Si riporta il testo del comunicato unitario CGIL FP – UIL PA – FLP DIFESA e CONFSAL UNSA che informa in merito ai contenuti e agli esiti della riunione di ieri al Gabinetto del Ministro, in cui si è discusso della nuova Direttiva sulla performance sulle modifiche del protocollo d’intesa 29.09.2015 in previsione del nuovo bando di mobilità, e che a conclusione fa un punto di situazione sugli emendamenti al Disegno di legge sul bilancio 2918 di nostro interesse (Fondo integrativo e progressioni tra e aree), che hanno avuto il visto di ammissibilità alla Camera.
“Nel pomeriggio di ieri, al Gabinetto e a seguito della nostra richiesta, si è tenuto l’incontro tecnico che ha chiuso la complessa fase di confronto con A.D., durata più mesi, su due questioni aperte da lungo tempo e che erano tra i punti di accordo del 5 aprile u.s. con il Vertice politico. Ci riferiamo alla nuova direttiva sulla performance individuale 2018 e alla rivisitazione del protocollo di mobilità 29.09.2015 a premessa del secondo bando di mobilità che partirà a gennaio p.v. .
Nuova Direttiva Performance
Rispetto alla precedente direttiva del 10.11.2015, si presenta significativamente modificata anche in accoglimento delle nostre proposte unitarie. In primo luogo, la differenziazione tra i sistemi di valutazione della performance individuale e quelli relativi ai piani d progetti locali (FUS), che ridà così peso e valore alla contrattazione locale sul FUS. In secondo luogo, una semplificazione della procedura e alcune soluzioni operative che dovrebbero eliminare gran parte delle criticità osservate nella gestione del sistema di valutazione dell’ultimo biennio, e tra queste quella che sottrarrà ad OIV la “media ponderata” in caso di più valutazioni e l’introduzione, in via sperimentale, di una scheda per la verifica intermedia cofirmata da Valutatore e Valutando. Infine, il dovuto adeguamento alle novità introdotte dal Decreto Legislativo 25.05.2017, n. 74.
Detta Direttiva verrà ora sottoposta alla firma della Ministra e poi al vaglio della Corte dei Conti.
Nuovo protocollo mobilità
A conclusione dell’ultimo incontro tecnico del 23 ottobre, pur dando atto a SMD/SGD di aver recepito molte delle nostre richieste, avevamo segnalato quattro criticità residue (bandi da estendere anche al personale della prima area; introduzione in protocollo della mobilità volontaria per compensazione assicurando massima pubblicità e accessibilità a tutti gli interessati; introduzione dei trasferimenti anche tramite riconversione professionale e, infine, il nodo dei nodi: il superamento del “grado di scopertura zero”, che impediva la presentazione delle stesse istanze). Ebbene, A.D. ha aperto su tutte e quattro i fronti: il prossimo bando sarà destinato anche al personale di area 1;introdotta la mobilità volontaria per compensazione nei termini da noi richiesti; i trasferimenti tramite riconversione professionale saranno resi possibili per la procedura straordinaria (legge 104 e D.Lgs 151), mentre per quella ordinaria A.D. si è riservata di verificarne la praticabilità; infine, la stessa A.D. ha accolto la nostra richiesta di cancellare il “grado di scopertura zero”, o tramite l’introduzione di una percentuale “non inferiore almeno al 20%” come da noi richiesto a SMD nell’incontro del 23 ottobre, o limitandolo esclusivamente agli Enti dell’area industriale e in presenza di gravi carenze nelle professionalità disponibili, in particolari tecniche.
Con queste ultime modifiche/integrazioni, il nuovo protocollo può dirsi approntato. Seguirà la firma delle Parti, che precederà la pubblicazione del bando 2018 nei termini temporali previsti.
Esprimiamo soddisfazione per l’esito dell’incontro, che dà attuazione agli impegni del 5 aprile.
Con riferimento ai punti politicamente più significativi dell’accordo del 5 aprile con il Vertice politico, informiamo le lavoratrici e i lavoratori degli ultimi sviluppi relativi agli emendamenti al DDL bilancio 2018 su “Fondo Integrativo” e “progressioni tra le aree”.
Sono stati dichiarati ammissibili i due emendamenti, qui allegati, a firma dell’on. Galperti che riguardano: il primo, la costituzione di un fondo integrativo di 21 mln di € per il triennio 2018-2020 che ne assicura pertanto la strutturalità, e il secondo che riguarda l’avvio di una o più procedure concorsuali per le progressioni di area a partire dalla 1^ con riserva del 50% dei posti, pur a fronte di una percentuale che oggi il D. Lgs. 25.05.2017, n.75 limita a non oltre il 20%. Su questi emendamenti, il Governo dovrà ora dare il suo parere e poi ci sarà il voto prima in Commissione e poi in aula, che è previsto per il 19 p.v. e con la fiducia. In aggiunta, proprio nella giornata odierna, dovrebbero essere resi noti gli emendamenti del relatore del DDL Bilancio 2018 e quelli governativi, tra i quali dovrebbe trovare posto quello relativo ai 21 milioni di € nel triennio.
Seguiremo molto da vicino gli sviluppi dell’iter parlamentare su un passaggio che appare nodale per la nostra categoria, e ci riserviamo di esprimere a conclusione le necessarie valutazioni del caso
FP CGIL – F. Quinti UIL PA – S.Colombi FLP DIFESA – GC Pittelli CONFSAL UNSA – GF Braconi”
Roma 13 dicembre 2017 “
In allegato 1, il comunicato unitario per la massima diffusione e, in allegati 2 e 3, i due emendamenti al DDL 2960 che hanno avuto l’ammissibilità.
Allegato 3: Art. 332-bis (emendamento su progressioni d’area)
Notiziario n. 36 del 7 aprile 2015 –
Palazzo Vidoni Caffarelli, a Roma, sede della F.P.
Come ampiamente anticipato nei giorni scorsi dai nostri Notiziari, si è tenuta il 2 aprile u.s. la riunione tecnica tra le Confederazioni Sindacali (per noi, la CSE) e la Funzione Pubblica (FP) per l’esame dello schema di DPCM e delle c.d. “tabelle di equiparazione” o “di corrispondenza” tra i livelli economici di inquadramento (che pubblichiamo su questa stessa pagina), che serviranno a regolare i transiti tra i diversi comparti della P.A. partendo dal livello d’inquadramento nella Amministrazione cedente e individuando il corrispondente livello di inquadramento nell’Amministrazione ricevente. Dunque, uno strumento fondamentale per regolare i processi di mobilità, e proprio a partire da quelli che interessano il personale delle ex Province alleggerite di molte funzioni a seguito della Legge Del Rio.
A conclusione della riunione in FP, la CSE ha diffuso una nota nella quale ha fatto presente che “per noi la materia riveste caratteristiche precipuamente contrattuali per le ricadute sulle condizioni economiche e professionali dei lavoratori interessati ai processi di mobilità “coatta”, e che non accettiamo l’idea di un ruolo delle OO.SS. consultivo e senza un vero potere negozialesu un’operazione che rischia di essere unicamente a perdere per i lavoratori pubblici. Una mobilità che non tiene conto delle professionalità possedute, delle funzioni svolte e di quelle da svolgere, senza formazione e senza un piano organico di riassetto delle funzioni delle amministrazioni centrali e locali non solo non produce economie e risparmi, ma indebolisce la presenza e la qualità dei servizi e delle funzioni pubbliche nel nostro Paese ”. Il Capo di Gabinetto B. Polverari, che ha presieduto la riunione, ha chiesto alle OO.SS. di formulare le proprie osservazioni entro il 9 aprile p.v. e comunque prima della riunione della Conferenza Stato-Regioni che si dovrebbe tenere il 15 p.v. ai fini della formulazione del parere.
Nel corso della predetta riunione, non si è invece minimamente accennato alla tabella di equiparazione tra gradi militari e inquadramenti civili, che notoriamente interessa molto da vicino chi lavora nel MD. Non se ne è parlato forse perché le tabelle di corrispondenza esaminate erano quelle relative al personale contrattualizzato, mentre le prime riguardano lavoratori non contrattualizzati (i militari).
Come si ricorderà, la Legge 244/2012 prevede per il personale militare transiti anche ordinari (e non più solo per inidoneità fisica ex D.I.M. 18.04.2002, che pubblichiamo su questa stessa pagina) nei ruoli civili, e rende pertanto necessaria, anche alla luce delle intervenute modifiche dell’ordinamento professionale, la ridefinizione della tabella. La proposta venuta dall’AD. (riunione con il Sottosegretario Magri, Notiziario n. 45 del 18 aprile 2013) prevedeva per il il grado apicale dei Sottufficiali (1° Maresciallo, anche con qualifica di Luogotenente) l’inquadramento in area 3^- prima fascia retributiva- qualora “in possesso del diploma di laurea specialistica o quadriennale vecchio ordinamento o dall’aver svolto, con valutazione positiva, un incarico che l’ordinamento attribuisce agli Ufficiali” ai sensi degli artt. 839 (personale FF.AA.) e 848 (personale Arma CC) del Codice Ordinamento Militare (D. Lgs. n. 66/2010). Dunque, la proposta dell’AD prevedeva la possibilità di inquadramento in area 3^ di SU. non in possesso di laurea, e anche solo in virtù di incarichi attribuiti dall’ordinamento agli U., peraltro senza neanche indicare l’ambito temporale minimo.
Rispetto a questa proposta dell’Amministrazione, si saldò allora una posizione unitaria di tutte le OO.SS., che di fatto chiedevano il transito secco dei SU. in area 2^ e degli U. in area 3^. Una posizione, questa, che a conclusione della riunione del 22.11.2013, l’allora Sottosegretaria Pinotti fece propria, e pertanto fu inoltrata alla FP una proposta di tabella priva dei due asterischi in calce (si veda l’allegato pubblicato su questa stessa pagina).
Di questa tabella non si è parlato nella riunione in FP con le OO.SS., ma siamo comunque a conoscenza che, nel corso di un precedente tavolo con l’AD, la FP avrebbe dato un via libera di massima alla tabella proposta dal MD (transito secco dei SU. in 2^ e degli U. in 3^ area). Attendiamo ora il DPCM.
Notiziario n. 128 del 13 dicembre 2017 – Si riporta il testo del comunicato unitario CGIL FP – UIL PA – FLP DIFESA e CONFSAL UNSA che informa in merito ai contenuti e agli esiti della riunione di ieri al Gabinetto del Ministro, in cui si è discusso della nuova Direttiva sulla performance sulle modifiche […]
Notiziario n. 36 del 7 aprile 2015 – Come ampiamente anticipato nei giorni scorsi dai nostri Notiziari, si è tenuta il 2 aprile u.s. la riunione tecnica tra le Confederazioni Sindacali (per noi, la CSE) e la Funzione Pubblica (FP) per l’esame dello schema di DPCM e delle c.d. “tabelle di equiparazione” o “di corrispondenza” […]