Informiamo le lavoratrici e i lavoratori che, in data 20 luglio 2022, l’Organismo Indipendente di Valutazione della Performance dell’A.D. ha validato con specifico documento (All. 1) la relazione sulla performance 2022 (All. 2) approvata dal Ministro della Difesa con D.M. del 27 giugno del 2022.
Di conseguenza, presumibilmente con il cedolino paga del mese di agosto p.v., sarà effettuato il pagamento riferito all’anno 2022, delle indennità connesse alla performance individuale, alla performance organizzativa e alla maggiorazione del premio della performance organizzativa riconosciuta ai dipendenti dell’Area 1, secondo gli importi annuali (al lordo oneri a carico del dipendente) riportati nelle tabelle allegate alla circolare di Persociv prot. n°50892 del 24 luglio 2022 (All. 3) da noi sintetizzati nel presente notiziario.
Per la PERFORMANCE INDIVIDUALE (Art.22 CCNI DIFESA 02.11.2021), l’indennità è stata riconosciuta ai dipendenti in base ai punteggi assegnati con il sistema di misurazione e valutazione della performance utilizzato dall’A.D.: da 41 a 70, competerà un compenso pari al 75% dell’importo pro capite teorico, mentre da 71 a 100, competerà un compenso pari al 100% dell’importo pro capite teorico. Non sarà erogato alcun compenso, a coloro che hanno avuto una valutazione con un punteggio inferiore a 41 ed al personale destinatario dell’indennità accessoria di diretta collaborazione prevista dall’art.19 comma 11 del D.P.R. del 15.3.2010, n.90. Inoltre, ai sensi dell’art. 22 comma 4 del CCNI, è stata riconosciuta una MAGGIORAZIONE DEL 30% DELLA QUOTA INDIVIDUALE TEORICA, al 40% dei dipendenti appartenenti a ciascuna area funzionale, rientranti nella fascia di valutazione compresa tra 91-100 e che avranno conseguito le valutazioni di performance individuale più elevate, sulla base delle graduatorie dei punteggi di performance individuale di ciascuna area, redatte da Persociv. In caso di parità di punteggio si è fatto riferimento alle giornate di presenza in servizio (così come indicato da ciascun Ente in fase di inserimento dati per il pagamento della performance organizzativa) e, in caso di ulteriore ex aequo, si è fatto riferimento alla valutazione della performance individuale dell’anno precedente.
I AREA
II AREA
III AREA
VALUTAZIONE COMPRESA TRA 41 – 70,99
€ 175,00
€ 175,03
€ 174,97
VALUTAZIONE COMPRESA TRA 71 – 100
€ 233,34
€ 233,38
€ 233,29
DIPENDENTI RIENTRANTI NELLA MAGGIORAZIONE DEL 30%
€ 303,34
€ 303,39
€ 303,28
Perla PERFORMANCE ORGANIZZATIVA gli importi, sono stati calcolati ai sensi dall’art. 20 del CCNI e si differenziano in base al CRA di appartenenza del dipendente, alla percentuale di realizzazione fisica degli obiettivi del singolo CRA e alla soglia di partecipazione del dipendente. Non sarà erogato alcun compenso a coloro che hanno avuto una soglia di partecipazione inferiore al 25% e ai dipendenti beneficiari dell’indennità di diretta collaborazione.
presenza >75% – soglia di partecipazione 1
presenza compresa tra 50% e 75% – soglia di partecipazione 0,75
presenza compresa tra 25% e 50% – soglia di partecipazione 0,5
SEGREDIFESA
€ 685,28
€ 513,90
€ 342,60
BILANDIFE/GABDIFE
€ 690,88
€ 518,16
€ 345,44
CARABINIERI
€ 671,53
€ 503,70
€ 335,80
ESERCITO
€ 704,34
€ 528,29
€ 352,17
MARINA
€ 704,83
€ 528,64
€ 352,45
AERONAUTICA
€ 688,25
€ 516,17
€ 344,16
SMD
€ 690,88
€ 518,16
€ 345,44
LaMAGGIORAZIONE DEL PREMIO DELLA PERFORMANCE ORGANIZZATIVA, distinta per CRA di appartenenza, ai sensi dell’art. 21 comma 3 del CCNI, è stata riconosciuta ai dipendenti dell’Area 1 con permanenza nel livello apicale da almeno 5 anni e con positiva verifica dell’impegno e della qualità delle prestazioni rese, nell’ottica della correlazione con le attività operative dell’AD, risultante dalla valutazione della performance.
presenza >75% – soglia di partecipazione 1
presenza compresa tra 50% e 75% – soglia di partecipazione 0,75
presenza compresa tra 25% e 50% – soglia di partecipazione 0,5
SEGREDIFESA
€ 733,07
€ 549,74
€ 366,49
BILANDIFE/GABDIFE
€ 739,06
€ 554,29
€ 369,53
CARABINIERI
€ 718,37
€ 538,83
€ 359,22
ESERCITO
€ 753,46
€ 565,13
€ 376,73
MARINA
€ 753,99
€ 565,51
€ 377,03
AERONAUTICA
€ 736,25
€ 552,17
€ 368,16
SMD
€ 739,06
€ 554,29
€ 369,53
Per quanto riguarda il pagamento del FUS 2022, la distribuzione delle somme assegnate all’Ente è stata stabilita dalla contrattazione di sede e quindi, se l’accordo ha ricevuto la certificazione positiva da parte dell’Ufficio Centrale di Bilancio e se l’Ente d’impiego ha comunicato in tempo utile l’importo spettante ad ogni singolo dipendente, il pagamento di tale istituto, qualora non ancora avvenuto, potrebbe concretizzarsi con il cedolino paga di agosto c.a..
Le ULTERIORI RISORSE CHE DOVESSERO AFFLUIRE AL FRD 2022 a titolo di somme cd. variabili saranno destinate nella misura del 30% ad incrementare i compensi accessori da attribuire ai dipendenti in base alla performance individuale e nella misura del 70% per l’incremento dei fondi per la contrattazione di sede (FUS)
Come sempre, Vi terremo aggiornati. Fraterni saluti.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA – Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI
In data 3.08.2018, con la maggior parte dei lavoratori in ferie o con le valigie già pronte per il mare, è stato sottoscritto dalla delegazione di parte pubblica e dalle OO.SS. firmatarie del CCNL del 12.02.2018, l’Ipotesi di CCNI (Contratto Collettivo Nazionale Integrativo), parte economica, relativo al triennio 2018-20, che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2.
Come noto, alla predetta trattativa non ha partecipato la nostra O.S., e questo per il fatto che FLP non ha firmato il CCNL ed è in questo momento (ma ancora per poco) fuori dal tavolo. Ma, pur dall’esterno, abbiamo comunque seguito la trattativa e ne abbiamo informato puntualmente i colleghi, anche più delle OO.SS. che ai tavoli vi partecipavano direttamente, e, giunti ora a conclusione del percorso negoziale, esprimiamo le nostre osservazioni e valutazioni, e lo facciamo in modo dettagliato e non solo per slogan, come altri hanno fatto.
Partiamo innanzitutto dal metodo, prima ancora che dei contenuti. Come per la trattativa sulle progressioni economiche (Ipotesi di accordo 31.07.2018 , vds Notiziario n. 84 del 3 agosto u.s.), la nostra prima riflessione riguarda il metodo praticato nel corso della trattativa. Mentre, da sempre, FLP DIFESA nei propri Notiziari scende nel dettaglio delle questioni e pubblica tutta la documentazione disponibile allo scopo di rendere partecipi i lavoratori e di coinvolgerli attivamente, anche in questa circostanza le OO.SS. partecipanti alla trattativa, e poi firmatarie, si sono comportate diversamente, oscurando sia i documenti in progress di AD che le eventuali proposte sindacali, e anche i contenuti reali del confronto. E, una volta sottoscritta l’Ipotesi, pur a fronte delle grosse novità, hanno evitato accuratamente di entrare nel merito dei singoli punti e di spiegarne le ragioni e i contenuti, alcuni dei quali incomprensibili a molti (performance organizzativa, per es.), preferendo invece emanare comunicati inneggianti e autoreferenziali e soprattutto plaudenti nei confronti della controparte, mai così buona e disponibile come in questa circostanza.
Per quanto attiene invece ai contenuti dell’accordo, facendo seguito all’impegno assunto nei confronti dei colleghi di far conoscere nel dettaglio il nostro pensiero al riguardo, rinviamo al documento che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1, nel quale esprimiamo le nostre puntuali osservazioni e considerazioni sull’ articolato, sperando che il nostro lavoro contribuisca a far capire meglio i contenuti di un accordo apparso a molti poco comprensibile.
In conclusione, sulla base dei dati sin qui forniti, non ci pare che l’Ipotesi di accordo sul FRD 2018 sia migliorativa rispetto ai vecchi accordi FUA: un enorme peso delle performance (oltre alla individuale, ora anche l’organizzativa, entrambe in capo ad A.D., e con un ruolo inesistente del Sindacato), e l’ azzeramento di fatto della contrattazione locale, con Dirigenti e Rappresentanze locali ridotti al ruolo di meri applicatori delle scelte nazionali (altro che recupero della contrattazione, come propagandato dalle sigle firmatarie del CCNL), ne costituiscono, a nostro giudizio, i tratti più importanti e distintivi. Forse sarebbe stato il caso di rifletterci meglio e più a lungo, come stanno facendo in altre AA.CC., prima di scrivere il CCNI, ma i nostri 3+1 avevano un problema: fare subito l’accordo, e farlo prima del ritorno ai tavoli delle sigle non firmatarie. A.D. ha compreso il problema, e si è adoperata al riguardo: da qui i grazie che a più riprese i 3+1 hanno indirizzato a Gabinetto, DG e Ministra (perché non anche a OIV?), irrituali e forse eccessivi.
C’è comunque ancora un gran punto interrogativo: questo accordo mostra parecchie falle rispetto alle norme legislative e contrattuali vigenti e, da quel che ne sappiamo, la verifica preliminare con MEF e FP sulla sua effettiva praticabilità non risulta sia stata fatta. Della serie: A.D. sottoscrive l’Ipotesi, così facciamo bella figura e andiamo incontro ai desiderata dei 3+1, se poi MEF e FP la bocceranno, in toto o in parte, beh, sarà colpa loro. A ben vedere, un luminoso esempio di serietà e di consapevolezza del proprio ruolo. Evviva!
E allora non resta che attendere la pronuncia di MEF e FP, e sarà davvero interessante leggerne i rilievi, se ci saranno.
E, se invece il CCNI dovesse passare così com’è, ne prenderemo doverosamente atto.
La sottoscrizione da parte delle sigle firmatarie del CCNL 2016-2018 di due Ipotesi di accordo stralcio, la prima in data 31 luglio u.s. sulla procedura per l’anno in corso delle progressioni interne alle aree e la seconda in data 3 agosto u.s. sul Fondo Risorse Decentrato (FRD, ex FUA), le cui scelte sono in gran parte orientate sul sistema di valutazione della performance, individuale e organizzativa, posto in essere nel Mistero Difesa, rende quanto mai utile entrare all’interno di quel sistema per conoscerlo più da vicino.
A tal riguardo, informiamo i colleghi che il sistema di valutazione della performance 2017 è stato validato dal nostro Organismo di Valutazione (OIV), in linea con quanto previsto dall’art. 14, co. 4, let. c) del D. Lgs. 150/2009 e delle delibere della soppressa CiVIT nn. 5 e 6/2012. La validazione, formalizzata da OIV con fg. n. 1614 del 16.07.2018 indirizzata al Gabinetto del Ministro, è intervenuta a conclusione dell’ esame della “Relazione sulla performance 2017” redatta dalla nostra Amministrazione nel giugno 2018 e che aveva comunque registrato la formale di approvazione dell’Organo di indirizzo politico-amministrativo di MD.
Pubblichiamo la predetta “relazione” su questa stessa pagina in allegato1, insieme al documento di OIV denominato “processo di validazione” che pubblichaimo invece in allegato 2, il quale reca le considerazioni conclusive di OIV, che ha poi validato in data 16 luglio u.s. il sistema di valutazione della performance del Ministero della Difesa per l’anno 2017.
Pubblichiamo inoltre, in allegato 3, la “scheda di sintesi” messa a punto dall’Organismo di Valutazione, che riporta appunto una sintesi delle “motivate” valutazioni operate dallo stesso Organismo su ciascuno dei punti esaminati, con riferimento ai profili di “conformità”, “attendibilità” e “comprensibilità”.
Va detto che i giudizi di OIV che ne supportano la validazione risultano tutti positivi e attestano la “conformità” del nostro sistema (sul contesto esterno; sulla gestione del ciclo performance; sugli obiettivi strategici; sugli obiettivi e sui piani operativi; sugli obiettivi individuali; sulla sua efficienza, e addirittura sulle pari opportunità e sul bilancio di genere), giudizi che i lavoratori faranno però fatica ad accettare, esprimendo al riguardo valutazioni di segno diverso (il recente nostro sondaggio sul sito lo dimostra).
E’ utile ricordare, inoltre, che in ragione delle esigenze di riservatezza correlate ad alcune delle funzioni istituzionali svolte, “il Piano della performance del Ministero dellaDifesa è impostato in modo da consentire totale visibilità a livello di Priorità Politiche (PP) ed Obiettivi Strategici (OBS), limitando –invece– al solo ambito interno, la diffusione di Obiettivi Operativi (OBO) e Programmi Operativi (PO), al fine di tutelare anche le informazioni ritenute sensibili, sebbene “non classificate””. Anche da qui le “astruserie” sulla valutazione della performance organizzativa di cui all’art. 20 dell’Ipotesi di accordo sul FRD, su cui torneremo a breve.
Queste le considerazioni che interessano la valutazione del personale civile: “la tematica della valutazione della performance individuale del personale civile della Difesa è –nel complesso– adeguatamente delineata.”….tuttavia, al fine di una migliore qualità e completezza delle informazioni fornite, sarebbe stato opportuno evidenziare che, con riferimento al personale delle aree funzionali, si sono verificate talune criticità nella raccolta e sistematizzazione delle valutazioni, soprattutto nell’ambito dell’Area org. di SMD”.
Molto importante, poi, il successivo passaggio, nel quale “si evidenzia la necessità che l’Amministrazione individui –già nel nuovo Sistema di Valutazione da approvare per il 2018– opportune misure che consentano di apprezzare adeguatamentel’attività valutativa dei dirigenti militari, anche con riferimento alla capacità divalutazione dei propri collaboratori (civili, n.d.r.), ….. alla stessa stregua di quanto espressamente previsto per iDirigenti civili (vds. art. 9 comma 1, lett. d) del D.Lgs.150/2009 …”. Come qualche collega ricorderà, sin dal primo apparire del sistema di valutazione della performance del MD. ai sensi del predetto D. Lgs. 150 (era il 2012, poi fu sospeso fino al 2016) è stato questo uno dei punti per noi più critici, che allora entrò nel nostro ricorso. A distanza di tanti anni, le cose non sono per nulla cambiate, e non è un caso. Ne riparleremo.
Quaderno FLP DIFESA n. 3 / 2017 (pubblicato il 26.06.2017) –
Pubblichiamo, di seguito, in allegato 1, il “Quaderno FLP DIFESA n. 3/2017″ con il testo integrale del Decreto Legislativo 29.11.2009, n. 150 avente per oggetto “Attuazione della legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni”, così come modificato dal Decreto Legislativo 25.05.2017, n. 74 attuativo della legge delega di riforma della Pubblica Amministrazione voluta dall’attuale Ministra Marianna Madia.
Il padre putativo del D.Lgs. 150/2009 è stato l’allora Ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta, e reca, al Titolo II, le norme relative alla misurazione e valutazione della “performance”. Norme queste che hanno costituito il riferimento base del “Sistema di misurazione e valutazione della performance individuale del personale delle aree funzionali del Ministero della Difesa”, di cui alla Direttiva a firma della Ministra Pinotti del 10.11.2015 che ripubblichiamo ad ogni buon conto su questa stessa pagina in allegato 3,che è poi entrato in vigore dal 1 gennaio del 2016 e che troverà attuazione in questo anno 2017 attraverso le valutazioni dei Dirigenti, la successiva formazione delle graduatorie da parte delle c.d. “area organizzative” (SMD; SGD; Uffici centrali e di Vertice; Giustizia Militare) non ancora pubblicate, e la successiva corresponsione dei premi connessi (quota pro capite per la performance individuale 2016: € 134,77 al lordo degli oneri a carico del datore di lavoro, corrispondenti ad € 101,56 al netto degli oneri a carico del datore di lavoro).
Alcune delle modifiche introdotte dal D.Lgs. 74/2017 si sono rese necessarie a seguito delle enormi criticità innescate dal Decreto Brunetta, prima fra tutti l’azzeramento delle assurde e indigeribili fasce del 25 – 50 – 25 %, che prevedeva (a prescindere) che il 25% dei lavoratori pubblici non fosse destinatario di alcun premio. Verificheremo strada facendo la’utilità delle correzioni operate.
La presente pubblicazione sarà mantenuta solo per qualche giorno sulla home page del nostro sito; successivamente, potrà essere reperita presso la sezione “I Quaderni di FLP DIFESA” che è collocata nella barra trasversale alta della stessa home page.
Con l’occasione, pubblichiamo anche, in allegato 2, le “linee guida per il piano della performance dei Ministeri” emanate qualche giorno fa dalla Funzione Pubblica.
Con mail del 27 u.s., PERSOCIV ha informato le OO.SS. nazionali che l’Ipotesi di accordo relativa alla distribuzione del FUA 2016 siglata il 3.08.2016 aveva avuto il sostanziale via libera di M.E.F. e F.P. (vds allegato 1) e che, pertanto, il testo dell’accordo, “conformato secondo le indicazioni ricevute dagli Organi certificatori”, sarebbe stato messo in firma alla Parti sindacali nei giorni 29 e 30 c.m. (vds allegato 2).
Ebbene, coerentemente con le posizioni assunte durante tutto il corso della trattativa nazionale di cui c’è ampia traccia nei nostri Notiziari diffusi a conclusione di ogni riunione, e in linea peraltro con la scelta conclusiva operata dalla nostra Delegazione nazionale in ordine all’Ipotesi di accordo, FLP DIFESA non sottoscriverà l’accordo definitivo per i motivi ben noti ai colleghi e specificati nella “Nota a verbale”(in allegato 3), che abbiamo già inviato a PERSOCIV per essere allegata al C.C.N. Integrativo FUA 2016.
A nostro giudizio, la trattativa negoziale con l’A.D. per la distribuzione del FUA si è conclusa quest’anno nel peggiore dei modi, con un accordo decisamente al ribasso che prevede per l’anno in corso un numero di passaggi economici decisamente insufficienti, la cancellazione di fatto della contrattazione locale per la distribuzione del FUS, addirittura con la previsione vergognosa di un possibile affidamento fiduciario al Dirigente delle relative risorse in abbinata a quelle destinate alla remunerazione della performance, e con la prepotente entrata in scena della valutazione della predetta performance,sia per quanto riguarda la gestione del 15% delle risorse locali che, ancor di più, per quanto attiene il suo peso all’interno dei criteri che presiederanno ai passaggi economici, decisamene sovradimensionato (50 punti, gli stessi di titoli e esperienza professionale!). Un mezzo disastro, sia per gli effetti che prevedibilmente produrrà sulla nostra gente che, ancor di più, per i pericolosi lasciti sul fronte delle relazioni sindacali.
A fronte di questi pesantissimi approdi negoziali, non potrà allora che apparire logica e coerente la scelta unanime della delegazione FLP DIFESA, peraltro condivisa e sostenuta da tutto il nostro gruppo dirigente, di non sottoscrivere il predetto CCNI. Un scelta di differenziazione alla quale la nostra O.S. non è usa, avendo sottoscritto responsabilmente tutti gli accordi degli ultimi quindici anni, ma che quest’anno, altrettanto responsabilmente, ha scelto di non sottoscrivere per non diventare complice di un’operazione che segna, a nostro avviso, il punto più basso degli accordi nazionali di questi anni.
Come si ricorderà, la trattativa era partita il 21 giugno u.s. (vds Notiziario n. 77 di pari data) ed era apparsa già segnata in partenza dalla “intesa programmatica” di cui all’art. 16 dell’accordo FUA 2015, che confermava i 7.002 passaggi economici 2016 richiesti da CGIL-CISL-UIL Difesa nella riunione del 21.01.2016 (vds comunicato di pari data) e seduta stante generosamente accolti dalla dr.ssa Corrado.
La vicenda rovinosa dei passaggi non può comunque, in nessun caso, far passare in second’ordine le due cadute verticali altrettanto rovinose richiamate in apertura, la prima legata all’avvento corposo su FUS e passaggi economici della performance individuale e la seconda, certo di maggior rilievo, che comporta il rischio della cancellazione di fatto della contrattazione locale per la distribuzione dl FUS.
A tal riguardo, ci permettiamo di rivolgere un appello a tutte le Rappresentanze locali affinchè non seguano la sollecitazione delle Parti firmatarie dell’accordo FUA (art. 14, comma 2) a valutare la possibilità di “destinare le somme del medesimo a incremento del trattamento economico accessorio correlato alla performance individuale di cui al precedente art. 12”. Andare su questa strada significa di fatto azzerare la contrattazione locale in materia di distribuzione delle risorse destinate ai progetti locali che è prevista dai nostri CCNL, in un momento in cui la richiesta di tutti i Sindacati del P.I. è rivolta alla modifica del D.Lgs. 150 e al recupero pieno della contrattazione (vds. IL SOLE 24 ORE del 28.09.2016) attraverso il nuovo CCNL.
Le contrattazioni FUS vanno pertanto mantenute, a tutti i costi!
3.10.2016 – Pubblichiamo il testo dell’accordo FUA 2016 con le firme delle Parti aderenti: ccni-fua-2016-del-30-09-2016
Notiziario n. 105 del 13 settembre 2016 –
Il Sottosegretario alla Difesa. on. Domenico Rossi
La riunione di oggi con il Sottosegretario Rossi è servita in primo luogo a fare un punto di situazione in merito alle scelte e alle iniziative avviate dal Vertice politico per dare risposta all’annoso problema legato all’inadeguato trattamento economico del personale civile; ma è anche servita a discutere di altre questioni e a calendarizzare una serie di incontri su alcune partite importanti tuttora aperte. E’ questo, in estrema sintesi, il succo della riunione odierna. Ma andiamo con ordine.
TRATTAMENTO ECONOMICO PERSONALE CIVILE
Come si ricorderà, le risultanze conclusive dello studio (riferito all’anno 2013) condotto dal “Gruppo di lavoro” di cui al DM 16.06.2015 avevano evidenziato il notevole gap esistente tra i trattamenti economici in essere nella Difesa e quelli di altre AA.PP. Nel settore pubblico contrattualizzato, il trattamento nel MD presentava un differenziale medio di -9% sui dirigenti e di -15% sui non dirigenti, e le differenze riguardavano in misura minore il trattamento stipendiale (differenze intorno a -3/4%) e in modo molto più corposo l’accessorio (per il personale delle aree funzionali, il differenziale negativo si attestava sul –34%), mentre sul fronte dei dirigenti, invece, il differenziale risultava addirittura positivo (+ 11%).
Delle quattro soluzioni ipotizzate dallo stesso on. Rossi nel corso della riunione del 20 aprile u.s. (vds. Notiziario n. 47 di pari data), la scelta finale operata dalla Ministra, come avevamo immaginato e scritto nel Notiziario, è caduta sulla costituzione di un “fondo integrativo”, aggiuntivo rispetto al FUA, sul tipo di quello in essere nel Ministero della Salute, alimentato da risorse provenienti in parte dal MD e in parte dal MEF.
A tal riguardo, la nostra Amministrazione ha già avanzato una proposta formale alla Funzione Pubblica (competente per gli aspetti normativi) e al MEF (competente per gli aspetti finanziari), che è già stata oggetto di un primo incontro trilaterale di approfondimento nei giorni scorsi, e altri ne seguiranno. Il Sottosegretario ci ha detto che A.D. intende accelerare al massimo questi confronti e completarli in tempi che consentano di sfruttare il veicolo offerto dalla legge di stabilità 2017, e proprio nella giornata di domani l’on. Rossi avrà un incontro sul tema con il Sottosegretario alla P.A. Rughetti. Lo stesso Sottosegretario ha anche preannunciato una nuova riunione con le OO.SS. in data 28 settembre p.v., nella quale verremo informati delle risultanze di quegli incontri e degli eventuali sviluppi operativi.
Nel suo intervento, FLP DIFESA ha preso atto delle comunicazioni venute dall’on. Rossi, che lascerebbero immaginare un impegno straordinario su questa partita da parte del nostro Vertice politico, che è certo ben consapevole che tanto tempo è trascorso invano e che oggi c’è, in aggiunta, un problema di credibilità della stessa Amministrazione, innescato dalle scelte suicide operate sui passaggi economici 2016 (si è scelto di negare a 10.000 lavoratori civili il passaggio di fascia dal 1 gennaio c.a., con un danno medio di circa 1000 €). Un’Amministrazione che nega consapevolmente questa opportunità ai propri dipendenti non può non apparire poco credibile in ordine alle reali intenzioni di accrescere il loro trattamento ec.
La nostra O.S. ha comunque chiesto di avere copia, per la riunione del 28 p.v., del documento conclusivo prodotto dal “Gruppo di Lavoro” ad aprile u.s. e della proposta formale che l’Amministrazione ha inviato a FP e MEF. Abbiamo anche chiesto quale dotazione finanziaria sia ipotizzabile per codesto Fondo e quali le modalità/criteri previsti per la sua distribuzione ai lavoratori civili. Atteso quanto previsto dalla Direttiva della Ministra del 10.11.2015 e confermata dall’Ipotesi FUA 2016, che prevede che la distribuzione del FUA avvenga con gli stessi criteri adottati per la remunerazione della performance individuale, spereremmo in modalità di distribuzione francamente diverse (tipo FESI?)
Attendiamo dunque le risposte che l’on. Rossi ci darà nella riunione del 28 p.v., e allora saranno più chiare a tutti la serietà, la sostenibilità e la reale praticabilità dell’operazione. Vedremo, dunque!
Nella seconda parte della riunione, abbiamo discusso con l’on. Rossi delle altre questioni ancora inevase, da noi segnalate con lettera del 7 giugno u.s. (vds Notiziario n. 70 del 9.06.2015). Ne forniamo una sintesi per argomento, accompagnandola con le considerazioni/richieste avanzate dalla nostra O.S..
Tabella di equiparazione tra gradi militari e inquadramenti civili: nella puntata precedente (riunione con l’on. Rossi del 15 giugno 2016, vds Notiziario n. 47 di pari data) avevamo appreso del via libera della FP alla tabella convenuta con l’allora Sottosegretaria Pinotti il 12.11.2013 (vds. Notiziario n. 122 di pari data); nella riunione di oggi, invece, l’on. Rossi ci ha informato che il MEF avrebbe già fornito alla stessa FP il parere richiesto, che però non è ancora noto alla nostra Amministrazione, e del quale ci sarà riferito nella prossima riunione del 28 settembre p.v. Dunque, la telenovela continua, questa benedetta tabella non riesce a vedere la luce a distanza di quasi tre anni da quel lontano giorno in cui fu concordata. Il sospetto che qualche manina nascosta ne rallenti dietro le quinte volutamente il percorso ci sta tutto, ovviamente. Siamo dunque alle battute conclusive? Lo speriamo davvero, non dimenticando comunque che esistono altri importanti problemi legati al transito del personale ex militare, che occorrerà affrontare presto.
Problematiche benefici previdenziali da lavori insalubri, polverifici e imbarchi: il tavolo tecnico disposto dal Sottosegretario su nostra richiesta e di cui alla nota del Gabinetto del 6 luglio u.s. verrà fissato entro il 10 ottobre p.v., con una variante non di poco: a coordinarne i lavori, non sarà PERSOCIV, ma Stato Maggiore Difesa. A seguire, il tavolo politico che dovrà poi trarne le conclusioni sul piano operativo. Anche qui, abbiano osservato che sono già passati invano ben 7 mesi dall’emanazione della contestata circolare della D.G.
Funzioni del Personale civile: SMD ha già convocato per il 22 p.v. il tavolo tecnico per la prosecuzione dei lavori avviati in data 28.07.2016 e di cui abbiamo riferito nel Notiziario n. 93 pari data, chiamato a lavorare sulle “specifiche e coordinate direttive applicative” previste dal protocollo sottoscritto dalla Ministra Pinotti e dalle OO.SS. nazionali in data 2.05.2016 (vds. Notiziario n. 55 di pari data).
Misurazione e valutazione performance individuale: l’on. Rossi ci ha invitato a fornire entro metà ottobre proposte di integrazione/modifica della Direttiva del 10.11.2015, in previsione del 2017. Ne abbiamo preso atto e daremo come sempre il nostro contributo, pur nella riconferma della nostra critica radicale al sistema brunettiano e alla sua applicazione nel MD (pendente il nostro ricorso al TAR).
Libro Bianco per la sicurezza e la difesa (LB):l’on Rossi ha riconfermato l’intendimento di avviare il confronto con il Sindacato una volta che AD avrà operato le proprie scelte attuative. Ne abbiamo preso atto, segnalando comunque all’on. Rossi che ci risulta che sia già stato messo a punto il testo di un DDL delega, e che quindi sarebbe davvero utile e opportuno aprire rapidamente il confronto, anche per non trovarci di fronte ad un prodotto già definito e impacchettato, come avvenuto in passato.
Progressioni tra le aree e problematica personale area 1^: nessuna novità di rilievo, da parte del Sottosegretario. Non sono ancora terminati, dopo nove mesi (!), gli approfondimenti su cui la stessa Ministra si era impegnata e di cui alla nota Gabinetto del 14.12.2015, e pertanto nessuna soluzione è ancora ipotizzabile. Abbiamo segnalato al Sottosegretario l’enorme ritardo con il quale A.D. continua a muoversi su questo fronte, e ci siamo chiesti se la strada intrapresa sia davvero la più concreta e praticabile, tenuto conto del campo assai ristretto a nostra disposizione (scarsa capienza in area 2^; ben nota difficolta di ottenere risorse dal MEF; tempi lunghi per dare soluzione totale al problema). Per questo motivo, atteso che siamo oramai alla vigilia dell’apertura del confronto in sede ARAN per il rinnovo del contratto, abbiamo ribadito la nostra idea sulla necessità di un impegno comune, di AD e di tutte le OO.SS., per portare su quel tavolo la proposta di soppressione dell’area 1^, che risolverebbe d’incanto tutti i problemi e in tempi anche molto rapidi (si veda il Notiziario n. 94 del 1.08.2016).
Infine, abbiamo segnalato all’on. Rossi la necessita di prevedere, anche con una certa sollecitudine, specifici incontri dedicati: alle problematiche innescate dal previsto ingresso nei ruoli civili del personale del Corpo Forestale (D.Lgs. n. 177/2016); a quelle legate alla sottrazione di competenze a PREVIMIL (D.M. 22.06.2016); infine, a quelle legate alle ben nota, difficile agibilità attuale dei tavoli locali.
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario n. 77 del 21 giugno 2016 –
E partito in data odierna, a PERSOCIV, il confronto negoziale con A.D. per la distribuzione del FUA 2016 che quest’anno, in ragione delle novità presenti nella bozza della D.G. (che, appena ricevuta, abbiamo provveduto a pubblicare sul nostro sito per l’opportuna conoscenza di tutti i lavoratori, e che ripubblichiamo su questa pagina come allegato 1) in materia di passaggi economici e di premialità (performance individuale), presenta allo stato, a nostro avviso, non poche criticità, che abbiamo puntualmente rappresentato alla dr. Corrado.
Partiamo innanzitutto dalla dotazione del FUA: le somme certe del FUA 2016 sono pari quest’anno a € 57.634.654,00 al lordo oneri a carico dell’A.D., e dunque con una differenza in negativo di € 501.793 €, dovuta verosimilmente alla diminuzione del personale in servizio pari a 238 unità in meno rispetto al 2015 (abbiamo comunque richiesto la tabella di dettaglio delle somme che formano il FUA). Rispetto a questa dotazione del FUA 2016, la distribuzione delle somme prevista dal prospetto allegato 13 della bozza di ipotesi predisposta da PERSOCIV, che alleghiamo, ripropone il modello consolidato di ripartizione, con una riconferma degli stanziamenti 2015 per posizioni organizzative (€ 2.525.281,00), indennità di mobilità (€ 370.000) e PPL, turni e reperibilità (rispettivamente 3.158.260,00; 7.271.960,00 e 3.666.584,48). In merito a quest’ultima fattispecie (reperibilità), abbiano rappresentato l’esigenza, nella prospettiva realistica di una costante e progressiva riduzione dei FUS nei prossimi anni, di un rivisitazione di questo istituto, che ha rappresentato – come noto a tutti – l’impegno disatteso di questi anni del tavolo nazionale. Infine, la dotazione FUA per Agenzia Industrie Difesa, è quest’anno pari a € 2.305.386,16 € e corrisponde al solito 4% del totale somme FUA.
Ciò premesso, entriamo ora nella parte relativa alle novità del FUA 2016, che riguardano: passaggi e relativi criteri selettivi; la remunerazione della performance individuale; contrattazione locale sul FUS.
PASSAGGI ECONOMICI 2016
La bozza predisposta dalla D.G. prevede 7.002 passaggi complessivi con decorrenza 1.1.2016, con i contingenti di cui all’art. 10, e dunque con la riconferma in toto dell’ ”intesa programmatica” recepita all’art. 16 dell’ipotesi di accordo 2015, che ha visto allora il dissenso forte della nostra O.S. .
Come detto e ridetto più volte, e riproposto anche nella circostanza alla delegazione dell’AD, prevedere 7.002 rispetto ai 26.871 lavoratori del MD al 1.1.2015, significa assicurare il passaggio di fascia solo al 26,06 % dei lavoratori civili del MD a fronte di percentuali di copertura enormemente più robuste che si registrano in altre AA.CC. Davvero poca cosa i 7.002 passaggi di oggi rispetto alla percentuale realizzata nella precedente tornata 2010 del M.D., quando la copertura è stata del 69,82% (n. 21.826 passaggi rispetto ai 31.260 lavoratori allora presenti), e poca cosa anche rispetto alle percentuali di copertura realizzate in altre Amministrazioni Centrali con riferimento alle progressioni 2016: Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca con il 39% (2.328 progressioni rispetto ai 5.978 lavoratori presenti); Ministero dello Sviluppo Economico con il 75% (2.060 progressioni rispetto ai 3.230 lavoratori presenti); Agenzia Entrate con il 43 % (17.595 progressioni rispetto alle 41.000 presenze); Ministero dell’Economia e Finanze con il 67 % (6.390 progressioni rispetto alle 9.500 presenze), e la lista potrebbe continuare, includendo anche AID (vds. Notiziario n. 63 del 18.05.2016). Perché non alzare i numeri, facendo in modo che, oltre ai 7.002, altre migliaia di lavoratori abbiano qualche migliaio di € in più in busta paga sin dal 1.1.2016 e non aspettare gli anni a venire? Ma non abbiamo in Difesa il problema legato al basso trattamento economico dei civili? Ed ora, che si presenta l’occasione, perché ne impediamo la crescita sin da quest’anno per molti più lavoratori, dopo i 6 anni di duro blocco?
Qualcuno dice che i 7002 passaggi sono destinati ai colleghi che nel 2010 sono rimasti fermi al palo. Intento lodevolissimo e condivisibilissimo, lo abbiamo detto in più circostanze. Ci chiediamo però: siamo sicuri che, con i criteri di cui all’allegato 12, l’obiettivo venga centrato in pieno? Noi non ne siamo affatto convinti, e lo abbiamo detto alla dr. Corrado, anzi pensiamo che con quei criteri si possa raggiungere invece un risultato ben diverso: che molti di quelli che sono rimasti al palo nel 2010 lo siano anche nel 2016, e viceversa che molti di quelli che nel 2010 hanno avuto il passaggio di fascia ne ri-beneficino anche nel 2016. Una iattura possibile e indigesta, che potrebbe starci dentro i criteri proposti da PERSOCIV: anzianità nei ruoli civili e di fascia, ancorchè rimodulate e con maggior peso rispetto al 2010, hanno un peso di max 33 punti, mentre il combinato disposto tra titoli, incarichi e idoneità porta a 42 punti, e dunque è possibilissimo che si riproponga la situazione del 2010, quando titoli, incarichi e idoneità hanno fatto la differenza.
Certo, si potrebbe agire alzando di più il peso dell’ anzianità nei ruoli civili e di fascia, soprattutto quest’ultima, come previsto dall’accordo sui passaggi 2016 del MEF che abbiamo segnalato alla dr.ssa Corrado (1,5 punti per ciascun anno di permanenza nella fascia retributiva d’appartenenza), e si potrebbe parimenti ridurre/eliminare il peso di incarichi, titoli (già dimezzato rispetto al 2010) e idoneità (già ridotto rispetto al 2010 essendo riferito solo a idoneità per posizioni di inquadramento superiore, non esistendo tecnicamente l’idoneità per i passaggi interni, infatti nell’accordo MEF si parla di “riqualificazioni”). E si potrebbe azzerare del tutto il peso (max 25 punti) legato alla valutazione della prestazione resa, come noi abbiamo chiesto espressamente, atteso che i criteri selettivi di cui all’art. 18 CCNL 2006/2009 nulla prevedono al riguardo. Ma l’obiettivo di assicurare a tutti i 7.000 non transitati nel 2010 il passaggio di fascia 2016 non sarebbe neanche in tal caso certo, visto anche quanto prevede il comma 7 dell’art. 18 sopra richiamato (“i criteri… sono equamente valutati…. e tra loro combinati e ponderari in modo da evitare la prevalenza dell’uno sull’altro” e più oltre “evitare di considerare la mera anzianità di servizio”, il che potrebbe anche portare alla non certificazione dell’ipotesi di accordo arrivando alla fine fuori tempo massimo per la realizzazione dei passaggi economici 2016.
C’è un modo per evitare questo rischio e assicurare il passaggio ec. 2016 a tutti i 7000 esclusi dalla fascia superiore nel 2010? C’è, a nostro avviso, ed è quello di alzare corposamente il numero dei passaggi 2016, il che, anche in presenza di criteri più o meno vicini a quelli proposti da PERSOCIV (ma qualche correttivo andrebbe comunque introdotto: perché escludere dagli incarichi i contabili agli assegni?) ridurrebbe praticamente allo zero il rischio di una nuova esclusione nel 2016 dei colleghi esclusi del 2010.
Su questa base, abbiamo proposto alla dr.ssa Corrado l’accorpamento del numero di passaggi 2016 (n. 7.002) con quello previsto per il 2017 di cui all’art. 19 della bozza di PERSOCIV (n. 9.972) per un complessivo di n. 16.974 passaggi cui dare a tutti decorrenza 1.1.2016, alzando cosi la percentuale di copertura, che arriverebbe dunque al 63% (63 lavoratori del MD su cento accederebbero alla fascia superiore, e dunque più vicino alle percentuali di altre AA.CC.) e assicurerebbe anche ad altri 9.972 lavoratori un migliaio di euro in più sin dal 1.1.2016. E’ questa, ragionevole e ragionata, la nostra proposta.
REMUNERAZIONE PERFORMANCE INDIVIDUALE
Dal 1.01.2016, come noto, è entrato in vigore il “sistema di misurazione e valutazione della performance” di cui alla Direttiva della Ministra del 10.11.2015, che ripubblichiamo su questa pagina in allegato 2, rispetto alla quale, com’è altrettanto noto, pende di fronte al TAR Lazio il ricorso promosso da FLP DIFESA, e solo da FLP DIFESA (altre sigle producono dossier, denunciano criticità e chiedono tavoli, ma poi sul concreto accettano il sistema di valutazione voluto da Brunetta, che è a nostro avviso del tutto ingestibile nelle condizioni date del Ministero Difesa). Il primo effetto della performance è che andrà remunerata con risorse del FUA, come prevede il D. Lgs brunettiano n. 150/2009, e pertanto la bozza predisposta da PERSOCIV prevede che le risorse che residuano dagli accantonamenti di cui abbiamo già detto (P.O; passaggi ec.; turni; etc.), per la precisione 24.082.282,30 €, vadano suddivise al 50% tra remunerazione della performance e destinazione al FUS. Con il risultato che la quota pro capite del FUS, già ridotta per effetto del finanziamento dei passaggi, passerà dalle 1079,09 € del 2015 alle 337,68 lordo lav. del 2016 (attenzione: il dato finale riportato nel prospetto allegato 13 della bozza della D.G. si riferisce alla quota pro capite FUS + performance). Ovvia e consequenziale, da parte di chi come noi contesta alla radice il sistema di valutazione, la proposta di ridurre ai minimi termini l’accantonamento per la performance (azzerarlo non si po’, purtroppo, in base alle norme vigenti).
C’è però un altro problema: la predetta direttiva, passata di fatto senza grandi contestazioni sul fronte sindacale a parte FLP DIFESA, prevede (pg 2, primo capoverso) che il sistema di valutazione adottato per la performance individuale sia operante anche per il trattamento “correlato ad eventuali obiettivi aggiuntivi conseguiti mediante specifici progetti”, e dunque per la distribuzione del FUS. Questa indicazione viene tradotta, nella bozza di PERSOCIV, art.14, nella previsione che “il titolare dell’Ente procede alla distribuzione del FUS secondo i punteggi e nelle misure previste dall’art.12”, che è a sua volta figlio di quanto previsto dall’allegato C della Direttiva del 10.11.2015. Dunque, sarà il titolare dell’Ente a distribuire le risorse per i progetti locali (FUS) dopo quelle per la remunerazione della performance. La conseguenza automatica è che verrà di fatto cancellata la contrattazione locale prevista dai nostri contratti, e che fino ad oggi ha governato la distribuzione del FUS: cosa andranno a fare le OO.SS terr e le RSU, se i criteri di distribuzione sono predeterminati a monte e gestiti solamente dal Dirigente? Nel proporre queste considerazioni alla dr.ssa Corrado, che ci ha detto di comprendere il problema ma di essere in un qualche modo vincolata alle previsioni sopra richiamate della Direttiva, abbiamo provocatoriamente detto che, stando così le cose, la cosa più coerente sarebbe quella di dichiarare morta e sepolta la contrattazione locale sul FUS, evitando di perdere tempo e risorse. Lo abbiamo detto ovviamente in forma provocatoria, perché riteniamo che una O.S. seria non possa in alcun modo accettare questo stato di cose che porta dritto all’azzeramento del ruolo del Sindacato in materia di distribuzione del fondo di produttività. Noi siamo convinti che non solo noi di FLP DIFESA, ma anche tutto il resto del tavolo sindacale, non possa certo mettere una firma su un testo di accordo che annienta il ruolo delle Parte sociali a livello locale. Il diritto alla contrattazione è stato affermato dalla Corte Costituzionale e la stessa determina del Sottosegretario Rossi del 4.12.2015 reca il “ricoscimento del valore della contrattazione decentrata di posto di lavoro”. Il problema, lo ripetiamo, sta nella Direttiva sulla performance, che è passata praticamente senza colpo ferire a parte il contrasto posto in essere da FLP Difesa. Occorre dunque una forte iniziativa, primariamente politica ma anche tecnica per trovare una soluzione adeguata, al fine di recupere pienamente ruolo sostanza e dignità dei tavoli locali. Lo faremo!
Per completare il quadro sul FUA 2016, aggiungiamo che abbiamo espresso forte dissenso in merito alla previsione dell’art. 1, comma 1, dell’allegato 11 (“fondo trattamento economico di trasferimento”) che alza da 30 a 50 KM la distanza minima utile a percepire l’indennità di mobilità, in caso di reimpiego post riordini dell’AD. Un dissenso motivato anche dal fatto che non riteniamo la norma sulla mobilità d’ufficio entro i 50 KM introdotta dal DL 90/2014 applicabile a questo nostro istituto, che, non dimentichiamolo, serve a ridurre il disagio del trasferimento e dunque è strategico per i reimpieghi. Prossima riunione il 6 di luglio: considerati i tempi stretti e i problemi, non andiamo un po’ in là?
ACCORDO FUA 2015
Come preannunciato nel nostro Notiziario n. 72 del 14 giugno u.s., abbiamo sottoscritto in data odierna l’accordo definitivo per la distribuzione del FUA 2015 (che pubblichiamo su questa pagina in allegato 3), certificato con rilievi da FP e MEF (che pubblichiamo su questa pagina in allegato 4), che ha portato ad alcune leggere modifiche (espunto il comma 1 dell’art. 13 dell’Ipotesi sottoscritta il 1 marzo u.s., si veda il Notiziario n. 25 di pari data) ma anche alla riduzione imposta dal MEF, peraltro senza fornire alcuna motivazione alla stessa nostra D.G., della dotazione FUA 2015 per un importo pari a € 828.540, che ha conseguentemente ridotto la quota pro capite di FUS (da 1101,20 € a 1079,09 €, lordo lavoratore).
La sottoscrizione dell’accordo 2015, necessaria per poter procedere alla distribuzione delle risorse, è stata accompagnata dalla presentazione di una nota a verbale della nostra O.S. che qui pubblichiamo in allegato 5, nella quale, oltre a riproporre la nostra posizione di dissenso sui passaggi 2016, segnaliamo l’inaccettabilità del taglio del FUA imposto dal MEF, rispetto al quale interverremo presso il nostro Vertice politico.
Notiziario FLP Difesa n. 51 del 25 luglio 2023 – Informiamo le lavoratrici e i lavoratori che, in data 20 luglio 2022, l’Organismo Indipendente di Valutazione della Performance dell’A.D. ha validato con specifico documento (All. 1) la relazione sulla performance 2022 (All. 2) approvata dal Ministro della Difesa con D.M. del 27 giugno del 2022. […]
Notiziario n. 94 del 3 settembre 2018 – In data 3.08.2018, con la maggior parte dei lavoratori in ferie o con le valigie già pronte per il mare, è stato sottoscritto dalla delegazione di parte pubblica e dalle OO.SS. firmatarie del CCNL del 12.02.2018, l’Ipotesi di CCNI (Contratto Collettivo Nazionale Integrativo), parte economica, relativo al […]
Notiziario n. 85 del 7 agosto 2018 – La sottoscrizione da parte delle sigle firmatarie del CCNL 2016-2018 di due Ipotesi di accordo stralcio, la prima in data 31 luglio u.s. sulla procedura per l’anno in corso delle progressioni interne alle aree e la seconda in data 3 agosto u.s. sul Fondo Risorse Decentrato (FRD, […]
Quaderno FLP DIFESA n. 3 / 2017 (pubblicato il 26.06.2017) – Pubblichiamo, di seguito, in allegato 1, il “Quaderno FLP DIFESA n. 3/2017″ con il testo integrale del Decreto Legislativo 29.11.2009, n. 150 avente per oggetto “Attuazione della legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza […]
Notiziario n. 112 del 30 settembre 2016 – Con mail del 27 u.s., PERSOCIV ha informato le OO.SS. nazionali che l’Ipotesi di accordo relativa alla distribuzione del FUA 2016 siglata il 3.08.2016 aveva avuto il sostanziale via libera di M.E.F. e F.P. (vds allegato 1) e che, pertanto, il testo dell’accordo, “conformato secondo le indicazioni ricevute […]
Notiziario n. 105 del 13 settembre 2016 – La riunione di oggi con il Sottosegretario Rossi è servita in primo luogo a fare un punto di situazione in merito alle scelte e alle iniziative avviate dal Vertice politico per dare risposta all’annoso problema legato all’inadeguato trattamento economico del personale civile; ma è anche servita a […]
Notiziario n. 77 del 21 giugno 2016 – E partito in data odierna, a PERSOCIV, il confronto negoziale con A.D. per la distribuzione del FUA 2016 che quest’anno, in ragione delle novità presenti nella bozza della D.G. (che, appena ricevuta, abbiamo provveduto a pubblicare sul nostro sito per l’opportuna conoscenza di tutti i lavoratori, e […]