’inizio. Certo, si può comprendere che la scelta origini dal 1° Reparto di SMM, il cui Capo oggi è anche Presidente del COCER Marina e in quanto tale Rappresentante nazionale dei militari MM. Ma, a quanto pare, questa linea de-civilizzatrice comincia a trovare ostacoli anche in altri soggetti. Abbiamo letto con grande attenzione la lettera di CGIL Difesa nazionale al Capo del 1° Reparto del 23 feb. u.s., ne condividiamo le considerazioni e le denunce sulla “volontà di SM di militarizzare sempre più gli stabilimenti militari” e sul “palese contrasto” di questa scelta “con la normativa vigente”. Sono un po’ le cose che noi diciamo da tempo, e di cui fanno fede i nostri Notiziari. Ma, purtroppo, non sono le cose che abbiamo letto nel comunicato di CGIL-CISL-UIL del 12.11.2014, diffuso dopo il primo (ed unico) confronto nazionale sul riordino Arsenali, nel quale le tre OO.SS. affermavano di aver “condiviso i principi di carattere generale” posti dallo SMM a base del riordino e la scelta di “valorizzazione delle risorse umane esistenti”. Se oggi la CGIL denuncia la “volontà di militarizzazione” da parte di SMM, è evidente che la cosa non si coniuga poi molto con la “condivisione dei principi generali” del progetto di SMM e con la “valorizzazione” delle risorse umane allora intraviste.
Qui sta, allora, il vero problema di questo riordino: CGIL-CISL-UIL non avrebbero dovuto dare l’impressione di dire sì il 13.11.2014 al progetto di SMM 1°Reparto. Sarebbe stato utile proseguire il confronto nazionale e modificare il “modello base”, come noi avevamo chiesto (Notiziario n. 118/2014) e come è stato fatto con SME per il riordino dei Poli Esercito. E come oggi chiede anche la RSU di Augusta (nota 13.02.2014, pubblicata sul nostro sito) che sollecita “incontri e chiarimenti tra SMM e OO.SS. Nazionali“.
Per parte sua, la nostra O.S. proseguirà nelle iniziative di contrasto al progetto di SMM 1° Rep: dopo la denuncia e le assemblee, abbiamo scritto ai Presidenti delle Commissioni Difesa la nota che pubblichiamo su questa stessa pagina.
E’ finalmente partito, nella giornata di ieri, il confronto sul riordino degli Arsenali della Marina. Come si ricorderà, il problema legato al riordino e al riefficientamento di questi Enti ritenuti strategici dalla stessa A.D., è una delle questioni che hanno caratterizzato l’iniziativa del Sindacato da qualche anno a questa parte. Dopo la fallimentare riforma Andreatta della seconda metà degli anni novanta, e dopo i tentativi anch’essi falliti connessi al lavoro dei gruppi di studio istituiti nel triennio 2007/2009 (CAID e CRAMM), la questione era di fatto scomparsa dall’agenda delle relazioni sindacali, anche a causa di difficoltà oggettive, prima fra tutto la carenza di risorse e di turnover. La questione è stata in un qualche modo rilanciata dalla previsione di cui all’art. 12 del D. Lgs. n. 8 attuativo della L. 244/2012 (art. 2259-sexies – Enti dipendenti dai Comandi Logistici di F.A.), che reca novità significative in tema di internalizzazioni. Anche per questo, la nostra O.S., all’indomani dell’entrata in vigore del D. Lgs. n. 8, chiese a più riprese allo SMM l’avvio del confronto, la cui road map fu poi definita nella riunione dell’8 mag. u.s. (Notiziario n. 49), rispetto alla quale la riunione di ieri ne costituisce di fatto la tappa di avvio.
In apertura di riunione, il Capo del 1° Reparto, amm. P.L. Ricca, ha indicato le linee portanti di questo riordino, che sono illustrate nel documento consegnato alle OO.SS. che pubblichiamo su questa stessa pagina, che è articolato in più capitoli: obiettivi; situazione attuale; dimensionamento; modello organizzativo e organici.
Nel suo intervento, la nostra O.S. ha dato innanzitutto atto allo SMM del rispetto sostanziale degli impegni assunti con il Sindacato, e ha ricordato la centralità di questi riordini che, al pari di quelli dei Poli dell’esercito, appaiono davvero strategici nel riordino complessivo delle FF.AA. Ha quindi lamentato la “genericità” della proposta esplicitata da SMM, che ci sembra entri poco nei dettagli. Per quanto attiene gli obiettivi, noi li condividiamo in pieno, il problema è in che modo e con quali risorse quegli obiettivi possano essere raggiunti, ma di questo il documento dello SMM dice davvero poco; sulla c.d. “scuola allievi operai” (occorrerà cambiare nome, atteso che la categoria “operai” è stata superata con la L.312/1980), siamo stati d’accordo sin dal primo momento con l’idea del Capo di SMM, occorre però anche qui comprendere bene gli strumenti normativi da utilizzare (L. 78/2014 c.d. “Poletti” sulla riforma dell’apprendistato?), i percorsi operativi e, infine, gli sbocchi occupazionali effettivi. Per quanto attiene le “criticità”, ne condividiamo l’elenco, in particolare per quanto attiene il blocco del turnover e la necessità di superarlo: a tal riguardo, un po’ di ossigeno arriverà dalle assunzioni già autorizzate dalla FP di n. 166 funzionari, di cui 58 tecnici (si veda il Notiziario n.117), ma FLP DIFESA pensa da tempo che sia essenziale, per il riefficientamento dell’area industriale, un piano straordinario di assunzioni. Perfettamente d’accordo sui “fattori di pregio” delle strutture arsenalizie, il problema però è come quei valori vengono messi in campo in un progetto industriale (non noto allo stato) credibile e praticabile: e, anche qui, di dettaglio c’è purtroppo molto poco. Sul tema delle internalizzazioni (“scelte di make or buy”), è condivisibile l’idea di lasciare all’esterno le attività a basso contenuto tecnologico (manovalanza, per es.) mentre delle attività ad alta tecnologia esternalizzare quelle di cui il MD non possiede il know-how o con rapporto costo/efficacia non conveniente, ma anche qui il problema è la mancanza di dettaglio, in particolare con riferimento al comma 2 dell’articolo sopra citato sul riordino Enti Logistici. Sul modello organizzativo, appare di ancor maggiore evidenza la genericità della configurazione tipo e degli organici, che sono riferiti solo ai numeri complessivi e senza alcun dettaglio relativo ai ruoli e agli incarichi del personale civile. E’ dunque chiaro che, sulla base delle comunicazioni dello SMM che appaiono allo stato solo delle buone e condivisibili intenzioni, non sia possibile esprimere alcuna valutazione di merito, né ritenere avviato in modo soddisfacente la prima tappa di questo importantissimo riordino.
Nel corso dell’ultimo incontro dell’8 maggio u.s. con Stato Maggiore Marina, il Capo del 1° Reparto amm. Pietro L. Ricca ci ha informato che la F.A. aveva deciso di avviare un tavolo di confronto sul riordino di Arsenali e Centri Tecnici (CC.TT.) della Marina Militare, recependo in tal senso una precisa richiesta avanzata da FLP DIFESA nella riunione del 3.10.2013 (vds. Notiziario n. 109 di pari data), poi ribadita nella successiva riunione (vds. Notiziario n. 6 del 22.01.2014), e infine risollecitata in entrambi gli incontri con il Capo di SMM del 5 feb e del 18 mar (rispettivamente, Notiziari nn. 11 e 27/2014).
L’amm. Ricca ne delineò in quella circostanza anche la road map, così articolandola: entro settembre p.v., MARISTAT farà pervenire alle OO.SS. una bozza di documento che, partendo dalle criticità attuali di quegli Enti (obsolescenza delle infrastrutture; carenza di operai specializzati; invecchiamento della forza lavoro; pensionamenti nell’assenza attuale di qualsiasi turnover), e con riferimento agli obiettivi già indicati dal Capo di SMM (reinternalizzazioni; apertura al mercato; avvio di processi di apprendistato con possibile ritorno alle scuole allievi operai), indichi le mission dei diversi Enti, la loro macroorganizzazione e la struttura organica; entro il mese successivo, attraverso un confronto di livello nazionale con le OO.SS., la predetta bozza dovrà approdare a un documento auspicabilmente condiviso dalle Parti, che costituirà la base dei confronti di livello locale con OO.SS. territoriali/RSU per il riordino dei singoli Enti; infine, entro febbraio 2015, un tavolo nazionale conclusivo dovrà portare alla messa a punto definitiva del riordino di ciascun Arsenale/C.T., a seguito del quale prenderà il via il percorso che dovrà portare, entro il 31.12.2015, ai Decreti Ministeriali con la nuova configurazione e struttura degli Enti.
Ebbene, questo percorso di riordino di Arsenali e CC.TT. della MM è di fatto già partito: siamo infatti a conoscenza che lo SMM, con fg. n. 43305 dell’8 luglio u.s. a firma del Sottocapo di SMM amm. Gaudiosi, ha inviato a MARICOMLOG e, per conoscenza, a tutti gli Enti interessati (Arsenali di Taranto, La Spezia e Augusta; CIMA Aulla, etc.) una nota avente per oggetto “proposta di riorganizzazione degli Arsenali”, con la quale viene chiesto all’Alto Comando “di formulare una proposta di riorganizzazione degli Arsenali in linea con i seguenti principi”:
–“obiettivi da conseguire”: ”ammodernamento infrastrutturale come presupposto necessario per il rilancio delle attività”; internalizzazioni in abbinata al “rilancio della preparazione del personale attraverso la rivitalizzazione delle ex Scuole Allievi operai” ; infine, “rilancio dell’immagine degli Arsenali“;
–“struttura organizzativa”: “le strutture dei tre Arsenali devono essere il più possibile uniformi”, ritenendo lo SMM accettabili solo “lievi differenze tra gli Stabilimenti in considerazione delle peculiarità locali”. La struttura interna sarà articolata in “Reparti, Uffici, Sezioni, Nuclei, Settori”;
–“organico”: la nota di SMM reca -in annesso 3- la “pianta organica per il personale civile” così distribuita nei numeri e nell’articolazioni di area per i tre Enti: Arsenale Augusta n. 333 (39 di 3^area; 281 di 2^ e 13 di 1^); Arsenale La Spezia n. 834 (57 di 3^area; 761 di 2^ e 16 di 1^; Arsenale Taranto n. 1367 (116 di 3^area; 1201 di 2^ e 50 di 1^). Questi i numeri previsti per gli Arsenali MM riordinati, compresivi dei tagli imposti dal DL 95/2012. Gli Enti, però, non avranno assetti stabili nel tempo, in quanto a partire dal 2016 andranno comunque incontro a nuove riduzioni di organico in conseguenza dei tagli imposti dalla L. n. 244/2012. La nota SMM reca anche la distribuzione in profili prof. dei nuovi organici degli Arsenali e anche di CISAM di S. Piero a Grado, CSNN (di Spezia, Augusta, Nettuno e Livorno) e CIMA di Aulla.
Questi, in estrema sintesi, i contenuti della nota di SMM a MARICOMLOG. Naturalmente comprendiamo bene che siamo ancora nella fase preliminare di studio della proposta complessiva di riordino, e pertanto ci riserviamo un giudizio solo al momento in cui la proposta prenderà corpo. Pur tuttavia, emergono già alcuni dubbi e perplessità: ne riparleremo, a breve, in un prossimo Notiziario.
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario n. 48 dell’ 8 maggio 2014 –
E’ stato avviato in data odierna, nell’incontro che abbiamo avuto su tavolo separato con lo SMM 1° Reparto, il percorso di riordino degli Arsenali e dei Centri tecnici della Marina Militare, bruscamente interrotto nel lontano 2009; contestualmente, nel corso della stessa riunione, il 1° Reparto ci ha illustrato il piano di formazione 2014 della F.A., ed è la prima volta che succede in ambito M.M. Dunque, una giornata importante, che segna in positivo la ripresa di efficaci relazioni sindacali con MARISTAT dopo le criticità che si erano manifestate sulla partita relativa ai riordini 2014 (COMANDI MARINA e MARISTANAV), che FLP aveva denunciato a più riprese (vds. Notiziari nn. 4, 8, 16 e 18/2013 e nn. 6 e 10/2014) e che, dopo il diretto intervento del Capo di SMM amm. De Giorgi (vds. Notiziari nn. 11 e 27/2014), erano state superate attraverso le significative aperture della F.A. in ordine alla struttura dei nuovi Enti (uffici/incarichi ) sul fronte della c.d. “civilizzazione” risultata alla fine molto più marcata. Dunque, un’aria nuova nei rapporti con MARISTAT, di cui diamo atto al 1° Rep. e al suo Capo, l’amm. P. Ricca, che ha presieduto l’incontro odierno, di cui a seguire forniamo una sintesi per argomenti.
* RIORDINO ARSENALI E CENTRI TECNICI DELLA MARINA
Dopo la fallimentare ristrutturazione Andreatta-Saragozza del 1997 (D.Lgs 28.11.1997, n. 459) e i tentativi non riusciti all’epoca dei Ministri Parisi (studio CAID) e La Russa (progetto CRAMM) bruscamente interrotti nel 2009 con la rottura del tavolo di confronto con le OO.SS. (vds Notiziario n. 119 del 24.09.2009), la questione era stata dall’A.D. sostanzialmente riposta nel dimenticatoio nonostante le grida di allarme lanciate negli anni, ripetutamente, da FLP DIFESA a fronte delle sempre più accresciute problematiche di quegli Enti. Una questione ritornata recentemente in superficie alla luce delle novità introdotte dall’art. 12, comma 2259-sexies, del D. Lgs. n. 8 attuativo della delega ex L.244 (“Enti dipendenti dai Comandi Logistici di Forza Armata”), che FLP DIFESA aveva fortemente richiesto, e dalla Legge 27.12.2013, n. 147, art. 1, commi dal n. 37 al n. 39, che attribuisce contributi ventennali all’industria navalmeccanica e ad alta tecnologia. Novità che hanno portato la nostra O.S. a richiedere il riavvio del confronto sui progetti di riordino degli Arsenali e Centri Tecnici (C.T.) della M.M. nella riunione con il 1° Reparto del 3.10.2013 (vds. Notiziario n. 109 di pari data), poi ribadita nella successiva (vds. Notiziario n. 6 del 22.01.2014), e risollecitata infine in entrambi gli incontri con il Capo di SMM. Un’azione dunque, la nostra, ripetuta e decisa, originata dalla consapevolezza che abbiamo sempre avuto sulla centralità e strategicità degli Enti industriali (Poli; Arsenali e C.T. M.M.), anche perché è su questo terreno, in particolare, che si misurano gli effettivi intendimenti dell’A.D. sul fronte della c.d. “civilizzazione”. Il confronto con SME è già partito, quello con SMM si è avviato oggi.
La riunione di oggi con SMM è servita a fissare la road map di questi importanti riordini. Nel suo intervento introduttivo, il Capo del 1° Reparto amm. Ricca ha proposto la seguente tabella di marcia:
– entro settembre p.v., MARISTAT farà pervenire alle OO.SS. una bozza di documento che, partendo dalle criticità attuali di quegli Enti (obsolescenza delle infrastrutture; carenza di operai specializzati; invecchiamento della forza lavoro; pensionamenti nell’assenza attuale di qualsiasi turnover), e con riferimento agli obiettivi già indicati dal Capo di SMM (reinternalizzazioni; apertura al mercato; avvio di processi di apprendistato con possibile ritorno alle scuole allievi operai), indichi le mission dei diversi Enti, la loro macroorganizzazione e la struttura organica;
– entro il successivo mese, attraverso un confronto di livello nazionale con le OO.SS., la predetta bozza dovrà approdare a un documento auspicabilmente condiviso dalle Parti, che costituirà la base dei confronti di livello locale con OO.SS. territoriali/RSU per il riordino dei singoli Enti;
– infine, entro febbraio 2015, un tavolo nazionale conclusivo dovrà portare alla messa a punto definitiva del riordino di ciascun Arsenale/C.T., a seguito del quale prenderà il via il percorso che dovrà portare, entro il 31.12.2015, ai Decreti Ministeriali con la nuova configurazione degli Enti.
Questa la road map indicata dall’amm. Ricca, che la nostra O.S. ha condiviso, anche perché muove da una idea positiva di coinvolgimento delle forze sociali, ai diversi livelli, nei processi di riordino di uno dei pezzi più importanti della Difesa. Anche da qui si avverte l’aria nuova nei rapporti con M.M.
Nell’esprimere piena concordanza al riguardo, FLP DIFESA ha comunque segnalato al 1° Reparto la necessità che la F.A. si attivi sin da subito per ottemperare a quanto previsto dalla norma precedentemente richiamata del D. Lgs. n. 8 (analisi, individuazione e classificazione dei settori di spesa improduttiva; quote crescenti di lavorazioni da internalizzare; destinazione risparmi al riefficientamento). Ha inoltre ricordato la disposizione dell’art. 1 del D. Lgs. n. 7/2014 sull’attribuzione di compiti e funzioni al personale civile e le linee programmatiche della Ministra Pinotti sull’impiego del personale civile, chiedendo che gli organigrammi degli Enti riordinati siano improntati a dette previsioni
Infine, FLP DIFESA ha ricordato che il riefficientamento degli Enti industriali ha una premessa necessaria ed indifferibile, quella di procedere all’assunzione dei vincitori di concorso (la richiesta di Persociv giace da tempo in F.P.) e al varo di una piano straordinario di assunzioni per l’area industriale, allo scopo di dare un po’ di ossigeno a Enti in condizioni di grave sofferenza, prossima al non ritorno.
* FORMAZIONE 2014
L’amm. Ricca ha segnalato la riduzione delle disponibilità finanziare al riguardo (dai 412.000 € del 2005 ai 74.500, pari all’81%, pur a fronte di una riduzione di personale pari solo al 16%), che hanno fatto precipitare la quota pro capite destinata alla formazione dai 35 € del 2005 a 7,5 € di oggi. A fronte di queste disponibilità, le richieste pervenute dagli Enti sono pari circa a 450.000 €, di cui 285.000 € in materia di sicurezza e prevenzione e 40.000 € per l’addestramento obbligatorio in poligono del personale di vigilanza, su cui SMM ha anticipato una prossima e specifica riunione con le OO.SS. Rispetto alle necessità di cui sopra, e a quelle aggiuntive riferibili ai corsi di alta formazione, è di tutta evidenza l’esiguità delle risorse disponibili, ancorchè implementate da 20.000 € derivanti da permute che il Capo di SMM ha deciso vengano destinate alla formazione. L’altra novità del 2014 è che la F.A. ha deciso di implementare la parte formativa di carattere generale, amministrativa e tecnica.
Nel suo intervento, la nostra O.S. ha ricordato come, a fronte della centralità della formazione stabilita dai CCNL, l’A.D. nel suo complesso abbia in questi anni destinato poca attenzione al tema, con risorse estremamente limitate, l’assenza di piani di formazione definiti con le OO.SS. come avviene in altri Ministeri e gestioni separate per organo programmatore. Fortunatamente, si avverte oggi una sensibilità finalmente diversa, e il confronto di oggi ne è una prova, e questo è punto di soddisfazione per FLP DIFESA che, unica e sola O.S., nel corso di questi anni ha segnalato e risegnalato il problema. In merito al piano 2014, abbiamo convenuto sulla necessità di implementare la formazione di carattere generale (giuridica/linguistica/informatica), fatto nuovo in una F.A. che sinora ha fatto essenzialmente solo formazione sulla sicurezza del lavoro, e chiesto di coinvolgere in misura maggiore il personale civile, sinora penalizzato rispetto ai colleghi militari. Infine, abbiamo consegnato al Capo del 1° Reparto il documento da noi elaborato con le nostre “idee e proposte sulla formazione”, già consegnato a SGD.
*NUOVE DOTAZIONI ORGANICHE DELLA MARINA
A similitudine di quanto già fatto, e con esiti positivi, in precedenti riunioni con SME e SMA, abbiamo chiesto che, a valle rispetto all’emanazione del DM sui nuovi organici del M.D., si promuova un tavolo nazionale per discutere sui criteri ispiratori posti a base della rideterminazione degli organici di Ente.
Infine, a conclusione dell’incontro, abbiamo segnalato a SMM: a) alcune criticità presenti in Arsenale Brindisi innescate dal rinvio dell’accorpamento della SSSD nella MARISTANAV e che dovranno trovare rapida soluzione; b) le forti preoccupazioni innescate in loco in conseguenza dei rilievi mossi a seguito di una ispezione MEF eseguita in Arsenale Taranto, sulle quali abbiamo richiesto l’interessamento dello SMM.
Notiziario n. 32 del 24 marzo 2015 – Riordino Arsenali M.M., seconda puntata. Nella prima (Notiziario n. 17 del 9.02.2015), avevamo rappresentato ai lavoratori l’intreccio tra la “legge navale” fortemente voluta dal Capo di SMM, amm. G. De Giorgi, e il riordino delle strutture arsenalizie, e inoltre il tentativo di SMM 1° Rep. di “militarizzare” […]
Notiziario n. 118 del 13 novembre 2014 – E’ finalmente partito, nella giornata di ieri, il confronto sul riordino degli Arsenali della Marina. Come si ricorderà, il problema legato al riordino e al riefficientamento di questi Enti ritenuti strategici dalla stessa A.D., è una delle questioni che hanno caratterizzato l’iniziativa del Sindacato da qualche anno […]
Notiziario n. 80 del 29 luglio 2014 – Nel corso dell’ultimo incontro dell’8 maggio u.s. con Stato Maggiore Marina, il Capo del 1° Reparto amm. Pietro L. Ricca ci ha informato che la F.A. aveva deciso di avviare un tavolo di confronto sul riordino di Arsenali e Centri Tecnici (CC.TT.) della Marina Militare, recependo in […]
Notiziario n. 48 dell’ 8 maggio 2014 – E’ stato avviato in data odierna, nell’incontro che abbiamo avuto su tavolo separato con lo SMM 1° Reparto, il percorso di riordino degli Arsenali e dei Centri tecnici della Marina Militare, bruscamente interrotto nel lontano 2009; contestualmente, nel corso della stessa riunione, il 1° Reparto ci ha […]