Notiziario FLP Difesa n. 82 del 26 novembre 2021 –
Pubblichiamo di seguito il Notiziario FLP n. 69 del 25 novembre 2021, che fa il punto di situazione delle trattative in corso all’ARAN per il rinnovo del CCNL del Comparto Funzioni Centrali:
Nonostante il forte impegno di questi mesi della FLP, sia sul tavolo Aran che a livello politico, e le proposte che continuiamo a fare in ogni sede, gli aspetti al momento potenzialmente positivi, e conseguentemente rispondenti alle aspettative del personale, (possibilità di definire finalmente un nuovo ordinamento professionale, svuotamento dell’attuale prima area, riconoscimento delle funzioni svolte e inquadramento nell’Area superiore, creazione effettiva dell’Area delle elevate professionalità, miglioramento delle attuali progressioni economiche, regole a regime per lavoro agile e lavoro da remoto), sono in questa fase del negoziato in gran parte ancora da definire in modo soddisfacente e anzi le proposte dell’Aran vanno purtroppo nella direzione opposta a quella da noi auspicata.
Infatti :
- restano insufficienti le risorse economiche per gli aumenti stipendiali che mediamente non supereranno a regime e per i tre anni di vigenza contrattuale i 50 euro mensili, a fronte di un gap salariale che in questo decennio è fortemente aumentato per il blocco decennale dei contratti e che diventa ancora più irrisorio per effetto della ripresa dell’inflazione;
- è totalmente inadeguata la misura ideata per il superamento dei tetti ai Fondi risorse delle Amministrazioni tramite la previsione di uno stanziamento di 200 milioni con la legge di bilancio 2022. Praticamente, invece di sbloccare risorse in gran parte già presenti nei bilanci delle amministrazioni (e quindi a costo zero per le casse dello Stato) viene creato un “tetto sui tetti” ripristinando, con una nuova norma, il tetto che era stata abolito con il D.L. 80/21 a seguito di una forte iniziativa sindacale. Questo in pratica significa che la presunta maggiore operatività e fattibilità del sistema proposto da Aran è solo un mero esercizio teorico;
- non si affronta pienamente il tema della perequazione delle indennità di Amministrazione ignorando gli effetti della legge di bilancio 2020 che stanziava a tale fine 72 milioni di euro;
- viene proposto un ordinamento professionale che rischia di ingessare la stragrande maggioranza del personale del comparto nelle attuali Aree, nonostante la norma oggi preveda la possibilità di un reinquadramento verticale del personale tra le diverse Aree in sede di prima applicazione del nuovo ordinamento professionale;
- vengono rese ancora più difficoltose le progressioni economiche all’interno delle Aree, con l’azzeramento delle fasce retributive conseguite in questi anni a seguito delle progressioni economiche o delle assunzioni nei livelli intermedi delle attuali seconda e terza Aree; inoltre, nelle nuove progressioni economiche diventerebbe preponderante il peso della valutazione del dirigente rispetto a titoli oggettivi come anzianità di servizio e titoli di studio;
- viene istituita, solo sulla carta, l’Area delle elevate professionalità, riservandola unicamente alle future nuove assunzioni, in spregio alle decine di migliaia di funzionari che in questi anni si sono assunti notevoli responsabilità e hanno garantito il coordinamento e la direzione di tanti Uffici;
- verrebbero confermate le misure punitive sul diritto alla salute e alle cure con il mantenimento della decurtazione delle indennità di amministrazione in caso di malattia e il contingentamento su base oraria, come permessi, delle visite mediche specialistiche e gli accertamenti diagnostici, nonostante la pandemia abbia dimostrato in modo drammatico come la salute sia un bene inalienabile tutelato dalla Costituzione e non possa essere oggetto di risparmi sulla pelle delle lavoratrici e dei lavoratori;
- viene proposta una regolamentazione contrattuale del lavoro agile e del lavoro da remoto sostanzialmente disincentivante a dispetto di una modalità lavorativa che invece dovrebbe essere implementata per le sue caratteristiche di innovazione, modernizzazione dei processi e delle Amministrazioni e come strumento di migliore conciliazione vita-lavoro.
- nessuna modifica viene prevista rispetto all’attuale sistema delle relazioni sindacali e della partecipazione, ad oggi assolutamente insufficiente, che mette all’angolo le Organizzazioni sindacali, svuota di ogni ruolo le RSU, e lascia mano libera alle Amministrazioni su tutti gli atti e le iniziative che i hanno un diretto rapporto con l’organizzazione degli Uffici, i carichi di lavoro, la tutela professionale, il benessere lavorativo.
A questo quadro si aggiunge la difficile situazione che si sta vivendo negli Uffici a seguito della scellerata decisione di Brunetta del rientro generalizzato del personale in presenza, in una fase in cui l’emergenza sanitaria sta ormai, purtroppo, riprendendo i connotati di gravità dell’inverno scorso, con forti rischi sulla salute del personale, e un disegno di legge di bilancio in queste ore in discussione al Senato che interviene pesantemente sulle pensioni, non confermando quota 100, e non fornendo adeguate risposte sui temi caldi del lavoro pubblico, stanziando somme irrisorie anche per il prossimo rinnovo contrattuale, sottodimensionando gli stanziamenti necessari per rifinanziare i Fondi risorse decentrate e il nuovo ordinamento professionale.
Sulla base di queste considerazioni, e ritenuto che in questi giorni si gioca la partita decisiva per imprimere una svolta al negoziato per il rinnovo del CCNL, la Segreteria Generale FLP, nella riunione del 22 novembre, ha deciso di proseguire l’azione politica di questi mesi intervenendo presso i Gruppi parlamentari del Senato per modificare gli aspetti che riteniamo più penalizzanti per il lavoro pubblico della legge di bilancio 2022, attraverso specifici emendamenti che abbiamo predisposto in queste ore mirati a incrementare le somme esigue previste per il nuovo ordinamento professionale, a modificare la norma che di fatto ripristina un tetto al superamento dei tetti ai Fondi risorse decentrate, a prevedere adeguate risorse (oggi è finanziata solo l’indennità di Vacanza Contrattuale) per il rinnovo dei contratti 2022/2024.
Questo allo scopo di dare al rinnovo contrattuale in corso adeguate risorse economiche capaci di dare piena attuazione al nuovo ordinamento professionale, scongiurando l’ipotesi di una firma al ribasso di un contratto che si limiterebbe al massimo ad enunciare buoni propositi non realizzabili in sede di contrattazione integrativa.
Ma è di tutta evidenza che, al di là dell’esito delle necessarie e auspicate modifiche normative, permangono numerosi nodi da sciogliere che restano nella piena disponibilità delle parti negoziali e su cui sia l’Aran che le altre Organizzazioni sindacali presenti al tavolo, debbono pronunciarsi senza alcun alibi.
Subito dopo la riunione in Aran prevista per lunedì 29 novembre, sulla scorta del quadro che si andrà sempre più delineando, anche con riferimento all’andamento dei lavori parlamentari sulla sessione della legge di bilancio, faremo un ulteriore valutazione dello stato dell’arte e decideremo le conseguenti iniziative di sensibilizzazione e di mobilitazione del personale.
Facendo in modo che le lavoratrici ed i lavoratori del comparto possano pronunciarsi e dire la loro sulle diverse questioni e che soprattutto la loro voce conti sull’esito dello stesso.
A tal fine è stato convocato il Comitato Direttivo nazionale della nostra Federazione per il 2 dicembre prossimo.
La Segreteria generale
Molte delle questioni rappresentate rivestono notevole importanza per i colleghi della Difesa, che, dopo il decennio di sospensione del rinnovo contrattuale, e dopo aver subito tutte le negative ricadute del CCNL attualmente vigente, hanno riposto molte aspettative sul rinnovo contrattuale in discussione, sia sul piano giuridico che su quello economico, anche considerando che il personale civile della Difesa rientra a pieno titolo fra le Cenerentole dei Ministeri. Restiamo dunque in attesa degli imminenti sviluppi, sui quali vi terremo aggiornati.
Cordialissimi saluti
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario FLP Difesa n. 61 del 10 settembre 2021 –
Pubblichiamo di seguito il notiziario FLP n. 45 del 9 settembre 2021, che riferisce dei contenuti della riunione all’ARAN tra OO.SS. e Funzione Pubblica nel corso della quale si è sviluppato il confronto in materia di riforma dell’Ordinamento Professionale:
Si è tenuta nel pomeriggio di oggi, come previsto, una nuova riunione in Aran nell’ambito del negoziato per il rinnovo del CCNL delle Funzioni Centrali.
Il confronto ha riguardato, nel merito, il nuovo ordinamento professionale sulla base di una bozza fatta pervenire dall’Aran nella serata di ieri.
Il documento oggetto di esame nella riunione non è al momento completo in quanto manca di una serie di aspetti, ovviamente decisivi, quali quelli della definizione del numero e dei livelli retributivi delle nuove fasce economiche all’interno delle Aree (ora rinominati differenziali economici), delle tabelle di equiparazione tra vecchie e nuove Aree, necessarie a dare applicazione a quanto previsto dal DL 80/2021 in materia di reinquadramento del personale nel passaggio tra vecchio e nuovo ordinamento, e dell’inserimento all’interno del CCNL dei passaggi tra le Aree, ora possibili a regime, come parte integrante del nuovo ordinamento professionale. In tale ambito riveste un’importanza certamente non secondaria la declinazione per via contrattuale della norma che prevede il superamento dei tetti dei Fondi Risorse Decentrate disponibili per la contrattazione integrativa.
Per quanto concerne invece l’impianto della proposta Aran nella parte già definita, nel dare atto all’organismo negoziale di parte pubblica di aver presentato un documento che costituisce un primo momento per affrontare finalmente nel dettaglio le varie questioni, abbiamo però manifestato numerose perplessità sui suoi contenuti, in particolare sulla parte relativa alle progressioni economiche e ai requisiti di accesso alla nuova Area delle elevate professionalità.
Sulle progressioni economiche (differenziali stipendiali) non condividiamo che l’unico criterio per la loro attribuzione debba essere la valutazione della performance individuale nel triennio precedente. In questo modo si peggiorano in modo significativo le previsioni contrattuali vigenti, rendendo tali procedure del tutto assimilabili alla cosiddetta procedura di metodo comparativo prevista dalla norma per i passaggi tra le Aree (che noi tra l’altro vogliamo definire e chiarire in sede negoziale nell’ambito del rinnovo del CCNL).
Così come non condividiamo l’idea di escludere dalle procedure il personale che nell’ultimo triennio ha subito un provvedimento disciplinare, anche di lieve entità, senza distinguere i diversi livelli di sanzione erogata.
I sistemi di valutazione vigenti sono stati adottati in via unilaterale, senza alcun reale confronto con le rappresentanze dei lavoratori, nella gran parte dei casi si fondono su valutazioni soggettive e spesso arbitrarie, del tutto scevre dal contributo lavorativo reale dato dalle lavoratrici e dai lavoratori, non danno alcuna garanzia di poter riconoscere efficacemente l’esperienza professionale acquisita che è una delle condizioni, a nostro parere, per accedere alle dinamiche salariali e ai cosiddetti differenziali stipendiali.
La proposta contenuta nella bozza Aran di prevedere in sede di contrattazione integrativa un differenziale di incremento della valutazione per coloro che per un certo numero di anni non ha ottenuto incrementi stipendiali di per se non garantisce tale dinamica retributiva, essendo ancorata alle risorse certe e stabili disponibili in ogni singola Amministrazione (e sappiamo che la situazione è molto differenziata e comunque le risorse sono esigue), al numero di posizioni rese disponibili, alla stessa percentuale di incremento che, dovendo essere definita congiuntamente con le Amministrazioni, potrebbe, in caso di posizioni rigide o chiusura delle controparti, essere del tutto inesigibile.
Tra l’altro la norma contrattuale proposta svuota in gran parte gli ambiti e le prerogative della contrattazione integrativa limitandone il ruolo unicamente all’individuazione delle posizioni attribuibili e dell’eventuale incremento di punteggio per chi non si vede attribuire i differenziali stipendiali.
Insomma l’impressione è che alla fine la proposta Aran tenda a circoscrivere l’istituto limitandone la portata essenzialmente alle scelte che i singoli dirigenti effettueranno in sede di valutazione. Appare inoltre necessario meglio definire quello che nel documento Aran viene presentato come salario di professionalità che, all’interno della nuova busta paga, verrebbe attribuito ad personam per riconoscere l’attuale livello retributivo conseguito dal personale negli anni per l’avvenuto inquadramento nelle diverse fase retributive oggi presenti all’interno delle Aree a seguito delle progressioni economiche effettuate. Questo porterebbe ad un azzeramento della fascia economica conseguita negli anni e ad una norma di primo inquadramento che di fatto retrocederebbe il personale tutto alla posizione iniziale dell’Area.
Sulla definizione delle nuove Aree, pur prendendo atto dell’istituzione di quella delle elevate professionalità, che riteniamo un punto qualificante per riconoscere le professionalità presenti nelle nostre Amministrazioni, continuiamo a manifestare contrarietà per la previsione del mantenimento di una Prima Area, denominata degli Operatori, che non la riteniamo coerente con le dinamiche organizzative di questi anni e sostanzialmente ancorata ad una visione del lavoro arcaica basata sull’eccessiva manualizzazione e su attività ormai non più in essere nelle nostre Amministrazioni.
Quando abbiamo definito la nostra piattaforma contrattuale, e conseguentemente lavorato in questi mesi per ottenere modifiche normative capaci di riconoscere le professionalità presenti e rimuovere le ingessature e gli ostacoli al riconoscimento del diritto alla carriera anche nei settori del lavoro pubblico, non intendevamo certo allungare gli attuali livelli di gerarchizzazione, limitarci a fotografare la situazione attuale o creare unicamente una ulteriore nuova Area di nicchia, per pochi, da riempire negli anni a venire con le nuove assunzioni. Ecco perché ci battiamo per la definizione di Aree che al loro interno in sede di primo inquadramento riconoscano, anche in deroga al titolo di studio per l’accesso dall’esterno, le professionalità conseguite nello svolgimento di attività che non possono essere cristallizzate nuovamente al ribasso nelle “nuove “Aree.
L’Area delle elevate professionalità, pur essendo a differenza delle altre comunque soggetta anche in sede di primo inquadramento al vincolo normativo del possesso del titolo di studio previsto per l’accesso dall’esterno, in sede di definizione della declaratoria e della relativa tabella di equiparazione (che per noi andrà fatta ovviamente anche per quest’Area) dovrà riconoscere in modo significativo, e coerente, le diverse competenze acquisite e le attività svolte (non per intenderci limitarsi ad una mera sanatoria delle posizioni di responsabilità attribuite spesso in modo unilaterale dalle Amministrazioni).
Il confronto con l’Aran proseguirà in una prossima riunione, già fissata per il 15 settembre, che avrà però all’odg il lavoro agile.
La Segreteria Generale
Dunque, in assenza di una tabella di corrispondenza fra i vecchi e i nuovi profili, non si può formulare una valutazione compiuta in merito ad una proposta non esauriente da parte dell’ARAN.
Non sfugge tuttavia l’importanza di arrivare ad un testo chiaro ed esaustivo, che risponda alle aspettative di tutto il personale in servizio, ivi ovviamente compreso quello della Difesa. Né può sfuggire in particolare che è questa la sede giusta per dare soluzione alla vexata quaestio del personale di 1^ Area: una questione di tale rilevanza nella Difesa al punto che nell’Accordo Nazionale sul FRD 2021, è stato finalmente introdotto per i nostri colleghi di 1^ area un incentivo, almeno economico, come la “Maggiorazione della Performance Organizzativa per la 1^ area”, per cui FLP Difesa da anni si è battuta non firmando i precedenti accordi, che ancora non la prevedevano.
Ci aggiorniamo, cordialissimi saluti.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario FLP Difesa n. 39 del 07.06.2021 –
Si riporta, di seguito, il testo del notiziario n. 30 del 04 giugno 2021 della Segreteria Generale della FLP, relativo agli sviluppi della trattativa nazionale sul rinnovo del CCNL del Comparto Funzioni Centrali:
Si è tenuta ieri la terza riunione in Aran per il rinnovo del CCNL delle Funzioni Centrali.
Nei giorni immediatamente precedenti la riunione, l’Aran ha inviato una bozza di primo documento relativo a quattro macro aree (relazioni sindacali, normativa, ordinamento professionale e lavoro agile), che costituisce solo una bozza semplificata di proposta, molto limitata, e che non tiene conto delle diverse osservazioni formulate nelle prime due riunioni dalle OO.SS.
Gran parte delle OO.SS. nei loro interventi si sono soffermate essenzialmente su una questione di metodo chiedendo di definire un calendario che permetta di affrontare volta per volta i macro argomenti al centro del rinnovo contrattuale, e che di fatto sono quelli indicati nel documento Aran con l’aggiunta, certamente non secondaria per noi, della parte relativa ai benefici economici e al loro utilizzo.
Come FLP, pur considerando importante definire un metodo di lavoro che permetta di affrontare compiutamente le singole materie, abbiamo posto comunque da subito le questioni per noi dirimenti e che non trovano al momento alcun accoglimento nelle bozze di lavoro Aran, predisposte sulla base dell’atto di indirizzo del Governo. A nostro parere, lo ribadiamo ancora una volta, non basta una mera manutenzione degli istituti normativi del CCNL 2016/2018, ma è necessaria una loro completa riscrittura, così come è necessario ripensare in modo radicale l’Ordinamento professionale e la rivisitazione del sistema di relazioni sindacali, materie fondamentali sulle quali non ci si può limitare a piccoli aggiustamenti, assolutamente inefficaci a cambiare volto all’attuale quadro contrattuale frutto di un decennio di blocco e di un contratto al ribasso come quello precedente. E la regolamentazione pattizia del lavoro agile deve recuperare tutte le criticità manifestatesi nel periodo emergenziale in materia di buoni pasto, di ristori economici, di dotazioni informatiche e dare piena dignità professionale a questa importante modalità di svolgimento della prestazione lavorativa.
Insomma, darsi un metodo e un calendario di lavoro aiuta a ordinare i percorsi, a sviscerare le questioni e a dare sistematicità agli argomenti, ma ovviamente non basta a rimuovere gli ostacoli che si frappongono e che permangono, che necessitano di una forte iniziativa politica nei confronti del Governo per rimuovere i vincoli normativi e modificare l’Atto di indirizzo.
La riunione è stata quindi aggiornata ad una prossima convocazione che si dovrebbe tenere entro una quindicina di giorni e avere all’o.d.g. il lavoro agile e/o il nuovo ordinamento professionale.
La Segreteria Generale FLP
Condividiamo appieno la linea sostenuta da FLP, e la necessità che il rinnovo contrattuale non sia una mera veloce operazione elettorale, come accaduto con il precedente contratto, ma l’occasione per sanare le lacerazioni che il precedente CCNL ha introdotto, per adeguare l’ordinamento professionale, per dare definitiva disciplina al Lavoro Agile non più emergenziale, e, non ultimo, per dare corso senza indugi al rinnovo della parte economica.
Cordialissimi saluti.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario FLP Difesa 22 del 23 marzo 2021 –
Pubblichiamo di seguito il notiziario FLP n. 17 del 20 marzo 2021, che fa il punto di situazione e presenta le sue proposte sui temi della riforma della P.A. e dei rinnovi contrattuali:
Sono bastati pochi giorni e, come prevedevamo, inizia a prendere corpo e consistenza tutta l’ambiguità del cosiddetto “Patto per il lavoro pubblico” siglato da cgil, cisl e uil con Brunetta. Che, portato a “casa” il risultato da lui auspicato, (è proprio il caso di dire così, dopo l’annuncio che la storica intesa era stata raggiunta nella sua residenza, tra un manicaretto e l’altro, cucinato generosamente con le proprie mani, e consumato con i segretari generali di cgil, cisl e uil, dando vita ad una nuova formula negoziale definibile dal “piatto al patto”) ha iniziato a enunciare nel dettaglio le sue proposte in materia di lavoro pubblico e di rinnovo dei contratti.
Piano straordinario di assunzioni per rafforzare gli organici delle Pubbliche amministrazioni dopo anni di blocco delle assunzioni? Non proprio, bensì l’assunzione mirata di specifiche professionalità, con contratti a tempo determinato, da scegliere come si fa con le “migliori ciliegie sugli alberi” (ancora una citazione gastronomica).
Verificheremo nei fatti queste affermazioni, ma la sensazione è che si voglia bypassare la questione della carenza di organici e privilegiare, invece, poche migliaia di assunzioni, a chiamata sostanzialmente diretta. Inoltre Brunetta ha chiarito che siccome ci sono tanti soldi per rinnovare i contratti (sic), queste risorse debbono essere indirizzate in gran parte su istituti da lui già proposti negli anni scorsi e che, in mancanza di un quadro organico e condiviso, sono miseramente falliti e, aggiungiamo noi, hanno aumentato divisioni, inefficienze e peggiorato il clima interno nelle Amministrazioni. Ci riferiamo in particolare al “bonus per le eccellenze” da lui rilanciato e alle somme da destinare genericamente ai progetti di innovazione. In buona sostanza gli 80 euro lordi medi a regime (50 euro netti) per Brunetta (e per chi ha avallato le sue proposte) non vanno in busta paga, ma buona parte di essi dovrebbero essere destinati solo a pochi, ai cosiddetti “eccellenti”, valutati dagli stessi che in questi anni hanno fatto fallire tutti i sistemi di valutazione nelle nostre Amministrazioni.
Niente sul nuovo ordinamento (le risorse aggiuntive non ci sono e si promette che verranno parzialmente inserite solo nella legge di bilancio 2022), e nessun dietrofront sulle norme penalizzanti in materia di diritti e tutela della salute (tassa sulla salute, permessi contingentati per visite mediche specialistiche e accertamenti diagnostici, etc).
Insomma il quadro di riferimento non è per niente rassicurante, e per rimandare al mittente la cambiale in bianco firmata da cgil, cisl e uil a Brunetta, si rende quindi ancora più necessario un ampio confronto con le lavoratrici e i lavoratori per fare chiarezza sulla situazione, per definire insieme gli obiettivi e le rivendicazioni per il rinnovo di un Contratto, già scaduto da due anni, che non può essere la fotocopia di quello 2016/2018, assolutamente insufficiente nei contenuti, e confezionato con le medesime modalità del Patto a escludendum quella volta siglato da cgil, cisl e uil con Renzi (prima delle elezioni del 2018).
Consulteremo e ci confronteremo con il personale sulle proposte che trovate riassunte nel volantino allegato, con assemblee di livello nazionale e territoriale che progressivamente interesseranno tutte le Amministrazioni (il 26 marzo è in calendario quella per il Ministero dell’Interno e il 31 marzo quella per il Ministero della Cultura (ex Mibact ) e terremo il 24 marzo, sempre in videoconferenza, l’Attivo nazionale dei quadri e dei dirigenti FLP nazionali e territoriali. Per condividerle e approvarle insieme. Perché non è solo una questione di contenuti, ma anche di metodo. E pensare di predeterminare un rinnovo di contratto, tra quattro mura, e senza alcun reale mandato del personale, è qualcosa che grida vendetta. La Segreteria Generale
Molti temi da discutere, che saranno oggetto della assemblea nazionale dei quadri FLP di domani 24 marzo.
Pubblichiamo in allegato su questa pagina il volantino con le proposte FLP.
Vi terremo aggiornati, come sempre.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Allegato: 23.03.2021 Volantone sulla piattaforma FLP per il rinnovo del CCNL FC