Con il DM 22 giugno 2016, che pubblichiamo su questa pagina (allegato 2) e che ha visto la luce nella G U. del 21 u.s. (allegato 3), le competenze in materia di procedimenti connessi al riconoscimento della dipendenza di infermità o lesioni da causa di servizio, ai fini della concessione e liquidazione dell’equo indennizzo del personale dell’Arma dei Carabinieri, fino ad ora espletate da PREVIMIL 5^, 6^ e 7^ Divisione, sono state attribuite, in via sperimentale per due anni, al Comandante Generale dell’Arma. Detto conferimento è avvenuto senza aver fornito alcuna preventiva informazione alle OO.SS., nonostante abbia evidenti riflessi sulla ripartizione delle competenze fra le aree (la descritta funzione transita dall’area T/A all’area T/O) che invece, ai sensi dell’articolo 1, c. 1, lett. a) del D.Lgs n. 7/2014, dovrebbe essere attuata tramite apposito regolamento (D.P.R.), sentite, per le materie di competenza, le OO.SS. rappresentative. Inoltre, il DM in questione, modifica l’art. 27 del D.M. 16 gennaio 2013 (Struttura Segretariato Generale e DD.GG.) e pertanto avrebbe dovuto quanto meno essere oggetto d’informazione preventiva alle Parti sociali.
Nelle premesse del predetto DM, alcune delle quali con riferimenti di scarsa attinenza con l’oggetto dello stesso e con evidenti forzature, viene esplicitata la concordanza nel merito del Segretario Generale. Non stupisce purtroppo più il fatto che chi è chiamato a dirigere l’Organo programmatore dell’area T/A da tempo assista inerme, quando non consenziente, al progressivo svuotamento delle competenze del Segretariato e dunque al suo ridimensionamento, tenendo anche in non debita considerazione il parere dei Dirigenti interessati. La sottrazione delle competenze in questione, che rappresentano gran parte delle attività delle tre Divisioni di PREVIMIL interessate, contrariamente a quanto evidenziato nelle premesse del Decreto, rappresenta un considerevole ridimensionamento della Direzione Generale ed è contraria ad ogni logica di razionalizzazione, efficacia ed efficienza dell’azione amministrativa, e fa inoltre venir meno i requisiti di terzietà nella trattazione di materie particolarmente delicate. E non è certo cosa di poco conto!
Altro aspetto decisamente incomprensibile e preoccupante è quello relativo alla sottrazione delle sopracitate competenze, chiaramente amministrative a meno che non si voglia negare anche questa evidenza, a chi naturalmente dovrebbe trattarle (e cioè il personale civile dell’area T.A.), che vengono attribuite ad una F.A. che svolge anche compiti di polizia, con evidenti incombenze operative a tutela della sicurezza del cittadino. Con quale logica si continua a sottrarre personale che viene addestrato e formato per compiti legati ad aspetti prettamente operativi, legati in particolare al territorio, per fargli svolgere attività di altra natura, in questo caso amministrative? Sta forse qua la risposta al perché tra PERSOMIL e PREVIMIL siano presenti oggi ca. un centinaio di Carabinieri: forse per acquisire professionalità e competenze da ricondurre, una volta acquisite, in ambito Arma sottraendole a coloro a cui dovrebbero competere?
Denunciamo a chiare lettere come, in seno all’area T/A, si stia determinando una situazione ormai insostenibile per la quale i lavoratori della stessa prestano la loro opera in un clima di costante indeterminatezza dovuto ai continui processi di riorganizzazione e sottrazione di competenze sinora frenate solo grazie alla mobilitazione, quando c’è stata, dei lavoratori delle Direzioni Generali, e senza che su tutto questo si sia mai aperto un concreto confronto con le OO.SS. Questo stato di cose non è più tollerabile, e pertanto appare assolutamente prioritario e indifferibile un confronto con i Vertici politici del MD su queste tematiche. Per questo, abbiamo inviato al Sottosegretario Rossi la lettera che pubblichiamo in allegato 1 su questa stessa pagina.
Ultima riflessione: la proposta di legge (che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 4) d’iniziativa di un numero rilevante di deputati concernente la sicurezza sul lavoro e la tutela previdenziale nelle FF.AA., che prevede la soppressione di alcuni istituti tra i quali l’equo indennizzo, ha qualcosa a che fare con il DM 22.06.2016?
Se lo chiedono i molti, e tra questi anche noi. Alla prima occasione, lo chiederemo al Sottosegretario Rossi.
La Ministra con il Segr. Gen. e i due Dir. Gen. in visita alla mensa
I lavoratori di PERSOMIL e PREVIMIL sono impegnati da oltre un anno in una vertenza contro il tentativo di SMD di ridurre le competenze delle due DD.GG. e di trasferirle in capo agli SS.MM. di F.A.. Un tentativo reso evidente dallo stesso Capo di SMD, amm. L. Binelli Mantelli, che nel corso dell’ audizione parlamentare del 21.11.2013 sui decreti attuativi L. 244, ebbe molto candidamente a dichiarare che serviva “una diversa ripartizione di compiti tra SMD e SGD. Serve una soluzione che attualizzi le competenze delle FF.AA. su aspetti interconnessi, e difficilmente separabili tra di loro, come il reclutamento, l’addestramento, la disciplina, lo stato giuridico, la formazione, le operazioni, le dinamiche salariali e la previdenza, e per questo serve conferire ai Capi di S.M. di Forza Armata le competenze di cui sopra. La parte innovativa del presente riassetto, il suo punto chiave, è dunque la <<governance>> del personale, che va gestita dalle FF.AA. e posta alle dirette competenze dei Capi di S.M., eliminando l’accentramento che c’è stato sinora su SGD e l’approccio burocratico che l’ha caratterizzata in questi anni”.
Un disegno, questo, che è andato avanti lo stesso nel corso di questi mesi pur a fronte di un parere radicalmente avverso di entrambe le Commissioni Difesa (“garantire il mantenimento di tutti gli atti amministrativi relativi allo stato giuridico e al trattamento economico e normativo del personale militare presso la D.G. del personale militare”), attraverso il lavoro del “Gruppo di progetto” appositamente costituito e ora procrastinato sino al 30.06. 2015, e che più recentemente è approdata alla formale costituzione nell’ambito di SMD, a far data dal 1 settembre 2014, del CUSI (Centro Unico Stipendiale interforze, si veda il “dispongo” che pubblichiamo su questa stessa pagina). Un disegno, quello di SMD, di autentica decivilizzazione, contro cui sono scesi in campo direttamente i lavoratori delle due DD.GG. e le loro RSU, e che ha visto la FLP DIFESA sempre al loro fianco in tutti i momenti (vds. Notiziari n. 127/2013 e 9/2014).
E’ all’interno di questo quadro che va collocata la recente visita della Ministra Pinotti alle due DD.GG. avvenuta il 16 u.s., che ha fatto registrare sensazioni piuttosto positive da parte del personale e delle due RSU in considerazione dell’interesse mostrato dalla sen. Pinotti per il lavoro delle due D.G., per il fondamentale ruolo svolto all’interno dell’area T/A e per gli importanti risultati raggiunti in materia di uniforme trattamento del personale militare. La visita non è stata un semplice atto formale: la Ministra si è trattenuta per ca. quattro ore all’interno del comprensorio, ed ha voluto approfondire , nel briefing tecnico tenuto con le Dirigenza, le proprie conoscenze in merito alle attività istituzionali svolte dalle D.G., e questo anche in vista delle decisioni da prendere con il redigendo Regolamento attraverso il quale si distribuiranno le competenze tra le aree. Nell’ incontro che si è tenuto con i lavoratori, la Ministra ha ringraziato il personale per il lavoro che quotidianamente svolge, esprimendo il suo plauso per le sinergie esistenti tra personale civile e militare e per l’attuale organizzazione, manifestando chiaramente la sua volontà di valorizzare ulteriormente l’area T/A., come peraltro espresso dalla stessa Ministra nelle linee programmatiche del Ministero esposte nell’audizione presso le Commissioni Difesa il 12 marzo 2014.
Al termine dell’incontro con il personale, le due RSU hanno consegnato un documento congiunto con il quale si chiede alla Ministra una decisione in merito al Regolamento ex art. 1 D. Lgs. n. 7 con la conferma dell’attuale organizzazione all’interno dell’area T/A, in continuità con i processi di razionalizzazione che, a partire dalla riforma Andreatta, hanno portato alla costituzione delle due DD. GG. In conclusione, una visita senza dubbio positiva, che ha permesso alla Ministra di conoscere meglio le realtà in questione e fornito ulteriori elementi di conoscenza per una ponderata decisione in merito al citato Regolamento.
Su questa stessa pagina, pubblichiamo anche le comunicazioni della Ministra alle Commissioni Difesa ed Esteri sulle missioni internazionali.
In data 29.01.2014, sono stati approvati dall’allora Ministro Mauro il “Piano triennale di prevenzione della corruzione 2013– 2016” e il “Codice di comportamento dei dipendenti del Ministero della Difesa” (che ripubblichiamo entrambi su questa stessa pagina), in ottemperanza alle disposizioni di cui alla Legge 6.11.2012, n .190 e con l’obiettivo quelli di “assicurare la prevenzione di fenomeni di corruzione”.
Ciò premesso,informiamo che in data 5 agosto u.s. è stato trasmesso da SMD il “messaggio del referente per la prevenzione della corruzione e la trasparenza area s.m.d. – comunicato n° 1/2014” , che riportiamo in forma integrale per l’ opportuna conoscenza dei lavoratori degli Enti dell’area operativa:
“ Dal 2014 sono in vigore il Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione (P.T.C.P.) ed il Codice di Comportamento del Ministero della Difesa, che costituisce parte integrante del suddetto P.T.C.P. Tale codice ha lo scopo di integrare e di specificare le disposizioni contenute nel Codice di Comportamento dei dipendenti pubblici, i cui principi, unitamente alle norme di disciplina militare, hanno valore anche per il personale militare (D.P.R. n. 62/2013).Tra le norme di comportamento, contenute in tali documenti, risulta di assoluta rilevanza quella riguardante l’obbligo di astensione del dipendente in caso di conflitti di interesse. In ossequio ai principi d’imparzialità e d’indipendenza di giudizio, ogni responsabile del procedimento e i titolari degli uffici competenti ad adottare i pareri, le valutazioni tecniche, gli atti endoprocedimentali e il provvedimento finale debbono astenersi in caso di conflitto di interessi pubblici con interessi personali o privati. Tale obbligo intende prevenire il pericolo che l’Amministrazione assuma decisioni che possano essere influenzate, durante l’iter di formazione della volontà, da dipendenti che si trovino in situazioni di conflitto di interessi. Il conflitto di interessi si concretizza in una circostanza in cui un interesse privato o personale interferisce (conflitto reale) o potrebbe tendenzialmente interferire (conflitto potenziale) con la capacità del dipendente militare o civile di agire in conformità ai suoi doveri e responsabilità ostacolando il corretto perseguimento dell’interesse pubblico. Il conflitto può riguardare interessi di qualsiasi natura, anche non patrimoniali, come quelli derivanti dall’intento di voler assecondare pressioni politiche, sindacali, di superiori o di terzi. Il soggetto si deve astenere dal partecipare all’adozione di decisioni o ad attività che possano coinvolgere interessi propri, ovvero di suoi parenti, affini entro il secondo grado, del coniuge o di conviventi, oppure di persone con le quali abbia rapporti di frequentazione abituale, ovvero di soggetti od organizzazioni con cui egli o il coniuge abbia causa pendente o grave inimicizia o rapporti di credito o debito significativi, ovvero di soggetti od organizzazioni di cui sia tutore, curatore, procuratore o agente, ovvero di enti, associazioni anche non riconosciute, comitati, società o stabilimenti di cui sia amministratore o gerente o dirigente. L’interessato deve astenersi in ogni altro caso in cui esistano gravi ragioni di convenienza. In tali casi, il dipendente ha l’obbligo di segnalare, con immediatezza, al proprio superiore gerarchico, ogni situazione di conflitto reale o potenziale. Sull’astensione decide il responsabile dell’ufficio di appartenenza.F.to il Referente per la prevenzione della corruzione e per la trasparenza- Gen. F. Marsiglia “
Con l’occasione, informiamo i colleghi che con nota n. 0096006 04-08-2014 (che pubblichiamo su questa stessa pagina) a firma dello stesso gen. F. Marsiglia in questo caso in veste di Capo del 1° Rep. SMD, è stata procrastinata dal 30 settembre 2014 al 30 giugno 2015 la data del mandato del “Gruppo di Progetto per lo studio di una diversa ripartizione delle funzioni, tra area T/A e T/O, attinenti alla gestione del personale”,che peraltro avrà un nuovo Presidente nella persona dell’Amm. Sq. Marzano Donato.
Come interpretare questo differimento di data? Sulla importantissima questione, legata in ogni caso al redigendo “Regolamento” ex art. 1 del D. Lgs. n. 7/2014 e i cui obiettivi ed effetti in negativo la nostra O.S. ha avuto modo di denunciare da tempo e a più riprese, avremo modo di ritornare presto.
Grande partecipazione dei lavoratori di PERSOMIL e PREVIMIL all’assemblea interna indetta dalle due RSU, e questo nonostante il periodo estivo e i tanti assenti. Al centro del confronto, le ben note problematiche relative al grave tentativo, apertamente dichiarato dal Capo di SMD (si veda il nostro Notiziario n. 126 del 23.11.2013) nel corso di una audizione parlamentare, di sottrarre competenze alle due DD.GG. per farle transitare agli SS.MM. di F.A. e, purtroppo, tuttora all’esame di gruppi di studio, nonostante l’esplicito parere avverso delle Commissioni Difesa (“garantire il mantenimento di tutti gli atti amministrativi relativi allo stato giuridico e al trattamento economico e normativo del personale militare presso la D.G. del personale militare”, vds. Notiziario n. 134/2013). Quando si dice la priorità della Politica!
Alla predetta assemblea, che peraltro è servita anche a discutere dei punti più preoccupanti della c.d. riforma Renzi-Madia (DL 90 e DDL), erano state invitate, dalle due RSU, tutte le OO.SS., nazionali e territoriali, ma solo due (FLP DIFESA e CONFSAL-UNSA DIFESA) vi hanno partecipato. Forse, le altre sigle sono tuttora in attesa di convocazione, da parte di SEGREDIFESA, della riunione richiesta con nota del nov. 2013, che pare proprio tardi un po’ ad arrivare…… Ognuno sceglie la strada che crede, ovviamente.
L’assemblea, aperta dagli interventi precisi e puntuali dei due Coordinatori RSU, ha messo in luce la piena consapevolezza dei lavoratori, da un lato che le iniziative di contrasto e di sensibilizzazione poste in essere hanno sortito degli effetti in positivo (la prima stesura dello schema di D. Lgs. ordinamentale, che prevedeva il depotenziamento tout-court delle due DD.GG., è stata abbandonata e sostituita con il rinvio al Regolamento ex art. 1 D. Lgs n.7/2014), e, dall’altra, che il rischio che l’operazione possa ancora andare in porto permane tutto, anche alla luce della denuncia che la FLP DIFESA ha fatto al Sottosegretario Rossi nel corso dell’ultima riunione del 24 giugno 2014 (vds. Notiziario n. 69) circa il fatto che il Comitato dei Capi di SM di marzo 2014 avesse “disposto” entro il 2014 la costituzione del Centro Unico Stipendiale Interforze (CUSI), “con graduale passaggio di competenze delle Direzioni Generali del personale (Persomil e Previmil)”, stabilendo in aggiunta la tempistica che prevede, in particolare, entro il 2015, l’ “acquisizione delle competenze PERSOMIL/PREVIMIL in materia T.E. e finanziarie”. Un fatto che abbiamo giudicato grave, atteso che Organi tecnici non dovrebbero decidere su scelte che il D. Lgs. 7 demanda al Regolamento, e su cui ci sono stati precisi impegni della sen. Pinotti al confronto con le OO.SS. nazionali, motivo per cui abbiamo chiesto in riunione l’urgente apertura del tavolo tecnico proposto dall’on. Rossi.
La piena consapevolezza sul rischio che è tuttora in atto, ha indotto le due RSU a decidere sin da ora la loro riconvocazione subito dopo le ferie, per decidere l’avvio di nuove iniziative a difesa delle due DD. GG. .
Come FLP DIFESA, abbiamo ribadito la valenza nazionale della vertenza PERSOMIL-PREVIMIL, atteso il legame evidente con la nostra rivendicazione di una maggiore e più incisiva civilizzazione in ambito Difesa.
A proposito di rischio… Mentre scriviamo, siamo venuti a conoscenza che il “Gruppo di progetto” insediato da SMD, in sede di relazione finale e “in via conclusiva”, ha raccomandato “il passaggio di PREVIMIl-PERSOMIL alle dirette dipendenze del Capo di SMD…….. per giungere poi al successivo decentramento delle funzioni alle FF.AA.” . Dunque, il progetto è già bello e confezionato. Incredibile!
Sorgono, a tal riguardo, alcune domande: quale è l’opinione in proposito del Segretario Generale della Difesa all’ipotesi di sottrazione di un pezzo fondamentale dell’area tecnico-amministrativa a Lui affidata? E, soprattutto, quale è l’opinione della Ministra Pinotti e del Sottosegretario sulla palese volontà di SMD di annettersi due delle attuali quattro Direzioni Generali? E a quando l’annessione anche di PERSOCIV?
Pubblichiamo, di seguito, la nota già inviata all’attenzione della Ministra Pinotti e del Sottosegretario Rossi.
Nella mattinata di oggi, in piazza S. Bernardo in Roma, nei pressi di via XX Settembre, si è tenuta la manifestazione indetta da FLP DIFESA e UNSA DIFESA alla quale hanno partecipato circa duecento lavoratori , in gran parte di PERSOMIL e di PREVIMIL, che, nonostante la giornata freddissima, sono scesi in piazza per protestare contro il tentativo di sottrarre competenze e lavoro alle due Direzioni Generali per trasferirle alle Forze Armate. Una operazione avviata attraverso il lavoro del “Gruppo di progetto”, tenuto sinora sottotraccia, ma che oggi è stata resa evidente a tutti a seguito dalle affermazioni venute direttamente dal Capo di SMD nel corso della sua ultima audizione parlamentare (“Serve una diversa ripartizione di compiti tra SMD e SGD. …… La parte innovativa del presente riassetto, il suo punto chiave, è dunque la <<governance>> del personale, che va gestita dalle FF.AA. e posta alle dirette competenze dei Capi di S.M., eliminando l’accentramento che c’è stato sinora su SGD e l’approccio burocratico che l’ha caratterizzata in questi anni” (si veda il nostro precedente Notiziario n. 126 del 23.11.2013). E’ stata una bella manifestazione, forte e decisa nei contenuti, la cui piattaforma era stata votata all’unanimità dalla assemblea dei lavoratori delle due DD.GG. convocata dalle due RSU il 31 ott. u.s., e in merito alla quale tutte le OO.SS. presenti avevano espresso piena condivisione . Peccato che il quadro si sia poi modificato.
Una delegazione composta da membri delle due RSU e da esponenti nazionali e territoriali di FLP DIFESA e da UNSA DIFESA sono state ricevute dal Vice Capo di Gabinetto, dr.ssa Antonietta Fava, alla quale hanno illustrato le ragioni della protesta e le richieste dei lavoratori. Nel suo intervento, la FLP DIFESA ha ricordato di aver posto sin da luglio scorso il problema relativo al depotenziamento dell’area tecnico-amministrativa, nel cui contesto va comunque inquadrata l’ipotesi di riduzione delle competenze delle due DD.GG., con attribuzione a gestioni separate delle FF.AA. materie quali disciplina, stato giuridico, formazione, dinamiche salariali e previdenza, che dovrebbero invece essere mantenute in un ambito rigorosamente unitario. Ha riproposto pertanto la richiesta di un tavolo di confronto sull’argomento e su quello connesso alla riscrittura post DPCM 23.01.2013 della struttura di Segretariato, DD.GG. e UTT, avanzata sin dalla riunione con il Sottosegretario Pinotti del 23 ott. u.s. (si veda il Notiziario n. 116 di pari data). Infine, tenuto conto dei problemi che si stanno evidenziando in ordine al rinvio al “Regolamento” ex art.15 nov. COM per la individuazione delle attribuzioni di SGD e SMD, e in considerazione delle criticità che ancora permangono nei decreti attuativi (transiti nei ruoli civili; mobilità regionale; reimpieghi; etc.) ha chiesto che venga presa in esame l’ipotesi di un proroga della delega per i necessari, ulteriori confronti.
I rappresentanti della RSU, oltre a concordare con quanto esposto dalle OO.SS. e ribadire la loro totale avversione a ogni ipotesi di attribuzione dei compiti e funzioni delle due DD.GG. all’area tecnico operativa, hanno espresso forte preoccupazione per l’intervento del Capo di SMD nell’audizione del 21 novembre. Entrando nel merito del lavoro svolto, hanno poi rappresentato in maniera dettagliata le attività di PERSOMIL e PREVIMIL che negli anni si sono uniformate ad ogni innovazione del procedimento amministrativo (ultime il protocollo digitale e le procedure concorsuali online), cosa che ha consentito alle stesse di assolvere perfettamente e nel pieno soddisfacimento dell’utenza ai loro compiti istituzionali. E’ stato rappresentato l’elevato numero di pratiche trattate (solo PERSOMIL ca. 600.000 protocolli annui tra entrata/uscita), il carattere interforze delle stesse, la loro complessità e la professionalità di funzionari e assistenti acquisita in anni di lavoro nei settori di competenza. Tutto questo non può essere vanificato con un colpo di mano dei vertici militari. I lavoratori non potrebbero tollerarlo.
La dr.ssa Fava, preso atto di quanto rappresentato, si è impegnato a riferirne al SSS, sen. Pinotti.
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario n. 124 del 18 novembre 2013 –
Il gen. Stefanini in audizione
L’audizione del Segretario Generale della Difesa, avvenuta in data 13 u.s. di fronte alle Commissioni Difesa di Camera e Senato e il cui video è pubblicato sul nostro sito, ha avviato le audizioni informali dei Vertici Militari in merito agli schemi di decreti attuativi della delega ex L. 244/2012.
Il gen. Stefanini ha fatto innanzitutto un rapido excursus sul processo di riordino dell’area tecnico- amministrativa (SGD; DD.GG; UU.CC. e UTT) avvenuto nel corso di questi ultimi anni attraverso diversi e successivi provvedimenti (DPR 145/2009; DPR 270/2010 e DPR 191/2012), che hanno corposamente ridotto la consistenza delle dotazioni organiche del personale dirigente e non dirigente e il numero delle DD.GG. (dalle nove del 2009 alle attuali quattro: PERSOCIV; PERSOMIL, PREVIMIL e COMMISERVIZI). E ora, dopo l’ultimo taglio operato dalla L. 135/2012, siamo in attesa dell’ultima tappa.
Il gen. Stefanini è quindi passato ad illustrare i compiti del Segretariato (due in estrema sintesi: amministrativi e acquisto armamenti) e la sua articolazione interna dando peraltro un informazione inesatta in merito al VI° Reparto, che ha assorbito le competenze in materia di contenzioso delle sole ex DD.GG. tecniche e non di tutte le DD.GG. E’ poi entrato nel merito dei decreti attuativi della delega, ricordando il contenuto dell’art.15 novellato del Codice dell’Ordinamento Militare (COM) che rinvia ad un successivo “Regolamento”, che vedrà la luce subito dopo l’entrata in vigore dei decreti, e che definirà la ripartizione di compiti e funzioni tra le due aree del Dicastero (area tecnico-amministrativa con al vertice SGD e area tecnico-operativa con al vertice SMD) e riorganizzerà l’area tecnico amministrativa. A tal proposito, il gen. Stefanini ha fatto riferimento al “Gruppo di progetto” costituto da SMD delineandone le finalità, ma mancando però di rendere esplicito alle Commissioni l’obiettivo vero del progetto, che è quello di sottrarre a PERSOMIL e PREVIMIL le funzioni di gestione amministrativa, previdenziale ed economica (ivi compreso il contenzioso) degli attuali 183.000 militari appartenenti alle tre FF.AA. e di quelli dell’Arma CC, e di attribuirli agli SS. MM. di F.A.. Un progetto che s’inquadra nel più generale processo di ridimensionamento del Segretariato a favore di SMD, che evidenzia un deciso affondo verso una più marcata militarizzazione delle attività e un consistente passo all’indietro sul terreno della civilizzazione, su cui FLP DIFESA ha lanciato un grido di allarme anche verso il Parlamento.
E’ questo il nodo, tutto politico, della partita connessa ai decreti attuativi, ed è quantomeno paradossale che il Segretario Generale abbia (volutamente) tenuto sottotraccia tale aspetto, in particolare modo quando, rispondendo ad una domanda venuta dal sen. Pegorer sulla dipendenza “dalle direttive del Capo di SMD” per quanto attiene l’acquisto degli armamenti (art. 41 novellato del C.O.M.), ha descritto una situazione di assoluta normalità e congruità rispetto alla normativa vigente. A questa incredibile rappresentazione, ha fatto eco l’illuminante commento del Presidente La Torre (“Beh, insomma…”), che ha ricordato all’illustre ospite come il problema sia tutto politico e faccia riferimento al fatto se sia possibile che in materia di acquisto di armamenti si proceda solo in base le direttive del Capo di SMD.
Intanto vanno avanti le iniziative di contrasto avviate dalle RSU di PERSOMIL e PREVIMIL con l’assemblea del 31 u.s. (vds. Notiziario n. 118 di pari data), e che avranno il loro apice nella assemblea cittadina in via XX settembre, che dovrebbe essere organizzata a breve, e che porterà i lavoratori e le loro Rappresentanze a segnalare all’attenzione della pubblica opinione le problematiche di cui sopra.
Ne seguiremo da vicino gli sviluppi e ne daremo conto a tutti i lavoratori della Difesa. Nell’attesa, alleghiamo al presente Notiziario la lettera inviata al Ministro dai lavoratori di PERSOMIL.
Notiziario n. 90 del 25 luglio 2016 – Con il DM 22 giugno 2016, che pubblichiamo su questa pagina (allegato 2) e che ha visto la luce nella G U. del 21 u.s. (allegato 3), le competenze in materia di procedimenti connessi al riconoscimento della dipendenza di infermità o lesioni da causa di servizio, ai […]
Notiziario n. 99 del 22 settembre 2014 – I lavoratori di PERSOMIL e PREVIMIL sono impegnati da oltre un anno in una vertenza contro il tentativo di SMD di ridurre le competenze delle due DD.GG. e di trasferirle in capo agli SS.MM. di F.A.. Un tentativo reso evidente dallo stesso Capo di SMD, amm. L. […]
Notiziario n. 92 del 4 settembre 2014 – In data 29.01.2014, sono stati approvati dall’allora Ministro Mauro il “Piano triennale di prevenzione della corruzione 2013– 2016” e il “Codice di comportamento dei dipendenti del Ministero della Difesa” (che ripubblichiamo entrambi su questa stessa pagina), in ottemperanza alle disposizioni di cui alla Legge 6.11.2012, n .190 e […]
Notiziario n. 76 del 18.07.2014 – Grande partecipazione dei lavoratori di PERSOMIL e PREVIMIL all’assemblea interna indetta dalle due RSU, e questo nonostante il periodo estivo e i tanti assenti. Al centro del confronto, le ben note problematiche relative al grave tentativo, apertamente dichiarato dal Capo di SMD (si veda il nostro Notiziario n. 126 […]
Notiziario n. 127 del 28 novembre 2013 – Nella mattinata di oggi, in piazza S. Bernardo in Roma, nei pressi di via XX Settembre, si è tenuta la manifestazione indetta da FLP DIFESA e UNSA DIFESA alla quale hanno partecipato circa duecento lavoratori , in gran parte di PERSOMIL e di PREVIMIL, che, nonostante la […]
Notiziario n. 124 del 18 novembre 2013 – L’audizione del Segretario Generale della Difesa, avvenuta in data 13 u.s. di fronte alle Commissioni Difesa di Camera e Senato e il cui video è pubblicato sul nostro sito, ha avviato le audizioni informali dei Vertici Militari in merito agli schemi di decreti attuativi della delega ex […]