In questi giorni, sembrerebbe muoversi qualcosa a livello politico per alcune problematiche ultraventennali afferenti l’Area industriale della Difesa e che la FLP DIFESA rivendica soluzioni da tempo in tutte le sedi (vds. Notiziario FLP DIFESA n. 92 del 15 ottobre 2019. In data 23 giugno u.s., con la presenza per il Governo dei Sottosegretari di Stato per la Difesa Calvisi e Tofalo, la Commissione Difesa del Senato ha concluso l’esame dell’”Affare assegnato sullo stato e sulle funzioni degli enti dell’area industriale della difesa (n. 257)” con l’approvazione della risoluzione Doc. XXIV, n. 19. La presidente GARAVINI, in qualità di relatrice, ha presentato in votazione uno schema di risoluzione, frutto delle attività di approfondimento svolte e degli elementi emersi dal ciclo di audizioni fra cui quella con il Cte Logistico della Marina, amm. E. Serra (vds. NOTIZIARIO N. 60 DEL 4 LUGLIO 2019), con il Cte Log. dell’Esercito, gen. P.F. Figliuolo (vds. NOTIZIARIO N. 64 DELL’11 LUGLIO 2019), con le OO.SS. della Difesa (vds. NOTIZIARIO N. 67 DEL 23 LUGLIO 2019), con il Capo SMD GEN. VECIARELLI (vds. NOTIZIARIO N. 76 DEL 29 AGOSTO 2019) e con il Capo di SMM, Amm. Cavo Dragone (vds. Notiziario FLP DIFESA n. 73 del 5 agosto 2019)e dalle visite effettuate ad es. all’Arsenale MM Taranto (vds. NOTIZIARIO N. 82 DEL 17 SETTEMBRE 2019), all’Arsenale Militare di Messina, all’Arsenale MM di La Spezia e al Polo di manutenzione pesante di Piacenza, ed ha sottolineato che gli stabilimenti, gli arsenali e le altre strutture dell’area industriale della Difesa:
Svolgono funzioni essenziali per garantire l’autonomia e la piena funzionalità dello strumento militare, assicurando le competenze e le condizioni tecniche, infrastrutturali e di sicurezza degli interventi sugli assetti operativi;
Rappresentano uno strumento diretto e efficace per garantire il costante supporto tecnico-logistico e manutentivo alle attrezzature dell’intero comparto.
Sono strutture indispensabili per garantire l’efficienza e la prontezza dei mezzi e degli armamenti della Difesa e dunque assetti strategici a cui il Paese non può rinunciare, innanzitutto per motivi di sicurezza perché sarebbe pericoloso demandare il funzionamento dei propri assetti militari solamente a dei manutentori privati, magari stranieri, fornitori dei diversi sistemi, e poi perché tutelano il corretto funzionamento anche di tutti quegli strumenti militari (navi, carri armati, veicoli militari, armamenti) la cui manutenzione non sia più garantita da uno specifico contratto di supporto e manutenzione tecnica.
Inoltre, la presidente GARAVINIha evidenziatoil forte stato di sofferenza degli enti in questione, sia per il carente rinnovamento infrastrutturale (cui peraltro cercano di fare fronte le misure contenute nel DL 34/2020), sia per la forte contrazione degli organici, in particolare nei ruoli tecnici del personale civile della Difesa, rimarcando che tale contrazione potrebbe, nel giro di pochi anni, produrre effetti negativi irreversibili sulla funzionalità delle strutture in questione. Pertanto, stante il quadro di riferimento, ha sostenuto che gli impegni al Governo contenuti nello schema di risoluzione appaiono di cruciale importanza, anche considerato che dagli enti dell’area tecnico industriale dipendono la manutenzione dei mezzi e degli armamenti in uso alle Forze armate.
Nel rimandare al testo integrale della risoluzione approvata all’unanimità, che si pubblica in questa pagina in allegato 1, si riporta solo la parte finale:
“impegna il Governo:
a) a considerare gli investimenti per il rilancio dell’area industriale della Difesa come possibile importante volano per la ripresa economica del Paese dopo la grave contrazione determinata dall’emergenza Covid-19;
b) a proseguire, anche con un piano straordinario, gli interventi avviati per l’assunzione di nuovo personale qualificato, con profili tecnici e amministrativi, considerando anche la possibilità di utilizzare modalità innovative di assunzioni fondate su percorsi formativi specifici, in collegamento diretto con le realtà istituzionali, industriali, universitarie e scolastiche dei territori;
c) a valutare una rimodulazione della tempistica di applicazione della legge n. 244 del 2012 (che è in fase di rivalutazione complessiva), anche esercitando la previsione già contenuta nella stessa legge; così da evitare di disperdere ulteriormente l’alto e qualificato patrimonio professionale fin qui maturato da quelle persone ormai prossime all’uscita, con riferimento ad un’età media del personale che è ormai giunta alle soglie dei 59 anni;
d) a garantire un generale rinnovo infrastrutturale delle strutture, in particolare dei poli di mantenimento e degli arsenali, superando le attuali, gravi, criticità, derivanti dalla vetustà degli immobili e dall’obsolescenza degli impianti, non sempre adeguati agli interventi sui mezzi di nuova introduzione, al fine di garantire adeguate condizioni di sicurezza e continuità delle produzioni, con interventi di adeguamento tecnologico e efficientamento energetico, tanto sul piano infrastrutturale quanto su quello impiantistico;
e) a svolgere una ricognizione complessiva del patrimonio immobiliare attualmente in uso agli enti industriali della difesa, individuando le porzioni eventualmente non più funzionali allo svolgimento delle loro attività, valutando tutti gli strumenti per la loro valorizzazione, anche attraverso l’utilizzo di fondi della programmazione dell’Ue, oltre che le ipotesi di dismissione a favore di altre amministrazioni dello Stato o di enti locali, in sinergia con l’azione delle strutture deputate alla gestione del patrimonio immobiliare della difesa, a partire dalla Task force per la valorizzazione degli immobili della Difesa, da Difesa servizi spa e dall’Agenzia industrie difesa;
f) in riferimento alla specifica realtà degli arsenali, a valutare la possibilità di re-internalizzare le attività a medio contenuto tecnologico (con possibili significativi contenimenti di spesa), considerando che quelle a basso contenuto tecnologico possono essere facilmente reperite presso l’indotto locale (con un positivo rapporto costo-efficacia e un potenziale volano economico per le piccole e medie imprese);
g) valutare di prorogare la durata del piano pluriennale di interventi già previsto per adeguamento e ammodernamento degli stabilimenti della Marina (c.d. “piano Brin”), istituendo altresì analoghi strumenti per gli altri enti. “
Dunque la Commissione ha adottato una risoluzione che recepisce sotto diversi aspetti le analisi, le osservazioni e le proposte formulate dalla nostra O.S., di cui c’è traccia nel documento – che ripubblichiamo in allegato 2 – presentato alla stessa Commissione Difesa del Senato nel corso della audizione lo scorso 23 luglio 2019 e del quale abbiamo a suo tempo riferito col Notiziario n.67 di pari data.
Data la rilevanza della risoluzione adottata dalla Commissione Difesa del Senato, le criticità denunciate, e la necessità di procedere al loro superamento, FLP DIFESA ha provveduto ad inviare una lettera al Ministro della Difesa, che si pubblica in allegato 3, richiedendo la convocazione, in modalità di videoconferenza stante l’attuale fase emergenziale da Covid-19, per gli approfondimenti ed interscambi utili alle iniziative da avviare.
L’intervento in Commissione Difesa del Coordinatore Generale FLP DIFESA
Prosegue in Commissione Difesa del Senato il ciclo di audizioni sulle problematiche degli Enti industriali delle Difesa (Poli dell’Esercito e Arsenali della Marina).
Dopo quelle del SGD/DNA, del D.G. AID, del Cte Logistico M.M Amm. E. Serra (vds. Notiziario n. 60 del 4 luglio) e del Cte Logistico Esercito, gen. P.F. Figliuolo (vds Notiziario n. 64 dell’11 luglio), è stata oggi la volta delle OO.SS. della Difesa (convocate solo CGIL-CISL-UIL, FLP DIFESA e UNSA), di cui pubblichiamo sul ns. sito il video.
La situazione molto critica dell’area industriale della Difesa si sta finalmente imponendo come questione politicamente rilevante, e va dato atto alla IV Commissione e alla Presidente Tesei (e la nostra O.S. lo ha fatto nel suo intervento) dell’attenzione che stanno rivolgendo a un tema che ha una valenza strategica per il sistema di sicurezza e difesa, e più in generale per l’intero sistema-paese.
FLP DIFESA ha predisposto per l’occasione, illustrato nel suo intervento in audizione, e alla fine consegnato alla Presidente Tesei, il documento che pubblichiamo come allegato su questa stessa pagina e che reca la nostra analisi sulle problematiche attuali degli Enti e offre alcune proposte di carattere operativo volte a risolverne le attuali e pesanti sofferenze e criticità.
Sofferenze e criticità messe a nudo dagli stessi Comandanti Logistici precedentemente auditi, che hanno lanciato un forte grido di allarme sulle prospettive future degli Stabilimenti in assenza dei necessari interventi urgenti (l’Amm. Serra: ”Il 2025 costituirà pertanto, per Arsenali di Taranto e La Spezia, un punto di non ritorno; il gen. Figliuolo: a fine 2024 si registrerà il “crollo delle capacità” e l’esito finale sarà quello della “paralisi totale”), conpesantissime ricadute in termini economico-sociali in tutte quelle realtà (Taranto, Spezia, Piacenza, Terni, etc.) dove gli Stabilimenti rappresentano l’elemento su cui gira la vita economica di quei territori
Ma come si è arrivati a questa preoccupante situazione?
Nel nostro documento diciamo chiaramente che, all’origine dei problemi, vi è la pesantissima carenza di professionalità civili, in particolare tecniche, che nel corso degli anni si è via via consolidata in ragione del combinato disposto di due fattori:
le limitazioni assunzionali imposte dai blocchi del turnover che si sono ripetuti in tutti questi anni e che, dal 2014 a oggi, hanno limitato a sole 120 circa le assunzioni civili nel Ministero Difesa a fronte delle 2.500 circa cessazioni dal servizio;
le limitazioni assunzionali indirettamente dovute alle previsioni della legge 244/2012 (riduzione a 20.000 degli organici civili al 31.12.2024), che ovviamente confortano i “no” di FP e MEF ad ogni piano assunzionale straordinario. Una legge, la 244/2012, di cui oggi sono ampiamente visibili gli effetti nefasti e che tutti chiedono di cambiare, dopo che a suo tempo fu di fatto solo la nostra O.S. ad assumere posizioni di contrasto.
Come si esce allora da questa situazione?
Il documento che abbiamo predisposto mette in fila alcune nostre proposte e riflessioni:
un deciso intervento correttivo sulla legge 244, che alzi i numeri delle posizioni civili al 2024;
l’approvazione del piano straordinario di assunzioni per n. 1.427 unità proposto alla F.P. da PERSOCIV a settembre 2018;
l’avvio di un piano straordinario di formazione e il varo legislativo della norma istitutiva dei “Centri di formazione”;
la reinternalizzazione delle attività di medio e alto profilo tecnologico, con evidenti benefici in termini di contenimento della spesa;
la conferma del ruolo pubblico degli Enti e del loro personale, abbandonando ogni suggestione privatistica;
un piano di investimenti, già a partire dalla prossima legge di bilancio, in nuovi impianti e in ammodernamenti infrastrutturali.
E, infine, alcune riflessioni a voce alta (sull’impiego del personale, sul gap retributivo del personale impiegato, e anche sulle relazioni sindacali), che invitiamo a leggere.
Seguiremo da vicino gli sviluppi dei lavori della Commissione – i cui membri potrebbero decidere, anche individualmente, di operare dei sopralluoghi in loco – e ne daremo come sempre conto ai colleghi.
Argomento principale della sessione informativa di ieri con SME-RPGF (Reparto Programmazione Generale Finanziaria) e SME-DIPE (Dipartimento Impiego Personale Esercito), a tavoli sempre separati per volontà di CGIL-CISL-UIL, è stato il riordino dei Poli dell’Esercito, rispetto al quale abbiamo preso atto con piacere dell’attenzione rivolta dalla F.A. alle proposte venute da FLP DIFESA negli incontri precedenti. Ma si è discusso anche di altri riordini , e pertanto proponiamo ai colleghi una sintesi dettagliata dell’incontro.
AREA FORMAZIONE
Entro il 31 dicembre p.v., in ottemperanza a quanto disposto dall’art. 2 del Regolamento per il riordino delle Scuole e degli Istituti militari di formazione (DPR 6.08.2013, n. 115), verranno soppressi il RUA e il 47° RAV di Capua (CE), le cui competenze transiteranno rispettivamente a Scuola Fanteria/RAV dipendenti e al 17° RAV Acqui con sede sempre a Capua. Nessun problema per la collocazione dei 18 dipendenti civili attualmente in forza al RUA, che transiteranno al 17° che avrà in organico n. 20 unità. Per questo, abbiamo concordato con SME-DIPE l’attuazione della procedura semplificata di reimpiego.
AREA TERRITORIALE
Nel quadro del progetto di digitalizzazione degli archivi, verrà costituito in Candiolo (TO), già sede del soppresso CERICO, il “Centro Gestione Archivi”, già avviato con un NIF (Nucleo Iniziale di Formazione) che attualmente impiega 6 dipendenti e che a regime avrà un organico fissato a 17 unità. La F.A. ha accolto la nostra proposta formulata nella riunione del 24 settembre 2013 (vds. Notiziario n. 106) e, a seguito dell’indagine esperita, 10 lavoratori verranno trasferiti a Candiolo dal 15 dic. p.v.
Al pari di quanto già avvenuto in altre sedi, a seguito della soppressione del CEDOC di Torino, verrà costituito l’Ufficio Documentale presso il Comando Regione Militare Nord di Torino, che a regime avrà un organico di n. 147 unità rispetto ai dipendenti oggi effettivi nei tre Enti (n. 139 unità).
AREA INFRASTRUTTURE
Con msg di SME IV Reparto, è stato comunicato all’Ente nella scorsa settimana il prossimo trasferimento di sede (entro il 2015, già forse nei primi mesi) del 10° Reparto Infrastrutture di Napoli dal comprensorio della “Canzanella” alla Caserma Minucci, per motivi legati alla necessità di ottimizzazione delle strutture e di contenimento dei costi. Il predetto trasferimento, che verosimilmente non sarà l’unico essendo previsti altri riallocamenti di Enti in un minor numero di sedimi, pone un problema di carattere generale: trattandosi di un trasferimento di sede di un Ente non innescato da un provvedimento di riordino, va avviata la procedura di reimpiego o no? E se sì, di quale tipologia, quella contrattuale o semplificata? A nostro avviso, e lo abbiamo detto a SME-DIPE, va comunque avviata la procedura di reimpiego; circa la tipologia, atteso che per il futuro di situazioni analoghe se ne riprodurranno non poche, pensiamo che sia utile mettere a punto una procedura ad hoc, intermedia, che, fatte salve le esigenze funzionali dell’Ente, tenga in conto eventuali desiderata diverse dei dipendenti. Proprio per la sua sperimentalità, SME DIPE conta di effettuare a breve una “riunione di coordinamento” in loco, che vedrà la presenza al tavolo anche di OO.SS. terr. ed RSU.
A seguito dell’interpello avviato da SME DIPE nelle sedi di Padova e Napoli e relativo a professionalità necessarie per il settore BCM, sono pervenute 6 istanze, 1 su Padova e 5 su Napoli, alcune con parere negativo dell’Ente. A tal proposito, è stato interessato ISPEINFRA per un parere sulle priorità.
AREA LOGISTICA
La riconfigurazione della ex SAF (Sezione Assistenza Fiscale) in NAF (Nucleo Assistenza Fiscale) nella sede di Firenze, nel quadro del processo di riordino del CUSI (Centro Unico Stipendiale Esercito), con invarianza dei volumi organici, sarà accompagnata dal trasferimento alla caserma Simoni.
Riorganizzazione dei Poli dell’Esercito
L’art. 2188-bis, let. b) del COM, introdotto dall’art. 5 del D.Lgs. n. 7/2014, prevede la riorganizzazione dei quattro Poli dell’Esercito (POLMANTNORD Piacenza, POLMANTSUD Nola, PMAL Terni e POLMANTEO Roma) entro il 31. 12.2014, con implementazione di funzioni e competenze (CERIMANT, SERIMANT e Rgt. sostegno TLC saranno posti alle loro dipendenze). La F.A. intende rispettare questo termine, e pertanto è in via di predisposizione, per ciascuno dei quattro Enti, uno schema di DM (e non più interministeriale, come in passato) con la nuova configurazione e l’organico, che avranno una struttura base, identica per tutti i Poli, che è quella riportata nella scheda predisposta da SME-RPGF, allegata al presente Notiziario, e che è articolata solo sino a livello di Ufficio. Questa scelta ci sembra sostanzialmente condivisibile, perché consente una grande flessibilità in futuro, con possibilità di variare le strutture a valle (Sezioni) con semplici provvedimenti del Capo di SM, e comunque sempre rispettando i vincoli fissati dal DM. SME-RPGF ha in ogni caso già definito (e consegnato alle OO.SS. in sede di riunione) le articolazioni a valle degli Uffici dei diversi elementi di organizzazione e i relativi organici con i diversi profili professionali, i cui volumi per ciascun Ente sono riportati nella scheda tecnica predisposta da SME-RPGF, che, in sede di prima applicazione, diverranno operativi solo dopo l’entrata in vigore dei DD.MM. di riordino. Detti organici risultano ovviamente compatibili con i numeri per profilo prof. fissati dallo schema di DM su base regionale, decreto che si appresta ad entrare in vigore dopo la firma della Ministra Pinotti, e questo costituirà indubbiamente, soprattutto in alcune realtà (Umbria/PMAL Terni, per es.), un elemento di rigidità che abbiamo segnalato con viva preoccupazione sin dal primo apparire dello schema di DM (vds Notiziario n. 72 del 7 luglio 2014) e che pensiamo potrà avere ricadute negative su assunzioni, mobilità etc., ma che l’A.D. non ha voluto modificare se non concedendo pochi numeri in più. Ad una prima sommaria valutazione degli elaborati consegnati in riunione, ci sembra che SME-RPGF abbia recepito alcune nostre precise indicazioni in merito agli impieghi del personale civile, con particolare riferimento ai ruoli direttivi, che poi sono le stesse che hanno orientato le proposte che FLP DIFESA ha formalmente presentato alla F.A. su POLMANTEO e PMAL (pubblicate sul sito), frutto anche del confronto avuto in assemblea con i lavoratori. Anche per questo, e SME-RPGF lo afferma nella scheda tecnica, i riordini di POLMANTEO e PMAL sono stati rivisti e rimodulati. Rimane però insoluto il problema relativo agli incarichi potenzialmente civili ma oggi impraticabili per carenza di personale effettivo, rispetto al quale abbiamo invocato una soluzione tecnica che renda immediatamente disponibili quegli incarichi in caso di disponibilità futura di personale in possesso di profilo adeguato. Naturalmente ci riserviamo un approfondimento degli elaborati di SME-RPGF sui quattro Poli e un confronto con i lavoratori in assemblea, la prima delle quali nella prossima settimana proprio a POLMANTEO, e, a seguire, come abbiamo già fatto in passato, di formulare una nostra proposta. Infine, abbiamo convenuto con SME-RPGF l’avvio dei confronti locali dopo l’uscita del DM e dopo un ulteriore incontro nazionale. Su nostra richiesta, SME ha precisato che per i riordini di CEPOLISPE e CETLI se ne riparlerà tra qualche mese.
CERIMANT/SERIMANT: l’Ente di Padova manterrà la denominazione di CERIMANT, mentre quello di TREVISO quella di SERIMANT, atteso che le attuali competenze non subiranno sostanziali variazioni.
Parco Peschiera del G.: a conclusione della riunione, abbiamo consegnato a SME-RPGF la nostra proposta per il riordino di detto Ente che pubblichiamo su questa stessa pagina.
Pubblichiamo infine un messaggio di COMLOG ESERCITO avente per oggetto “settore pulizie”
Notiziario FLP Difesa n. 63 del 25 giugno 2020 – In questi giorni, sembrerebbe muoversi qualcosa a livello politico per alcune problematiche ultraventennali afferenti l’Area industriale della Difesa e che la FLP DIFESA rivendica soluzioni da tempo in tutte le sedi (vds. Notiziario FLP DIFESA n. 92 del 15 ottobre 2019. In data 23 giugno […]
Notiziario FLP DIFESA n. 67 del 23 luglio 2019 – Prosegue in Commissione Difesa del Senato il ciclo di audizioni sulle problematiche degli Enti industriali delle Difesa (Poli dell’Esercito e Arsenali della Marina). Dopo quelle del SGD/DNA, del D.G. AID, del Cte Logistico M.M Amm. E. Serra (vds. Notiziario n. 60 del 4 luglio) e […]
Notiziario n. 128 del 5 dicembre 2014 – Argomento principale della sessione informativa di ieri con SME-RPGF (Reparto Programmazione Generale Finanziaria) e SME-DIPE (Dipartimento Impiego Personale Esercito), a tavoli sempre separati per volontà di CGIL-CISL-UIL, è stato il riordino dei Poli dell’Esercito, rispetto al quale abbiamo preso atto con piacere dell’attenzione rivolta dalla F.A. alle […]