La Ministra Pinotti e il Capo di SMD gen. Graziano
Mercoledì 14 u.s., si è tenuto a palazzo Esercito il quarto confronto tecnico in merito ai contenuti delle “specifiche e coordinate direttive applicative” che, “per le rispettive aree di pertinenza”, SMD e SGD dovrebbero emanare in attuazione al “protocollo d’intesa sulle funzioni del personale civile” firmato in data 2 maggio u.s. (Notiziario n. 55 di pari data), che ad ogni buon conto ripubblichiamo come allegato su questa stessa pagina.
Anche questo quarto incontro, come i tre che lo hanno preceduto (l’ultimo dei quali in data 18 ott. u.s., vds Notiziario n. 120) e analogamente a quelli che si sono tenuti presso il Gabinetto e che hanno preceduto la firma del “protocollo”, è avvenuto con c.d. “modalità bilaterale”, nuova fattispecie creata dal Gabinetto e da allora in essere, che costituisce davvero un “unicum” nel sistema delle relazioni sindacali, ma che, nei fatti, altro non è che un modo nuovo, più coperto e originale, di declinare i “tavoli separati”, che sono molto amati dai soggetti proponenti (CGIL-CISL-UIL) ma apprezzati e utilizzati anche da chi li concede pro domo propria (A.D.), posto che appare evidente a tutti che a trarre giovamento da questa particolare modalità di confronto non è certamente il fronte sindacale (“divide et impera”, lo ricordiamo?).
Come si ricorderà, nell’ultimo incontro del 18 ottobre, SMD ci aveva illustrato alcuni punti della sua seconda bozza, rivisitata anche sulla base delle osservazioni delle OO.SS. sul primo testo, bozza che abbiamo poi potuto leggere in toto. Ebbene, il giudizio conclusivo che ne avevamo tratto è che, allo stato, relativamente alle nostre richieste (la sottolineatura è d’obbligo, atteso che non ci sono note le osservazioni e proposte avanzate delle altre sigle, e dunque non sappiamo se esistano o meno punti condivisi di analisi e di proposta) non ci pareva che questa seconda bozza avesse dato risposte sui punti da noi ritenuti essenziali.
Il problema riguarda in particolare l’area tecnico-operativa (T/O), quella delle Forze Armate e che ha al suo vertice SMD, dove opera allo stato l’87% del personale civile. E’ di tutta evidenza che, anche di fronte ad approdi significativi del confronto relativo alla c.d. “area industriale” (T/I) e a quelli, tutti comunque di là da venire (SGD non ci ha ancora fatto pervenire la bozza di direttiva di propria pertinenza) che dovessero riguardare l’attuale area T/A), che sarà molto depotenziata in base alle previsioni del Libro Bianco, sarà indiscutibilmente la direttiva destinata all’area T/O quella che peserà di più, e anche di molto, stante la densità di civili in quest’area.
A nostro giudizio, alleggerire il peso della componente civile nell’area T/O, soprattutto sul fronte della qualità del ruolo esercitato, dell’impiego concreto sul campo e degli incarichi di responsabilità assegnati, partendo dal presupposto che l’area T/O è un’area a forte (o addirittura esclusiva, magari pensa qualcuno sulla base delle previsioni del Libro Bianco) connotazione militare e operativa e come tale esclusa ab origine da qualsiasi redistribuzione di ruoli di responsabilità e di competenze tra personale militare e civile, significherebbe codificarne definitivamente una posizione secondaria, o peggio ancora subalterna, che continuerebbe ad esporre i civili alla discrezionalità del Dirigente, che si sa bene, per l’esperienza di tutti questi anni, essere quasi sempre “benevolmente” orientata verso le professionalità militari. Prova ne sia che, pure a fronte della tabella di equiparazione a suo tempo concordata con l’attuale Ministra, anche in questi anni gli SS.MM. hanno continuato ad assegnare, nelle rivisitate dotazioni organiche degli Enti, incarichi di responsabilità a personale sottufficiale, in particolare del ruolo marescialli, pur in presenza negli stessi Enti di funzionari che, per questo motivo, sono stati destinati a ruoli di supporto e di minore responsabilità.
Su direttive applicative ispirate da questa impropria idea dell’impiego civile in area T/O e finalizzate, di fatto, a stabilizzare in essa la preminenza del personale militare in tutti (o quasi) gli ambiti lavorativi, anche in quelli di attività e settori ricondotti dal protocollo ai lavoratori civili, noi pensiamo che tutte le OO.SS. nazionali si porranno seriamente il problema se esprimere o no una posizione di assenso, atteso che questa non appare certo la via più sicura e agevole per traguardare l’agognata e mai ottenuta “civilizzazione”
Se il “protocollo” è stato letto da alcuni come un’opportunità, attenzione ora a non metterci sopra un sigillo di segno negativo che ci porteremmo dietro per i prossimi 10 anni.
L’amm. P.L.Ricca, dal 27 set. nuovo Capo del 1° Reparto di SMD
Secondo incontro, oggi, con SMD e SGD, in merito alla linee applicative del “protocollo d’intesa sulle funzioni del personale civile” firmato in data 2 mag. u.s. da Ministra e OO.SS. (Notiziario n. 55 di pari data), e che ad ogni buon conto ripubblichiamo in allegato su questa stessa pagina.
Come già detto in precedenza, l’art. 1, comma 2-bis, del D. Lgs n. 7/2014 prevedeva l’individuazione dei “criteri” per l’“attribuzione di compiti e funzioni tecnico-amministrativi al personale civile di livello dirigenziale e non dirigenziale”, da recepire in apposito “Regolamento”. Regolamento cha purtroppo non vedrà mai la luce, atteso che, nell’incontro separato del 14.12.2015, la Ministra ne chiese a CGIL-CISL-UIL, che accettarono, la cancellazione e la sua sostituzione con un “protocollo d’intesa”, che è uno strumento ben diverso e certo molto meno esigibile. Pur in totale disaccordo con quella scelta, la nostra O.S. scelse allora responsabilmente di partecipare ai tavoli di confronto e fornì il proprio contributo alla definizione del “protocollo”. Del quale, abbiamo da subito riconosciuto che “non presentava certo contenuti sconvolgenti e rivoluzionari, di quelli che fanno la storia”, osservando però al contempo che “andava colto come una opportunità” e, proprio per questo, “raccolta la sfida che esso proponeva”. La firma pesante della Ministra, insieme al rinvio, da noi richiesto e ottenuto, a “specifiche e coordinate direttive applicative” precedute da “sessioni informative con le OO.SS.”, confortavano la nostra scelta accompagnata da un condizione (“laddove le direttive applicative… non offrissero garanzie e certezze, ne trarremmo subito le conseguenze…”.).
L’incontro di oggi è stato preceduto dall’invio, nel pomeriggio del 20 u.s., da parte di SMD, di una prima bozza di direttiva, articolata in tre parti: la prima, con il richiamo al Nuovo Sistema di Classificazione (NSC) e alle regole vigenti in materia di impiego civile; la seconda, riferita alla struttura generale della Difesa e a quella più specifica afferente alle tre aree (Tecnico/Operativa (T/O); Tecnico/Amministrativa (T/A); area Tecnico/Industriale (T/I); l’ultima, quella più strettamente connessa ai compiti assegnati al tavolo, recante criteri e modalità d’impiego del personale civile con riferimento ai diversi settori ed attività, di due delle tre aree, mancando ancora, allo stato, le modalità e i criteri d’impiego nell’ area T/A. Un documento corposo, forse anche troppo, in alcuni parti finanche ridondante e ripetitivo, che, stante il pochissimo tempo avuto a disposizione per approfondirne i contenuti, non ci ha consentito di entrare minimamente nel merito. Lo faremo nei prossimi giorni, in vista del prossimo incontro (orientativamente entro il 10 ottobre).
Stante dunque l’impossibilità di entrare nel merito, abbiamo allora preferito utilizzare lo spazio odierno per porre alcune questioni di metodo e preliminari. La prima: SMD/SGD intendono proseguire i confronti tecnici su tavoli bilaterali? Sarebbe un controsenso, stante la natura e le finalità del tavolo, che dovrebbe avere tendenze inclusive e non divisive. A che pro? SMD e SGD si sono riservate la risposta.
Seconda questione: l’orizzonte temporale entro il quale ci muoviamo. Per noi, il tavolo dovrà completare il lavoro non oltre novembre p.v., al fine di rendere operative le linee applicative già dal 1.1.2017.
Terza questione: quali i percorsi per rendere da subito concretamente operative negli Enti le linee applicative? Per noi, i percorsi dovranno coinvolgere OO.SS/RSU nella verifica – rispetto alle linee applicative – degli impieghi/incarichi attuali, e pure entro tempi definiti, e questo anche in ordine agli Enti riordinati ex D.Lgs. n. 7, in particolare quelli industriali. Solo così si darà il senso della svolta effettiva e della nuova era.
Ultima questione: la formazione, la grande assente di questi anni, ma ovviamente strategica rispetto alle stesse finalità del tavolo, rispetto alla quale servono impegni precisi, perché solo una formazione permanente e di qualità potrà conferire sostanza vera, stabilità e prospettive future all’impiego civile.
Ultima nota: la riunione è stata presieduta per l’ultima volta dal Gen. U. Baldi, destinato ad altro incarico. Lo sostituirà, nell’incarico di Capo del 1° Rep di SMD, l’amm. P.L. Ricca. A entrambi, i nostri auguri.
Notiziario n. 145 del 19 dicembre 2016 – Mercoledì 14 u.s., si è tenuto a palazzo Esercito il quarto confronto tecnico in merito ai contenuti delle “specifiche e coordinate direttive applicative” che, “per le rispettive aree di pertinenza”, SMD e SGD dovrebbero emanare in attuazione al “protocollo d’intesa sulle funzioni del personale civile” firmato in data […]
Notiziario n. 109 del 22 settembre 2016 – Secondo incontro, oggi, con SMD e SGD, in merito alla linee applicative del “protocollo d’intesa sulle funzioni del personale civile” firmato in data 2 mag. u.s. da Ministra e OO.SS. (Notiziario n. 55 di pari data), e che ad ogni buon conto ripubblichiamo in allegato su questa […]