Si è svolta oggi a Palazzo Esercito la riunione col SottoSegretario alla Difesa on. Perego, a distanza di un anno dalla precedente, nonostante gli impegni allora assunti di pianificare riunioni periodiche con le OO.SS..
L’on. Perego ha introdotto la riunione ringraziando i presenti per la loro collaborazione, e i lavoratori della Difesa per il lavoro quotidianamente svolto, ed ha illustrato le questioni sulle quali l’Amministrazione ha maggiormente concentrato i suoi sforzi:
l’attività assunzionale per concorsi, per la quale FLP Difesa ha chiesto di avere il resoconto formale col punto di situazione, al fine di avere un quadro aggiornato delle attività in corso, in via di definizione, e in via di predisposizione:
la assegnazione al FRD 2024 di 10 milioni di cui ai risparmi della legge Di Paola per il triennio 2021-2023.
FLP Difesa, nel suo intervento, ha rappresentato le seguenti questioni e richieste:
Proroga della l. 244 : stante il raggiungimento e (il superamento) ormai consolidato da anni degli obbiettivi economici della riforma Di Paola, legati alla riduzione dell’organico a 20.00 unità di personale civile, abbiamo chiesto un cambio di passo della volontà politica, che guardi oggi al risanamento dei danni prodotti dagli indiscriminati tagli lineari, che hanno creato profondi disagi nell’organizzazione del lavoro di Comandi ed Enti, mediante:
l’adozione di una proroga dei termini della l. 244, come già fatto per il personale militare, che consenta di salvaguardare gli organici previsti ancora esistenti;
Il ricorso ad un piano straordinario di assunzioni, che inverta la tendenza del taglio lineare e indiscriminato, che passi per un’azione di ricognizione delle esigenze reali nei territori mediante il ricorso a proficue relazioni sindacali di condivisione e confronto, che tenga anche conto delle professionalità, delle potenzialità e delle aspettative del personale civile in forza. La problematica riveste particolare urgenza per quanto attiene alla riorganizzazione della ex area industriale delle forze armate, per la quale si auspica l’attivazione di un tavolo politico che dovrebbe coinvolgere da un lato le singole FF.AA. e dall’altro l’organismo paritetico per l’innovazione. Quanto sopra nella convinzione, da noi ribadita negli anni, che la privatizzazione, se da un lato non ha migliorato la capacità di intervento, dall’altro ha fatto piuttosto lievitare i costi di manutenzione a livelli altissimi. Per non parlare poi della perdita di professionalità specializzate e preziose, che non sono messe in condizione di affiancarsi con le nuove leve.
Assunzioni: stanti le recenti esperienze, che hanno visto la bocciatura di considerevoli numeri di candidati da un lato, e la mancata sottoscrizione del contratto da parte di tanti vincitori di concorso, abbiamo auspicato che l’Amministrazione dia una accelerazione ai processi assunzionali in corso, e che per quelli a venire si opti per selezioni su base regionale, al fine di scongiurare ulteriori rinunce e dare stabilità organizzativa alle strutture territoriali, eventualmente prevedendo, ove non fosse possibile eleiminarle prove selettive basate su test anziché su colloqui.
Progressioni verticali in deroga: proprio nel pomeriggio ci sarebbe stato l’incontro per il confronto sulle progressioni dall’area degli assistenti a quella dei funzionari, di cui abbiamo ricevuto ieri pomeriggio il bando da Persociv, e di cui diamo conto in altro notiziario. Di tutta evidenza come i 100 posti individuati da Persociv siano un dato difficilmente digeribile, che provocherebbe, se non rettificato, lacrime e sangue fra i colleghi. Persociv ne ha dato giustificazione sulla base dei numeri di tutti i posti già messi a concorso, o in via di attivazione, in modalità “ordinaria”, e che non consentirebbero l’attivazione di procedure in deroga oltre quel numero. Abbiamo chiesto di porre in essere qualsiasi strumento possibile ai nostri vertici politici al fine di ampliare gli spazi di accesso alla area dei funzionari (una modifica del PIAO?). E poiché con questi numeri si spenderebbe solo una minima parte delle risorse economiche (di 6 milioni ne restano, non investiti, 4 milioni), è chiaro che la questione è gravissima: se non troviamo il modo di spenderli, che fine faranno? Non è il caso di intervenire, anche dando finalmente forma e consistenza organica all’area delle Elevate Professionalità, e promuovendo progressioni verticali anche per i funzionari?
Gap economico: E’ ormai di tutta evidenza come il nostro Ministero non sia più appetibile sul piano della retribuzione e delle professionalità, e infatti, oltre alle già citate rinunce di tanti vincitori di concorso, assistiamo anche al massiccio esodo del nostro personale verso altre pubbliche amministrazioni; è evidente dunque la necessità di colmare questo gap, a partire dall’incremento della Indennità di amministrazione. Ci siamo uniti al coro dei ringraziamenti per la recente assegnazione al FRD di 10 milioni provenienti dai risparmi della legge 244 per il triennio 2021-2023, che alimenteranno la performance organizzativa e individuale, ma per ora solo per il 2024; ma abbiamo rappresentato come tale cifra, a nostro parere, sia assolutamente poco significativa rispetto all’analoga operazione fatta dall’allora Ministro Guerini, che ci ha portato in cassa nel 2022 50 milioni di euro, poi ripartiti fra incremento della indennità di Amministrazione e FRD(e in buona parte usati per le progressioni).
Abbiamo ribadito ancora una volta:
la richiesta di recuperare al personale della Difesa i 21 milioni che hanno alimentato per 4 anni la performance organizzativa, e sono spariti nel 2022;
La richiesta al nostro vertice politico affinché promuova lo sblocco del vincolo del tetto di spesa al 2016(sono già passati 8 anni, l’inflazione galoppa e il potere d’acquisto dei salari è in caduta libera), sbloccando così i limiti all’incremento delle buste paga del personale civile;
La richiesta che i risparmi della legge 244 possano essere effettivamente versati nelle percentuali previste nel FRD (10 milioni sono davvero pochi!);
La richiesta di recuperare i risparmi per i servizi resi dai capitoli di spesa, non rinvenuti nella determina del FRD 2024 (risulta si tratti di un milione e 700.000 euro), che non rientrano nei limiti di spesa del 2016, come chiarito da ARAN e MEF;
La richiesta di maggiori assegnazioni sul capitolo dello straordinario, visto che ormai ai tagli del personale corrispondono progressivamente sempre maggiori carichi sul personale che resta in forza.
Mobilità: oggi ingessata la mobilità ordinaria dalla previsione del grado di scopertura, ci si può muovere di fatto solo nei casi tutelati dalla legge (e fra l’altro risulta essere oggi adottata una tempistica di un anno per le risposte alle istanze di cui alla legge 104, una scelta drammatica per gli interessati), o mediante procedure extra disciplina. Urgente la revisione della disciplina della materia, che consenta una gestione trasparente, chiara, e con una tempistica ragionevole. Non sfugge che la materia riveste particolare interesse per il personale ex militare transitato: un personale che ha storie complicate, e che spesso viene assegnato a sedi poco compatibili con una vita decente, e con profili a volte veramente incompatibili con la patologia sofferta; ancora più grave è il caso di quel personale transitato per patologie legate alla sfera psichica, cui dovrebbero essere destinate maggiori tutele, la vicinanza della famiglia e/o comunque l’assegnazione alla sede più vicina alla residenza, anche nella considerazione che questo personale transita extraorganico e che dunque dovrebbe essere svincolato dal limite del grado di scopertura e/o dalla disponibilità organica nella sede richiesta.
Lavoro agile e lavoro da remoto: abbiamo chiesto l’intervento del vertice politico al fine di dare corso alla previsione contrattuale, attualmente disattesa, del lavoro da remoto, promuovendo la rimozione dei pregiudizi rilevati in A.D..
Syllabus: dopo le diverse segnalazioni inviate all’AD in merito alle difficoltà di dare attuazione alla formazione mediante la citata piattaforma, alle diverse modalità di gestione della materia fra le diverse linee gerarchiche e fra Ente ed Ente, che hanno creato da un lato impari opportunità, e dall’altro discriminazioni, le cui ricadute sulla valutazione della performance e di conseguenza sulle prospettive legate alle progressioni, abbiamo chiesto oggi di sospendere intanto per il 2024, considerando questa fase come sperimentale, l’inserimento nelle schede della performance delle attività formative legate al Syllabus.
Nuovi assunti: abbiamo rappresentato le problematiche relative al trattamento economico del personale neoassunto, e la particolare vicenda dei colleghi vincitori dello stesso concorso nella stessa graduatoria, assegnati a linee gerarchiche diverse, che sono stati destinatari di trattamenti economici non equivalenti;
Problematiche pensione: abbiamo rappresentato la necessità di intervenire sull’adeguamento del trattamento di pensione e del TFS agli incrementi previsti dal CCNL 2019-2021 (già scaduto) ed alle eventuali progressioni economiche;
Cedolino stipendiale: abbiamo reiterato la richiesta di un intervento presso Noi PA affinchè il cedolino stipendiale sia formulato in maniera più trasparente ed esaustiva, al fine di assicurare all’interessato una lettura esaustiva di tutte le operazioni contabili e l’esercizio del diritto di controllo e di rivalsa;
AID : abbiamo rappresentato le criticità che interessano AID, ereditate dalla dott.ssa Salmoni dopo la malagestione del precedente D.G. Latorre, senza affiancamento di sorta e con molte questioni in sospeso, fra cui :
Nei rumors dei media, voci allarmate sulla tenuta delle unità produttive e l’ipotesi di un loro rientro in Difesa, cui si associano le preoccupazioni del personale, che osserva la riduzione delle commesse, e teme per il futuro produttivo del proprio ente, e in particolare a Baiano e a Messina; intanto non si hanno elementi di certezza sullo stato dell’arte della convenzione triennale AID/Difesa
La necessità di un piano industriale su cui costruire il futuro degli enti, auspicabilmente oggetto di un tavolo di confronto con le OO.SS.;
L’assenza di dati certi, organizzativi e produttivi, sulle attività dei diversi stabilimenti, che non ci consentono di fare un’analisi reale rispetto al PIAO inviatoci a febbraio;
Le problematiche dei “somministrati”, non valorizzati e non stabilizzati.
Lo stallo del FRD 2023, che ha impedito lo svolgimento di progressione orizzontali, che si auspica possa essere definito in tempi brevi, stante la necessità di definire anche il FRD 2024.
Il SottoSegretario ha registrato le molte richieste, impegnandosi a svilupparle anche attraverso la pianificazione, speriamo in tempi ragionevoli, di ulteriori incontri con le OO.SS..
Ci scusiamo per la lunghezza del testo, ma la carne al fuoco era parecchia.
Per ora è tutto, fraterni saluti.
il COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA Maria Pia BISOGNI – Vincenza TEOFILI – Giampietro CROCETTI
Notiziario FLP Difesa n. 62 del 03 ottobre 2023 –
Dopo la riunione meramente interlocutoria tenuta la settimana scorsa a Persociv, di fatto priva di elementi concreti utili all’effettivo confronto sulle progressioni verticali in deroga (che bisognerebbe invece definire al più presto per arrivare in tempo entro la fine del 2024), approfondiamo in proprio e ricapitoliamo di seguito quanto finora a disposizione in materia.
Le principali norme di riferimento per l’effettuazione delle progressioni verticali sono:
il lgsvo 150/2009, che prevede che le progressioni economiche siano attribuite in modo selettivo, ad una quota limitata di dipendenti, valutati in base alle competenze professionali, ed ai risultati di performance;
L’ art. 17 dell CCNL FC 2019-2021 (progressioni ordinarie), che stabilisce che ai sensi dell’art. 52 c. 1bis d. lgs 165/2001, le progressioni tra le aree avvengono tramite procedura comparativa basata su:
Valutazione positiva degli ultimi tre anni di servizio
Assenza di provvedimenti disciplinari;
Possesso dei titoli previsti dall’ordinamento;
Possesso di competenze professionali/di studio;
Numero e tipologia degli incarichi rivestiti,
con riserva di almeno il 50% dei posti per l’accesso dall’esterno;
L’art. 18 – norme di 1^ applicazione del CCNL FC 2019-2021 (procedure speciali in deroga ai sensi dell’art. 52 c 1bis-s del d. lgs 165/2001) , che prevede invece che “…In fase di 1^ applicazione del NOP e comunque entro il 31 dicembre 2024…” (ma l’AD ventila l’ipotesi di una proroga in sede di rinnovo del CCNL FC), la progressione fra le aree abbia luogo mediante procedura valutativa, dei requisiti:
Per le progressioni dalla 1^ alla 2^ area:
diploma di scuola secondaria di 2° grado+ 5 anni di anzianità nella 1^ area (NB: la norma non pone vincoli in merito all’intervallo di tempo intercorso dall’ultima progressione, perciò vi è una elevata probabilità che i vincitori delle progressioni orizzontali 2023 superino anche quelle verticali);
oppure, in alternativa, il titolo di studio inferiore, e dunque
diploma dell’ obbligo scolastico + 8 anni di anzianità in 1^ area;
per le progressioni dalla 2^ alla 3^ area:
laurea (triennale/quinquennale) e almeno 5 anni di anzianità nella 2^ area;
oppure, in alternativa, il titolo di studio inferiore, e dunque
diploma di scuola secondaria di 2° grado e almeno 10 anni in 2^ area.
Per le progressioni in deroga è previsto il confronto con le parti sindacali sui criteri di selezione e sul peso dei diversi titoli (di cui nessuno può essere inferiore al 25%, con riferimento a:
esperienza maturata nell’area di provenienza (anzianità di servizio);
titolo di studio (per il quale si pone il problema di come dare efficacia alla deroga sul titolo di studio prevista dal contratto);
competenze professionali (percorsi formativi, altri titoli di studio);
può (ma non DEVE) esservi ricompresa la valutazione della performance.
Ma quali sono le risorse e quanti i posti su cui contare? Vediamo di quali elementi disponiamo a oggi:
sono stati da tempo autorizzati con DPCM concorsi per:
50 posti in 2^ area + 50 in 3^ (DPCM 20.06.2019) ;
150 posti in 2^area + 50 in 3^ (DPCM 29.03.2022),
da effettuarsi con procedura ordinaria tenendo conto che su questi grava il vincolo assunzionale della riserva del 50% dei posti all’esterno: nonostante le assicurazioni di Persociv, i relativi bandi non sono stati pubblicati, e ci sarebbe da verificare se le relative risorse sono rimaste alla Difesa oppure sono al MEF… ;
nel corso dell’estate sono state certificate in €. 6.022.085 le risorse destinate alle progressioni in deroga finanziate dalla legge di bilancio per il 2022 (0,55% del monte salari 2018); con tali risorse si potrebbero supportare, secondo un calcolo a spanne, circa 200 progressioni dalla 1^ alla 2^ area, oppure circa 170 dalla 2^ alla 3^ area (fatte salve tutte le possibili combinazioni delle due componenti). Come ribadito da ARAN-FP-MEF, queste risorse possono essere invece integralmente destinate a queste progressioni in deroga, in quanto finalizzate a sostenere in sede di prima applicazione i nuovi ordinamenti professionali.
L’ ARAN attesta che a queste risorse possono essere poi associate, per lo stesso fine, ulteriori risorse destinate ad assunzioni, ma per queste ultime bisognerà di nuovo far salvo il 50% dei posti per l’esterno.
L’AD, che non ha finora prodotto alcun documento su cui articolare il confronto, aveva invece relazionato sulla materia ipotizzando progressioni verticali per 150 posti per la 2^ area e 50 per la 3^ mentre non possono essere previste in questa sede progressioni per la 4^ area; (numeri che l’AD ricomprende nelle 1393 unità previste dal Piano Triennale del Fabbisogno del Personale di cui 5 dirigenti, 4 professori/ricercatori, 95 funzionari e 1289 di 2^ area); e prevede di applicare a questi numeri la riserva del 50% alle assunzioni dall’esterno, da finanziare con le risorse autorizzate, non escludendo però la possibilità di altri finanziamenti. Ma ha tenuto comunque a ribadire che approfondimenti in materia sono tuttora in corso.
Questi dati, pur con tutte le precazioni e le riserve, non ci tornano e aprono il varco a molte domande di chiarimento e revisione sul piano della quantificazione delle risorse e dei numeri a concorso. Intanto val la pena rilevarne la esiguità, che dimostra come non sia immaginabile a queste condizioni dare risposte alle storiche legittime aspirazioni di tanto personale, non ultimo quello attualmente in 1^ area, cui pure tante promesse sono state fatte… E poi comunque osserviamo:
come siamo lontani dalle previsioni dei fabbisogni di personale di cui al PTFP 2023-2025 (le 1393 unità sopracitate, che non dovrebbero ricomprendere le progressioni in deroga), e che potrebbero dar luogo a concorsi solo dopo la emanazione di apposito DPCM, nei primi mesi del 2024);
come anche gli stessi numeri del PTFP non siano adeguati alle reali esigenze maturate in Difesa dopo il massiccio esodo di personale civile degli ultimi anni, e dunque come sia necessario che l’AD rimoduli in aumento il fabbisogno di personale nel Piano Triennale del Fabbisogno del Personale 2024-2026.
come siamo terribilmente in ritardo, posto che gli strumentali rinvii voluti dalla triplice non hanno consentito già a fine 2022 la firma sull’accordo sulle competenze delle famiglie professionali, necessario per l’integrazione del PTFP 2023-2025 e l’avvio delle progressioni in deroga.
Aspettiamo ora la prossima convocazione, sperando che si possa entrare finalmente nel merito.
Per ora è tutto, cordialissimi saluti.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA Maria Pia BISOGNI – Giampietro CROCETTI – Pasquale BALDARI
Notiziario FLP Difesa n. 55 del 8 agosto 2023 –
5^ riunione a Persociv su CCNI, FRD, progressioni e Competenze delle famiglie professionali, e dopo la lunga sospensione della trattativa (un mese e mezzo di silenzio tra giugno e luglio), ora accelera e vincola la definizione l’accordo sulle competenze delle famiglie professionali (che poteva essere specificamente firmato da un bel pezzo –un elaborato, come detto dal DG, sicuramente qualificante per l’attuazione dei più moderni assetti organizzativi del rapporto di lavoro, oltreché lo strumento necessario per le prossime progressioni verticali) alla sottoscrizione anche della sola parte economica del CCNI, comprendente FRD e progressioni 2023. Una scelta che consente evidentemente, con la motivazione della urgenza, di ridurre al massimo la discussione sulle ipotesi dalla stessa formulate in merito ai diversi istituti economici del FRD (Performance org. e ind., posizioni organizzative, ppl , FUS), e sui pesi economici attribuiti a ciascuno di questi.
Sul FRD l’AD ha tenuto a precisare solo alcune rettifiche tecniche alla bozza di accordo ed a valorizzare l’introduzione dei criteri di distribuzione delle risorse destinate al welfare, consegnandoci il nuovo testo senza la parte giuridica del CCNI. Inoltre ha previsto che in calce al documento così composto sia sottoscritta una dichiarazione congiunta recante l’impegno di aggiornarsi in materia di NOP dopo un monitoraggio su di 1 anno di sperimentazione.
In realtà tutte queste argomentazioni hanno girato intorno al problema vero: l’AD resta ferma sull’impianto del FRD come proposto a luglio, in merito al quale restano di principio confermate le valutazioni contenute nei precedenti notiziari FLP Difesa n. 52 e 54: si tratta di un accordo che come FLP Difesa non condividiamo affatto, e che così com’è non firmeremo mai; non ci piace perché la scelta di:
aumentare da 16 a 19 milioni l’accantonamento per la performance organizzativa come rielaborata riducendo le forbici percentuali delle fasce e aumentando dal 25 al 40% la fascia all’interno della quale non viene attribuita alcuna risorsa;
aumentare significativamente le quote individuali per le posizioni organizzative,
va a discapito della 1^ area, che perde la maggiorazione della performance organizzativa (né la previsione odierna di passaggi orizzontali per il 50% del personale potrà mai compensare le perdite economiche subite negli anni per impossibilità di progressioni) e dei pochi numeri previsti per le progressioni orizzontali per tutte le aree.
Val la pena di precisare che alla nostra reiterata richiesta di recuperare la maggiorazione di cui sopra per la 1^ area l’AD ha risposto asserendo che non ritiene più giustificabile il mantenimento di questa voce, in quanto le relative motivazioni non sussistono più in quanto oggi anche la 1^ area può concorrere per le selezioni per i nuovi differenziali stipendiali, e che pertanto si finirebbe per dare doppio beneficio ai colleghi in questione.
Abbiamo comunque esaurito il poco tempo a disposizione chiedendo lumi in merito al prospetto formulato dall’AD per le progressioni orizzontali, articolato per fasce, incompatibili col NOP: l’AD ha precisato che si è trattato di un elaborato utile a quantificare numeri per le candidature e per il calcolo della spesa, ed ha confermato quanto da noi sostenuto, che d’ora in poi le progressioni metteranno in concorrenza fra loro tutti gli appartenenti alla stessa area, senza più distinzioni legate alla loro storia e alla loro fascia di precedente appartenenza; inoltre l’AD ha ribadito l’impossibilità di prevedere passaggi per tutta la 1^ area per non correre il richio di andare incontro a rilievi da parte degli organi certificatori, come già in passato accaduto.
Rinviata pertanto la trattazione della parte prettamente giuridica del CCNI (nella quale restano da perfezionare in particolare temi quali orario di lavoro, straordinario, banca delle ore e flessibilità) ai primi di settembre. La scelta sarebbe giustificata dalla necessità di far partire in tempo le progressioni orizzontali, ma è di tutta evidenza che questo argomento regge poco, nella misura in cui già più volte le progressioni orizzontali sono state possibili per accordi firmati a settembre. Il fatto vero è che oggi non ci è stato lasciato alcuno spazio di mediazione.
E ovviamente la gestione a tavoli separati crea anche problemi dal punto di vista della discussione, stante che in un’ora alla volta per ciascuna parte sociale si sarebbe dovuto esaurire l’enorme quantità di argomenti in esame (non a caso i latini dicevano “divide ed impera…). Su questo modus operandi, FLP Difesa ha manifestato il proprio dissenso sia sul piano del metodo che su quello del merito.
Abbiamo comunque proceduto all’esame dei seguenti punti:
Turni: l’AD sceglie di non portare le previste integrazioni sull’aumento del tetto dei turni notturni e festivi, rinviandone la definizione, ed attenendosi alla disciplina preesistente.
In merito FLP Difesa ha rappresentato le crescenti difficoltà che stanno emergendo in materia di gestione delle assenze dei turnisti, ed ha chiesto di sapere se la bozza di circolare sui turni trasmessa dall’AD come “definitiva” lo scorso mese di maggio ai vertici della Difesa e alle OO.SS. nazionali fosse entrata in vigore o meno, stante la sua mancata pubblicazione. La DG ha asserito che la circolare, dopo il confronto sviluppato con le OO.SS. e conclusosi con la sua definitiva formulazione, è stata “strategicamente” sospesa, stante l’avvio della contrattazione integrativa, che avrebbe lambito la materia che ne è oggetto; dunque il DG conferma che non è mai entrata in vigore, e che a settembre tornerà comunque oggetto di “ripensamento” da parte dell’AD, per la sua successiva pubblicazione. Intanto però si sono create rilevanti criticità nei territori, (vedasi quanto è successo a La Spezia), dove l’Amministrazione ha proceduto in conformità ai contenuti della citata circolare (che pure prevedeva la decorrenza della sua efficacia dal momento della pubblicazione, come da noi richiesto), sulla scorta di risposte di Persociv a quesiti provenienti dagli Enti, esattamente coerenti con la circolare sospesa, anticipandone così gli effetti, con ciò naturalmente creando un qualche grosso problema di metodo ma anche di disomogeneità di comportamento nelle diverse sedi interessate. Su questo ci riserviamo ulteriori valutazioni a margine.
Ci è stato poi assicurato che le nostre richieste dati in materia di spesa per ppl, turni, reperibilità etc saranno evase nel prossimo mese di settembre.
Banca delle ore: se ne parlerà nella successiva trattativa per la parte normativa del CCNI. Intanto abbiamo comunque elaborato una proposta di integrazione della formulazione dell’articolo 13 relativo allo straordinario, che preveda, oltre alla possibilità di effettuare intanto straordinario a recupero, nel caso in cui non sia nota la copertura finanziaria:
La possibilità di esercitare l’opzione al recupero compensativo e alla banca delle ore a posteriori, cioè avendo già effettuato eventuale straordinario, laddove fossero rese note le disponibilità economiche:
L’impegno da parte dell’amministrazione a fornire agli enti i dati relativi alla copertura finanziaria già da inizio anno, come peraltro succede per la componente militare.
Il prossimo appuntamento presumibilmente a fine agosto. È tutto, vi terremo aggiornati. Cordialissimi saluti
p. IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI-Leonia CARDONE
Notiziario FLP Difesa n. 54 del 02 agosto 2023 –
CCNI Difesa 2023-2025
4^ riunione a Persociv su CCNI, FRD, progressioni e Competenze delle famiglie professionali.
Dopo un intervallo di stallo di un mese e mezzo, si intensifica proprio nel periodo normalmente destinato alle ferie, il calendario delle attività. Vediamo gli argomenti:
PROGRESSIONI VERTICALI – COMPETENZE DELLE FAMIGLIE PROFESSIONALI: l’amministrazione ha portato al complesso testo ulteriori assestamenti con l’introduzione di elementi di dettaglio in materia di elevate professionalità e di professionalità tecniche (rispetto alle quali abbiamo segnalato anche l’opportunità di prevedere approfondimenti anche per quanto riguarda le professionalità sanitarie), e ormai si può dire che siamo in dirittura di arrivo. L’A.D vorrebbe vincolare la sottoscrizione del documento alla parte economica del CCNI, mentre FLP Difesa da tempo insiste perché si arrivi con la massima urgenza alla firma di questa parte di Accordo Nazionale, per agevolare al massimo le procedure per i passaggi di area in deroga entro il 2024.
FRD – PROGRESSIONI ORIZZONTALI non sono state aggiornate le proposte presentate dall’Amministrazione per la precedente riunione, di cui abbiamo dato conto nel Notdif. 52 del 27/07 ultimo scorso, e dove si prevedevano selezioni per 381 unità di 3^ area, 2.815 di 2^ area e 560 di 1^ (il 50% di quel personale), articolati secondo le preesistenti fasce retributive, ma non in proporzione omogenea. Come già detto in quel notiziario, non siamo assolutamente d’accordo con quei numeri, ritenendo che si possano e si debbano rivedere in massimo aumento quei numeri, che sono finanziati con le risorse del FRD, e che pertanto richiedono una ridistribuzione degli accantonamenti attingendo dalle altre voci (performance organizzativa, posizioni organizzative, particolari posizioni di lavoro) alcune delle quali sono state invece dall’amministrazione addirittura potenziate. Il nostro obbiettivo dichiarato è di consentire il maggior numero di progressioni per i nostri colleghi, con particolare attenzione alla 1^ area che può finalmente tornare a concorrere per l’incremento economico oggi non più legato alla fascia retributiva ma al differenziale stipendiale. L’Amministrazione si è impegnata a verificare la percorribilità sul piano tecnico di passaggi per tutto il personale di 1^ area. Ove ciò non fosse possibile, FLP Difesa, coerentemente con le battaglie sostenute negli anni precedenti, si batterà affinchè sia recuperata la previsione della maggiorazione della performance organizzativa per i colleghi della 1^ area.
Ciò naturalmente comporta che non sia ragionevole fare un accordo stralcio che riguardi le sole progressioni, che sono finanziate con il FRD, e dunque con una unica coperta che coinvolge le PPL, le Posizioni Organizzative, la performance e il FUS. Ma la trattativa prosegue lunedì 7 agosto, e ve ne renderemo conto.
CCNI – PARTE GIURIDICA: questi gli aggiornamenti:
Resta ferma la indisponibilità dell’AD a prevedere l’istituzione di TAVOLI TECNICI CON LA PRESENZA DELLE OO.SS., (QUALI QUELLI SUGLI EX MILITARI, SULLA MOBILITÀ, SU TURNI REPERIBILITÀ E PPL);
STRAORDINARIO E BANCA DELLE ORE : Dopo la diatriba da noi sollevata nei mesi scorsi avverso le indicazioni di sospendere il ricorso alla banca delle ore, date da SME in attuazione della risposta di Persociv a specifico quesito, viene proposta la formulazione che da un lato aumenta il tetto del monte ore di straordinario e banca delle ore a 250 annue, e dall’altro si pone il problema di vincolarne l’attuazione alla copertura finanziaria.
Comprendiamo le ragioni di questa attenzione alla copertura finanziaria, e della specifica previsione dell’autorizzazione anche senza certezza del finanziamento per autorizzare lo straordinario a recupero gratuito.
Tuttavia osserviamo ancora una volta la differenza di metodo fra questi istituti e tutti gli altri che danno luogo a remunerazione/indennità, per i quali le previsioni di spesa, oggetto di contrattazione nazionale, possono essere tranquillamente superate senza prescrizione alcuna.
In ogni caso, per risolvere ogni perplessità in materia chiediamo oggi che gli articoli 13 e 14 del presente CCNI, relativi alle due voci in questione, siano integrati con la previsione del vincolo per l’amministrazione rendere noti e disponibili i fondi fin dall’inizio dell’anno, al fine di consentire ai dirigenti di conoscere il loro budget e quindi correttamente autorizzare il ricorso allo straordinario o alla banca delle ore (previa verifica della volontà del dipendente) con buona pace di tutti.
Novità in negativo circa l’ACCORDO IN MATERIA DI INCENTIVI ECONOMICI PER LE FUNZIONI TECNICHE DEL PERSONALE CIVILE: gli organi certificatori hanno sollevato ulteriori rilievi, a seguito dei quali dunque la partita resta ancora aperta.
La trattativa proseguirà il prossimo 7 agosto, per ora è tutto, ci aggiorniamo.
Cordialissimi saluti.
p. IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA – Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI –Leonia CARDONE
Nella giornata di ieri è ripresa, a distanza di un mese e mezzo dall’ultima riunione a Persociv, la trattativa nazionale per il CCNI Difesa 2023-2025, di cui alla documentazione che pubblichiamo in calce (all. da 1 a 4), dopo la sospensione del precedente appuntamento del 20 giugno scorso, ed il rinvio alla riunione odierna. Fra gli argomenti prioritari trattati:
la definizione delle COMPETENZE DELLE FAMIGLIE PROFESSIONALI, indispensabili per tentare, disperatamente in lotta col tempo, di portare a casa entro il 2024 le progressioni verticali in deroga al titolo di studio richiesto ordinariamente per l’accesso all’area superiore. La materia avrebbe già potuto essere definita da mesi, e invece abbiamo dallo scorso 1 novembre solo la definizione formale delle famiglie professionali, ma non anche i relativi contenuti, a causa dei condizionamenti dettati dalla triplice, che vincolava la sua firma alla consegna da parte dell’AD degli organici del personale civile (cosa che peraltro non è stata ancora completata), e che, dopo aver presentato le proprie proposte a poche ore dalla riunione dello scorso 13 giugno, aveva fatto sapere in quello stesso giorno che ne avrebbe presente delle altre (…a 10 mesi dall’avvio della trattativa…). Oggi l’AD ci prospetta una rielaborazione del documento, nel quale in realtà gli elementi sono ben rimescolati (!), ma non rivoluzionati, per cui possiamo dire di essere in dirittura di arrivo, o almeno così speriamo.
In merito alle PROGRESSIONI ORIZZONTALI 2023, la AD ha preso in considerazione la possibilità di programmare selezioni mirate alla acquisizione dei nuovi differenziali stipendiali per 381 unità di 3^ area, 2.815 di 2^ area e 560 di 1^ (il 50% del personale), articolati secondo le preesistenti fasce retributive, ma non in proporzione omogenea. Dunque è superata la possibilità che non si facessero progressioni 2023, ma sui numeri e sulle proporzioni dibatteremo nella prossima riunione del 2 agosto.
RELAZIONI SINDACALI: recepite per ora alcune integrazioni e modifiche proposte da FLP Difesa su informazione, confronto e organismi paritetici. Resta ferma la totale indisponibilità dell’AD a prevedere l’istituzione di Tavoli Tecnici con la presenza delle OO.SS., (quali quelli sugli ex militari, sulla mobilità, su turni reperibilità e ppl) che pure in passato si erano rivelati utili ed efficaci.;
ORARIO DI LAVORO: la “Flessibilità in entrata e in uscita” mantiene la previsione della contrattazione integrativa di sede per prevedere “…fasce temporali pari ad almeno 1 ora in entrata e/o in uscita entro le quali è consentito l’inizio e il termine della prestazione lavorativa giornaliera”.
Per la PARTE ECONOMICA:
ATTIVITA’ DISAGIATE: L’AD ha confermato che non potevano essere inserite fra le indennità per sede disagiata le particolari attività prestate da dipendenti non in turno di cui all’art. 21 del CCNL FC 2016-2018, che sono compensate con specifiche maggiorazioni della retribuzione oraria, e che non possono andare a carico del FRD, a discapito del restante personale.
PERFORMANCE ORGANIZZATIVA: Nessuna novità, per ora, sulla possibilità di recuperare i 21 milioni perduti nel 2022; AD mantiene la proposta di ridurre sostituire la Soglia di Partecipazione legata alla presenza con l’Apporto Partecipativo, determinato dalla Performance Individuale, e di ridurre i limiti percentuali di ciascuna fascia, di fatto aumentando dal 25% al 40% la soglia al di sotto della quale non si percepisce nulla.
MAGGIORAZIONE DEL PREMIO PERFORMANCE ORGANIZZATIVA PER IL PERSONALE DELLA 1^AREA: dopo anni di battaglie e di Accordi FRD che non abbiamo firmato, finalmente avevamo trovato la quadra a questa questione, e oggi AD conferma la sparizione della voce dalla bozza di Accordo. Abbiamo sostenuto la necessità di assicurare ai colleghi interessati la continuità di questa indennità, a compensazione delle ricadute delle molto maggiori opportunità avute negli anni in termini di progressioni orizzontali da parte dei colleghi di 2^ e 3^ area, che hanno inciso profondamente sugli importi delle altre voci di salario accessorio. Nè riteniamo che sia argomento utile alla eliminazione di questa voce la novità introdotta dal CCNL 2019-2021, di avviare nuove progressioni economiche verso differenziali stipendiali superiori (che peraltro coivolgeranno comunque tutte le aree, non solo la prima, mantenendo la discriminazione preesistente). E val la pena di sottolineare che i posti a concorso per le progressioni orizzontali non possono superare il 50% del personale che ne abbia titolo, e che la stessa percentuale limita anche la partecipazione alle progressioni verticali verso la 2^ area (ammesso che riusciamo a metterle in campo…). Dunque dobbiamo assicurare a questi colleghi pari dignità, non dimenticando anche che sono quelli colpiti negli anni da un mansionismo mai compensato.
PERFORMANCE INDIVIDUALE: l’articolo è stato reintegrato
POSIZIONI ORGANIZZATIVE: l’AD conferma l’impianto iniziale: mantenere l’accantonamento complessivo di €. 3.500.000 (pur se il personale interessato si è progressivamente ridotto), e la quota individuale annua lorda massimaper 13 mensilità sarebbe per la1^categoriadi euro 2.807,02 e per la 2^ categoria di euro 1.734,02, aumentando significativamente le indennità in particolare per la 2^ categoria. Potremmo anche essere d’accordo sul merito, ma la coperta è corta, e non possiamo non tenere conto delle altre esigenze da finanziare: la conferma della citata maggiorazione per la 1^ area (eventualmente ragionando sulla sua quantificazione), e la realizzazione del maggior numero possibile di progressioni orizzontali.
INDENNITÀ PER TURNI: definito il limite di 12 turni notturni mensili e quello della metà dei giorni festivi mensili.
Restano a oggi inevase le nostre richieste di conoscere i dati consuntivi di spesa 2021 e 2022 su turni, reperibilità e PPL, rispetto alle quali negli anni la spesa è incrementata in misura esponenziale, gravando sulle altre voci di interesse di tutto il personale.
Resta aperta la questione da noi rappresentata, relativa al divieto di sforare le assegnazioni delle varie voci di spesa, al fine di non trovarsi nella necessità di sanzionare automaticamente a posteriori le uscite eccedenti il budget assegnato e di attuare la specifica norma contrattuale che prevede la riassegnazione delle somme non spese dal FRD dell’anno corrente nel FRD dell’anno successivo, quindi da contrattare, ponendole invece a carico degli altri lavoratori, e vanificando le scelte operate in contrattazione.
Abbiamo infine sottoscritto in data odierna l’Accordo in materia di Incentivi economici per le funzioni tecniche del personale civile (all. 5), che consentirà finalmente il pagamento dei citati incentivi, maturati nel periodo 19/08/2014 -18/04/2016.
La trattativa proseguirà il prossimo 2 agosto, per ora è tutto, ci aggiorniamo.
Cordialissimi saluti.
p. IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI – Maria Teresa D’URZO
Nella giornata di ieri è proseguita a Persociv la trattativa nazionale per il CCNI Difesa 2023-2025. Come già anticipato nel Notiziario FLP Difesa n. 38 del 31 maggio 2023, a fronte della complessità di argomenti da trattare, sta sempre la necessità prioritaria di definire le competenze delle famiglie professionali, indispensabili per tentare, disperatamente in lotta col tempo, di portare a casa entro il 2024 le progressioni verticali in deroga al titolo di studio richiesto ordinariamente per l’accesso all’area superiore. In realtà la trattativa sul NOP era partita lo scorso settembre, pervenendo al solo accordo stralcio che definiva le nuove famiglie professionali a far data dal 1 novembre scorso: si è creata la struttura formale del NOP, ma non anche i suoi contenuti, sui quali i lavori sono proseguiti nell’inverno, e sembrava si fosse in dirittura d’arrivo lo scorso 31 dicembre. Il problema è che la triplice ha condizionato il tutto alla consegna da parte dell’AD degli organici del personale civile (cosa che peraltro non è stata ancora completata), e ci siamo ritrovati la sera del 13 giugno, a poche ore dalla 2^ riunione, con un nuovo elaborato dell’AD nel quale sono riportate le proprie valutazioni sulle nuove proposte di modifica al testo delle ”competenze professionali” presentate all’ultima ora (dopo tutti questi mesi) da CGIL CISL e UIL. Una situazione gravissima, che non fa che ulteriormente ritardare un accordo che avrebbe già da tempo potuto consentire l’elaborazione delle esigenze degli organi programmatori, la predisposizione del PTFP e l’avvio delle procedure concorsuali tanto attese da tanti colleghi, in primis quelli della 1^ area. A ciò si aggiungano le difficoltà ingenerate da una trattativa a tavoli separati, nella quale gli argomenti non sono trattati in modo coordinato, e vige l’obbligo di “Top secret” imposto dalla triplice, per cui le parti non possono sapere neanche quali argomenti siano stati trattati, per coordinare almeno i propri lavori, nell’interesse superiore di tutti i colleghi.
Facciamo il punto di situazione sul resto del testo: l’AD ha inviato i documenti (in all.) che compongono il CCNI, rettificati nelle parti per le quali sono state recepite le proposte di modifiche, e su quel documento siamo ripartiti; questi gli aggiornamenti, solo in parte affrontati nel corso della nostra riunione, cominciata con un’ora di ritardo per il protrarsi indiscriminato di quella con CGIL, CISL e UIL:
RELAZIONI SINDACALI: recepite per ora alcune integrazioni e modifiche proposte da FLP Difesa su informazione, confronto e organismi paritetici, non presenti nella 1^ bozza di AD. Registriamo invece la totale indisponibilità dell’AD a prevedere la possibilità di istituire di Tavoli Tecnici, (quali quelli sugli ex militari, sulla mobilità, su turni reperibilità e ppl) che pure in passato si erano rivelati utili ed efficaci.
FAMIGLIE PROFESSIONALI: Deve essere ancora affrontata la materia della riconversione professionale per motivi di salute o per esigenze di servizio alla luce della nuova disciplina del NOP.
ORARIO DI LAVORO: l’art. 10 “Flessibilità in entrata e in uscita” presenta una interessante novità: la contrattazione integrativa di sede prevederà “…fasce temporali pari ad almeno 1 ora in entrata e/o in uscita entro le quali è consentito l’inizio e il termine della prestazione lavorativa giornaliera”. La materia era già stata oggetto per noi di acceso confronto nel corso della trattativa sullo stesso CCNI tenutasi a fine 2019 con l’allora Presidente della delegazione trattante, dott.ssa Montemagno, che ne aveva escluso tassativamente la percorribilità. Dobbiamo dare atto della positiva evoluzione di questo punto all’attuale delegazione trattante.
BANCA DELLE ORE E STRAORDINARIO: L’AD ha innalzato a 250 ore il limite massimo annuo individuale del monte ore di straordinario, e lo ha introdotto nella stessa misura per la banca delle ore. Ma ha previsto, SOLO per quest’ultima, un vincolo che ne condiziona l’attuazione alla verifica preventiva della copertura finanziaria (pur ben sapendo che un acconto arriva, di prassi, forse a giugno, e pure modesto…).
Un vincolo che tuttavia non figurava per nessuno degli altri istituti che danno luogo a remunerazione economica, quali lo straordinario, i turni, la reperibilità, altre indennità. Perciò avevamo presentato la proposta di integrare TUTTE le voci di cui sopra dello stesso vincolo, prevedendo l’obbligo di non sforare la previsione di spesa
Non avevamo dubbi sulla risposta: la bozza aggiornata di CCNI con le integrazioni recepite da AD NON recepisce quei vincoli per alcuna voce del FRD, se non per la banca delle ore e per lo straordinario…
Val la pena ricostruire l’antefatto: di recente Persociv ha dato indicazioni ad enti richiedenti (in particolare a seguito di un quesito di SME) nel senso di “soprassedere” al ricorso alla banca delle ore (e prontamente SME ha dato disposizioni agli enti dipendenti di bloccare l’attuazione dell’istituto. FLP Difesa è intervenuta contestando le argomentazioni della DG in diverse sedi, in primis il SSS alla Difesa on Perego (vds notdif XX e XX). Oggi ci ritroviamo, in sede di CCNI, di fronte ad una DG che dichiaratamente e apertamente assume ancora posizione ostile all’attuazione della Banca delle Ore, anche dopo aver previsto in CCNI il richiesto tetto di 250 ore. A sostegno della posizione, le difficoltà di contabilizzazione dell’istituto nello statino stipendiale (difficoltà che stranamente non riguardano lo straordinario), alla faccia della digitalizzazione della PA!!! (Per inciso, siamo ripetutamente intervenuti anche sulla necessità di assicurare la trasparenza della busta paga e delle voci stipendiali, prevista dall’art. 71 del CCNL FC, in tutela del diritto del dipendente di contestare le eventuali irregolarità rilevate.) L’altra argomentazione sostenuta dalla dott.ssa Schettino, delegata alla trattazione della materia, ma non smentita dagli altri membri della delegazione, consisteva nella considerazione che “…lo straordinario è maggiormente conveniente per il personale civile…”: cosa che saremmo capaci di rivendicare tutti, se solo i soldi arrivassero a tutte le destinazioni!!! (Il che continua a prestarsi a pensieri molesti…)
Come se non fosse evidente che il finanziamento dello straordinario, che risulta nei fatti minimale ed inadeguato alle esigenze derivanti oggi dal massiccio esodo di personale, determina un recupero compensativo forzoso che almeno la banca delle ore compensa con un pur minimo ristoro economico, e col più ampio margine di recupero compensativo.
In conclusione, una posizione dell’AD discrezionale, che non condividiamo affatto, e che riteniamo insostenibile nel metodo e nel merito da parte di AD, sia per maggiore economicità che sostiene la banca delle ore e che dovrebbe essere perseguita dal buon amministratore, sia perché mira a demolire un istituto contrattuale del livello superiore che poteva essere integrato solo in positivo.
PARTE ECONOMICA:
INDENNITA’ PPL, DISAGIATA, RISCHIO: L’AD si è dichiarata disponibile ad aumentare il numero max dei turni notturni a 12 mensili, e a parametrare di conseguenza anche i turni festivi.
ATTIVITA’ DISAGIATE: L’AD condivide il nostro rilievo in merito alla necessità di non inserire nelle indennità per sede disagiata le particolari attività prestate da dipendenti non in turno di cui all’art. 21 del CCNL FC 2016-2018, che sono compensate con specifiche maggiorazioni della retribuzione oraria, e che non possono andare a carico del FRD a discapito del restante personale. In merito abbiamo segnalato la necessità di promuovere una revisione del decreto IM che individua le sedi disagiate per le quali riconoscere la maggiorazione a partire dal personale militare, richiamando ad esempio le criticità affrontate dal personale in servizio nella sede di Venezia.
Nessuna modifica/novità, per ora, sulle restanti voci, fra cui ricordiamo:
Riassegnazione dei 21 milioni della performance organizzativa perduta nel 2022;
Performance organizzativa: resta la proposta di introducendo al posto della Soglia di Partecipazione (presenza) il parametro dell’Apporto Partecipativo (Performance Individuale), e la riduzione dei limiti percentuali di fascia, di fatto portando dal 25% al 40% la soglia oltre la quale non si percepisce nulla.
Maggiorazione del premio performance organizzativa per il personale della 1^area: dopo anni di battaglie e di Accordi FRD che non abbiamo firmato, finalmente avevamo trovato la quadra a questa questione, e oggi invece è ancora confermata la sparizione della voce dalla bozza di Accordo. Ma la trattiva non è ancora finita, ci batteremo per il suo recupero.
Progressioni all’interno delle aree: l’AD continua a mantenere l’ipotesi di non farle per l’anno 2023.
Performance Individuale: confermata la sparizione di questo articolo
Posizioni Organizzative: l’AD conferma l’impianto iniziale: l’indennità, non più differente per le due categorie, è compresa tra un min di 200 e un max di €.2.600 annui lordi per 13 mensilità. Riproponiamo la storia e le nostre considerazioni:
ANNO
Assegnazione complessiva
n.
Importo PO
1^ Categoria
n.
Importo PO
2^ Categoria
FRD 2021
3.500.000€.
39
Medio €.3.123,26
1794
Medio €.1925,99
FRD 2022
2.800.000€.
30
Max 2.715
1620
Max. €. 1.264,59
FRD 2023
3.500.000€.
?
Per tutti compreso fra 1200 e 2.600 €.
Non può sfuggire che il budget totale previsto da Persociv è identico a quello del 2021, superando il 2022, benchè diminuiscano progressivamente i funzionari coinvolti; di conseguenza aumentano significativamente le indennità!!! E questo mentre dall’altra parte l’A.D. prospetta di eliminare la maggiorazione per la 1^ area!!! E dall’altra ancora prende in considerazione l’ipotesi di non fare progressioni orizzontali!!!
Riproporremo le nostre considerazioni, a partire dal distinguo fra le due categorie di incarichi, il cui riconoscimento economico è l’unica parte della disciplina delle PO oggetto di contrattazione.
Non ancora affrontata la parte relativa alle Indennità per PPL Turni Reperibilità, etc , rispetto alle quali negli anni la spesa è incrementata in misura esponenziale, a discapito delle altre voci di interesse di tutto il personale . Nonostante la segnalazione del refuso, deve ancora essere corretta da AD la misura massima giornaliera riconosciuta al personale gruista per le prestazioni lavorative che comportino la movimentazione di carichi, che per stessa ammissione dell’AD era stata quantificata in 40 €. Anziché 25.
Resta aperta la questione da noi segnalata, relativa al divieto di sforare le assegnazioni delle varie voci di spesa, un vincolo derivante dalla necessità che non sia più sanzionata automaticamente a posteriori alcuna spesa superiore al budget assegnato, sia in quanto viola il principio stesso della contrattazione, sia perché lede gli interessi degli altri lavoratori.
Queste le considerazioni alla luce della versione aggiornata della bozza di CCNI.
La trattativa proseguirà forse già nel corso del prossimo appuntamento, previsto per il 20 giugno, per ora in materia di Incentivi economici per le funzioni tecniche del personale civile.
E’ tutto, ci aggiorniamo.
p IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI – Maria Teresa D’URZO
Avviata oggi a Persociv la trattativa nazionale per il CCNI Difesa 2023-2025 tra delegazione trattante e OO.SS. A fronte della complessità di argomenti da esaminare e discutere, sta la necessità prioritaria di definire le competenze delle famiglie professionali, ferme da dicembre, e di avviare il FRD 2023, dentro al quale si apre una partita completamente nuova, quella delle progressioni orizzontali in modalità completamente modificata dal NOP entrato in vigore lo scorso 01.11.2022 .
Vediamo di seguito nello specifico gli argomenti più importanti, le proposte dell’AD contenute nella bozza di CCNI, redatta in modo stringato ed essenziale, che alleghiamo al notiziario, e le nostre prime considerazioni.
COMPETENZE DELLE FAMIGLIE PROFESSIONALI: l’accordo stralcio per la transizione dai profili professionali alle nuove famiglie professionali è operativo dal 1 novembre 2022; ma manca la “polpa”, ossia la definizione delle competenze: una condizione senza la quale non possono essere avviate le procedure per le progressioni verticali (oggetto di enorme interesse dei colleghi di tutte le aree, in primis la 1^), e in particolare quelle in deroga al titolo di studio previsto per l’accesso all’area superiore, consentite dal CCNL FC solo fino al 31.12.20243. In realtà l’AD aveva recepito la gran parte delle proposte pervenute, ma la triplice aveva condizionato la firma sull’accordo alla consegna degli organici, che non tutti i vertici hanno prodotto, bloccando l’avvio della procedura. Ma c’è anche il problema da noi rappresentato, dopo la mancata previsione nel PTFP 2022-2024 e quindi nel DPCM 11.05.2023, anche il Piano Triennale del Fabbisogno del Personale 2023-2025, reso noto a fine marzo scorso, non prevede queste progressioni tra le aree (vds il nostro Notdif n. 37 in data 17.05.2023). In merito la DG ha risposto che intende adeguare in tal senso il PTFP nel PIAO del prossimo gennaio (affermazione che non convince FLP DIFESA), essendo fra l’altro noto l’ammontare delle risorse da destinare a tal fine, pari a poco meno di 7 mln di €. Alla richiesta di FLP Difesa di sapere se si potesse procedere con uno stralcio di Accordo, il DG ha ribadito che intende approdare ad un Accordo unico, comprendente tutte le materie in discussione. Va da sé che la materia dovrà essere integrata nel CCNI anche con una nuova disciplina delle riconversioni professionali. Per quanto riguarda invece le nuove progressioni orizzontali (ex Progressioni economiche all’interno delle aree), da discutere nel contesto del FRD 2023, la DG ha formulato 4 ipotesi, una delle quali rinvia all’anno successivo per le difficoltà tecniche legate al NOP e alla nuova formula con i “differenziali stipendiali”.Ovvio che FLP Difesa si impegnerà con tutte le energie perché si arrivi a realizzare per il massimo dei numeri possibili le progressioni orizzontali 2023 di cui alla 1^ delle ipotesi, per un importo di €.11.875.188,65.
BANCA DELLE ORE: È di attualità il presunto blocco della “Banca delle ore”, a seguito di una risposta di Persociv a quesito di SME. In via informale la DG ha asserito che il documento non dovesse essere letto come una circolare a carattere perentorio, ma che fosse invece una risposta a quesito, evidentemente un parere discendente da problematiche di gestione dei fondi. Sta di fatto che gli enti tendono ad adottare la soluzione più restrittiva, col rischio di non cambiare finché non si definisce il CCNI. Osserviamo in merito che nella bozza di CCNI l’AD propone addirittura l’aumento a 250 ore del tetto dello straordinario, e lo conferma anche per la Banca delle ore. È pur vero che si prevede una preventiva verifica della disponibilità finanziaria, ma è di tutta evidenza che l’incremento non dia adito ad immaginare crisi delle risorse disponibili, che fanno capo allo stesso capitolo di spesa. Ed è evidente anche che la norma sia nata proprio per promuovere il ricorso alla banca delle ore rispetto allo straordinario.
RELAZIONI SINDACALI: non vi sono integrazioni né richiami al CCNL, che pure servirebbero a rimarcarne l’opportunità e l’utilità sugli atti e le decisioni connessi agli aspetti di organizzazione delle strutture con potenziali riflessi sul rapporto di lavoro del personale civile, con particolare riguardo alla informazione, per le ricadute di scelte quali i provvedimenti di ristrutturazione e riordino, reimpieghi, mobilità, organici, rispetto alle quali ancora oggi osserviamo spesso una pregiudiziale indisponibilità dell’AD. Per lo stesso motivo sarebbe importante prevedere la possibilità di costituire Tavoli Tecnici Tematici anche temporanei (Ad ex su turni, reperibilità e ppl; problematiche degli ex militari; etc).
PARTE ECONOMICA: in primis c’è una problematica più volte da noi rappresentata anche al SSS Perego, relativa alla scarsa trasparenza della busta paga e delle voci stipendiali: FLP Difesa propone di inserire nel CCNI il richiamo alla necessità che sia data attuazione a quanto previsto dall’art. 71 del CCNL FC, che prevede “…l’adozione di specifiche misure atte a garantire la completa conoscibilità della struttura della busta paga e dei singoli elementi che ne determinano, mensilmente, l’importo, gli Enti Amministrativi rendono disponibile uno statino riepilogativo mensile. In detto documento dovranno essere riportate, in dettaglio, le singole voci che determinano lo specifico importo erogato, ivi compreso il conteggio dei buoni pasto sostitutivi spettanti. Lo statino di cui al precedente comma potrà essere utilizzato dal dipendente per la contestazione di eventuali irregolarità riscontrate nella elaborazione della propria busta paga, ai sensi dell’art. 71 comma 2 del CCNL FC sopramenzionato.
FRD 2023: Le risorse ammontano a €.1.937.615,25 per AID ed €.50.177.853,70 per AD (non vi è traccia della riassegnazione dei 21 milioni, tante promesse dal Vertice politico ma nulla di fatto), come approvate dall’UcB lo scorso mese di marzo, e dovrebbero essere integrate di 3,29 Mln di € a fine anno, derivanti dal FESI. Abbiamo chiesto copia della citata determinazione dalla quale si possano evincere i dati relativi alle singole voci che alimentano il FRD. Restano tuttavia inevase le nostre richieste relative a:
consuntivi 2021 e 2022, in particolare riferiti a ppl, turni, reperibilità e straordinario (una spesa che si sta progressivamente ingigantendo, incidendo pesantemente sulle risorse disponibili al restante personale);
somme non spese nel 2022 per le singole vocidel FRD 2022, che dovrebbero essere riassegnate dal MEF nel c.a. per la contrattazione FRD 2023 ai sensi dell’art. 49 comma 5 del CCNL FC 2019-2021.
Val la pena evidenziare sul punto che la stessa AD propone di inserire nell’accordo la specifica previsione per cui “Le parti concordano che le ulteriori risorse che, dopo la contrattazione di cui al comma 2, dovessero affluire al FRD a titolo di somme cd. variabili, così come gli eventuali risparmi di spesa sulle voci di distribuzione del FRD, saranno destinati all’incremento dei fondi per la contrattazione di sede (FUS).
Performance organizzativa: l’AD propone di modificare il sistema di calcolo di misurazione e valutazione, introducendo al posto della Soglia di Partecipazione (il dato individuale di presenza) il parametro dell’Apporto Partecipativo (la Performance Individuale). Ma propone anche la modifica in riduzione dei limiti percentuali di fascia, di fatto portando dal 25% al 40% la soglia oltre la quale non si percepisce nulla.
E AD propone l’incremento dell’accantonamento per questa voce dai 16 milioni del 2022 ai 20 del 2023.
Maggiorazione del premio performance organizzativa per il personale della 1^area: dopo anni di battaglie e di Accordi FRD che non abbiamo firmato, finalmente avevamo trovato la quadra a questa questione, e oggi è sparita dalla bozza di Accordo proposta dall’A.D..Riprenderemo la battaglia per il suo recupero.
Performance Individuale: sparito anche questo articolo nella bozza di accordo per il 2023: va recuperato anche per i richiami non solo alla quota individuale teorica, ma anche alla maggiorazione del 30%. L’accantonamento resta comunque di €.4.800.000.
FUS: resterebbe invariato come il suo accantonamento per €. 5.943.519,69.
Posizioni Organizzative: a fronte del persistere delle due categorie, l’AD propone che i valori dell’indennità siano ricompresi tra un min, di 200 e un max di €.2.600 annui lordi per 13 mensilità. In merito osserviamo che:
Nel FRD 2021: le assegnazioni erano di €. 3.500.000 lordi; L’importo max per i 39 Funz. di 1^ categoria era di 3.123,26 €. lordi; L’importo max per i 1794 Funz. di 2^ categoria era di 1925,99 €. lordi.
Nel FRD 2022: le assegnazioni erano di €. 2.800.000 lordi; L’importo max per i 30 Funz. Di 1^ categoria era di 2.715 €. Lordi; L’importo max per i 1620 Funz. Di 2^ categoria era di 1264,59 €. Lordi.
Non può sfuggire che il budget totale previsto da Persociv è identico a quello del 2021, superando il 2022, benchè diminuiscano progressivamente i funzionari coinvolti; di conseguenza aumentano significativamente le indennità!!! E questo mentre dall’altra parte l’A.D. prospetta di eliminare la maggiorazione per la 1^ area!!! E dall’altra ancora prende in considerazione l’ipotesi di non fare progressioni orizzontali!!!
E al di là di queste considerazioni, riteniamo non si possa evitare il distinguo fra le due categorie di incarichi, il cui riconoscimento economico è l’unica parte della disciplina delle posizioni organizzative oggetto di contrattazione ai sensi dell’art. 15 c.3 CCNL 2019-2021.
Indennità per particolari Posizioni di Lavoro: aumenta nuovamente questa voce, infatti la spesa del 2022 era di €.1.013.907, quella per il 2023 si parla di €. 2.028.590,21.
Turni e Reperibilità: L’AD propone l’incremento del n. dei turni notturni effettuabili nel mese da dieci fino a quindici, e dei turni festivi effettuabili nell’anno da un terzo fino alla metà (una proposta che però creerebbe un ulteriore importante aumento di questa voce di spesa che, come più sopra detto, incideva già per il 20%del FRD complessivo, andando progressivamente fuori controllo già dagli anni precedenti, esorbitando regolarmente le somme assegnate (la spesa del 2022 per i turni era di 5.308.910, per il 2023 si parla di 8.529.025€.; quella per la reperibilità 2022 era di 1.714.634, per il 2023 si parla di 3.351.718!). Risulta peraltro disapplicata parte della norma precedente, che prevedeva per la reperibilità anche il limite di non più di due domeniche nell’arco di un mese.
Attività disagiate: restano invariati i criteri di attribuzione, ma sarebbe auspicabile una revisione della mappatura cui ci si richiama per il personale militare, in ragione di un aggiornamento sulle criticità delle condizioni climatiche, dell’assenza di strutture ospedaliere/pronto soccorso nel raggio di 10 km dalla sede di servizio, dell’assenza o criticità di utilizzo dei mezzi di trasporto pubblico urbani ed extraurbani (Vedasi ad es. il caso di Venezia, che pure soffre delle criticità sopracitate, e non è considerata sede disagiata).
Imbarco/Lavorazione/Collaudo: restano invariate le rispettive voci, fra le quali avevamo rilevato solo uno specifico incremento da 25 a 40 €. della misura massima giornaliera per il personale gruista per le prestazioni lavorative che comportino la movimentazione di carichi. AD ha riscontrato precisando che si tratta di un refuso, e confermando il limite di 25 €.
Ci sentiamo sul merito di chiedere che sia precisato che per ciascuna voce di spesa non sia più sanzionata automaticamente a posteriori alcuna spesa superiore al budget assegnato, sia in quanto viola il principio stesso della contrattazione, sia perché lede gli interessi degli altri lavoratori.
Indennità di specifiche responsabilità per la 2^area degli assistenti: l’AD ha individuato le tipologie dei compiti cui può essere riconosciuta la indennità in parola, ma non ce ne ha fornito al momento il prospetto, ipotizzando per questa il riconoscimento di un importo max di 1.000€. annui lordi da destinare in via presuntiva al 10% del personale (un dato che richiede una verifica, motivo per cui l’AD sarebbe orientata a rinviare l’attuazione al prossimo anno). La somma riconosciuta dovrebbe essere condizionata anche dalla valutazione della Performance Individuale, e in merito si osserva come ciò non accada per le Posizioni Organizzative, dove l’indennità trova la sua sola giustificazione nell’incarico.
Welfare integrativo e Provvidenze
È introdotta in un CCNI la disciplina in materia di benefici di natura assistenziale e sociale in favore dei dipendenti, provvidenze definite “sussidi, elevazione culturale, borse di studio, alta formazione”, i cui criteri generali di erogazione sono rinviati ad apposito allegato, e i cui oneri gravano sui capitoli:
1264, per quanto riguarda sussidi, borse di studio, elevazione culturale, quota teorica pro-capite destinata a finalità culturali;
1265, per quanto concerne l’alta formazione.
In particolare, per il cap.1264 non viene indicata alcuna distinzione specifica tra le destinazioni previste, per evitare irrigidimenti di gestione, ma dal dato storico 2022, tuttavia, emerge che:
circa il 50% è la quota pro capite per finalità culturali (buoni di fine anno);
circa 25% va alle borse di studio;
circa 25% va ai sussidi, di cui 1% per elevazione culturale.
In merito FLP DIFESA chiede di definire le modalità di determinazione e di comunicazione, a tutte le articolazioni della Difesa ed in estensione alle OO.SS. nazionali, dell’importo totale disponibile e dell’importo pro-capite annuale destinato a finalità culturali (BUONI DI FINE ANNO) valido uniformemente per tutto il personale civile della Difesa, e di inserire nell’ALLEGATO 1 la regolamentazione del Benessere del personale civile – CAP. 1264
A margine segnaliamo che nella bozza non vi è alcuna menzione dei seguenti argomenti:
Lavoro da remoto e lavoro agile: oggetto di confronto e non di contrattazione integrativa; riteniamo sarebbe stato importante fissare nel testo l’impegno a breve termine da parte dell’AD a definire previo confronto le modalità attuative e procedurali del lavoro da remoto. Intanto l’AD, dopo aver chiuso il confronto lo scorso 12 aprile, non ha ancora né formalizzato nè pubblicato il Regolamento del Lavoro Agile e né tanto meno è stato riaperto il confronto, come richiesto da FLP DIFESA al Vertice politico, per aggiornarlo con la previsione di “almeno 8 gg. (e non 4) al mese”.
Mobilità interna e reimpieghi sono anch’essi oggetto di mero confronto e non di contrattazione, in particolare i criteri generali di priorità per la mobilità tra sedi di lavoro dell’AD (oggi completamente ingessata dai “gradi di scopertura organica massima sostenibile per ciascun Ente”), da rivisitarsi con cadenza annuale e comunque, prima della emanazione del bando di mobilità interna volontaria. Anche su questo si dovrebbe richiamare l’impegno al confronto, anche alla luce dell’attuale impossibilità di accedere alla mobilità ordinaria.
Formazione: Il Piano Triennale di Formazione del personale civile è oggetto di mera informazione, e tuttavia non gode di particolare diffusione.
Queste le prime considerazioni sul CCNI, ma come sopra detto, il percorso è appena iniziato. Vi terremo aggiornati.
p. IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI – Leonia CARDONE
Finalmente una buona notizia, che darà ossigeno, se attuata tempestivamente, alle gravi problematiche determinate in ambito Difesa dalle conclamate carenze di professionalità civili, in particolare tecniche, da tempo ripetutamente denunciate da FLP DIFESA. Nella G.U. n° 93 del 21 aprile u.s., è stato pubblicato il DPCM 29.03.2022 (che pubblichiamo in allegato su questa pagina), che reca le autorizzazioni per diverse AA. CC. a indire procedure di reclutamento ed assunzione di personale a tempo indeterminato.
Dunque anche il Ministero della Difesa è autorizzato, ai sensi dell’art. 1 del predetto DPCM, “ad indire procedure di reclutamento e ad assumere a tempo indeterminato le unità di personale indicate nella Tabella 1 allegata” allo stesso decreto, aggiuntive rispetto alle procedure concorsuali straordinarie già finanziate dalla Legge di bilancio per il 2019, n. 145/2018, per l’assunzione di 294 unità tecniche (n.30 di area 3^ e n.264 di area 2^), e di quelle autorizzate con il DPCM 20.06.2019, non ancora effettuate (fra cui le progressioni verticali verso la 2^area e le 50 verso la 3^).
Il predetto DPCM autorizza assunzioni nella Difesa mediante concorso pubblico, per l’anno 2021, per complessive 2430 unità, di cui 476 verso la posizione iniziale della 3^ area e 1946 verso la posizione iniziale della 2^area; inoltre autorizza:-la transizione da part-time al 50% a full-time per 2 unità di A3F1, – l’assunzione di 8 professori con concorso in deroga, -le ulteriori 200 progressioni verticali (di cui 50 verso la 2^ e 150 verso la 3^). Le risorse necessarie, € 73.925.997,42, sono state reperite dai risparmi derivanti dalle cessazioni del personale degli anni 2018 e 2019, e dal budget 2019 e 2020.
Lo stesso DPCM autorizza anche Agenzia Industrie Difesa (AID) “ad indire procedure di reclutamento e ad assumere a tempo indeterminato le unità di personale indicate nelle Tabelle 37 e 38 allegate”: per l’anno 2020 sono autorizzate assunzioni per 48 unità (2 dirigenti di II fascia, 6 funzionari A3F1 e 40 assistenti A2F2), delle quali una parte sono state già effettuate nel 2021 e la restante parte sono da effettuare mediante concorsi pubblici per 6 funzionari A3F1 e n°21 assistenti A2F2, e mediante assunzione di 1 assistente A2F2 idoneo di concorso, per una spesa complessiva a regime pari ad € 1.497.539,16 e una disponibilità residua pari ad € 115.192,49; per l’anno 2021 sono autorizzate assunzioni per 101 unità (n°1 dirigente di II fascia, n°6 funzionari A3F1 e n°94 assistenti A2F2), delle quali una parte sono state già effettuate nel 2021, e la restante parte è da effettuare mediante concorsi pubblici per 6 funzionari A3F1 e 42 assistenti A2F2 e mediante assunzione di n°52 assistenti A2F2 idonei di concorso, per una spesa complessiva a regime pari ad € 3.013.277,16 e un accantonamento di € 45.426,95.
Val la pena ricordare come le autorizzazioni di cui sopra trovino fondamento nel “Piano Triennale di Fabbisogno del Personale 2021-2023” (PTFP), al netto dei transiti nei ruoli civili del personale ex militare inidoneo ex DI 18.04.2002 di cui al DM 25.05.2021 (vds Notdif n°40 dell’8 giugno 2021). Nel predetto Piano sono state rilevate le carenze al 1° gennaio 2021 rispetto alle previsioni organiche di cui al DM 29.06.2016 (15 professori/ricercatori; 33 dirigenti di cui 31 dirigenti di 2^ fascia; 8.931 personale delle aree funzionali di cui 780 di 3^ area, 7.695 di 2^ area e 456 di 1^ area); dopodichè sono state valutate le cessazioni (presunte) per limiti di età nel triennio 2021-2023 per un totale di 1.763 unità (14 dirigenti, 89 di area 3^, 1.566 di area 2^ e 94 di area 1^) che si vanno ad aggiungere alle attuali carenze in organico;, e su questa base si è pervenuti a quantificare il fabbisogno complessivo di personale per il triennio 2021-2023 pari a n°3.481 unità, così ripartito: 36 Dirigenti (di cui il 50% dei posti sono riservati al personale di 3^ area); 11 professori/ricercatori; 3140 delle aree funzionali; le procedure concorsuali sono state autorizzate in diverse tranches: col DPCM 20.06.2019, con apposite disposizioni di legge, col DPCM 29.03.2022. Val la pena precisare che questi numeri sono al netto delle assunzioni di n°294 unità tecniche da destinare a Arsenali e Stabilimenti militari, già finanziati dalla legge di bilancio per il 2019, n. 145/2018, per le quali si auspica l’emanazione quanto prima del relativo Decreto autorizzativo F.P.- MEF.
Pur valutando in modo molto positivo le scelte del DPCM, che per la prima volta dopo decenni autorizza assunzioni civili in numero significativo per la Difesa, dobbiamo dire che, a nostro parere, tuttavia, i numeri finora autorizzati, pur rispondenti a quelli indicati dal PTFP 2021-2023, sono ancora insufficienti e inadeguati a superare le criticità attuali e future, ormai conclamate in tutte le articolazioni del Ministero della Difesa, e dunque continuiamo a sostenere la necessità di lavorare ad un piano straordinario di assunzioni, da destinare in primis all’area tecnico-industriale e dunque anche a sostegno del Piano Industriale Integrato 2020-2025 per gli Arsenali della MM e per i Centri tecnici, come da tempo proposto dal Comando Logistico MM, che prevedeva l’avvio del processo di “ri-alimentazione” degli organici di personale civile al fine di dare continuità alle funzioni in essere, recuperare le professionalità pregiate, e re-internalizzare funzioni manutentive/tecniche “strategiche” per la F.A.. C’è la necessità di approfondire questo tema, e anche di avviare il confronto su scelte e sviluppi operativi del programmi assunzionali, e per questo abbiamo inviato al Ministro Guerini la nota in allegato 2 con la richiesta di un incontro.
Notiziario FLP Difesa n. 13 del 18 febbraio 2022 –
Dopo più di un anno dal suo insediamento, il Sottosegretario alla Difesa con delega alle relazioni sindacali per il personale civile, on. Mulè, ha finalmente convocato in data di ieri 17 febbraio, per la prima volta, le OO.SS. ad un confronto sui temi di interesse, oggetto peraltro di ripetute richieste da parte della nostra O.S. a partire dallo scorso 12 aprile 2021, al primo punto dei quali c’è stato il via libera alla proroga per il 2022 dei 21 milioni destinati alla performance organizzativa che abbiamo regolarmente percepito negli ultimi anni.
Un via libera da parte delle Commissioni I e IV della Camera, che il SSS Mulè aveva sostanzialmente già dato per fatto, e che successivamente CGIL CISL UIL con nota in data odierna avevano pomposamente annunciato ai lavoratori, attribuendosene naturalmente il merito, come sempre. Purtroppo, le cose non sono andate proprio in questo modo, in quanto le Commissioni Affari costituzionali e bilancio, in sede di voto per la conversione in legge del D.L c.d. “milleproroghe”, hanno bocciato l’emendamento n. 1.119 al DL che prevedeva la proroga per il 2022 dei 21 mln. di € da destinare alla performance organizzativa. Il voto delle due Commissioni, di segno opposto a quello preannunciato dal SSS e poi annunciato da CGIL-CISL-UIL, ha sbugiardato chi improvvidamente, e senza evidentemente alcuna verifica, aveva comunicato ai lavoratori, con nota unitaria di oggi, che “l’emendamento effettivamente presentato dal Sottosegretario Mulè è stato approvato” (i deputati proponenti erano diversi, comunque), attribuendosene palesemente il merito anche strumentalmente in funzione del prossimo voto RSU.
Purtroppo, non è andata così: ne fanno fede i post del 17 febbraio degli on. Gianluca Rizzo e Giovanni Luca Aresta (che pubblichiamo in allegato su questa stessa pagina), che danno notizia della mancata approvazione dell’emendamento “a causa della mancata bollinatura da parte della Ragioneria Generale dello Stato”, e soprattutto il testo dell’Atto Camera n. 3431-A\R (il “milleproroghe”), approvato dalle due Commissioni in data di oggi e che pubblichiamo su questa stessa pagina, che non reca la norma di cui trattasi perché non approvata.
Questi i fatti, nudi e crudi, ad oggi, nelle more di vedere cosa succederà nel voto conclusivo dell’Aula, e poi nel prosieguo dell’iter parlamentare in Senato (ma si parla già di richiesta di fiducia da parte del Governo, anche in considerazione dei tempi molto ristretti utili alla conversione in legge).
Se questi sono i fatti, tre le riflessioni da fare: la prima, è che evidentemente l’azione del Vertice politico non è stata all’altezza per vincere le resistenze della Ragioneria Generale dello Stato; la seconda, è che chi come CGIL-CISL-UIL Difesa ha rivendicato il merito dell’operazione, a fronte del risultato negativo, dovrebbe oggi per logica rivendicarne il demerito; infine, come FLP DIFESA, nel prendere doverosamente atto dell’esito infausto ad oggi dell’operazione proroga 2022, diciamo chiaramente che non consideriamo in nessun modo la partita persa, e che, a partire da domani, profonderemo ogni sforzo in tutte le sedi per stabilizzare i 21 mln a partire dal corrente anno
Fatta questa necessaria premessa, veniamo ora ad affrontare nel dettaglio gli altri argomenti di cui si è parlato:
Perequazione dei trattamenti retributivi: il SS ha vantato lo stanziamento assegnato con la legge di bilancio per il 2021, n.178/2020, dei 50 milioni di cui 20 al FRD 2021 (grazie anche alla presentazione di appositi emendamenti al DDL di bilancio 2021, presentati da un gruppo di parlamentari su sollecitazione di FLP DIFESA, di cui resta traccia nei notiziari FLP Difesa dell’epoca), con specifica destinazione alle progressioni interne (di cui ha preannunciato la disponibilità economica a giugno), e 30 all’aumento della Indennità di Amministrazione della Difesa. Abbiamo in merito osservato che:
i 20 milioni non hanno potuto essere interamente destinati alle progressioni, non perché sarebbero state presentate meno domande rispetto all’offerta, come sostenuto dal SS, ma a causa del vincolo numerico di posti a concorso (che non poteva superare il 50% del personale in forza) (!).
In merito ai 30 milioni di euro destinati all’aumento dell’Indennità di amministrazione della Difesa dal 01.01.2021, la cui distribuzione è oggetto di apposita voce del CCNL FC 2019-2021, FLP DIFESA già con specifica nota ha segnalato a Gabinetto Difesa che la tabella ARAN riporta una errata ripartizione delle assegnazioni ricevute. Infatti è emerso che l’ARAN aveva formulato la tabella di cui sopra tenendo conto del numero di personale in forza alla data del 31.12.2018. Invece i dipendenti beneficiari di tali aumenti dovevano corrispondere a quelli in servizio alla data del 31.12.2020; tale diverso computo porta ad attribuire al personale in forza nel 2021 una quota individuale inferiore, e ad un danno complessivamente stimato in circa 6 milioni di €. La stessa Persociv lo ha rappresentato all’ARAN, che tuttavia non ha modificato la tabella in aumento, come invece avvenuto per il Ministero dell’Interno per identica problematica. Al riguardo, FLP DIFESA ha chiesto al SSSD di avviare tutte le iniziative necessarie per il recupero e la restituzione delle risorse dal MEF al personale civile della Difesa.
Gli ulteriori risparmi provenienti dalla riduzione del personale civile e militare per espressa previsione della riforma Di Paola: FLP Difesa ha rappresentato che tali risparmi, regolamentati da legge speciale (la L.244/2012) che prevede di riassegnarli in percentuale al FRD del personale civile della Difesa, non debbano confluire nell’unico Fondo risparmi gestito dal Mef. E anche sulla base di questa considerazione, abbiamo chiesto al SSSD il riavvio del Tavolo tecnico per fare chiarezza su tutti i risparmi maturati e sulle risorse effettivamente a ns. disposizione, prima dell’avvio della contrattazione del FRD 2022.
I 72 milioni attribuiti dalla legge di bilancio per il 2020 alla perequazione delle Indennità di Amministrazione. La distribuzione dei citati incrementi fra le diverse Amministrazioni è stata oggetto di specifico DPCM, al quale sono allegate le tabelle riportanti gli importi a ciascuno attribuiti, con gli incrementi percentuali per il 2020 e il 2021 e con efficacia a regime per il 2022. Al riguardo, FLP Difesa rileva che gli importi di cui alla tabella 2, riferiti agli incrementi rideterminati dall’anno 2021, sono per la Difesa incomprensibilmente inferiori a quelli previsti per il 2020 di cui alla tabella 1, mentre invece avrebbero dovuto comprenderli ed assorbirli, con ciò determinando una penalizzazione al posto di un incremento progressivo.
FLP Difesa sollecita dunque un efficace e urgente intervento verso gli organi competenti (MEF, F.P. e PCM) per la corretta determinazione degli importi attribuiti alla Difesa con la Tabella 2, prima della definitiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del DPCM.
Assunzioni: nonostante le reiterate segnalazioni di una situazione organica in caduta libera, che ha generato molte criticità, e in particolare il collasso dell’Area Industriale e della Marina, il S.S. rappresenta una prospettiva giudicata risolutiva: l’assunzione in tempi rapidi (ne preannuncia l’avvio per il prossimo mese di giugno) delle 3.481 unità previste dal Piano Triennale per il fabbisogno del personale 2021-2023, a seguito della imminente emanazione del relativo DPCM, in quanto il relativo Decreto è già stato registrato alla Corte dei Conti; e vanta la recente assunzione dei 48 F.A. vincitori del concorsone da poco terminato.
In merito abbiamo segnalato che non condividevamo l’ottimismo dimostrato, alla luce di diversi elementi che portano a una visione molto meno entusiasta: le previsioni assunzionali legate al precedente PTFP, quelle sostenute da apposite leggi (i 294 tecnici di cui alla legge di bilancio 2019 per gli Arsenali, i 10 stabilimenti dell’AID e altri; i 315 tecnici previsti nella legge 126/2020 per l’Arsenale di Taranto; i 431 previsti nella legge di bilancio 2021), non hanno trovato da ormai molto tempo attuazione, e vengono assorbite dal nuovo PTFP; né è stata prorogata, come pure FLP Difesa aveva ripetutamente segnalato e chiesto, la norma del COM scaduta a dicembre 2020, che prevedeva una riserva del 60% dei posti a concorso in favore degli enti dell’area industriale.
E intanto l’AD adotta soluzioni più mirate alla mera sopravvivenza che ad un vero ricambio generazionale al suo interno, quali: – adeguamenti organici che sottendono alla sostituzione del personale civile con quello in divisa (non ultima la sostituzione di quello in posizioni organizzative e dirigenziali), piuttosto che il mancato ricorso a trasparenti interpelli interni per la sostituzione di funzionari/dirigenti in uscita; – il ricorso ad una riconversione professionale spinta, con conseguente perdita delle professionalità riconvertite, e che si cerca di sostenere mediante incentivazioni economiche da attingersi dal FRD (vedasi la proposta delle indennità per il gruisti nel FRD 2021, che abbiamo arginato); – l’adozione di provvedimenti di liberalizzazione ed esternalizzazione verso ditte private delle attività tecnico-industriali (ciò che risulta sia per le attività manutentorie degli Arsenali che per la gestione dei Fari, e per i Poli); – il silenzio più assordante nelle relazioni sindacali nazionali e locali, e la piena disapplicazione dei principi di trasparenza delle scelte operate (ne è segnale l’azzeramento delle sessioni informative presso gli Stati Maggiori).
E anche siamo molto preoccupati in ordine ai contenuti del nuovo testo unificato di DDL di modifica del Codice dell’Ordinamento Militare in esame alla Commissione Difesa della Camera, che prevede per il solo personale militare la proroga temporale delle riduzioni indicate dalla legge 244/2012, l’aumento degli arruolamenti ed i benefici anche economici, escludendone totalmente il personale civile .
In virtù delle predette motivazioni, la FLP DIFESA ha richiesto al SSSD Mulè la urgente rivisitazione della Legge 244/2012, e comunque, l’inserimento della proroga temporale della riduzione anche per il personale civile, l’avvio delle procedure concorsuali e le successive assunzioni, posto che fra gli obiettivi mancati è rilevante il mancato bilanciamento (50-25-25) dei tre capitoli di spesa del Ministero (personale, esercizio e investimenti).
Il SS nella replica si è impegnato a convocare con congruo anticipo le OO.SS. entro fine aprile c.a.per fare il punto di verifica della Legge 244/2012, ed ha escluso tassativamente la volontà politica di privatizzare, richiamando anzi l’impegno alle assunzioni assunto per Baiano di Spoleto, Gaeta, ed altri. Certo apprezziamo le rassicurazioni dell’on. Mulè, ma l’esperienza maturata nell’ultimo decennio e gli annunci più volte lanciati nel tempo “di imminente emanazione dei bandi di concorso” poi non concretizzatisi, ci portano ad essere ancora solo cautamente ottimisti, posto che le scelte e le decisioni finali sono sempre legate ai provvedimenti legislativi votati dal Parlamento, troppo spesso ormai a noi sfavorevoli, e peraltro in clamoroso contrasto con le scelte economiche e giuridiche adottate invece a beneficio della componente militare.
A margine, il SS ha assicurato tutto il suo impegno a velocizzare i passaggi interni fra le aree, con l’azzeramento della 1^ Area e il suo transito nella 2^, e ai passaggi dalla 2^alla 3^ area, come previsto dal nuovo CCNL FC.
Infine l’on. Mulè ha risposto in modo deciso alla richiesta di FLP Difesa di attivare un tavolo tecnico in materia di benefici pensionistici perlavori insalubri, polverifici, ribadendo che non può esservi alcuna apertura: resta solidamente confermata la disciplina attualmente vigente, come sostenuta da norme e da pronunciamenti della Corte dei Conti.
La riunione si è conclusa con la richiesta da parte del SS di avere dei contributi da parte delle OO.SS. che consentano il proseguo del confronto, e con l’impegno di rivedersi entro la fine di aprile. Restano aperte le richieste di FLP Difesa in merito all’attivazione di tavoli tecnici per le problematiche degli ex militari e per la revisione delle procedure di mobilità, già prevista con il precedente SS, on. Tofalo.
E’ tutto, cordialissimi saluti .
IL COORD. NAZIONALE FLP DIFESA Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI
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