Notiziario FLP DIFESA n. 111 del 21 dicembre 2020 –
Il gen. CA Salvatore Farina, Capo di Stato Maggiore Esercito
A seguito della precisa richiesta formulata da FLP DIFESA con lettera del 26.10.2020 che ripubbliciamo in allegato su questa stessa pagina, richiesta che era scaturita a seguito dell’audizione in Commissione Difesa della Camera dell’ottobre u.s. (si veda il Notiziario n. 90 del 24.10.2020), il Capo di SME gen. Salvatore Farina, ha incontrato il 17 u.s. le OO.SS. E’ stato un tipico incontro di fine mandato, segnato più dall’intento di esibire i risultati sin qui ottenuti che da quello di confrontarsi sui problemi esistenti e sulle loro soluzioni.
Nel suo intervento introduttivo, il gen. Farina ha ripetuto quanto già detto in audizione alla Camera; ha ricordato i gravissimi effetti del mancato turnover, e ha ribadito la richiesta di proroga decennale della L. 244, segnalando l’importanza del pers. civile e suo know- how in tante attività. Ha informato le Parti sociali che, a breve, il CNAE renderà disponibile un link attraverso cui sarà possibile operare il calcolo della pensione e ha ricordato la convenzione con BPM sull’anticipo TFS. Ha riferito delle ristrutturazioni in corso di alcune caserme (Goito di Gaeta, S. Cristoforo di Como etc) nel rispetto dei protocolli esistenti. Ha infine sottolineato l’impegno della F.A. durante il lock down e anche nel dopo.
E’ quindi seguito il giro di tavolo, e nel corso del suo intervento FLP DIFESA ha espresso queste considerazioni:
Legge 244 e criticità Enti industriali: il giusto e apprezzato riconoscimento per il ruolo e la professionalità del personale civile non viene accompagnato da interventi normativi ad hoc. Anche nel DDL bilancio 2021 (AC 2790-bis), attualmente all’esame della Camera, non c’è traccia né di assunzioni né di provvedimenti a favore dell’area industriale. Non c’è neppure traccia alcuna della proroga decennale per la L.244 richiesta dallo stesso Capo di SME, anche se siamo a conoscenza di due DDL che hanno iniziato in questi giorni l’iter parlamentare. Ovviamente, è di tutta evidenza che senza interventi e provvedimenti ad hoc, l’esito finale delle criticità in atto risultano a tutti evidenti: la paralisi totale.
Gap retributivo: nello stesso DDL, non c’è traccia alcuna di misure retributive tese a ridurre il gap esistente con i lavoratori di altre AA.PP., nonostante gli impegni precisi assunti a luglio scorso dal Ministro (vds Notiziario 72/2020).
FLP DIFESA ha proposto e sollecitato alcuni emendamenti al DDL Bilancio finalizzati alla riduzione dell’inaccettabile divario retributivo che demotiva il personale (tra cui, 21 mln anche per il 2021-2023 al FRD), e anche altri finalizzati a un piano di assunzioni straordinarie per l’area industriale (oltre 400, destinate a Poli e Arsenali). La Commissione Bilancio li sta esaminando, FP e MEF frappongono come al solito ostacoli, che però andranno superati. Per questo, è necessario e urgente una azione tesa a portare a casa misure specifiche sul gap retributivo e sulle assunzioni. Noi ci stiamo lavorando, ma ora chiediamo un impegno straordinario in tal senso anche al Capo di SME e ai Vertici del M.D.
Riordini FA e sessioni informative: abbiamo ricordato al gen. Farina la nostra opinione al riguardo. Riordini e modifiche organiche sono oggi oggetto di scarne informazioni alle OO.SS., a carte già decise, e le OO.SS. si trovano a dover subire i riflessi negativi che arrivano dagli Enti e dagli stessi lavoratori. Anche per questo motivo, già da maggio 2018 avevamo chiesto il ripristino delle sessioni informative periodiche di SME ma la F.A. ha sempre risposto picche. Un esempio fra i tanti: il riordino del settore infrastrutturale -che solo su nostra richiesta è stato oggetto di uno specifico incontro con SME il 22 giugno u.s. e sul quale FLP DIFESA aveva espresso forti perplessità- che fine ha fatto?
Relazioni sindacali ed emergenza Covid-19: la nostra delegazione ha richiamato l’attenzione del Capo di SME su una serie di gravi criticità emerse. Ritardi nella definizione e nell’adeguamento di accordi e protocolli decentrati rispetto alle norme e ai protocolli di livello centrale; zero o quasi informazione preventiva sui contagi, sugli interventi anti infortunistici e sulle misure anti-Covid e scarso coinvolgimento preventivo di OO.SS./RSU, quasi sempre destinatarie di informazioni a posteriori, e scarsa attenzione per il ruolo dei Comitati; una evidente incapacità di cogliere, nell’emergenza ma anche in termini di prospettiva ai fini della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, l’importanza dello smart working come modalità ordinaria di effettuazione della prestazione lavorativa, e altrettanta difficoltà nel comprendere che, a differenza del telelavoro, lo smart working implica per il lavoratore un grado di autonomia che mal si concilia con l’idea che il lavoratore vada controllato per il tempo della sua prestazione e anche oltre; mancanza di strumenti informatici, grande carenza di VPN, inadeguatezza dell’organizzazione del lavoro da remoto con applicativi e piattaforme utili; insufficienti operazioni di sanificazione. Chiediamo risposte in proposito dal Capo SME.
Formazione: la richiesta FLP di inserirla nelle attività smartabili è stata recepita. Occorre ora avviare idonei percorsi, nell’ambito dei redigendi POLA , anche al fine di modificare l’approccio allo S-W in ambito Esercito e FF.AA..
In sede di replica, il Capo di SME ha ribadito le linee del proprio intervento iniziale fornendo poche risposte alle questioni poste, giustificando l’operato della FA in emergenza e manifestando interesse su POLA e formazione S-W.
p. LA SEGRETERIA NAZIONALE: Maria Pia Bisogni e Maria Teresa D’Urzo
Nel quadro delle diverse criticità che vive attualmente A.D., le problematiche dell’area tecnico-industriale assumono, almeno per quanto riguarda la componente civile, un rilievo del tutto particolare.
Parliamo di quell’area convenzionalmente considerata un’ area a sé, ma di fatto collocata all’interno dell’area Tecnico-Operativa, che ha subito una prima e ampia ristrutturazione all’epoca del Ministro Andreatta (D. Lgs. 28.11.1997, n. 459), che portò ad un corposo taglio del numero degli Stabilimenti, ridotti dai 36 che erano a solo poche unità (Poli Esercito; Arsenali M.M. e Centri Tecnici)
La seconda ristrutturazione avvenne nel 2015 a seguito di quanto disposto dall’art. 12 del D. Lgs. n. 8/2014 attuativo della L. 244/2012, una legge che oggi tutti criticano e chiedono di superare, ma che a suo tempo fu apprezzata anche sul fronte sindacale, atteso che solo FLP DIFESA ebbe il coraggio di scendere in piazza contro il DDL Di Paola (6 luglio 2012, si veda il nostro Notiziario n. 94).
L’approdo conclusivo di questa seconda fase furono i nuovi decreti di struttura degli Stabilimenti, questa volta ministeriali e non più interministeriali, che videro la luce nel 2015. Quelli relativi ai Poli dell’Esercito, furono messi a punto attraverso un lungo confronto con le OO.SS., sui cui approdi conclusivi la nostra O.S. espresse allora alcune motivate perplessità, che trovarono posto in un documento inviato a SME-RPGF che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2. Per quanto riguarda il processo di riordino degli Stabilimenti della M.M., invece, il confronto tra SMM e OO.SS. è stato molto più accidentato e tortuoso e tuttora non risulta esaurito, almeno nella parte relativa a confronti locali.
Va detto subito che questo secondo riordino non ha portato ai risultati sperati sia in termini di maggior efficientamento che di maggiore produttività, e nel corso degli anni le criticità sono cresciute per una serie di fattori, primo fra tutti il mancato turnover delle professionalità tecniche cessate dal servizio. Come si sa, in più occasioni, il Sindacato ha denunciato questo grave stato di cose, chiedendo un piano straordinario di assunzioni, che però in questi anni non è arrivato, con i risultati che oggi vediamo.
Occorre ricordare, a tal proposito, che PERSOCIV, oltre al Piano Triennale di Fabbisogno di Personale (n. 561 unità totali, vds Notiziario n. 93 del 30.08.2018), predispose a settembre u.s., a seguito di richiesta venuta dalla F.P., anche un “piano straordinario di assunzioni” per complessive 1.227 unità, di cui 1.027 unità con profilo tecnico e le restanti 200 unità con profilo amministrativo.
Sappiamo tutti come sia poi andata a finire: la legge di bilancio 2019 ha disposto l’assunzione straordinaria per il triennio 2019-2021 solo di n. 294 professionalità civili al ritmo di 98 all’anno (10 di area 3^ e 88 di area 2^), tutte del settore tecnico (30 di area 3^ e 264 di area 2^) e tutte destinate agli Enti dell’area industriale.Ben poca cosa, evidentemente, a fronte dei molti pensionamenti che si prevedono, atteso che ora, a quelli c.d. “ordinari”, si aggiungeranno anche quelli di “quota 100”.
Una situazione drammatica, quella legata alle mancate assunzioni negli Enti dell’area industriale, che rischia di determinare una situazione di non ritorno, evenienza questa che quotidianamente viene denunciata in tutta la sua gravità e pericolosità, sia da parte delle Rappresentanze sindacali (ultima, la nota unitaria di RSU e OO.SS. di Taranto del 21 u.s. dal titolo illuminante: “assunzioni subito”) che da parte di soggetti istituzionali (agli inizi di questo mese, il Vice Presidente della Regione Umbria ha chiesto alla Ministra l’apertura di un tavolo tecnico per affrontare le gravi problematiche del PMAL).
Ebbene, a quattro anni data dai nuovi decreti di struttura e preso atto della grave carenza di personale sopra richiamata, pensiamo sia venuto il momento di fare un punto di situazione, e per questo abbiamo inviato in data 13 u.s. al Capo di SME la nota che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2.
Assumeremo ovviamente la stessa iniziativa anche per gli Arsenali della M.M..
Il DDL Bilancio 2019 e triennale 2019-2021, arrivato al Senato il 22 u.s. in forma di maxiemendamento (articolo unico, con 654 commi), dopo un fugacissimo passaggio in Commissione Bilancio per correggere alcuni errori, è stata a notte inoltrata votato con la fiducia dal Senato, ed ora passerà in seconda lettura alla Camera, che farà solo finta di discutere ma non potrà in ogni caso modificarne di una virgola il testo, in quanto, ove così fosse, dovrebbe tornare al Senato rendendo certo l’esercizio provvisorio.
Mai avvenuto, in oltre 70 anni di vita repubblicana, che sia mancata la discussione e il confronto sulla legge certo più importante che definisce le politiche del Governo per l’anno a venire, e che il Parlamento sia stato ridotto al mero ruolo di passacarte e di votificio, con un evidente vulnus al dettato costituzionale.
Abbiamo già pubblicato sul nostro sito in data 22 u.s. la “News” con il testo del DDL bollinato giunto in Senato; pubblichiamo ora, su questa stessa pagina in allegato 1, il testo licenziato dallo stesso Senato con le modifiche intervenute, e che verosimilmente sarà quello della legge definitiva, e anche, in allegato 2, l’utilissimo “quadro di sintesi”.
In quella “News”, abbiamo dato notizia che “il comma 163-sexies del maxiemendamento prevede per il M.D. l’assunzione straordinaria nel triennio 2019-2021 di complessive n. 294 professionalità civili, tutte del settore tecnico (30 di area 3^ e 264 di area 2^), destinate in particolare agli Enti dell’area industriale al ritmo di 98 all’anno (10 di area 3^ e 88 di area 2^)”. E’ utile ora, a testo noto, fare alcune considerazioni.
Dopo i blocchi del turnover intervenuti a getto continuo negli anni passati e la progressiva riduzione e invecchiamento della forza lavoro pubblica, che nella Difesa aveva prodotto i danni che tutti ben conosciamo, la nuova Ministra alla P.A. Bongiorno si era lodevolmente impegnata ad aprire una pagina nuova. E così in effetti è stato: il testo del DDL licenziato dal Senato prevede, nel complesso, ben 33mila assunzioni pubbliche nel triennio, accompagnate però dal blocco sino al 15 novembre p.v. del turnover e dalla proroga di un anno delle graduatorie dei vecchi concorsi (ma nella M.D., tutte le vecchie graduatorie sono già state svuotate).
Di queste 33mila nuove assunzioni, il numero di gran lunga maggiore è destinato al comparto Istruzione e Università (11.500 addetti alle pulizie delle scuole; 2.000 maestri; 226 ATA; 1000 ricercatori per le Università; 400 istituti musicali etc.).
Al secondo posto, si classificano le Forze dell’Ordine, con 6.150 nuove assunzioni che riguardano in modo particolare i Vigili del Fuoco (1500 nel 2019) ma anche Polizia, Carabinieri etc. Neanche una assunzione invece per le FF.AA., e il motivo sta negli obiettivi di riduzione al 2024 fissati dalla L. 244/2012, contro cui a suo tempo solo FLP è scesa in piazza (6.07.2012).
Al terzo posto della predetta graduatoria si classificano invece i Ministeri, tra i quali la parte del leone la fanno la Giustizia (3.000 assunzioni in tre anni, vds. commi 164…167), gli Interni (725 assunzioni nel triennio, vds. comma 168) e gli Esteri (300 nuove assunzioni ma tutte nel 2019, vds. comma 168-bis). Dunque, la Difesa, rispetto ai predetti Ministeri, arriva buon’ultima, con solo 294 assunzioni nel triennio, che la relazione illustrativa (pag 222 del testo in allegato 1 che pubblichiamo) destina solo ai tre Arsenali della Marina Militare e ai 10 Stabilimenti di Agenzie Industrie Difesa (non vengono citati né i cinque Poli dell’Esercito nè i Centri Tecnici, ma a onon del vero si legge anche nella medesima relazione che l’”elenco non è esaustivo”…. e menomale!).
Dunque, 294 assunzioni nel triennio per una ventina circa di Enti industriali fanno una media annua, per ciascun Ente, di quattro/cinque assunzioni, e dunque meno del numero dei cessati dal servizio di quell’anno. Davvero poco, quasi nulla!
Il risultato per il M.D. non appare certo esaltante ma solo un contentino, ancorchè le 294 assunzioni nel triennio apporteranno comunque un pò di ossigeno, ma in dosi marcatamente insufficienti rispetto alle precise esigenze rappresentate dagli OO.PP. e agli impegni precisi presi con le OO.SS. dalla prof. Trenta (1500 assunzioni straordinarie nel triennio).
Segno chiaro, questo, di una evidente debolezza della Difesa sui tavoli che contano, che indubbiamente permane anche con la nuova Ministra e all’interno del nuovo quadro politico uscito dal voto del 4 marzo.
La montagna ha davvero partorito il topolino… e i problemi certo continueranno!
L’on. Donatella Duranti, parlamentare tarantina, che insieme all’on. Galli ha proposto l’interrogazione alla Ministra
Appare davvero di grande interesse, per tutta una serie di ragioni, la risposta che la Ministra Pinotti ha dato il 23 u.s. agli onn. D. Duranti e C. Galli (MDP) che l’avevano interrogata per sapere se A.D. avesse intenzione di “indire concorsi e assunzioni di giovani maestranze e riaprire la scuola allievi operai” per dare risposte in merito alla preoccupante e crescente carenza di professionalità, in particolare tecniche e con particolare riferimento agli Stabilimenti (Arsenali MM e Poli EI), che sta mettendo a dura prova il futuro di quegli Enti, nei quali l’età media cresce (ora a 57 anni) e il turnover è inesistente.
Un problema gravissimo che, ove non si ponga rimedio in tempi rapidissimi, rischia di accelerare la fine di quegli Enti e di rendere obbligato il passaggio all’industria privata, peraltro previsto ex art. 280 del Libro Bianco, pur a fronte dei non pochi soldi già spesi (es. piani Brin MM) e delle risorse arrivate o in arrivo.
Ebbene, la risposta fornita all’interrogazione sembra davvero non cogliere appieno la gravità del problema.
A partire dalla affermazione che “la componente civile sta ricevendo alimentazione da due fonti”: la prima di queste fonti sarebbe quella fornita “da personale delle FF.AA. giudicato non idoneo al servizio militare” e transitato nei ruoli civili ai sensi del Decreto I.M. 18.04.2002, e la seconda quella derivante “da nuove assunzioni nel rispetto del vigente regime assunzionale”, oggi molto limitante (25% cessati).
In merito alla presunta alimentazione della componente civile da parte degli ex militari transitati, dobbiamo dire che essa è contraddetta dai dati di fatto, che gli interroganti avevano peraltro già evidenziato con riferimento all’Arsenale di Taranto: 101 unità transitate, immesse il più spesso in ruoli tecnici senza essere sempre in possesso dei relativi contenuti professionali, in molti casi impiegati in modo parziale per motivi di salute, e in altri poi riconvertiti in diverso profilo, spesso amministrativo. Affermare che i colleghi ex militari transitati possano, in generale, dare risposte alla storica carenza di personale civile tecnico, ci appare, anche a fronte della loro stessa storia, una palese forzatura.
In merito invece alla c.d. seconda fonte di alimentazione, quella relativa alle nuove assunzioni, la risposta appare un pò sibillina, e sembra indurre in errore la stessa on. Duranti che, in replica, dice di prendere atto dello “sblocco di 82 assunzioni” di vincitori di concorso, pur ritenendole “assolutamente insufficienti”. Va precisato che non c’è oggi alcuno sblocco per nuove assunzioni, se è questo che qualcuno potrebbe evincere dalla risposta della Ministra. Le 82 unità tecniche di cui si parla nella risposta, sono già state assunte da tempo nel Ministero Difesa: di esse, le prime 24 unità sono stati i vincitori del concorso indetto nel 2007 per 30 posti di “assistente tecnico del settore motoristico e meccanico” per le esigenze dell’area industriale (si veda il Notiziario n. 84 del 5.08.2014); le restanti 58 unità sono invece i funzionari tecnici (5 ingegneri, 4 funzionari ex C2 e 49 collaboratori ex C1), tutti relativi a bandi del 2007 e con graduatorie pubblicate nel 2008 e 2009, di cui abbiamo riferito nel Notiziario n. 120 del 20.11.2014 e che poi sono stati assunti a dicembre (Notiziario n. 134 del 27.12.2014). Dunque, le 82 assunzioni sono tutte datate anno 2014.
Ebbene, queste assunzioni hanno indubbiamente avuto, a suo tempo, un effetto positivo in quanto hanno tamponato qualche falla, ma oggi, a distanza di oltre tre anni dall’ultima immissione e a fronte di oltre 1.900 lavoratori civili cessati dal servizio dal 2014, dei quali molti di profilo tecnico, il problema della carenza di professionalità tecniche si presenta in quegli Enti in forma ancor più grave e drammatica.
La nostra idea è sempre la stessa, e la riproponiamo oramai da anni: per risolvere il problema, occorrerebbe un piano straordinario di assunzioni, in particolare di profili tecnici, per l’area industriale. Se la Ministra si fosse spesa fino in fondo in questi anni per mettere a punto, e poi rendere praticabile e sostenibile, questo piano, oggi non saremmo al punto in cui siamo…
E anche sulla “scuola allievi operai”, affermare oggi, a marzo 2017, che sono in corso approfondimenti, ci sembra francamente un po’ troppo.
Il gen. GB Borrini, che ha disposto la soppressione al 30 giugno dei COM LOG
La sessione informativa di questo mese con SME-RPGF, presieduta dal col. Antonello Vespaziani Capo Ufficio OO.FF. (Organizzazione delle Forze) svolta a tavoli separati, ha riguardato l’esame, a suo tempo richiesto, della complessa situazione degli Enti di Napoli, alla luce dei previsti provvedimenti di riordino, alcuni già attuati ed altri in via di prossima attuazione. A tal proposito, SME RPGF ha predisposto una scheda tecnica, che pubblichiamo su questa stessa pagina, nella quale vengono posti a confronto, per ciascun Ente in riordino, le posizioni organiche previste e le attuali consistenze effettive, aggiungendoci molto opportunamente anche la situazione relativa al rapporto organici/effettivi riferita a tutti gli altri Enti dell’Esercito di Napoli. Dall’esame comparato, emerge un dato confortante: a fronte delle 586 posizioni organiche complessive previste sulla piazza di Napoli, il numero di personale effettivo è oggi pari a n. 520, e dunque esiste in ambito F.A. un’ ampia capienza, con ciò venendosi ad escludere pericolose situazioni di eccedenza in loco. La predetta capienza verrebbe comunque mantenuta anche a seguito del riordino del CERIMANT, allo studio di SME-RPGF, che potrebbe portare ad un taglio di organico di una trentina di unità. Non desta infine problemi, sotto lo stesso profilo della capienza, la ricollocazione del personale civile del sopprimendo COM LOG SUD, che troverà tutto un utile impiego nel neo costituito COMFODIS.
La nostra delegazione ha ringraziato la F.A. per aver positivamente risposto alla richiesta di esame della situazione sulla piazza di Napoli, che dovrebbe a questo punto tranquillizzare tutto il personale coinvolto nei processi di reimpiego, attesa la piena collocabilità in Enti della stessa F.A. nella sede. Ha comunque di nuovo segnalato la necessità che, nella gestione dei numerosi riordini in arrivo, si proceda con una visione d’insieme della realtà napoletana e non separata per singolo Ente. Infine, ha segnalato a SME-RPGF l’utilità di un secondo incontro, questa volta orientato all’esame delle professionalità disponibili sulla piazza di Napoli, in particolare quelle tecniche, che potrebbe fornire utilissimi elementi in vista della prossima rideterminazione degli organici degli Enti finalizzata all’ allineamento alle previsioni del DM 19.11.2014. A tal riguardo, il col. Vespaziani ha accolto la nostra richiesta, ritenendo utile questo secondo momento di confronto.
La seconda parte di riunione è stata espressamente dedicata a fare un punto di situazione sui riordini in itinere dei quattro Poli (POLMANTNORD Piacenza, POLMANTSUD Nola, PMAL Terni e POLMANTEO Roma) previsto dall’art. 2188-bis, let. b, del C.O.M., introdotto dall’art. 5 del D.Lgs. n. 7/2014. Come già anticipato da SME-RPGF nel corso della precedente riunione (vds. Notiziario n. 43 del 24 aprile), è stata inviata ai quattro Enti la circolare ordinativa successiva all’ emanazione dei relativi Decreti Ministeriali, tutti datati 31.12.2014, che fissano al 1 giugno 2015 l’avvio delle attività degli Enti riorganizzati e, per i POLI di MANTENIMENTO NORD e SUD, l’assunzione alle proprie dipendenze di CERIMANTe SERIMANT, sui quali Enti sono oggi competenti i sopprimendi COM LOG d’area (Nord Padova e Sud Napoli).
In questi giorni, si stanno effettuando i confronti locali, che stanno procedendo in alcuni Enti molto a rilento, anche a causa di resistenze dei Direttori a fornire la documentazione a OO.SS./RSU, che consenta loro di analizzare le proposte di SME e di contribuire a definire l’articolazione a valle degli Uffici. L’unico confronto concluso, e anche con una proposta sindacale unitaria, è quello di Roma; a Piacenza, Nola e Terni il confronto è sì già partito, ma verosimilmente si concluderà solo la prossima settimana, e dunque in tempi difficilmente compatibili con la possibilità di RPGF di esaminare le diverse proposte entro il 1 giugno p.v. Proprio per questo motivo, abbiamo chiesto a SME RPGF lo slittamento a data successiva al 1 giugno dell’entrata in vigore delle nuove configurazioni dei quattro Enti, evidenziando l’utilità di pervenire ad un solo decreto del Capo di SME con gli adeguamenti relativi alle tabelle B e C, rimodulati anche dopo l’esame delle proposte sindacali. In caso contrario, i decreti del Capo di SME sarebbero evidentemente due, uno per l’immediato (decorrenza 1.06.2015) e uno per il dopo esame proposte locali.
La nostra O.S. ha colto anche l‘occasione per un primo giudizio a fattor comune sui contenuti dei quattro Decreti, di cui non era stata fornita alle OO.SS. nazionali lo schema di provvedimento, che prevedono la struttura degli Enti fino a livello Ufficio. Dopo aver ricordato le proposte finalizzate ad una concreta e solida “civilizzazione” a suo tempo formulate dalla nostra O.S., riteniamo che le scelte operate dalla FF.AA., sicuramente positive su alcuni fronti da noi sollecitati (per es, la previsioni di posizioni apicali per tutti i funzionari), appaiono invece insoddisfacenti sotto altri fronti. Ne indichiamo alcuni:
gli incarichi di Direttore, Vice Direttore e Direttore dei Lavori, sono tutti e tre appannaggio di personale militare (solo a Nola è previsto un Vice Direttore civile, e c’è un errore sul DM relativo a POLMANTSUD che andrà corretto per allinearlo alle previsioni vigenti): sono queste, evidentemente, scelte della F.A., che non possiamo ovviamente condividere e accettare, e lo abbiamo detto a più riprese nei tavoli precedenti, con riferimento in particolare all’incarico di Vice Direttore;
gli incarichi apicali riferiti agli elementi di organizzazione di cui alla tabella A dei decreti non presentano, a nostro avviso, quella marcata “civilizzazione” che avevamo invocato anche alla luce delle previsioni del D. Lgs n. 7/2014. Avremmo voluto che a capo di alcune unità organiche (Sezione Segreteria e Sicurezza; Sezione relazioni con il pubblico; Servizio prevenzione e protezione; Sezione Assicurazione Qualità; Ufficio Amministrativo; Ufficio Programmazione Finanziaria e Ufficio supporto generale) fossero previsti dei funzionari civili, e a fattor comune per tutti e quattro i Poli;
in tutte le articolazioni organizzative della Direzione Lavori (Ufficio tecnico; Ufficio lavorazioni; Ufficio Collaudi), di tutti e quattro i Poli, tutti gli incarichi apicali sono assegnati a personale militare. Possibile che non ci sia uno Stabilimento nel quale un funzionario tecnico possa esercitare l’incarico (poniamo) di Capo Ufficio collaudi? Questa scelta, lo avevamo già rappresentato in precedenza a SME, ci appare come una sorta di pregiudiziale posta nei confronti di incarichi civili nel settore lavorazioni, e come tale non possiamo accettarla.
Noi pensiamo che, con riferimento a questi tre aspetti, alcune correzioni andrebbero operate da subito, e lo abbiamo detto al capo Ufficio OO.FF., anche al fine di far partire i nuovi organigrammi con una più marcata e qualificata presenza civile nella direzione tracciata dall’art. 1 del D.Lgs. n. 7/2014.
Attendiamo ora di conoscere nel dettaglio le proposte partorite dai tavoli locali di confronto, sperabilmente condivise tra le Parti, e auspichiamo che queste proposte vengano esaminate con rapidità da SME RPGF e che vengano poi recepite nel provvedimento del Capo di SME che andrà a modificare gli allegati B e C dei decreti ministeriali.
Sarebbe davvero un bel segnale, che i lavoratori certamente apprezzerebbero molto e con loro anche le Rappresentanze sindacali, quello di far partire le nuove configurazioni dei Poli riordinati con scelte che trovino alla fine la condivisione più ampia delle Parti Sociali.
La prossima riunione con SME RPGF sul riordino dei Poli, non ancora fissata, sarà destinata all’esame delle proposte pervenute dai tavoli locali e alle eventuali modifiche delle tabelle B e C, che verranno poi recepite nel provvedimento a firma del Capo di SME.
A conclusione della riunione, siamo stati informati che il Sottocapo di SME, gen. Borrini, ha firmato in data di ieri 20 maggio due lettere che fissano al 30 giugno p.v. le date di soppressione di COM LOG NORD Padova e COM LOG SUD NAPOLI (la prima)e di CERICO Napoli (la seconda). Questo significa, che SME DIPE avvierà a breve, con propria apposita circolare, le procedure di reimpiego – a procedura per tutti e tre ordinaria – che partiranno dall’ espressione dei “desiderata” da parte di tutti i lavoratori civili in forza presso quegli Enti.
Argomento principale della sessione informativa di ieri con SME-RPGF (Reparto Programmazione Generale Finanziaria) e SME-DIPE (Dipartimento Impiego Personale Esercito), a tavoli sempre separati per volontà di CGIL-CISL-UIL, è stato il riordino dei Poli dell’Esercito, rispetto al quale abbiamo preso atto con piacere dell’attenzione rivolta dalla F.A. alle proposte venute da FLP DIFESA negli incontri precedenti. Ma si è discusso anche di altri riordini , e pertanto proponiamo ai colleghi una sintesi dettagliata dell’incontro.
AREA FORMAZIONE
Entro il 31 dicembre p.v., in ottemperanza a quanto disposto dall’art. 2 del Regolamento per il riordino delle Scuole e degli Istituti militari di formazione (DPR 6.08.2013, n. 115), verranno soppressi il RUA e il 47° RAV di Capua (CE), le cui competenze transiteranno rispettivamente a Scuola Fanteria/RAV dipendenti e al 17° RAV Acqui con sede sempre a Capua. Nessun problema per la collocazione dei 18 dipendenti civili attualmente in forza al RUA, che transiteranno al 17° che avrà in organico n. 20 unità. Per questo, abbiamo concordato con SME-DIPE l’attuazione della procedura semplificata di reimpiego.
AREA TERRITORIALE
Nel quadro del progetto di digitalizzazione degli archivi, verrà costituito in Candiolo (TO), già sede del soppresso CERICO, il “Centro Gestione Archivi”, già avviato con un NIF (Nucleo Iniziale di Formazione) che attualmente impiega 6 dipendenti e che a regime avrà un organico fissato a 17 unità. La F.A. ha accolto la nostra proposta formulata nella riunione del 24 settembre 2013 (vds. Notiziario n. 106) e, a seguito dell’indagine esperita, 10 lavoratori verranno trasferiti a Candiolo dal 15 dic. p.v.
Al pari di quanto già avvenuto in altre sedi, a seguito della soppressione del CEDOC di Torino, verrà costituito l’Ufficio Documentale presso il Comando Regione Militare Nord di Torino, che a regime avrà un organico di n. 147 unità rispetto ai dipendenti oggi effettivi nei tre Enti (n. 139 unità).
AREA INFRASTRUTTURE
Con msg di SME IV Reparto, è stato comunicato all’Ente nella scorsa settimana il prossimo trasferimento di sede (entro il 2015, già forse nei primi mesi) del 10° Reparto Infrastrutture di Napoli dal comprensorio della “Canzanella” alla Caserma Minucci, per motivi legati alla necessità di ottimizzazione delle strutture e di contenimento dei costi. Il predetto trasferimento, che verosimilmente non sarà l’unico essendo previsti altri riallocamenti di Enti in un minor numero di sedimi, pone un problema di carattere generale: trattandosi di un trasferimento di sede di un Ente non innescato da un provvedimento di riordino, va avviata la procedura di reimpiego o no? E se sì, di quale tipologia, quella contrattuale o semplificata? A nostro avviso, e lo abbiamo detto a SME-DIPE, va comunque avviata la procedura di reimpiego; circa la tipologia, atteso che per il futuro di situazioni analoghe se ne riprodurranno non poche, pensiamo che sia utile mettere a punto una procedura ad hoc, intermedia, che, fatte salve le esigenze funzionali dell’Ente, tenga in conto eventuali desiderata diverse dei dipendenti. Proprio per la sua sperimentalità, SME DIPE conta di effettuare a breve una “riunione di coordinamento” in loco, che vedrà la presenza al tavolo anche di OO.SS. terr. ed RSU.
A seguito dell’interpello avviato da SME DIPE nelle sedi di Padova e Napoli e relativo a professionalità necessarie per il settore BCM, sono pervenute 6 istanze, 1 su Padova e 5 su Napoli, alcune con parere negativo dell’Ente. A tal proposito, è stato interessato ISPEINFRA per un parere sulle priorità.
AREA LOGISTICA
La riconfigurazione della ex SAF (Sezione Assistenza Fiscale) in NAF (Nucleo Assistenza Fiscale) nella sede di Firenze, nel quadro del processo di riordino del CUSI (Centro Unico Stipendiale Esercito), con invarianza dei volumi organici, sarà accompagnata dal trasferimento alla caserma Simoni.
Riorganizzazione dei Poli dell’Esercito
L’art. 2188-bis, let. b) del COM, introdotto dall’art. 5 del D.Lgs. n. 7/2014, prevede la riorganizzazione dei quattro Poli dell’Esercito (POLMANTNORD Piacenza, POLMANTSUD Nola, PMAL Terni e POLMANTEO Roma) entro il 31. 12.2014, con implementazione di funzioni e competenze (CERIMANT, SERIMANT e Rgt. sostegno TLC saranno posti alle loro dipendenze). La F.A. intende rispettare questo termine, e pertanto è in via di predisposizione, per ciascuno dei quattro Enti, uno schema di DM (e non più interministeriale, come in passato) con la nuova configurazione e l’organico, che avranno una struttura base, identica per tutti i Poli, che è quella riportata nella scheda predisposta da SME-RPGF, allegata al presente Notiziario, e che è articolata solo sino a livello di Ufficio. Questa scelta ci sembra sostanzialmente condivisibile, perché consente una grande flessibilità in futuro, con possibilità di variare le strutture a valle (Sezioni) con semplici provvedimenti del Capo di SM, e comunque sempre rispettando i vincoli fissati dal DM. SME-RPGF ha in ogni caso già definito (e consegnato alle OO.SS. in sede di riunione) le articolazioni a valle degli Uffici dei diversi elementi di organizzazione e i relativi organici con i diversi profili professionali, i cui volumi per ciascun Ente sono riportati nella scheda tecnica predisposta da SME-RPGF, che, in sede di prima applicazione, diverranno operativi solo dopo l’entrata in vigore dei DD.MM. di riordino. Detti organici risultano ovviamente compatibili con i numeri per profilo prof. fissati dallo schema di DM su base regionale, decreto che si appresta ad entrare in vigore dopo la firma della Ministra Pinotti, e questo costituirà indubbiamente, soprattutto in alcune realtà (Umbria/PMAL Terni, per es.), un elemento di rigidità che abbiamo segnalato con viva preoccupazione sin dal primo apparire dello schema di DM (vds Notiziario n. 72 del 7 luglio 2014) e che pensiamo potrà avere ricadute negative su assunzioni, mobilità etc., ma che l’A.D. non ha voluto modificare se non concedendo pochi numeri in più. Ad una prima sommaria valutazione degli elaborati consegnati in riunione, ci sembra che SME-RPGF abbia recepito alcune nostre precise indicazioni in merito agli impieghi del personale civile, con particolare riferimento ai ruoli direttivi, che poi sono le stesse che hanno orientato le proposte che FLP DIFESA ha formalmente presentato alla F.A. su POLMANTEO e PMAL (pubblicate sul sito), frutto anche del confronto avuto in assemblea con i lavoratori. Anche per questo, e SME-RPGF lo afferma nella scheda tecnica, i riordini di POLMANTEO e PMAL sono stati rivisti e rimodulati. Rimane però insoluto il problema relativo agli incarichi potenzialmente civili ma oggi impraticabili per carenza di personale effettivo, rispetto al quale abbiamo invocato una soluzione tecnica che renda immediatamente disponibili quegli incarichi in caso di disponibilità futura di personale in possesso di profilo adeguato. Naturalmente ci riserviamo un approfondimento degli elaborati di SME-RPGF sui quattro Poli e un confronto con i lavoratori in assemblea, la prima delle quali nella prossima settimana proprio a POLMANTEO, e, a seguire, come abbiamo già fatto in passato, di formulare una nostra proposta. Infine, abbiamo convenuto con SME-RPGF l’avvio dei confronti locali dopo l’uscita del DM e dopo un ulteriore incontro nazionale. Su nostra richiesta, SME ha precisato che per i riordini di CEPOLISPE e CETLI se ne riparlerà tra qualche mese.
CERIMANT/SERIMANT: l’Ente di Padova manterrà la denominazione di CERIMANT, mentre quello di TREVISO quella di SERIMANT, atteso che le attuali competenze non subiranno sostanziali variazioni.
Parco Peschiera del G.: a conclusione della riunione, abbiamo consegnato a SME-RPGF la nostra proposta per il riordino di detto Ente che pubblichiamo su questa stessa pagina.
Pubblichiamo infine un messaggio di COMLOG ESERCITO avente per oggetto “settore pulizie”
Notiziario FLP DIFESA n. 111 del 21 dicembre 2020 – A seguito della precisa richiesta formulata da FLP DIFESA con lettera del 26.10.2020 che ripubbliciamo in allegato su questa stessa pagina, richiesta che era scaturita a seguito dell’audizione in Commissione Difesa della Camera dell’ottobre u.s. (si veda il Notiziario n. 90 del 24.10.2020), il Capo […]
Notiziario FLP DIFESA n. 49 del 27 maggio 2019 – Nel quadro delle diverse criticità che vive attualmente A.D., le problematiche dell’area tecnico-industriale assumono, almeno per quanto riguarda la componente civile, un rilievo del tutto particolare. Parliamo di quell’area convenzionalmente considerata un’ area a sé, ma di fatto collocata all’interno dell’area Tecnico-Operativa, che ha subito […]
Notiziario n. 141 del 27 dicembre 2019 – Il DDL Bilancio 2019 e triennale 2019-2021, arrivato al Senato il 22 u.s. in forma di maxiemendamento (articolo unico, con 654 commi), dopo un fugacissimo passaggio in Commissione Bilancio per correggere alcuni errori, è stata a notte inoltrata votato con la fiducia dal Senato, ed ora passerà […]
Notiziario n. 36 del 27 marzo 2017 – Appare davvero di grande interesse, per tutta una serie di ragioni, la risposta che la Ministra Pinotti ha dato il 23 u.s. agli onn. D. Duranti e C. Galli (MDP) che l’avevano interrogata per sapere se A.D. avesse intenzione di “indire concorsi e assunzioni di giovani maestranze […]
Notiziario n. 51 del 21 maggio 2015 – La sessione informativa di questo mese con SME-RPGF, presieduta dal col. Antonello Vespaziani Capo Ufficio OO.FF. (Organizzazione delle Forze) svolta a tavoli separati, ha riguardato l’esame, a suo tempo richiesto, della complessa situazione degli Enti di Napoli, alla luce dei previsti provvedimenti di riordino, alcuni già attuati […]
Notiziario n. 128 del 5 dicembre 2014 – Argomento principale della sessione informativa di ieri con SME-RPGF (Reparto Programmazione Generale Finanziaria) e SME-DIPE (Dipartimento Impiego Personale Esercito), a tavoli sempre separati per volontà di CGIL-CISL-UIL, è stato il riordino dei Poli dell’Esercito, rispetto al quale abbiamo preso atto con piacere dell’attenzione rivolta dalla F.A. alle […]