News FLP DIFESA del 25 maggio 2017, h. 20.00 –

Pubblichiamo i testi, con le relative relazioni illustrative e relazioni tecniche, dei due schemi di decreti legislativi attuativi della c.d riforma della pubblica amministrazione (legge 7 agosto 2015, n. 124), posti all’esame del Consiglio dei Ministri n. 30 del 19 maggio 2017 su proposta della Ministra alla P.A. M. Madia,  e dallo stesso approvati in seconda e definitiva lettura.

I provvedimenti di cui trattasi, che interessano enormemente i lavoratori pubblici, recano:

  1. Modifiche al decreto legislativo 27 ottobre 2009, n.150 in materia di valutazione della performance dei dipendenti pubblici (in allegato 1);
  2. Modifiche e integrazioni al testo unico del pubblico impiego (TUPI), di cui al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165  in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche (in allegato 2).

I testi che pubblichiamo sono datati 18 maggio 2017 e rappresentano l’ultima stesura prima dell’esame del Consiglio dei Ministri del giorno successivo, ma potrebbero subire ulteriori modifiche, prima della firma dei provvedimenti da parte del Capo dello Stato e della successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, che recherà ovviamente i testi definitivi dei due decreti.

Pubblichiamo altresì il testo del comunicato stampa diffuso da Palazzo Chigi al termine del Consiglio dei Ministri, che riassume la sostanza delle disposizioni innovative.

Avremo comunque modo, nei prossimi giorni, di esaminare attentamente i due testi e di proporre le nostre considerazioni al riguardo dei due provvedimenti, che ci toccano molto da vicino anche dipendenti civili della Difesa.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato 1: Decreto modificativo del D. Lgs. 150-2009 in materia di valutazione della performance

Allegato 2: Decreto modificativo del D. Lgs. 165-2001 Testo unico Pubblico Impiego

Allegato 3: Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 30 del 19.05.2017

Notiziario n. 147 del 22 dicembre 2016 –

Marianna Madia intristita e pensierosa

Si riporta di seguito il testo del Notiziario FLP n. 35 diffuso in data 19 u.s. che propone una serie di riflessioni interessanti sulla c.d. riforma Madia della Pubblica Amministrazione, anche in conseguenza della recente sentenza della Corte Costituzionale n. 251/2016.

“Come è noto a fine novembre, poco prima del referendum costituzionale, la riforma Madia della P.A. ha subito uno stop dalla Consulta che, pronunciandosi sul ricorso della Regione Veneto, ha bollato come incostituzionale la norma che prevede che i decreti attuativi delle Legge delega siano adottati previo parere anziché previa intesa con la Conferenza Stato – Regioni.

Nel mirino sono finiti i Decreti di riforma della dirigenza, quello sui servizi pubblicisulle partecipate  e sul licenziamento “rapido” dei dipendenti pubblici.  Mentre altri Decreti in dirittura di arrivo, come quello di riscrittura del testo unico dei dipendenti pubblici, subiranno sicuramente un rallentamento. Ma l’ennesima riforma della P.A., fortemente voluta da Renzi, a prescindere dalla sentenza della Consulta, dimostrava  già molte lacune di impianto.

Innanzitutto in materia di partecipazione dei soggetti coinvolti, che sono stati tenuti fuori dal processo e si sono visti calare dall’alto una serie di norme, spesso costruite nelle stanze dei bottoni, senza che chi le scrivesse avesse diretta e piena cognizione di ciò che si parlava. E parliamo non solo degli altri soggetti istituzionali, ( Regioni ed Enti locali) ma anche delle OO.SS., dei rappresentanti della società civile,  di esperti autonomi.

Ma il problema non è stato solo di metodo, ma anche di merito.

La “Riforma” è permeata da una incomprensibile logica di ritorno alla centralizzazione in luogo del decentramento delle funzioni, attua una riorganizzazione delle funzioni disorganica, legata in gran parte ad obiettivi di cassa, senza che nei provvedimenti emerga una vera idea guida. Un progetto caotico, troppo vasto e solo di facciata, come avvenuto per la soppressione delle Province, che non ha prodotto veri risparmi, ha creato problemi nella ripartizione delle competenze e di fatto non ha ricollocato il personale, già  poco valorizzato. Pensare di riformare la PA intervenendo (male) solo sulla dirigenza, bloccando come è avvenuto, gli stipendi per un decennio, umiliando i lavoratori con campagne denigratorie generalizzate, impedendo per legge e per molti anni, percorsi di carriera e di riconoscimento delle professionalità, è stata una follia di tutti i Governi succedutisi negli ultimi anni, una scorciatoia demagogica che ha cercato capri espiatori, ma non ha mai realmente investito sul cambiamento.

Eppure si può e si deve intervenire nella P.A., con azioni meno pompose e retoriche o con la ricerca a tutti i costi della “riforma storica”, iniziando ad esempio a colpire gli sprechi e gli appalti gonfiati, le duplicazioni di competenze, le esternalizzazioni selvagge. Tenendo la politica, o meglio i Partiti, fuori dalla P.A., impedendo che la stessa venga utilizzata per piazzare politici trombati o per far lavorare aziende amiche.  Azionando una vera politica anticorruzione che non si limiti a criminalizzare episodi di malcostume assolutamente inaccettabili come quelli dei cosiddetti furbetti del cartellino, ma che attivi veramente la rotazione degli incarichi, i controlli audit e di gestione. In questo modo avremmo da subito veri risparmi (altro che quelli che derivano dall’impoverimento dei lavoratori), maggiore efficienza e una ripresa dell’etica pubblica di cui il nostro paese ha tanto bisogno.

La valanga di no al referendum Costituzionale e la nascita del nuovo (si fa per dire) Governo pone probabilmente in una situazione di stallo la riforma Madia e la sua stessa riscrittura (nonostante la riconferma),  visti i tempi ristretti imposti all’Esecutivo legati all’approvazione della nuova legge elettorale e all’indubbia debolezza della compagine governativa.

Ma oltre al possibile stallo sulla riforma (che per come è scritta non ci dispiace più di tanto) temiamo che il Governo tergiverserà anche sul rinnovo dei contratti, utilizzando l’accordo preelettorale con CGIL CISL UIL, nel quale ha promesso il rinnovo del contratto dei pubblici dipendenti, per prendere ancora più tempo, rendendo sempre più intollerabile la situazione dopo 7 anni di blocco e la sentenza della Corte.

Perché, lo ricordiamo, non è stato purtroppo ancora emanato l’atto di indirizzo all’ Aran per l’apertura del negoziato e in legge di stabilità vi sono  stanziate risorse assolutamente insufficienti non in linea neanche con i miseri aumenti promessi a CGIL CISL e UIL.

Così come appare difficile  che riescano a dare seguito alle modifiche normative necessarie per superare le norme volute dall’ex Ministro Brunetta e ridare spazio alla contrattazione, superando la riserva di legge oggi imperante nel rapporto di lavoro pubblico. Uno scenario, questo delineatosi nell’ultimo mese, confuso e pericoloso, di cui avremmo fatto volentieri a meno, e che come FLP  contrasteremo con forza.    LA SEGRETERIA GENERALE FLP “

La sentenza della Corte Costituzionale n. 251/2016 è pubblicata in forma integrale su questa stessa pagina.

 IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato: Sentenza Corte Costituzionale n. 251 anno 2016

Notiziario n. 101 del 1 settembre 2016 –

Il Premier Renzi e la Ministra Madia: soddisfatti per la riforma della Dirigenza?
Il Premier Renzi e la Ministra Madia: soddisfatti per la riforma della Dirigenza?

Pubblichiamo su questa stessa pagina come allegato, il testo dello  schema di decreto legislativo sulla riforma della Dirigenza pubblica adottato nella scorsa settimana  in prima lettura dal Consiglio dei Ministri, e trasmesso alle Camere per il parere di competenza.

Come noto, il Governo è impegnato da oltre due anni in una corposa riforma della Pubblica Amministrazione, sulla quale peraltro la nostra Federazione ha già espresso un giudizio pesantemente negativo,  riforma che, secondo il collaudato modello renziano, ha viaggiato su due binari paralleli:  un primo provvedimento d’urgenza (DL 90/2014, poi convertito nella Legge 114/2014)  e una legge delega (la n.124 del 7.8.2015) che ha già prodotto alcuni Decreti Legislativi, ultimi quelli relativi al licenziamento disciplinare (D.Lgs 166/2016) e, ma ancora solo in prima lettura  in attuazione dell’articolo 11 della L.124/2015, quello inerente la c.d. riforma della Dirigenza pubblica, il cui testo appunto è appunto qui pubblicato.

Lo schema di riforma della Dirigenza ha avuto una gestazione laboriosa e travagliata, che ha costretto il Governo a ripetuti rinvii, in ultimo per le resistenze opposte in merito al futuro dei Dirigenti di 1^ fascia, di cui hanno peraltro ampiamente riferito tutti i media, che hanno di fatto costretto l’Esecutivo ad arrivare proprio al  fotofinish rispetto alla scadenza della delega (28.08.2016).

Parecchie le novità previste dallo schema di decreto: ruolo unico della dirigenza; incarichi di 4 anni rinnovabili solo una volta; concorso annuale per il conferimento degli incarichi; valutazione della performance individuale del Dirigente in ordine agli obiettivi concreti e misurabili fissati in sede di incarico, con effetti sul 30% della busta paga (40% per i Dirigenti Generali); “parcheggio” con perdita della retribuzione accessoria per i Dirigenti che non abbiano ottenuto degli incarichi, e per ogni anno di “parcheggio” taglio del 10% della retribuzione fissa, con obbligo per i dirigenti “parcheggiati” di partecipare ad un numero minimo di selezioni per nuovi incarichi; infine, ultima mediazione sugli attuali Dirigenti di 1^ fascia, in primis Direttori generali dei Ministeri, che avranno riservato il 30% dei posti a concorso.

Ovviamente, la riforma di che trattasi non tocca minimamente i Dirigenti Militari delle FF.AA. (gradi da Colonnello in su), come anche Magistrati, Avvocati/Procuratori dello Stato, Diplomatici, Prefettizi e altri, che continueranno pertanto ad operare in base alle norme vigenti. Per esempio, i Dirigenti Militari, a differenza dei Dirigenti civili, valutano la performance individuale dei lavoratori civili, oltre che quella per la carriera dei sottoposti con le stellette, ma la propria performance individuale, legata ai risultati dell’E.D.R./Ufficio in cui rivestono il ruolo di  Dirigente, non sarà in nessun modo valutata.

Dove sta la logica in tutto questo, Dio solo lo sa, e forse neanche Lui ne comprenderà appieno le ragioni.

Tra i decreti attuativi mancanti, c’è anche quello relativo al Testo Unico sul Pubblico Impiego (in acronimo TUPI), ancora in fase di studio da parte della F.P.  Sono annunciate parecchie novità, e una in particolare ci toccherà da vicino legandosi alla stretta attualità delle vicende del nostro Ministero.

Ne riparleremo con il prossimo Notiziario di lunedì 5 p.v..

  (Giancarlo Pittelli)

Allegato: Schema Decreto Legislativo di riforma della dirigenza 

Notiziario n. 81 del 4 luglio 2016 –

Guardie forestali in servizio
Guardie forestali in servizio

Noi di FLP DIFESA l’allarme l’avevamo lanciato qualche mese fa, esattamente a febbraio scorso con lettera inviata al SSS Rossi il 18 di quel mese (vds. Notiziario n. 21 del 22.02.2016), nella quale esprimevano tutta la nostra preoccupazione per  il temuto arrivo nei ruoli civili del Ministero Difesa di migliaia di lavoratori del Corpo Forestale dello Stato e chiedevamo una specifica riunione per approfondirne i problemi e individuare le possibili soluzioni.  Ma, come purtroppo accade spesso,  siccome la nostra era stata l’unica O.S. a sollevare il problema, è stato facile per A.D. riporlo sotto cenere. Ora però il problema sta finalmente emergendo, ed è approdato in Parlamento tramite l’audizione delle OO.SS. CGIL-CISL-UIL ed FLP del Ministero Difesa che sono state convocate dalla Commissione Difesa Camera per essere sentite sugli aspetti d’interesse del Ministero Difesa. Audizione avvenuta il 30 u.s., e che ha visto nella FLP DIFESA l’unica O.S. a porre il problema del transito nei ruoli civili.

Ma andiamo con ordine. Nella riunione del 20 gennaio 2016, su proposta della Ministra Madia, il Consiglio dei Ministri ha adottato in prima lettura i primi undici schemi di decreti attuativi della L. 7.8.2015, n. 124 recante “deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle AA.PP.”, la c.d. riforma delle riforme.  Il primo di quei decreti, quello recante “modifiche in materia di licenziamento disciplinare”, è già stato adottato in seconda lettura, pubblicato in Gazzetta Ufficiale (D. Lgs. 20.06.2016, n.116) ed entrerà in vigore dal 13 luglio p.v.

Tra gli schemi di decreti adottati in prima lettura, c’era quello recante “Razionalizzazione delle funzioni di polizia e assorbimento del Corpo forestale dello Stato”. A tal riguardo, pubblichiamo su questa stessa pagina: il testo dello schema di provvedimento inviato da Palazzo Chigi alle Camere, Atto Governo n. 306 (allegato 2); il “dossier” del Senato (allegato 3); il parere della Conferenza Unificata (allegato 4).

Come già detto nel precedente Notiziario,  il Presidente Renzi ha spesso richiamato la necessità di una razionalizzazione delle funzioni di polizia, e dunque anche di una riduzione dei diversi corpi oggi in attività. Una necessità condivisibile, anche nell’ottica di una efficace ed efficiente spending review.  Ma, come sempre succede in epoca renziana,  alla fine la montagna ha partorito il topolino, e nel frullatore c’è finito solo il piccolo “Corpo Forestale dello Stato”, mentre altri pezzi (per esempio la Guardia di Finanza, che rappresenta davvero un unicum sul piano internazionale) ne sono rimasti, allo stato, rigorosamente fuori.

Venendo alla parte che più ci riguarda,  in attuazione dell’art. 8, comma 1, lettera a), della L. 124/2015  che dispone la riorganizzazione del Corpo forestale dello Stato ed eventuale assorbimento del medesimo in altra Forza di polizia…”, è stato predisposto dalla Ministra Madia lo schema di decreto attuativo di che trattasi che, all’art. 18 (“disposizioni transitorie e finali”), comma 10,  dispone che “il personale tecnico del Corpo Forestale  (periti; revisori e operatori; collaboratori) transiti nei ruoli forestali dell’Arma dei Carabinieri”, disponendo altresì che il personale che, durante la frequenza o al termine del corso di formazione militare,  non dovesse risultare idoneo al servizio nell’Arma dei Carabinieri, “transiti nei ruoli civili del Ministero della Difesa”, venendo così a confluire all’interno dei suoi ruoli civili, unica collocazione allo stato prevista.

Il grido d’allarme da noi lanciato qualche mese fa traeva origine anche dai numeri e dalle previsioni che circolavano allora nei corridoi dei sacri palazzoni del Ministero: su 7.000 forestali da ricollocare, una buona metà – prevedibilmente-, in particolare lavoratrici donne, non avrebbero ottenuto il via libera per il transito nei ruoli militari dell’Arma, e conseguentemente, in virtù dell’art. 18,  sarebbero transitati nei ruoli civili del Ministero Difesa.  Che è poi quel Ministero, la Madia questo forse non lo sa, che vive oggi un durissimo processo di riorganizzazione in chiave riduttiva, che prevede anche corposi tagli di personale civile (organici ridotti a 20.000 unità a fine 2024), e tagli anche del personale militare. E, con queste prospettive, prevedere  l’ingresso di migliaia o anche centinaia di forestali appare davvero una follia.

E’ quello che noi pensiamo, che abbiamo detto in audizione  e che è contenuto nel documento presentato alle Commissioni Parlamentari e che reca anche la nostra proposta di modifica dell’art.18 (prevedere il transito dei lavoratori forestali non idonei all’Arma nelle sole Amministrazioni Pubbliche con carenze di organico), che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 30.06.2016 – Documento FLP DIFESA per l’audizione sullo schema di D.Lgs. recante razionalizzazione P.S.e assorbimento Corpo Forestale

Allegato 2: Atto Governo n. 306, testo schema D.Lgs. inviato dal Governo alle Camere

Allegato 3: Atto Governo n. 306 – il dossier del Senato

Allegato 4: Atto Governo n. 306 – Parere conferenza unificata

Clicca qui per vedere il video integrale dell’audizione di CGIL-CISL-UIL e FLP DIFESA  (l’intervento di FLP DIFESA è collocato a 1 ora, 17 minuti e 15 secondo dall’inizio)

Notiziario n. 65 del 25 maggio 2016 –

immagine lic. disc.Si riporta di seguito il testo del “comunicato” diffuso in data odierna dalla Segreteria Generale CSE con il quale si dà notizia dell’audizione di Confederazione CSE da parte delle Commissioni Parlamentari “Affari Costituzionali” e “Lavoro” della Camera dei Deputati,  avvenuta il 16 maggio u.s. e relativa ai contenuti dello schema di provvedimento che reca modifiche all’articolo 55-quater del Decreto Legislativo 30 marzo 2001, n. 165 in materia di “licenziamento disciplinare”.

Lunedì 16 maggio la CSE, unitamente ad altre Confederazioni sindacali, è stata audita dalle Commissioni Riunite Affari Costituzionali e Lavoro della Camera dei Deputati sullo schema di decreto legislativo che dovrebbe riformare i licenziamenti disciplinari in caso di falsa attestazione di presenza, i cosiddetti “furbetti del cartellino”.

Ancora una volta ci troviamo di fronte ad un provvedimento che va nello stesso senso dei governi precedenti e che tenta quindi una ripubblicizzazione del rapporto di lavoro, seguendo per di più l’onda mediatica provocata dalla scoperta di pochi delinquenti che si facevano timbrare il cartellino da altri; d’incanto sparisce ogni progettualità tesa a fornire servizi migliori alla collettività e ci si concentra sulla notizia del giorno, mostrando scarsa lungimiranza.

Uno schema di decreto legislativo che non mostra nemmeno lontanamente quel minimo di volontà riformatrice che dovrebbe essere alla base dell’azione di Governo ma propone solo misure da dare in pasto all’opinione pubblica, quasi che siano tutti delinquenti i dipendenti pubblici. Un provvedimento mal scritto, inapplicabile nei fatti, che nelle uniche parti in cui dovrebbe innovare rischia di creare un effetto boomerang che mantiene in servizio i delinquenti e semmai punisce in modo draconiano gli altri lavoratori per mancanze lievi o lievissime.

Come altrimenti definire uno schema di decreto legislativo che prevede la sospensione dal servizio entro 48 ore dal fatto commesso senza poi fissare i termini per l’inizio del procedimento disciplinare ma cavandosela con aggettivi e avverbi (immediatamente o in via immediata) che non hanno nulla di giuridico? Come chiamare una misura che per la prima volta sancirebbe la sospensione dal servizio con la privazione non solo della retribuzione ma dell’assegno alimentare, che non ha natura retributiva ma assistenziale, in una fase in cui l’illecito non è stato ancora accertato?

Come se non bastasse, in una catarsi punitiva, lo schema presentato prevede anche di punire il terzo che favorisce la falsa attestazione della presenza non solo per la condotta attiva ma anche per quella omissiva, senza però chiarire chi sarebbe il terzo in quest’ultimo caso e in cosa si sostanzia la condotta omissiva e rischiando così di punire qualcuno che non c’entra nulla. Ove non bastasse, si tenta la riscrittura anche del codice penale, inventando una nuova configurazione del reato di omissione di atti d’ufficio e si fissano regole per contestare addirittura un danno erariale. Misure che non stanno né in cielo né in terra.

La CSE ha sottolineato nell’audizione che queste due ultime due fattispecie esorbitano la delega conferita al Parlamento e che quindi devono essere affrontate con legge ordinaria, ammesso che siano fattispecie da affrontare.

La CSE ha anche ribadito che non intende in alcun modo difendere coloro che si sottraggono al lavoro risultando falsamente in servizio. Ma è credibile proporre delle leggi che vengono poi affossate dai giudizi per la loro inapplicabilità? Ad esempio abbiamo fatto notare che, come già successo con la Legge Brunetta, non esiste una gradualità delle sanzioni. Se tutti siamo d’accordo nel licenziare chi si fa timbrare il cartellino da altri e se ne va a spasso, è altrettanto giusto sanzionare con il licenziamento chi si assenta per pochi o pochissimi minuti dal posto di lavoro, comportamento certamente grave ma non tanto da giustificare un licenziamento?

Questo tipo di sanzioni vanno bene sulla carta ma laddove sono irragionevoli, vengono poi censurate in giudizio. E allora perché far finta di introdurre misure così ingiuste da deprimere la motivazione dei milioni di dipendenti pubblici onesti?

Per questo, pur facendo notare tutte le magagne tecniche contenute nello schema di decreto legislativo, la CSE si è concentrata sul suggerire al Governo la riscrittura del testo ma, ancor di più, sulla assenza di misure complessive che diano nuove motivazioni ai lavoratori pubblici, a partire dal rinnovo dei contratti bloccati ormai da sette anni, e rilancino il ruolo della contrattazione. In fondo, quanto c’è di buono anche in tema di licenziamenti disciplinari è ciò che è contenuto nei contratti collettivi che vorremmo continuare a preservare.

LA SEGRETERIA GENERALE CSE “

Pubblichiamo su questa stessa pagina il documento consegnato dalla delegazione CSE alle Commissioni Parlamentari Affari Costituzionali e Lavoro (allegato 1) e l’Atto Camera n. 292/2016 recante lo schema di provvedimento di che trattasi, adottato in prima lettura dal Consiglio dei Ministri e relativo al c.d. “licenziamento disciplinare” (allegato 2)

FLP DIFESA – Coordinamento nazionale

Allegato 1: 16.05.2016 – Documento CSE sullo schema di provvedimento sul licenziamento disciplinare

Allegato 2: A.C. 292 – Schema Decreto Legislativo sul licenziamento disciplinare

Si prega di dare al presente Notiziario la massima diffusione tra i colleghi interessati.

                                                  IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

News del 14 agosto 2015 – h. 8.00

La Ministra Madia in posa per Vanity Fair
La Ministra Marianna Madia in posa per Vanity Fair

Informiamo i colleghi che, dopo la firma del Capo dello Stato,  nella Gazzetta Ufficiale n. 187 di ieri 13 agosto 2015 è stata pubblicata la legge 7 agosto 2015, n. 124  recante deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle Pubbliche Amministrazione, che era stata approvata in via definitiva dal Senato il 4 agosto u.s.  con 145 voti favorevoli e 97 contrari.

Su questa stessa pagina, in allegato 1, pubblichiamo il testo integrale della Legge 124 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.

Come già ricordato in nostre precedenti News, la c.d. “riforma” della P.A. voluta dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi e dalla Ministra alla P.A. Marianna Madia,   si è  articolata in due momenti:

– il primo si è concretizzato con l’entrata in vigore del Decreto Legge 24 giugno 2014, n. 90 recante “Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari” pubblicato sulla GU  n.144 del 24.06.2014 e poi convertito nella legge 11 agosto 2014, n. 114 che è stata pubblicata nella G.U.n.190 del 18.08.2014 – Suppl. Ordinario n. 70.  Trattasi della legge che ha introdotto la mobilità d’ufficio sui 50 KM, che ha soppresso CEFODIFE, che ha dimezzato permessi e distacchi sindacali, etc., e di cui ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 3 il testo recepito nel “Quaderno FLP DIFESA n. 7/2014” a suo tempo predisposto dalla nostra O.S..

– il secondo momento è invece consistito nella presentazione, da parte del Presidente del Consiglio di concerto con i Ministri alla P.A. e dell’Economia e Finanze, di un disegno di legge delega recante “riorganizzazione delle Amministrazioni Pubbliche”, che è stato approvato in prima lettura dal Senato in data 30 aprile 2015,  quindi approvato con  modifiche dalla Camera dei Deputati il 17 luglio u.s., ed  definitivamente licenziato dal Senato il 4 agosto u.s.

Trattasi di una legge delega che contiene ben 14 deleghe che dovrebbero sostanziarsi  in una ventina di decreti legislativi attuativi,  che dovranno vedere la luce entro 18 mesi.

I punti più importanti della legge 124, con la quale ci dovremo confrontare nei prossimi mesi, riguardano: la riforma della dirigenza (previsto un solo ruolo diviso su tre livelli – statale, regionale e locale -, senza più distinzione tra 1 e 2^ fascia), la previsione di un testo unico per il pubblico impiego (superamento delle dotazioni organiche, nuove regole in materia di mobilità, potenziamento delle competenze dell’ARAN, etc.), la carta della cittadinanza digitale, la c.d. “razionalizzazione” degli uffici periferici del Governo con il taglio di alcune Prefetture, il rafforzamento dei poteri della Presidenza del Consiglio, la soppressione del Corpo dei Forestali e la riduzione di numero  delle Camere di Commercio.

Il provvedimento in questione interessa da vicino tutti i lavoratori delle Pubbliche Amministrazioni, e dunque anche chi lavora nel  Ministero della Difesa, e a tal riguardo la nostra Federazione ha già espresso le proprie valutazioni critiche con il documento inviato alla 1^  Commissione Affari costituzionali della Camera e di cui abbiamo riferito nel Notiziario n. 61 del 15 giugno u.s..

Ripubblichiamo in ogni caso, in allegato 2 su questa pagina, il comunicato stampa diffuso in data 5 agosto dalla Segreteria Generale FLP all’indomani dell’approvazione finale da parte del Senato.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato 1:    Legge 7.08.2015, n. 124 – deleghe al Governo per la riorganizzazione delle PP.AA.

Allegato 2:    Comunicato stampa FLP del 5.08.2015 sulla legge Madia

News del 21 luglio 2015 , h. 15.00 –

dPubblichiamo su questa pagina (allegato 1) il testo del disegno di legge delega recante la riorganizzazione delle PP. AA. approvato dalla Camera dei Deputati in data 17 luglio u.s. con modifiche rispetto al testo approvato dal Senato in data 30 aprile 2015. Pubblichiamo anche (allegato 2) il “dossier” a suo tempo appositamente predisposto dal Servizio Studi del Senato.

Come si ricorderà, la c.d. “riforma” della P.A. pensata dal Governo Renzi è stata articolata in due momenti:

– il primo si è concretizzato con l’entrata in vigore del Decreto Legge 24 giugno 2014, n. 90 recante “Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari” pubblicato sulla GU  n.144 del 24.06.2014 e poi convertito nella legge 11 agosto 2014, n. 114 che è stata pubblicata nella G.U.n.190 del 18.08.2014 – Suppl. Ordinario n. 70.  Trattasi della legge che ha introdotto la mobilità d’ufficio sui 50 KM, che ha soppresso CEFODIFE, che ha dimezzato permessi e distacchi sindacali, etc., e di cui ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 3 il testo recepito nel “Quaderno FLP DIFESA n. 7/2014” a suo tempo predisposto dalla nostra O.S.. 

– il secondo momento è invece consistito nella presentazione, da parte del Presidente del Consiglio di concerto con i Ministri alla P.A. e dell’Economia e Finanze, di un disegno di legge delega recante “riorganizzazione delle Amministrazioni Pubbliche”, che è stato approvato dal Senato in data 30 aprile 2015 ed ora con modifiche dalla Camera dei Deputati il 17 luglio u.s..

Il disegno di legge delega così licenziato dalla Camera dovrà ora essere risottoposto all’esame e al voto dell’aula del Senato, e non è da escludere che su di esso il Governo ponga la fiducia per poter centrare l’obiettivo dichiarato di approvazione del provvedimento prima della pausa estiva dei lavori parlamentari, cosa certamente non facile con i numeri di cui gode attualmente la maggioranza al Senato.

I punti più importanti di detto provvedimento riguardano come noto: la riforma della dirigenza, la previsione di un testo unico per il pubblico impiego, la carta della cittadinanza digitale, la c.d. “razionalizzazione” degli uffici periferici del Governo con il taglio di alcune Prefetture, il rafforzamento dei poteri della Presidenza del Consiglio, la soppressione del Corpo dei Forestali e la riduzione di numero  delle Camere di Commercio.

Il provvedimento in questione interessa da vicino tutti i lavoratori delle Pubbliche Amministrazioni, e dunque anche chi lavora nel  Ministero della Difesa,  e sui suoi contenuti la nostra Federazione ha già espresso le proprie valutazioni critiche con il documento inviato alla 1^  Commissione Affari costituzionali della Camera e di cui abbiamo riferito nel Notiziario n. 61 del 15 giugno u.s. (allegato 4)

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato 1: DDL Madia riforma P.A. approvato dalla Camera dei Deputati

Allegato Dossier del Servizio Studi del Senato sull’A.S. n. 1577 riorganizzazione AA.PP. :

Allegato 3: Quaderno n. 07-2014 – testo coordinato L. 11.08.14, n. 114 di conversione DL. 90-2014

Allegato 4: Notiziario FLP DIFESA n. 61 del 15.06.2015

Notiziario n. 61 del 15 giugno 2015 –

L'on. Paolo Sisto, Presidente della 1^ Commissione della Camera
L’on. Paolo Sisto, Presidente della 1^ Commissione della Camera

Riportiamo di seguito il documento di sintesi che la nostra Confederazione CSE ha inviato al Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera On.le Francesco Paolo Sisto al termine dell’audizione delle Parti sociali sull’Atto Camera 3098 (DDL delega per la riforma della PA) che si è tenuta nella serata del 3 giugno ultimo scorso.

Il DDL delega di riforma delle Pubbliche Amministrazioni per il quale siamo auditi è in preoccupante continuità con gli interventi normativi effettuati dal Governo Berlusconi e dal recente Decreto Legge 90/2014, che porta il nome dell’attuale Ministro della Pubblica Amministrazione, convertito nella Legge n. 114/2014.

Volendo riassumere i principi sui quali si basano tutti i provvedimenti citati, è possibile affermare che sono:

Al contrario, l’idea di Pubblica Amministrazione della CSE, in accordo con i principi costituzionali, è basata sul principio dell’apparato amministrativo-burocratico che produce valore per il Paese anziché frenarlo, assicurando al contempo l’attività di regolazione dell’attività economica prevista dall’articolo 41, secondo e terzo comma, della Costituzione e i livelli minimi di servizio che assicurino il diritto di cittadinanza anche alle fasce più deboli della popolazione.

Se la missione delle pubbliche amministrazioni deve essere quella di promuovere l’innovazione necessaria alla libera attività economica e creare le condizioni per il dispiegarsi del concetto di cittadinanza, non può essere al contempo oggetto di una “furia riformatrice” né piegata a logiche di parte; deve prevedere forme di partecipazione organizzata, non consociative o assembleari, dei lavoratori che devono essere non solo formati ma motivati e coinvolti nell’attività e nel rapporto con i cittadini; una dirigenza fortemente responsabilizzata ma non precarizzata, che promuova la crescita collettiva della struttura burocratica governata, assicuri livelli di accountability, attui piani e programmi fissati dall’autorità di governo – nazionale o locale – senza essere a questa subordinata.

Pertanto la CSE chiede di sostituire alla “furia riformatrice” alla quale si assiste  senza sosta da oltre vent’anni, un riordino dei principi di azione basilari ai quali le pubbliche amministrazioni devono attenersi che permetta la responsabilizzazione dei lavoratori pubblici ad ogni livello ma in un quadro di continuità e di tregua normativa che torni a valorizzare la partecipazione dei lavoratori attraverso la contrattazione, il pieno dispiegarsi delle professionalità acquisite, la valorizzazione del merito in un quadro quanto più possibile condiviso che promuova la crescita, il rapporto sempre più osmotico con le varie forme di cittadinanza, organizzate e non.

Più concretamente, la CSE condivide l’esigenza del Governo di assicurare sempre maggiore trasparenza dell’attività amministrativo-burocratico, anche attraverso un uso più consapevole e responsabile delle nuove tecnologie; chiede però che il fulcro della norma sia costituito: dalla individuazione dei livelli di Governo e della presenza dello Stato sul territorio che assicurino gli standard minimi di servizi necessari alla piena attuazione della libertà di impresa ma anche dei diritti di cittadinanza; dal riordino del sistema delle società partecipate; dalla razionalizzazione delle risorse e al contempo dei livelli di investimenti necessari al miglioramento dell’azione amministrativa.

La CSE chiede invece che tutto ciò che si riferisce ai rapporti di lavoro sia oggetto di un puntuale atto di indirizzo del Ministro della Pubblica Amministrazione ai soggetti che curano l’attività di contrattazione per conto del Governo e la conseguente apertura di una stagione contrattuale che, ridando fiato al potere d’acquisto di più di 3 milioni di lavoratori pubblici dopo 6 anni di ingiustificato blocco degli stipendi e delle retribuzioni, promuova e accompagni l’azione di modernizzazione delle pubbliche amministrazioni.   

Nel merito dell’articolato del disegno di legge, quindi, la CSE chiede preliminarmente di ridurre gli eccessi e l’indeterminatezza delle numerose deleghe richieste al Parlamento e di seguito propone alcuni emendamenti al testo in discussione alla camera.

Articolo 7 – Organizzazione/Riorganizzazione dell’amministrazione dello Stato

Ribadiamo che ogni processo di riorganizzazione debba comunque salvaguardare i livelli occupazionali e le professionalità del personale interessato da tali processi.

Si propone di inserire la garanzia delle relazioni sindacali previste dai CCNL nei processi di riorganizzazione e di conseguente ricollocazione del personale all’interno del comma 1, lettere a e c, di tale articolo.

Si propone di affidare ai Prefetti solo ed esclusivamente compiti di coordinamento organizzativo quali responsabili di UTS e non quelli legati alla responsabilità della erogazione dei servizi all’utenza che devono rimanere in capo ai dirigenti degli uffici preposti delle singole amministrazioni centrali sul territorio, modificando quanto previsto al  comma 1 lettera d, di tale articolo.

Inoltre la riduzione del numero degli UTS non è in alcun modo condivisibile perché ridurrebbe ancora di più la presenza dello Stato sul territorio, i livelli di erogazione di servizi e di presidio.

Articolo 9 – Personale/Dirigenza Pubblica

La previsione dei ruoli unici della dirigenza comporta la necessità di individuare specifiche modalità di equiparazione tabellare.

L’interscambiabilità e la mobilità tra comparti ed amministrazioni diverse può comportare disconoscimento di professionalità e peggioramento di servizi resi all’utenza.

Non è accettabile l’ipotesi di decadenza dalla funzione a seguito di mancato incarico.

Si propone inoltre di prevedere l’inserimento all’interno dell’articolato, di specifici riferimenti al mantenimento della contrattualizzazione del rapporto di lavoro e della contrattazione quale elemento di garanzia nella regolazione dello stesso.

Articolo 10 – Semplificazione delle attività degli enti pubblici di ricerca

Si propone di prevedere un meccanismo che introduca risorse nuove per favorire la ricerca e non che preveda lo sviluppo del settore in ragione della invarianza delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili. Si propone di cassare tale riferimento  previsto al comma 1 dell’articolo.

Articolo 11 – Promozione della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro nella amministrazioni pubbliche

Si propone di inserire nell’articolato, ed in particolare al punto 1, uno specifico riferimento alla definizione di tali materie e della loro regolazione,  attraverso i CCNL

Articolo 13 – Riordino della disciplina del lavoro alle dipendenze della amministrazioni pubbliche

Si propone l’inserimento, nell’articolato, di un comma che, nel prevedere una specifica delega al riguardo, modifichi gli aspetti penalizzanti della normativa oggi vigente,  avvii  e consenta il riordino di tali  materie attraverso l’emanazione di atti di indirizzo che successivamente possano essere trasformati in specifici CCNQ o CCNL fra Aran e Parti sociali.

Quanto sopra, riprendendo una prima e datata iniziativa in tal senso ed allo scopo primario di  definire un rinnovato sistema di relazioni sindacali nel pubblico impiego che superi l’attuale fase di stallo e di blocco dei contratti, per costruire una pubblica amministrazione che metta al centro della riforma, progetti di sviluppo del lavoro pubblico e del proprio personale.    

 LA SEGRETERIA GENERALE FLP-CSE “

Su questa stessa pagina pubblichiamo anche il testo del disegno di legge sulla c.d. riforma della P.A. votato dal Senato e oggi all’esame della Camera dei Deputati,  e il relativo dossier a cura del Servizio Studi del Senato.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato 1:  Riforma P.A. – DDL Madia – testo approvato Senato 30.04.2015

Allegato 2:  Dossier del Servizio Studi del Senato sull’A.S. n. 1577 riorganizzazione AA.PP.

Notiziario n. 57 del 3 giugno 2015 –

Marco Carlomagno, Segretario Generale FLP CSE
Marco Carlomagno, Segretario Generale FLP CSE

Riportiamo di seguito il Comunicato stampa FLP/CSE diffuso in data odierna con il quale vengono anticipate le nostre posizioni estremamente critiche sul DDL Renzi-Madia di riforma della P.A.

” Si terrà stasera  presso la Camera dei Deputati  – 1^ Commissione Affari Costituzionali, l’audizione della nostra Organizzazione sindacale  nell’ambito dell’ indagine conoscitiva relativa al disegno di legge  A.C. 3098, recante deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche, in discussione alla Camera dopo l’approvazione dell’altro ramo del Parlamento.

Sarà l’occasione per evidenziare la posizione di forte dissenso della nostra Confederazione, maggiormente rappresentativa nel comparto del pubblico impiego, su molti aspetti di un provvedimento omnibus, adottato senza alcun reale confronto con le parti sociali, che vuole regolamentare, mediante l’istituto della legge delega ( con indicazioni in molti casi generiche  che lasciano di fatto mani libere al Governo sui reali contenuti della stessa) i più rilevanti aspetti della funzionalità della pubblica amministrazione (accessibilità, digitalizzazione, semplificazione, organizzazione, dirigenza, rapporto di lavoro.)

Materie in buona parte già disciplinate con i provvedimenti normativi che si sono succeduti nell’ultimo decennio e che vengono riprodotti, in molti casi , senza grande originalità, nel disegno di legge in esame.  In particolare abbiamo denunciato come l’approccio sia, in piena continuità con i Governi precedenti, ancora una volta quello non di riformare ma di “tagliare” e depotenziare servizi e funzioni essenziali per la collettività, in ossequio ad un logica di contenimento dei costi che non tocca i veri sprechi quali le consulenze , gli appalti e le esternalizzazioni, ma solo il reddito e la dignità dei lavoratori e delle lavoratrici del pubblico impiego.

A fronte del blocco che dura da ormai sei anni dei contratti nazionali di lavoro e di quelli integrativi, su cui la Corte Costituzionale il 23 giugno p.v. si esprimerà a seguito del ricorso della nostra Federazione FLP che ha visto il Tribunale di Roma condividerne i contenuti e trasmetterne gli atti alla Suprema Corte per la pronuncia di incostituzionalità, nel disegno di legge si  riducono ulteriormente  i livelli di contrattazione decentrata e le materie che si possono discutere a livello territoriale, riconducendo tutto il rapporto di lavoro nell’ambito delle prerogative datoriali, dalla valutazione delle prestazioni, al riconoscimento del merito, dall’orario di lavoro al telelavoro, alle pari opportunità etc.

In buona sostanza si vuole “riformare” il lavoro pubblico rafforzando l’idea tanto cara ai poteri forti che per fare funzionare meglio la PA bisogna dare più poteri ai dirigenti, (oggetto di una riforma che li rende più precari e ricattabili) affinchè questi, godendo della piena agibilità su risorse umane sottopagate e prive di prospettive professionali,  possano rispondere in proprio dei risultati da raggiungere.

La FLP/CSE proporrà  alla Commissione di modificare gli aspetti controversi e penalizzanti del DDL, riconoscendo il ruolo e le proposte dei lavoratori e dei loro rappresentanti, ai fini di una riforma della P.A. che possa essere veramente fattore di crescita e modernizzazione del Paese.

                                                           LA SEGRETERIA GENERALE CSE “

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Notiziario n. 9 del 22 gennaio 2015 –

La Ministra alla P.A., Marianna Madia
La Ministra alla P.A., Marianna Madia

Riportiamo di seguito il “Comunicato Stampa” diffuso in data odierna dalla nostra Federazione che riferisce sugli  emendamenti presentati in Senato al disegno di legge “Madia”  recante il secondo pezzo (il primo è stato il DL 90/2014) della c.d. “riforma Madia” della Pubblica Amministrazione, e che reca anche le dichiarazioni al riguardo rese dal Segretario generale FLP. Non assisteremo inerti a questa spirale perversa che in nome delle riforme colpisce invece i diritti, la dignità e la professionalità del nostro mondo del lavoro.

” L’ennesima campagna mediatica denigratoria di fine anno sui pubblici dipendenti ha prodotto, com’era prevedibile, i suoi effetti.

Puntuale infatti è arrivato l’ennesimo inasprimento delle norme sul lavoro pubblico con la scusa di colpire presunti privilegi, assenteismo, scarsa produttività.  Dalla stampa apprendiamo infatti che il relatore di maggioranza al Senato del DDL sulla “riforma” della PA Pagliari ha presentato in queste ore quindici emendamenti, la maggioranza dei quali pare ispirati a colpevolizzare e punire, piuttosto che valorizzare il merito e le professionalità.

Invece di rinnovare i contratti, ridare fiato al potere d’acquisto di milioni di lavoratori che hanno retribuzioni ferme dal 2009, investire in formazione e tecnologia, il Governo Renzi e la maggioranza che lo sostiene – dichiara Marco Carlomagno Segretario Generale FLP – liquida le grandi questioni legate all’efficienza, alla funzionalità, all’equità, alla trasparenza, che dovrebbero essere al centro di un vero processo riformatore, con provvedimenti confusi e contradditori che colpiscono ancora una volta i più deboli e coloro che nella stragrande maggioranza dei casi lavorano quotidianamente con professionalità e dedizione al servizio del paese.

Non assisteremo inerti a questa spirale perversa che in nome delle riforme colpisce invece i diritti, la dignità e la professionalità del nostro mondo del lavoro – prosegue Carlomagno – mantenendo intatti i privilegi delle caste e di chi come gli evasori ha tutto ha tutto l’interesse a depotenziare e delegittimare la pubblica amministrazione.

Siamo dalla parte dei cittadini onesti – conclude Carlomagno – della parte migliore del paese, quella produttiva e operosa, e per questo ci batteremo con sempre maggiore forza per contrastare questa deriva, lavorando per costruire un patto virtuoso tra pubblici dipendenti e società civile a difesa della legalità, della dignità e dell’efficienza della nostra PA.

Roma, 22 gennaio 2015

                                                                                  L’UFFICIO STAMPA FLP “

riforma pubblica amministrazione


Pubblichiamo i testi dei decreti legislativi modificativi del testo unico sul pubblico impiego (TUPI, D. Lgs. 165/2001) e della legge Brunetta sulla valutazione della performance (D.Lgs. 150/2009), attuativi della legge di riforma della P.A., approvatati dal Consiglio dei Ministri del 19 maggio

25 Mag 2017 - Flp Difesa

News FLP DIFESA del 25 maggio 2017, h. 20.00 – Pubblichiamo i testi, con le relative relazioni illustrative e relazioni tecniche, dei due schemi di decreti legislativi attuativi della c.d riforma della pubblica amministrazione (legge 7 agosto 2015, n. 124), posti all’esame del Consiglio dei Ministri n. 30 del 19 maggio 2017 su proposta della Ministra alla […]


Qualche riflessione dopo la sentenza della Consulta che ha bocciato la c.d. “riforma Madia”. Il Paese ha bisogno di una vera riforma della P.A., come dell’immediato rinnovo del contratto di lavoro scaduto da oltre 7 anni

22 Dic 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 147 del 22 dicembre 2016 – Si riporta di seguito il testo del Notiziario FLP n. 35 diffuso in data 19 u.s. che propone una serie di riflessioni interessanti sulla c.d. riforma Madia della Pubblica Amministrazione, anche in conseguenza della recente sentenza della Corte Costituzionale n. 251/2016. “Come è noto a fine novembre, […]


Il testo dello schema di decreto legislativo sulla riforma della Dirigenza pubblica adottato in prima lettura dal Consiglio dei Ministri. Ovviamente, non tocca in alcun modo la Dirigenza Militare

1 Set 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 101 del 1 settembre 2016 – Pubblichiamo su questa stessa pagina come allegato, il testo dello  schema di decreto legislativo sulla riforma della Dirigenza pubblica adottato nella scorsa settimana  in prima lettura dal Consiglio dei Ministri, e trasmesso alle Camere per il parere di competenza. Come noto, il Governo è impegnato da oltre due […]


L’audizione di FLP DIFESA alla Camera sullo schema di decreto che prevede il transito nei ruoli civili della Difesa dei lavoratori forestali non entrati nell’Arma. Il documento da noi presentato alle Commissioni, con le osservazioni critiche e una proposta

4 Lug 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 81 del 4 luglio 2016 – Noi di FLP DIFESA l’allarme l’avevamo lanciato qualche mese fa, esattamente a febbraio scorso con lettera inviata al SSS Rossi il 18 di quel mese (vds. Notiziario n. 21 del 22.02.2016), nella quale esprimevano tutta la nostra preoccupazione per  il temuto arrivo nei ruoli civili del Ministero […]


Audizione di CSE alla Camera sullo schema di decreto sul licenziamento disciplinare. Eccesso di delega e norme irragionevoli, dunque un testo da riscrivere

25 Mag 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 65 del 25 maggio 2016 – Si riporta di seguito il testo del “comunicato” diffuso in data odierna dalla Segreteria Generale CSE con il quale si dà notizia dell’audizione di Confederazione CSE da parte delle Commissioni Parlamentari “Affari Costituzionali” e “Lavoro” della Camera dei Deputati,  avvenuta il 16 maggio u.s. e relativa ai […]




Audizione in Camera dei Deputati. Le osservazioni e proposte di FLP CSE sul DDL Madia recante la c.d. riforma della Pubblica Amministrazione

15 Giu 2015 - Flp Difesa

Notiziario n. 61 del 15 giugno 2015 – Riportiamo di seguito il documento di sintesi che la nostra Confederazione CSE ha inviato al Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera On.le Francesco Paolo Sisto al termine dell’audizione delle Parti sociali sull’Atto Camera 3098 (DDL delega per la riforma della PA) che si è tenuta nella […]


Audizione di FLP/CSE in 1^ Commissione della Camera sulla c.d. riforma Madia. Molta attesa per l’udienza della Corte Costituzionale sul ricorso FLP

3 Giu 2015 - Flp Difesa

Notiziario n. 57 del 3 giugno 2015 – Riportiamo di seguito il Comunicato stampa FLP/CSE diffuso in data odierna con il quale vengono anticipate le nostre posizioni estremamente critiche sul DDL Renzi-Madia di riforma della P.A. ” Si terrà stasera  presso la Camera dei Deputati  – 1^ Commissione Affari Costituzionali, l’audizione della nostra Organizzazione sindacale  nell’ambito […]


Ancora fango sui lavoratori pubblici, altro che riforma seria per dare efficienza all’azione della P. A.

22 Gen 2015 - Flp Difesa

Notiziario n. 9 del 22 gennaio 2015 – Riportiamo di seguito il “Comunicato Stampa” diffuso in data odierna dalla nostra Federazione che riferisce sugli  emendamenti presentati in Senato al disegno di legge “Madia”  recante il secondo pezzo (il primo è stato il DL 90/2014) della c.d. “riforma Madia” della Pubblica Amministrazione, e che reca anche […]


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