Notiziario FLP DIFESA n. 104 del 27 novembre 2020 –
Le cronache di questi giorni sono piene di denunce e di osservazioni estremamente critiche nei confronti dell’iniziativa assunta da CGIL-CISL-UIL per lo sciopero nella giornata del ponte dell’Immacolata. Noi rispettiamo ovviamente questa scelta, ma riteniamo che, di fronte a quello che sta succedendo nel Paese a causa di questo stramaledetto virus, lo sciopero non sia oggi l’idea migliore, anche per evitare reazioni strumentali e demagogiche.
C’è un rischio che non possiamo correre, quello di dare fiato a chi (pensiamo solo a CONFINDUSTRIA) vuole bloccare i rinnovi. E per questo, la Segr. Gen. FLP ha diffuso in data 25 u.s. una nota con la quale rende noto il proprio pensiero al riguardo e formula alcune precise proposte, nota che riportiamo di seguito in riquadro in forma integrale.
“Con precedente Notiziario abbiamo espresso le nostre valutazioni critiche sulle misure in materia di lavoro pubblico contenute nel disegno di legge di bilancio 2021, approvato dal Consiglio dei Ministri e ora all’esame del Parlamento.
Pertanto, abbiamo richiesto la ripresa del confronto con la Ministra Dadone e contestualmente interessato le Commissioni parlamentari impegnate nel lavoro di esame del disegno di legge di bilancio 2021 per illustrare le nostre proposte di modifica.
Purtroppo, come era prevedibile, la proclamazione dello sciopero da parte di CGIL, CISL e UIL per il prossimo 9 dicembre, ha reso questo percorso più accidentato e difficile, dando fiato non solo alle posizioni di chi lo ritiene intempestivo e non motivato, ma anche a tutti quei portatori di specifici e ben individuati interessi, che vogliono approfittare di questo scivolone di una parte del fronte sindacale, per rilanciare le politiche di smantellamento del lavoro pubblico, di ridimensionamento dei diritti, di nuove privatizzazioni, mettendo in discussione il ruolo, la funzione, la dignità e la professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori che hanno dimostrato, ancora una volta, durante questa tragica pandemia, di essere la spina dorsale del Paese.
Non discutiamo il diritto allo sciopero, che rispettiamo, anche se in questo momento non lo riteniamo opportuno, per la necessità di non far mancare neanche per un giorno i servizi e le prestazioni rese dalle Pubbliche Amministrazioni, ai cittadini e alle imprese, in questo grave periodo di emergenza sanitaria ed economica, i cui riflessi sono ancora incalcolabili.
La FLP è il sindacato che, non solo ha rivendicato il diritto al rinnovo dei contratti pubblici, ma è anche l’unico, che le con proprie iniziative giurisdizionali, ha ottenuto la sentenza n. 178/2015 della Corte Costituzionale che ha cancellato il reiterato blocco del rinnovo dei contratti pubblici protrattosi per oltre 10 anni.
Nessuno più di noi, quindi, ha le carte in regola per rivendicare con forza il rinnovo dei contratti, scaduti a dicembre 2018.
E lo stiamo facendo in questa occasione, sia sollecitando l’Aran all’esame della nostra proposta per un nuovo ordinamento professionale (diritto alla carriera e nuovi profili professionali) e per una moderna organizzazione del lavoro e dei processi, sia incalzando il Governo e il Parlamento ad adottare tutte quelle misure legislative necessarie a superare gli attuali vincoli economici e normativi che ci impediscono di andare in tale direzione.
Quattro sono le direttrici delle nostre proposte alla Ministra Dadone e alle Commissioni Parlamentari, che vanno di pari passo con la richiesta di un ulteriore adeguamento delle risorse stanziate per il triennio 2019-2021:
SUPERAMENTO DEL TETTO MASSIMO PREDEFINITO DEI FONDI RISORSE DECENTRATE
La FLP ha chiesto di abrogare le norme che prevedono il divieto di superamento dell’entità delle risorse dei Fondi Risorse Decentrate delle singole Amministrazioni, già nelle disponibilità delle stesse, e quindi senza aggravio per il bilancio dello stato, rispetto a quelle predeterminate e cristallizzate negli anni precedenti (2015/2016). Ciò al fine di poter implementare gli istituti della produttività collettiva e individuale, valorizzare le posizioni organizzative e responsabilità, permettere il dispiegarsi delle progressioni economiche e il riconoscimento del merito.
SUPERAMENTO DELLA TRANSITORIETA’ DELLA NORMA SUI PASSAGGI TRA LE AREE
È necessario che venga portata a regime la possibilità per le Amministrazioni, ora limitata e adottata in via sperimentale per un triennio, poi prorogato sino al 31.12.2021, di prevedere procedure concorsuali di passaggio tra le aree. Chiediamo anche di derogare per il personale in servizio al possesso del titolo di studio previsto per l’accesso dall’esterno, valorizzando quello immediatamente inferiore, riconoscendo all’esperienza professionale e alla formazione conseguita, il valore di credito formativo, e chiediamo inoltre l’aumento della percentuale riservata agli accessi dall’interno all’area superiore dal 30 al 50 per cento.
DELEGIFICAZIONE DELLE MATERIE RELATIVE ALL’ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO
La FLP ha chiesto di abrogare quelle norme che negli ultimi anni hanno riservato alla legge tutti i provvedimenti legati all’organizzazione del lavoro, ingessando ogni azione di semplificazione e di miglioramento organizzativo che oggi resta unicamente nella disponibilità della dirigenza e della burocrazia.
PIENA ESIGIBILITA’ DELLA CONTRATTAZIONE INTEGRATIVA
La FLP rivendica la necessità di definire la portata dei controlli agli accordi sottoscritti in sede di contrattazione integrativa riservandola alla correttezza del rispetto dei vincoli economici e delle disposizioni previste nei Contratti collettivi nazionali. Ciò in quanto gli Uffici dell’IGOP e della Funzione Pubblica entrano nel merito delle scelte delle parti contraenti, esulando dalle proprie specifiche competenze, o fornendo interpretazioni di parte che non trovano fondamento nei CCNL e nelle stesse norme. Questo provoca ritardi nella stipula dei Contratti integrativi, lunghissimi tempi di certificazione, ostacoli all’utilizzo delle risorse, vanificando il ruolo e gli ambiti della contrattazione integrativa.
Queste sono solo alcune parziali proposte necessarie per poter iniziare un percorso capace di permettere la stipula di un contratto dignitoso. Ma vi è anche un orizzonte più ampio.
Le risorse del recovery fund, e quelle contenute nella legge di bilancio, possono e debbono essere l’occasione per un concreto rilancio delle azioni e delle attività delle nostre Amministrazioni, per decenni governate solo dalla logica dei sacrifici e della riduzione dei costi, che hanno portato a situazioni ormai ingestibili in termini di organici e di ricambio generazionale, di riconoscimento delle professionalità e delle carriere, di investimenti tecnologici e infrastrutturali, di digitalizzazione dei processi e di formazione degli addetti.
Pertanto il rinnovo dei contratti di lavoro diventa un pezzo importante nella strategia di rinnovamento e di rilancio economico e sociale del Paese.
Con questa convinzione continueremo a portare le nostre idee e il nostro contributo a tutti i livelli, senza fare sconti a nessuno, coinvolgendo da un lato i lavoratori, il cui impegno permette ogni giorno, in situazioni precarie, di rispondere alle richieste e alle aspettative dei cittadini e del Paese, e dall’altro, promuovendo alleanze con tutte le forze sane e avvedute, consapevoli dell’importanza e del ruolo che deve avere la nostra Pubblica Amministrazione.
Immaginiamo che anche Cgil, Cisl e Uil si stiano rendendo conto dell’inopportunità della scelta operata e confidiamo che possano decidere di ricostituire un’unitarietà di azione sindacale per raggiungere gli obiettivi comuni nell’interesse dei lavoratori pubblici e del Paese.
LA SEGRETERIA GENERALE FLP “
Naturalmente, il dibattito di questi giorni, anche in casa Difesa, è molto occupato dalle questioni legate alle previsioni del DDL sul Bilancio 2021 (AC 2790-bis), di cui abbiamo riferito nel precedente Notiziario n. 103 del 21 u.s. per quanto riguarda i contenuti più importanti per quanto attiene sia al Pubblico Impiego che alla Difesa.
Abbiamo detto con chiarezza che c’è poco o nulla di quanto serve alla nostra Amministrazione sul fronte del personale civile, in particolare mancano risorse per azzerare, o quantomeno significativamente ridurre, il nostro gap retributivo; e un piano di assunzioni straordinarie, in primis tecniche e orientate sul versante dell’area industriale. Purtroppo, e ancora una volta, non abbiamo trovato nulla di tutto questo nel DDL Bilancio.
Questa volta ci avevamo anche creduto, visti gli impegni assunti dallo stesso Ministro nell’incontro di luglio u.s., e siamo rimasti molto delusi.
Serve poco ribadire ad ogni occasione l’importanza e la centralità del personale civile, come qualche giorno fa ha fatto l’on. Guerini a La Spezia nel corso della consegna delle medaglie ai lavoratori civili “anziani” (si veda l’articolo che pubblichiamo in allegato 1 su questa pagina), senza poi far seguire alle belle parole fatti e provvedimenti concreti. Di parole, i lavoratori civili sono francamente stanchi, e anche in questo DDL abbiamo dovuto osservare l’assenza di scelte concrete.
La nostra O.S. ha, a tal proposito, un approccio concreto, e in questi giorni ha lavorato per mettere a punto delle proposte di emendamenti al DDL sulle partite per noi più importanti (piano straordinario di assunzioni, ma anche altro: risorse economiche; centri di formazione; lo stralcio della norma sul Capo SMD, si veda a tal proposito l’allegato 2 pubblicato su questa stessa pagina).
Proposte di emendamenti che abbiamo già sottoposto all’attenzione di Parlamentari, suscitando in alcuni interesse a farli propri nella sostanza.
Daremo tempestivamente conto ai lavoratori degli sviluppi di questa nostra iniziativa.
L’on. Donatella Duranti, parlamentare tarantina, che insieme all’on. Galli ha proposto l’interrogazione alla Ministra
Appare davvero di grande interesse, per tutta una serie di ragioni, la risposta che la Ministra Pinotti ha dato il 23 u.s. agli onn. D. Duranti e C. Galli (MDP) che l’avevano interrogata per sapere se A.D. avesse intenzione di “indire concorsi e assunzioni di giovani maestranze e riaprire la scuola allievi operai” per dare risposte in merito alla preoccupante e crescente carenza di professionalità, in particolare tecniche e con particolare riferimento agli Stabilimenti (Arsenali MM e Poli EI), che sta mettendo a dura prova il futuro di quegli Enti, nei quali l’età media cresce (ora a 57 anni) e il turnover è inesistente.
Un problema gravissimo che, ove non si ponga rimedio in tempi rapidissimi, rischia di accelerare la fine di quegli Enti e di rendere obbligato il passaggio all’industria privata, peraltro previsto ex art. 280 del Libro Bianco, pur a fronte dei non pochi soldi già spesi (es. piani Brin MM) e delle risorse arrivate o in arrivo.
Ebbene, la risposta fornita all’interrogazione sembra davvero non cogliere appieno la gravità del problema.
A partire dalla affermazione che “la componente civile sta ricevendo alimentazione da due fonti”: la prima di queste fonti sarebbe quella fornita “da personale delle FF.AA. giudicato non idoneo al servizio militare” e transitato nei ruoli civili ai sensi del Decreto I.M. 18.04.2002, e la seconda quella derivante “da nuove assunzioni nel rispetto del vigente regime assunzionale”, oggi molto limitante (25% cessati).
In merito alla presunta alimentazione della componente civile da parte degli ex militari transitati, dobbiamo dire che essa è contraddetta dai dati di fatto, che gli interroganti avevano peraltro già evidenziato con riferimento all’Arsenale di Taranto: 101 unità transitate, immesse il più spesso in ruoli tecnici senza essere sempre in possesso dei relativi contenuti professionali, in molti casi impiegati in modo parziale per motivi di salute, e in altri poi riconvertiti in diverso profilo, spesso amministrativo. Affermare che i colleghi ex militari transitati possano, in generale, dare risposte alla storica carenza di personale civile tecnico, ci appare, anche a fronte della loro stessa storia, una palese forzatura.
In merito invece alla c.d. seconda fonte di alimentazione, quella relativa alle nuove assunzioni, la risposta appare un pò sibillina, e sembra indurre in errore la stessa on. Duranti che, in replica, dice di prendere atto dello “sblocco di 82 assunzioni” di vincitori di concorso, pur ritenendole “assolutamente insufficienti”. Va precisato che non c’è oggi alcuno sblocco per nuove assunzioni, se è questo che qualcuno potrebbe evincere dalla risposta della Ministra. Le 82 unità tecniche di cui si parla nella risposta, sono già state assunte da tempo nel Ministero Difesa: di esse, le prime 24 unità sono stati i vincitori del concorso indetto nel 2007 per 30 posti di “assistente tecnico del settore motoristico e meccanico” per le esigenze dell’area industriale (si veda il Notiziario n. 84 del 5.08.2014); le restanti 58 unità sono invece i funzionari tecnici (5 ingegneri, 4 funzionari ex C2 e 49 collaboratori ex C1), tutti relativi a bandi del 2007 e con graduatorie pubblicate nel 2008 e 2009, di cui abbiamo riferito nel Notiziario n. 120 del 20.11.2014 e che poi sono stati assunti a dicembre (Notiziario n. 134 del 27.12.2014). Dunque, le 82 assunzioni sono tutte datate anno 2014.
Ebbene, queste assunzioni hanno indubbiamente avuto, a suo tempo, un effetto positivo in quanto hanno tamponato qualche falla, ma oggi, a distanza di oltre tre anni dall’ultima immissione e a fronte di oltre 1.900 lavoratori civili cessati dal servizio dal 2014, dei quali molti di profilo tecnico, il problema della carenza di professionalità tecniche si presenta in quegli Enti in forma ancor più grave e drammatica.
La nostra idea è sempre la stessa, e la riproponiamo oramai da anni: per risolvere il problema, occorrerebbe un piano straordinario di assunzioni, in particolare di profili tecnici, per l’area industriale. Se la Ministra si fosse spesa fino in fondo in questi anni per mettere a punto, e poi rendere praticabile e sostenibile, questo piano, oggi non saremmo al punto in cui siamo…
E anche sulla “scuola allievi operai”, affermare oggi, a marzo 2017, che sono in corso approfondimenti, ci sembra francamente un po’ troppo.
Notiziario FLP DIFESA n. 104 del 27 novembre 2020 – Le cronache di questi giorni sono piene di denunce e di osservazioni estremamente critiche nei confronti dell’iniziativa assunta da CGIL-CISL-UIL per lo sciopero nella giornata del ponte dell’Immacolata. Noi rispettiamo ovviamente questa scelta, ma riteniamo che, di fronte a quello che sta succedendo nel Paese […]
Notiziario n. 36 del 27 marzo 2017 – Appare davvero di grande interesse, per tutta una serie di ragioni, la risposta che la Ministra Pinotti ha dato il 23 u.s. agli onn. D. Duranti e C. Galli (MDP) che l’avevano interrogata per sapere se A.D. avesse intenzione di “indire concorsi e assunzioni di giovani maestranze […]