La sen. Roberta Pinotti, già Sottosegretario nel Governo Letta, è il nuovo Ministro della Difesa. Nella mattinata di sabato 22 u.s., insieme con tutti gli altri membri del nuovo Esecutivo presieduto da Matteo Renzi, ha giurato nelle mani del Presidente della Repubblica, in attesa del voto di fiducia delle Camere. Prende il posto del sen. Mario Mauro, che lascia, pare con molta amarezza, il nostro Ministero, e al quale rivolgiamo un cordiale saluto e il ringraziamento per aver riannodato in modo positivo il filo delle relazioni sindacali in ambito Difesa che avevano toccato il minimo storico con gli ultimi due Ministri, l’on La Russa e l’amm. Di Paola.
Roberta Pinotti, nata a Genova il 20 maggio 1961, è laureata in lettere moderne ed ha insegnato italiano nei licei. Esponente del Partito Democratico, già PCI-PDS-DS, è stata assessore alla scuola, alle politiche giovanili e alle politiche sociali della Provincia di Genova dal 1993 al 1997 e successivamente assessore alle Istituzioni scolastiche di Genova dal 1997 al 1999. Eletta nelle elezioni politiche del 2001 alla Camera dei Deputati, riconfermata nelle elezioni politiche del 2006, è stata nominata Presidente della IV Commissione Difesa, prima donna italiana a ricoprire tale incarico. Alle Elezioni politiche del 2008 è eletta al Senato della Repubblica, ed è stata anche in quella legislatura componente della IV Commissione Difesa. Rieletta sempre in Senato nell’attuale legislatura, ha fatto parte del Governo Letta con l’incarico di Sottosegretario alla Difesa, con delega, tra le altre, alle relazioni sindacali. Dunque, come si può vedere, un politico che si è interessata, in questi anni e in modo continuativo, delle problematiche della Difesa.
Roberta Pinotti è il primo ministro donna nella storia della nostra Amministrazione. Un fatto nuovo e davvero significativo, in un Ministero storicamente e tradizionalmente “maschile” e proprio per questo da sempre appannaggio degli uomini. Salutiamo con grande piacere questa assoluta novità, convinti che la novità di genere possa essere apportatrice di sensibilità e approcci nuovi nella gestione della Difesa.
Al nuovo Ministro, abbiamo provveduto ad inviare il seguente telegramma di felicitazioni e di auguri: “Nel momento in cui assume l’alto incarico di Ministro della Difesa, prima donna nella storia del Dicastero, Le giungano a nome mio e della O.S. FLP DIFESA le felicitazioni più vive e gli auguri di buon lavoro. La componente civile svolge da sempre un ruolo fondamentale ed insostituibile nell’ A.D., e siamo certi che le diverse e tuttora presenti problematiche della categoria troveranno nella S.V. adeguata attenzione e piena disponibilità al confronto con le Forze Sociali, in continuità con la Sua precedente esperienza di Sottosegretario delegato e con riferimento in particolare alle incombenze legate ai DD. LLgs. attuativi della delega per la riduzione dello strumento militare. Giancarlo Pittelli – Coordinatore Generale FLP DIFESA”
Il nuovo Ministro troverà sul tavolo una serie di problemi di notevole entità: dall’incredibile e tuttora irrisolta vicenda dei due fucilieri della Marina Militare, detenuti a New Delhi oramai da due anni, al nodo controverso dell’acquisto degli F35, sulla cui affidabilità sono stati sollevati recentemente dei fondati dubbi che parrebbero orientare il maggior partito di maggioranza (PD) a chiederne il dimezzamento negli acquisti (da 90 a 45) e la diversificazione con gli Eurofighter ; dalla nomina dei nuovi vertici dell’AISE (Agenzia informazioni e sicurezza esterna), il servizio segreto militare, a quelle in Finmeccanica, società partecipata dal Tesoro ma sulla cui governance una parola importante spetta da sempre alla Difesa, al cui vertice sembrerebbe destinato l’amm. Di Paola.; e, infine, la realizzazione del complesso processo di riduzione dello strumento militare di cui ai DD. LLgs. nn. 7 e 8/2014 attuativi della Legge 244, in cima al quale sta la ripartizione di compiti e funzioni tra aree/ uffici dell’A.D. e di cui al redigendo Regolamento, un impegno questo oltremodo difficile, rispetto al quali appare davvero centrale il rapporto con le Parti Sociali.
(Giancarlo Pittelli)
Il saluto al Ministro nell’Ufficio di GabinettoLe felicitazioni del Vice Capo di Gabinetto al Ministro
News dell’ 11 febbraio 2014, h. 21.30 –
Nel Supplemento Ordinario n. 12/L della Gazzetta Ufficiale n. 34 dell’11 febbraio 2014 sono stati pubblicati i due decreti attuativi della legge delega 13.12.2012, n. 244 per il riordino in chiave riduttiva dello strumento militare nazionale e precisamente:
– Decreto Legislativo 28 gennaio 2014, n. 7 recante: “Disposizioni in materia di revisione in senso riduttivo dell’assetto strutturale e organizzativo delle Forze armate ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettere a), b) e d) della legge 31 dicembre 2012, n. 244”
Entrambi i decreti entrerannoin vigore a far data dal 26 febbraio 2014.
Pubblichiamo di seguito il S.O. n. 12/L alla G.U. n. 34 che reca i testi dei due decreti con le relative note, ai quali dedicheremo nei prossimi giorni uno specifico Notiziario con le nostre valutazioni conclusive sui contenuti definitivi dei due provvedimenti.
Lo Stato Maggiore Marina ha incontrato nella giornata di oggi la nostra O.S. . La riunione, presieduta dal Capo del 1° Reparto amm. Pietro. L. Ricca, aveva all’o.d.g. il riordino del settore infrastrutturale della FA e gli altri provvedimenti di riordino previsti per il 2014. Ne diamo una sintesi per argomenti trattati.
RIORDINO SETTORE INFRASTRUTTURALE DELLA MARINA
Come succede purtroppo da qualche tempo, lo SMM emana direttive di riordino della F.A. senza informare preventivamente le OO.SS. E’ successo con la Direttiva n. 2 (vds. Notiziario n. 4 dell’11.01.2013), con la Direttiva n. 3 del 22.01.2013 (vds. Notiziario n. 16 del 7.02.2013) e più recentemente, con la “Direttiva per l’organizzazione delle attività infrastrutturali” del dicembre 2013 della quale siamo venuti a conoscenza per altre vie, cosa che ha indotto la nostra O.S., con nota del 9 u.s. qui pubblicata, a richiedere un incontro che, esteso ovviamente a tutte le altre sigle, si è tenuto oggi.
Nel segnalare in apertura di riunione la nostra vivissima preoccupazione per questo recente, ripetuto modo di procedere della Marina, che ovviamente impedisce qualsiasi confronto di merito a monte delle scelte di riordino, FLP DIFESA ha riproposto la necessità che le Forze Sociali vengano coinvolte sistematicamente e preventivamente prima di ogni decisione di riordino, come peraltro fanno lodevolmente altre FF.AA., allo scopo di permetterci di fornire utili contributi al riguardo. E, questo, con riferimento sia al piano nazionale che a quello periferico.
In ordine alla “Direttiva per l’organizzazione delle attività infrastrutturali”del dicembre 2013, con connesso “ordine del giorno n. 16 del 30.12.2013” (entrambi i documenti sono pubblicati su questa stessa pagina), occorre innanzitutto dire che il riassetto organizzativo, in forma sperimentale per un anno e a decorrenza dal 31 gen. p.v., è basato sul principio della “responsabilità per prodotto” al posto di quello “della responsabilità per competenza territoriale” fino ad oggi adottato dalla F.A., e dunque rappresenta una svolta notevolissima. Detto riassetto interessa sia l’organizzazione infrastrutturale che quella demaniale, e tocca sia il livello centrale sia quello periferico, come si desume dagli allegati 3a e 3b della Direttiva; in aggiunta, e questo rappresenta per noi ovviamente un problema di non poco conto, le organizzazioni tipo della “Nuova Sezione” e del “Nuovo Ufficio” del Genio (vds. allegati 4a e 4b) mostrano una strutturazione interna molto poco “civilizzata”, alla faccia della indicazione precisa contenuta nel D.Lgs. ordinamentale attuativo L. 244/2012 (attribuzione di compiti e funzioni ai civili).
Nel segnalare al Capo del 1° Reparto il nostro preciso dissenso al riguardo, abbiamo chiesto che venga dedicato un successivo e apposito incontro sull’argomento, e che in periferia vengano rapidamente fornite alle rappresentanze locali tutte le informazioni di dettaglio relative a ciascun Ente interessato.
MARICAPITALE E MARIDIST ROMA
La riprova del modo tutto particolare di procedere ultimamente della Marina, è la vicenda che riguarda MARICAPITALE, ente destinato entro il 31 marzo p.v. – al pari dei MARIDIPART – alla riorganizzazione in Comando Marittimo (nuova denominazione nel Decreto attuativo della delega al posto di quella iniziale di Comando Logistico) con la già concordata procedura semplificata di reimpiego, stante la prevista permanenza nello stesso sedime. Ebbene, a seguito di una recentissima visita del Capo di SMM, l’orizzonte si è totalmente modificato e in un battibaleno si è venuto a sapere che sia MARIDIST (entro gennaio) che MARICAPITALE (entro febbraio) dovranno traslocare in altra infrastruttura con cambio di sedime (e, per alcuni lavoratori, anche con cambio di dipendenza) e naturalmente anche con cambio di procedura di reimpiego. Immediata la protesta delle OO.SS./RSU (vds. nota unitaria pubblicata su questa stessa pagina), nella quale sono poste precise questioni e viene richiesta l’immediata sospensione del provvedimento, alla quale naturalmente ci associamo pienamente ritendendo peraltro necessario ed urgente un incontro nazionale, che abbiamo richiesto, per chiarire i termini della vicenda.
RIORDINI M.M. ANNO 2014
Lo SMM ci ha consegnato in riunione il prospetto che alleghiamo al presente Notiziario che reca i provvedimenti di riordino discendenti dalla legge delega e di cui ai decreti attuativi di prossima pubblicazione sulla G.U. . Nel prenderne solo atto, abbiamo ricordato innanzitutto che la procedura di reimpiego va concordata a livello nazionalee segnalato al Capo del 1° Reparto come, in particolare per i provvedimenti più pesanti fissati al 31 marzo p.v. che interessano MARISTANAV (ex Maribase) e Comandi Marittimi(ex Maridipart), con la sola lodevole eccezione di La Spezia, non si siano ancora avviati i confronti, né locali né nazionali, in merito alla configurazione dei nuovi Enti, alla loro struttura organizzative, alle nuove dotazioni organiche e agli incarichi/funzioni attribuiti ai civili. Su La Spezia, unica sede finora, il confronto c’è stato ancorchè non ancora ultimato, ma dalle bozze consegnate dall’Amministrazione è emersa una evidente decivilizzazione degli Uffici a tutto vantaggio dei militari.
Lo SMM ha attribuito il mancato avvio dei tavoli di confronto alla indisponibilità sinora dichiarata da alcune sigle. E’ dunque esattamente avvenuto quello che temevamo (si legga il punto 3. del Notiziario n. 109 del 30.10.2013), con il risultato di aver perso molto tempo che sarà ora molto difficile recuperare. In ogni caso, abbiamo richiesto il rapido avvio dei tavoli locali, e SMM si è impegnato in tal senso.
ARSENALI ED ENTI INDUSTRIALI
In considerazione delle novità introdotte dalla recente legge di stabilità 2014 (Legge 27.12.2013, n. 147, art. 1, commi dal n. 37 al n. 39) che attribuiscono contributi ventennali all’industria navalmeccanica e ad alta tecnologia, e tenuto conto delle previsioni di cui all’art. 12, comma 2259-sexies, del decreto legislativo sul personale attuativo della delega ex L.244 (“Enti dipendenti dai Comandi Logistici di Forza Armata”) che recano disposizioni innovative in materia di organici e di razionalizzazione delle produzioni e prevedono la reinternalizzazione di servizi e lavori, FLP DIFESA ha rappresentato al Capo del 1° Reparto che esistono oggi tutte le condizioni per rilanciare il confronto tra F.A. e OO.SS. sul riefficientamento degli Arsenali e sui Centri Tecnici della M.M. L’amm. Ricca, nel convenire sul quadro di situazione nuovo che si è venuto a determinare, ci ha comunicato che, anche in previsione della revisione dei decreti di struttura degli Arsenali, è intenzione dello SMM avviare il confronto con le Parti sociali partendo in primis dal livello locale, e dunque da Taranto, La Spezia e Augusta, per poi chiudere conclusivamente il confronto sul tavolo nazionale.
NUOVE DOTAZIONI ORGANICHE DELLA MARINA
A seguito di nostra specifica richiesta, l’amm. Ricca ci ha comunicato che SMD non ha ancora reso noto la dotazione organica di personale civile per F.A.. e la sua distribuzione in aree e profili. Nel prenderne atto, (si deve ricordare a tal riguardo che il DPCM con i numeri della Difesa è del 23 gennaio 2013!), abbiamo osservato che, pur in presenza di dati non ancora certi all’unità, sarebbe comunque utile avviare un confronto preliminare tra F.A e OO.SS. per poter già ragionare sui criteri ispiratori e sulle linee generali che presiederanno alla rivisitazione delle dotazioni organiche di Ente. Dobbiamo dire che , a tal riguardo, il Capo del 1° Reparto ha espresso invece un convincimento diverso, e cioè che sia più utile conoscere prima la reale assegnazione per aree e profili determinata da SMD, per poter avere un quadro più preciso sulle effettive disponibilità in capo alla M.M. e su queste orientare e dimensionare le scelte.
Il Comando Logistico dell’Esercito torna a farsi sentire. Questa volta, sotto tiro ci sono i buoni pasto erogati al personale dipendente. Ma cerchiamo di mettere a fuoco la problematica in atto.
Con foglio n. 90271 del 14 ottobre u.s., il Dipartimento di Commissariato di quel Comando, “al fine di fornire ai Comandanti degli EDRC uno strumento di ausilio nell’ambito del processo decisionale di adozione del buono pasto”, ha trasmesso un documento recante “Linee guida per la valutazione dell’adozione del buono pasto in sostituzione del servizio di vettovagliamento” per la successiva diffusione “ai minimi livelli ordinativi” (il documento è pubblicato su questa stessa pagina). Uno apprezzabile sforzo di chiarezza sull’argomento da parte del Comando Logistico, di cui si sentiva oltremodo la necessità in questo momento così difficile per la Difesa in generale e per l’ Esercito in particolare, chiamato a dare il maggior contributo nell’operazione di riduzione dello strumento militare.
Più recentemente, dopo “apposita videoconferenza”, con nota prot. n. 1757 del 14 u.s., lo stesso Dipartimento di Commissariato ha trasmesso ai Comandi Logistici di area (COM LOG NORD di Padova e COM LOG SUD di Napoli) una successiva nota con la quale:
ha richiamato i “concetti chiave” (testuale) espressi nelle “Linee guida” cosi sintetizzati: “il buono pasto si configura come mero strumento sostitutivo delle prioritarie forme di servizio di vettovagliamento”; lo SME-IV Reparto RL ha ribadito l’adozione circoscritta del buono pasto, precisandone i limiti e i vincoli applicativi; nel caso specifico di mancanza contemporanea del servizio mensa e delle condizioni minime necessarie per l’adozione del buono pasto e conseguente fruizione del servizio vettovagliamento presso la mensa di altra caserma viciniore.., tenuto conto del qualificato parere espresso in merito dalla D.G. Persociv (pubblicato sul nostro sito), per il personale non sussiste l’obbligo di recuperare l’eventuale tempo eccedente i 30 minuti (impiegato per il trasferimento), qualora il trasporto venga assicurato con apposito mezzo di servizio” .;
ha reso noto le “determinazioni” del Comandante Logistico dell’Esercito per gli EDRC dell’area logistica, che per alcuni Enti (CERICO ROMA; CERICO NAPOLI; SERICO Cagliari; etc.) fanno saltare i buoni pasto con ricadute di varia natura per gli interessati e dispone l’aggregazione per il vitto di tutti i lavoratori militari e civili presso mense di altri Enti, con trasporto a cura dell’A.D.
Se questi sono gli accadimenti, poniamo tre ordini di problemi che proviamo a indicare ai colleghi.
Il primo: siamo sicuri che sia corretta l’interpretazione che fa il Cdo Logistico della risposta di Persociv al quesito? Il secondo: pur ipotizzando l’intento positivo di detto Comando volto a contenere la spesa pubblica in funzione “spending review”, vien da chiedersi: costa di più allo Stato, per unità di lavoro, concedere il buono pasto (vds. documento sui costi effettivi pubblicato su questa stessa pagina) o la somma combinata dei diversi costi derivanti dal pasto erogato, dai servizi di trasporto e dal tempo di lavoro sottratto al servizio? Come già avvenuto in altre circostanze (nostro Notiziario n. 36 del 25.03.2013 ripreso da un articolo de IL FATTO QUOTIDIANO, che ripubblichiamo su questa stessa pagina), si ha l’impressione di un modo tutto particolare di intendere la spending review. Infine, terza e ultima considerazione: creare situazioni di malessere nel personale e conflitti con le OO.SS. serve alla F.A. alla vigilia di un’operazione di riordino così impegnativa? Cosa dice SME? Condivide, nel merito e nel metodo, questo modo di procedere?
In relazione a quanto precede, abbiamo inviato al Capo di SME la nota che pubblichiamo di seguito.
L’audizione, presso le Commissioni Difesa di Camera e Senato in seduta congiunta, del Capo di SMD amm. Luigi Binelli Mantelli, avvenuta in data 21 novembre u.s. e di cui pubblichiamo sul nostro sito sia il testo predisposto che il video con gli interventi dei membri della Commissione e le relative risposte, è apparsa davvero molto interessante in quanto ricca di spunti e anche di alcuni elementi di chiarezza.
Rinviando per le altre questioni a un successivo Notiziario, iniziamo oggi a riferire dell’audizione del Capo di SMD partendo dall’argomento del giorno, su cui (pare) si sia concentrata l’attenzione delle Commissioni Difesa, e che anche per questo è stato uno dei punti al centro del confronto con il Ca. SMD.
Ci riferiamo alla ripartizione delle competenze tra SEGREDIFESA e STAMADIFESA, e dunque tra area tecnico-amministrativa e area tecnico-operativa, che l’art. 15 del Codice dell’Ordinamento Militare (COM), novellato dal decreto attuativo c.d. “ordinamentale”, affida ad un redigendo e successivo Regolamento. FLP DIFESA ha denunciato sin da subito il tentativo, portato avanti attraverso i decreti delegati, di depotenziare il ruolo di SGD e dell’area del Segretariato a tutto vantaggio di SMD, e lo ha fatto all’interno del proprio documento datato 15 luglio 2013 (allegato al Notiziario n. 82 di pari data) che abbiamo consegnato all’attenzione del Ministro in previsione degli allora imminenti tavoli di confronto sui due provvedimenti. Ne riportiamo di seguito il passaggio contenuto a fine pagina 6, che così recita testualmente:“le modifiche (dell’art 15) depotenziano, a nostro avviso, il ruolo di SGD, e, in abbinata ad altre modifiche previste (art. 41, comma 1, let c), riducono significativamente il ruolo del Segretario generale nei confronti del Capo di SMD, la cui posizione, viceversa, viene fortemente potenziata” . Sull’argomento siamo intervenuti più volte in sede di confronto con l’Amministrazione, ma ottenendo il più spesso risposte liquidatorie e negatrici della realtà; e identiche risposte sono venute anche da parte del Segretario Generale, gen. E. Stefanini, nel corso della sua recente audizione (si veda il Notiziario n. 124 del 18 u.s.), che ha presentato una situazione del tutto in linea con il passato e senza alcuna novità.
Dobbiamo dare atto all’amm. Binelli Mantelli di aver fatto chiarezza sull’argomento, andando al sodo del problema e alla sostanza vera delle intenzioni. Nel suo intervento, e successivamente in risposta all’on. Callipari che lo ha interrogato al riguardo, il Capo di SMD ha detto quasi testualmente così: “Serve una diversa ripartizione di compiti tra SMD e SGD. Serve una soluzione che attualizzi le competenze delle FF.AA. su aspetti interconnessi, e difficilmente separabili tra di loro, come il reclutamento, l’addestramento, la disciplina, lo stato giuridico, la formazione, le operazioni, le dinamiche salariali e la previdenza, e per questo serve conferire ai Capi di S.M. di Forza Armata le competenze di cui sopra. La parte innovativa del presente riassetto, il suo punto chiave, è dunque la <<governance>> del personale, che va gestita dalle FF.AA. e posta alle dirette competenze dei Capi di S.M., eliminando l’accentramento che c’è stato sinora su SGD e l’approccio burocratico che l’ha caratterizzata in questi anni” (vds. video).
Non servono commenti al riguardo, il progetto è ben chiaro e oramai in fase di ultimazione dopo le proposte del “Gruppo di progetto”. Lo hanno ben compreso i lavoratori di PERSOMIL e PREVIMIL, che ne hanno denunciato le finalità e le ricadute negative nel corso della assemblea del 31 ottobre u.s. (vds. Notiziario n. 118) promossa dalle RSU e che ha visto la presenza delle OO.SS. . Quell’assemblea ha approvato, con il voto unanime dei lavoratori, l’indizione di una manifestazione cittadina di protesta in via XX settembre, che è prevista per il 28 p.v.La nostra O.S., fedele all’impegno assunto, ci sarà, perché va lanciato un segnale forte e va fatto subito. Il Regolamento, infatti, è oramai alle porte!
Mercoledì 9 ottobre p.v. inizierà l’esame parlamentare dei due schemi di decreti attuativi della legge delega 31.12.2012, n. 244 sulla riduzione dello strumento militare. A due mesi esatti dalla loro adozione in prima lettura dal Consiglio dei Ministri (CdM), il 2 ottobre u.s. entrambi i provvedimenti sono stati assegnati ad ambedue le Commissioni Difesa (Atto n. 32, lo schema di D. Lgs. sugli assetti ordinamentali; Atto n. 33, lo schema di D. Lgs. sul personale, tutti e due pubblicati in questa stessa pagina come allegati). Successivamente, i Presidenti La Torre e Vito hanno nominato i relatori nelle persone dei rispettivi Capogruppi di PD e PDL: i senn. Vattuone e Alicata (per il Senato) e gli onn. Scanu e Cicu (per la Camera).
L’esame parlamentare dei due provvedimenti dovrebbe dunque procedere parallelamente, ancorchè separatamente, all’interno delle due Commissioni. Nel corso della prima riunione del 9 p.v., dovrebbero essere fissati i tempi per la relazione dei relatori (potrebbe essere martedì 15 ottobre) e, soprattutto, dovrebbe essere definito il calendario delle audizioni. Auspichiamo che vengano sentite anche le rappresentanze del personale, e dunque le OO.SS. della Difesa e i COCER interforze: per quanto ci riguarda, FLP DIFESA ha già formalizzato la richiesta di audizione con la nota inviata in data 23 settembre u.s. ai due Presidenti delle Commissioni Difesa, che ripubblichiamo in questa stessa pagina. L’esame delle Commissioni dovrà comunque necessariamente concludersi entro 60 giorni dalla data di assegnazione, con l’espressione del relativo “parere” che sarà di carattere esclusivamente consultivo; successivamente, il CdM provvederà alla definitiva adozione dei due provvedimenti attuativi, anche recependo le osservazioni e le proposte eventualmente contenute nei due pareri. Infine, come ultima tappa, ci sarà la pubblicazione dei due decreti in G.U., che dovrà accadere entro i 12 mesi dalla data di pubblicazione in Gazzetta della legge delega n. 244/2012, avvenuta in data 16 gennaio 2013 (G.U. n. 13).
Dopo avere così delineato il percorso, ancora lungo come si vede, che dovrà portare all’entrata in vigore dei due decreti, proviamo ora a mettere a fuoco le principali questioni sul tappeto. I colleghi ricorderanno certamente gli esiti positivi dei confronti di luglio tra l’Amministrazione e le OO.SS. nazionali: rispetto ai testi messi a punto dall’Ufficio Legislativo, molte le integrazioni e le modifiche positivamente operate su proposta unitaria delle OO.SS. (tra queste: previsione di “tendenziale attribuzione” di funzioni e compiti amministrativi al personale civile; rimodulazione delle norme riferite agli Stabilimenti dell’area industriale; riserva del 15% nella mobilità verso le altre AA.PP. per il personale civile della Difesa; risparmi derivanti dai riordini destinati in quota parte a FUA e formazione; e altre). Ma i testi adottati dal CdM evidenziano però anche dei punti di forte arretramento rispetto a quanto concordato nei confronti di luglio: la mancata previsione del limite assunzionale nei transiti del personale militare in esubero verso i ruoli civili della Difesa; la cancellazione dell’espresso riferimento alla “contrattazione decentrata d’amministrazione” per i reimpieghi; la cancellazione per i civili dell’opzione “esenzione” , mantenuta invece, e in che termini, per i militari. A questo, vanno poi aggiunti i punti su cui si era deciso di rinviare a settembre il confronto: la previsione del 50% di riserva dei posti nei concorsi civili per i volontari; la previsione di mobilità su base regionale nei piani triennali; e altre ancora.
Ebbene, a luglio avevamo concordato con il Ministro di riprendere il confronto sui testi usciti dal CdM subito dopo la pausa estiva. E’ già trascorso oltre un mese, il tempo stringe, è tempo di riavviare il tavolo.
Concludiamo con una informazione: in relazione alla denuncia resa in Parlamento dal Coordinatore di “Rete Italia Disarmo” circa l’acquisizione di tre veicoli F35 pur a fronte del temporaneo stop imposto dalla mozione votata il 26 giugno u.s., il Ministro Mauro è stato invitato a riferire in Commissione Difesa.
Nel quadro degli incontri informativi che le FF.AA. promuovono periodicamente con le OO.SS., nella mattinata di oggi si è tenuta a palazzo Marina una riunione tecnica con lo Stato Maggiore Marina- 1° Reparto, presieduta dall’ amm. P. Luciano Ricca, nella quale si è fatto il punto di situazione in merito ad alcuni provvedimenti di riordino di Enti della F.A. previsti per l’anno 2013, che di seguito vengono richiamati.
Il neo costituito COMANDO LOGISTICO (COMLOG) per riconfigurazione dell’ex Navispelog, si trasferirà a Nisida entro il 31/10/2013. L’attuale MARIDIST Napoli sarà invece riconfigurato come QGM entro il 31.12.2013, in esso troveranno impiego circa 150/160 unità e farà da supporto al COMLOG, che invece prevede un’ organico di circa 60 unità. In considerazione del numero di lavoratori attualmente presenti nella base di Napoli (circa 200), lo SMM prevede la collocazione di tutto il personale civile tra QGM e COMLOG ma, con riferimento a quest’ultimo Ente, ha evidenziato la necessità di disporre del personale già a partire dal 1 nov. p.v.. A nostro giudizio, la ricollocazione del personale di MARIDIST non potrà che avvenire attraverso la usuale procedura di reimpiego, che però avverrà successivamente alla data di trasferimento di COMLOG a Nisida. Stante così le cose, è evidente, e lo abbiamo detto, che l’esigenza di disporre in via anticipata di personale potrà essere assolta solo attraverso la ricerca di disponibilità individuali di singoli lavoratori e con modalità/percorsi concordati con OO.SS. terr.itoriali ed RSU.
Come è noto, il processo di riordino della Marina prevede la costituzione dei Comandi stazione navale (COMSTANAV) per riconfigurazione dei MARIBASE, che assorbiranno le funzioni di supporto diretto (le DSD) attualmente inserite negli Arsenali, e avranno sede a Taranto, Spezia e Augusta e dipendenza da un Comando Forze. Nelle intenzioni della F.A. (seconda Direttiva a firma dell’amm. Binelli Mantelli, vds Notiziario n. 16 del 7.02.2013), la costituzione dei COMSTANAV verrà resa effettiva in data 31.12.2013, ma dal 1 maggio 2013 è stato già costituito in via sperimentale MARISTANAV La Spezia (DM 29.03.2013, allegato 2 allo schema di decreto attuativo legge 244/2012 c.d. “ordinamentale”). A tal riguardo, è operante presso la base spezzina un “gruppo di lavoro” paritetico A.D.–RSU, che sta approfondendo tutti gli aspetti (struttura organizzativa; dotazioni organiche; incarichi; etc.) legati a questo provvedimento, dei cui esiti daremo informazione successiva. FLP DIFESA ha chiesto che, con congruo anticipo rispetto alla costituzione dei MARISTANAV (entro il 31.12.2013), venga fissata una specifica riunione nazionale nella quale, sulla base degli esiti della sperimentazione di La Spezia, si discuta e si decida sulla struttura organizzativa definitiva, sugli organici, sugli impieghi e sugli incarichi.
Analoga richiesta la nostra O.S. ha avanzato per quanto attiene la costituzione dei COM LOG D’AREA. Come si ricorderà (Direttiva del Capo SMM del 22.01.2013, vds. nostro Notiziario n. 16 del 7.02.2013), il riordino della F.A. prevede la riconfigurazione entro il 31.12.2013 dei MARIDIPART di Taranto e La Spezia, di MARICAPITALE e di MARISICILIA in Comandi logistici di area. Ebbene, essendo noi a conoscenza che gli AA.CC. hanno consegnato alle Rappresentanze locali le ipotesi di struttura organizzativa e di organico dei nascenti COMLOG, atteso che i nuovi Enti avranno quasi uguali competenze e struttura organizzativa, FLP DIFESA ha analogamente chiesto che, con congruo anticipo rispetto alla costituzione dei COMLOG (entro 2013), venga fissata una specifica riunione nazionale nella quale si discuta e si decida sulla struttura organizzativa definitiva, sugli organici, sugli impieghi e sugli incarichi dei nuovi Enti, che occuperanno una posizione strategica nell’organizzazione futura della M.M.
Avvertiamo a questo punto la necessità di spiegare meglio il senso della nostra richiesta di “tavolo nazionale” sia con riferimento ai MARISTANAV sia con riferimento ai COMLOG d’area. Sappiamo, avendone letto il comunicato, che altre OO.SS. hanno chiesto alla F.A. “la sospensione di qualsiasi provvedimento in attuazione dei decreti legislativi in itinere”. Una posizione legittima, sia chiaro, e che rispettiamo pienamente, ma dalla quale dissentiamo per i motivi che proveremo ora a spiegare ai colleghi.
E’ ben vero che i provvedimenti di riordino di cui trattasi sono stati inseriti nei decreti legislativi in itinere e che non sono ancora operativi, ma deve essere precisato che trattasi di provvedimenti adottati “ai sensi dell’art.10, comma 3, del Codice dell’Ordinamento militare” (art. 2188-ter del decreto attuativo c.d.” ordinamentale”), che dispone che il Ministro della Difesa “può sopprimere o riorganizzare, con proprio decreto, emanato su proposta del Capo di SMD, Enti e organismi nel quadro del processo di ristrutturazione delle FF.AA…..” . Dunque, tradotto in soldoni, il loro inserimento all’interno dei decreti attuativi della delega serve solo a raggiungere quel 30% minimo di riduzione dell’assetto delle F.A. previsto dalla legge delega n. 244/2012, ma non risulta subordinato all’approvazione dei decreti attuativi.
Dunque, a fronte di questo quadro di situazione, appare poco utile richiedere “sospensioni” di provvedimenti che comunque vedranno la luce, lasciando così alla F.A. la libertà di procedere in via unilaterale; molto più utile, ci sembra invece, dare concreta attuazione al “sentite le organizzazioni sindacali rappresentative” per discutere e definire con la F.A. struttura, organici, impieghi e incarichi dei nuovi gli Enti. E facciamo, a tal proposito, un esempio concreto. Dicevamo prima che, per quanto attiene MARISTANAV e COMLOG, sono state consegnate alle Rappresentanze Locali l’ipotesi della F.A. su struttura e organici. Ebbene, ad un primo giudizio delle stesse Rappresentanze locali, i nuovi Enti evidenziano un profilo molto “militarizzato”, che FLP DIFESA ha denunciato a SMM nella riunione di oggi, con molti incarichi tecnico-amministrativi assegnati a personale militare e conseguente penalizzazione delle professionalità civili. Ebbene, noi vogliamo modificare questo disegno dei nuovi Enti, e per farlo dobbiamo discutere con la F.A. evitando posizioni aventiniane che fatalmente lascerebbero campo a unilaterali decisioni della F.A. che poi penalizzerebbero negli anni i lavoratori civili. Attenzione a questo aspetto! Così noi la pensiamo, così ci siamo comportati nel recente incontro con lo SME ottenendo qualche buon risultato in merito ad una altro A.C. ( Notiziario n. 106 del 24.09.2013), e così continueremo a fare. Dobbiamo dare sostanza e concretezza alla “tendenziale attribuzione di compiti e funzioni al personale civile” prevista dal decreto attuativo c.d. “ordinamentale”, ed esigerne la più coerente applicazione.
A conclusione dell’incontro, abbiamo formalizzato la richiesta di incontro con il Capo di Stato Maggiore della Marina per discutere dell’attuale situazione di sofferenza e delle prospettive future degli Arsenali della Marina Militare, rispetto ai quali abbiamo apprezzato il grido di dolore venuto in più circostanze dall’amm. De Giorgi. Quegli Stabilimenti vivono oggi una situazione di grande sofferenza, dovute sì alle scelte non certo ottimali del passato, ma anche derivanti da situazioni oggettive attuali, prime fra tutti l’esiguità delle risorse economiche disponibili e il mancato turnover del personale. Va ricordato a tal riguardo come, nel corso delle audizioni parlamentari e in altre interventi pubblici, il Capo di SMM abbia richiamato l’attenzione della pubblica opinione sulla necessità (e anche sull’utilità ai fini stessi del contenimento della spesa pubblica) di ridare efficienza a quelle strutture, e lo stesso ha ribadito nella lettera di risposta inviata a FLP DIFESA in data 12 feb. u.s. che ripubblichiamo in questa stessa pagina.
Oggi però la “questione Arsenali” si arricchisce di un elemento nuovo ed importante, che consiste nelle novità richieste dal Sindacato e poi recepite nello schema di decreto attuativo sul personale (art. 2259-sexies – Enti dipendenti dai Comandi Logistici della F.A.), eche, soprattutto per quanto attiene ai processi di reinternalizzazione delle attività, potrebbero costituire un tassello importante nei percorsi di riefficientamento, naturalmente insieme a quel “piano emergenziale delle assunzioni” la cui necessità è stata richiamata dallo stesso Capo di SMM nella lettera a noi destinata, e che ha come prima, imperdibile tappa, le assunzioni dei vincitori di concorsi pubblici, per le quali Persociv ha già avanzato richiesta alla F.P.
Riteniamo che sia oramai tempo di avviare un confronto con la F.A. sulle prospettive future degli Arsenali che sono ritenuti strategici dalla stessa M.M., e per questo abbiamo chiesto l’incontro con l’amm. De Giorgi.
Sullo sfondo, palazzo Baracchini sede della riunione con il Sottosegretario Pinotti
Martedì 17 p.v., riprende il confronto con il Vertice politico dopo la pausa estiva. All’ordine del giorno della riunione con il Sottosegretario sen. Roberta Pinotti, sono formalmente iscritti due punti (linee generali di riorganizzazione e mobilità), ma è facile prevedere che la discussione spazierà certamente anche ad altre questioni, e in particolare a quelle di più stretta attualità.
In primo luogo, gli schemi di decreti attuativi della delega per il riordino dello strumento militare, adottati dal Consiglio dei Ministri (CdM) in data 8 agosto u.s. (si veda il nostro Notiziario n. 89 di pari data) con alcune novità importanti rispetto ai testi elaborati dall’Ufficio Legislativo a conclusione dei confronti con le OO.SS., prima tecnici e poi sul tavolo politico.
I testi varati dal CdM recano alcune importanti novità, alcune positive, altre invece di segno decisamente negativo, di cui abbiamo già riferito nel nostro Notiziario n. 91 del 19 agosto u.s.. Ricordiamo le nostre considerazioni al riguardo: ottima cosa, innanzitutto, l’estensione anche al personale non dirigente, come FLP DIFESA aveva espressamente richiesto, della previsione di “tendenziale attribuzione” di funzioni e compiti amministrativi al personale civile, inizialmente prevista solo per il personale di livello dirigenziale, fatto questo che potrebbe rappresentare una svolta ancorché un po’ mitigata da quel “tendenziale” ; positiva anche la rimodulazione nel senso da noi richiesto delle norme riferite all’area industriale, e altrettanto positiva la riserva del 15% nella mobilità verso le altre AA.PP. per il personale civile della Difesa. Abbiamo invece giudicato in modo decisamente negativo alcune modifiche, tra le quali: la mancata previsione del limite delle facoltà assunzionali nei transiti del personale militare in esubero verso i ruoli civili della Difesa, cosa che giudichiamo grave anche in ragione delle assicurazioni che ci erano state fornite al riguardo; la cancellazione dell’espresso riferimento alla “contrattazione decentrata d’amministrazione” per determinare i criteri e le procedure nelle operazioni di reimpiego; l’espunzione dell’opzione “esenzione” per il personale civile, mantenuta invece, e in che termini, per i militari. Complessivamente, più ombre che luci nelle novità introdotte dal CdM che, a nostro avviso, fanno registrare un certo passo all’indietro.
A questo, si aggiungano poi i problemi non risolti e rinviati al prosieguo del confronto: la previsione del 50% di riserva dei posti nei concorsi civili per i volontari; la mobilità interna su base regionale; la previsione di una norma ad hoc che consenta, almeno da qui al 2018, il recupero delle modalità di maggior favore per l’accesso al trattamento pensionistico ex L. 135/2012 (ricordiamo che il recente Decreto Legge n. 101/2013 ha già allargato i termini al 31.12.2015). E, infine, la madre di tutte le questioni ancora aperte, la controversa e spinosissima questione legata alla “tabella di equiparazione” tra gradi militari e inquadramenti civili, che naturalmente oggi, alla luce del soppresso vincolo alle facoltà assunzionali, appare ancora più centrale: noi saremo rigorosamente attestati sulla posizione unitariamente espressa da tutto il Sindacato nei tavoli tecnici (transito secco di tutti i SS.UU. in area 2^ e degli UU. in area 3^). Infine, non possiamo non osservare che, mentre si tagliano posti di lavoro, permangono ancora sprechi e privilegi inammissibili, alcuni dei quali codificati negli stessi schemi dei decreti attuativi.
E’ di tutta evidenza allora che, su tutte queste questioni irrisolte, occorrerà riprendere il confronto con l’A.D., e occorrerà farlo anche presto perché i tempi a disposizione, non superiori a quelli assegnati alle Commissioni Difesa, appaiono davvero molto ristretti.
In secondo luogo, le problematiche, estremamente attuali, legate ai c.d. “pensionamenti in soprannumero” previsti dalla Legge 135/2012 (“spending review, conversione del DL 95), in ordine ai quali sono state emanate, prima la circolare della Funzione Pubblica n. 3/2013 (vds. Notiziario n. 88 del 5 agosto) e più recentemente la circolare Persociv n. 52028 (vds. Notiziario n. 97 del 9 settembre). A tal proposito, noi riteniamo necessario e urgente aprire un confronto con l’Amministrazione, tecnico e politico, che peraltro abbiamo già richiesto da tempo con nota datata 8 agosto 2013 inviata al Sottosegretario Pinotti all’indomani della pubblicazione della circolare della F.P. .
La questione dei “pensionamenti in soprannumero” si intreccia in un qualche modo anche con le recenti disposizioni introdotte dall’art. 2 del Decreto Legge 31.08.2013, n. 101. Conosciamo tutti le difficoltà nelle quali si dibattono da tempo gli Enti della Difesa a fronte del mancato turnover di tutti questi anni e del progressivo invecchiamento delle professionalità. Ebbene, i pensionamenti in soprannumero, quelli delle professionalità tecniche in particolare, non potranno che appesantire ulteriormente e aggravare di molto la situazione attuale, rispetto alla quale l’unica risposta possibile sta nell’assunzione di nuovo personale.
Come sappiamo, giuste disposizioni del DL 101, non sarà possibile assumere personale in 1^ e 2^ area fin quando permarranno posizioni soprannumerarie; ma in area 3^ la situazione è diversa, in quanto sono state “certificate” n. 175 posizioni carenti e Persociv ha già trasmesso da tempo alla F.P. la richiesta di assunzione dei vincitori di concorsi pubblici per la Difesa. Entro il 30 settembre p.v. (art. 2, comma 2, punto 3), l’Amministrazione dovrà predisporre il piano di “previsione delle cessazioni dal servizio” ai fini della verifica della riassorbibilità delle posizioni soprannumerarie e anche ai fini della copertura dei posti vacanti nelle aree carenti. A tal riguardo, chiederemo al Sottosegretario un impegno particolare su questo punto, anche per evitare interpretazioni restrittive e penalizzanti che limiterebbero le possibilità assunzionali anche per l’area 3^, che andrebbero ad aggiungere benzina alla già esplosiva situazione attuale.
In merito ai punti formalmente iscritti all’o.d.g. della riunione di martedì 17:
– per quanto attiene la questione della “mobilità”, noi pensiamo che debba essere sollecitamente ripreso il confronto tecnico a Persociv avviato il 2 agosto 2012 e poi interrotto dopo la terza, infruttuosa riunione del 17 ottobre dello stesso anno, e nel cui contesto andranno affrontate anche le problematiche legate alla mobilità interna su base regionale (prevista dallo secondo schema di D.Lgs. attuativo della delega) e alle procedure di reimpiego che, anche in relazione a quanto avvenuto in occasione del recente riordino della Sanità, necessita di una opportuna messa a punto;
– per quanto riguarda “le linee generali di organizzazione”, ascolteremo naturalmente con estrema attenzione quanto ci dirà il Sottosegretario e le proposte che verranno eventualmente avanzate, fermo restando il fatto che, a nostro avviso, occorrerà aprire, anche qui abbastanza rapidamente, un confronto con l’Amministrazione in previsione di due scadenze importantissime:
la costruzione del disegno di legge preannunciato dal comunicato stampa del Consiglio dei Ministri dell’8 agosto u.s. che ha adottato gli schemi dei decreti attuativi (“per tutto il Governo è comune e stringente l’impegno nel procedere, con altrettanta tempestività, a dare corso ad una completa revisione dei ruoli ed al riordino delle carriere di tutto il comparto difesa e sicurezza, tale da soddisfare le legittime aspettative del personale civile e militare, avviando, sin da subito, le attività di elaborazione di un apposito disegno di legge”). Un’occasione davvero da non perdere!
la redazione del “Regolamento” di cui all’art. 15 C.O.M., come novellato dal primo schema di D.Lgs. (“ordinamentale”) attuativo della delega, che dovrà provvedere alla “ripartizione delle funzioni e dei compiti” tra le due aree del nostro Dicastero (“area tecnico-amministrativa” con a capo Segredifesa e “area tecnico-operativa” con a capo Stato Maggiore Difesa) e, in quel contesto, dovrà definire le condizioni per favorire “la tendenziale attribuzione di funzioni e compiti tecnico-amministrativi al personale civile di livello dirigenziale e non dirigenziale appartenente ai ruoli del Ministero Difesa”, una circostanza, questa, che se realizzata, potrebbe determinare davvero un punto di svolta nella nostra Amministrazione. Anche qui, dunque, un’occasione da non perdere!
Informeremo i colleghi, come al solito celermente e compiutamente, sui contenuti e sulle risultanze dell’incontro di martedì 17 p.v. con il Sottosegretario delegato, sen. Pinotti.
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario n. 89 dell’8 agosto 2013 –
Nel corso della riunione odierna, il Consiglio dei Ministri, ha dato il via libera ai due decreti legislativi (DD.LLgs.) che recano il riassetto in chiave riduttiva, strutturale e organizzativo, delle FF.AA. Gli schemi di decreti legislativi varati dal CDM sono, come noto, due: il primo, relativo alle riduzione degli organici civili e militari; il secondo, recante le disposizioni sulle riduzioni delle FF.AA.
I colleghi conoscono bene il percorso di questi due provvedimenti, un percorso fortemente segnato dalle norme contenute nella legge delega n. 244/2012 voluta dall’ex Ministro Di Paola, che FLP DIFESA, allora, da subito e da sola, purtroppo, ha contrastato, sensibilizzando e mobilitando la categoria con una serie di iniziative, prima delle quali la straordinaria manifestazione nazionale del 6 luglio 2012. Il rifiuto di ogni confronto di merito da parte dell’amm. Di Paola e la mancanza, allora, di una efficace azione di contrasto da parte di tutto il Sindacato, ne hanno condizionato in negativo l’intero processo di formazione, e alla fine la legge è stata approvata con un carico molto penalizzante per il personale civile.
A fronte di questo quadro a tinte originariamente fosche, dobbiamo dare atto al Ministro Mauro, e lo facciamo ancora una volta senza i giri di valzer cui abbiamo assistito in queste settimane, di aver aperto un efficace canale di confronto con le Parti sociali, pur potendosi nascondere dietro il (facile) dito di una legge delega già scritta e vincolante. E’ nato da questa apertura l’intenso confronto sui tavoli tecnici (23,24 e 25 luglio), cui hanno poi fatto seguito gli incontri con il Sottosegretario Pinotti (29 luglio) e con il Ministro (30 luglio), sui cui contenuti abbiamo abbondantemente riferito nel nostro Notiziario n. 87. Un confronto approdato, alla fine, a due notevoli risultati: in primo luogo, alcune significative modifiche, nella direzione da noi auspicata, introdotte nei testi dei provvedimenti; in secondo luogo, la presa d’atto da parte del Ministro che esiste da tempo immemore una “questione civile” all’interno del Ministero Difesa, che va affrontata una volta per tutte con strumenti adeguati che riconoscano finalmente il ruolo e le funzioni del personale civile e ne demarchino le competenze nel rapporto con il personale militare.
Questa, per noi, è la madre di tutte le riforme, e dobbiamo dare atto al Ministro Mauro di avere compreso appieno il problema(vds. i Notiziario nn. 84 e 87 sui due incontri con il sen. Mauro) e di averne coerentemente dato subito seguito, come si evince da un passaggio dell’allegato comunicato stampa di Palazzo Chigi che riportiamo integralmente: “per tutto il Governo è comune e stringente l’impegno nel procedere, con altrettanta tempestività, a dare corso ad una completa revisione dei ruoli ed al riordino delle carriere di tutto il comparto difesa e sicurezza, tale da soddisfare le legittime aspettative del personale civile e militare, avviando, sin da subito, le attività di elaborazione di un apposito disegno di legge”. Davvero musica per le nostre orecchie, che su questi contenuti, come è noto a tutti, avevamo impostato la nostra battaglia contro le scelte del disegno di legge delega proposto da Di Paola: se allora il Sindacato fosse stato unito e compatto su queste linee, forza la delega avrebbe avuto tutt’altra storia!
Attendiamo ora di conoscere i testi usciti dal Consiglio dei Ministri per esprimere una nostra compiuta valutazione: da notizie in nostro possesso, il grosso delle modifiche introdotte dopo il confronto con le OO.SS. dovrebbe comunque essere passato, e in particolare quelle relative alle relazioni sindacali nei diversi passaggi e alla destinazione di quota parte dei risparmi a FUA e formazione; cassata invece, pare, la norma sull’ estensione ai civili dell’esenzione dal servizio, sulla quale, lo avevamo detto nelle riunioni tecniche, non ci facevamo molte illusioni; infine, la novità, pare, di una riserva di posti per il personale civile della Difesa (dal 2020?) nei processi di mobilità verso le altre Amministrazioni Pubbliche.
I due schemi oggi approvati, andranno ora al vaglio delle Commissioni Difesa di Camera e Senato.
I sen. Mauro e Pinotti nell’incontro del 18 luglio con le OO.SS.
Secondo incontro, oggi pomeriggio, con il Ministro della Difesa sen. Mario Mauro sui contenuti degli schemi di decreti attuativi della delega per il riordino dello strumento militare, incontro unitariamente richiesto dalle OO.SS. a fine riunione di ieri 29 luglio con il Sottosegretario delegato sen. Roberta Pinotti, a sua volta collocata a conclusione dei tavoli tecnici che si sono tenuti nella scorsa settimana. Dobbiamo quindi informare i colleghi su tutti i diversi passaggi di questa intensa settimana di confronti, e cercheremmo di farlo procedendo con ordine e, come nostra abitudine, in modo dettagliato.
Come si ricorderà, in data 3 u.s. (vds. Notiziario n. 77 di pari data) è stata consegnata alle OO.SS. nazionali la prima bozza degli articolati, con relativi allegati, dei due schemi di decreti legislativi (il primo sulla parte ordinamentale; il secondo sul personale civile e militare) attuativi della legge delega 31.12.2012, n. 244. A seguire, in data 15 luglio, la nostra O.S. presentò un proprio articolato documento recante, da una parte le nostre ben note posizioni critiche sulla legge delega, e dall’altra una serie di osservazioni e proposte modificative dei testi dei due decreti attuativi messi a punto dall’Ufficio Legislativo (il documento da noi elaborato è pubblicato sul nostro sito come allegato al Notiziario n. 82 del 15 u.s.). In data 18 luglio il Ministro ha incontrato le OO.SS. nazionali. In quella sede, illustrammo al sen. Mauro le nostre osservazioni e proposte di modifica, indicando da subito i limiti oggettivi derivanti dai paletti della delega (che aveva visto il Sindacato escluso da ogni confronto di merito sui contenuti della stessa) sui quali sarebbe stata comunque necessaria operare una riflessione, chiedendo al contempo di avviare tavoli tecnici di confronto per verificare la praticabilità di alcune modifiche finalizzate a ridurre la sproporzione esistente, enorme ed inaccettabile, delle opzioni diversamente offerte ai militari e ai civili a fronte dei tagli di posizioni organiche. In quella circostanza, il Ministro dichiarò la propria disponibilità al coinvolgimento delle OO.SS. anche in fase di costruzione dei provvedimenti legislativi (proprio quello che era mancato con Di Paola), una novità di non poco conto che apprezzammo molto. E, da questa apertura, sono nati i confronti tecnici della scorsa settimana (23, 24 e 25 luglio), ancorché all’interno di ambiti temporali molto ristretti dettati dalla tempistica indicata dal Ministro.
La intensa “tre giorni” di tavoli tecnici con l’Amministrazione ha indiscutibilmente portato ad alcuni buoni risultati, ancorchè ancora tutti da consolidare, che non possono essere in alcun modo sottovalutati. Risultati tutti dovuti alla capacità delle OO.SS., ed in modo sostanzialmente condiviso, di interloquire credibilmente con l’Amministrazione, che ne ha riconosciuto la fondatezza delle osservazioni e la sostenibilità delle proposte di integrazione e modifica, pur a fronte di quella delega e dei paletti e criteri da essa fissati. E, in apertura della riunione di ieri 29 luglio con il Sottosegretario Pinotti, sono finalmente arrivate le risposte dall’A.D., che il Capo Ufficio Legislativo ha così sintetizzato:
Schema D.Lgs. sul personale
i transiti dei militari in esubero nei ruoli civili potranno avvenire solo a domanda e nel rispetto degli organici e dei vincoli assunzionali (questione per noi pregiudiziale) e nel limite max del 20% annuo;
estensione al personale civile della Difesa della possibilità di esenzione dal servizio (ex esonero per noi) per come prevista per il personale militare, con retribuzione stipendiale dell’85% (era il 50%);
crescita dal 25 % al 100 della parte strutturale del FESI (il fondo dei militari) che andrà ad alimentare il nostro FUA in caso di transito di personale militare nei ruoli civili;
destinazione al FUA Difesa, in quota parte dal 2 al 5%, dei risparmi certificati che deriveranno dai processi di riordino delle FF.AA.;
destinazione, sempre in quota parte dal 2 al 5%, dei risparmi certificati per finanziare la formazione e ammissione dei civili ai corsi svolti negli Istituti militari in misura non inferiore al 20% ;
moduli formativi di base e di specializzazione per il personale civile di tutte le aree;
elevazione da 48 a 60 mesi del periodo di permanenza in servizio del personale eccedente che maturi entro quel termine i requisiti per la pensione, opzione più favorevole di quella prevista dalla L. 135;
avvio di processi di internalizzazione di servizi e lavori per gli Enti della c.d. “area industriale” (Arsenali M.M. e Poli E in primis) i cui risparmi verranno destinati all’efficientamento degli Enti, con ricognizione annuale di servizi e lavori esternalizzati ed esame dei settori di spesa improduttivi;
eliminazione di ogni riferimento alle “fasce retributive”, ma solo ad area e profili professionali;
adozione, e non approvazione, previo esame con le OO.SS., del piano di assorbimento delle eccedenze
rinvio a specifica relazione sindacale per tutta una serie di partite e di passaggi.
Schema D.Lgs. sugli assetti ordinamentali
obbligo di informazione preventiva alle OO.SS. sui provvedimenti di riordino, quelli inseriti nel D. Lgs. e quelli riconducibili all’art. 10 c. 3 del COM, e applicazione delle procedure contrattuali sui reimpieghi;
“Osservatorio” con le Rappresentanze del personale sullo stato di attuazione dei processi di riordino;
Acquisizione del parere delle OO.SS. ai fini dell’adozione del Regolamento di ripartizione di compiti e funzioni del Ministero Difesa, con “tendenziale attribuzione” di funzioni e compiti amministrativi a Uffici dirigenziali retti da Dirigenti civili
Queste, in estrema sintesi, le proposte sindacali che il Capo Ufficio legislativo ha dichiarato essere state recepite. Trattasi di modifiche/integrazioni importanti, apportate all’interno dei due testi e nei termini da noi richiesti, e di questo diamo atto all’Amministrazione. Tuttavia, restano ancora dei problemi.
Innanzitutto, ci sono delle richieste del Sindacato rimaste tuttora irrisolte, e per noi comunque importanti: l’estensione della “tendenziale attribuzione” di funzioni e compiti amministrativi anche a Uffici non dirigenziali retti da funzionari civili; la questione della “tabella di equiparazione”, rispetto alla quale non è stata fornita alcuna risposta rispetto alla proposta unitaria del tavolo sindacale di prevedere il transito secco di tutti i SU in area 2^ e degli U in area 3^; inevasa anche la proposta, avanzata nel corso dell’incontro con il Ministro del 18 u.s. (Notiziario n. 84 di pari data) per l’inserimento, nel provvedimento legislativo allo studio per la riforma della legge Fornero, di una norma ad hoc che consenta, almeno da qui al 2018, il recupero delle modalità di maggior favore per l’accesso al trattamento pensionistico ex L. 135/2012; la questione del 50% di riserva dei posti nei concorsi civili per il personale militare volontario; la mobilità interna anche su base regionale (avevamo chiesto fosse prevista solo “a domanda” e con modalità da ridefinire attraverso un apposito tavolo); ed altre di minor portata. Non potevamo accettare che queste questioni rimanessero irrisolte, e pertanto era necessario che il confronto tra le Parti proseguisse. Per questo, tutte le OO.SS. hanno rappresentato la necessità del rinvio a settembre della presentazione in Consiglio dei Ministri dei provvedimenti e, per questo motivo, tutte le sigle presenti hanno avanzato una richiesta di incontro urgente con il sen. Mauro, che si è tenuta oggi pomeriggio, e sui cui contenuti e risultanze conclusive proviamo ora a fornire una sintesi.
Dopo la breve introduzione del Sottosegretario Pinotti, che ha sintetizzato le risultanze dei tavoli tecnici e le richieste sindacali, è iniziato il consueto giro di tavolo della Parti sociali che ancora una volta, pur con diverse sottolineature, hanno evidenziato posizioni sostanzialmente unitarie e condivise.
FLP DIFESA ha innanzitutto riconosciuto il buon lavoro fatto dai tavoli tecnici, che ha portato alle modifiche/integrazioni sopra ricordate; ha però anche segnalato le questioni irrisolte sopra indicate, sulle quali occorrerà comunque riprendere la discussione e trovare auspicabilmente punti d’incontro.
Ha quindi segnalato al Ministro che restavano comunque altri nodi sul tappeto, e di spessore questa volta tutto politico. Ne abbiamo già parlato diffusamente nei nostri precedenti Notiziari, e vi abbiamo dedicato tutta la prima parte del “Documento” recante le osservazioni e proposte di FLP DIFESA inviato in data 15 u.s. al Gabinetto (vds. Notiziario n. 82 di pari data). I problemi di fondo, abbiamo detto al sen. Mauro, restano due, l’uno intrecciato all’altro: in primo luogo, l’enorme differenziazione tuttora esistente, in termini normativi e retributivi, tra personale militare e civile, che la delega avrebbe potuto e dovuto ridurre, e che viceversa non ha fatto; in secondo luogo, il mancante riconoscimento di ruolo e funzioni del personale civile, che, ove fossero state affermate, avrebbero potuto avviare quel processo di “civilizzazione” del Dicastero, che rappresenta la grande incompiuta della ristrutturazione Andreatta di metà anni ’90. Su questi nodi, la delega non ha fornito le risposte che attendevamo, e che continuiamo comunque ad attendere. Per questo, abbiamo chiesto al Ministro che, alle aperture in sede tecnica che abbiamo apprezzato, si affianchino impegni politici seri affinché, in tempi rapidi, queste due questioni vengano affrontate e avviate a soluzione allo scopo di aprire orizzonti nuovi all’impiego dei civili. Questo, a nostro avviso, potrebbe avvenire attraverso il riconoscimento di una qualche “specificità” della nostra categoria, o anche per altra strada, per noi non fa molta differenza, l’importante è che la forbice tra militari e civili si riduca e che il processo di civilizzazione cominci a marciare finalmente nella Difesa. Infine abbiamo ricordato al Ministro due ultime questioni. La prima: occorre affrontare, una volta per tutte, il problemi degli sprechi che ancora si annidano nella nostra Amministrazione e dei privilegi che appaiono ancora tanti, e a tal riguardo abbiamo ricordato l’ “ausiliaria” che costerà nel 2013 ben 430,6 milioni di euro, con un incremento rispetto al 2012 di 74,6 milioni pari al 21% (intervento del relatore sul Documento programmatico pluriennale 2013-2015 – Commissione Difesa della Camera del 24 luglio u.s.). In secondo luogo, in relazione alle voci che circolano su una possibile, seconda spending review in arrivo, abbiamo segnalato l’insostenibilità per la Difesa di ulteriori tagli di risorse e di posizioni organiche, che metterebbero certamente in grandissima sofferenza la nostra Amministrazione, e forse anche in modo irreparabile. Con la L.244, la Difesa ha avviato una operazione profonda e pluriennale di riduzione di spesa, e per questo deve restare fuori da ulteriori tagli, che rischierebbero di mandarla in default.
Nel suo intervento, il Ministro ha innanzitutto confermato che l’esame dei provvedimenti da parte del Consiglio dei Ministri è in agenda per il 2 agosto p.v., appuntamento a suo giudizio non rinviabile in considerazione dei tempi fissati dalla delega per il varo dei provvedimenti attuativi. Ha però confermato piena disponibilità e impegno, innanzitutto a difendere tutti gli approdi dei tavoli tecnici nelle verifiche tecniche preliminari all’esame degli “schemi” da parte del Consiglio dei Ministri; in secondo luogo, alla prosecuzione del confronto con le OO.SS. per approfondire tutte le questioni rimaste ancora irrisolte, al fine di trovare punti di convergenza che poi verrebbero recepiti in seno ai decreti che il Consiglio dei M. adotterà in via definitiva dopo l’espressione dei pareri da parte delle due Commissioni Difesa.
In merito alle questioni più squisitamente politiche da noi poste (riconoscimento pieno del ruolo e delle funzioni del personale civile e impegni concreti per ridurre la forbice, retributiva e normativa, tra personale militare e civile), il Ministro si è detto disponibile ad aprire un tavolo politico di confronto per la riforma della Difesa, “che individui le specificità e per chi”, nel cui contesto sarebbe possibile rivedere ruolo e funzioni del personale civile. Un’apertura davvero importante, che segue peraltro a quella del primo incontro, e potrebbe aprire scenari nuovi e prospettive interessanti per la categoria. Il Ministro ha però segnalato la difficoltà nel far “digerire” tutti i contenuti dei decreti alle altre AA.PP., che dovrebbero, a suo giudizio, aiutare questa grande operazione di riassetto in chiave riduttiva delle FF.AA., per esempio accettando nei propri ruoli il personale militare in esubero. Ove così fosse, ha detto il Ministro, sarebbe certo più facile procedere nella direzione di quella “civilizzazione “ tanto invocata.
Queste le risultanze degli incontri tecnici e di quelli politici, il primo con l’on Pinotti di ieri e quello conclusivo di oggi con il Ministro. Un giudizio complessivamente positivo il nostro, ma ovviamente subordinato: innanzitutto alla conferma, in sede di preesame dei provvedimenti prima dell’approdo in Consiglio dei Ministri, di quanto convenuto nei tavoli tecnici e alla successiva adozione da parte del CdM; in secondo luogo, all’effettivo prosieguo del confronto con le OO.SS. per trovare soluzioni rispetto alle questioni irrisolte; infine, all’apertura di un tavolo politico finalizzato a disegnare una nuova Difesa, nella quale il personale civile possa finalmente trovare quello spazio e quei riconoscimenti mai avuti nel passato.
(Giancarlo Pittelli)
In allegato, le ultime stesure dei testi dei decreti attuavi con le modifiche intervenute a seguito dei confronti tecnici con le OO.SS.:
Notiziario n. 17 del 24 febbraio 2014 – La sen. Roberta Pinotti, già Sottosegretario nel Governo Letta, è il nuovo Ministro della Difesa. Nella mattinata di sabato 22 u.s., insieme con tutti gli altri membri del nuovo Esecutivo presieduto da Matteo Renzi, ha giurato nelle mani del Presidente della Repubblica, in attesa del voto di […]
News dell’ 11 febbraio 2014, h. 21.30 – Nel Supplemento Ordinario n. 12/L della Gazzetta Ufficiale n. 34 dell’11 febbraio 2014 sono stati pubblicati i due decreti attuativi della legge delega 13.12.2012, n. 244 per il riordino in chiave riduttiva dello strumento militare nazionale e precisamente: – Decreto Legislativo 28 gennaio 2014, n. 7 recante: “Disposizioni in […]
Notiziario n. 6 del 22 gennaio 2013 – Lo Stato Maggiore Marina ha incontrato nella giornata di oggi la nostra O.S. . La riunione, presieduta dal Capo del 1° Reparto amm. Pietro. L. Ricca, aveva all’o.d.g. il riordino del settore infrastrutturale della FA e gli altri provvedimenti di riordino previsti per il 2014. Ne diamo una […]
Notiziario n. 5 del 21 gennaio 2014 – Il Comando Logistico dell’Esercito torna a farsi sentire. Questa volta, sotto tiro ci sono i buoni pasto erogati al personale dipendente. Ma cerchiamo di mettere a fuoco la problematica in atto. Con foglio n. 90271 del 14 ottobre u.s., il Dipartimento di Commissariato di quel Comando, “al […]
Notiziario n. 126 del 23 novembre 2013 – L’audizione, presso le Commissioni Difesa di Camera e Senato in seduta congiunta, del Capo di SMD amm. Luigi Binelli Mantelli, avvenuta in data 21 novembre u.s. e di cui pubblichiamo sul nostro sito sia il testo predisposto che il video con gli interventi dei membri della Commissione […]
Notiziario n. 110 dell’ 8 ottobre 2013 – Mercoledì 9 ottobre p.v. inizierà l’esame parlamentare dei due schemi di decreti attuativi della legge delega 31.12.2012, n. 244 sulla riduzione dello strumento militare. A due mesi esatti dalla loro adozione in prima lettura dal Consiglio dei Ministri (CdM), il 2 ottobre u.s. entrambi i provvedimenti sono […]
Notiziario n. 109 del 3 ottobre 2013 – Nel quadro degli incontri informativi che le FF.AA. promuovono periodicamente con le OO.SS., nella mattinata di oggi si è tenuta a palazzo Marina una riunione tecnica con lo Stato Maggiore Marina- 1° Reparto, presieduta dall’ amm. P. Luciano Ricca, nella quale si è fatto il punto di […]
Notiziario n. 101 del 14 settembre 2013 – Martedì 17 p.v., riprende il confronto con il Vertice politico dopo la pausa estiva. All’ordine del giorno della riunione con il Sottosegretario sen. Roberta Pinotti, sono formalmente iscritti due punti (linee generali di riorganizzazione e mobilità), ma è facile prevedere che la discussione spazierà certamente anche ad […]
Notiziario n. 89 dell’8 agosto 2013 – Nel corso della riunione odierna, il Consiglio dei Ministri, ha dato il via libera ai due decreti legislativi (DD.LLgs.) che recano il riassetto in chiave riduttiva, strutturale e organizzativo, delle FF.AA. Gli schemi di decreti legislativi varati dal CDM sono, come noto, due: il primo, relativo alle riduzione […]
Notiziario n. 87 del 30 luglio 2013 – Secondo incontro, oggi pomeriggio, con il Ministro della Difesa sen. Mario Mauro sui contenuti degli schemi di decreti attuativi della delega per il riordino dello strumento militare, incontro unitariamente richiesto dalle OO.SS. a fine riunione di ieri 29 luglio con il Sottosegretario delegato sen. Roberta […]