Notiziario n. 67 del 19 giugno 2014 –

La riunione del Consiglio Supremo di Difesa
La riunione del Consiglio Supremo di Difesa

Si è tenuta nella giornata di ieri,  al Quirinale,  la riunione del Consiglio Supremo di Difesa (CSD)  che è stata come al solito presieduta dal Capo dello Stato e alla quale  hanno partecipato, tra gli altri:  il Presidente del Consiglio;  le Ministre della Difesa, degli Esteri e dello Sviluppo economico; i  Ministri  degli Interni e dell’Economia e delle Finanze e il Capo di Stato Maggiore della Difesa.  All’o.d.g. della riunione,  in particolare,  la “presentazione ed esame delle linee Guida per l’elaborazione del Libro Bianco della Difesa e delle modalità per il suo completamento entro l’anno con il coinvolgimento del Parlamento”.

Al termine della riunione,  il Quirinale ha emanato il comunicato che pubblichiamo su questa stessa pagina,  nel quale, con riferimento ai  primi due  punti iscritti all’o.d.g.,  si afferma che nel corso di questi mesi, la situazione internazionale ha mostrato preoccupanti segni di peggioramento”,  rendendosi per questo  “assolutamente prioritaria l’esigenza di sostenere il dialogo volto a individuare idonee soluzioni politiche e diplomatiche alle questioni sul tappeto”.  In questo  percorso il nostro Paese dovrà inevitabilmente impegnarsi in prima persona e, anche per questo, sarà necessario portare al più presto a compimento il profondo processo di rinnovamento, riorganizzazione su basi interforze e integrazione multinazionale intrapreso per rendere lo strumento militare più pronto ed efficace nei confronti delle effettive minacce da fronteggiare, considerate realisticamente le limitate risorse finanziarie a disposizione”.

Ma il piatto forte della riunione era sicuramente costituito dalla presentazione da parte della Ministra Pinotti delle “Linee Guida per l’elaborazione del Libro Bianco per la Difesa e della strategia evolutiva delle Forze Armate sull’orizzonte dei prossimi 15 anni”,  che hanno fatto registrare il pieno sostegno del CSD. Dette linee guida prevedono“la realizzazione di uno strumento militare che costituisca componente attiva e qualificante della politica multidisciplinare e interministeriale del Governo per la sicurezza e la difesa, in grado di concorrere efficacemente alla salvaguardia delle direttrici di sviluppo economico e sociale del Paese nel contesto internazionale”.  A tal fine “la struttura delle Forze Armate dovrà essere strettamente integrata in termini interforze e in termini di organizzazione di comando, e dovrà disporre di capacità bilanciate e specializzate rispetto alle specifiche esigenze da assolvere. Le Linee Guida ribadiscono la fondamentale importanza di una difesa collettiva pronta e funzionale”.

Il comunicato stampa del Quirinale si sofferma quindi sul nodo risorse:“ per  una riforma delle FF.AA.  utile al Paese,  resta centrale il problema delle risorse che, pur nella ricerca di ogni possibile efficienza ed economicità, non dovranno comunque scendere al di sotto di livelli minimi invalicabili”.

Infine, i percorsi operativi: “Il Ministro della Difesa invierà le Linee Guida ai Presidenti delle Commissioni Esteri e Difesa dei due rami del Parlamento,  affinché ne possano eventualmente venire valutazioni e suggerimenti utili alla definizione del Libro Bianco, di cui il governo si è assunto l’iniziativa e la responsabilità. Proseguirà inoltre il dialogo informale con accademici, esponenti dell’industria, esperti di economia e finanza, mentre sarà avviato un più ampio confronto con l’opinione pubblica”.   A tal proposito, ci chiediamo:  e il confronto con le Rappresentanze del personale?  Una omissione che ci appare grave,  tenuto conto che il Libro Bianco dovrà  disegnare il nuovo modello Difesa e le FF.AA. future.  Segno dei nuovi tempi che viviamo,  forse,  in cui i confronti si fanno invitando i cittadini a inviare semplici email della serie “dimmi, poi ci penso io”,  straordinario esempio questo di democrazia partecipativa,  e  mettendo in un angolo le Parti Sociali.  Anche a seguito di alcune recenti iniziative, di cui diremo prossimamente ai lavoratori,  abbiamo il fondato timore che il MD stia imboccando proprio questa strada. Ne riparleremo!

(Giancarlo Pittelli)

Allegato:   Comunicato Consiglio Supremo di Difesa 18.6.14

Notiziario n. 40 del 15 aprile 2014 –

Esercito ItalianoSi è tenuto in data odierna l’incontro con SME-RPGF su alcuni provvedimenti di riordino della F.A. Ne diamo una sintesi, integrandola  con alcune annotazioni e con le osservazioni  avanzate dalla nostra O.S. .

 Per quanto attiene alla riorganizzazione del Policlinico Celio di Roma, occorre ricordare che la Direttiva del Ministro Di Paola del 9.08.2012 sul riordino della Sanità Militare in chiave interforze , ne prevedeva il potenziamento e la riconfigurazione come “unico polo ospedaliero polifunzionale (ROLE 4)” e la sua trasformazione in un “istituto di ricovero  e cura a carattere scientifico (IRCCS)”.  In questo contesto,  il Celio manterrà le attuali funzioni cliniche potenziando però “le aree di medicina, chirurgia e traumatologia d’urgenza”, accorperà le funzioni di ricerca attualmente svolte dal “Centro studi e ricerche Sanità e Veterinaria (CSRSV)” riconfigurato in “Direzione scientifica”, e modificherà il proprio modello organizzativo mettendo insieme attività cliniche e di ricerca, e successivamente anche quelle didattiche. Una soluzione organizzativa analoga a quella delle corrispondenti strutture sanitarie civili, e pertanto con queste interfacciabile, e con una strutturazione più leggera, passando dalle attuali  93 unità operative a solo 24. Rispetto alle attuali dotazioni di Policlinico e CSRSV (n. 252), il nuovo organico prevede n. 207 posizioni organiche, ma a fronte un numero inferiore di personale oggi presente (n. 186).    In ordine alle professionalità, il progetto illustrato da SME-RPGF prevede in capo ai civili la conferma della p.o. di “Capo Sz. pers. civ” e la creazione di una nuova posizione come “Capo Sez. archivio sanitario . Al riguardo, la nostra O.S. ha preso atto di quanto rappresentato da SME,  ha espresso condivisione sulle finalità del progetto che è teso a superare le inefficienze attuali, e si è  riservata di esprimere una più attenta valutazione di dettaglio solo dopo le verifiche che opereremo in loco.

Per quanto attiene invece alla riorganizzazione del Polo di mantenimento dei mezzi di telecomunicazione, elettronici ed optoelettronici (POLMANTEO) di Roma, va ricordato in premessa  che la nostra O.S., proprio alla luce delle importanti novità contenute nel decreto legislativo n. 8/2014,  art. 12 – 2259-sexies”,  aveva richiesto un tavolo di confronto specificamente dedicato alle problematiche di riordino degli Stabilimenti dell’Esercito (vds. Notiziario n. 133 del 19.12.2013). Ebbene, questo tavolo tecnico nazionale è partito proprio oggi,  ed ha riguardato in primis la riorganizzazione del POLMANTEO,  per il quale, insieme al PMAL di Terni, il D. Lgs. n. 7/2014 prevedeva l’avvio dell’operazione riordino con decorrenza 31.03.2014, che slitterà invece, e per ambedue i Poli, al 30 giugno p.v. .

In avvio, SME-RPGF ha tenuto a sottolineare come, per la F.A., la riorganizzazione di tutti gli  Stabilimenti industriali assuma una valenza strategica. Nell’ipotesi di riorganizzazione elaborata dalla  F.A., il POLMANTEO dovrebbe diventare l’unico polo di mantenimento e di rifornimento dei materiali delle telecomunicazioni, dovrebbe assumere le competenze  del sopprimendo Parco Materiali Telecomunicazioni  assumendo alle proprie dipendenze il 44° e il 184 Rgt sostegnoTLC, entrambi, però,  ridotti al rango di Btg.. Rispetto alla organizzazione attuale, discendente dal precedente riordino del 2009 poi recepito nel decreto  interministeriale del 18.11.2009, l’ipotesi di riorganizzazione prevede una nuova dotazione organica di 190 unità civili (-61 rispetto a quella attuale), ma a fronte di un numero di effettivi pari a 156 unità. Per quanto attiene agli elementi di organizzazione, gli interventi in chiave riduttiva previsti da SME-RPF dovrebbero riguardare: la soppressione dell’unica posizione dirigenziale civile, legata alla previsione di cui al DM 8.02.2013 (taglio di posizioni dirigenziali afferenti all’area tecnico-operativa/tecnico-industriale); la riduzione di alcuni Uffici al rango di Sezione; la soppressione di alcuni Uffici/Sezioni/Servizi, in alcuni casi con transito delle funzioni ad altro elemento d’organizzazione; infine, la riarticolazione di altri elementi. Per quanto attiene all’Ufficio Amministrativo,  ne è previsto invece il potenziamento (+ una Sezione) anche in ragione dell’assunzione alle dipendenze dei due Rgt 44° e 184°. Espunti, infine, alcuni settori già inseriti in Uffici/Sezioni, con professionalità riallocate nell’unità sovraordinata. Per quanto riguarda invece le professionalità: verrebbero mantenute nello stesso numero le posizioni di titolarità di unità organizzativa;  in area 3^, sarebbero previsti 25 funzionari a fronte dei 14 effettivi, mentre in area 2^ sarebbero previsti n. 165 tra addetti e assistenti a fronte dei 142 effettivi. Solo una la posizione prevista in area 1, a fronte di un solo effettivo. Previsto anche l’ingresso di nuovo personale militare, e precisamente una decina di Uff.li e di una trentina di VSP.     SME-RPGF ha infine reso noto che, nel quadro delle scelte legate alla dismissione di immobili ritenuti non più necessari dalla FA, il POLMANTEO potrebbe abbandonare l’attuale sede e trasferirsi alla Cecchignola. E’ un’ipotesi su cui si sta lavorando, ma rispetto  a un orizzonte temporale di lungo periodo.

Nel suo intervento, FLP DIFESA ha preso atto degli intendimenti della F.A, esprimendo  apprezzamento per la volontà di potenziare l’Ente. Una scelta condivisibilissima, che, però, dovrà trovare conferma nelle azioni concrete poste in essere dalla F.A., che dovranno a nostro avviso muovere coerentemente lungo le direttrici tracciate dal novellato art.12, 2259-sexies del D.Lgs. 8/2014 (reinternalizzazioni servizi e lavori; individuazione spese improduttive e risparmi destinati al riefficientamento)  e dall’art. 1, comma 2, let e) del D.Lgs n. 7/2014 che prevede ”l’attribuzione di funzioni e compiti tecnico amministrativi al personale civile” .  Sotto questo profilo, FLP ha espresso sin da subito discordanza rispetto all’ipotesi di sopprimere l’unica posizione dirigenziale civile e ha segnalato la necessità di marcare maggiormente le posizioni apicali con professionalità civili, soprattutto con riferimento ai settori tecnici, che peraltro evidenziano, anche qui, carenze estremamente preoccupanti, che rendono quanto mai necessario e urgente l’assunzione dei vincitori di concorsi e il varo di un piano straordinario di assunzioni per tutta l’area industriale della Difesa, che FLP DIFESA richiede peraltro da anni. La nostra O.S. ha poi chiesto di conoscere le posizioni e gli impieghi previsti per i militari, ed ha espresso riserve sull’ingresso nell’Ente di nuove unità.  In ogni caso, le collocazioni dei militari non potranno non essere in linea con quanto previsto dalla tabella di corrispondenza tra gradi militari e posizioni civili convenuta sul tavolo politico. In merito all’ipotizzato trasferimento alla Cecchignola, la nostra O.S. ha chiesto alla F.A. un’attenta valutazione in merito ai costi effettivi e alla reale efficacia dell’operazione. Ci siamo infine riservati di esprimere un giudizio più dettagliato, con il corredo di eventuali proposte, dopo il confronto che avremo direttamente con i lavoratori del POLMANTEO e dopo gli approfondimenti necessari con le nostre rappresentanze. Il prosieguo del confronto sul tavolo nazionale è previsto per la prima metà di maggio; subito dopo, partirà il tavolo di confronto locale con OO.SS./RSU, che abbiamo fortemente sollecitato, e che precederà la scrittura dello schema di D.M.(e non più interministeriale) che recepirà il nuovo assetto dell’Ente.

In merito ai Depositi Munizioni ed Esplosivi, è prevista la rimodulazione degli organici in riduzione con allineamento alle presenze effettive. Circa il soppresso Deposito di Cecina, SME-RPGF ne ha ipotizzato un possibile recupero, mentre altri quattro Depositi, tra cui  Malcontenta, potrebbero essere dismessi.

Infine, dietro nostra precisa richiesta,  SME-RPGF ci ha comunicato che dovrebbe essere ormai prossima l’emanazione del D.M. che farà slittare al 31 maggio p.v. i riordini (CEDOC in primis) previsti al 31 marzo.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato:  Scheda per la riunione con le OO.SS. predisposta da SME-RPGF

Notiziario n. 38 del 14 aprile 2014 –

Il Capo di SMD, amm. Binelli Mantelli
Il Capo di SMD, amm. Binelli Mantelli

Il Capo di Stato Maggiore Difesa, amm. Binelli Mantelli,  ha inviato a tutti i dipendenti militari e civili una e-mail recante delle “precisazioni”  in merito ai due decreti legislativi nn. 7 e 8 del 28.01.2014,  attuativi delle delega per la riduzione delle Forze Armate. Si tratta di una sintesi, per la verità anche efficace, dei due provvedimenti, ma rispetto a contenuti e percorsi ampiamente noti al personale anche per il risalto dato, via via, dalle Rappresentanze,  e che stranamente diventa oggetto di comunicazione solo oggi e cioè a distanza di mesi dalla loro pubblicazione. Come mai tutto questo, ci si chiede? Come mai il Capo SMD decide di scrivere solo oggi ai lavoratori?  E’ la domanda che ci viene posta da molti colleghi.

La nostra impressione  è che quella e-mail del Capo di SMD sia destinata, di fatto, ai soli militari,  e che sia stata mossa da intenti rassicuranti nei loro confronti e comunque tendenti alla ricomposizione della frattura esistente tra SMD e COCER,  che si è materializzata lungo il lungo corso del confronto sui contenuti dei due decreti attuativi, e più in particolare nelle ultime battute.  Ricordiamo tutti i giudizi sferzanti dei COCER nei confronti dell’ “operazione riduzione”  e del suo padre putativo (l’amm. Di Paola);   ricordiamo tutti le lacerazioni che si sono prodotte in diverse momenti del confronto;   ricordiamo tutti, infine, il gesto clamoroso nei confronti del Ministro Mauro da parte del COCER IF, che ha disertato la riunione del 9.01.2014,  per poi incontrare il Ministro (e solo Lui…) in altra sede.  Una frattura, quella tra COCER e SMD, tenuta sinora comprensibilmente sottotraccia, ma che alla fine è emersa in superficie.  Lo ha reso evidente una interrogazione presentata da un membro della Commissione Difesa della Camera, l’on. D’Arienzo, che venuto a conoscenza delle dinamiche che hanno contraddistinto recentemente e negativamente il rapporto tra il Consiglio centrale di rappresentanza, il Ministro della difesa e lo Stato Maggiore della Difesa” e, in particolare, “del grave contrasto esistente tra COCER e SMD”  che ha prodotto “una palpabile tensione”  dovuta al fatto che  “lo Stato Maggiore della difesa procede nelle sue attività ritenute avulse da quelle che sono le varie realtà vissute dal personale”,  ha chiesto alla Ministra cosa intendesse fare “affinché le legittime aspirazioni del personale siano compiutamente portate a termine positivamente dai propri rappresentanti senza che a questa siano frapposti inutili ostacoli da parte di chiunque”.   Come si vede, una frattura forte, che non crediamo sia stata ricomposta attraverso la risposta resa dal Sottosegretario Alfano, anche se prove di riavvicinamento sono in atto (pubblichiamo su questa stessa pagina: il resoconto parlamentare e il comunicato COCER AM sulla riunione dell’11 u.s., che ha visto ribadire la volontarietà dei transiti).

C’è un punto, però, della e-mail del Capo di SMD che appare interessante, ed è quello che, partendo dalla ravvisata necessità di favorire un migliore ricollocamento nel mondo del lavoro o per il reimpiego nell’A.D. o in altre Amministrazioni sia del personale militare che di quello civile”,  preannuncia la costituzione di “un Polo di formazione unico a valenza interforze che avrà origine dalla riorganizzazione delle strutture formative-professionali già esistenti nel Dicastero e arricchite dal contributo di strutture già accreditate quali CEFODIFE”.   A tal riguardo, pubblichiamo, sempre su questa stessa pagina, le slide predisposte da SMD che illustrano contenuti e tempistica del progetto legato al costituendo Polo.

Ultima questione: a sentir parlare di riduzioni delle FF.AA.,  viene in mente (e la mail del Capo di SMD lo mette in evidenza)  che il M.D. è stata sinora il solo a fare davvero la spending review  (e sarebbe proprio il caso, questo,  di farlo presente a Renzi e Cottarelli).  Quello che invece il M.D. non ha ancora fatto, a nostro avviso, è agire in profondità per cancellare gli sprechi e i privilegi che da noi ancora esistono in abbondanza. Tra questi, quelli riconducibili ai Cappellani Militari, emersi attraverso un servizio TV (Le Iene) e un articolo (La Stampa) con successiva smentita dell’Ordinariato, che pubblichaimo sempre su questa stessa pagina.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Resoconto Comm. Difesa su interrogazione on. D’Arienzo e risposta Sottosegretario Alfano

Allegato 2: Slide predisposte da SMD sul nascente Polo di formazione Interforze

Allegato 3: Articolo de LA STAMPA e smentita Ordinariato

Allegato 4: COCER AM Incontro Ministra e SSS 11.04.2014

Notiziario n. 26  del 18 marzo 2014 –

Il gen. Claudio Graziano, Capo di SME
Il gen. Claudio Graziano, Capo di SME

Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, gen. Claudio Graziano,  accompagnato nella circostanza dal Sottocapo gen. G.B. Borrini e da alcuni Capi Reparto,  ha incontrato nella mattinata di oggi le OO.SS. nazionali;  all’odg,  le problematiche generali relative ai provvedimenti di riordino discendenti dalla Legge  244.

Nel suo intervento introduttivo, il gen. Graziano ha fatto una breve panoramica generale sui processi di riordino della F.A.,  sottolineando l’importanza strategica della riorganizzazione degli Enti dipendenti dal Comando Logistico, Poli in primis, che sarà finalizzata a ridare ad essi efficienza, operatività e produttività.   A tal proposito,  ha comunicato alle OO.SS. che, tenuto conto del fatto che i DD. LLgs. attuativi della L. 244 sono entrati in vigore solo dal 26 feb. u.s., la F.A. ha chiesto uno slittamento della data di avvio dei provvedimenti fissati al 31 marzo dal D. Lgs. n. 7/2014  (POLMANTEO Roma e PMAL Terni slitterebbero al 30 giugno, dovendo peraltro “abbassare il loro livello ordinativo” – pg. 38 relazione illustrativa D. Lgs. n. 7-, mentre il CEPOLISPE al 31 dicembre,  allineandosi cosi ai riordini dei due Poli di mantenimento di Piacenza e Nola previsti appunto per fine anno).  Ha infine richiamato l’importanza del confronto con le Forze Sociali, sollecitando le OO.SS. a fornire contributi e proposte.  Subito dopo, è iniziato il consueto giro di tavolo.

 FLP DIFESA ha ricordato innanzitutto la complessità e la profondità del processo di riordino, dell’Esercito, che si svilupperà da qui al 2019,   per il quale la F.A. paga indiscutibilmente il maggior tributo alla riorganizzazione in  chiave riduttiva delle FF.AA..  Anche sulla scorta dell’esperienza di questi vent’anni di ristrutturazione della Difesa, abbiamo detto che c’è, a nostro giudizio, un solo modo per affrontare questa difficile fase: un rapporto costruttivo e positivo con le OO.SS., in cui informazione preventiva e confronto siano le architravi su cui poggia il sistema delle relazioni sindacali ai diversi livelli.  Ebbene, questa condizione  esiste da tempo sul livello nazionale, dove mensilmente O.F. e DIPE  incontrano le OO.SS. nazionali  facendo il punto di situazione sui riordini, illustrando gli organigrammi dei nuovi Enti, indicando le problematiche connesse con gli eventuali reimpieghi del personale civile, manifestando sempre apertura e disponibilità a raccogliere eventuali contributi delle OO.SS. . Lo stesso purtroppo, ha proseguito la nostra O.S.,  non può dirsi in via generale per quanto attiene le relazioni sindacali di livello locale, dove in alcuni casi assistiamo  a prese di posizioni inaccettabili da parte di Dirigenti: quali esempi,  FLP DIFESA ha segnalato il no da parte del Direttore del CEPOLISPE Montelibretti (Roma) alla richiesta unitaria delle OO.SS. territoriali di Roma di discutere e confrontarsi sulla proposta di riorganizzazione dell’Ente messa a punto dal Direttore su sollecitazione del IV Reparto di SME, o quanto sta avvenendo per la riorganizzazione dell’IGM dove non ci è dato sapere che fine hanno fatto le proposte, anch’esse unitarie formulate dalle OO.SS. di Firenze, di modifica degli organici dell’Ente  proposti da SME. In sede di replica, preso atto della nostra lamentazione, il Capo di SME ha detto che avrebbe approfondito queste criticità e che avrebbe anche cercato di avviare iniziative tendenti al miglioramento delle relazioni sindacali locali in tutte le sedi.

In merito al riordino degli Enti c.d. industriali dipendenti dal Comando Logistico, la nostra O.S. ha espresso piena condivisione rispetto allo slittamento dei tempi di avvio dei riordini, che ci assicura più tempo per discutere delle riorganizzazioni di questi Enti, anche da noi, e da sempre,  considerati “strategici”.  FLP DIFESA ha quindi richiamato le importantissime novità recate a tal proposito dall’art. 12 del D. Lgs. n. 8 (art. 2259-sexies), tutte originate da precise richieste del Sindacato nel corso dei confronti di luglio u.s.: individuazione dei settori di spesa improduttiva e riqualificazione della spesa; ricognizione dei servizi e lavori esternalizzati e  operazioni crescenti di reinternalizzazione; risparmi destinati al sostegno della produzione e all’ efficientamento degli Enti).  Trattasi di impegni precisi fissati dalla legge,  rispetto ai quali la nostra O.S. ha chiesto alla F.A. di indicare le linee generali ispiratrici dell’operazione di riordino. A tal riguardo, il gen. Ruggero, Capo del IV Reparto dello SME presente all’incontro, ha precisato che la scelta della F.A. è quella di efficientare gli Enti industriali, senza comunque depotenziare contestualmente altri Enti dell’area Logistica (Cerimant, Serimant, etc.). Detti Enti di 1° livello dovranno operare gli interventi più complessi, lasciando quelli minori al livello di aderenza: anche per questo la riduzione quantitativa del personale, che comunque ci sarà, dovrà necessariamente essere compensata da una crescita di qualità professionali, possibile solo attraverso processi formativi all’altezza. Inoltre, la F.A. investirà su piattaforme e sistemi per colmare i gap esistenti tra l’offerta dell’industria privata e le necessità della F.A. Sul punto, sono  in atto degli approfondimenti, a seguito dei quali verrà convocato un tavolo tecnico nazionale per discutere dei criteri generali; seguiranno tavoli tecnici specifici dedicati a ciascun Ente, che verosimilmente partiranno da quelli su POLMANTEO e PMAL      le cui date di riordino sono le più ravvicinate.   E’ proprio quello che FLP DIFESA aveva chiesto nella riunione del 18 dic. u.s. (vds. Notiziario n. 133/2013), e quindi  ci dichiariamo molto soddisfatti e, in quelle sedi, offriremo certamente il  nostro contributo.

In merito agli altri riordini che l’art. 5 del D.Lgs n. 7 fissa al 31.03.2014 (soppressioni alcuni CEDOC; riconfigurazioni del Comando logistico, di alcuni CME, etc. ),  è probabile che il provvedimento di slittamento richiesto alla Ministra Pinotti li ricomprenda, facendo slittare anche per essi la data del riordino. La nostra O.S. ha infine richiamato le criticità in cui versano questi Enti in considerazione del mancato turnover di personale , e ha riproposto la inderogabile necessità che vengano assunti i vincitori di concorso e che si avvii un piano straordinario di assunzioni per le esigenze dell’area industriale della Difesa.  Considerazioni sulle quali il capo di SME ha espresso piena condivisione, richiamando alcune criticità esistenti (carenza di assistenti tecnici, per es.), segnalando di avere già sensibilizzato al riguardo i Vertici politici e impegnandosi a risollevare il problema presso la Ministra Pinotti,  che dovrà poi necessariamente agire sulla F.P.

 FLP DIFESA ha infine affrontato le problematiche connesse con l’imminente rideterminazione degli organici civili di F.A., proponendo gli stessi ragionamenti espressi nell’ultima riunione con SMA-1° Reparto. Dopo la fissazione dei nuovi organici civili per area  in attuazione della L. 135/2012,  che è avvenuta con il DPCM 22.01.2013, siamo ora alla vigilia della tappa successiva: la ripartizione tra i diversi  Organi Programmatori  (SGD; SS.MM. di F.A.; Cdo Gen. CC; etc. ) delle diverse professionalità, su base regionale e naturalmente per profilo. A tal riguardo, dovrà essere emanato  apposito D.M.,  il cui schema dovrà essere oggetto di informazione preventiva e di confronto con le OO.SS., che pensiamo venga calendarizzato a breve. Dunque,  l’Esercito  avrà la sua nuova dotazione organica civile che, in base agli elementi a nostra conoscenza, dovrebbe complessivamente aggirarsi intorno alle 9.500 unità complessive (così articolate all’incirca: n. 550 di area 1^; n. 8.170 di area 2^ e n. 770 di area 3^), con una significativa riduzione rispetto all’attuale organico.   Ora,  e’ di tutta evidenza che questi numeri complessivi per area rappresentano la somma degli organici di Enti e delle professionalità civili ivi previste. Ma non conosciamo ancora il dettaglio Ente per Ente, se non per alcuni, e non è certamente un dettaglio di poco conto, atteso che sulla base di quei numeri verranno poi attribuiti gli incarichi e gestiti i processi di mobilità/reimpiego e altro. E’ necessario allora conoscere e confrontarsi  sui criteri adottati dalla F.A. nella rideterminazione degli organici di Ente e, proprio per questo, abbiamo chiesto al Capo di SME che, non appena adottato il D.M. con la ripartizione per Organo Programmatore e per Regione delle dotazioni organiche ex DPCM 22.01.2013,  sia fissata con la maggiore sollecitudine possibile una apposita riunione con le OO.SS. nazionali  per conoscere e confrontarsi  in merito ai nuovi organici degli Enti/Distaccamenti/Reparti della F.A.  A tal riguardo, il Capo di SME ha espresso la piena disponibilità della F.A. a discutere dell’argomento, come  di altri d’interesse delle OO.SS. .

In conclusione, un incontro positivo e fruttuoso quello avvenuto oggi con il Capo di SME.

(Giancarlo Pittelli)

Notiziario n. 23 dell’ 11 marzo 2014 –

AeronauticaNel corso della riunione pomeridiana  a palazzo Aeronautica, presieduta dal Capo del 1° Reparto gen. U. Baldi,  lo Stato Maggiore Aeronautica  ha illustrato alcuni  provvedimenti di riordino discendenti dal D.Lgs.  28.01.2014, n. 7 attuativo della Legge delega n. 244/2012 per il riordino in chiave riduttiva dello strumento militare.  Detti provvedimenti di riorganizzazione, che dovrebbero diventare esecutivi  a far data dall’11 aprile p.v.,  interessano alcuni Enti di Roma e il Distaccamento di Terminillo,  e precisamente:

Trattandosi in tutti i casi di provvedimenti consistenti in meri cambi di dipendenza senza alcuna variazione di sede di lavoro, abbiamo concordato con SMA che la procedura di reimpiego debba essere  quella c.d. “semplificata”:  il dettaglio per i diversi Enti è  illustrato nelle slide dalla n. 13 alla n. 31 del file predisposto dal 1° Reparto e  che pubblichiamo di seguito  come allegato  in questa stessa pagina.

In merito agli impieghi del personale, preso atto del mantenimento delle professionalità e della riconferma delle posizioni  organizzative oggi previste,  il tavolo sindacale a fattor comune ha chiesto alla F.A. di dare concretezza e piena attuazione alla previsione contenuta nell’art.1, comma 2, let. e), del D. Lgs. n. 7/2014  che dispone “l’attribuzione di funzione compiti tecnico-amministrativi al personale civile”. 

Per quanto attiene invece ai provvedimenti di riorganizzazione previsti dall’art. 7 del D.Lgs  28.01.2014, n. 7 e fissati al 31.03.2014 (Comando Logistico; Ispettorato sicurezza del volo; 41° Stormo Sigonella; Distaccamenti Aeroportuali di Pantelleria e Brindisi),  lo SMA  ha confermato la data di decorrenza dei provvedimenti che, nella parte che riguarda il personale civile,  sono già stati oggetto di precedenti confronti con le OO.SS., in  particolare per quanto attiene le procedure di reimpiego.

Segnaliamo infine ai colleghi il prospetto di cui alla slide n. 32  che fa il punto di situazione sui reimpieghi del personale civile degli Enti AM in riordino negli anni 2014 e 2015.

Nella seconda parte della riunione, lo SMA ha reso noto i progetti formativi per l’anno in corso, come da specifica richiesta avanzata da FLP DIFESA nella riunione del 19.11.2013 (vds. Notiziario n. 125).  In quella circostanza, SMA aveva resocontato sulle  attività formative 2012/2013,  indicandone i criteri ispiratori (congruenza tra tipologia del corso e esigenza funzionale/crescita professionale/mansioni del lavoratore),  le richieste soddisfatte (n. 763 nel 2012 e n. 755 nel 2013)  e infine la ripartizione delle risorse disponibili nel 2013 (€ 95.564) tra alta formazione, corsi cefodife  (77%), la parte più rilevante dei quali fatta in sede locale, e corsi extracefodife (16%).

Ebbene, l’intendimento della F.A. per il 2014 è quello di riproporre in buona sostanza lo stesso modello: nel file predisposto da SMA-1° Reparto e pubblicato sul nostro sito web,  le slide dal n. 33 al n. 40,  indicano  per  le diverse tipologie (Corsi linguistici; di informatica; giuridico-amministrativi e tecnici) l’oggetto del corso e la sede di svolgimento.  Come si può vedere, i corsi decentrati risultano nettamente prevalenti, e questo anche allo scopo di  coinvolgere quei lavoratori (diversamente abili, con figli piccoli, in assistenza ex L.104, etc.) che sarebbero in gran parte esclusi da iniziative formative centralizzate.

A tal proposito, FLP DIFESA ha dato atto alla F.A. dell’equilibrio con il quale sono stati sin qui gestiti i processi formativi,  come peraltro evidenziato dal documento predisposto da SEGREDIFESA e consegnato alle OO.SS. (vds. documento pubblicato sul nostro sito in allegato al Notiziario n. 111 del 9.10.2013),  che evidenziava la virtuosità della F.A. nella ripartizione dei corsi tra militari e civili e in quella tra la materia antinfortunistica e di carattere giuridico/linguistico/informatico. Nota dolente, che purtroppo permane anche per il 2014,  l’esiguità delle risorse disponibili destinate alla formazione (circa 97.000 € quest’anno),  che ripropone l’urgenza, ribadita anche nella circostanza dalla nostra O.S., di reperire ulteriori risorse da investire in formazione, abbinata  alla necessità di fare formazione per tutti i lavoratori, senza esclusioni totali o parziali (semplici uditori) di professionalità.

FLP DIFESA ha poi posto  alcune questioni legate alla imminente rideterminazione delle dotazioni organiche civili di F.A. discendenti dai tagli imposti dal D.L. 6 luglio 2012, n. 95 (c.d. spending review). A tal riguardo, è utile preliminarmente fare il punto di situazione generale.

Con il DPCM (Decreto Presidente del Consiglio dei Ministri) 22 gennaio 2013, sono state fissate le nuove dotazioni organiche civili della Difesa che, per il personale non dirigente, prevedono  n. 1.824 in area 1 (erano n. 63 a seguito del DL 138/2011);  n. 23.246 in area 2^ (erano n. 26.590);  n. 2.681 in area 3^ (erano n. 3.630) e, infine, n. 26 tra professori etc..   La tappa successiva, che sembrerebbe oramai prossima  ancorchè a distanza di più di 13 mesi dal DPCM,  consisterà nella ripartizione tra i diversi  Organi Programmatori  (SGD; SS.MM. di F.A.; Cdo Gen. CC; etc. ) delle diverse professionalità, su base regionale e naturalmente per profilo, che dovrà poi essere recepita in apposito D.M. il cui schema dovrà essere oggetto di informazione preventiva e di confronto con le OO.SS., che pensiamo avverrà a breve.

Dunque,  l’A.M. avrà la sua nuova dotazione organica civile: quella post DL 138/2011, era fissata in n. 4.485 unità complessive a fronte di un numero pressoché analogo di personale effettivo (n. 4.359 al 1 novembre 2013).  La dotazione post DPCM 22.01.2013, in base agli elementi a nostra conoscenza,  dovrebbe aggirarsi invece intorno alle 4.200 unità  (così articolate all’incirca: n. 340 di area 1^; n. 3.650 di area 2^ e n. 210 di area 3^), con una riduzione di quasi 300 posizioni rispetto all’attuale dotazione.

E’ di tutta evidenza che questi numeri complessivi per area rappresentano la somma degli organici di Enti e delle professionalità civili ivi previste. Ma non conosciamo ancora il dettaglio Ente per Ente. Conosciamo certamente i criteri di scelta della F.A., che li ha illustrati alle OO.SS. nella già richiamata riunione del 19 novembre u.s.:  in primo luogo, allineare quanto più possibile l’organico di Ente alle presenze effettive di personale, prevedendo come soprannumeri le sole posizioni riassorbibili ex DL 95 (ad oggi, sarebbero circa un 150/200); in  secondo luogo, operare la revisione delle attuali dotazioni tenendo conto delle posizioni sotto l’aspetto della funzionalità rispetto al disegno ordinativo futuro. L’idea sarebbe quella di prevedere alcune posizioni quadro,  oggi non necessarie, ma forse utilizzabili in futuro nel  ridisegno di F.A.  Questi i criteri che dovrebbero aver orientato le scelte della F.A. per la rideterminazione degli organici degli Enti, il cui dettaglio, però,  lo ripetiamo, non ci è ancora noto, e non è certamente un dettaglio di poco conto, atteso che sulla base di quei numeri verranno poi gestiti i processi di mobilità, di reimpiego e altro.  Proprio per questo, abbiamo chiesto allo SMA che, non appena adottato il Decreto Ministeriale con la ripartizione per Organo Programmatore e per Regione delle dotazioni organiche ex DPCM 22.01.2014,  sia fissata con la maggiore sollecitudine possibile una apposita riunione con le OO.SS. nazionali  per conoscere e confrontarsi  in merito alle dotazioni organiche dell’Ente.  La nostra richiesta,  condivisa  da tutto il tavolo sindacale, è stata accolta dal gen. Baldi.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Slides predisposte da SMA-1 Reparto

Notiziario n. 11 del 6 febbraio 2014 –

Il Capo di SMM, amm. De Giorgi
Il Capo di SMM, amm. Giuseppe De Giorgi

Al centro dell’incontro di ieri pomeriggio con il Capo di Stato Maggiore Marina, Amm. Giuseppe De Giorgi,  accompagnato nella circostanza dal Capo del 1° Reparto, Amm. P. Ricca, ci sono state le relazioni sindacali in ambito Marina, con particolare riferimento ai provvedimenti di riordino e ai connessi reimpieghi interessanti  i Comandi Marittini (ex Maridipart) e Maristanav (ex Maribase).  E’ avvenuto un po’ quello che noi auspicavamo,  avendolo peraltro  anticipato nella presentazione dell’incontro (vds. Notiziario n. 10).

Come i colleghi ricorderanno,  la FLP DIFESA aveva denunciato con viva preoccupazione lo stato attuale delle relazioni sindacali in ambito Marina. Emanazione di fondamentali direttive di riordino della F.A. senza alcuna informazione preventiva e/o alcun confronto con le OO.SS.  (ultima sorpresa, l’edizione di gennaio 2014 della “Direttiva per l’organizzazione delle attività infrastrutturali” che pubblichiamo su questa stessa pagina);  mancanza di qualsiasi confronto ( ad eccezione di La Spezia) in merito alla configurazione dei nuovi Enti (Comandi Marittimi e Maristanav),  alla loro struttura organizzativa, alle nuove dotazioni organiche e agli incarichi/funzioni attribuiti ai civili;   semplice “partecipazione” alle OO.SS./RSU  dei connessi piani di reimpiego, definiti dalla F.A. senza alcun confronto preliminare in merito a collocabilità e impieghi professionali; posizioni alquanto preoccupanti in materia di mobilità e reimpieghi; infine, la vicenda legata a Maricapitale/Maridist/Direz. Fari di Roma, con repentino cambio di collocazione che innescherebbe  forti disagi. C’era dunque necessità di un profondo chiarimento per far ripartire i confronti. E così è stato!

Dopo una breve introduzione del Capo di SMM,  che ha ricordato la complessità del processo di riordino delle FF.AA. e le difficoltà del momento  e quella altrettanto breve del Capo del 1° Reparto che ha richiamato le risultanze dell’ultima  riunione nazionale del 22 gennaio,  è partito il giro di tavolo. Nel suo intervento,  la FLP DIFESA ha rappresentato all’Amm. De Giorgi le predette criticità in materia di  relazioni sindacali;  ha denunciato l’assenza di informazioni (su organici; configurazione Enti; incarichi; etc.)  in ordine ai riordini in atto (Cdi Marittimi e Maristanav) a Taranto, Augusta e Roma, e la necessità di avviare in quelle sedi e con urgenza (il 31 marzo è vicino!) il confronto di merito, che invece è già in corso a Spezia, dove il Sindacato ha fatto la sua parte e c’è sul tavolo una proposta unitaria CGIL-CISL-UIL-FLP  (a tal proposito, abbiamo consegnato al Capo di SMM la documentazione in nostro possesso proveniente dalle sedi locali).   Confronti di merito  in via preliminare, rispetto alla messa a punto dei piani di reimpiego con le procedure del CCNI,  senza i quali la nostra O.S. non potrebbe siglare alcun accordo.  FLP DIFESA ha  poi  osservato come la necessità di riannodare i fili di un positivo e costruttivo rapporto con le OO.SS. emerge anche guardando all’orizzonte nuovo che si è aperto per Arsenali e Centri Tecnici  e che trae origine dal combinato disposto tra legge di stabilità  (contributi ventennali all’industria navalmeccanica e ad alta tecnologia, un approdo importante dovuto all’allarme lanciato sulle criticità della nostra flotta e ad un’azione efficace di cui abbiamo dato atto all’amm. De Giorgi)  e le previsioni del decreto legislativo sul personale attuativo ex L.244 (disposizioni innovative  in materia di razionalizzazione delle produzioni e  di reinternalizzazione di servizi e lavori),  che rendono finalmente possibile la riapertura del confronto sui percorsi di  riefficientamento degli Stabilimenti, che partirà da tutte le sedi locali per poi arrivare al tavolo nazionale  secondo gli impegni assunti dal Capo del 1° Reparto nella riunione del 22 u.s..  Confronti tutti nei quali si misurerà sul campo la reale volontà della F.A. di dare ruolo, funzioni e prospettive ai civili.

Il Capo di SMM ha preso atto di quanto rappresentato,  ha espresso significative aperture sul coinvolgimento delle Parti sociali, sia territoriali (avvio dei confronti in tutte le sedi) che nazionali e che si concretizzeranno a breve nella calendarizzazione di briefing per l’esame delle problematiche specifiche.

Per Maricapitale/Maridist/Dirz. Fari Roma, ci sarà una specifica riunione con l’amm. Ricca martedì 11 p.v.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Direttiva SMM settore infrastrutturale -anno 2014

Notiziario n. 4 del 20 gennaio 2014 –

Il Sottosegretario Roberta Pinotti
Il Sottosegretario sen. Roberta Pinotti

Dopo il positivo confronto durato molti mesi sui contenuti dei decreti attuativi della delega per la riduzione dello strumento militare, si è tenuto in data odierna il primo confronto con l’Amministrazione Difesa in materia di mobilità. Un confronto che molto opportunamente è stato presieduto dal Sottosegretario, sen. Roberta Pinotti, a dimostrazione che esistono nodi politici che vanno prioritariamente affrontati e risolti, cosa della quale la sen. Pinotti si è peraltro detta ben consapevole.

In previsione di questa riunione,  il Gabinetto ha inviato alle OO.SS. due documenti con le proposte dell’Amministrazione,  il primo sulla procedura di  mobilità interna a domanda e il secondo sulla procedura di reimpiego del personale in conseguenza dell’attuazione di provvedimenti di riordino degli Enti (soppressioni e riorganizzazioni), documenti che sono stati in avvio sinteticamente illustrati alle OO.SS. dal Vice Capo di Gabinetto e che sono pubblicati su questa stessa pagina.  E’ poi iniziato il consueto giro di tavolo.

La nostra O.S. ha ricordato innanzitutto che il confronto odierno seguiva quello avviato nella seconda metà del 2012 e arenatosi già alla terza riunione di fronte al nodo, tutto politico e allora non sciolto, sui pareri degli Organi Programmatori (O.P.)  sulla mobilità interna (vds. Notiziari nn. 110, 120 e 137/2012).  Un nodo che,  a leggere la proposta attuale,  si ripropone anche oggi, in modo addirittura più accentuato, atteso che viene previsto il “parere vincolante d’impiego in relazione alle esigenze funzionali di F.A. nel profilo professionale”.  E peraltro senza che vengano esplicitati nel documento attraverso quali vie e quali strumenti, oggettivi e trasparenti, verrebbero rilevate le “esigenze funzionali”, in mancanza dei quali rimarrebbe  solo la discrezionalità dell’ O.P., che abbiamo sperimentato in questi anni. Quale è stata allora la nostra richiesta?  Che l’A.D. si doti di regole precise e trasparenti, come avviene in tutte le altre Amministrazioni,  che passino attraverso quattro fasi precise(ricognizione delle posizioni e delle sedi da ripianare;  presentazione delle istanze da parte dei lavoratori interessati;  graduatorie formate sulla base di criteri convenuti con le OO.SS.; sanzione dei trasferimenti). Una procedura, questa,  senza alcun elemento di discrezionalità e dunque senza alcun parere degli O.P., cosa che peraltro recupererebbe Persociv al ruolo di soggetto pienamente gestore della mobilità, come peraltro avviene per le DD.GG. delle altre AA.PP., abbandonando quel ruolo impropriamente “notarile” che oggi riveste.

Sulla seconda partita,  quella relativa alla mobilità collettiva (c.d. reimpieghi post provvedimenti di riordino), la proposta venuta dall’A.D. pone problemi ancor più stringenti, che toccano il ruolo attribuito alle Parti Sociali.  Prassi ultraventennali e norme del CCN Integrativo Difesa assegnavano sinora al Sindacato un ruolo fondamentale di interlocuzione, sia sul piano nazionale che su quello locale, che era chiamato a definire insieme all’O.P. il piano definitivo di reimpiego. Un ruolo sostanzialmente confermato anche nella proposta 2011 dell’AD (si veda il documento pubblicato sul nostro sito), ma che invece  nella proposta attuale viene annullato in quanto manca qualsiasi richiamo alla contrattazione decentrata e le fattispecie di relazioni sindacali richiamate  sono “esame congiunto” a livello locale e “partecipazione” dei piani di reimpiego a livello nazionale, in una parola la cancellazione di fatto della contrattazione. Non si comprende, ha poi proseguito la nostra sigla, da cosa origini questo giro di valzer, atteso che in questi venti anni non ci sono stati problemi e che il quadro normativo non si è modificato dal 2012 a oggi. Qui, il nodo politico è ancora più marcato, perché riguarda il ruolo di interlocuzione effettiva delle Parti Sociali, ed è un nodo che, per noi,  va sciolto prima di ogni discussione su criteri, fattispecie e numeri.  Altra nostra annotazione ha riguardato il ruolo preponderante assegnato a SMD, che limita quello degli OO.PP.

In replica, la sen. Pinotti ha detto di aver ben compreso i problemi posti, sui quali, dopo i dovuti approfondimenti, fornirà le risposte richieste nel corso della prossima riunione (entro 2/3 settimane).

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Proposta A.D. 2014 – mobilità interna volontaria

Allegato 2: Proposta A.D. 2014 – mobilità collettiva reimpieghi

Allegato 3: Proposta AD 01.04.2011 su mobilità del personale civile

provvedimenti di riordino forze armate


Sostegno del Consiglio Supremo di Difesa alle linee guida per il Libro Bianco

19 Giu 2014 - Flp Difesa

Notiziario n. 67 del 19 giugno 2014 – Si è tenuta nella giornata di ieri,  al Quirinale,  la riunione del Consiglio Supremo di Difesa (CSD)  che è stata come al solito presieduta dal Capo dello Stato e alla quale  hanno partecipato, tra gli altri:  il Presidente del Consiglio;  le Ministre della Difesa, degli Esteri e […]




Riunione con il Capo di SME gen. Claudio Graziano. Disponibilità piena al confronto con le OO.SS.

18 Mar 2014 - Flp Difesa

Notiziario n. 26  del 18 marzo 2014 – Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, gen. Claudio Graziano,  accompagnato nella circostanza dal Sottocapo gen. G.B. Borrini e da alcuni Capi Reparto,  ha incontrato nella mattinata di oggi le OO.SS. nazionali;  all’odg,  le problematiche generali relative ai provvedimenti di riordino discendenti dalla Legge  244. Nel suo intervento […]


Incontro con Stato Maggiore Aeronatica su provvedimenti di riordino, formazione 2014 e organici

11 Mar 2014 - Flp Difesa

Notiziario n. 23 dell’ 11 marzo 2014 – Nel corso della riunione pomeridiana  a palazzo Aeronautica, presieduta dal Capo del 1° Reparto gen. U. Baldi,  lo Stato Maggiore Aeronautica  ha illustrato alcuni  provvedimenti di riordino discendenti dal D.Lgs.  28.01.2014, n. 7 attuativo della Legge delega n. 244/2012 per il riordino in chiave riduttiva dello strumento […]


Il Capo di SMM apre al confronto con le OO.SS. sui riordini della Marina. Avviati i tavoli locali, poi si passerà al livello nazionale

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Notiziario n. 11 del 6 febbraio 2014 – Al centro dell’incontro di ieri pomeriggio con il Capo di Stato Maggiore Marina, Amm. Giuseppe De Giorgi,  accompagnato nella circostanza dal Capo del 1° Reparto, Amm. P. Ricca, ci sono state le relazioni sindacali in ambito Marina, con particolare riferimento ai provvedimenti di riordino e ai connessi […]



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