Pubblichiamo di seguito IL Notiziario FLP n. 27 del 04 maggio 2021, che reca le valutazioni di FLP sulle ricadute delle modifiche alla disciplina del lavoro agile introdotte dal DL 56 del 30 aprile 2021:
L’articolo 1 del Decreto legge 30 aprile 2021, n. 56 ha apportato alcune modifiche alla normativa in materia di lavoro agile e di predisposizione dei POLA (Piani Organizzativi per il Lavoro Agile), demandando alle singole Amministrazioni le modalità di applicazione del lavoro agile con le percentuali idonee a garantire l’erogazione dei propri servizi a cittadini e imprese con regolarità, continuità ed efficienza.
Restano confermate le modalità semplificate di attuazione del lavoro agile fino alla definizione della specifica regolamentazione contrattuale all’interno dei CCNL, e comunque non oltre il 31 dicembre 2021.
E’ di tutta evidenza che, pur in una nuova fase caratterizzata dall’avvio della campagna di vaccinazione di massa e dal miglioramento dell’andamento sanitario, restano tutte la cautele necessarie da adottare sui luoghi di lavoro per garantire la massima sicurezza delle lavoratrici, dei lavoratori e dell’utenza, così come evitare gli spostamenti massivi sul territorio con i mezzi pubblici.
Misure, la cui cogenza, è confermata dalla proroga dello stato di emergenza sanitario deciso dal Governo fino al 31 luglio 2021, che comporta, fino a tale data, il mantenimento dell’istituto del lavoro agile emergenziale.
Ma vi è un altro aspetto, estremamente importante, che vogliamo sottolineare. Riteniamo non debba in alcun modo essere depotenziata e dispersa l’esperienza maturata in questi 14 mesi nei quali il lavoro agile emergenziale, con tutti i limiti derivanti dalla situazione eccezionale, si è dimostrato uno strumento importante non solo per garantire lo svolgimento delle attività e dei servizi delle Pubbliche Amministrazioni, ma anche capace di produrre importanti risultati per la modernizzazione dei servizi e dei processi, nella spinta alla digitalizzazione e alla trasparenza amministrativa e, cosa di non poco conto, il miglioramento della conciliazione vita – lavoro che, come dimostrano numerose esperienze, ha comportato un significativo aumento dell’efficienza e della produttività.
Per tali motivi, nel confermare le iniziative assunte dalla Segreteria generale FLP per superare in sede di conversione alcuni aspetti delle norme contenute nel Decreto Legge, su cui non concordiamo e che riteniamo siano in contraddizione con il potenziamento dell’istituto del lavoro agile a regime, oltre che di quello emergenziale, riteniamo necessario che le eventuali iniziative che le Amministrazioni intendessero adottare sulla base delle nuove disposizioni normative, siano preventivamente oggetto di confronto con le OO.SS. aventi titolo che è bene ricordarlo, hanno sulla materia siglato in questi mesi specifici Protocolli sia a livello di Ministero per la Pubblica Amministrazione che di singole Amministrazioni.
Vigileremo sulla questione e adotteremo ogni utile iniziativa a tutela del personale e della stessa utenza, contrastando ogni iniziativa che dovesse essere assunta unilateralmente dalle Amministrazioni.
LA SEGRETERIA GENERALE
FLP Difesa ha inviato a Persociv richiesta di calendarizzazione di una riunione per l’aggiornamento del Protocollo COVI 19 della Difesa, allegata al presente notiziario, al fine di assicurare uniformi comportamenti su tutto il territorio nazionale e di evitare pericolose iniziative di rientro massivo in presenza.
Di recente Persociv ha sottoposto alle OO.SS. la bozza del POLA (Piano Organizzativo per il Lavoro Agile) per la Difesa, che doveva essere inviata alla Funzione Pubblica già entro il 31/01 (diverse sono le Amministrazioni inadempienti). Il documento (che pubblichiamo in questa pagina in all.1) riporta una ampia disamina della materia, ed ampi richiami ai principi ed agli obbiettivi della normativa in materia, a partire dall’esperienza del lavoro agile emergenziale.
FLP Difesa ha inviato a Persociv le proprie osservazioni e proposte (che pubblichiamo in questa pagina in all. 2), anche in vista della definitiva elaborazione del Regolamento del Lavoro Agile, in via di redazione. Questi i punti oggetto delle osservazioni:
I dati: Sono stati collocati in lavoro agile emergenziale 2020 n. 18.622 dipendenti (12.985U e 637D) per complessive 337.215 giornate; il dato avvalora l’effettivo utilizzo dell’istituto, ma non consente di capire le differenze di comportamento nei diversi territori. Questione non di poco conto, da tempo rappresentata da questa O.S., posto che è sulla base di questi dati che saranno quantificati i numeri dei futuri accessi al l.a., da garantire ad almeno il 60% dei lavoratori che ne facciano richiesta.
Attività non telelavorabili: sono state individuate, lasciando però margine di valutazione positiva in base alle specifiche modalità di espletamento. FLP Difesa propone che vengano comunque incentivati per tali fattispecie la formazione e l’aggiornamento in modalità agile, come già avvenuto in sede di emergenza COVID19. Non si condivide invece l’inserimento fra le fattispecie non telelavorabili la “gestione contratti”, posto che questa attività rientra fra le attività amministrativo-contabili già efficacemente telelavorate in emergenza.
OIV e schede di valutazione: sono oggi previsti nelle schede di valutazione della performance specifici obbiettivi/indicatori. Non può tuttavia sfuggire la disomogeneità tra la dirigenza civile e quella militare (a quest’ultima afferisce la quasi totalità degli enti – a spanne, 1011 meno gli 87 Enti dell’area t.a. centrale), che non risulta essere parimenti valutata… lasciando così formalmente l’attuazione della norma in capo ad uno sparuto gruppetto di dirigenti civili!!!
la Formazione: abbiamo i numeri dei partecipanti civili ai corsi organizzati in materia presso SNA e presso DIFEFORM. Come più sopra detto, il POLA non menziona analoga attività dei confronti della componente militare, e ciò determina l’esistenza di due compartimenti stagni nello stesso Ministero, che non contribuiscono allo stesso POLA, lasciando intravedere il rischio che il lavoro agile continui ad essere pressoché esclusivo appannaggio della sola area tecnico-amministrativa centrale. In ogni modo, FLP Difesa ha sollecitato l’incentivazione della formazione on line per tutte le tipologie professionali, con beneficio di risparmio riguardo alle spese di missione, e di conseguente maggior accesso per il personale delle sedi periferiche.
La mappatura: Il POLA riporta le sole fattispecie telelavorabili per l’area centrale, rinviando alle altre aree la determinazione nei propri ambiti di competenza. Noi riteniamo invece che il POLA debba indicare le fattispecie delle attività telelavorabili come presupposto a fattor comune per TUTTE le aree della Difesa, onde evitare che resti in capo alle singole FFAA/Aree/Dirigenti una discrezionalità che, come verificato in emergenza, ha molte volte dato luogo a situazioni contraddittorie anche all’interno dello stesso Ente. Solo così daremo la stura alla corretta quantificazione dei possibili accessi al l.a., e delle risorse necessarie per il supporto tecnologico, le dotazioni informatiche, gli accessi da remoto. In merito anzi si propone di istituire un Monitoraggio periodico da porre in capo all’Organismo Paritetico per l’Innovazione (OIP).
Relazioni sindacali: FLP Difesa, nel richiamare i ripetuti inviti della Funzione Pubblica alle forme di partecipazione nella materia, in ragione della rivoluzione che questa innovativa forma di organizzazione del lavoro reca con sé, rivendica la necessità di avviare costruttive relazioni sindacali (a partire dall’informazione, e senza esclusione del confronto) per la redazione della mappatura, a partire dal livello locale per approdare a quello nazionale.
Per maggiori dettagli, si rinvia al documento allegato, inviato a Persociv.
Per ora è tutto, vi terremo aggiornati. Cordialissimi saluti.
In vista della riunione tenutasi lo scorso 27 gennaio 2021 con la delegazione trattante di parte pubblica (Persociv, SMD e SGD), l’A.D. aveva sottoposto alle parti una bozza di “Regolamento per l’applicazione del lavoro agile nella Difesa”, quale stralcio del Piano Organizzativo Lavoro Agile, che avrebbe dovuto essere oggetto di confronto con le parti prima del definitivo invio alla Funzione Pubblica entro il 31 gennaio, come previsto all’art. 263, c. 4-bis del DL 34/2020, convertito in l. 77/2020. Tuttavia, nel corso della riunione l’argomento non fu trattato, e fu rinviato ad altra data, tenuto conto dell’ulteriore proroga del ricorso al lavoro agile emergenziale, in quel momento stabilita al 31 marzo, e poi differita al 30 aprile 2021, alla luce dell’andamento della emergenza (vds Notdif. n. 07 del 28 Gennaio 2021). Ci eravamo allora lasciati con l’impegno delle OO.SS. nazionali di far pervenire a Persociv le proprie osservazioni/proposte sulla bozza ricevuta, utili al prosieguo dei lavori.
FLP DIFESA ha così mandato a Persociv, lo scorso 10 febbraio, una nota (che si pubblica in questa pagina) che, oltre alla richiesta di integrazione della documentazione con quant’altro nel frattempo maturato, riporta le osservazioni e proposte di FLP DIFESA, di cui si riepilogano di seguito i punti salienti:
L’inserimento degli specifici riferimenti normativi relativi alla materia (DL.vo 165/2001, Circ. FP n. 3/2017, DM FP del 09.12.2020, Linee Guida FP sul POLA, ecc..), sottolineando i passaggi relativi alle diverse modalità di relazione sindacale da tenersi in materia, quali:
– la informazione sulle determinazioni relative all’organizzazione degli uffici;
– la contrattazione in materia di misure antinfortunistiche;
– l’esame congiunto e il confronto preventivo, quali “percorsi di condivisione e confronto con le organizzazioni sindacali che, in un’ottica di collaborazione, possano essere utili per l’applicazione di un istituto innovativo come il lavoro agile”;
– l’informazione, il confronto, il monitoraggio e l’aggiornamento periodico in materia di mappatura delle attivitàeseguibili da remoto in modalità agile.
E’ evidente anche l’importanza della trasparenza dei dati relativi al grado di digitalizzazione raggiunto da ciascun Ente, obiettivo peraltro attribuito ai Dirigenti, e dello stato di implementazione della dotazione informatica utilizzata per lo svolgimento dell’attività lavorativa agile; ed è rilevante che l’Amministrazione tenga fede all’impegno di garantire ai lavoratori agili i necessari accessi da remoto e le relative credenziali personali.
Abbiamo inserito il richiamo alla figura e al ruolo del competente Responsabile per la Transizione al Digitale (RTD), garante per il Lavoro Agile e per l’acquisizione della strumentazione informatica utile a supportare il ricorso al lavoro agile, previsto dall’art. 17 del DL.vo 82/2005, aggiornato ai DL.vi n.179/2016 e n.217/2017, e dalla circ. FP n.3/2018, garante contro le discriminazioni nei confronti del personale economicamente più svantaggiato.
Abbiamo rivendicato la libertà di scelta del lavoratore agile sia in termini di luogo di svolgimento del lavoro agile (senza vincoli da parte del datore di lavoro: la sede scelta deve semplicemente rispondere a criteri di ragionevolezza ai fini antinfortunistici), sia in termini di orario (svincolato dall’articolazione oraria della prestazione in presenza, e dall’orario di servizio dell’ente di appartenenza, dovendosi rispettare i soli limiti della durata massima giornaliera e settimanale, della fascia di contattabilità e del rispetto del diritto alla disconnessione, di cui alla l. 81/2017, n. 81, e alle raccomandazioni del Parlamento europeo di cui alla Risoluzine P9_TA-PROV(2021)0021 del 21 gennaio 2021.)
Resta naturalmente da vedere come si porrà rispetto alla materia il nuovo ministro della P.A. …… .
Come sempre, vi terremo aggiornati
p. LA SEGRETERIA NAZIONALE – Maria Pia Bisogni e Pasquale Baldari
Scade il 31.01.2020 il termine per la redazione dei Piani Organizzativi per il Lavoro Agile. Val la pena ripercorrere i punti salienti della evoluzione della disciplina del lavoro agile, distinguendone la diversa connotazione “durante” e “dopo” l’emergenza. Il telelavoro, prototipo del lavoro agile, avrebbe dovuto essere adottato dalla PA entro il 2018, ai sensi della l. n. 124/2015; ma così non fu, e nel 2017 arrivò il “lavoro agile” di cui alla legge 81/2017, e fu applicato solo in realtà minoritarie della P.A.. Ma il modello è tornato utile con lo scoppio della pandemia da COVID 19, dove ha assunto lo specifico connotato di misura di contrasto alla diffusione del virus, con modalità semplificate, il “Lavoro agile emergenziale”, che è stato oggetto di continui rimaneggiamenti normativi:
è Introdotto nella P.A. Il 03.2020 quale “modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa…”.ai sensi dell’art. 87 del DL. 18/2020 (conv. in legge 27/2020);
Le PA sono chiamate a organizzare “il lavoro dei propri dipendenti … applicando il lavoro agile…al 50% del personale” impiegato nelle attività telelavorabili (art. 263 del D.L. n.34/2020 conv. in legge 77/2020).
Con Decreto 10.2020, all’art. 3 c.1 let a), la Funzione Pubblica ha precisato che la percentuale di personale da adibire al lavoro agile debba intendersi in“…almeno al 50% del personale preposto alle attività telelavorabili…” e al successivo c.3, ha ribadito che le P-A.“…assicurano in ogni caso le percentuali più elevate possibile di lavoro agile…”.Dettagli importanti, che proprio FLP Difesa ha ottenuto fossero recepiti nel Protocollo COVID 19 della Difesa del 01.12.2020.
A oggi Persociv ha mantenuto il termine per il ricorso al lavoro agile emergenziale al03.2021, conformandosi al DL 31.12.2020 n.183 (Milleproroghe), e dunque entro il termine di cessazione dell’emergenza attualmente indicato dal D.L. 14.01.2021 n. 2, il 30.04.2021. Ma naturalmente è prevedibile che nuove normative introducano altre proroghe.
Il 12.01.2021 PERSOCIV, nella circolare (in all. 1) n. 1533, attuativa del decreto milleproroghe, ha indicato la percentuale di personale da impiegare in modalità agile nel mero 50%, come riportato nel D.L. 34/2020, senza tenere conto degli aggiustamenti normativi intervenuti successivamente e sopra citati.
FLP Difesa, con la lettera del 14.01.2021 in all.2), ha chiesto la rettifica della circolare nel senso che i datori di lavoro impieghino “almeno il 50% dei lavoratori impiegabili in modalità agile, e comunque la più elevata possibile rispetto alle attività telelavorabili”; e ciò anche considerate le segnalazioni pervenute a questa O.S., circa il rischio che venga messo in atto un rilevante rientro in presenza del personale, con il progressivo affossamento dell’esperienza del lavoro agile.
Nella stessa nota abbiamo anche segnalato però la necessità di dare indicazioni rispetto: -alla proroga al 31.12.2021 dei termini per gli acquisti di materiali informativi finalizzati alla diffusione del lavoro agile (art. 1c.11 DL 183/2020); -alla proroga al 28 febbraio 2021 delle disposizioni relative ai lavoratori fragili di cui alla l.27/2020, e relative:
alla equiparazione del periodo di assenza dal servizio al ricovero ospedaliero in presenza di certificazione rilasciata dai competenti organi medico-legali attestanti una condizione di maggior rischio;
al diritto alla prestazione lavorativa in modalità agile (l. 178/2020 art. 1 c.481).
Ebbene, evidentemente avevamo ragione, posto che Persociv ha provveduto ad emanare la circolare n. 3429 del 19.01.2020 integrando la precedente con gli elementi da noi richiesti (all.3).
La sperimentazione in corso di pandemia fornisce però anche gli elementi di valutazione per la redazione, ai sensi della l. 34/2020, dei “Piani Organizzativi per il Lavoro Agile” da parte delle P.A. entro il 31 gennaio di ciascun anno, sentite le OO.S. I POLA dovranno indicare le modalità organizzative che consentano ad almeno il 60% dei dipendenti impiegati in attività smartabile di avvalersene a richiesta. E non passi inosservato che in caso di mancata adozione del POLA, il lavoro agile si applica ad almeno il 30% dei dipendenti, ove lo richiedano. Dato che ormai la scadenza è prossima, FLP Difesa ha chiesto con la nota in all. 4) alla Delegazione trattante aggiornamenti sullo stato dell’arte, e l’avvio urgente di un tavolo di confronto. Nella stessa nota, ha chiesto anche di conoscere i dati relativi ai risparmi di straordinari e buoni pasto 2020, che la legge di bilancio rende disponibili alla stessa amministrazione per la contrattazione integrativa, che ovviamente rivendichiamo. Vi terremo aggiornati.
Cordiali saluti
p. LA SEGRETERIA NAZIONALE Maria Pia BISOGNI Pasquale BALDARI
Notiziario FLP Difesa n. 80 del 23 settembre 2020 –
Si riporta, di seguito, il testo del notiziario n. 36 del 21 settembre 2020 della Segreteria Generale della FLP, relativo alla analisi e alle proposte presentate alla Ministra Dadone in merito al confronto avviato in questi mesi a palazzo Vidoni sulla esperienza del lavoro agile nell’ambito della Pubblica Amministrazione nell’emergenza, e alle potenzialità del suo decollo a regime:
Nel rimandarvi alla lettura dell’articolato sottolineiamo come lo stesso affronta diversi aspetti e non si limita a definire unicamente quelle che dovrebbero essere le proposte per il decollo del lavoro agile a regime.
La situazione attuale, infatti, è purtroppo caratterizzata ancora da una evidenza epidemiologica, nazionale e internazionale, assolutamente preoccupante e quindi è necessario affrontare questi mesi con la dovuta attenzione, utilizzando ancora le modalità straordinarie del lavoro agile o da remoto, come fattore di prevenzione del contagio.
Le fughe in avanti di troppe Amministrazioni, dovute ad un’interpretazione letterale e molto spesso restrittiva del comma 263 del Decreto rilancio, tra l’altro adottato in una fase che sembrava diversa dal punto di vista del diffondersi del Covid 19, con il rientro in presenza della stragrande maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori, spesso senza le dovute attenzioni neanche dei cosiddetti lavoratori fragili, comporta a nostro parere, la necessità di una modifica del quadro normativo o comunque di direttive precise da parte della Ministra Dadone.
La scansione temporale prevista dal comma 263 (cessazione del lavoro agile come modalità di svolgimento ordinario della prestazione dal 15 settembre 2020 e lavoro agile per il 50 per cento del personale impiegabile nelle attività cosiddette “smartabili” fino al 31 dicembre 2020) deve essere riorientata, e correlata all’andamento epidemiologico, con particolare riferimento anche all’apertura delle scuole, attese le ricadute che si stanno già avendo , in particolare per i genitori con figli minori di 14 anni, sia per le chiusure degli Istituti che per gli orari diversificati e i turni di lezione.
Così come vanno definite meglio, ed in modo più flessibile e semplice, le misure di prevenzione per i lavoratori fragili, meritevoli di una maggiore attenzione sanitaria quanto più aumenta la presenza nei luoghi di lavoro e nei mezzi pubblici.
Per quanto concerne invece gli aspetti a regime il documento parte dal presupposto che, per far decollare veramente questa nuova modalità di articolazione della prestazione lavorativa, è necessario un vero cambio di paradigma, che modifichi l’organizzazione degli Uffici e del lavoro, rafforzi la capacità tecnologica delle Amministrazioni, superi il gap infrastrutturale delle reti, aumenti la dotazione degli apparati informatici, implementi la digitalizzazione dei processi, la creazione e l’interoperabilità delle banche dati, renda fruibili da remoto a cittadini, imprese e addetti la totalità dei servizi e delle prestazioni rese dalle Pubbliche Amministrazioni.
E’ di tutta evidenza che l’adozione del lavoro agile produrrà a regime notevoli ricadute anche sul rapporto di lavoro; andranno quindi rivisti e riscritti numerosi istituti, compresi quello relativo all’articolazione dell’orario di lavoro e alle sue modalità di rilevazione, il riconoscimento del diritto alla disconnessione, le nuove modalità di individuazione del luogo di svolgimento della prestazione e le condizioni tecnologiche di base per lavorare (pc, connessione, telefono).
Così come andranno ridefinite le modalità di riconoscimento del salario di produttività e dei buoni pasto, i sistemi di valutazione, il riconoscimento dei permessi e tutte le garanzie contrattuali relative al rapporto di lavoro.
Ma il punto centrale, che spesso viene sottaciuto o non affrontato con la dovuta attenzione, è quello del nuovo ordinamento professionale.
Il lavoro agile a regime comporta certamente nuovi livelli di responsabilità e di autonomia connessi alla lavorazione di intere fasi del processo, oggi disarticolato in più fasi, di scelte da adottare in tempo reale, oggi invece centralizzate burocraticamente e di competenza del vertice della piramide gerarchica.
Per fare questo è necessario individuare nuovi profili e una diversa articolazione delle attuali aree professionali, riaprire con decisione le carriere, oggi ingessate da inaccettabili vincoli normativi riconoscendo le tante professionalità presenti nei nostri Uffici, procedere ad una stagione di formazione dedicata e diffusa, incrementare gli organici con assunzioni mirate nei settori strategici e per le professionalità necessarie.
E’ necessario quindi un quadro organico di azioni e misure, che preveda l’utilizzo coerente dei diversi strumenti necessari ( da quello normativo a quello regolamentare, a quello contrattuale.
In questo ambito un Accordo quadro del Governo con le Organizzazioni sindacali e le parti sociali appare a nostro parere la cornice indispensabile per permettere finalmente il decollo del lavoro agile e allo stesso tempo una vera modernizzazione delle nostre Amministrazione. Che è quello che da tempo ci chiede il Paese tutto.
Infine, occorre anche ricordare che l’art. 263 della legge 77/2020 prevede che “… entro il 31 gennaio 2021, le Amministrazione Pubbliche rendono, sentite le Organizzazioni Sindacali, il Piano Organizzativo del Lavoro Agile (POLA)”, che dovrà recare le modalità attuative del lavoro agile, per le cui attività è previsto che “almeno il 60% dei dipendenti possa avvalersene”, e che dovrà al contempo definire “le misure organizzative, i requisiti tecnologici, i percorsi formativi del personale, anche dirigenziale, e gli strumenti di rilevazione e di verifica periodica dei risultati conseguiti”.
Tenuto conto che il 31 gennaio non è poi così lontano, e considerate altresì l’importanza della predetta scadenza e l’attesa e l’interesse che suscita nei colleghi, invitiamo i nostri Coordinamenti Nazionali a seguire con grande attenzione questa partita sollecitando le Amministrazioni ad aprire da subito i confronti con le Parti sindacali.
La Segreteria Generale FLP
Sottolineiamo la particolare rilevanza di questo studio e di queste proposte, dettagliate nel citato articolato che pubblichiamo in allegato 1, che mirano alla introduzione di una disciplina del lavoro agile oltre l’emergenza, e dunque della citata prestazione lavorativa in “modalità ordinaria”.
Segnaliamo in merito l’iniziativa adottata da questa Segreteria Nazionale con la Nota al Ministro della Difesa, che si pubblica in allegato 2, con la quale si chiede l’avvio di un percorso operativo che porti alla redazione entro il 31 gennaio 2021, come previsto dall’art. 263 della l. 77/2000, di un Piano Organizzativo per l’attuazione del Lavoro Agile (POLA) all’interno della Difesa.
Notiziario FLP Difesa n. 34 del 07 maggio 2021 – Pubblichiamo di seguito IL Notiziario FLP n. 27 del 04 maggio 2021, che reca le valutazioni di FLP sulle ricadute delle modifiche alla disciplina del lavoro agile introdotte dal DL 56 del 30 aprile 2021: L’articolo 1 del Decreto legge 30 aprile 2021, n. 56 […]
Notiziario FLP Difesa n. 27 del 14 aprile 2021 – Di recente Persociv ha sottoposto alle OO.SS. la bozza del POLA (Piano Organizzativo per il Lavoro Agile) per la Difesa, che doveva essere inviata alla Funzione Pubblica già entro il 31/01 (diverse sono le Amministrazioni inadempienti). Il documento (che pubblichiamo in questa pagina in all.1) […]
Notiziario FLP Difesa n. 13 del 22 gennaio 2021 – In vista della riunione tenutasi lo scorso 27 gennaio 2021 con la delegazione trattante di parte pubblica (Persociv, SMD e SGD), l’A.D. aveva sottoposto alle parti una bozza di “Regolamento per l’applicazione del lavoro agile nella Difesa”, quale stralcio del Piano Organizzativo Lavoro Agile, che […]
Notiziario FLP Difesa n. 05 del 20 gennaio 2021 – Scade il 31.01.2020 il termine per la redazione dei Piani Organizzativi per il Lavoro Agile. Val la pena ripercorrere i punti salienti della evoluzione della disciplina del lavoro agile, distinguendone la diversa connotazione “durante” e “dopo” l’emergenza. Il telelavoro, prototipo del lavoro agile, avrebbe dovuto […]
Notiziario FLP Difesa n. 80 del 23 settembre 2020 – Si riporta, di seguito, il testo del notiziario n. 36 del 21 settembre 2020 della Segreteria Generale della FLP, relativo alla analisi e alle proposte presentate alla Ministra Dadone in merito al confronto avviato in questi mesi a palazzo Vidoni sulla esperienza del lavoro agile […]