Il Comandante Logistico dell’Esercito, gen. P.F. Figliuolo
La situazione molto critica dell’area industriale della Difesa, e cioè dell’area che ricomprende gli Stabilimenti industriali (Poli dell’Esercito e Arsenali della Marina, attualmente gestiti dai rispettivi Comandi Logistici) si sta finalmente imponendo come questione politicamente rilevante, talchè se ne sta occupando la Commissione Difesa del Senato (affare n. 257), che ha avviato un ciclo di audizioni.
Dopo quelle del SGD/DNA, del D.G. AID e del Cte Logistico (vds. Notiziario n. 60 del 4 luglio), in data 9 luglio c’è stata l’audizione del Cte Logistico Esercito, gen. P.F. Figliuolo, già incontrato dalle OO.SS. il 4 luglio u.s. (Notiziario n. 61 di pari data), che ha relazionato sugli Enti industriali della F.A. (il video integrale è pubblicato in allegato 1 su questa stessa pagina)
Il Gen. Figliuolo ha parlato innanzitutto dell’inquadramento ordinativo dei sei Stabilimenti industriali dell’Esercito (PMPN Polo; PMPS Nola; PMAL Terni; POLMANTEO Roma; CEPOLISPE Montelibretti e CETLI Civitavecchia), che sono inseriti all’interno dell’organizzazione logistica della F.A., che ha al suo vertice il COMLOG e i Cdi intermedi e comprende altri Enti (es. Polorif di Piacenza).
Ha tracciato il profilo storico di quei sei Enti e poi accennato alle diverse riorganizzazioni che li hanno interessati, a partita dalla riforma Andreatta-Saragozza e fino all’ultimo riordino ex D. Lgs. 8/2014. Successivamente, si è soffermato sui diversi compiti fissati dall’art. 2 dei Decreti di struttura datati 31.12.2014 e offerto dati davvero molto interessanti, riguardanti tutto il 2018 e il primo semestre del 2019, sugli interventi di mantenimento in efficienza e di sostegno che svolgono, in parte in house e in parte in outsourcing, e su quelli delle rispettive “squadre a contatto”, dati che invitiamo ad ascoltare direttamente attraverso il video integrale dell’audizione che abbiamo pubblicato sul nostro sito.
La parte più interessante è stata però quella che ha riguardato le criticità sul fronte infrastrutturale e quelle sul versante del personale. Per quanto attiene alle prime, ha ricordato che il parco infrastrutturale è molto vecchio (minimo 70 anni!) e necessita di urgenti interventi manutentivi.
Dati invece decisamente più dolenti in merito alla pesantissima carenza di personale, esito del combinato disposto tra i blocchi del turnover intervenuti in tutti questi anni e le riduzioni di personale imposte dalla L. 244/2012, contro cui la nostra O.S. allora si battè ferocemente e di fatto da sola, che limitano molto le autorizzazioni di FP e MEF ad assumere (per il 2019, previste n. 98 “straordinarie”, di cui n. 40 per i Poli, e n. 141 “ordinarie”, che sono quel 60% riservato all’area industriale, ma non si sa ancora come distribuite), il che, a giudizio del Generale, darà “un po’ di ossigeno ma non è la soluzione”.
Questi i dati catastrofici sul personale forniti dal relatore: rispetto alle n. 2.427 previsioni organiche per quegli Enti, al 30.06.2019 i lavoratori civili erano n. 1.477, con n. 950 carenze (presenza effettiva media al 61%, ma così distribuita: 70% per i ruoli amministrativi e 52% per quelli tecnici). L’età media si colloca tra 55 e 58 anni, e pertanto le previsioni di pensionamento ex L. Fornero sono di n. 780 uscite entro il 31.12.2024. A quella data, ove non si dovesse intervenire, si registrerebbero in toto n. 1.730 carenze (950 + 780), e questo senza tener conto dell’aggravio prodotto dalla “quota 100”. Ha poi parlato dell’amarezza di chi ha lavorato per decenni e “non può lasciare il testimone a nessuno”.
L’allarmata conclusione finale del Cte Log. è la seguente: senza correttivi, a fine 2024 registreremmo il “crollo delle capacità” degli Enti e, quindi, l’esito sarebbe di sicuro la “paralisi totale”.
Da qui, il richiamo conclusivo alla Politica ad intervenire urgentemente, anche per evitare le gravi ricadute in termini di “coesione, stabilità sociale e sviluppo economico” dei territori interessati. Che impressione un Generale che parla così di fronte ad una platea disinteressata (un solo intervento e basta).
Martedì 16 p.v., come da noi richiesto, FLP DIFESA sarà audita sull’argomento in Senato (in allegato 2, la mail di convocazione e, in allegato 3, la nostra richiesta alla Presidente Tesei).
Intanto, come già anticipato, abbiamo inviato al Capo di SMM una richiesta di incontro con il Comandante Logistico amm. E. Serra per approfondire e discutere le problematiche attuali degli Arsenali della Marina (in allegato 4 su questa stessa pagina).
Nella G.U. n. 36 del 13.02.2015 è stato pubblicato il Decreto Ministeriale (DM) 19.11.2014, disponibile su questa stessa pagina, che reca la “ripartizione territoriale delle dotazioni organiche del personale civile del Ministero Difesa” adottato in attuazione del DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) datato 22.01.2013.
Come si ricorderà, il predetto DPCM recepiva i nuovi organici di alcune AA.CC., tra le quali anche il M.D., in applicazione dell’art. 2, c.1, del D.L. 95/2012 (“spending review” di Monti), che aveva disposto il taglio del 20% degli Uffici dirigenziali e “la riduzione non inferiore al 10% della spesa complessiva relativa al numero dei posti in organico di tale personale” del personale non dirigente. Rispetto ai precedenti organici discendenti dal D.L. 138/2011, il DPCM 22.01.2013 ha così fissato i nuovi organici civili del M.D.: n. 1.824 in area 1 (erano n. 63); n. 23.246 in area 2^ (erano n. 26.590); n. 2.681 in area 3^ (erano n. 3.630) e n. 26 professori. Invece, la nuova dotazione organica dei dirigenti è pari a n. 117 (erano n. 133 dopo il D.L. 138).
Così determinata la dotazione organica complessiva del MD, la tappa successiva al DPCM 22.01.2013 consisteva nella distribuzione tra i diversi profili professionali del N.S.C. (Nuovo Sistema di Classificazione) delle dotazioni di area in esso indicate, e nella contestuale ripartizione tra i diversi “pezzi” che compongono il M.D. (SMD; SGD; SS.MM. di F.A., etc.) e dunque per Organo Programmatore (O.P.). Una operazione, quest’ultima, che ha richiesto molto più tempo di quello che in partenza era lecito immaginare, atteso che ci sono voluti più di due anni perché il D.M. vedesse la luce. Quando, dopo quasi un anno e mezzo, lo schema di DM è stato presentato alle OO.SS. nazionali (riunione del 24.06.2014, vds. Notiziario n. 69 di pari data), la nostra O.S. assunse una posizione molto critica nei confronti delle scelte operate dall’Amministrazione, e con la nota del 3.07.2014 (che ripubblichiamo su questa stessa pagina) espresse il proprio convincimento sul fatto che “.. in ragione della situazione in essere, la ripartizione per Regioni e per OO.PP. fissata in un D.M. determinerebbe una condizione di evidente rigidità al sistema, con pericolose ricadute in materia di mobilità interna ed esterna, di reimpiego e anche sotto il profilo delle nuove assunzioni, vitali per Poli, Arsenali e CC.TT”, e propose pertanto “che il DM in questione riporti esclusivamente la ripartizione per profilo professionale, evidenziandone solo la dotazione nazionale, lasciando poi ad atti interni dell’A.D. la ripartizione tra OO.PP. e Regioni, come peraltro da sempre avviene per le dotazioni organiche di Ente”. Una posizione successivamente condivisa da tutto il tavolo sindacale, che però non ha sortito alcun “ravvedimento operoso” da parte di SMD – gestore tecnico dell’operazione organici – che, per come si evince dalla ripartizione operata dal DM, ha mantenuto lo stesso impianto, nonostante l’avviso diverso che ci risulta sia stato espresso anche da alcuni OO.PP. . L’unica concessione – a conclusione dei due incontri tecnici con SMD del 29.09.2014 e dell’8.10.2014 (si vedano rispettivamente i Notiziari n. 104 e 107/2014) – è stata l’incremento delle dotazioni organiche di F.A. e di Regione relativamente ad alcune posizioni destinate agli Enti c.d. “industriali” della Difesa (Poli, Arsenali e Reparti Manutenzione AM), e più precisamente: 25 a Taranto, 5 a La Spezia, 20 a Piacenza, 15 a Terni e 10 a Cameri. Poca cosa, ovviamente!
Siamo orain presenza dei nuovi organici in capo ai diversi OO.PP. e per le diverse Regioni; a seguire, gli OO.PP. stessi dovranno ridefinire gli organici dei propri Enti. A tal proposito, è utile ricordare come nella riunione del 13 ott. u.s. (Notiziario n. 108) la nostra O.S. ha chiesto al Sottosegretario che, non appena adottato il DM con la nuova ripartizione degli organici, gli OO.PP. fissino con sollecitudine apposite riunioni con le OO.SS. nazionali per un confronto sui criteri che presiederanno alla ridefinizione degli organici dei propri Enti e all’attribuzione degli incarichi, passaggio questo decisivo nella prospettiva della civilizzazione. E’ in quella sede che misureremo la reale volontà di dare attuazione all’art.1, c. 2-bis, let. e) D. Lgs.7/2014.
Notiziario FLP DIFESA n. 64 dell’11 luglio 2019 – La situazione molto critica dell’area industriale della Difesa, e cioè dell’area che ricomprende gli Stabilimenti industriali (Poli dell’Esercito e Arsenali della Marina, attualmente gestiti dai rispettivi Comandi Logistici) si sta finalmente imponendo come questione politicamente rilevante, talchè se ne sta occupando la Commissione Difesa del Senato […]
Notiziario n. 22 del 25 febbraio 2015 – Nella G.U. n. 36 del 13.02.2015 è stato pubblicato il Decreto Ministeriale (DM) 19.11.2014, disponibile su questa stessa pagina, che reca la “ripartizione territoriale delle dotazioni organiche del personale civile del Ministero Difesa” adottato in attuazione del DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) datato 22.01.2013. Come […]