Notiziario FLP DIFESA n. 3 dell’ 11 gennaio 2019 –
Elisabetta Trenta, Ministra della Difesa
Il prossimo 15 gennaio p.v. iniziano i “primi martedì della Trenta” (in allegato 2, la convocazione del Gabinetto) e noi ci avviciniamo a questa scadenza con l’animo gravido di speranze, ma anche con tutto il peso di questi primi mesi inconcludenti in materia di problematiche del personale civile che sono rimaste del tutto irrisolte.
Sono trascorsi esattamente sette lunghi mesi da quando la prof. Elisabetta Trenta è diventata Ministro della Difesa. Sette lunghi mesi, 210 giorni di mandato e di esercizio della delega in materia di personale civile, e dobbiamo dire – anche con il conforto del sondaggio attivato sul nostro sito (oltre il 60% dei partecipanti ha espresso un giudizio tra “molto negativo” e “negativo”; un altro 18%, quello di“insufficiente”) – che l’operato della Ministra in questi mesi non è stato apprezzato positivamente dalla nostra gente.
Dobbiamo dire che, all’esordio, la nuova Ministra si era presentata davvero bene. In particolare, la scelta di tenere per sé, e dunque di gestire direttamente, le questioni relative al personale civile e il confronto politico con le OO.SS., davvero una novità assoluta nel nostro Ministero rispetto alle consuetudini del passato, che cogliemmo allora “come segnale, estremamente positivo, di attenzione verso la componente civile”, come abbiamo rilevato nel nostro intervento nel corso del primo incontro della Ministra con le OO.SS. nazionali (si veda il Notiziario n. 78 del 19.07.2018).
Anche per questo, quando in data 26 luglio la Ministra delineò le proprie linee programmatiche di fronte alle Commissioni Difesa nelle quali non trovarono spazio adeguato le problematiche del personale civile, restammo un po’ sorpresi e lo dicemmo con franchezza (“esibito il nulla sulle questioni d’interesse dei civili”, vds. Notiziario n. 86 del 9.08.2018).
Dopo la pausa estiva, in previsione del secondo programmato incontro di settembre, la nostra O.S. inviò in data 10.09.2018 alla Ministra una nota recante il nostro “inventario delle problematiche da affrontare anche con alcune soluzioni possibili e alcune proposte per l’organizzazione dei tavoli…..”, della quale abbiamo riferito nel Notiziario n. 98 del 10.09.2018. In buona sostanza una sorta di piattaforma per il confronto tra le Parti, che sembrava dovesse decollare da quel momento.
Il secondo incontro c’è poi effettivamente stato a fine ottobre (vds. Notiziario n. 119 del 27.10.2018), la Ministra però non vi partecipò, e la riunione avvenne con il V. Capo di Gabinetto e con i due Consiglieri della Ministra, che informarono le OO.SS. su un “progetto formazione”, di cui ancora oggi sfuggono i dettagli, e sull’iniziativa presso la F.P. per il varo di “piano straordinario” di assunzioni. Oggi, si sa come sia andata a finire: inizialmente, neanche un’assunzione per il M.D. nel Disegno di Legge di bilancio 2019 varato dal Consiglio dei Ministri, presente la Trenta; poi, solo 294 assunzioni nel triennio con la legge n. 145/2018.
In conclusione, il bilancio di questi sei mesi non ci appare per nulla confortante, il tutto in un quadro che ha visto non un solo problema affrontato, non un solo confronto su uno dei temi proposti dalle OO.SS., non una sola iniziativa portata a termine e neanche un segnale di attenzione ai nostri problemi. E la nostra gente sembra proprio essersene accorta, in base ai risultati del sondaggio sul nostro sito….
Se questo è il quadro di situazione, dobbiamo ribadire che appare quanto mai urgente, a nostro avviso, una decisa inversione di marcia. L’idea dei “primi martedì” del mese sulle tematiche civili può servire allo scopo, ma andrà verificata sul campo, e a partire proprio dal primo incontro del 15 gennaio p.v.
Alla vigilia del quale, abbiamo pensato di inviare alla Ministra Trenta la lettera qui allegata nella quale, facendo seguito alla nostra precedente del 10 settembre che indicava le questioni che necessitavano di essere affrontate, abbiamo segnalato alcune priorità: la revisione della Legge 244 anche ai fini delle assunzioni che urgono; il non più rinviabile punto di situazione sui transiti di personale ex militare; le progressioni da area ad area; una proposta, forse anche provocatoria, in materia di performance individuale, proposte che riproporremo ovviamente tutte sul tavolo.
E attenderemo con molto interesse le risposte di Amministrazione Difesa.
Dopo “il buon passo in avanti” registrato nella precedente riunione del 20 aprile u.s., secondo il giudizio espresso nel comunicato unitario di FP CGIL – UIL PA – FLP DIFESA allegato al nostro Notiziario n. 42 di pari data, la riunione negoziale odierna a PERSOCIV con la delegazione di parte pubblica per la definizione dell’ipotesi di accordo sul FUA 2017, che come noto fisserà anche i criteri per la terza fase di sviluppi economici all’interno delle aree che avranno questa volta decorrenza dal 1 gennaio 2017, ha avuto invece questa volta un carattere meramente interlocutorio.
In quest’ultima riunione, FP CGIL – UIL PA ed FLP DIFESA, sentita la relazione introduttiva del Direttore Generale, avevano unitariamente:
preso positivamente atto della riduzione degli accantonamenti relativi a P.O./Turni/Rep./PPL/Fondo mobilità, con il corrispondente incremento delle risorse destinate ai fondi locali, davvero esigui;
condiviso le motivazioni che avevano indotto D. a proporre come terza gamba dei criteri selettivi per gli sviluppi 2017 la valutazione della prestazione professionale, rispetto alla quale avevano però chiesto di far riferimento alla valutazione conseguente all’attività progettuale finanziata dal FUS 2016, con l’allargamento della forchetta relativa alla fascia cui attribuire il punteggio massimo del predetto criterio; inoltre, di ridurre il differenziale in materia di titoli di studio a vantaggio di quelli inferiori, e di incrementare ulteriormente il peso dell’anzianità superando la soglia dei 30 anni max proposta da AD;
per quanto attiene la previsione di 8.000 sviluppi economici 2018, rappresentato la necessità che la fissazione di un numero preciso e definito fosse accompagnata dalla certezza sulla disponibilità delle ricorse necessarie a finanziarle, al fine di evitare il rischio che, in assenza di idonea copertura, si dovesse poi attingere dalle risorse destinate ad altre importanti fattispecie (Turni, Reperibilità, etc.);
in ultimo, con riferimento ai fondi locali, preso atto della esiguità delle risorse destinate alla performance individuale (quota pro capite pari a meno di 13€ lorde lavoratore, che appare lesiva della dignità dei lavoratori e dello stesso buon nome di AD), chiesto di verificare la praticabilità di una loro diretta confluenza nel FUS, e inoltre che fossero maggiormente definite e dettagliate le attribuzioni dei tavoli locali in materia di contrattazione FUS, che nella proposta di AD erano limitate solo alla ripartizione tra le finalità d’impiego, apparendo così molto riduttive del ruolo e dell’azione sindacale.
La discussione, nella riunione odierna, sarebbe dunque dovuta partire proprio da qui, facendo proseguire il confronto tra le Parti, per auspicabilmente approdare a nuovi e significativi passi in avanti.
Ma così non è stato, perché nel frattempo sono intervenute una paio di situazioni nuove, che hanno consigliato le tre sigle di porre al momento in stand-by il confronto in atto con A.D., in attesa che dal Consiglio dei Ministri di venerdì 19 p.v. e, ancor di più, dalla riunione in agenda per il 24 p.v. sul sistema di valutazione della performance in ambito Difesa, emergano auspicabilmente fatti nuovi e importanti che consentano, innanzitutto di superare le enormi criticità osservate nel 2016 e, dall’altra, di agevolare la definizione dell’ipotesi di accordo 2017, in particolare per quanto attiene la distribuzione del FUS.
In allegato 1 su questa pagina, il comunicato unitario FP CGIL – UIL PA – FLP DIFESA che riferisce dei contenuti e degli esiti conclusivi del tavolo odierno, con preghiera di max diffusione tra i lavoratori; in allegato 2, il testo dell’ultima bozza di ipotesi di accordo predisposta dall’Amministrazione e inviata alle OO.SS. in data 11 u.s.
Vi terremo informati sugli sviluppi delle due scadenze cui si fa riferimento nel comunicato unitario.
Siamo arrivati oramai a fine giugno, e ancora non è stata neanche avviata la trattava nazionale per la distribuzione del FUA 2015. Mai, nel corso degli ultimi anni, avevamo registrato un ritardo di tale portata: per ricordare solo l’ultimo anno, l’ipotesi di accordo FUA 2014 è stata sottoscritta il 13 giugno con la relativa trattativa che era partita l’8 aprile precedente! Cosa sta succedendo, dunque? E’ la domanda che si fanno in molti e alla quale proviamo a dare qualche risposta, senza ovviamente la pretesa di essere esaustivi.
A nostra precisa domanda sui tempi di avvio della trattativa FUA 2015, che ponemmo a conclusione della riunione avente per oggetto la distribuzione delle ulteriori risorse del FUA 2014 (vds. Notiziario n. 30 del 17.03.2015), il Direttore Generale di PERSOCIV ci rispose che essi sarebbero dipesi dall’entrata in vigore del nuovo sistema di valutazione della performance individuale, cosa del tutto comprensibile atteso che uno dei compiti assegnati al tavolo nazionale era proprio quello di decidere il “quantum” di risorse da destinarvi.
Se così è, è di tutta evidenza il nesso causale tra sistema di valutazione della performance individuale e trattativa nazionale sul FUA 2015. Come si ricorderà, nella riunione del 22 dicembre 2014, è stata consegnata alle OO.SS. la bozza messa a punto dall’A.D. sulla “performance”, con l’invito alle stesse di formulare osservazioni e proposte entro gennaio p.v.. FLP DIFESA ottemperò a quell’ invito nei tempi richiesti (si veda il Notiziario n. 14 del 2.02.2015), e sappiamo che anche altre OO.SS. lo hanno fatto successivamente. Ci chiediamo: che fine hanno fatto quei contributi? Come mai l’AD non ha ancora sciolto il nodo, così bloccando di fatto la trattativa nazionale sul FUA? Blocco che ha ricadute notevoli sui tavoli locali e si comprende anche bene il perché: negli anni passati, come noto, spesso e volentieri gli accordi locali precedevano l’accordo nazionale, e questo perché i criteri di distribuzione del FUS si erano sostanzialmente stabilizzati negli anni e consentivano pertanto l’avvio dei progetti locali e anche la definizione dei criteri.
Quest’anno lo scenario si presenta invece assai diverso: i criteri in uso da tempo nella nostra Amministrazione sono stati spazzati via dal rilievo (assurdo!) della F.P. (si veda il Notiziario n. 131 del 16.12.2014), che ha obbligato le Parti alla modifica dell’accordo FUA 2014 (vds. Notiziario n. 19 del 13.02.2015), e altri criteri non possono prenderne il posto nell’accordo 2015, atteso che la F.P. li ha ritenuti incontrattabili. In aggiunta, il sistema di valutazione della performance individuale nel Ministero Difesa sulla base della legge Brunetta (D.Lgs. 150/2009) è stato sospeso nel 2012 (vds. Notiziario n. 25 del 16 feb di quell’anno), e pertanto il combinato disposto tra rilievo della FP e performance sospesa determinano nei fatti l’assenza, allo stato, di criteri di valutazione dell’apporto individuale alla progettualità locale. Appare allora perfettamente giustificabile come, di fronte a questo quadro di situazione, le OO.SS. Terr. /RSU nella maggioranza dei casi si rifiutino di definire i progetti locali o, al massimo, avviino i progetti senza accompagnarli con la individuazione dei criteri di valutazione degli apporti partecipativi dei lavoratori. I tavoli locali sono davvero in grandissima sofferenza.
Il mancato avvio della trattativa nazionale per il FUA 2015, però, oltre a slittamenti e ritardi delle incombenze connesse ai tavoli locali, sta producendo danni evidenti anche su altri fronti. Primo fa tutti, la possibilità di dare il via alla nuova fase di progressioni economiche interne alle aree (“passaggi economici”) dopo quella realizzata nel 2011 con decorrenza dal 1 gen. 2010, il cui finanziamento doveva costituire l’elemento caratterizzante dell’accordo nazionale FUA 2015, dopo lo sblocco intervenuto con la L. 190/2014.
Anche per questo, FLP DIFESA inviò nell’oramai lontano 14.01.2015 all’attenzione della Ministra una lettera che, partendo da una analisi sulla “stagione molto difficile e problematica in cui versa il nostro FUA”,recava le nostre proposte per il FUA 2015 (la lettera è ripubblicata in allegato 1 su questa pagina). Ne riportiamo, in corsivo, i passaggi più significativi con riferimento alle cinque proposte formulate:
“Riteniamo che occorra irrobustire la dotazione del FUA della Difesa, anche attraverso risorse derivanti dalle economie legate ai riordini in atto, in primis attuando l’accordo del 13.02.2013 sulla Sanità militare, e inoltre anticipando i tempi di attuazione dell’art. 2259-ter del COM (D.Lgs. 7/2014)”.
“Inoltre, e per noi questo punto assume una rilevanza del tutto prioritaria, riteniamo che, nel quadro di un obiettivo teso a traguardare il progressivo spostamento di quote crescenti di risorse FUA sul versante del trattamento economico fondamentale, chiediamo che, in considerazione delle novità recate dalla Legge 190/2014, l’AD proceda con urgenza alla convocazione delle Parti per l’avvio del confronto negoziale per la più rapida messa a punto dell’accordo sui passaggi interni con decorrenza 1.1.2015,come la scrivente aveva peraltro già richiesto in sede di trattativa FUA 2013 e 2014”.
“Chiediamo che l’A.D. renda praticabile la possibilità di utilizzare, anche per i lavoratori civili, le anticipazioni con il “fondo scorta” per il pagamento anticipato di turni/reperibilità/PPL a servizi resi”.
“Riteniamo necessario che l’accordo nazionale FUA 2015, al pari di quanto già avviene in altre Amministrazioni, sia scritto in modo più dettagliato, con particolare riferimento alle modalità di distribuzione del FUS, alla struttura generale dei progetti locali, ai criteri di distribuzione e alla disciplina delle assenze” anche allo scopo “di ridurrebbe di molto il rischio di rilievi sugli accordi locali…”;
“Riteniamo auspicabile che gli accordi FUA assumano una valenza più politica che tecnica, e che pertanto, in sede di sottoscrizione dell’ipotesi, vedano direttamente coinvolti, per l’A.D, il Ministro o il Sottosegretario delegato, allo scopo di sottrarre detti accordi ad una lettura solo tecnica e al fine di modificare il rapporto con MEF e FP, conferendo al Ministero Difesa maggior peso”.
Quando scrivevamo queste cose, era metà gennaio 2015…….. Se l’AD avesse preso in seria considerazione la nostra proposta anche solo limitatamente al punto 1, tutto il dibattito di questi giorni, con corredo di apposite assemblee e il conforto/supporto di qualche O.S. sulle ipotizzate intenzioni dell’A.D. di dare ai dipendenti civili qualche soldino in più (ma senza mai spiegare in che modo, da dove attingere le risorse e come connotare le eventuali risorse aggiuntive), non sarebbe mai decollato o si sarebbe già esaurito.
E mentre noi siamo ancora fermi al palo dopo lo sblocco delle retribuzioni, in altre AA.PP. si sta lavorando già alle nuove progressioni economiche, mentre da noi PERSOMIL ha emanato qualche mese fa la circolare n. 120770 del 5.03.2015 con la quale Colonnelli e Generali hanno percepito già migliaia di euro dopo il blocco……. (si veda l’allegato 3 su questa stessa pagina)
Ci chiediamo: invece di accreditare l’AD di buone intenzioni tutte ancora da dimostrare, perché non facciamo una battaglia unitaria – oggi e subito – per esigere il pieno ed immediato rispetto del protocollo firmato dall’allora Ministro Mauro e dalle OO.SS. nazionali il 13.02.2013, che ripubblichiamo su questa pagina in allegato 2, e per sottoscrivere un nuovo protocollo che impegni l’AD ad anticipare al 2015 i tempi di attuazione dell’art. 2259-ter del COM, come richiesto da FLP DIFESA nella lettera inviata alla Ministra il 14.01.2015? A tal proposito, sarebbe quanto mai utile che non vivessimo solo di parole, ma di fatti concreti.
Ovviamente, riproporremo dette richieste per il FUA 2015 nella riunione del 1 luglio p.v. con il Sottosegretario on. Rossi.
Prima di chiudere il Notiziario, proviamo a dare un aggiornamento sulle somme FUA-FUS in arrivo.
Come si ricorderà dal precedente Notiziario n. 55 del 29 maggio u.s., le partite in scadenza sono le seguenti:
FUS 2014: la quota pro capite è di € 963,00 lordo lavoratore per il numero di dipendenti in servizio alla data del 1.01.2014, e sarà corrisposto sulla base dei criteri fissati dagli accordi locali con le OO.SS./RSU. Tenuto conto che stanno ancora arrivando a PERSOCIV i dati richiesti agli Enti, ne è a questo punto ipotizzabile il pagamento con il cedolino di agosto (speravamo a luglio, ma non sarà facile….);
Per quanto attiene alle somme relative al saldo (ultimi 2/12) di turni/reperibilità/PPL, all’indennità di mobilità e alle PP.OO., il pagamento potrebbe avvenire con il cedolino di agosto o slittare più avanti.
Infine, rimarranno da corrispondere le ulteriori somme pari ad una quota pro capite di € 26,45 lordo lavoratore (ipotesi accordo 26.03.2015, vds. Notiziario n. 30/2015, che è ancora in via di certificazione).
FUA 2012 E 2013: i relativi saldi (80 € pro capite per il FUS 2012 ed € 77,13 pro capite per il FUS 2013) dovrebbero venire corrisposti insieme al FUS 2014 ( e dunque verosimilmente ad agosto).
Infine, a proposito di soldi, pubblichiamo su questa stessa pagina (allegato 4) un interessante articolo de ILFATTOQUOTIDIANO del 18 giugno u.s. su una storia di ordinari sprechi nel MD.
Notiziario FLP DIFESA n. 3 dell’ 11 gennaio 2019 – Il prossimo 15 gennaio p.v. iniziano i “primi martedì della Trenta” (in allegato 2, la convocazione del Gabinetto) e noi ci avviciniamo a questa scadenza con l’animo gravido di speranze, ma anche con tutto il peso di questi primi mesi inconcludenti in materia di problematiche […]
Notiziario n. 49 del 16 maggio 2017 – Dopo “il buon passo in avanti” registrato nella precedente riunione del 20 aprile u.s., secondo il giudizio espresso nel comunicato unitario di FP CGIL – UIL PA – FLP DIFESA allegato al nostro Notiziario n. 42 di pari data, la riunione negoziale odierna a PERSOCIV con la […]
Notiziario n. 71 del 29 giugno 2015 – Siamo arrivati oramai a fine giugno, e ancora non è stata neanche avviata la trattava nazionale per la distribuzione del FUA 2015. Mai, nel corso degli ultimi anni, avevamo registrato un ritardo di tale portata: per ricordare solo l’ultimo anno, l’ipotesi di accordo FUA 2014 è stata […]