E così (ne abbiamo informato i colleghi con il Notiziario n. 74 di ieri), anche il M.D. si è allineato agli orientamenti dell’ARAN sull’applicazione dell’art. 35 del CCNL in materia di “assenze per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche ed esami diagnostici”.
La nostra Amministrazione era stata l’unica, nel panorama della altre Pubbliche Amministrazioni, a dare un’interpretazione alquanto sui generis, che non stava proprio nel testo dell’articolo sottoscritto dai firmatari del CCNL, ed anche per questo è stata inondata sin da subito, da parte di moltissimi Enti, di quesiti però rimasti sinora senza risposta.
E lo ha fatto, purtroppo, e questa è la cosa più intollerabile, entrando di fatto a gamba tesa nell’aspro dibattito che si è sviluppato durante la campagna elettorale per le RSU 2018 proprio intorno all’art. 35 tra sigle firmatarie e non firmatarie, e in particolare nella Difesa con la rottura tra FLP e CGIL-UIL-UNSA e il reimbarco di CISL, cosa che invece nessuna altra Amministrazione ha fatto, e men che mai l’ARAN, che non a caso è uscito solo in queste ultimi settimane. Oggi la risposta c’è, e il bluff sembra proprio finito.
Ed oggi, che il quadro appare definitivamente chiarito a 360 gradi, torna a farsi sentire la nostra Federazione, con una nota diffusa in data 11 luglio u.s. e che riportiamo di seguito.
“Potete ingannare tutti per qualche tempo e qualcuno per sempre, ma non potete ingannare tutti per sempre”. Questa semplice frase di Abraham Lincoln disegna plasticamente ciò che sta succedendo in queste settimane sulle novità contenute nei rinnovi contrattuali che comprimono fortemente i diritti alla salute e alle cure.
Come è ormai noto, ciò che i nuovi contratti prevedono sul diritto alla vita e alla salute è il principale motivo che ha spinto la FLP a non firmarli. Ci siamo dovuti confrontare in questi mesi con la disinformatjia più becera, che è partita dandoci dei venditori di fumo ed è proseguita accusando la FLP di strumentalizzare articoli del contratto inventando perdite di diritti che solo noi vedevamo.
Abbiamo sempre continuato per la nostra strada ricordando a tutti che, prima o poi, i nodi sarebbero venuti al pettine, presumibilmente dopo le RSU per evitare un’emorragia di consensi per i sindacati firmatari.
Ed è esattamente ciò che sta avvenendo. All’indomani delle elezioni RSU sono iniziati a fioccare gli orientamenti applicativi (badate bene non interpretazioni, ma orientamenti applicativi) da parte dell’ARAN e vanno tutti in un’unica direzione, quella che noi sapevamo da tempo perché era già stata sviscerata durante le trattative e porta ad una drastica diminuzione dei diritti dei lavoratori.
Così, diventa chiaro che sono state ridotte le tutele per coloro che devono essere sottoposti a terapie salvavita, e che le nuove previsioni per i permessi riguardanti la salute e le cure sono molto più restrittivi rispetto ai precedenti contratti.
L’ultimo di questi orientamenti riguarda la possibilità di usufruire del cosiddetto “trattamento malattia” per visite mediche, specialistiche, diagnostica, disciplinato dall’articolo 35 del nuovo CCNL del Comparto Funzioni Centrali (e da analoghi articoli dei contratti degli altri comparti). Su questo articolo siamo stati attaccati in modo particolare dai sindacati firmatari, i quali spacciavano quelle previste dall’articolo 35 come 18 ore di permesso aggiuntive mentre noi abbiamo sempre sostenuto che era una fregatura perché non erano aggiuntive, ma erano le uniche ore previste a questo fine, usate le quali si era obbligati ad attingere alle ferie per curarsi.
L’ulteriore obiezione fatta da CGILCISLUILUNSAINTESA era che l’articolo del contratto non abrogava l’articolo del Decreto Legislativo 165/2001 che prevedeva il trattamento malattia (comma 5-ter dell’art. 55-septies).
Ora, l’orientamento applicativo ARAN del 20 giugno 2018 e le Circolari di alcune amministrazioni (esempio Agenzia delle Entrate), chiarisce ciò che a noi era noto da tempo e che abbiamo provato a spiegare, prima ai sindacati in corso di trattativa e poi ai lavoratori a frittata fatta, e cioè che l’articolo di legge si limita a disciplinare solo la certificazione che bisogna produrre mentre, invece, l’attuale contratto disciplina i casi in cui si può usufruire del trattamento malattia, riducendoli praticamente a due: se si è già malati (sic!) o se il trattamento al quale ci si sottopone è invasivo e impedisce di tornare al lavoro.
Ragion per cui, se si superano le 18 ore e non si rientra in questi due casi, le prestazioni si possono fare solo in ferie o in permesso personale. Insomma, con il proprio tempo libero, anche se si tratta di lavoratori reduci da malattie gravi quali, ad esempio, quelle oncologiche.
Smascherate le palesi bugie dette in questi mesi da chi ha voluto la riduzione delle tutele per le fasce più deboli dei lavoratori, l’ultima frontiera dei firmatari, per non perdere ulteriore consenso, è stata quella di scrivere all’ARAN per “interpretare” il contratto e così prendere altro tempo. Nel frattempo le Amministrazioni lo stanno applicando, con danni inenarrabili per i lavoratori.
Ora, poiché il contratto è chiarissimo, volendo evitare di tacciare di mala fede questi “sindacati”, si possono fare solo due ipotesi: o quando hanno firmato il contratto erano temporaneamente incapaci di intendere e di volere oppure non hanno letto (o non sono capaci di leggere) ciò che hanno firmato. Entrambi questi casi dovrebbero far riflettere chi ancora si affida a loro per veder tutelati i propri diritti…
LA SEGRETERIA GENERALE FLP “
Invitiamo le nostre strutture sindacali a dare la massima diffusione tra le lavoratrici e i lavoratori della Difesa di quest Notiziario.
In allegato 1, la circolare correttiva di PERSOCIV dell’11 luglio; in allegato 2, il “Quadeno FLP DIFESA n. 6/2018 che riporta gli orientamenti applicativi dell’ARAN ; in allegato 3, la circolare di Agenzia delle Entrate.
Sergio Gasparrini, il Presidente dell’ARAN e firmatario del CCNL FF.CC.
Si riporta di seguito il testo del Notiziario FLP n. 17 del 23 u.s. che reca la nota della nostra Federazione in merito a quanto sta avvenendo per nascondere agli occhi dei lavoratori le penalizzazioni del CCNL in materia di tutela della salute e rinviarne la conoscenza al dopo RSU.
“Lo confessiamo: faremmo volentieri a meno di tornare ancora una volta a parlare del contratto e ci vorremmo dedicare con più soddisfazione a disegnare, insieme ai lavoratori, le strategie per smontarlo pezzo dopo pezzo, per quanto è pessimo.
Siamo però costretti a tornarci sopra perché quanto sta accadendo in questi giorni ha dell’incredibile e sta rivelando i tentativi di nascondere, almeno fino alle elezioni RSU, la portata reale delle gravi violazioni del diritto alla salute e alle cure contenute nel nuovo contratto.
Tralasciamo, per ovvi motivi, le boutade dei maldestri sindacati che firmano il contratto ma lo disdicono subito dopo (come se avesse qualche valenza) e i tentativi dell’UNSA di giustificare la propria firma sul contratto mentre dovrebbe spiegare come mai è l’unico sindacato aderente alla CONFSAL che lo ha firmato (Snals nella Scuola e Fials nella Sanità si sono rifiutate di firmare un contratto fotocopia di quello sottoscritto invece dall’UNSA).
Le vere contorsioni le stanno facendo, invece, i sindacati confederali, che all’indomani della firma della preintesa (23 dicembre 2017) rivendicavano di aver aumentato i diritti con le 18 ore “aggiuntive” per visite specialistiche e diagnostica; quando la FLP li ha sbugiardati rivelando che quelle ore nascondevano in effetti un arretramento sui diritti alla salute e alle cure, loro hanno cercato di mischiare le carte prima dicendo che non cambiava nulla rispetto a prima, e poi (CGIL) giustificandosi con il fatto che se non avessero rivisto la disciplina dei permessi sarebbe intervenuta una legge (non si sa bene fatta da quale Parlamento, visto che le Camere erano già praticamente sciolte).
In questi giorni però si stanno verificando – purtroppo per tutti i lavoratori del comparto – atti che mettono a forte rischio le giustificazioni dei sindacati firmatari in quanto le amministrazioni iniziano ad applicare il contratto per come è scritto e le forti penalizzazioni che la FLP ha denunciato stanno emergendo. E questo riguarda non solo le visite, terapie ed esami diagnostici (art. 35) ma anche l’uso corrente dei permessi orari retribuiti per motivi personali o familiari (art. 32), la loro non frazionabilità e l’impossibilità di attaccare ad un permesso retribuito qualsivoglia altro tipo di permesso, fosse anche la banca ore o il riposo compensativo i quali, ricordiamo, non sono assenze ma lavoro differito svolto in anticipo.
E allora, al culmine della disperazione, cosa si sono inventati i tre sindacati confederali? Sono andati a chiedere aiuto all’ARAN ottenendo una cosa mai vista prima cioè la cancellazione di un comma di un articolo del nuovo contratto fuori dal tavolo di contrattazione, spacciandolo per un grande risultato… e l’ARAN non ha avuto difficoltà a togliere un comma quasi inutile ai fini dell’impossibilità di fruire del trattamento malattia. Ciò che è stato eliminato infatti è la “lett. a) del comma 12 dell’art. 35 (vedere l’allegato pubblicato su questa stessa pagina).
Il suddetto comma 12 regolamenta un caso molto specifico, quello di un lavoratore che avendo una malattia cronica certificata dal proprio medico curante, si deve sottoporre a una serie di visite/terapie/esami periodici. In questo caso – ma solamente in questo caso – per essere considerato in malattia in quelle giornate, il lavoratore dovrà presentare al proprio ufficio in occasione della prima visita/terapia/esame il certificato del suo medico curante e l’attestazione della struttura sanitaria dove si è recato. Nelle successive giornate (che devono essere dichiarate dal medico curante nel certificato rilasciato) invece dovrà presentare solamente l’attestazione della struttura sanitaria.
Non risolve per nulla il problema più grande che è quello contenuto nel comma 11 che invece obbliga il lavoratore a presentare sempre la doppia certificazione per potersi vedere riconosciuta la malattia.
La vicenda è istruttiva perché rileva il grande inciucio tra ARAN e sindacati firmatari del contratto, che si vedono fuori dai tavoli di trattativa per fare “maquillage contrattuale” che non modifica nulla (o molto poco) ma fa sembrare di sì.
Ciò è possibile solo per un motivo: perché entrambe le parti (ARAN e sindacati) hanno giocato la partita contrattuale… dalla stessa parte e certamente non da quella dei lavoratori bensì da quella di un Governo che aveva bisogno di andare alle elezioni con i contratti rinnovati e con i lavoratori pubblici, privati dei diritti fondamentali.
Poiché anche la manovra con l’ARAN è stata di corto respiro, adesso CGIL, CISL e UIL sono arrivati addirittura a chiedere, con una lettera congiunta, a tutte le amministrazioni del comparto di interpretare il contratto con loro. Peccato che la lettera (e pure lo spirito) del contratto siano chiari e quindi le amministrazioni, purtroppo per tutti noi, stanno provvedendo ad applicarlo per come è stato scritto; sta quindi emergendo plasticamente che tutto il CCNL è contro i lavoratori e i loro diritti.
Ancor più plasticamente e per contrasto emerge la differenza tra il vecchio e il nuovo contratto: è di questi giorni la sentenza che ha riconosciuto a una lavoratrice veneta il diritto a prendere l’intera giornata di trattamento malattia. Questo è stato possibile proprio perché vigeva il vecchio contratto. Con il nuovo CCNL non sarà più così, purtroppo!
Ciò che appare poco chiaro e che va spiegato è il motivo per cui ci sono queste manovre dilatorie da parte di CGIL, CISL e UIL … giungere indenni alle elezioni del 17-18 e 19 aprile. Dopo butteranno la maschera.
Perché lo stanno facendo? Per un motivo molto semplice, perché le elezioni RSU sono come le quelle politiche, hanno una forte valenza nazionale in quanto determinano la rappresentatività dei sindacati. Se continuerete a votarli, pensando di eleggere solamente i vostri rappresentanti locali, loro potranno dire che i lavoratori hanno apprezzato il contratto perché hanno votato per le loro liste. E il prossimo contratto sarà ancora peggiore di questo.
Cari lavoratori, avete solo un modo per fermare questa deriva che ha portato alla svendita dei vostri diritti e del vostro lavoro, riconoscendovi aumenti ridicoli e peggioramenti giuridici: votare per l’unica reale alternativa che si chiama FLP, il sindacato che ha ottenuto la sentenza della Corte Costituzionale contro il blocco contrattuale e si sta battendo e si batterà affinché i diritti dei lavoratori pubblici siano ripristinati.
Pensateci ora, dopo il voto sarà troppo tardi.
Siate il cambiamento che volete vedere, votate per le liste FLP
La Segreteria Generale FLP “
Che di inciuci si possa parlare tranquillamente, lo dimostra una nota di una O.S. confederale che sta girando in questi giorni negli Enti della Difesa, datata 2.03.2018, indirizzata alle strutture sindacali interne di quella O.S. e avente per oggetto chiarimenti applicativi sul CCNL.
In detta nota, si parla di “incontri informali” in ARAN (anche unilaterali: e gli altri firmatari del CCNL?), di interpretazioni autentiche convenute con la stessa Agenzia e di linee operative concordate “per dare le stesse versioni ai rispettivi interlocutori (amministrazioni e lavoratori)” . Ammazza!
Evitiamo per carità di patria ogni commento, ma l’accaduto dimostra chiaramente le rincorse che si stanno facendo per coprire le voragini determinate, in alcuni casi, dal nuovo CCNL.
Si riporta, di seguito, il Notiziario FLP n. 9 del 20.02.2018 che reca la sesta nota della nostra Federazione sui contenuti del CCNL del comparto Funzioni Centrali, firmato in data 12 febbraio da CGIL, CISL,UIL, CONFSAL UNSA e CONFINTESA (che ripubblichiamo su questa stessa pagina), e che nella circostanza è dedicata al controverso art. 35 avente per oggetto le 18 ore annue di permesso “per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici”.
” Uno degli aspetti più controversi – e più contestati dalla FLP – del nuovo contratto del Comparto Funzioni Centrali è quello del diritto alla salute che viene fortemente compromesso dalla limitazione a 18 ore, comprese il viaggio, della possibilità, nella quasi totalità dei casi, di eseguirevisite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici, dando attuazione per via contrattuale alla circolare F.P. n. 2/2014 che proibiva l’istituto della malattia in caso di visite specialistiche ed esami diagnostici in cambio di 3 giorni di permesso, annullata dal TAR su ricorso FLC CGIL.
Conosciamo le spiegazioni, contraddittorie, date in queste settimane dai firmatari del contratto Funzioni Centrali: prima hanno detto che tutto restava come prima, poi hanno iniziato ad ammettere che le regole cambiavano ma se spariva, di fatto, il trattamento malattia, c’erano comunque tre giorni aggiuntivi per visite e diagnostica. Fino ad arrivare alla recente giustificazione, fornita dalla FP CGIL, che i sindacati sono stati quasi costretti a firmare le nuove regole perché o si cambiava per contratto o sarebbe intervenuta la legge unilateralmente.
Poi però è stata firmata, lo scorso 9 febbraio, la preintesa del nuovo contratto del Comparto Istruzione e Ricerca, e abbiamo “scoperto” che le nuove “regole” sulle prestazioni specialistiche sono state introdotte per il personale Amministrativo, Tecnico e Ausiliario (ATA) ma non per i docenti.
Ci chiediamo: è solo un caso che la preintesa del CCNL Istruzione e Ricerca (firmata dalla FLC CGIL) non preveda per i docenti queste “generose” 18 ore, ma mantenga la normativa precedente?
È un caso che questo succeda proprio nel comparto in cui è stata impugnata (dalla FLC CGIL) la Circolare unilaterale della F.P.n. 2/2014? Dobbiamo ritenere che, adesso, i docenti possano essere considerati una categoria “discriminata” rispetto alle altre che invece usufruiranno della munifica novità introdotta dai sindacati per gli altri lavoratori? Come mai, i firmatari del contratto Istruzione e Ricerca rivendicano il merito di non aver cambiato la normativa precedente in materia di permessi retribuiti?
Siamo certi che esisterà una spiegazione o che questa, come capitato nelle scorse settimane, sarà abilmente confezionata ad arte sul momento. In questo caso, non potendo intervenire direttamente come sindacato davanti ai giudici, trattandosi di un diritto soggettivo alla salute e alla vita, la FLP ha deciso di offrire a tutti i lavoratori, iscritti e non iscritti alla FLP – compresi gli iscritti alla FP CGIL – la difesa legale in tutti quei casi nei quali, e ci auguriamo non avvenga mai, un lavoratore avendo terminato le ore disponibili (compresi altri permessi e ferie) venga punito o licenziato per essersi preoccupato della propria salute e della propria vita utilizzando l’istituto della malattia.
Ci auguriamo che nel frattempo anche la FP CGIL (e gli altri sindacati) voglia(no) per iscritto assicurare i lavoratori che eventuali conseguenze che potessero derivare a coloro che si atterranno alle interpretazioni rassicuranti da loro diffuse, saranno integralmente risarciti dai sindacati firmatari del contratto del Comparto Funzioni Centrali e garantiti dal patrimonio di questi ultimi.
La Segreteria Generale FLP “
Le questioni poste dalla nota FLP si intrecciano con i comprensibili interrogativi che si fanno i lavoratori, a cui le sigle firmatarie stanno cercando affannosamente di dare risposte, eludendo il vero tema. E’ successo anche in Difesa (nota UIL DIFESA datata 20 febbraio su art. 35 e incrementi stipendiali netti), su cui diremo nei prossimi giorni la nostra.
Infine, pare che gli arretrati vengano corrisposti con cedolino NOIPA straordinario il 27 p.v., il voto si sta avvicinando, e bisogna correre…….
Notiziario n. 76 del 13 luglio 2018 – E così (ne abbiamo informato i colleghi con il Notiziario n. 74 di ieri), anche il M.D. si è allineato agli orientamenti dell’ARAN sull’applicazione dell’art. 35 del CCNL in materia di “assenze per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche ed esami diagnostici”. La nostra Amministrazione era stata […]
Notiziario n. 31 del 27 marzo 2018 – Si riporta di seguito il testo del Notiziario FLP n. 17 del 23 u.s. che reca la nota della nostra Federazione in merito a quanto sta avvenendo per nascondere agli occhi dei lavoratori le penalizzazioni del CCNL in materia di tutela della salute e rinviarne la conoscenza […]
Notiziario n. 20 del 21 febbraio 2018 – Si riporta, di seguito, il Notiziario FLP n. 9 del 20.02.2018 che reca la sesta nota della nostra Federazione sui contenuti del CCNL del comparto Funzioni Centrali, firmato in data 12 febbraio da CGIL, CISL,UIL, CONFSAL UNSA e CONFINTESA (che ripubblichiamo su questa stessa pagina), e che […]