Notiziario n. 93 dell’8 settembre 2015 –

MobilitaNel corso della riunione del 6 agosto u.s. con il Sottosegretario on. D. Rossi (si veda il Notiziario n. 86 di pari data) ,  l’A.D. ha consegnato alle OO.SS. nazionali  nuovi schemi recanti la procedura e i criteri per la mobilità volontaria e i reimpieghi (allegato 2 su questa stessa pagina),   rimodulati sulla scorta delle proposte avanzate dalle stesse OO.SS. rispetto alla prima bozza pervenuta in data 22 giugno u.s.  (FLP DIFESA ha inviato al Sottosegretario le proprie “osservazioni e proposte”  in data 8 luglio u.s., che ripubblichiamo in allegato 3 su questa stessa pagina).   In ordine ai nuovi schemi,  ci eravamo riservati – prima della prossima riunione originariamente prevista per l’11 p.v. ma che forse slitterà – “una valutazione e anche eventuali ulteriori contributi”, che abbiamo evidenziato in una nota già inviata  nella scorsa settimana al  Sottosegretario Rossi e qui pubblicata in allegato 1.

Nel merito della nuova proposta dell’AD,  dobbiamo innanzitutto segnalare ai colleghi che i nodi sui quali questa trattativa si è sempre avvitata dal 2011 (prime due riunioni a PERSOCIV, 6 e 7 aprile di quell’anno)  ad oggi,  non sembra abbiamo ancora trovato riscontro positivo da parte dell’A.D.  Ci riferiamo in primo luogo, al “nodo pareri”,  rispetto al quale i nuovi schemi mantengono la previsione iniziale (“Gli Organi programmatori esprimono il parere ai sensi degli artt. 95 e 106 del TUOM – parere favorevole, favorevole con sostituzione indicando eventuali requisiti professionali – e trasmettono le istanze a PERSOCIV”),  ancorchè condita nella circostanza dalla precisazione che la questione è ancora “in corso di approfondimento”.   Nella riunione del 6 agosto,  l’on. Rossi ci aveva detto di aver dato disposizioni a SMD per l’eliminazione dei “pareri”  e la loro sostituzione con “criteri oggettivi”  non  meglio precisati,  che l’Ente dovrà comunicare in sede di trasmissione delle istanze.  Dunque, pareva accolta la sostanza della nostra richiesta sull’abolizione dei “pareri”,  anche se, come osservammo allora, ci sarebbe stato comunque da “comprendere bene in cosa consistano di fatto questi <<criteri oggettivi>>”.  Ma evidentemente così non è.   

In secondo luogo,  appare ancora non risolto anche il “nodo consenso”  delle OO.SS. in materia di piani di reimpiego, anche se osserviamo con piacere che l’Amministrazione, a seguito della nostra forte e (pare) solitaria sollecitazione, ha operato un passetto in avanti passando dalla “partecipazione alle OO.SS. nazionali dei piani di reimpiego”  alla “acquisizione dell’avviso” delle stesse OO.SS., che però è cosa palesemente diversa dal “consenso” che tutt’ora il Gabinetto raccoglie dalle OO.SS. nazionali in ordine a tutti i piani di reimpiego discussi a livello locale, prima di “dar corso ai successivi adempimenti finalizzati all’adozione dei provvedimenti di reimpiego da parte della competente Direzione Generale per il personale civile”.   Non è questione di lana caprina,  come si può ben comprendere,  ma di autentica sostanza sindacale,  in quanto tocca decisamente il ruolo delle OO.SS. nella definizione dei piani di reimpiego conseguenti ai riordini.

Di questi due “nodi”  se ne sono accorti in molti tra i lavoratori civili,  atteso che nel sondaggio pubblicato sul nostro sito (parte alta a destra della home) e a cui hanno risposto davvero tanti colleghi,  oltre il 65% esprime un deciso “NO” rispetto agli intendimenti dell’A.D. di “gestire la mobilità volontaria attraverso i pareri degli O.P. e di definire anche da sola i reimpieghi”.  Qualche cosa vorrà pure dire, o no?

In ogni caso, abbiamo provveduto a predisporre una nota di osservazioni alla nuova proposta dell’AD già inviata all’attenzione del Sottosegretario, che alleghiamo ad ogni buon conto al presente Notiziario.

Restiamo per ora in attesa di convocazione da parte del Gabinetto della nuova riunione con il Sottosegretario e – soprattutto – degli esiti conclusivi dell’approfondimento in corso da parte dell’A.D.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1:  04.09.15- lettera FLP DIFESA con ulteriori osseervazioni  su procedure mobilità vol. e reimpiego

Allegato 2: 06.08.2015 – nuovi schemi procedura mobilità e reimpieghi consegnate da A.D. a OO.SS. nella riunione del 6.08.2015

Allegato 3: 08.07.2015 – Osservazioni e proposte FLP DIFESA su mobilità vol. e reimpieghi 

Allegato 4: 22.06.2015 – Prima proposta A.D. su mobilità vontaria e reimpieghi

A

Notiziario n. 72 del 7 luglio 2014 –

on. Domenico Rossi, Sottosegretario alla Difesa
on. Domenico Rossi, Sottosegretario alla Difesa

FLP DIFESA ha inviato al Sottosegretario on. D. Rossi  la nota pubblicata su questa stessa pagina  che reca osservazioni e proposte della nostra O.S. in merito allo schema di Decreto Ministeriale (DM) di ripartizione delle dotazioni organiche del personale civile in applicazione del DL n. 95/2012 (c.d. “spending review”).

Come si ricorderà,   il DL sopra richiamato aveva disposto il taglio del 20% degli Uffici dirigenziali (generali e non)  e “la riduzione non inferiore al 10% della spesa complessiva relativa al numero dei posti in organico ..”  del personale non dirigente.   Rispetto ai precedenti  organici di area discendenti dal DL n. 138/2011,   il DPCM 22.01.2013, attuativo del DL 95/2012 (pubblicato su questa stessa pagina),  ha così fissato le nuove dotazioni: n. 1.824 in area 1 (erano n. 63);  n. 23.246 in area 2^ (erano n. 26.590); n. 2.681 in area 3^ (erano n. 3.630) e n. 26 professori etc.  La nuova dotazione dei dirigenti  è stata invece fissata in n. 117 unità (la precedente post  DL 138 era di n. 133 di 2^ fascia e n. 11 di 1^ fascia). Come si ricorderà, il DPCM 22.01.2013 aveva recepito in toto la proposta messa a punto dall’A.D. a seguito del confronto con le OO.SS. (vds. Notiziario n. 136 del 17.10.2012)  e recava  una novità positiva: il “rientro” in organico di 1.761 lavoratori (1.824 – 63) di area 1^, dal 2005 tutti in eccedenza,  e sui quali pendeva maggiormente il “rischio esubero”  e di collocamento in “disponibilità”.  Se questa è stata la prima tappa di attuazione del DL 95/2012,  va ricordato che rimane ancora da attuare, entro il 31.12.2015,  la seconda fase, e cioèi c.d. “pensionamenti in soprannumero”  del personale in  “eccedenza assoluta”  che ad oggi, nel rapporto tra organici e effettivi,  dovrebbe attestarsi intorno alle 700/800 unità (prevalentemente di area 2^, ma anche di area 1^), ma a fronte di una molto superiore platea potenziale di lavoratori con i requisiti c.d. “pre-Fornero” alla data del 31.12.2016. A tal riguardo, ricordiamo che FLP DIFESA, anche di recente, ha chiesto un incontro per fare un punto di situazione.

Tornando ai nuovi organici,  la tappa successiva al DPCM 22.01.2013 consiste nella distribuzione tra i diversi profili professionali del N.S.C. delle dotazioni di area in esso indicate,  e nella contestuale ripartizione tra i diversi “pezzi” che compongono la nostra Amministrazione (SMD; SGD; SS.MM. di F.A., etc.),  e dunque divisi per Organo Programmatore (O.P.),  operazione questa da perfezionare attraverso apposito DM..   Ebbene, detta operazione ha richiesto molto più tempo di quello che in partenza  era lecito immaginare,  e i ritardi accumulati sono stati da noi più volte denunciati, per ultimo anche nella riunione con Ministra e Sottosegretario del 17 apr. u.s. (vds. Notiziario n. 41, primo punto del nostro intervento).  Il seguito è di questi giorni: nel corso dell’ultima riunione con l’on. Rossi (si veda il Notiziario n. 69),  l’Amm.  ha consegnato alle OO.SS. nazionali lo schema di DM di ripartizione (che ripubblichiamo su questa stessa pagina)  con l’invito alle stesse di far pervenire eventuali osservazioni. Cosa che FLP DIFESA ha puntualmente fatto,  avendo già inviato al SSS on. Rossi la nota che alleghiamo al presente Notiziario.

Le osservazioni di FLP DIFESA non entrano nel merito dei criteri con i quali é stata operata la ripartizione tra OO.PP. e dei numeri/profili  a ciascuno  attribuiti,  dando per scontato che quei criteri e quei numeri rispondano in pieno alle esigenze di ogni O.P. nel contesto delle più generali esigenze dell’A.D.    Le nostre osservazioni, invece, traggono origine a fronte di tre esigenze che riteniamo assolutamente prioritarie: la prima, quella di evitare il più possibile il consolidamento di pericolose situazioni di eccedenza, che con i tempi che corrono non si sa proprio quali sbocchi potrebbero avere in futuro;  la seconda,  quella  di assicurare condizioni di massima flessibilità alla gestione di partite molto importanti e che peraltro toccano da vicino i lavoratori  (mobilità; reimpieghi; riconversioni; nuove assunzioni; etc.); la terza,  che a valle del DM  si operi coerentemente e rapidamente per dare concreta attuazione alle previsioni in materia di impiego civile del D. Lgs. n. 7/2014 e agli intendimenti politici della Ministra.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Lettera al Sottosegretario con le osservazioni e proposte di FLP DIFESA

Allegato 2: Schema DM sulle dotazioni organiche consegnato alle OO.SS.

Allegato 3:  * D.P.C.M. 22.01.2013 – testo e tabelle fino al n. 20               * D.P.C.M. 22.01.2013 – tabelle dal n. 20 al n. 66

Notiziario n. 69 del 25 giugno 2014 –

L'on. D. Rossi, Sottosegretario di Stato alla Difesa
L’on. D. Rossi, Sottosegretario di Stato alla Difesa

Dopo  la prima riunione del 17 aprile u.s. (si veda il Notiziario n. 41 di pari data),  nel pomeriggio di ieri l’on. Domenico Rossi ha incontrato le OO.SS.,  ancora una volta a tavoli uniti,  anche se la cosa potrebbe avere prossimamente sviluppi diversi, dei  quali comunque provvederemo a informare subito i lavoratori.

Come si ricorderà,  in quella riunione del 17 aprile tutte le OO.SS. avevano rappresentato, ciascuno a partire dalle proprie valutazioni,  le questioni  ancora aperte  e sulle quali sviluppare il successivo confronto con l’A.D.. In quella circostanza, FLP DIFESA aveva richiamato l’attenzione del Vertice politico su  alcuni punti  (DM sugli organici; Regolamento ex art. 1 D. Lgs. n. 8, con particolare riferimento alla c.d. “civilizzazione “ e alla connessa riorganizzazione dell’area centrale; riordini FF.AA., e in particolare quelli di Poli e Arsenali; formazione; mobilità e reimpieghi),  dei quali  abbiamo ampiamente riferito nel Notiziario n. 41 di pari data.  In ordine a tutte queste questioni e anche su altre da noi poste in tempi successivi, sono venute dal Sottosegretario le prime risposte, di cui diamo dettagliatamente qui conto ai colleghi.

1. DM sugli organici: l’avevamo messo al primo punto del nostro intervento nella riunione del 17 aprile, e la risposta è puntualmente arrivata, e di questo diamo atto all’on. Rossi. Ci è stato consegnato in riunione lo schema di D.M. (che pubblichiamo su questa stessa pagina), che ripartisce tra gli Organi Programmatori e distribuisce per profili professionali e per regioni, le dotazioni civili fissate dal DPCM 22.01.2013. E’ questo un passaggio nodale: a seguire, gli OO.PP. dovranno a loro volta distribuire al loro interno i numeri ad essi assegnati, rideterminando organici e organigrammi degli Enti, con relative funzioni e incarichi. Sarà quello il momento di dar corpo e sostanza alle linee della Ministra e alle previsioni normative del D. Lgs n. 7/2014 che prevede ”l’attribuzione di funzioni e compiti tecnico amministrativi al personale civile” .  Entro la prossima settimana, faremo pervenire al Sottosegretario le nostre osservazioni al riguardo, e pertanto invitiamo i colleghi interessati a inviarci entro e non oltre il 2 luglio p.v. eventuali proposte e contributi.

2. Regolamento ex art.1 D. Lgs. 7/2014: l’on. Rossi ha dato la propria disponibilità ad un confronto specifico sul tema, da noi fortemente sollecitato nel primo incontro e riproposto nell’odierna riunione anche a seguito di alcuni fatti di cui siamo a conoscenza e dei quali abbiamo informato il Sottosegretario. Come noto, a mente di quanto previsto dall’art. 1 comma 2-bis  del D. Lgs. n. 7,  si dovrà redigere a breve il Regolamento per la ripartizione di compiti e funzioni  tra le due aree del nostro Ministero, e in quella sede si dovranno definire gli ambiti precisi riservati ai lavoratori civili e i vincoli per l’attribuzione delle funzioni. Quel Regolamento incorporerà verosimilmente anche la riorganizzazione dell’area centrale conseguente al DL 95/2012, e  dunque la nuova struttura di SGD, DD.GG. e UU.CC., ed è di tutta evidenza che se l’orizzonte è quello di una marcata civilizzazione del Ministero – dicemmo al Vertice politico nell’incontro del 17 aprile – occorrerà allora “aggiungere” e non “togliere”,  e dunque andrebbero decisamente accantonati gli intendimenti di chi vorrebbe sottrarre competenze a PERSOMIL e PREVIMIL per trasferirle agli Stati Maggiori. La direttrice di marcia, purtroppo, allo stato,  non sembra però questa: siamo infatti a conoscenza,  e lo abbiamo riferito all’on. Rossi, che  il Comitato dei Capi di SM di marzo 2014 ha “disposto” entro il 2014 la costituzione del Centro Unico Stipendiale Interforze (CUSI), con graduale passaggio di competenze delle Direzioni Generali del personale (Persomil e Previmil), stabilendo in aggiunta  la tempistica che prevede, in particolare, entro il 2015 l’ acquisizione delle competenze PERSOMIL/PREVIMIL in  materia T.E. e finanziarie”.  Un fatto che riteniamo grave,  atteso che appare evidente come organi tecnici non possano decidere su cose che il  D. Lgs. 7 rinvia al Regolamento,  su cui ci sono stati precisi impegni del Vertice politico al confronto con le OO.SS. Stante questa situazione, abbiamo chiesto che si apra rapidamente il tavolo tecnico proposto dall’on. Rossi.

3. Riordini Enti area industriale: il Sottosegretario ha promesso un impegno in prima persona per lo sblocco delle assunzioni da parte della F.P.,  dal  quale  Poli e Stabilimenti  trarrebbero naturalmente un po’ di ossigeno. La nostra O.S. ha segnalato che restano altri nodi, e in primis l’attuazione di quanto previsto dall’art.12 <<art.2259-sexies>> del D.Lgs. n. 8/2014  (reinternalizzazioni)  e la revisione dei piani industriali, di cui ancora non c’è traccia.

4. Mobilità: l’impegno del Sottosegretario è quello di avviare uno specifico confronto sia sul fronte della mobilità interna che di quella esterna, rispetto alla quale dovremo però prima leggere bene il DL Renzi-Madia.  FLP DIFESA ha risegnalato la necessità di rivedere la procedura  di reimpiego, operazione questa resa urgente non solo dai riordini in arrivo, ma anche dalla ravvisata inefficacia da parte del DG di PERSOCIV (vedi sotto “blocco permessi servizio”) delle norme del CCNI Difesa 6.07.2000. Collegata in qualche modo a mobilità e reimpieghi, c’è poi la spinosa questione legata al destino delle attuali posizioni soprannumerarie (aree 1^ e 2^) conseguenti al DL 95/2012, in ordine alle quali FLP DIFESA ha evidenziato la necessità di operare una nuova verifica sui numeri e di decidere il da farsi.

5. Formazione: se, come avevamo detto nella riunione del 17 aprile, una nuova idea e una diversa pratica della formazione potrà diventare la leva attraverso la quale si dà sostanza ad un impiego nuovo e diverso del personale civile, nel segno indicato dalla Ministra”, è di tutta evidenza che la scelta contenuta nell’art. 21 del D.L. 90 (Renzi-Madia) di sopprimere CEFODIFE, attribuendone le competenze alla Scuola Naz. Amm., con conseguenti effetti su personale, corsi in programma, risorse, strumenti e prospettive legate al D. Lgs. 8,  va in tutt’altra direzione e costituisce una perdita notevolissima per il MD, su cui occorrerà ragionare e presto. Abbiamo perciò chiesto all’on. Rossi che con la massima urgenza si promuova un incontro al riguardo, nel contesto del più generale confronto sugli effetti  del DL,  al quale il Sottosegretario ha attribuito assoluta priorità e che sicuramente porterà ad un prima riunione,  già entro 1-2 settimane.

Questi gli argomenti introdotti dal Sottosegretario, con le relative considerazioni successivamente svolte dalla nostra O.S. al tavolo di riunione.  Dobbiamo però dare conto ai colleghi anche delle risposte fornite dall’on. Rossi su alcune questioni emerse recentemente e da noi poste alla Sua attenzione.

6. Blocco “permessi di servizio” per la partecipazione a riunioni sindacali: in merito alla nota del D.G. di PERSOCIV di cui abbiamo riferito nel Notiziario n. 68 del 23.06.2014, il Sottosegretario si è impegnato a promuovere una specifica riunione per l’approfondimento e la ricerca di soluzioni possibili e praticabili. Diamo atto al Sottosegretario per l’attenzione riservata a questo problema che rischia di bloccare i tavoli locali e lo ringraziamo del suo impegno,  segno evidente della consapevolezza maturata al riguardo, e confidiamo che, nell’agenda degli incontri a venire, questa questione occupi uno dei primi posti.  A fronte di questa consapevolezza dell’Amministrazione, resa evidente anche dalla considerazione  presente nella stessa nota del D.G. agli OO.PP. (“…il rilievo che la questione assume in materia di relazioni sindacali”),  è apparso davvero incomprensibile il silenzio assordante al tavolo da parte di alcune sigle, reso evidente anche dall’assenza di ogni riferimento nei comunicati diffusi dopo la riunione.  Bene, ne prendiamo atto,  il problema comunque deflagrerà sui tavoli locali (è un po’ la convinzione di tutti), come peraltro è già avvenuto a Roma a seguito di una convocazione proprio di PERSOCIV sul FUS 2014, che ha portato tutte le OO.SS. territoriali a inviare al Vice D.G.  la nota unitaria, che pubblichiamo su questa stessa pagina.

7. Comparto Sicurezza e Difesa: il Sottosegretario ha smentito in modo netto l’intendimento, che una O.S. gli aveva attribuito,  a impegnarsi per il transito del personale civile  nel comparto sicurezza e difesa (si veda il nostro Notiziario n. 60 del 6.05.2014).  Ha precisato invece che la sua intenzione è quella di lavorare per il riconoscimento di una qualche specificità della categoria, che possa consentire in  futuro di ridurre la forbice enorme che divide oggi il trattamento economico civile da quello  militare. Una posizione che condividiamo in pieno, e che era poi quella rappresentata nella parte conclusiva del Notiziario di cui sopra.

8. Libro bianco: abbiamo segnalatola necessità, da noi già evidenziata nel Notiziario n. 67 del 19.06.2014, che, oltre alla consultazione on line dei cittadini, vengano coinvolte anche le Parti Sociali nella riflessione e successiva progettazione del nuovo modello difesa. L’on. Rossi ha preso atto e ne riferirà alla Ministra.

A conclusione della riunione, vista la densità delle questioni oggetto di prossimi confronti con l’A.D., su nostra richiesta, l’on. Rossi ha convenuto sulla utilità di definire una agenda specifica, che ora aspettiamo.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Schema DM sulle dotazioni organiche

Allegato 2: 23.06.2014 – Nota OO.SS. territoriali Roma a PERSOCIV

Notiziario n. 4 del 20 gennaio 2014 –

Il Sottosegretario Roberta Pinotti
Il Sottosegretario sen. Roberta Pinotti

Dopo il positivo confronto durato molti mesi sui contenuti dei decreti attuativi della delega per la riduzione dello strumento militare, si è tenuto in data odierna il primo confronto con l’Amministrazione Difesa in materia di mobilità. Un confronto che molto opportunamente è stato presieduto dal Sottosegretario, sen. Roberta Pinotti, a dimostrazione che esistono nodi politici che vanno prioritariamente affrontati e risolti, cosa della quale la sen. Pinotti si è peraltro detta ben consapevole.

In previsione di questa riunione,  il Gabinetto ha inviato alle OO.SS. due documenti con le proposte dell’Amministrazione,  il primo sulla procedura di  mobilità interna a domanda e il secondo sulla procedura di reimpiego del personale in conseguenza dell’attuazione di provvedimenti di riordino degli Enti (soppressioni e riorganizzazioni), documenti che sono stati in avvio sinteticamente illustrati alle OO.SS. dal Vice Capo di Gabinetto e che sono pubblicati su questa stessa pagina.  E’ poi iniziato il consueto giro di tavolo.

La nostra O.S. ha ricordato innanzitutto che il confronto odierno seguiva quello avviato nella seconda metà del 2012 e arenatosi già alla terza riunione di fronte al nodo, tutto politico e allora non sciolto, sui pareri degli Organi Programmatori (O.P.)  sulla mobilità interna (vds. Notiziari nn. 110, 120 e 137/2012).  Un nodo che,  a leggere la proposta attuale,  si ripropone anche oggi, in modo addirittura più accentuato, atteso che viene previsto il “parere vincolante d’impiego in relazione alle esigenze funzionali di F.A. nel profilo professionale”.  E peraltro senza che vengano esplicitati nel documento attraverso quali vie e quali strumenti, oggettivi e trasparenti, verrebbero rilevate le “esigenze funzionali”, in mancanza dei quali rimarrebbe  solo la discrezionalità dell’ O.P., che abbiamo sperimentato in questi anni. Quale è stata allora la nostra richiesta?  Che l’A.D. si doti di regole precise e trasparenti, come avviene in tutte le altre Amministrazioni,  che passino attraverso quattro fasi precise(ricognizione delle posizioni e delle sedi da ripianare;  presentazione delle istanze da parte dei lavoratori interessati;  graduatorie formate sulla base di criteri convenuti con le OO.SS.; sanzione dei trasferimenti). Una procedura, questa,  senza alcun elemento di discrezionalità e dunque senza alcun parere degli O.P., cosa che peraltro recupererebbe Persociv al ruolo di soggetto pienamente gestore della mobilità, come peraltro avviene per le DD.GG. delle altre AA.PP., abbandonando quel ruolo impropriamente “notarile” che oggi riveste.

Sulla seconda partita,  quella relativa alla mobilità collettiva (c.d. reimpieghi post provvedimenti di riordino), la proposta venuta dall’A.D. pone problemi ancor più stringenti, che toccano il ruolo attribuito alle Parti Sociali.  Prassi ultraventennali e norme del CCN Integrativo Difesa assegnavano sinora al Sindacato un ruolo fondamentale di interlocuzione, sia sul piano nazionale che su quello locale, che era chiamato a definire insieme all’O.P. il piano definitivo di reimpiego. Un ruolo sostanzialmente confermato anche nella proposta 2011 dell’AD (si veda il documento pubblicato sul nostro sito), ma che invece  nella proposta attuale viene annullato in quanto manca qualsiasi richiamo alla contrattazione decentrata e le fattispecie di relazioni sindacali richiamate  sono “esame congiunto” a livello locale e “partecipazione” dei piani di reimpiego a livello nazionale, in una parola la cancellazione di fatto della contrattazione. Non si comprende, ha poi proseguito la nostra sigla, da cosa origini questo giro di valzer, atteso che in questi venti anni non ci sono stati problemi e che il quadro normativo non si è modificato dal 2012 a oggi. Qui, il nodo politico è ancora più marcato, perché riguarda il ruolo di interlocuzione effettiva delle Parti Sociali, ed è un nodo che, per noi,  va sciolto prima di ogni discussione su criteri, fattispecie e numeri.  Altra nostra annotazione ha riguardato il ruolo preponderante assegnato a SMD, che limita quello degli OO.PP.

In replica, la sen. Pinotti ha detto di aver ben compreso i problemi posti, sui quali, dopo i dovuti approfondimenti, fornirà le risposte richieste nel corso della prossima riunione (entro 2/3 settimane).

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Proposta A.D. 2014 – mobilità interna volontaria

Allegato 2: Proposta A.D. 2014 – mobilità collettiva reimpieghi

Allegato 3: Proposta AD 01.04.2011 su mobilità del personale civile

Notiziario n. 59 del 23 maggio 2013 –

La Scuola Allievi CC di Benevento
La Scuola Allievi CC di Benevento

E’ approdato in Commissione Difesa della Camera loSchema di DPR  concernente regolamento recante disposizioni per il riordino delle scuole militari e degli istituti militari di formazione”.

Come noto, allo scopo di “ottimizzare l’allocazione delle risorse e migliorare la qualita’  delle  attivita’  formative”  e nel quadro del processo di  razionalizzazione  e ottimizzazione di tutto il sistema delle scuole di formazione pubbliche fissato dalla c.d. “spending review,  l’art art. 11, comma 2, del D.L. 6.07.2012, n. 95 ha disposto che ”con uno o piu’ regolamenti adottati su proposta del Ministro della difesa di concerto con i Ministri MEF e per la P.A., entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto….  si provvede al riordino delle scuole militari e degli istituti militari di formazione in conformità  con i criteri indicati al comma 1” del sopra citato art. 11 del DL 95.

Lo “Schema“ , il cui testo pubblichiamo in questa pagina, è stato predisposto dal nostro Ufficio Legislativo ed è stato oggetto di esame sul tavolo nazionale nella riunione del 13 dic. 2012 (vds. Notiziario n. 174 di pari data). Questi i provvedimenti previsti: per l’Esercito, la soppressione entro il 31 dicembre 2014 del Raggruppamento unità addestrative per la formazione dei volontari dell’Esercito e del 47o Reggimento addestramento volontari «Ferrara», entrambi  con sede a Capua;  per l’Aeronautica, la soppressione, entro il 31 dicembre 2013, del Centro di formazione didattica e manageriale dell’Aeronautica militare (CEFODIMA) di Firenze;  per la Marina, la soppressione entro il 31 dicembre 2016 di MARICENTRO Taranto; e infine,  per l’Arma dei CC, la soppressione entro il 31 dicembre 2013 della Scuola allievi carabinieri con sede a Benevento e della Scuola allievi carabinieri con sede a Fossano;

Nella riunione del 13 dic. 2012,  la nostra O.S. ebbe a lamentare che mentre per quanto riguarda Esercito ed Aeronautica, i rispettivi Stati Maggiori avevano assolto al dovere di informazione  nei confronti delle OO.SS. nazionali nelle riunioni tecniche appositamente convocate (riunione con SMA, in data 2.11.2012, vds nostro Notiziario n. 146 di pari data; riunione con SME in data 6.12.2012, vds. Notiziario n.168 di pari data),  lo stesso non era avvenuto, almeno fino a quella data,  per la Marina e per l’Arma CC.  Con questa differenza: che mentre il provvedimento d’interesse della Marina era previsto per il 2016, quelli di competenza dell’Arma dei CC erano previsti invece per il corrente anno 2013.

In  sede di illustrazione dello schema di DPR in Commissione Difesa della camera del 15 u.s..(vds. “resoconto” che pubblichiamo su questa stessa pagina come allegato) il relatore ha osservato che “il provvedimento in titolo attua solo parzialmente la delega” di cui al sopra citato art. 11 DL 95 e pertanto, “atteso che il Governo intende adottare ulteriori schemi di regolamento”, vi è la necessità di “esplicitare il rapporto tra lo schema di regolamento in esame e il decreto legislativo che sarà adottato in adempimento della summenzionata delega”  (in sede di replica, il Sottosegretario ha poi confermato che trattasi  solo “della prima tappa”).  Successivamente, con riferimento al reimpiego del personale degli Enti soppressi,  preso atto che lo “Schema di DPR” prevede che i relativi provvedimenti vengano adottati “in base alla disciplina vigente, tenuto conto delle esigenze funzionali del Ministero stesso”,  ha osservato che la disposizione “appare alquanto generica, soprattutto con riferimento al personale docente e non docente in servizio presso le Scuole Allievi CC di Benevento e Fossano”.

In relazione a quanto sopra, tenuto conto che, a differenza di quanto avvenuto per altre FF.AA.,  l’Arma dei CC non ha ancora convocato alcuna riunione in sede tecnica con le OO.SS. nazionali per il necessario confronto preliminare in ordine alle ricadute sul personale civile della soppressione degli Enti (di fatto solo Benevento, perché Fossano non ha civili), abbiamo inviato al Gabinetto la nota qui allegata.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Lettera di FLP DIFESA al Cdo Generale Arma CC

Allegato 2: Resoconto Commissione Difesa Camera 21.05.2013

Allegato 3: Schema di DPR Regolamento riordino Scuole e Ist. Form. Militari

Notiziario FLP Difesa n. 44 del 24.03.2012 –

L'avv. Pierluigi Di Palma

Nel corso della terza riunione che si è tenuta a Segredifesa venerdì 23 u.s., il Vice Segretario Generale della Difesa, avv. Pierluigi Di Palma, ha comunicato alle OO.SS. nazionali che l’Amministrazione aveva deciso di accettare la richiesta unitaria delle OO.SS. nazionali  di porre in essere anche per i dipendenti civili dell’ex DIFESAN la procedura di reimpiego prevista dal CCNI Difesa 6.07.2000. Una buona notizia davvero, che smina il terreno e lo sgombra da una vertenza dagli esiti davvero pericolosi alla vigilia di una fase, quella legata al riordino dello strumento militare, certamente difficile.

Ripercorriamo in estrema sintesi i termini della questione: nel corso della due riunioni precedenti a Segredifesa, la prima avvenuta in data 28 febbraio (nostro Notiziario n. 33 di pari data) e la seconda in data 21 marzo (nostro Notiziario n. 42 di pari data), l’avv. Di Palma  aveva comunicato alle OO.SS. che l’Amministrazione intendeva procedere al reimpiego del personale civile della soppressa DIFESAN con le modalità previste dall’art. 16 della Legge 12.11.2011, n. 183 (c.d. legge di stabilità 2012),  e dunque configurando l’operazione di reimpiego in termini di vera e propria “eccedenza” da gestire in modo unilaterale e dunque al di fuori di ogni confronto negoziale con il Sindacato sul piano di reimpiego.

FLP DIFESA aveva sin da subito (vds. Notiziario n. 33) risposto con una azione di forte contrasto a questo inaccettabile intendimento dell’Amministrazione,  denunciandone l’improponibilità sotto il profilo normativo e contrattuale oltre che l’evidente inopportunità  sul piano politico e nel contesto attuale,  posizioni che abbiamo poi  ribadito e ulteriormente motivato anche nel corso della seconda riunione del 21 u.s. (vds. Notiziario n. 42).  Riunione, quest’ultima, nella quale la presa di posizione di FLP DIFESA è stata condivisa e fatta propria da tutte le OO.SS. presenti al tavolo, insieme alle quali abbiamo unitariamente posto una pregiudiziale su questo punto e richiesto che l’A.D. sciogliesse  in via preliminare questo nodo.

E la risposta è arrivata velocemente dopo solo due giorni: l’Amministrazione fa un passo indietro, riconosce la fondatezza della nostra richiesta, e conviene sulla procedura contrattuale di reimpiego.

Nel suo intervento, la FLP DIFESA si è dichiarata pienamente  soddisfatta della risposta  fornita dall’Amministrazione,  che  riporta nel perimetro negoziale la materia dei reimpieghi che attiene alla contrattazione e non può erto essere demandata alle libere e unilaterali scelte della controparte, soprattutto oggi che siamo alla vigilia di nuovi e presumibilmente corposi provvedimenti di riordino. La nostra O.S. ha  quindi proposto che con la riunione odierna si intenda assolta l’incombenza ascritta dal CCNI al tavolo nazionale (“consenso politico”) e che il piano generale di reimpiego del personale civile dell’ex DIFESAN, predisposto da Segredifesa, venga velocemente sottoposto alla contrattazione locale con RSU e OO.SS. ai fini della sua messa a punto definitiva.  Richiesta, questa, anch’essa condivisa e fatta propria da tutte le OO.SS. presenti al tavolo, e alla fine accolta dal Vice Segretario Generale. Dunque, la “vicenda Difesan”  imbocca da oggi il tratto conclusivo, che speriamo giunga presto a buon fine.

C’è però una lezione profonda che ci viene da questa vicenda: quando il Sindacato è unito, le battaglie nelle quali ci impegniamo si possono anche vincere;  quando le OO.SS. procedono in modo non separato, gli obiettivi che ci diamo si possono anche  raggiungere; e, infine, quando l’Amministrazione si trova dall’altra parte del tavolo un fronte compatto,  misura bene i suoi passi.  Una lezione per tutti, ma in particolar modo per i teorici dei “tavoli separati”, che servono solo a separare le proprie debolezze.

(Giancarlo PITTELLI)

Notiziario FLP Difesa n. 42 del 21.03.2012 –

Pierluigi Di Palma, Vice Segretario Generale della Difesa

Si è tenuta in data odierna  a Segredifesa la seconda  riunione a tavoli uniti con le OO.SS. nazionali presieduta dal Vice Segretario Generale avv. Di Palma che aveva  per oggetto  il reimpiego dei 56 dipendenti  della ex Direzione Generale  per la Sanità militare, soppressa con DPR 15.12.2010, n. 270.

Come  abbiamo riferito nel Notiziario n. 33 del 28.02.2012, nella prima riunione era “emerso un problema di enorme rilevanza politica che potrebbe avere ricadute estremamente pesanti sul piano più generale, e peraltro proprio alla vigilia della complessa fase che si andrà presto ad aprire nella Difesa  in conseguenza del prossimo riordino in senso riduttivo dello strumento militare e del preannunciato taglio di 10.000 posti civili”.  In quella riunione, il Vice Segretario Generale aveva infatti comunicato alle OO.SS. che si intendeva procedere al reimpiego del personale dell’ex Difesan con le modalità previste dall’art. 16 della L. 12.11.2011, n. 183 (c.d. legge di stabilità 2012),  che ha riscritto l’art. 33 del D. Lgs. 165/2001  in materia di eccedenze del personale (si veda il Notiziario n. 131 del 10.11.2011) e che reca peraltro anche un riferimento alla mobilità d’ufficio su base regionale (Notiziario n. 119 del 10.10.2011).

Nella riunione odierna, FLP DIFESA ha espresso al Vice Segretario Generale la propria ferma opposizione al riguardo,  e che i colleghi peraltro già conoscono dalla lettura del nostro Notiziario n. 33 relativo alla prima riunione:  ove l’intendimento dell’Amministrazione di applicare l’art.16 L.183 venisse posto in essere, la novità sarebbe davvero notevole, in quanto l’operazione di reimpiego non sarebbe più frutto del confronto negoziale tra le Parti, ma di scelte comunque unilaterali dell’Amministrazione. Questo significherebbe cancellare di fatto, per questa parte,  il contratto integrativo della Difesa, e la cosa creerebbe indiscutibilmente un precedente pericolosissimo, con riflessi possibili e prevedibili anche in ordine ai prossimi reimpieghi, che immaginiamo saranno numerosi alla luce del “progetto Di Paola”.  Sul punto in questione,  abbiamo detto all’avv. Di Palma che la pensiamo in modo completamente diverso: a nostro avviso, l’art. 16 della Legge 183 non è applicabile al reimpiego di Difesan come peraltro a nessun reimpiego, e pensiamo che sia anche pericoloso di questi tempi configurare un reimpiego come eccedenza.  A nostro avviso, sui reimpieghi,  mantiene piena validità la procedura prevista dal CCNI Difesa 6.7.2000, come successivamente integrata con accordo politico (procedura semplificata e procedura contrattuale),  e che è peraltro supportata anche dalle previsioni di cui all’agli artt. 1526-1527- 1528 del D.Lgs. 15.03.2010, n. 66, che abbiamo richiamato al tavolo.

Tutte le OO.SS. presenti al tavolo hanno condiviso e fatta propria questa impostazione, e pertanto abbiamo unitariamente richiesto all’avv. Di Palma che l’A.D. sciolga in via preliminare questo nodo e ci si dia risposta su questo punto,  esprimendo, anche qui unitariamente, la nostra totale indisponibilità ad entrare nel merito del piano di reimpiego nominativo, che ci è stato pertanto solo consegnato da Segredifesa, e che per evidenti ragioni di privacy non alleghiamo al presente Notiziario.

Il Vice Segretario Generale ha correttamente preso atto della posizione unitaria del tavolo sindacale,  ha fatto presente che nel pomeriggio di oggi era già fissata al Gabinetto una riunione sulla “questione Difesan”,  e che a seguire saremmo stati informati delle intenzioni conclusive dell’A.D.

Ebbene, mentre scriviamo, ci perviene la convocazione a Segredifesa per la mattinata di venerdì 23 p.v., che alleghiamo al presente Notiziario, riunione nella quale presumibilmente il nodo verrà sciolto.

Vi terremo ovviamente informati degli sviluppi del confronto con Segredifesa,  che, per tutto quanto sopra riferito, assume una importanza che va ben al di là del reimpiego della stessa ex Difesan.

 (Giancarlo PITTELLI)

Allegato: Convocazione di Segredifesa

 

Notiziario FLP Difesa n. 33 del 28.02.2012 – 

Stemma araldico di Difesan

Si è tenuta in data odierna  a Segredifesa una riunione a tavoli uniti con le OO.SS. nazionali che ha avuto per oggetto  il reimpiego del personale della soppressa ex Direzione Gen. per la Sanità militare.

Come si ricorderà, dopo il primo taglio operato dall’art. 74 della Legge 6.08.2008, n. 133 che avevano portato alla soppressione di Teledife  e alla cancellazione di 4.319 posizioni organiche di area 2^,  una situazione analoga si era riproposta con la legge 26.02.2010, n. 25,  che si è poi tradotta, con il DPR 15.12.2010, n. 270,  nell’ abbattimento di ulteriori n. 3.840 posizioni civili non dirigenziali, ancora di area 2^, e nella soppressione di quattro Direzioni Generali Tecniche, Terrarm, Navarm e Armaereo  e appunto Difesan,  i cui compiti  sono stati  attribuiti in parte a Stato Maggiore Difesa e in parte a Commiservizi.  La riunione di oggi era dunque finalizzata alla definizione del piano di reimpiego dei 56 dipendenti dell’ex Difesan,  una parte dei quali dovrebbero trovare collocazione in UGESAN e Commiservizi (dot. organ. rispettivamente di n. 15 e 6 unità)   e un’altra parte in altri Enti della Difesa della sede di Roma.

Diciamo subito che la riunione ha avuto un carattere essenzialmente interlocutorio  e che il confronto  con le Parti sociali proseguirà nel corso del prossimo incontro che prevediamo venga fissato entro un paio di settimane.  Ma dalla riunione odierna è emerso un problema di enorme rilevanza politica che potrebbe avere ricadute estremamente pesanti sul piano più generale,  e peraltro proprio alla vigilia della complessa fase che si andrà presto ad aprire nella Difesa  in conseguenza del prossimo riordino in senso riduttivo dello strumento militare e del preannunciato taglio di 10.000 posti civili.

Il problema è questo: Segredifesa ha comunicato che intende procedere al reimpiego del personale civile dell’ex Difesan con le modalità previste dall’art. 16 della Legge 12.11.2011, n. 183 (c.d. legge di stabilità 2012),  che ha riscritto l’art. 33 del D. Lgs. 165/2001  in materie di eccedenze del personale e sui cui contenuti abbiano riferito nel nostro Notiziario n. 131 del 10.11.2011, a cui si rinvia.

Ove così avvenisse, la novità sarebbe davvero notevole, in quanto l’operazione di reimpiego non sarebbe più frutto del confronto negoziale tra le Parti, ma di scelte comunque unilaterali dell’Amministrazione. Questo significherebbe cancellare di fatto, per questa parte,  il contratto integrativo della Difesa, e la cosa creerebbe indiscutibilmente un precedente pericolosissimo, con riflessi possibili e prevedibili anche in ordine ai prossimi reimpieghi, che immaginiamo saranno numerosi alla luce del “progetto Di Paola”.

Per quanto ci riguarda, sul punto in questione, la pensiamo in modo completamente diverso da Segredifesa: a nostro avviso, infatti, l’art. 16 della Legge 183 non è applicabile al reimpiego di Difesan, come peraltro a nessun reimpiego, e pensiamo che sia anche pericoloso di questi tempi configurare un reimpiego come eccedenza.  In materia di reimpiego, e quello dell’ex Difesan lo è, mantiene a nostro avviso piena validità la procedura prevista dal CCNI Difesa 6.7.2000, cosi come successivamente integrata con accordo sul tavolo politico (procedura semplificata e procedura contrattuale). E’ un paletto per noi innegoziabile, e vogliamo immaginare lo sia anche per tutte le altre OO.SS. della Difesa.

Per quanto ci riguarda, dunque, il prossimo confronto con Segredifesa ripartirà proprio da qui: se in quella sede il Segretariato dovesse confermare questa sua posizione,  è chiaro che per noi si aprirà un enorme problema di ordine politico che non potrà che essere rimesso al tavolo politico, fermo restando le eventuali azioni di contrasto e di tutela che prevediamo sin da ora di attivare nelle opportune Sedi.

Vi terremo ovviamente informati degli sviluppi del confronto con Segredifesa,  che, per tutto quanto sopra riferito, assume una importanza che va ben al di là del reimpiego della stessa ex Difesan.

(Giancarlo PITTELLI)


Reimpieghi



Le nostre osservazioni e proposte sulla ripartizione delle dotazioni organiche

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PROCEDURA EX ART. 16 LEGGE 183/2011 PER I REIMPIEGHI? NO GRAZIE!

29 Feb 2012 - Flp Difesa

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