Noi pensiamo davvero che, per quanto attiene l’incredibile vicenda legata all’emanando (da due anni, campa cavallo!) bando di mobilità interna ordinaria volontaria, Amministrazione Difesa stia davvero scivolando nel ridicolo, e ci chiediamo come mai le altre sigle assistano imperterrite e inerti a questo scempio, che da una parte reca un gran danno ai lavoratori interessati e dall’altra offende la stessa dignità delle controparti.
Ma partiamo dalle ultime puntate. Dai comunicati delle sigle (quelle firmatarie del CCNL) partecipanti, avevamo appreso che il 27 luglio luglio si erano completati, con STAMADIFESA per l’area tecnico/operativa e con SEGREDIFESA per l’area tecnico/amministrativa, i “confronti“ previsti dall’art. 5 del CCNL in ordine ai c.d. ““gradi di scopertura organica massima sostenibile per ciascun Ente e per singolo profilo professionale”.
Dalla nota unitaria di CGIL-CISL-UIL + UNSA (3+1) del 1 agosto, avevamo appreso che si erano conclusi, e anche in modo molto rapido, i predetti confronti (attenzione, però: confronto ai sensi dell’art. 5 CCNL 2016-2018, e non contrattazione, come di fatto era avvenuto in passato, che si era poi conclusa con la firma del protocollo d’intesa del 29.09.2015, e la differenza non appare certo di poco conto…..).
Per gli Enti dell’area Tecnico/amministrativa, i 3+1, con la nota sopra richiamata del 1 agosto u.s., avevano dato la loro disponibilità “a sottoscrivere l’accordo” che avrebbe fissato il grado di scopertura “al 20% per i profili Amministrativi e confermando il 15% per quelli Tecnici” (testuale). Ma pare non sia proprio così’, e lo abbiamo appreso direttamente da SEGREDIFESA (SGD), che, su nostra richiesta e con l’ausilio del “verbale all’esito del confronto” già firmato in data 3.08.2018 e che ad ogni buon conto pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1, ci ha confermato che “si è stabilito di tenere conto della percentuale del 20%, invece del 15% proposto inizialmente dall’Amministrazione per l’Area T/A”, e per tutti i profili, amministrativi e tecnici. Sembra pazzesco, ma SGD avrebbe dunque “offerto” più di quanto richiesto dai 3+1. Scherzi da solleone, si resta alquanto allibiti!
Per gli Enti dell’area Tecnico/Operativa compresi quelli industriali (Arsenali, Poli, etc.), invece, i 3+1 avevano accettato, nel corso della riunione del 27 luglio, come soglia massima di scopertura il 15% per i profili tecnici e il 25% per gli quelli amministrativi, per come ci era stato comunicato dallo stesso O.P. nella nostra riunione. Anche SMD ha redatto un verbale, anch’esso da firmare, atteso che il comma 2 dell’’art. 5 CCNL, prevede che sia “redatta una sintesi dei lavori e delle posizioni emerse”,ma non ne dispone di certo anche la firma.
Ebbene, abbiamo ora appreso che SMD, con fg. n. 140031 del 14 u.s., ha invitato i 3+1, a oltre 40 giorni 40 di distanza,“a presentarsi il giorno 18 set 2018” presso il 1° Reparto per la sottoscrizione del “verbale di confronto tenutosi in data 27.07.2018” (che è comunque cosa ben diversa da un protocollo d’intesa).
Tempo che scorre incredibilmente, e non è finita: per i gradi di scopertura di altri Organi programmatori, es. Giustizia Miitare, a quando?
E’ allora utile fare un punto di situazione.
Siamo esattamente a oltre due anni (dicesi: due anni!) dal precedente bando di mobilità dell’ 11.07.2016 (vds Notiziario n. 84 di pari data). Quella procedura aveva evidenziato alcune criticità, sulla quali era ripartita la contrattazione tra le Parti a seguito dell’accordo del 5 aprile 2017, che si era poi conclusa con la riunione al Gabinetto del 13.12.2017 (vds. comunicato unitario CGIL-UIL-FLP-UNSA allegato al Notiziario n. 128 di pari data), e con l’impegno di A.D. di far uscire a stretto giro di tempo il secondo bando di mobilità.
E’ poi però arrivato il CCNL 12.02.2018, e con esso le regole più penalizzanti in materia di mobilità (non più protocollo d’intesa, ma solo confronto) e la richiesta dei 3+1, a nostro avviso suicida, di dare attuazione all’art. 5 del CCNL (loro nota 15.02.2018). Manna dal cielo per chi nel M.D. non ha mai amato la nuova procedura e auspica il ritorno ai vecchi riti. Dopo la nota dei 3+1, infatti, sono passati più di sette mesi e il problema non è risolto: la mobilità è bloccata. Così non va!
FLP sta per tornare ai tavoli. Se entro un mese non partirà il nuovo bando, verificheremo con il nostro Ufficio Legale la praticabilità di una iniziativa tesa a promuovere una sorta di class action nei confronti di A.D.
Ove ci fosse stato ancora bisogno di una ulteriore pezza giustificativa per dimostrare come il CCNL 12.02.2018 abbia operato, su alcuni aspetti, una sicura regressione del sistema delle relazioni sindacali, la riunione di oggi con STAMADIFESA (SMD) e SEGREDIFESA (SGD) può certo servire allo scopo.
Abbiamo già detto della nuova procedura, inaugurata da SME a seguito dell’entrata in vigore del CCNL, in materia di riordini con la cancellazione delle sessioni informative periodiche, vds. Notiziario n. 81 del 27.07.2018); parliamo ora della cancellazione del sistema di regole, concordate e sottoscritte dalle Parti, in materia di mobilità interna e reimpieghi, che il 29.09.2015 erano state scritte nel “protocollo d’intesa” da AD e OO.SS., un accordo storico in quanto diede il via al primo bando di mobilità (2016) con regole uguali per tutti, come avviene da sempre nelle altre Amministrazioni, e senza più essere subordinate ai qualche volta incomprensibili pareri discrezionali degli Organi Programmatori (OP), come era sempre avvenuto sino ad allora.
La gestione della procedura rese però evidenti alcune criticità, in particolare quelle riferite ai “gradi di scopertura organica massima sostenibile per ciascun Ente e per singolo profilo professionale”, in media decisamente bassi e in parecchi casi addirittura pari allo zero, soglie queste che hanno ridotto davvero ai minimi termini le possibilità di trasferimento. Da qui la necessità di operare dei correttivi e da qui l’avvio di un tavolo tecnico specifico, e, alla fine, la riunione che si ritenne conclusiva del 13.12.2017 (vds. comunicato unitario allegato al Notiziario n. 128 di pari data) ai fini della sottoscrizione del nuovo protocollo. Protocollo che ora non vedrà più la luce, in quanto nel frattempo l’art. 5 del CCNL ha modificato la relazione tra le Parti in materia, attribuendone la “titolarità” alla sola A.D. che deve solo informare le Parti, dar loro la parola e redigere “una sintesi dei lavori e delle posizioni emerse”, ma decidendo alla fine in proprio.
Cosa avvenuto oggi nella riunione con SMD e SGD, che non sarà dunque seguita dalla firma di alcun protocollo d’intesa: chi si aspettava questo (vds comunicato unitario CGIL-CISL-UIL+UNSA del 9 maggio u.s.), evidentemente ci aveva capito ben poco. Oltre al fatto che si è perso altro tempo (sono ben 17 i mesi di blocco della mobilità interna volontaria nel Ministero della Difesa che nel frattempo ha operato solo attraverso deroghe).
In avvio di riunione, gli Organi di vertice hanno comunicato i gradi di scopertura per il prossimo bando, che dovrebbe vedere la luce a breve (si spera): per gli Enti dell’area Tecnico/amministrativa, soglia del 15% per tutti i profili professionali; invece, per gli Enti dell’area Tecnico/Operativa compresi quelli industriali (Arsenali, Poli, etc.), soglia del 15% per i profili tecnici e del 25% per gli amministrativi. Giustizia Militare si è riservata di indicare il grado di scopertura entro la metà di settembre. Si tratta, come si vede, della riconferma di quanto già comunicato alle OO.SS. nella riunione del 9 maggio u.s., e di cui abbiamo riferito nel Notiziario n. 48 di pari data, solo che nel frattempo sono passati altri due mesi…..
Pubblichiamo, in allegato 1 su questa stessa pagina, la scheda tecnica predisposta da SMD contenente il raffronto tra le dotazioni organiche di cui al DM 29 giugno 2016 e la forza presente suddivisa a livello regionale in tutte le Armi. In allegato 2, le nuove regole per mobilità interna volontaria e reimpieghi, consegnata alle OO.SS. per la riunione del 15 febbraio 2018 (vds Notiziario n. 18 di pari data). In allegato 3, pubblichiamo infine il protocollo d’intesa del 29.09.2015.
Ovviamente, non siamo soddisfatti delle soglie fissate dagli Organi di Vertice: la novità, certo importante, sta nell’azzeramento della “soglia zero” presente in dose massiccia nella procedura 2016, che a suo tempo aveva impedito anche la sola presentazione della domanda a gran parte dei lavoratori, che oggi almeno potranno produrla. C’è dunque un passo in avanti, ma a nostro avviso ancora insufficiente, che certo non favorirà i colleghi. Avremmo voluto, e sempre richiesto, soglie superiori, che sono state però negate.
Sul fronte dei titoli, rimangono irrisolti alcuni problemi che sono frutto di situazioni reali quali quelli legate al pendolarismo diffuso soprattutto nelle grandi città, o quelli connesse ad alcune criticità vissute da personale ex militare transitato (percorso e procedura con regole aggiuntive?), o quelli prodotti dal non accoglimento da parte di AD della proposta di procedere a mobilità volontaria anche attraverso l’ utilizzo dell’istituto della riconversione professionale, che avrebbe potuto agevolare i processi di mobilità.
Il pallino passa ora alla DG, che dovrà varare il bando 2018. Si spera solo che non passino altri mesi!
Notiziario FLP DIFESA n. 18 del 15 febbario 2018 –
Nella giornata oggi si è svolto, presso Difesa Gabinetto e a tavoli separati, l’incontro da noi richiesto con lettera al Gabinetto (vds. allegato 3 su questa stessa pagina) e di cui al Notiziario n. 12 del 5.02.2018, al fine di definire la importantissima problematica legata alla modifiche da introdurre nel “protocollo d’intesa del 29.09.2015 su mobilita interna e reimpieghi”, che pubblichiamo su questa pagina in allegato 2.
Un incontro che, in ragione della non firma del CCNL Comparto Funzioni Centrali 2016-2018 da parte di FLP e delle nervosissime reazioni innescate in ambito MD (espulsione di FLP DIFESA e reimbarco CISL nella storica triade; tavoli separati, etc.), appariva di estremo interesse.
Ebbene, in sede di introduzione, il Vice Capo di Gabinetto, dr.ssa A. Fava, ha comunicato alla nostra delegazione la pregiudiziale posta dal tavolo precedente (quello di CGIL-CISL-UIL) che hanno chiesto l’esclusione dal confronto di FLP DIFESA in quanto la Federazione FLP non è firmataria del CCNL 2016-2018. A questo posizione, si è associata, nel nostro tavolo, anche CONFINTESA, ma con toni diversi e lasciando comunque intendere che era disponibile a proseguire il confronto di merito sulla questione in atto, cosa poi effettivamente avvenuta.
La nostra risposta in ogni caso non si è fatta attendere e, a tal proposito, abbiamo, innanzitutto precisato le ragioni della nostra non firma del CCNL, ragioni peraltro ampiamente chiarite nei nostri diversi Notiziari, e poi affermato che ritenevamo la riunione di oggi una “coda contrattuale” in quanto il confronto con A.D. era partito almeno da un anno, che oggetto di confronto erano state diverse nostre proposte – tutti agli atti di AD – e che pertanto ritenevamo imprescindibile la nostra partecipazione al tavolo e irricevibile la proposta di esclusione, salvo che il Dirigente non ci escludesse d’autorità assumendosene però tutte le responsabilità annesse e connesse.
Cosa poi fortunatamente non avvenuta, e pertanto il confronto è proseguito nell’interesse primario dei lavoratori, poco avvezzi alle beghe fra le OO.SS. e molto più interessati invece a risolvere i problemi propri e della categoria. Confronto comunque preceduto dalla comunicazione del Vice Capo di Gabinetto che l’Amministrazione avrebbe fatto un quesito all’ARAN per verificare l’ammissibilità, anche con riserva, della nostra sigla e la fondatezza sulla connotazione di “coda contrattuale” alla vicenda attuale relativa alla rivisitazione del protocollo del 29.09.2015.
Si è entrati allora nel merito, e la dr.ssa Fava ha illustrato il testo che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1 e che reca le ultime proposte dell’Amministrazione, e ci ha informato del sostanziale via libera allo stesso testo venuto dall’altro tavolo, con pochissime modifiche che riguardavano solo l’allineamento del testo al nuovo CCNL del comparto FF.CC. firmato lunedì scorso 12 febbraio.
Leggermente diversa è stata la nostra posizione, che è partita innanzitutto dal doveroso richiamo alla necessità di chiudere questa partita nel più breve tempo possibile allo scopo di far partire subito il secondo bando di mobilità, atteso che, dopo il primo del 2016, lo scorso anno non è uscito alcun bando.
A seguire, abbiamo innanzitutto dato atto ad A.D. di aver accolto la nostra storica richiesta di cancellare il “grado di copertura zero”, il che consentirà la partecipazione al bando di tutti gli interessati, evidenziando però anche alcuni punti residui di criticità (non prevista mobilità tramite riconversione professionale; peso ancora eccessivo del punteggio attribuito ai corsi ISSMI; etc. ), su cui ci sarà un ulteriore confronto con SMD.
Infine, abbiamo convenuto sull’utilità di una periodizzazione bi-annuale e non più annuale dei bandi di mobilità ordinaria, avanzata unitariamente dal nostro tavolo, e abbiamo segnalato le diverse criticità legate alla procedura di transito nei ruoli civili del personale ex militare e all’assegnazione della sede di destinazione.
Il Vice capo di Gabinetto si è impegnata a riportare al primo tavolo le indicazioni emerse nel corso della nostra riunione.
Verificheremo, nel prosieguo, la reale volontà delle Parti di chiudere rapidamente il confronto per far uscire il più rapidamente possibile il bando e, come al solito, ne daremo conto ai colleghi.
Come in più occasioni ricordato, dopo un confronto durato oltre quattro anni e sempre arenatosi sul nodo dei “pareri” degli Organi Programmatori (O.P.), il 29.09.2015 è stato sottoscritto dal Sottosegretario Rossi e dalle OO.SS. nazionali il “Protocollo d’intesa” che recava le nuove procedure per i reimpieghi (all. A), per la mobilità volontaria ordinaria (all. B) e straordinaria (all. C), e il prospetto con i criteri e i punteggi per la formazione delle graduatorie (all. D), e del quale abbiamo riferito nel Notiziario n. 106 del 1.10.2015.
Un “protocollo” per certi versi storico nella vita della nostra Amministrazione, e di questo va certamente dato atto al Sottosegretario Rossi che lo ha fortemente voluto e poi sottoscritto, atteso che per la prima volta la mobilità interna del personale civile sarebbe stata finalmente gestita attraverso regole ben chiare e definite, con tutti i lavoratori interessati collocati sulla stessa linea ai nastri di partenza, come peraltro avviene da sempre nelle altre AA.PP., e non più attraverso i ben noti pareri discrezionali degli Organi Programmatori (O.P.), in alcuni casi anche troppo discrezionali e come tali alquanto opinabili, e per questo non sempre di facile comprensione nell’osservazione e nel raffronto con situazioni analoghe.
La gestione della nuova procedura ha evidenziato, però, criticità varie, e non certo di poco conto. Innanzitutto, sono stati fissati dagli Organi Programmatori (O.P.) “gradi di scopertura organica massima sostenibile per ciascun Ente e per singolo profilo professionale” davvero alti, in non pochi casi incomprensibilmente alti, che hanno eretto molti muri rispetto alle legittime aspettative di tanti lavoratori. E’ un problema che abbiamo segnalato sin da subito, ottenendo solo qualche correzione, in particolare con riferimento all’area di SEGREDIFESA. Ma i gradi di scopertura sono rimasti lo stesso complessivamente molto alti, viziando in un qualche modo la procedura. Ma di criticità se ne sono viste altre, e anche per questo, subito dopo la pubblicazione delle graduatorie provvisorie del bando di mobilita 2016 (si veda il Notiziario n. 149 del 28.12.2016), in data 9 gennaio u.s. abbiamo inviato all’on. Rossi una lettera che chiedeva la “verifica circa la necessità di revisione” della procedura, per come previsto dal protocollo 2015.
Purtroppo quella richiesta è caduta nel dimenticatoio, e il tempo è trascorso invano senza che in questi mesi si sia dato corso a quella verifica, necessariamente propedeutica al varo del secondo bando di mobilità interna volontaria del personale civile. La verifica richiesta era prevista dal protocollo, certo, ma incomprensibilmente l’Amministrazione non ne ha mai dato corso, in tutti questi mesi, in previsione del bando 2017, pur a fronte dei precisi vincoli del protocollo 29.09.2015: entro il 31 gennaio dell’anno in corso, PERSOCIV avrebbe dovuto pubblicare le carenze negli Enti e Comandi della Difesa individuate dagli O.P., ed entro i successivi 30 giorni le lavoratrici ed i lavoratori civili interessati avrebbero dovuto produrre le relative istanze di mobilità. Invece, nessun segnale da parte dell’Amministrazione, e allora CGIL FP-UIL PA-FLP DIFESA hanno inviato al Sottosegretario Rossi la nota unitaria di cui abbiamo riferito nel Notiziario n. 64 del 30 giugno u.s., con la quale si è chiesto di procedere rapidamente alla verifica prevista dal protocollo d’intesa del 29.09.2015. Richiesta prontamente accolta dal Sottosegretario, che nella riunione del 5 luglio u.s. (vds Notiziario n. 66 di pari data), ha consegnato alle OO.SS. le proposte nel frattempo messe a punto da A.D., chiedendo alle stesse contributi e osservazioni, che CGIL FP, UIL PA e FLP DIFESA hanno puntualmente inviato in data 18 luglio (si veda il Notiziario n. 69 di pari data). E oggi, finalmente, è partito il confronto, inizialmente tecnico, che poi dovrà necessariamente approdare sul tavolo politico.
A conclusione della riunione, insieme a CGIL FP e UIL PA, abbiamo predisposto il comunicato unitario che riferisce dei contenuti e delle risultanze della riunione odierna, che pubblichiamo come allegato su questa stessa pagina.
Il Sottosegretario ha mantenuto l’impegno con noi assunto nella precedente riunione del 26 maggio u.s., ed è finalmente arrivata la risposta che attendevamo da mesi. Questa: nella settimana dal 13 al 17 luglio p.v., partirà finalmente il confronto con l’A.D. per la definizione dei “criteri per l’attribuzione di funzioni e compiti al personale civile, dirigente e non dirigente”, secondo la previsione contenuta nel D. Lgs. 28.01.2014, n 7 e con riferimento al “Regolamento” previsto dall’art. 1. Approda dunque ad un primo risultato operativo una questione che tocca profondamente il cuore della tanto invocata, ma mai realizzata, “civilizzazione”, a nostro avviso la “madre” di tutte le questioni che toccano il personale civile della Difesa, atteso che attraverso questa strada sarà possibile definire un quadro di regole che assicurino la differenziazione di impieghi e di responsabilità rispetto alla componente militare. Una questione che la nostra O.S. ha posto da lungo tempo al primo posto della propria piattaforma, inizialmente in totale solitudine, e oggi fortunatamente in ottima compagnia di altre sigle. Ha anche trovato conferma nel Sottosegretario, a seguito di nostra precisa domanda, che il confronto sul “Regolamento” ricomprenderà anche la riorganizzazione dell’area del Segretariato (SGD; DD.GG.; UU.CC. e UU.TT.TT.) discendente dal DL 6.7.2012, n. 95 che ancora, a differenza di altre Amministrazioni Centrali., non si è ancora concretizzata in un provvedimento modificativo del DM 16.01.2013. Vedremo quali saranno gli sviluppi del confronto e le sue risultanze conclusive, per il momento registriamo in positivo e con molta soddisfazione l’impegno di apertura del tavolo a breve.
La riunione di oggi con il Sottosegretario Rossi, come noto, aveva come punto all’o.d.g. la definizione delle procedure in materia di mobilità volontaria (ordinaria e straordinaria) e la revisione di quelle relative alla mobilità collettiva (c.d. “reimpieghi”) connessa con i provvedimenti di riordino di Enti del M.D.. A tal riguardo, l’Amministrazione ha inviato alle OO.SS. le proprie proposte (schemi di procedura e criteri per la formazione delle graduatorie, che pubblichiamo su questa pagina), che presentano qualche elemento di novità rispetto a quelle oggetto dell’ultimo confronto tecnico del 20.01.2014 (si veda il Notiziario n. 4 di pari data).
Per quanto attiene la mobilità volontaria, la nostra O.S. ha ricordato al Sottosegretario i punti per noi essenziali, già rappresentati nei precedenti confronti tecnici: l’allineamento alle procedure in essere nelle altre Amministrazioni e che prevedono bandi di norma annuali; la inderogabile necessità di eliminare i pareri – oggi praticamente vincolanti – degli OO.PP., affidando alla nostra Direzione Generale il ruolo di pieno gestore della procedura in un quadro di regole ben definite, come avviene peraltro nelle altre AA.CC., e non solo quello di sanzionare trasferimenti decisi sulla base di pareri di fatto vincolanti da parte degli OO.PP.; infine, la previsione di deroghe/garanzie per situazioni gravi e legge 104.
Le proposte pervenute dall’A.D. presentano significative aperture sui punti da noi ritenuti essenziali, ad esclusione dei “pareri” che vengono ancora riproposti: in modo un po’ più attenuato a livello di Ente (“relazione funzionale del datore di lavoro”), e ancora ben marcato ed evidente a livello di Organo Programm. Trattasi della questione sulla quale si era arenato il precedente confronto, che purtroppo è stata nella sostanza riproposta. Noi non siamo d’accordo, continuiamo a non essere d’accordo. Gli artt. 95 e 106 TUOM, posti a fondamento del “parere”, pongono in capo ai Capi degli OO.PP. “la determinazione…. delle esigenze di personale civile per gli EDR del MD”: ebbene, l’individuazione delle “esigenze funzionali per aree e profili professionale” ai fini dei bandi di mobilità danno attuazione a quella norma del TUOM, e configurano l’espressione di fatto di un “parere” a monte della procedura, senza bisogno di reintrodurlo a valle introducendo elementi discrezionali che oggettivamente confliggono con una ordinato sviluppo della procedura, e rappresentano un unicum rispetto alle altre AA.PP. . Inoltre, il mantenimento del “parere” non assicura la gestione piena della mobilità da parte di PERSOCIV.
Per quanto riguarda la mobilità collettiva (c.d. “reimpieghi”), la questione da noi a suo tempo posta (anche qui praticamente in solitudine) riguardava la necessità di ottimizzare e semplificare la procedura prevista dal CCNI Difesa del 6.7.2000, ma nel quadro di un principio intangibile: la definizione condivisa dei piani di reimpiego. Un principio sin qui perseguito e applicato, e che ha consentito la gestione di migliaia di reimpieghi in modo sostanzialmente indolore, senza operazioni di macelleria sociale. Si tratta di un principio che per noi dovrà essere salvaguardato e continuare ad essere il nerbo della nuova procedura, e su questo abbiamo invocato una chiara risposta da parte dell’A.D., atteso che nella nuova procedura questo principio andrà declinato in modo espresso e chiaro, in particolare per quanto attiene la “partecipazione alle OO.SS. nazionali”, che, messa così, non chiarisce la vera sostanza della relazione.
Per entrambe le due tipologie di mobilità, quella volontaria e quella collettiva, la proposta venuta dell’AD contiene sia la nuova procedura che i criteri per la formazione della graduatoria, che sono già pubblicati sul nostro sito. Al riguardo, avendo già sforato i tempi assegnati al nostro tavolo, non abbiamo potuto completare l’avviata esposizione delle nostre osservazioni tecniche e delle nostre proposte al riguardo, motivo per il quale, su invito dell’on. Rossi, li riverseremo in una nota scritta che invieremo nella prossima settimana al Gabinetto, a premessa del successivo incontro che sarebbe utile avesse carattere tecnico, prima del tavolo politico conclusivo nel quale –se ci troveremo d’accordo – dovrebbe essere siglato uno specifico protocollo, seconda la finalizzazione da noi auspicata e che, a nostra richiesta, ha trovato conferma da parte del Sottosegretario.
In conclusione, giudichiamo in modo positivo questa ripresa del confronto su una materia di grandissimo interesse dei lavoratori, e auspichiamo che questa volta si possa chiudere rapidamente e in modo soddisfacente.
Nel corso della riunione, abbiamo anche rappresentato al Sottosegretario il corposo ritardo che si sta accumulando in materia di distribuzione del FUA 2015, che vede oggi, sul livello nazionale non ancora avviata la trattativa e, sui tavoli locali, tutta una serie di criticità, di cui abbiamo ampiamente riferito nel nostro precedente Notiziario n. 71 del 29 u.s. . Il problema sta nel mancato scioglimento da parte dell’A.D. del nodo relativo al sistema di valutazione delle performance individuale. Atteso che siamo oramai arrivati a luglio, il che rende quantomeno problematico l’avvio della “performance”, al solo fine di sbloccare l’attuale stallo abbiamo chiesto al Sottosegretario che venga valutata la possibilità di una “soluzione ponte” per l’anno in corso, sul tipo di quella adottata in ordine alla distribuzione del FUS 2014, con il conseguente differimento al 2016 del sistema di valutazione della performance individuale, rispetto alla quale abbiamo comunque ribadito le nostre riserve di base e i nostri intendimenti, già da tempo comunicati all’on. Rossi con nostra lettera del 31 gennaio 2015, pubblicata su questo nostro sito in allegato al Notiziario n. 14 del 2 febbraio 2015.
Infine, in materia di esternalizzazioni, il Sottosegretario ha negato contraddizioni tra Libro Bianco e D. Lgs. n. 8., da noi segnalate. Ne riparleremo nell’apposito riunione prevista nel corrente mese di luglio. Questi, in sintesi, i contenuti e le risultanze della riunione di oggi con il Sottosegretario Rossi, nella quale, dopo molti mesi di continui rinvii e di non risposte, abbiamo finalmente percepito un nuovo clima di attenzione e di confronto costruttivo e positivo con il Sindacato. Speriamo duri, ce n’è davvero bisogno.
Chiudiamo con un’ultima importante informazione. Di ritorno dalla riunione con il sig. Sottosegretario, abbiamo trovato in sede un documento/verbale di una assemblea RSU, inviato alle OO.SS. nazionali ma che risulta diffuso anche su più ampia scala, nel quale si fa riferimento a precise iniziative avviate dall’A.D. per il transito del personale civile nelle “categorie speciali ex art.3 D.Lgs 165/2001” (da far recepire nel DDL delega Madia – attualmente all’esame della 1^ Commissione della Camera – che configurerebbe di fatto un ritorno alla sfera pubblicistica del rapporto di lavoro e l’uscita dal comparto di contrattazione dei Ministeri, ipotesi rispetto alla quale ci risulta anche depositato un emendamento da parte di un deputato ex M5S), e anche l’intendimento di reperire “200mil nel bilancio 2015da destinare in prima opzione in parte preponderante nella quota fissa della retribuzione e la rimanenza al FUA”. Trattasi di due questioni di notevole importanza, rispetto alle quali appare strano che non si sia mai fatto menzione negli incontri con le OO.SS. nazionali. A tal proposito, attesa la grande rilevanza politica di entrambe le questioni, abbiamo già inviata alla Ministra Pinotti una richiesta “di incontro urgentissimo per comprendere gli esatti termini di una vicenda i cui contorni e le cui finalità non appaiono ancora ben evidenti e rispetto ai quali è doveroso fare chiarezza”.
Notiziario n. 102 del 18 settembre 2018 – Noi pensiamo davvero che, per quanto attiene l’incredibile vicenda legata all’emanando (da due anni, campa cavallo!) bando di mobilità interna ordinaria volontaria, Amministrazione Difesa stia davvero scivolando nel ridicolo, e ci chiediamo come mai le altre sigle assistano imperterrite e inerti a questo scempio, che da una […]
Notiziario n. 82 del 27 luglio 2018 – Ove ci fosse stato ancora bisogno di una ulteriore pezza giustificativa per dimostrare come il CCNL 12.02.2018 abbia operato, su alcuni aspetti, una sicura regressione del sistema delle relazioni sindacali, la riunione di oggi con STAMADIFESA (SMD) e SEGREDIFESA (SGD) può certo servire allo scopo. Abbiamo già […]
Notiziario FLP DIFESA n. 18 del 15 febbario 2018 – Nella giornata oggi si è svolto, presso Difesa Gabinetto e a tavoli separati, l’incontro da noi richiesto con lettera al Gabinetto (vds. allegato 3 su questa stessa pagina) e di cui al Notiziario n. 12 del 5.02.2018, al fine di definire la importantissima problematica legata […]
Notiziario n. 90 del 20 settembre 2017 – Come in più occasioni ricordato, dopo un confronto durato oltre quattro anni e sempre arenatosi sul nodo dei “pareri” degli Organi Programmatori (O.P.), il 29.09.2015 è stato sottoscritto dal Sottosegretario Rossi e dalle OO.SS. nazionali il “Protocollo d’intesa” che recava le nuove procedure per i reimpieghi (all. […]
Notiziario n. 72 del 1 luglio 2015 – Il Sottosegretario ha mantenuto l’impegno con noi assunto nella precedente riunione del 26 maggio u.s., ed è finalmente arrivata la risposta che attendevamo da mesi. Questa: nella settimana dal 13 al 17 luglio p.v., partirà finalmente il confronto con l’A.D. per la definizione dei “criteri per l’attribuzione […]