La Ministra Madia ad un incontro con le OO.SS. in Funzione Pubblica
Si riporta di seguito il testo del “comunicato stampa” della Confederazione relativo ai contenuti e alle risultanze dell’incontro di ieri in Funzione Pubblica che ha avuto per oggetto le problematiche legate al rinnovo dei contratti del P.I. per il periodo 2016-2018, entrate finalmente nell’agenda politica a seguito del pronunciamento di luglio 2015 della Corte Costituzionale in merito al ricorso proposto dalla FLP.
“La Confederazione CSE è stata convocata dal Ministro della Pubblica Amministrazione sulle tematiche riguardanti il rinnovo dei contratti pubblici. L’incontro si è svolto oggi in tarda mattinata ed è stato sostanzialmente deludente.
L’intendimento del Governo, a quanto si è potuto capire, è la stipula di un accordo politico prodromico all’apertura delle contrattazioni vere e proprie e per questo ha chiesto ai sindacati di illustrare le proprie richieste.
La CSE, pur riconoscendo la necessità di un accordo che disciplini, oltre agli stanziamenti per il rinnovo dei contratti, anche le possibili e indispensabili modifiche legislative, ha posto alcune questioni irrinunciabili:
Dopo sette anni di blocco contrattuale, condizione imprescindibile è l’aumento cospicuo degli stipendi tabellari. Le notizie circolate in questi giorni che vorrebbero gli aumenti concentrati sui salari di produttività o esclusivamente sui salari più bassi sarebbero, se confermate, inaccettabili. Per i redditi più bassi, inoltre, nessuno pensiad un effetto di sostituzione tra gli aumenti contrattuali e la decontribuzione fiscaledegli “80 euro”. Nessun sindacato degno di questo nome potrebbe firmare uncontratto che sterilizza l’aumento contrattuale sottraendo tutti o parte degli 80 euroche devono invece essere mantenuti. La CSE ha chiesto inoltre alla delegazionegovernativa se le cifre lette in questi giorni sono reali e dove sarebbero “appostate”, cioè in quali provvedimenti normativi e per quali anni;
La CSE ha chiesto il superamento delle rigidità della Legge Brunetta: in primis, il superamento delle fasce di premialità così come sono state concepite nel Decreto Legislativo 150/2009; in secundis, il superamento del vincolo di copertura dei posti in organico esclusivamente mediante concorsi esterni e la possibilità di supplire attraverso l’esperienza professionale alla mancanza del titolo di studio richiesto per l’accesso dall’esterno;
Infine, la CSE ha chiesto un ripensamento del rapporto tra legge e contratto, che vede oggi la prima prevalere in modo netto sul secondo. La CSE ha ricordato al Governo che con il rinnovo contrattuale entrerebbero in vigore ulteriori norme contenute nella Legge Brunetta che sottrarrebbero alla contrattazione altre materie, rendendo di fatto i contratti assolutamente residuali proprio sul rapporto di lavoro, che risulterebbe regolato in via esclusiva dalla legge. Allo stesso modo, non è possibile la continua incursione delle Leggi di Bilancio sui fondi di salario accessorio del pubblico impiego, continuamente decurtati. Per la CSE è imprescindibile il ristoro dei tagli effettuati daivari Governi proprio sui fondi di quella produttività che anche questo Governo afferma di voler valorizzare. Su questa materia, infine, la delegazione CSE ha avvertito ilGoverno di non essere disponibile a trattare un accordo che vale solo per alcunipezzi della pubblica amministrazione. In particolare, non è possibile immaginareaccordi contrattuali che si applicassero a tutti i comparti tranne che a quellodell’Istruzione della Ricerca, normati invece dalla Legge cosiddetta della buona scuola.
Al di là delle richieste elencate, la CSE ha ben chiarito al Governo di non essere disponibilea strumentalizzazioni in vista del referendum di domenica prossima e che pertanto, qualoradovesse emergere che quelle di questi giorni fossero riunioni ai soli fini mediatico-elettorali, larisposta non potrà che essere durissima.
Rispetto alle richieste puntuali poste, la delegazione governativa non è andata oltre una generica disponibilità a rivedere parti della Legge Brunetta. Nessuna risposta sulla quantità degli stanziamenti, nessuna risposta sulla veridicità degli 85 euro di aumento che sono circolati sui giornali e nelle dichiarazioni attribuite al Ministro Madia, nessuna indicazione sulle modalità di prosieguo degli incontri sindacali.
A questo punto la CSE, pur dichiarandosi disponibile a continuare il confronto, non può che ritenere l’incontro odierno più ancora che deludente, altamente inconcludente “
Come si evince chiaramente dal comunicato di CSE, sorge il sospetto che l’iniziativa del Governo nei fatti sia tutta fumo e niente arrosto, e che sia banalmente finalizzata solo ad ammorbidire i lavoratori pubblici alla vigilia dell’appuntamento elettorale di domenica prossima.
Ci chiediamo: ma il Governo che oggi lascia intendere di voler offrire 85 € di aumento contrattuale (medio, però!!!!) a regime è lo stesso che, solo un mese fa, adottava il DDL di bilancio 2017 prevedendo, all’art. 52, un “fondo per il pubblico impiego” che di fatto destinava ai contratti circa 700 milioni di €, comprensivi peraltro dei 300 già previsti dalla legge di stabilità 2016, che avrebbero prodotto aumenti contrattuali medi di 15/20 € ? Ed è lo stesso Governo che, a legge non ancora licenziata in via definitiva dal Parlamento (oggi il maxiemendamento è stato votato dalla Camera, manca ancora il passaggio al Senato), esprime alle OO.SS. i propri intendimenti di accrescere le risorse destinate ai rinnovi contrattuali ma non modifica neanche di una sola cifra le previsioni contenute nello stesso art. 52 con riferimento agli stanziamenti per il P.I. per l’anno 2018?
Si, è proprio lo stesso Governo, quello del duo delle meraviglie Renzi-Madia. E, se è così, non resta allora altro da pensare che lo stesso Governo, al pari di Paolo di Tarso, sia stato improvvisamente folgorato sulla via che porta a Damasco (pardon, sulla via che porta al referendum).
Ne seguiremo gli sviluppi, e come al solito ne riferiremo puntualmente ai lavoratori.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario n. 110 del 26 settembre 2016 –
Rino Di Meglio, Segretario Generale di CGS
Si riporta di seguito il testo del “comunicato stampa” della Confederazione Generale Sindacale diffuso in data 23 u.s., nel quale il Segretario Generale della CGS pone in particolare l’accento sulla necessità che, attraverso il nuovo contratto, si recuperino spazi ampi di contrattazione, oggi ridotti al lumicino dalle norme introdotte dal 2009 al 2011 dall’ex Ministro alla P.A., R. Brunetta.
“La strada che dovremo percorrere per arrivare al rinnovo del contratto del pubblico impiego, scaduto ormai da sei anni, si profila già tortuosa e in salita”. A dichiararlo è Rino Di Meglio, Segretario Generale della CGS, che individua i due ostacoli maggiori nell’esiguità dei fondi messi a disposizione dal Governo e nell’indeterminatezza degli ambiti di contrattazione.
“Le risorse stanziate finora, appena 300 milioni di euro per tutti i comparti del pubblico impiego, – spiega il segretario generale della CGS – sono insufficienti persino per risarcire i dipendenti pubblici della mancata applicazione dell’IPCA (Indice dei prezzi al consumo armonizzato per i Paesi dell’Unione Europea), cioè circa 130 euro netti pro capite.
Inoltre, a causa di una normativa che ha provocato continue incursioni legislative, manca del tutto la preliminare e fondamentale certezza del diritto su quali siano gli ambiti riservati alla contrattazione”.
Per creare le condizioni che rendano possibile l’apertura del tavolo negoziale, quindi, secondo Di Meglio “occorre modificare la legge Brunetta e ripristinare il valore della contrattazione e della rappresentanza dei lavoratori. Contratti a costo zero, o con scarsi soldi solo per pochi, non sono la soluzione dei problemi del pubblico impiego. La dignità del lavoro non è in svendita e il nostro impegno è di tutelarla in tutte le sedi”.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario n. 75 del 16 giugno 2016 –
La Ministra Madia: chissà cosa pensa, se pensa…
Si riporta di seguito il testo integrale del Notiziario n. 24 di oggi dalla Segreteria Generale FLP con il quale la nostra Federazione dà notizia del Rapporto della Corte dei Conti sul lavoro Pubblico.
” E’ passato ormai un anno dalla storica sentenza della Consulta che, pronunciandosi sul ricorso della FLP, ha dichiarato incostituzionale il blocco per legge dei contratti dei lavoratori pubblici. Nonostante questo, il Governo conferma la sua posizione di chiusura, inscenando l’ennesima melina e cercando di dividere il fronte dei lavoratori.
Non avendo infatti più l’alibi della mancata definizione dei nuovi comparti di contrattazione, definiti il 4 aprile all’ARAN, e non ancora operativi per i ritardi del Governo nell’autorizzarne la sottoscrizione definitiva, la Ministra Madia ora preannuncia l’adozione di un atto di indirizzo mirato a rinnovare i contratti solo ad una parte dei lavoratori, quelli “più poveri”, come se vi fossero lavoratori pubblici ricchi o abbienti… Forse si confonde con gli stipendi dei Boiardi di stato o con quelli dei dirigenti generali, che la cattiva politica sforna ad ogni piè sospinto, per accontentare le proprie clientele e mantenere il dominio sulle strutture pubbliche.
Una dichiarazione oggettivamente priva di senso, quasi offensiva, che cerca di giustificare l’irrisorio stanziamento nella legge di stabilità 2016 che, come abbiamo detto più volte, è una posta quasi fittizia, strumento elusivo della sentenza della Corte Costituzionale. Nessun sindacato, anche quello più accondiscendente, potrà firmare un contratto a costo zero dopo anni di blocco e con stipendi falcidiati dall’aumento del costo della vita.
Eppure sui guasti del reiterato blocco dei contratti e su come i lavoratori della pubblica amministrazione italiana abbiano pagato da soli il peso del taglio della spesa pubblica si è pronunciata la stessa Corte di Conti con il rapporto sul lavoro pubblico, presentato al Paese nei giorni scorsi, e su cui poca pubblicità è stata data, guardo caso, dai mass media. Uno studio che smonta tutte le teorie sull’alto numero dei lavoratori pubblici in Italia (il rapporto è tra i più bassi dei paesi industrializzati), sul costo del nostro lavoro pubblico (inferiore anche in questo caso a tutti i principali paesi europei), sui diversi livelli retributivi e sul rapporto tra stipendi pubblici e privati (ormai invece assolutamente in linea). Che denuncia anche gli scarsi investimenti sul personale, la mancata formazione, il disconoscimento del merito e del diritto alla carriera.
Un rapporto, questo della Corte dei Conti, che indubbiamente dà ancora più forza alla nostra iniziativa, assunta come è noto all’interno della Confederazione CGS, di portare il Governo di fronte alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo con il ricorso a cui hanno aderito decine di migliaia di lavoratori pubblici, per vedere condannato il comportamento del Governo, indennizzati i danni economici pregressi, avviata finalmente una vera contrattazione e non una mistificazione della stessa.
La nostra azione quindi prosegue con maggiore convinzione e forza, ad ogni livello – politico – giurisdizionale – di mobilitazione, per far cessare questa odiosa discriminazione.
LA SEGRETERIA GENERALE FLP “
Pubblichiamo su questa stessa pagina, per i colleghi interessati, la relazione annuale della Corte dei Conti (allegato 1) un articolo di qualche giorno fa de IL MESSAGGERO sul rinnovo contrattuale (allegato 2), e una mozione presentata da parlamentari di FdI-AN (primo firmatario l’on. W. Rizzetto) sullo stesso argomento, che fa riferimento anche alla nostra iniziativa ricorsuale alla CEDU.
Renzi & Madia: ed hanno pure il coraggio di sorridere….
Si riporta di seguito il testo integrale del Notiziario n. 22 diffuso in data odierna dalla Segreteria Generale FLP con il quale la nostra Federazione dà notizia degli intendimenti della premiata ditta Matteo Renzi & Marianna Madia, preannunciati dalla stampa, in merito al rinnovo dei contratti del P.I.
” Da notizie in nostro possesso, confermate dal Giornale “Il Messaggero” in edicola oggi, solitamente ben informato sulle dinamiche interne a Palazzo Vidoni, il Governo avrebbe ormai ultimato la scrittura dell’atto di indirizzo all’ARAN, in vista dell’apertura delle trattative dei rinnovi contrattuali fermi come è noto da ben 7 anni.
Ebbene le linee ispiratrici sarebbero queste:
le cifre stanziate sono assolutamente irrisorie (300 milioni per 3.5000.000 di lavoratori) e allora che si fa… si decide di destinare gli aumenti contrattuali solo ad una parte dei lavoratori, perché gli altri, si sa, sono ricchi con stipendi di 1.300 euro;
la produttività va pagata solo a pochi, inserendo nei contratti le odiose fasce volute da Brunetta, per cui a buona parte dei lavoratori e delle lavoratrici (il 50% ) andrebbe automaticamente un salario accessorio dimezzato rispetto ad oggi e ad un restante 25% dei lavoratori un bel niente…
Ovviamente questo ricco contratto decorrerebbe dal 2016 perché del 2015, nonostante la sentenza della Corte Costituzionale, il Governo Renzi non ne vuole proprio sentir parlare…
Ecco questo è il menù che stanno predisponendo ai nostri danni…
A questa sciagurata ipotesi come FLP ci contrapporremo con forza :
sul piano contrattuale come Confederazione CGS con la presentazione della piattaforma contrattuale che riprende e rafforza quella già presentata negli anni scorsi come FLP a Governo ed Aran, chiamando le altre OO.SS a forme di lotte adeguate e non come sta avvenendo a scioperi di facciata;
sul piano giurisdizionale con il ricorso alla Corte Europea per i diritti dell’uomo (ricorsocgs.it), a cui hanno aderito già circa 30.000 lavoratori e con il quale chiediamo un indennizzo pari almeno a 4.000 euro per il pregresso e la condanna del Governo ad aprire con immediatezza le trattative per un reale rinnovo contrattuale
LA SEGRETERIA GENERALE FLP “
Pubblichiamo su questa stessa pagina l’articolo de IL Messaggero di ieri
Si riporta di seguito il testo del Notiziario n. 20 del 13 aprile 2016 con il quale la nostra Federazione dà conto ai colleghi delle ulteriori brutte notizie che vengono ai lavoratori pubblici dalle previsioni del Documento Economico Finanziario (DEF) adottato dal Governo qualche giorno fa.
“Dal testo del DEF (Documento Economico Finanziario) approvato dal Consiglio dei Ministri l’ 8 di aprile emergono ulteriori brutte notizie per il lavoro pubblico.
Non è previsto infatti alcun ulteriore stanziamento rispetto all’elemosina dei 5 euro previsti nella Legge di stabilità per il periodo 2016/2018, ma solamente la previsione della vacanza di indennità contrattuale a partire dal 2019 e l’ipotesi di pochi spiccioli per il triennio 2019/2022 pari guarda caso proprio a 5 euro.
Alla faccia delle affermazioni che con la definizione dei nuovi comparti contrattuali il Governo avrebbe avviato il rinnovo dei contratti.
Una nuova provocazione del Governo che non solo elude la Sentenza della Corte Costituzionale, ma continua a perseguire la politica di impoverimento dei lavoratori pubblici imponendo nuovi inaccettabili tagli al salario accessorio e l’inasprimento del turn over.
Non solo continua il blocco dei contratti, ma sono ora a rischio anche i contratti integrativi ed il salario aziendale.
Una ragione di più per dare finalmente senso e corpo ad una forte mobilitazione unitaria del lavoro pubblico che si opponga con decisione alle politiche punitive del Governo e per ricorrere tutti, con l’ importante e strategica iniziativa della CGS, alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per vederci riconosciuti gli arretrati ed il diritto ad un contratto dignitoso “.
A tal riguardo, riportiamo anche di seguito il “Comunicato n. 6” diffuso da CGS in data 12 u.s.
“Dopo la firma del CCNQ per la definizione dei comparti, i sindacati confederali avevano esultato “..il governo non ha più scuse per il rinnovo dei contratti dei pubblici dipendenti …”.
Ne hanno dato notizia anche i media, precisando che restano confermate da parte del governo le somme stanziate per il rinnovo dei contratti (cinque euro) E CHE NON CI SARANNO ULTERIORI RISORSE AGGIUNTIVE.
Addirittura potete vedere che le risorse ipotizzate anche per il successivo triennio (2019-2021) sono pari sempre a 300 milioni di euro, il che significa sempre e solo cinque euro fino al 2021.
Tutti in coro, appassionatamente, GLI ALTRI SINDACATI, puntando sul rinnovo dei contratti avevano bollato come “NON S’HA DA FARE!”, il ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, promosso dalla CGS, che ora più che mai, a nostro avviso, rimane l’unico strumento per cercare di ricevere un risarcimento per tutti i mancati rinnovi del nostro contratto dal 2010 ad oggi.
Noi ve lo proponiamo poi, chiaramente, ognuno è libero di sentire la “seduzione delle sirene” o agire per conto proprio “
In allegato, il testo della bozza del DEF 2016 entrata in Consiglio dei Ministri e due interessanti articoli, il primo su IL MESSAGGERO e il secondo su IL FATTO QUOTIDIANO, entrambi pubblicati in data 12 aprile u.s.
Notiziario n. 137 del 29.11.2016 – Si riporta di seguito il testo del “comunicato stampa” della Confederazione relativo ai contenuti e alle risultanze dell’incontro di ieri in Funzione Pubblica che ha avuto per oggetto le problematiche legate al rinnovo dei contratti del P.I. per il periodo 2016-2018, entrate finalmente nell’agenda politica a seguito del pronunciamento […]
Notiziario n. 110 del 26 settembre 2016 – Si riporta di seguito il testo del “comunicato stampa” della Confederazione Generale Sindacale diffuso in data 23 u.s., nel quale il Segretario Generale della CGS pone in particolare l’accento sulla necessità che, attraverso il nuovo contratto, si recuperino spazi ampi di contrattazione, oggi ridotti al lumicino dalle […]
Notiziario n. 75 del 16 giugno 2016 – Si riporta di seguito il testo integrale del Notiziario n. 24 di oggi dalla Segreteria Generale FLP con il quale la nostra Federazione dà notizia del Rapporto della Corte dei Conti sul lavoro Pubblico. ” E’ passato ormai un anno dalla storica sentenza della Consulta che, pronunciandosi […]
Notiziario n. 62 del 17 maggio 2016 – Si riporta di seguito il testo integrale del Notiziario n. 22 diffuso in data odierna dalla Segreteria Generale FLP con il quale la nostra Federazione dà notizia degli intendimenti della premiata ditta Matteo Renzi & Marianna Madia, preannunciati dalla stampa, in merito al rinnovo dei contratti del […]
Notiziario n 44 del 15 aprile 2016 – Si riporta di seguito il testo del Notiziario n. 20 del 13 aprile 2016 con il quale la nostra Federazione dà conto ai colleghi delle ulteriori brutte notizie che vengono ai lavoratori pubblici dalle previsioni del Documento Economico Finanziario (DEF) adottato dal Governo qualche giorno fa. “Dal […]