Il gen. Graziano in audizione alla Camera il 6 agosto 2015
Era molto attesa l’audizione in Commissione Difesa della Camera del Capo di SMD, gen. C. Graziano, e cioè del Comandante in capo delle FF.AA.italiane. Già programmata per il 31 luglio u.s., l’impegno era poi stato annullato per un problema tecnico e quindi riprogrammata al 6 agosto dal nuovo Presidente, l’on. Francesco Saverio Garofani.
Diciamo subito che la “performance” del gen. Graziano non è piaciuta granchè. Doveva essere il Libro Bianco, con le problematiche annesse e connesse che si porta dietro, ad essere al centro del confronto, e in particolare lo sviluppo dei lavori del Comitato Guida e dei diversi “gruppi” che vi stanno lavorando intensamente in SMD. Invece il gen. Graziano ha parlato più di scenari e criticità nei teatri internazionali, in particolare nell’area euro-mediterranea (ad un certo punto, è sembrato quasi di ascoltare l’audizione del Ministro degli Esteri), lasciando così al Libro Bianco – forse volutamente – un posto del tutto secondario.
Il gen. Graziano ha parlato molto dei rischi legati alla situazione internazionale, in particolare quella libica, di cui ha elencato le diverse criticità; ha quindi affermato che, “è evidente la necessità di definire con coerenza e chiarezza quelle che sono le aree di prioritario interesse nazionale in cui essere in grado di intervenire”, anche perché mentre “aumentano i rischi per la sicurezza, diminuiscono le risorse finanziarie”, segnalando che le spese per il personale hanno già superato il 73%, con una grave contrazione dell’ esercizio. Ha poi delineato il quadro degli impieghi operativi attuali: 12.000 gli uomini impiegati, di cui 5000 nelle missioni all’estero e i restanti 7000 in operazioni in Patria (“strade scure”; “mare sicuro”; etc.). Infine, ha fatto un excursus storico che, partendo dalla riforma Andreatta e passando attraverso l’introduzione del modello professionale, è poi approdato alla L. 244/2012 (riassetto delle FF.AA.), di cui il gen. Graziano ha però dato una lettura riduttiva in chiave solo economicistica. Infine ha parlato del LB (“molto atteso da noi militari”), il cui obiettivo è una “razionalizzazione e modernizzazione delle FF.AA.” per cui occorre dare “massima priorità al processo di integrazione interforze” e consolidare “nel vertice delle FF.AA. il ruolo di una “unica regia” (quello del CaSMD, appunto). Solo un fugace accenno, invece, ad alcune delle novità epocali in esso contenute (DNAL che accorpa DNA e Logistica, alle dipendenze del CaSMD) e invece proprio nulla su: crescita del ruolo del CaSMD e connesso depotenziamento delle FF.AA.; incremento incarichi di vertice; LB come “direttiva ministeriale” e non coinvolgimento del Parlamento sulle scelte riformatrici; etc. etc..
Sul personale civile, il solito richiamo alla necessità di “valorizzarne il ruolo”, zero richiami alla c.d. “specificità” e l’auspicio di “più integrazione con i militari” e per l’“attribuzione di incarichi di maggiore responsabilità”.
Di questo tentativo da parte del gen. Graziano di eludere nella sostanza i temi veri della discussione sul LB, se ne è accorto subito l’on. G. P. Scanu, di nuovo capogruppo PD in Commissione, che ha innanzitutto chiarito che ci sarà certamente bisogno di ulteriori approfondimenti (prevista a settembre una nuova audizione), ha contestato decisamente la lettura economicistica data dal CaSMD sulla L. 244 che “ha invece operato scelte strutturali, conferendo al Parlamento un ruolo essenziale nelle scelte in materia di Difesa” e ha concluso dicendo che il LB“non è un atto legislativo, ma un atto del Governo”, le cui scelte dovranno passare in Parlamento. Parole nette e chiare, nelle quali ci ritroviamo pienamente atteso che sono le cose che FLP DIFESA ha detto sin da subito, e che danno anche il senso del tentativo di fuga in avanti operato dalla Ministra che rischia però ora di trovare sul LB contrasto e opposizione nelle Camere, come è dimostrato dal fatto che l’intervento dell’on. Scanu è stato ripreso e dichiaratamente condiviso da altri parlamentari, a partire dall’ex Presidente Vito di FI. A settembre ne vedremo delle belle, Ministra avvisata mezza salvata…
Un’ ultima annotazione: l’on. Vito ha protestato perché la vicenda dei fucilieri MM Latorre e Girone non ha trovato alcuno spazio nell’intervento iniziale del gen. Graziano. E la cosa è apparsa davvero un po’ strana…..
Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 2 di data odierna con la quale la nostra Confederazione riferisce dell’incontro che il Sottosegretario Rughetti ha avuto con le Confederazioni Sindacali del Pubblico Impiego (per noi, la CSE) nel quale sono stati illustrati alle Parti sociali i contenuti di un emanando D.M. in materia di mobilità, all’ultimo capoverso del quale è presente un preciso riferimento alla mobilità del personale civile del Ministero Difesa, sul quale diremo qualcosa a conclusione.
“Nei giorni scorsi presso la Sala Tarantelli della FP si è tenuta una riunione, presieduta dal Sottosegretario alla Funzione Pubblica Angelo Rughetti, a cui hanno partecipato le Confederazioni Sindacali maggiormente rappresentative del Pubblico Impiego, con all’ordine del giorno la presentazione dello schema di DM recante le procedure e i criteri di mobilità del personale delle province, ai sensi di quanto previsto dalla Legge di stabilita 2015 (legge 190/2015). Schema che alleghiamo al notiziario.
La riunione è stata la prosecuzione di due precedenti incontri effettuati rispettivamente nelle date del 28 gennaio e del 2 aprile uu.ss., nei quali il Governo prima ha presentato il percorso di mobilità per i circa ventimila lavoratori delle province da ricollocare, poi il DPCM relativo alle modalità di equiparazione salariale e di inquadramento tra i diversi comparti di contrattazione e, da ultimo, la bozza di DM attuativo dei percorsi di mobilità.
Il tutto, ovviamente e come da copione, in assenza di qualsivoglia vero confronto con le parti sociali, ma solo ed esclusivamente come mera e asfittica informazione.
Nello schema di DM viene previsto di collocare il personale in soprannumero presso le regioni e i comuni, mentre per quanto riguarda le amministrazioni centrali viene confermata in primo luogo l’amministrazione della giustizia quale quella che dovrà ricevere parte del personale; in più, e contrariamente a quanto previsto a suo tempo da una specifica circolare interministeriale (Funzione Pubblica e Affari Regionali), il personale potrà essere ricollocato anche negli Enti del Servizio Sanitario Nazionale.
Analoghi percorsi sono previsti per il personale della Polizia Provinciale, della Croce Rossa, il tutto con un cronoprogramma previsto all’interno del schema di DM e modalità applicative attraverso lo specifico portale “Mobilità gov”.
La nostra Confederazione – la CSE – in primo luogo ha stigmatizzato l’approccio che ha caratterizzato la presenza del Sottosegretario, in alcuni casi persino spocchioso, e comunque privo di sostanziali aperture al confronto.
Abbiamo rappresentato che tutti i processi di mobilità verso le amministrazioni pubbliche, in particolare per la Giustizia, non potranno non scontare l’assoluta mancanza di una politica legata alla formazione del personale, indispensabile quando si cambiano attività e soprattutto si entra in Amministrazioni complesse e delicate.
In particolare, abbiamo denunciato il percorso contraddittorio e caotico di individuazione delle Amministrazioni riceventi.
Per quanto attiene l’Amministrazione della Giustizia, quest’ ultima proprio in ragione di un ricorso presentato e vinto da FLP Giustizia, sia in primo grado sia in appello, dovrà dare corso innanzitutto alla propria mobilità interna che interessa migliaia di lavoratori in attesa, da anni, prima di poter ricevere gli esuberi di qualsivoglia Amministrazione.
Per quanto riguarda il Ministero dell’Ambiente, se l’obiettivo vero è quello di renderlo maggiormente funzionale, l’occasione della riorganizzazione delle province da un lato e del Corpo Forestale dello Stato dall’altro, può essere utilizzata per devolvere a quella Amministrazione compiti e funzioni di grandissima rilevanza istituzionale e sociale, in ragione della necessità, da noi sostenuta, di rivedere, internalizzare e riposizionare sui territori, verso la cittadinanza, le attività oggi svolte invece specifica da società in house che costano milioni di euro.
A questo si aggiunga lo stranissimo e inaspettato riferimento nella bozza del DM al personale civile del Ministero della Difesa che a far data dall’anno 2016 potrà essere oggetto di tali procedure di mobilità in ragione del possibile avvio di processi di trasferimento presso altre Amministrazioni. Una sorpresa, in negativo ovviamente, tenuto di conto che proprio in questa Amministrazione già la Legge Di Paola del 2012 ha avviato un importante processo di riorganizzazione con la definizione di esuberi di personale (43.000) sia civile che militare.
Si delinea sempre più uno scenario assolutamente problematico, che a suo tempo avevamo previsto e denunciato, che invece di razionalizzare e rendere più efficiente i livelli di governo, non diminuisce i costi, rende meno servizi ai cittadini ed alle imprese mette in mobilità decine di migliaia di lavoratori.
Mentre la iper pubblicizzata riforma della PA, ora in vista della definitiva approvazione del Senato, rinvia a decine di decreti delegati gli ambiti di applicazione dei processi di riforma. In buona sostanza il governo ricolloca decine di migliaia di lavoratorio e lavoratrici senza sapere quale modello a regime vi sarà di amministrazione e di pubblica amministrazione. Quali gli organici e le missioni.
Il tutto mentre continua il colpevole silenzio del governo sul rinnovo dei contratti, nella speranza neanche celata, di continuare a farla franca, giocando sui tempi di deposito della sentenza della Corte, sulle decorrenze, sulle lungaggini dell’Aran e dei tempi connessi all’individuazione dei comparti e dell’emanazione dell’atto di indirizzo.
Nulla di nuovo sotto il sole. Ma lor signori sappiano che noi non molliamo.
Li porteremo al tavolo del negoziato e chiederemo il conto dei danni subiti dai lavoratori per questi anni di blocco dei contratti e di denigrazione del lavoro pubblico.
Prima di quanto pensino.
LA SEGRETERIA GENERALE CSE “
Lo schema di DM presentato alle Parti sociali è pubblicato su questa stessa pagina.
Vale la pena di soffermarsi un momento sul periodo conclusivo dello schema di provvedimento, che riportiamo testualmente: “Per l’anno 2016 si terrà conto di quanto previsto dall’articolo 2259-ter del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, recante il codice dell’ordinamento militare, in merito all’avvio di processi di trasferimento presso altre amministrazioni pubbliche del personale civile del Ministero della difesa”.
Formulazione che appare un po’ strana, francamente di non facile comprensione, atteso che la norma richiamata è quella discussa con l’allora Sottosegretario Pinotti nel corso dei confronti, prima tecnici e poi politici, sugli schemi del decreto attuativo della delega ex L.244 riguardante il personale, e che ha visto appunto la luce all’interno del D. Lgs. 28.01.2014. Una norma legata alla rideterminazione triennale degli organici e che pone la mobilità verso altre PP.AA., intanto a conclusione di altri percorsi tesi a recuperare in ambito Difesa le eventuali eccedenze e, in secondo luogo, in condizioni di maggior favore, atteso che è prevista dalla stessa norma una riserva di mobilità verso altre AA.PP. in misura non inferiore al 15%, in prima battuta per i civili della Difesa e, in seconda battuta, anche per il personale militare.
Avendo già conoscenza dei contenuti dello schema di DM, abbiamo posto la questione al tavolo tecnico sul Regolamento del 16 u.s., ma nella circostanza anche l’Amministrazione non è riuscita a fornire una lettura precisa al riguardo.
Vedremo di capirne qualcosa nei prossimi giorni, e ne riferiremo tempestivamente ai colleghi. COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Seconda puntata dedicata alle novità introdotte dalla legge di stabilità 2015 (L. 23.12.2014, n. 190, il cui testo ripubblichiamo su questa stessa pagina). Con il Notiziario n. 5 del 12 gennaio u.s., abbiamo già fornito alcune informazioni di carattere generale, e in particolare i numeri del bilancio previsionale 2015 della Difesa, contenuti nella “Tabella 11” allegata al Decreto MEF del 29.12.2014, un bilancio che si attesta quest’anno poco al di sotto dei 20 mld di euro. Di questi, 13,5 mld ca. sono destinati alla c.d. “funzione difesa”, al cui interno crescono ancora le spese per il personale, viaggiando verso il 72% (personale militare, naturalmente, con un costo per gli ufficiali praticamente uguale a quello della truppa e quello per i marescialli quattro volte superiore a quello per i sergenti), mentre le spese di esercizio subiscono ulteriori e preoccupanti tagli. Per quanto riguarda la spesa per investimenti, il taglio di 550 mlm circa trova ampia compensazione attraverso il bilancio del MISE (Ministero per lo sviluppo economico) che da anni gestisce fondi destinati ad acquisti legati all’industria della Difesa (quasi 3 mld di euro, con un incremento di oltre 200 mln sul 2014): è qui che si trovano i finanziamenti per Eurofighter e investimenti aeronautici per le fregate FREMM, per il programma di blindati VBM e per le nuove navi della Marina. Se comprendiamo anche queste voci, la spesa destinata a nuovi sistemi d’arma supera allora i 5, 5 mld, francamente non poco dati i tempi che corrono.
Il “Fondo per le missioni internazionali di pace” registra quest’anno un incremento di 850 milioni (sul 2015 e sul 2016), in aggiunta ai 49,9 milioni di cui il capitolo risulta già dotato.
Questa seconda puntata, come anticipato, la dedichiamo invece ai provvedimenti d’interesse diretto del personale del Ministero Difesa, riproducendo lo schema già seguito nell’ illustrazione dei contenuti del disegno di legge di stabilità assegnato alla Camera dopo l’adozione in Consiglio dei Ministri del 15 ott. u.s.
DISPOSIZIONI A CARATTERE GENERALE
Il c.d. “bonus fiscale di 80 €”, originariamente previsto per il solo anno 2014, assume una connotazione organica ed entra stabilmente in busta paga.
Dal 1 lug. p.v., ritoccato il tetto di esenzione (da 5,29 a 7 €) per i buoni pasto in formato elettronico.
PUBBLICO IMPIEGO
Proroga del blocco economico dei contratti di lavoro del personale pubblico a tutto il 31.12.2015.
Estensione al 2018 della norma che prevede il computo dell’Indennità di Vacanza Contrattuale (IVC) in godimento al 31.12.2013, e dunque conseguente blocco del suo pagamento per il 2015, norma quest’ultima che presta il fianco a ipotesi di ulteriori proroghe del blocco dei rinnovi dei CCNL..
Sbloccate per il personale del comparto sicurezza e difesa gli aumenti derivanti da promozioni, assegni di funzione, indennità operative, scatto parametro e rimosso il blocco delle retribuzioni al 31.12.2010 del personale contrattualizzato, e dunque anche dei dipendenti ministeriali, disposto dall’art. 9, comma 1, del DL 78/2010 per il quadriennio 2010-2013, e successivamente esteso fino al 2014. Dunque, si potrà avviare una nuova fase di passaggi interni, come la nostra O.S. ha già richiesto (vds. Notiziario n. 7/2015).
MINISTERO DELLA DIFESA
Taglio di oltre 500 mln. di € della dotazione finanziaria della Difesa (vds. elenco 3 della L.190, che pubblichiamo su questa stessa pagina).
Blocco degli automatismi stipendiali per il personale dirigente non contrattualizzato (anche FF.AA.) previsti dalla L. 448/1998, e pertanto il 2015 non sarà utile ai fini della maturazione di classi/scatti.
Abrogazione delle norme che prevedono per il personale delle FF.AA. (Ufficiali e per il ruolo di marescialli, Ispettori, sergenti, e altri) la promozione il giorno precedente la cessazione del servizio.
Riduzione dal 70 al 50% dell’indennità di ausiliaria, calcolata quale differenza tra il trattamento di quiescenza e quello del parigrado in servizio. Dunque, solo un piccolo segnale nella riduzione di questo privilegio di casta, che nel 2015 costerà allo Stato ( e a tutti i cittadini) oltre 440 mln di euro!
Riduzione del 50% degli incentivi per piloti (Ufficiali in SPE) e di quella per i controllori di volo (Ufficiali e Sottufficiali in SPE) e abolizione dei premi residuali.
Riduzione (-119 mln €) dell’autorizzazione di spesa relativa al riordino delle carriere del personale non direttivo/dirigente delle FF.AA., con trasferimento al bilancio dello Stato dei residui 2011-2014.
Abrogazione dell’indennità di trasferimento in patria di personale FF.AA., pari a trenta diarie intere di missione per il primo anno e del 30 % per il secondo, dopo l’impiego in Enti/organismi internazionali
Prolungamento da tre a quattro anni del personale trasferito all’estero e riduzione del 10% degli organici civili presso gli Uffici degli Addetti militari all’Estero.
Riduzione del 20% del personale assegnato agli Uffici di diretta collaborazione del Ministro.
Abrogazione dei c.d. “stage difesa” nell’ambito delle iniziative di pubblicizzazione delle FF.AA. .
Medaglie mauriziane, concesse al personale militare con 10 lustri di servizio, coniate non più in oro.
Vietata la possibilità di esperire nuove gare o rinnovare i contratti in scadenza al 31.12.2014 per l’affidamento a terzi del servizio di trasporto collettivo del personale del MD mediante linee bus.
Energica riduzione del numero di alloggi ASIR (di rappresentanza), dagli attuali 55 a soli 6, che saranno assegnati solo ai Vertici mil. (Capo SMD; Capi SS.MM; Segr. Gen. e Cte Gen. Arma CC), con contestuale recupero ai fini della loro valorizzazione degli alloggi oggi in uso a Cti territoriali e altri.
Ulteriore taglio degli oneri per la progressiva riduzione dell’organico complessivo delle FF.AA. nella misura di 62,3 mln di € per l’anno in corso e del 12% a partire dal prossimo anno.
Accelerazione ed efficientamento delle procedure di dismissione in corso degli immobili del MD, inclusi quelli a carattere residenziale, i cui proventi verranno integralmente e definitivamente versati all’entrata del bilancio dello Stato, e non più riassegnati al nostro Ministero. In aggiunta, i bandi di gara verranno effettuati con prezzi-base ridotti del 20%. Destinati all’entrata del bilancio dello Stato anche le risorse derivanti dalla cessione di quote di fondi comuni di investimento immobiliare. Il MD dovrà mettere a reddito, vendendo o affittando, i propri immobili per circa 220 mln di € e ove tale somma non dovesse arrivare, è previsto il blocco di una somma pari nel bilancio della Difesa.
Abrogazione della norma che prevede l’attribuzione del grado di tenente generale o corrispondente, ancorchè non organicamente previsto, agli Ufficiali più anziani di vari Corpi (TRAMAT, Commissariato, Sanità, Capitanerie di Porto e ruolo armi AM) se in possesso di un’anzianità minima pari a un anno nel grado di maggiore generale o corrispondente.
Assegnazione a Difesa Servizi SpA delle risorse aggiuntive, rispetto a quelle iscritte a bilancio, derivanti dai servizi resi a terzi e dalla gestione economica dei beni del Ministero difesa.
Come si ricorderà, invece, le norme destinate al nuovo riordino in chiave riduttiva degli Uffici Giudiziari e quelle che riguardavano la riduzione del numero di delegati e delle spese delle Rappresentanze Militari, entrambe presenti nel d.d.l. originario del Governo, dovrebbero trovare in altri veicoli normativi.
AGENZIA INDUSTRIE DIFESA
differimento al 31.12.2016 del termine previsto dalla L. n. 13/2012 per la “liquidazione” degli Enti che non abbiano raggiunto la “capacità di operare secondo criteri di economica gestione”.
proroga di solo un terzo dei contratti attualmente in essere in Agenzia;
riduzione non inferiore al 60% delle spesa 2014 per il personale con contratto a tempo determinato
rideterminazione in numero di 12 degli Uffici dirigenziali non generali dell’Agenzia.
Che dire,? Innanzitutto che i tagli sono di entità modesta, e non quelli paventati dai Vertici. In secondo luogo, che si colgono certamente alcuni segnali volti alla riduzione dei tanti privilegi e sprechi che ancora esistono da noi, ma che sono, purtroppo, ancora timidi e poco incisivi (si pensi solo all’ ausiliaria). Ci sarebbe voluto ben altro! Sulla nostro sito, parte alta della home page, abbiamo aperto un sondaggio, al quali vi invitiamo a partecipare.
Dunque, un bilancio Difesa in linea con le scelte di bilancio dello Stato: tanto fumo e davvero poco arrosto!
Notiziario n. 87 del 10 agosto 2015 – Era molto attesa l’audizione in Commissione Difesa della Camera del Capo di SMD, gen. C. Graziano, e cioè del Comandante in capo delle FF.AA.italiane. Già programmata per il 31 luglio u.s., l’impegno era poi stato annullato per un problema tecnico e quindi riprogrammata al 6 agosto dal […]
Notiziario n. 80 del 22 luglio 2015 – Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 2 di data odierna con la quale la nostra Confederazione riferisce dell’incontro che il Sottosegretario Rughetti ha avuto con le Confederazioni Sindacali del Pubblico Impiego (per noi, la CSE) nel quale sono stati illustrati alle Parti sociali i contenuti di […]
Notiziario n. 11 del 26 gennaio 2015 – Seconda puntata dedicata alle novità introdotte dalla legge di stabilità 2015 (L. 23.12.2014, n. 190, il cui testo ripubblichiamo su questa stessa pagina). Con il Notiziario n. 5 del 12 gennaio u.s., abbiamo già fornito alcune informazioni di carattere generale, e in particolare i numeri del bilancio previsionale 2015 […]