Notiziario n. 128 del 27 novembre 2015 –

Baldari (FLP), Caldararo (CGIL), Angrisano (UIL), Ferri (CISL), l'on. Duranti e Bellangino (RSU) all'uscitya dall'audizione
Baldari (FLP), Angrisano (UIL), Caldaralo (CGIL), Ferri (CISL), l’on. Duranti e Bellangino (RSU) all’uscita dall’audizione alla Camera

Nuova puntata negli sviluppi della “vertenza Taranto”,  che si iscrive nel contesto più generale della “vertenza Difesa”  che, giorno dopo giorno, sta sempre di più marcando l’iniziativa nazionale: in data 24 u.s., si è tenuta l’audizione in Commissione Difesa della Camera delle Rappresentanze sindacali joniche.

Taranto è la città nella quale si intrecciano nodi storici irrisolti e problematiche più recenti (si pensi, per esempio, alla vicenda ILVA), e  nella quale si trova la base della MM più importante d’Italia con 15.000 militari e 3.850 civili, con al suo interno lo storico Arsenale che vive da anni altissime criticità, da tempo denunciate dalle Rappresentanze sindacali locali e nazionali.  Ma riepiloghiamo gli antefatti.

Dopo il deludente incontro del 27 luglio con la Ministra (vds. nostro Notiziario n. 82/2015), l’assemblea  del 30 luglio con i lavoratori e la successiva riunione con l’Amministrazione  Comunale  (A.C.) del 10  agosto  delle cui risultanze abbiamo dato conto con il Notiziario n. 88,   le RSU dell’Arsenale e le OO.SS. territoriali – quelle del Ministero Difesa e quelle afferenti alle aziende private metalmeccaniche e dei servizi – hanno redatto un documento unitario datato 25.08.2015 (che ripubblichiamo su questa pagina in allegato 3) nel quale, tra le altre cose, chiedevano  che la discussione sulla “vertenza arsenale” fosse inserita nella discussione dell’istituito “tavolo istituzionale permanente”, vedesse anche la partecipazione delle Parti Sociali interessate, e che allo stesso tavolo venisse presentato il piano industriale dell’Arsenale in proiezione decennale, con la previsione di nuove attività lavorative e la conferma  del suo ruolo pubblico.  Dopo il Consiglio Comunale del 28 agosto, che ha recepito in toto le richieste delle Parti sociali, c’è stata il 10.09.2015  la visita a Taranto del Sottosegretario Rossi, di cui abbiamo riferito con il Notiziario n. 95, e l’impegno da lui assunto di fronte alle Rappresentanze locali di dare soluzione alle problematiche rappresentate, che però, ad oggi, non si è ancora concretizzato in nulla, come dimostrano ampiamente le scelte operate dal Governo con il DDL stabilità e dall’A.D. con gli schemi dei DD.LLgs. correttivi in attuazione della delega ex L.244.

In questo quadro ancora molto preoccupante di una lunga storia fatta di impegni disattesi e di crescenti criticità, si è celebrata martedì 24 u.s. l’ultima importante puntata: su espressa richiesta dell’on. Duranti,  la Commissione Difesa della Camera ha audito le Rappresentanze sindacali locali (per noi, Pasquale Baldari, nella sua veste di Coordinatore Territoriale di Taranto) che hanno innanzitutto illustrato, e poi anche consegnato,  il documento unitario appositamente redatto che pubblichiamo su questa pagina in  allegato 1,  e successivamente hanno risposto a tutte le domande dei parlamentari mettendo uno dietro l’altro le questioni che connotano e danno sostanza alla “vertenza Taranto”:   l’esigenza di mettere a punto un piano industriale associato al riordino dell’Arsenale;  la contestuale esigenza di accompagnarlo con un piano straordinario di assunzioni che assicurino il turnover e con piani di formazione ad hoc, in un contesto di concreta civilizzazione;  la cronica carenza di risorse e la necessità inderogabile di reperirne di certe  ai fini dell’auspicato riefficientamento dell’Ente e per sostenere le spese di esercizio, anche con riferimento all’indotto privato; l’urgenza di dare risposte chiare sul futuro dello Stabilimento, anche in relazione alle sollecitazioni venute dalla Corte dei Conti, risolvendo in primis l’insanabile contraddizione (internalizzazioni o esternalizzazioni di servizi e lavorazioni?) esplosa dopo la pubblicazione del Libro Bianco  nel raffronto con le previsioni del D.Lgs. n. 8/2014; infine, le notevoli opportunità per l’A.D. assicurate dalla partecipazione attraverso lo stesso Sottosegretario Rossi al tavolo istituzionale. Argomentazioni e proposte tutte condivise dalla Commissione Difesa, che ha assicurato il proprio impegno by-partisan teso a ricercare le più idonee soluzioni, proprio a partire dalla legge di stabilità 2016. Lo speriamo davvero: per questo seguiremo gli sviluppi dell’iter parlamentare e ne riferiremo ai colleghi.

In allegato 2, la dettagliata nota in merito all’’audizione diffusa dal nostro Coordinamento Territoriale; in allegato 4, il resoconto del dibattito avvenuto nella Commissione Difesa del  25.11.2015 dopo l’audizione delle Rappresentanze di Taranto.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 24.11.2015 – Documento unitario su audizione

Allegato 2: 24.11.2015-Nota FLP DIFESA Territoriale sull’audizione

Allegato 3: 25.08.2015- Documento unitario Taranto

Allegato 4: Resoconto Commissione Difesa Camera del 25.11.2015

Notiziario n. 88 del 17 agosto 2015 –

L'incontro in sala consiliare a Taranto tra A.C. e OO.SS.-RSU
L’incontro in sala consiliare a Taranto tra A.C. e OO.SS.-RSU

Nel contesto delle previsioni contenute nel  “Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa” che ha visto la luce il 30.04. 2015,  quella relativa alle possibilità di esternalizzazioni di servizi e lavorazioni degli Enti della c.d. “area industriale” del M.D. (Arsenali MM; Poli Esercito; etc.) rappresenta di certo la previsione che ha più messo in allarme le Rappresentanze sindacali, e in primis le OO.SS. nazionali.  La preoccupazione per il futuro degli Stabilimenti industriali è emersa in modo particolare negli Arsenali della Marina Militare (Taranto; La Spezia ed Augusta-SR),  in quanto l’uscita del Libro Bianco è avvenuta quasi contestualmente all’avvio della fase più importante del confronto tra Marina Militare e Parti sociali sul riordino delle strutture arsenalizie,  secondo le linee tracciate dall’art. 2259-sexies  del D. Lgs n. 8/2014, attuativo della legge 244/2012 per il riordino in chiave riduttiva della FF.AA.. E proprio qui è emersa la contraddizione più grande,  quella tra la previsione contenuta nel D.Lgs. n. 8 (internalizzazione di servizi e lavorazioni) e quella di segno opposto presente nel Libro Bianco (art. 280: “assorbimento da parte dell’industria di strutture tecnico-industriali della Difesa e del relativo personale”), una contraddizione enorme che le rassicurazioni del Sottosegretario Rossi nella riunione del 1 luglio con le OO.SS. nazionali non hanno certo cancellato.

La venuta a Taranto della Ministra Pinotti del 27 luglio scorso (peraltro accompagnata nella circostanza proprio dal Sottosegretario on. Rossi) per l’appuntamento istituzionale presso la Prefettura di Taranto che ha avuto al centro le disponibilità e le iniziative del M.D. per la città jonica,  poteva e doveva servire anche per rasserenare i lavoratori e le loro Rappresentanze sul futuro dell’Arsenale, e anche per questo era molto atteso l’incontro in agenda tra la Ministra Pinotti e le OO.SS. territoriali e le RSU arsenalizie.

Sappiamo tutti come poi è andata a finire (si veda il Notiziario n. 82 del 28.07.2015): la Ministra è arrivata molto in ritardo,  ha pronunciato poche parole di circostanza, ha salutato tutti i presenti e se ne è andata di corsa: dunque, si è molto renzianamente sottratta ad un confronto con le Parti sociali, circostanza questa denunciata dalle stesse OO.SS/RSU in una nota unitaria e nella conferenza stampa del 30 luglio davanti ai cancelli dell’Arsenale.

Un atteggiamento completamente diverso è venuto invece dalle Istituzioni locali: nel giro di poche settimane, prima una lettera del Sindaco di Taranto che esprimeva la sua “più convinta adesione”  al documento unitario di OO.SS./RSU del 22 giugno u.s. (entrambi sono pubblicati su questa stessa pagina, in allegato 2 e 3); poi, più recentemente in data 10 u.s., vi è stato un incontro preliminare tra Amministrazione Comunale  e Parti sociali (OO.SS. della Difesa e quelle di altre categorie interessate) finalizzato ad approfondire tutti gli argomenti facenti parte della “vertenza arsenale”,  e questo anche in previsione di una specifica riunione del Consiglio Comunale che l’Amministrazione della città jonica intende fissare a breve in agosto, anche prima del ritorno a Taranto dell’on. Rossi per l’incontro con OO.SS./RSU previsto per il 10 settembre.

Sui contenuti dell’intervento di FLP DIFESA di Taranto, aggiuntivi a quelli unitariamente condivisi con le altre OO.SS.,  e sulle risultanze conclusive della riunione del 10 u.s. tra Amministrazione Comunale e Parti sociali,  il nostro Coordinamento Territoriale ha redatto una nota che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1.

A tal proposito, come Sindacato nazionale  proponiamo ai lavoratori un paio di brevissime considerazioni:

  1. in primo luogo, valutiamo in modo molto positivo la gestione unitaria della “vertenza”, con tutte le OO.SS. interessate  e le RSU dell’Arsenale schierate  a sostegno di una precisa piattaforma unitaria;
  2. inoltre, cogliamo la capacità delle stesse Parti sociali di farsi sentire dalle Istituzioni locali,  creando con esse momenti sinergici di iniziativa comune al fine di richiamare l’A.D. alle proprie responsabilità.

L’azione unitaria locale sta proseguendo anche in questi giorni: è in via di definizione un documento sindacale riepilogativo delle problematiche in essere, che verrà allegato alla lettera che tempestivamente il Sindaco invierà ai Ministri competenti ed alle Autorità politiche, a sostegno delle proposte convenute.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Incontro A.C-OO.SS.RSU 10.08.2015 – Nota FLP DIFESA di Taranto

Allegato 2: Nota unitaria Taranto OO.SS. -RSU 22 giugno 2015

Allegato 3: 25.06.2015 – La risposta del Sindaco di Taranto e la lettera alla Ministra

Notiziario n. 45 del 30 aprile 2015 –

L'amm. Donato Marzano, Cte Logistico della MM
L’amm. Donato Marzano, Cte Logistico della MM

Doveva essere un semplice “incontro conoscitivo” quello del Comandante Logistico della M.M., almeno così era stato presentato dalla SMM-1° Reparto in sede di convocazione della riunione di stamane. E, invece, dobbiamo dare atto all’amm. Donato Marzano, che da marzo scorso è il nuovo Comandante Logistico della MM in sostituzione dell’amm. S. Tortora,  dopo la formale presentazione di avvio, di essere andato subito alla sostanza dei problemi, in particolare quelli afferenti al riordino degli Arsenali e dei CC.TT.

Dopo aver brevemente illustrato i compiti assegnati al settore logistico della F.A e indicato le linee essenziali cui intende riferirsi lungo tutto il corso del suo incarico (maggiore efficienza a tutta l’organizzazione; massima trasparenza delle attività; grande attenzione per il personale di MM),  l’amm. Marzano ha affrontato la “questione Arsenali” , e cioè il riordino in attuazione dell’art. 2259-sexies introdotto dal D. Lgs. n.7/2014, informando le OO.SS., nell’occasione a tavolo unito, che il suo Comando è attualmente impegnato nella rivisitazione della configurazione organizzativa e nella definizione delle tabelle organiche degli Arsenali, anche parzializzate per i tre Stabilimenti (Taranto; La Spezia e Augusta), con alcune significative modifiche rispetto a quelle comunicate  inizialmente da SMM.  Questo lavoro sarà pronto presumibilmente entro il 20 maggio p.v.,  e a seguire si aprirà la fase di approfondimento anche attraverso i confronti con il Sindacato. Infine, l’amm. Marzano ha fatto un punto di situazione sui c.d. “piani Brin”, che presentano gravi ritardi nella ipotizzata tabella di marcia (più a La Spezia, rispetto a Taranto e Augusta) nel quadro di una situazione infrastrutturale complessiva che desta molta preoccupazione, ed ha evidenziato che occorrerebbero 108 mln. di euro circa per completarli.

E’ poi seguito il consueto giro di tavolo. Nel suo intervento, FLP DIFESA ha innanzitutto ricordato come,  nel corso del primo (e sinora unico) incontro nazionale che ha avviato la road map convenuta con il 1° Reparto di SMM sul riordino degli Arsenali, la nostra O.S. espresse un’ opinione critica sul progetto di riordino consegnato in quella sede alle OO.SS., che ripubblichiamo su questa pagina insieme con la nota successiva di MARISTAT. In quella circostanza, in merito al modello organizzativo disegnato nel documento (solo caselline vuote, senza contenuto in merito a pp.pp./incarichi), la nostra O.S. espresse l’avviso circa la genericità della configurazione tipo e degli organici, che sono riferiti solo ai numeri complessivi e senza alcun dettaglio relativo ai ruoli e agli incarichi del personale civile. E’ dunque chiaro che, sulla base delle comunicazioni dello SMM che appaiono allo stato solo delle buone e condivisibili intenzioni, non sia possibile esprimere alcuna valutazione di merito, né ritenere avviato in modo soddisfacente la prima tappa di questo importantissimo riordino” (si veda il Notiziario n. 118 del 13.11.2014). E’ del tutto evidente come sperassimo in una seconda riunione di livello nazionale, in cui fosse possibile scendere più nel dettaglio del modello organizzativo base dei futuri Arsenali e definirne meglio la “configurazione tipo” e gli “organici”,  in modo più rispettoso delle previsioni ex art. 1 D.Lgs. 7/2014 sugli impieghi civili che apparivano totalmente disattese. Ma oltre a sperarlo, pensavamo che una seconda riunione, con le finalità di cui sopra, agevolasse al massimo il percorso di riordino degli Arsenali MM  allo scopo, in linea con quanto avvenuto per il riordino dei Poli Esercito, di fissare configurazione base, organico e incarichi apicali  il che, proprio perché convenuto sul tavolo nazionale, costituisse punto di partenza condiviso in previsione del secondo e più importante passaggio, quello relativo ai tavoli locali di confronto con le Rappresentanze sindacali locali  e le RSU, chiamate a definire, negli aspetti più specifici, gli elementi di  organizzazione dei tre Arsenali.  E, invece, come noto, questo secondo tavolo alla fine non s’è fatto, e non lo si è fatto perché SMM ha considerato esaurito il confronto nazionale di avvio del percorso di riordino degli Arsenali MM, e questo anche per il sostanziale via libera espresso da altre sigle sindacali, circostanza questa ribadita anche nel corso della riunione odierna da parte di SMM presente all’incontro.

Come era facile immaginare, però, i confronti locali non hanno imboccato la strada immaginata da SMM.  Il primo (e per ora unico) confronto locale avviato, quello di Augusta, si è malamente interrotto subito, con una durissima presa di posizione unitaria delle RSU e di tutte le OO.SS. territoriali (che ripubblichiamo su questa pagina), che hanno respinto al mittente il progetto di riordino di quell’Arsenale in quanto appariva evidente, agli occhi di tutte le OO.SS./RSU,  quanto da noi più volte denunciato e cioè il tentativo di SMM di costruire le condizioni per l’affidamento a personale militare dei posti e degli incarichi più importanti,  soprattutto quelli che fanno riferimento alla parte lavorazioni, con la collocazione in posizione secondaria dei lavoratori civili.  E, verosimilmente, il brutto avvio di Augusta ha consigliato la F.A. a non dare il via agli altri due confronti locali (Taranto e La Spezia) e di rivedere il quadro generale, cosa che COM LOG sta ora facendo.  A nostro giudizio, appare di tutta evidenza la necessità di riprendere le fila sul livello nazionale sul progetto del modello arsenalizio base,  prima di dare il via agli imprescindibili  confronti locali e al solo scopo di rendere più agevole il lavoro di quei tavoli con riferimento alle specificità di ciascun Ente. Proprio per questo, FLP DIFESA ha chiesto che, una volta completato il lavoro di COM LOG, sia fissato con sollecitudine  un incontro di livello nazionale prima di dare il via ai confronti locali, posizione questa che è stata condivisa anche da altre sigle, e rispetto alla quale la F.A. si è riservata una risposta.

Nel suo intervento, FLP DIFESA ha anche  posto alcuni interrogativi di carattere più generale. In primis, quale sarà il veicolo normativo che recepirà il riordino degli arsenali: un Decreto Ministeriale,  come prevede il D.Lgs. n. 7/2014,  o invece più semplicemente un provvedimento del Capo SMM come previsto dallo schema di regolamento modificativo del TUOM  che è stato inviato alle OO.SS il 31 marzo u.s. (che ripubblichiamo su questa pagina), e rispetto al quale FLP DIFESA ha richiesto al Gabinetto un incontro (solo noi?).  In secondo luogo, la quantità di provvedimenti di riordino previsti dallo schema di regolamento modificativo sopra richiamato, che interessa tanti Enti della MM (Maricommi; Infermerie; Servizio Fari e segnalamenti; etc. etc.), il cui iter è stato avviato senza un incontro preliminare tecnico con SMM, e rispetto al quale abbiamo richiesto al Gabinetto un incontro (stessa domanda di prima: solo noi?).  E, soprattutto, le novità disegnate nel “Libro Bianco”, che prevedono l’affidamento di tutti i poli manutentivi al costituendo Comando Logistico della Difesa, e cioè a livello interforze, e “la possibilità che l’industria possa assorbire alcune strutture tecnico-industriali della Difesa e, grazie a specifiche norme, il relativo personale..” (testuale).  Dunque, un quadro di situazione nuovo, che pone molti interrogativi, che non potevano ovviamente trovare risposta su un tavolo tecnico quale quello di oggi con il Cte Log. Attendiamo dunque l’incontro richiesto al Gabinetto, sperando di non essere stata l’unica OS. a farlo.

Nell’incontro odierno si è anche discusso, come da noi richiesto con nota del 14 u.s. a SMM,  delle problematiche legate alla pulizia,  esplose in molti Enti MM (Roma, Ancona, etc.) ma in primis negli Arsenali di Taranto, Spezia e Augusta, e dovute al taglio nei finanziamenti operato da SMM con conseguenti vertenze da parte delle OO.SS. del personale delle ditte private.  A tal proposito, l’amm. Marzano ha assicurato che il problema è seguito con la massima attenzione da COM LOG. Per risolvere definitivamente il problema, occorrerebbero circa 5/600mila €, allo stato non disponibili. Pur tuttavia, con il prossimo assestamento di bilancio, dovrebbero essere rese disponibili somme importanti da destinare al reintegro dei fondi tagliati, ancorchè in misura ancora parziale.  Per chiudere sull’argomento, aggiungiamo che in data odierna si è tenuto  a Roma un incontro tra Amministrazione Difesa e le OO.SS. di categoria del personale delle imprese di pulizia, i cui esiti non ci sono allo stato ancora noti.

In conclusione, un incontro sicuramente positivo quello di oggi con il Comandante Logistico della MM,  che siamo sicuri è servito a chiarire le posizioni e che auspichiamo possa essere stato utile a rilanciare in modo positivo e  costruttivo il confronto con la F.A. sul riordino degli Arsenali.

Infine, informiamo i colleghi che siamo a conoscenza di una importante deliberazione della Corte dei Conti sugli esiti dell’indagine condotta da alcuni magistrati istruttori avente per oggetto: “Processi di razionalizzazione e valorizzazione degli arsenali militari gestiti dal M.D.”.  Ne riparleremo a breve. 

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 13.11.2014 – La proposta iniziale di SMM di riorganizzazione degli Arsenali MM

Allegato 2: 30.01.2015 – Nota SMM per riordino Arsenali MM

Allegato 3: Nota unitaria OO.SS.-RSU Arsenale MM Augusta

Allegato 4: Schema Regolamento modificativo TUOM inviato dal Gabinetto in data 31.03.2015

Notiziario n. 33 del 26 marzo 2015 –

La sen. Roberta Pinotti, Ministra della Difesa
La Ministra Roberta Pinotti a  Porta a Porta di Vespa

La sen. Roberta Pinotti ha festeggiato da poco il Suo primo compleanno da  Ministra della Difesa.   Un Ministero, il nostro,  da sempre complesso e complicato,  e che tale oggi ancor di più appare per l’ampliarsi e l’acuirsi dei teatri di crisi internazionale, che proprio per questo ha bisogno di  una guida esperta ed autorevole.  E la sen. Pinotti sembrava avere proprio il profilo giusto: più volte componente delle Commissioni Difesa di Camera e Senato, durante il Governo Letta è stata Sottosegretario alla Difesa con delega alle relazioni sindacali.  Un incarico durato solo 10 mesi (mag 2013/feb 2014),  ma in un periodo nodale  nella vita dell’AD,  durante il quale furono definiti i decreti attuativi della L. 244/2012.

In quella fase, dopo gli anni davvero bui nelle relazioni sindacali al tempo dei Ministri La Russa e Di Paola, il Sottosegretario Pinotti volle recuperare il confronto con le Parti sociali, e fu attraverso questo confronto che furono riscritte intere parti dei decreti attuativi.  Particolarmente importante appariva  il contenuto dell’art. 1,  comma 2-bis, let. e)  del D. Lgs. 28.10.2014, n.7,  che prevede l’“attribuzione di compiti e funzioni tecnico-amministrativi al personale civile di livello dirigenziale e non dirigenziale”,  che più oltre  rinvia al  “Regolamento”, previsto dallo stesso comma 2-bis, per la definizione dei “criteri” che assicurino l’attribuzione di quei compiti.  Appare evidente la centralità di questo passaggio, e la successiva nomina a Ministro della sen. Pinotti lo rendeva finalmente quasi a portata di mano.

Una speranza divenuta quasi certezza dopo la prima uscita da Ministro in Parlamento – 15 marzo 2014, Commissioni Difesa di Camera e Senato, illustrazione  linee programmatiche del Dicastero – nella quale la sen Pinotti pronunciò parole nuove,  mai sentite da altri Ministri,  nei confronti del lavoro civile.   Ne riportiamo alcuni passaggi all’attenzione dei colleghi: ”La Difesa ha bisogno di personale ancor più qualificato….  E mi riferisco, tra gli altri, al personale degli Stabilimenti, degli Arsenali e dei Centri di manutenzione,  il cui lavoro è cruciale per garantire l’efficienza dello Strumento Militare in un settore di “eccellenza” nazionale,  garantendo che venga assicurato il “travaso” di competenze tra “anziani” e “giovani”, per non disperderne il prezioso bagaglio professionale. …. In primo luogo, dobbiamo superare definitivamente quegli “steccati” che hanno circoscritto tradizionalmente i civili della Difesa a specifici compiti e funzioni, escludendoli da altre riservate di norma al personale militare. Con la ovvia eccezione dei compiti operativi, propri delle FF.AA., questo genere di differenziazione oggi non ha più alcun senso e, anzi, si tramuta in una penalizzazione per la stessa A.D. che, così facendo, rischia di sprecare l’opportunità di valorizzare le eccellenze sicuramente presenti anche tra il personale civile. In secondo luogo, dobbiamo sostenere adeguatamente questa trasformazione, assicurando ai civili una formazione costante e progressiva nell’arco della carriera…”. Parole sante e benedette, mai sentite in  passato.

E’ trascorso poco più di un anno da quel 15 marzo 2014.  E, nel mezzo, non è successo nulla: nonostante le richieste quasi ossessive della nostra O.S. sulla necessità di scrivere quel Regolamento,  non si  è fatto niente. E la gente se ne è accorta: vi invitiamo a leggere i risultati e a partecipare al sondaggio che abbiamo attivato sulla home page – parte alta sinistra – del nostro sito.  Forse ha pesato il fatto che FLP DIFESA è stata sinora sempre sola in questa richiesta (e anche in piazza). Anche per questo abbiamo letto con piacere la nota di CISL DIFESA inviata il 12 u.s. all’on. Rossi nel quale chiede di “riprendere il confronto di merito sul Regolamento” (a dire il vero, non ci eravamo accorti che il confronto era già cominciato…. quando?).  Va bene lo stesso, comunque.

   La questione va affrontata e subito, questo è certo, abbiamo perso già troppo tempo, occorre aprire subito il confronto di merito sul Regolamento e chiarirne preliminarmente  il quadro di fondo. Per questo, abbiamo scritto alla Ministra Pinotti  la nota qui allegata, che reca la richiesta di incontro.

Pubblichiamo, su questa stessa pagina,  una interrogazione del  M5S, attendiamo ora di conoscere le risposte della Ministra.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 26.03.15- la lettera di FLP DIFESA alla Ministra Pinotti

Allegato 2: 10.12.2014 il documento di FLP DIFESA con le proposte sulla c.d. civilizzazione

Allegato 3: 10.03.2015 – Interrogazione parlamentare del M5S sulle problematiche civili

riordino arsenali militari


Vertenza Taranto. Le OO.SS. territoriali e le RSU audite in Commissione Difesa della Camera. Attenzione sulle problematiche rappresentare, ora però servono i fatti

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