Nelle scorse settimane, la nostra O.S. ha precisato i motivi che l’hanno indotta a non sottoscrivere l’accordo sul Fondo Risorse Decentrato (ex FUA) 2018, che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 3.
Motivi di carattere diverso, ma due in particolare:
la scelta di destinare l’intero fondo dei 21 mlnal finanziamento della performance organizzativa, con una operazione ad hoc, legittimata nella circostanza dal Sindacato, con la quale l’Amministrazione è riuscita mettere una pietra tombale su un’antica battaglia delle OO.SS., quella di rendere pubblica la performanceorganizzativa degli Enti e con essa la “produttività” dei Dirigenti militari. In cambio, abbiamo ricevuto 600 denari (pardon, euro) pro capite, poco per la posta in gioco e per l’entità della rinuncia, metà dei quali dovrebbero arrivare entro quest’anno, ma vedremo se arriveranno davvero per come è stato promesso;
la cancellazione di fatto della contrattazione locale, non regolata, come nel 2017, da norme specifiche dentro il CCNI, ma ricondotta ai criteri per la performance individuale di cui alla Direttiva 10.11.2015. Era proprio quello che il D.G. avrebbe voluto anche nel 2017, ma l’azione politica tenace di FLP DIFESA e di altre sigle a quel tempo in sintonia tra loro, impedì quella brutta deriva, come ben dimostra l’ “avviso” che la DG predispose in occasione della firma dell’Ipotesi FUA 2017, che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1.
Le sigle firmatarie dell’accordo FRD 2018, invece, non hanno fatto tesoro dell’esperienza del 2017, lasciando così sguarnito di contenuti specifici e di riferimenti alla progettualità, la parte del CCNI relativa a FUS e contrattazione locale. E, per la dr.ssa Corrado, è stato gioco facile emanare in data 22 u.s. la circolare esplicativa dell’accordo, che ripubblichaimo in allegato 2 su questa stessa pagina, prevedendo per il FUS la distribuzione con i criteri performance.
A seguire, l’alzata di tiro di CGIL-CISL-UIL + UNSA (i 3+1), che si sono spinti a chiedere la sospensione della circolare a un Direttore generale che tra un po’ non lo sarà più, senza ottenere nulla sinora e così arrivando alla rottura delle relazioni sindacali, con l’annullamento della riunione del 4 u.s. che doveva segnare l’avvio della trattativa sul CCNI normativo.
Ci chiediamo: e ora che si fa? Il rischio che corriamo è che al danno (la distribuzione del FUS attraverso i criteri performance) si aggiunga la beffa, che prenderebbe forma attraverso l’emanazione di circolari applicative del CCNL in assenza di regole condivise e vincolanti fissate dalle Parti dall’interno del CCNI, la cui definizione, in ragione del no dei 3+1 alla riunione del 4 u.s., è slittata a data da definirsi.
E’ qui il caso di segnalare come la predetta beffa si stia facendo sempre più concreta: PERSOCIV ha pre-informato le OO.SS. su due circolari in uscita, la prima sui permessi retribuiti e la seconda sulla pausa psicofisica, con la quale si vorrebbe cancellare la possibilità di rinuncia.
A questa pre-informazione, la FLP DIFESA ha dato risposta alla D.G. con la seguente mail: “Con riferimento a quanto richiesto, è convinta opinione della scrivente O.S. che, alla vigilia dell’avvio del confronto negoziale sul CCNI Difesa 2018-2020 – parte normativa -, e a piattaforme già presentate (la nostra, è stata inviata via mail in data 22 novembre u.s.), l’Amministrazione dovrebbe astenersi dall’emanare circolari interpretative/applicative unilaterali di istituti contrattuali, sulla base di pareri e orientamenti altrettanto unilaterali venuti dall’ARAN”. E più avanti, sulla pausa psicofisica, FLP DIFESA ha messo in luce “l’inopportunità di una sua cancellazione unilaterale, che peraltro potrebbe avere pesanti ricadute anche sul versante personale e familiare di lavoratrici e lavoratori, atteso anche che la materia è stata oggetto di specifico accordo sindacale a livello di Gabinetto, mai disapplicato”.
Insistiamo:e ora che si fa?Se il DG non ritira la circolare, si fa finta di nulla e si torna ai tavoli, oppure si mostra la faccia dura e ai tavoli non si torna?
Chiudiamo, prendendo atto che, sull’operato di questi primi sei mesi della Ministra Trenta, dopo il nostro (vds. Notiziario n. 132 del 4.12.2018) e quello dei lavoratori (nel ns. sondaggio on line, voto negativo da parte del 70% dei partecipanti!), è arrivato anche il giudizio negativo dei 3+1, addirittura con la dichiarazione dello “stato di agitazione nazionale”.
Certo, fa un pò sorridere la data, il 7 dicembre, praticamente a Natale….
Informiamo i colleghi che, nel pomeriggio di oggi, la Direzione Generale per il Personale Civile ha pubblicato, come noi avevamo ipotizzato nel presente Notiziario, le seguenti due circolari che pubblichiamo di seguito:
All’o.d.g. della riunione di oggi a PERSOCIV con la Delegazione di Parte Pubblica, il nuovo sistema di misurazione e valutazione delle performance(individuale, e ora anche organizzativa), con il confronto di merito sullo schema predisposto da A.D. e inviato alle OO.SS. in data 11 ottobre u.s., che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2.
A tal proposito, ferma restando la nostra storica contrarietà di principio ad un sistema che misura e valuta, nel medesimo ambiente di lavoro e sui medesimi obiettivi, solo la performance del personale civile e non anche quella del personale militare, la nostra O.S. ha costruito e consegnato ad A.D. il documento che pubblichaimo su questa stessa pagina in con le nostre osservazioni e proposte, con le quali chiediamo:
che, al pari di quanto avvenuto per la performance organizzativa 2018, alla prima utile occasione (Ipotesiaccordo FRD 2019), siano coerentemente trattati, quale materia di contrattazione integrativa, e inseriti nell’accordo, , anche i criteri per l’attribuzione dei premi correlati alla performance individuale;
che vengano finalmente resi conoscibili ai valutati gli obiettivi organizzativi di ogni Ente, che anche OIV ritiene possibile, e reso trasparente il collegamento tra performance organizzativa e individuale;
che sia riconosciuta, anche formalmente, la peculiarità delle attività svolte dal personale civile, che non può essere definito una ”pregevole risorsa” ma invece una “risorsa qualificata e indispensabile”;
che le Organizzazioni dei Lavoratori possano conoscere e partecipare in modo attivo ai processi di valutazione della performance organizzativa e degli obiettivi strategici dell’Amministrazione della Difesa;
che venga adottata la medesima scheda di valutazione per la Prima e la Seconda aerea funzionale, rendendo evidente l’apporto di ogni lavoratore al raggiungimento degli obiettivi organizzativi dell’Ente;
che anche i compiti e gli obiettivi assegnati al personale siano concreti e realizzabili nel contesto dell’A.D. e non astratte enunciazioni buone solo a mascherare l’inapplicabilità di questo sistema di valutazione;
che il periodo oggetto di valutazione coincida con quello in cui sono il valutato è stato effettivamente messo a conoscenza degli obiettivi o dei compiti assegnati;
che le OO.SS siano messe nelle condizioni di operare un controllo sulla corretta applicazione dei criteri di valutazione, anche a livello di singolo Ente;
che i lavoratori a cui sia stata applicata una sanzione disciplinare, con conseguenze anche sulle progressioni economiche, non vengano ulteriormente penalizzati nell’attribuzione del punteggio performance;
che la scheda di valutazione sia consegnata dalla Autorità valutatrice, in modo da consentire un contraddittorio ove si riscontrassero criticità, e che sia comunque previsto un tempo di 10 giorni per richiedere di essere sentiti dall’Autorità valutatrice;
che in caso di contenzioso, gli oneri di missione da sostenere a seguito di convocazione da parte della commissione di conciliazione siano a carico dell’A.D., così pure nel caso di revisione del giudizio;
che per i Funzionari sia espunta la sezione IV della scheda di valutazione se operano in posizione di addetto e comunque non esercitino la reggenza di unità organizzativa.
Queste, in estrema sintesi, le nostre richieste. L’Amministrazione li valuterà ora attentamente insieme con quelle venute dagli altri tavoli, provvederà alle eventuali integrazioni e modifiche dello schema inviato alle OO.SS., e avvierà poi il percorso interno che porterà al recepimento del nuovo sistema con D.M., che verosimilmente verrà firmato dalla Ministra entro il corrente anno per entrare poi in vigore nel 2019.
A conclusione della riunione, abbiamo richiesto un punto di situazione aggiornato sulle importanti partite in itinere. Per quanto attiene al bando sulle progressioni 2018, in settimana dovrebbe uscire la c.d. “circolare introduttiva” e poi, a partire dal 20 p.v., ci sarà la pubblicazione del bando; per quanto attiene invece al bando di mobilità volontaria interna, ne è stata confermata l’uscita entro il corrente mese.
La lunga e tormentata telenovela relativa alla distribuzione delle ulteriori risorse del FUA 2017 (€ 10.073.972,19 lordo oneri AD, di cui 2.223.254,17 per il Fondo AID e 9.993.438,33 per il FUA Difesa) dovrebbe questa volta essere davvero arrivata ai titoli di coda.
In data 13 u.s., infatti, le OO.SS. 3+1+1 (CGIL-CISL-UIL+UNSA+CONFINTESA) hanno firmato l’accordo definitivo, che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1 insieme a tutti gli altri documenti (allegati 2, 3 e 4 sempre su questa stessa pagina), il cui testo ripropone per intero l’impianto, le percentuali di distribuzione e gli importi pro capite dell’Ipotesi dalle stesse OO.SS. già firmata l’11 luglio u.s.. Ma anche con qualche sostanziosa integrazione che tutto sembra, francamente, fuorché il banale “tecnicismo” che, a detta di qualcuno, ha permesso di risolvere il problema innescato dal rilievo della F.P., che peraltro solo noi avevamo reso noto attraverso il Notiziario n. 99/2018.
Particolare non trascurabile, la firma dell’accordo del 13 u.s. è stato accompagnato dal comunicato di pari data dei 3+1, molto scarno (comprensibilmente) sul punto, ma che conteneva un atto d’accusa nei nostri confronti per aver dato la notizia e proposto un commento sul rilievo della FP, su cui comunque a tutt’oggi quelle sigle tacciono.
Proviamo allora a metter, uno dietro l’altro ancorché in estrema sintesi, i mattoncini della telenovela.
1. L’Ipotesi di accordo sulle ulteriori somme 2017 poteva essere firmato tranquillamente, e negli stessi termini, il 6 febbraio 2018, e questo ci avrebbe risparmiato tutte le successive e poco nobili puntate. Se così non è avvenuto, è per la precisa responsabilità da una parte, dei 3+1 che disertarono quella riunione e, dall’altra, del D.G. di PERSOCIV che, pur potendo fare diversamente, decise di subire il diktat della triade, con il risultato di far trascorrere cinque mesi cinque, e di recuperare la faccenda solo a luglio u.s..
2. Né nel testo dell’accordo, né nei comunicati delle sigle sindacali, né nei post che sono girati, si è entrati nel merito del rilievo del 27.08.2018 della F.P. Ma cosa ha detto in proposito la F.P.? Che certificava positivamente l’Ipotesi di accordo 11.07.2018 ma “relativamente all’utilizzo delle risorse previsto dall’art. 2” (9.993.483,33 € per il FUA Difesa), raccomandava “di tener conto di quanto prescritto dall’art. 77 del CCNL”, che destina alla performance individuale “almeno il 30% minimo” (nell’Ipotesi era previsto solo il 15%).
Nella lettura che ne abbiamo fatto noi, e non solo noi, questo si sarebbe dovuto tradurre in una diversa ripartizione percentuale tra performance e FUS con riferimento alle ulteriori risorse assegnate dal MEF, con conseguente modifica degli importi pro capite. La logica questo pareva suggerisse.
3. Invece, come si sa, siccome le vie del Signore sono infinite, dopo qualche giorno di silenzio, dal cilindro di PERSOCIV è spuntata la soluzione taumaturgica che ha permesso di non variare neanche di un centesimo gli importi pro-capite dell’Ipotesi di luglio, con somma gioia di quanti (noi tra questi) erano al momento preoccupati. Un miracolo davvero, frutto di una audace interpretazione della D.G., che non può per questo non suscitare apprezzamento tra i lavoratori, atteso che la quota performance non cresce.
4. Ma come è avvenuto il miracolo? Da come l’abbiamo capita noi leggendo l’accordo, la trovata è in sintesi questa: pur a fronte di accordi separati imposti dagli Organi certificatori, le somme FUA 2017 (risorse certe + risorse ulteriori) vanno considerate un unicum; rispetto a questo unicum (€ 52.928.371,37 €), la percentuale del 30% va calcolata solo sulle somme variabili (la DG calcola € 5.703.889,12: in che modo? con quali addendi?); in tal modo, le risorse complessivamente destinate alla performance individuale dagli accordi FUA 9.10.2017 e 13.09.2018, pari in tutto a 2.629.398,39 €, sfiorano il 50 % e dunque una percentuale ben sopra il 30%.
Geniale davvero, questa volta i nostri complimenti sinceri vanno davvero all’ideatore di questa soluzione che consente di non alzare le risorse per la performance individuale, come il CCNL sembrava obbligasse.
Verrebbe però da fare una domanda: questa interpretazione è condivisa da FP e MEF? Una domanda magari anche legittima, ma che a noi non interessa evidentemente approfondire. E pensiamo sia molto chiaro il perché…
5. Ricordiamo comunque , solo per dovere di cronaca, cosa prevede la norma richiamata dalla FP (art. 77, comma 3, CCNL 2016-18): “la contrattazione integrativa destina ai trattamenti economici” riferiti a performance individuale, organizzativa e indennità varie (turni/reperibilità/etc.) la “parte prevalente delle risorse di cui all’art.76” e “specificamente alla performance individuale almeno il 30%”. Questo dice il CCNL. Ebbene, anche volendo considerare nel suo insieme il FUA 2017 (risorse certe e ricorrenti + risorse ulteriori), non possiamo non rilevare che qualche dubbio al riguardo sembrerebbe emergere, anche solo sotto il profilo matematico, in merito all’interpretazione prima, e al calcolo dopo, che sono stati posti in opera dalla D.G. in ordine alle somme che concorrerebbero a determinare quel 30%.
Pur tuttavia, andando al sodo con estremo pragmatismo, e tenuto anche conto che la scelta è primariamente ricondotta alla responsabilità del D.G. che ha firmato l’accordo definitivo, quell‘interpretazione e quel calcolo ci servono molto. E ci servono perché consentono comunque, nella circostanza, di lasciare immodificata, nella distribuzione percentuale e negli importi pro capite, le risorse destinate alla performance individuale, atteso che, nell’applicare il CCNL 2016-2018 firmato dai 3+1 (e che reca l’art. 77 comma 3) la loro distribuzione risulta alla fine del tutto identica, e sino al centesimo, a quella prevista dalla prima bozza della D.G. (6.02.2018), quando vigeva ancora il CCNL 2006/2009.
Evviva PERSOCIV, dunque, e l’interpretazione finalmente “pro domo nostra” data in questa circostanza, cosa che in passato, anche con riferimento alle diverse Ipotesi di distribuzione del FUA, non avevamo mai registrato, atteso che ogni pur piccolo rilievo degli Organi certificatori era stato recepito con le conseguenti modifiche o integrazione degli accordi definitivi.
Una interpretazione dunque molto benevola, nella circostanza, frutto evidentemente dei tempi nuovi che viviamo dopo le contestazioni degli anni scorsi all’operato del D.G. da parte di CGIL-UIL-FLP-UNSA, che poi sfociarono nella giornata di lotta del 17.10.2017 (vds. comunicato unitario in Notiziario n. 99 di pari data). Ma poi è rientrata CISL.. e si vede!
Una interpretazione benevola dunque, non certo la sola in questi ultimi mesi (si ricordi la circolare sull’art. 35 CCNL), che forse lascerà sorpreso qualche addetto ai lavori, ma che siamo sicuri incontrerà l’approvazione della stragrande maggioranza dei lavoratori, che sappiamo bene quanto credano nelle valutazioni della performance individuale e quanto auspicassero la rapida chiusura della telenovela.
Un’interpretazione benevola, però, forse anche frutto del clamore e dell’allarme suscitato tra i colleghi dal nostro Notiziario n. 99 dell’11.09.2018 che ha indotto la D.G. a trovare una soluzione. E ce l’ha fatta!
In ogni caso, affidiamo ai lavoratori il giudizio sul nostro operato e sulle informazioni che abbiamo loro dato con il Notiziario sopra richiamato, che ha fatto registrare un boom in termini di visualizzazioni.
6. Dobbiamo infine, ancorchè molto brevemente, rispondere a tre altre suggestioni presenti nel comunicato unitario dei 3+1 datato 13 u.s. di commento dell’accordo definitivo sulle risorse aggiuntive FUA 2017.
Assicuriamo innanzitutto quegli increduli che FLP DIFESA è felicissima che l’accordo sia stato sottoscritto anche se dopo aver perso, e non certo per colpa nostra, cinque mesi cinque, poiché, come è ben noto a tutti, chiedevamo da più mesi che questo avvenisse e negli importi economici esattamente identici a quelli della bozza 6.2.2018. Abbiamo scritto vari Notiziari, tutti ancora visibili sul nostro sito….
Circa le “responsabilità altrui”, esse certo non vanno trovate in ambito Difesa e tra i Dirigenti della Difesa dei 3+1, essendo individuabili solo a carico delle Federazioni che hanno apposto una firma su un CCNL che, sul punto, appare un cedimento, in quanto alza la percentuale delle risorse destinate alla performance individuale e reintroduce il fondino (art. 78 CCNL). Almeno su questo possiamo convenire?
Infine, facciamo presente che la nostra “ragion d’essere” ce la siamo meritata sul campo ed è servita anche a CGIL e UIL, nel febbraio 2017, a sceglierci come compagni di viaggio, dopo aver messo in un angolo la CISL, un viaggio che ha prodotto qualcosa di importante e che è durato fino alla mancata firma del CCNL da parte FLP. E’ questo il nostro peccato originale, che spiega i tavoli separati e gli attacchi scomposti.
Una ragion d’essere che ci ha comunque consentito, da febbraio ad oggi e cioè dopo la non firma del CCNL, di rimanere comunque all’impiedi e di non franare nell’attenzione e nella considerazione della gente, pur a fronte di una scelta di responsabilità e di una battaglia civile difficilissima che la nostra gente ha comunque apprezzato.
Un viaggio difficilissimo, che ora però sta per finire: stiamo per tornare sui tavoli, a giorni l’annuncio, la gente ce lo chiede, e da quel momento riprenderemo a parlare da dentro il palazzo e dal vivo delle riunioni.
PERSOCIV ha provveduto finalmente, in data odierna, a emanare la circolare n.64587, relativa al pagamento della “quota performance” prevista dall’accordo FUA 2016 (CCNI 30.09.2016), che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1, quota che,secondo la D.G. dovrà essere distribuita “in base ai criteri fissati dalla contrattazione locale” (testuale…. no comment!).
Detta circolare è stata preceduta dall’invio in data 20.10.2017, da parte della stessa PERSOCIV, a tutti gli Organi Programmatori (SMD; SME; SMM; SMA; CDO GEN. CC e Consiglio Magistratura Militare) del foglio n. 64358, che pubblichiamo sempre su questa stessa pagina in allegato 2 al netto degli elenchi nominativi, che reca in allegato i “nuovi elenchi trasmessi dall’Organismo Indipendente di Valutazione (OIV) contenenti i punteggi attribuiti ai dipendenti civili di questa A.D. che abbiano riportato una valutazione multipla nell’attribuzione del punteggio della performance per l’anno 2016 a seguito del conteggio delle rispettive medie ponderate effettuato dall’OIV”, in ottemperanza a quanto previsto dalla seconda alinea, secondo capoverso, del punto 1.7 della “Sistema di misurazione e valutazione della performance” datato 10.11.2015, che ripubblichiamo in allegato 3 su questa stessa pagina.
In premessa, va detto come OIV abbia ottemperato con evidente ritardo a detta incombenza, anche se non ne conosciamo i motivi alla base. Il quale ritardo si è poi tradotto, rispetto al FUS, nel ritardato pagamento della “quota performance 2016“ (€ 101,56, netto oneri AD) che se va bene sarà effettuata a dicembre p.v. a condizione che le somme da corrispondere siano caricate nel portale NoiPA del MEF entro e non oltre il 21 novembre p.v. (ricordiamo che, invece, la “quota FUS 2016” è stata già corrisposta alla grande maggioranza dei lavoratori con il cedolino di ottobre u.s.). Per questo, gli Enti periferici dovranno caricare i dati sull’applicativo BDUS entro e non oltre il 16 novembre p.v., mentre gli Enti dell’Area centrale e dell’Arma CC dovranno comunicarli a PERSOCIV entro e non oltre il 20 nov. p.v.
Un ritardo, inoltre, che, per una parte non indifferente di lavoratori, si è riversato purtroppo anche sulla quota FUS a tutt’oggi ancora non percepita, in ragione della poco opportuna scelta operata su alcuni tavoli locali di dare attuazione all’art. 14, comma 2, nella parte in cui prevedeva la possibilità di destinare le somme FUS (l’85%) “a incremento del trattamento economico accessorio correlato alla performance individuale…” (15%).
Come molti ricorderanno, nel corso della trattativa per la distribuzione del FUA 2016, abbiamo cercato in tutti i modi, prima di convincere il Direttore Generale a cancellare dall’articolato quella previsione, tentativo quello purtroppo non riuscito, e successivamente di suggerire ai tavoli locali la non attuazione di quella previsione, suggerimento però non raccolto in alcuni Enti con gli effetti negativi che oggi osserviamo, in quanto avendo “correlato” il FUS alla performance individuale, il pagamento delle quote FUS è stato necessariamente differito dovendolo contestualizzare con quelle della performance.
Un effetto negativo fortunatamente scongiurato per l’anno 2017, atteso che il Direttore Generale, a seguito di precisa richiesta di CGILFP, UILPA e FLP DIFESA, ha cancellato quella previsione all’interno del rimodulato comma 2 dell’art. 14 dell’accordo FUA dell’anno in corso, che peraltro prevede in aggiunta un coefficiente di valutazione per il FUS diverso da quello per la performance individuale.
Due annotazioni conclusive, per chiudere. La prima: al momento in cui scriviamo, i dati del sondaggio attivato tra i lavoratori civili sul nostro sito web (“dai tu un voto sull’efficacia del sistema di valutazione del MD” ) collocano il voto dei colleghi per la massima parte sul “4” (79%) e per un’altra parte sul “5” (3,5%). Dunque, per oltre l’82% dei partecipanti, il voto al nostro sistema si colloca tra il 4 e il 5 (in decimi).
Sulla base di questa valutazione, che certo non sarà scientifica ma rappresenta sicuramente l’umore prevalente tra i colleghi, sarebbe quanto mai saggio operare qualche correzione.
E qui, inevitabilmente, la domanda: quando vedrà la luce la nuova Direttiva 2017 rispetto alla quale ci erano stati richiesti dal Sottosegretario Rossi dei contributi che abbiamo offerto (vds. Notiziario n. 123 del 22.10.2016).
Nella riunione odierna con il Sottosegretario Rossi, siamo stati informati in merito agli intendimenti di A.D. sulle modifiche e integrazioni da introdurre nel sistema di valutazione della performance individuale attuato nel 2016, e di cui alla ben nota Direttiva del 10.11.2016 a firma della Ministra Roberta Pinotti che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2.
A tal riguardo, va utilmente ricordato come lo stesso Sottosegretario ci invitò nell’ottobre dello scorso anno a fornire dei contributi ai fini delle eventuali modifiche da apportare nella già richiamata Direttiva Ministeriale, che la nostra O.S. ha assolto con la nota allegata al Notiziario n. 123 del 22.10.2016 nella quale ribadì le proprie posizioni politiche in materia di performance e formulò due richieste precise.
In primo luogo, scrivemmo all’on. Rossi, noi siamo convinti che, nelle condizioni date in A.D. (compresenza di militari esclusi dal sistema di valutazione della performance; Dirigenti valutatori militari esclusi anch’essi da ogni valutazione della performance; il complesso processo di riordino in atto; la mission particolarissima del MD e la sua particolare organizzazione; etc.), sarebbe stato necessario non adottare il sistema brunettiano attraverso una deroga ad hoc da richiedere alla F.P., cosa assolutamente possibile nei tempi immediatamente successivi alla pubblicazione del D. Lgs 150/2009, come fatto da altre AA.CC. La nostra Amministrazione invece non lo ha fatto e, dopo la sospensione a firma del Sottosegretario Magri del 16.02.2012, ha deciso di riavviare il sistema di valutazione nell’anno 2016.
E lo ha fatto, e qui veniamo al primo problema, anche con forzature macroscopiche passate purtroppo sotto traccia, come l’estensione dei criteri di valutazione della performance individuale alla valutazione dell’apporto partecipativo dei lavoratori ai progetti locali, così mescolando performance e FUS in un cocktail che ha creato non pochi problemi ed ha di fatto depotenziato i tavoli locali, ridotti a meri certificatori delle valutazioni del Dirigente. E’ stata dunque questa la prima delle due richieste avanzate da FLP DIFESA all’on. Rossi: differenziare i criteri di valutazione di performance e FUS.
La seconda richiesta riguardava invece la performance organizzativa, che ha – per definizione – uno stretto legame con la “performance individuale” del valutando, come peraltro affermato dalla stessa Direttiva del 10.11.2015. Ebbene, nella predetta Direttiva, la valutazione della performance individuale del dipendente è stata del tutto sconnessa dal contesto degli obiettivi delle articolazioni organizzative dell’Ente, e a nulla è valsa l’iniziativa messa in campo dalla nostra O.S. (vds Notiziario n. 12 del 25.01.2016) che recava l’invito ai lavoratori di richiedere ai propri Enti la performance organizzativa, poi ripresa da molte RSU e OO.SS. territoriali, rispetto alla quale, per la propria area, SMD ha risposto con la nota 31.854 del 4.03.2016 (vds Notiziario n. 29 del 12.03.2016), affermando in buona sostanza che le performance organizzative degli Enti hanno natura riservata. Sull’argomento è poi intervenuto OIV (Organismo Indipendente di Valutazione) che, in risposta ad un quesito dello stesso SMD, ha osservato come la performance organizzativa si possa evincere anche “per ogni unità organizzativa”. E, a seguire,SMD ha invitato i Dirigenti degli Enti della propria area a “fornire riscontro ai dipendenti, che hanno chiesto di conoscere la performance organizzativa dell’Ente/Unità organizzativa di servizio, comunicando gli elementi necessari….”, invito però totalmente disatteso nella stragrande maggioranza dai Dirigenti in questione che si sono limitati a comunicare ai lavoratori richiedenti solo le competenze dell’Ente e gli obiettivi general-generici degli Enti/Unità organizzativa, che è cosa certo ben diversa dalla performance organizzativa. Da qui la seconda richiesta di FLP DIFESA inviata al Sottosegretario a ottobre 2016, quella di regolamentare in direttiva le modalità e i percorsi relativi alla comunicazioni sulla performance organizzativa, che oggi però non possono prescindere dalle novità introdotte dal decreto modificativo del D.Lgs 150/2009, non ancora note, e che per questo non consentono allo stato alcuna regolamentazione.
Sui contenuti e sulle risultanze della riunione di oggi con il Sottosegretario Rossi, ilcomunicato CGIL FP-UIL PA-FLP DIFESA che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1.
Come ampiamente annunciato, la consegna ai lavoratori civili delle schede recanti la valutazione della performance individuale, che doveva avvenire entro il 10 c.m. ma così non è stato dappertutto, è stata accompagnata da tantissimi mal di pancia dei colleghi, sfociate in molti casi in contenzioso, e da critiche anche molto severe da parte di OO.SS./RSU sulle criticità emerse nelle gestioni da parte dei Dirigenti del sistema di valutazione, che potrebbero anche produrre danni enormi e non riparabili.
Errori procedurali, poca trasparenza, troppa discrezionalità, motivazioni insufficienti, applicazioni disomogenee e parecchio contenzioso, ne rappresentano sinora i tratti essenziali. Ne fornisce un ultimo esempio la vicenda di MARICOMMI Taranto che interessa quasi oltre 450 lavoratori, che rischiano di veder “drasticamente ridursi il punteggio finale”, con effetti gravi, deleteri e duraturi in merito agli sviluppi economici 2017 (in allegato 2 su questa stessa pagina, la nota predisposta dal nostro Coordinamento Territoriale).
Per noi, nulla di nuovo sotto il sole potremmo dire. Al di là degli aspetti legati alla cattive gestioni locali da parte di Dirigenti non usi a non formati alla bisogna, aspetti questi rispetto ai quali c’è una responsabilità prima di A.D., vi è un nodo di base che FLP DIFESA denuncia da anni.
Noi siamo convinti che, per le condizioni in essere in A.D. (compresenza di personale militare escluso dal sistema di valutazione della performance; il grosso dei Dirigenti valutatori escluso da ogni valutazione della propria performance in quanto militari; il complesso processo di riordino in atto e il deficit in molti casi della materia prima (il lavoro); la particolare organizzazione del M.D. con Enti tra loro diversi e diversamente organizzati, che sembra quasi una bestemmia un unico sistema di valutazione; etc.), sarebbe stato necessario non adottare il sistema di valutazione tanto caro a Brunetta e, di contro, avanzare una richiesta di deroga alla F.P., come peraltro hanno fatto altre AA.CC.. La Difesa invece non lo ha fatto e, dopo la sospensione del sistema di valutazione 2011 con nota a firma del Sottosegretario Magri del 16.02.2012, ha deciso di riavviare il sistema di valutazione nell’anno 2016 con la Direttiva 10.11.2015, che ripubblichiamo in allegato 3 su questa stessa pagina, addirittura con delle forzature macroscopiche passate purtroppo sotto traccia come l’estensione dei criteri di valutazione della performance individuale alla valutazione dell’apporto partecipativo dei lavoratori ai progetti locali, così mescolando performance e FUS in un cocktail pesante e indigesto, che non esiste in altre AA.CC. e che ha prodotto, anche per il modo con cui è stato gestito dal Centro, enormi criticità sui tavoli locali. Un quasi disastro, non c’è che dire.
Al danno, però, si potrebbe aggiungere ora la beffa che rischia di esporre la stessa A.D. davvero al ridicolo.
Come noto, in base alle norme introdotte con il D. Lgs. 150/2009, le valutazioni della performance individuale vengono “premiate” con risorse derivanti dal FUA. PERSOCIV ha già quantificato, in sede di bozza dell’ipotesi di accordo FUA 2017, le risorse complessivamente disponibili per detta premialità: trattasi di poco più di 264.000 € netto oneri AD, che si tradurranno, per i 26.591 lavoratori in servizio al 1.1.2017, in un importo pro capite da riconoscere alla performance individuale pari a € 9.93 lordo oneri lavoratore. Dunque, il lavoratore che ha ottenuto la massima valutazione della propria performance 2017 sarà premiato con 9,93 €, e i differenziali tra le diverse fasce di merito si attesteranno entro qualche spicciolo di euro. Meno di 10 € lorde: questo sarebbe il premio dato da A.D. ai lavoratori più bravi e meritevoli del 2017. Ma si può? No, non si può, perché è un offesa alla dignità dei lavoratori e un elemento di discredito per la stessa A.D.
Cosa fare, allora? Noi pensiamo che, se i risultati della performance individuale sono questi, occorra da parte di A.D. un atto di responsabilità e di coraggio: sospendere il procedimento di valutazione della performance 2016, esattamente come si è fatto per la performance 2011; azzerare ogni accantonamento nell’ipotesi FUA 2017; infine, chiedere finalmente apposita deroga alla F.P. o, in subordine, ripensare profondamente e riscrivere la Direttiva 2017. E’ quanto abbiamo chiesto alla Ministra con la nota che alleghiamo su questa stessa pagina in allegato 1..
Invitiamo tutti a partecipare al sondaggio in materia che abbiamo avviato sulla home page, parte alta a sinistra del nostro sito.
Parte da domani 6 ottobre, un programma di assemblee che vedrà impegnati i dirigenti FLP DIFESA su tutto il territorio nazionale, e che da qui a tutto novembre ci porterà negli Enti più importanti del M.D. (gli appuntamenti con i Dirigenti nazionali verranno segnalati nello spazio agenda nazionale di questo sito), e con una triplice finalità: informare i lavoratori interessati in merito agli ultimi sviluppi sulle importantissime partite attualmente in gioco; raccogliere valutazioni e contributi dai colleghi, ovviamente anche critici, all’interno di una grande campagna di ascolto dei lavoratori che serva anche in funzione di una vertenza sostenibile; avviare una forte mobilitazione della categoria che traguardi una iniziativa nazionale a sostegno delle nostre richieste nel caso di risposte inadeguate da parte di A.D.
Sono tre, in particolare, i temi relativi alla Difesa che porremo al centro di queste assemblee: l’incremento del trattamento economico civile; le linee attuative del protocollo 2.05.2016 sulle funzioni civili e la tabella di equiparazione tra gradi militari e posizioni civili; le scelte suicide dell’accordo FUA 2016. Naturalmente, parleremo anche d’altro: dalla c.d. riforma della P.A. ai temi legati al rinnovo contrattuale; dal processo di riordino delle FF.AA. alle preoccupanti prospettive disegnate dal Libro Bianco; dalle criticità della sistema di valutazione a quelle riferibili alla 1^ area, e altri argomenti eventualmente sollecitati direttamente dai colleghi. Ma i tre temi di cui sopra, per la loro importanza, occuperanno un posto rilevante.
Il primo dei tre temi, quello relativo all’incremento economico, è materia di strettissima attualità: origina dalla presa d’atto (finalmente!) da parte di A.D. dei livelli assolutamente insufficienti – nel confronto con le altre AA.PP., ma anche dentro il MD con i militari – del trattamento economico dei lavoratori civili. Rispetto alle quattro ipotesi prese in esame per accrescerlo (vds. Notiziario n. 47 del 20.04.2016), la scelta finale operata dalla Ministra è caduta sulla costituzione di un fondo integrativo, aggiuntivo rispetto al FUA, sul tipo di quello in essere nel Ministero Salute, alimentato da risorse provenienti in parte dal MD e in parte dal MEF (vds. Notiziario n. 105 del 13.09.2016). A tal riguardo, il Vertice politico ha già avanzato una proposta formale alla F.P. (competente per gli aspetti normativi) e al MEF (competente per gli aspetti finanziari), e dei relativi esiti il Sottosegretario Rossi informerà le OO.SS. nella riunione già convocata per il 10 ottobre.
Per quanto attiene alle linee attuative del protocollo del 2.05.2016, in data 22 u.s. è di fatto partito il confronto con SMD e SGD (vds. Notiziario n. 109 di pari data) ma, all’esame attento che abbiamo successivamente operato dei contenuti della bozza predisposta dai due Organi di vertice, sono emerse tutte una serie di criticità, in particolare sull’area tecnico/operativa, che abbiamo già puntualmente rappresentato a SMD e che confidiamo inducano ad una correzione di rotta, perché le linee applicative dovranno essere chiare ed esaustive, senza buchi e margini di indeterminatezza e di discrezionalità. Solo così, si potrà aprire una fase davvero nuovo nell’impiego civile nel MD. A tal proposito, diventa anche fondamentale la rapida adozione della nuova tabella di equiparazione, che langue (volutamente) da tre anni.
Per quanto riguarda infine le scelte suicide dell’accordo FUA 2016, i colleghi sanno bene che FLP DIFESA non ha sottoscritto quell’accordo per i motivi richiamati nella nota a verbale allegata all’accordo definitivo, di cui abbiamo riferito nel Notiziario n. 112 del 30 u.s. (siamo stati l’unica O.S. a presentarla; ci si chiede: che fine hanno fatto le altre 4 note allegate all’Ipotesi? Problemi risolti? Non parrebbe proprio..).
A parte l’accordo FUA, oramai definitivo e di cui sarà interessante monitorare gli effetti (cominciano a fioccare i distinguo… ne riparleremo), e di tutta evidenza che trattamento economico, funzioni civili e tabella saranno al centro delle relazioni sindacali nelle prossime settimane.
Ma cosa si dovrà fare se le risposte dell’AD fossero inadeguate? Abbiamo aperto un apposito sondaggio sul nostro sito (in alto,a sinistra) cui invitiamo tutti a partecipare. Allo stato, oltre l’80% dei colleghi si è espresso per avviare “forti iniziative di lotta”. Siamo proprio d’accordo.
I lavoratori interessati a conoscere e a confrontarsi con FLP DIFESA negli Enti dove non abbiamo ancora una presenza organizzata, sono invitati a farcelo sapere. Cercheremo di non mancare al confronto!
Vi aspettiamo in tanti nelle nostre assemblee!
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario n. 96 del 5 agosto 2016 –
PERSOCIV ci ha inviato ieri il testo integrale – con i relativi allegati – dell’Ipotesi di accordo sulla distribuzione del FUA 2016 con le firme delle Parti accettanti (A.D. e, sul fronte sindacale, CGIL, CISL, UIL e UNSA), che abbiamo tempestivamente pubblicato sul nostro sito e che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1. Come noto, FLP DIFESA non ha sottoscritto detta Ipotesi e ha presentato una nota a verbale (qui ripubblicata in allegato 2) per le ragioni illustrate nel Notiziario n. 95 del 2 u.s., e lo stesso hanno fatto USB e INTESA, quest’ultima pare proprio al fotofinish.
Si è chiusa così una trattativa lunga e impegnativa, che ha avuto un percorso davvero tortuoso e in alcuni tratti anche ondivago, con cambi di rotta repentini e una mole di polemiche e di comunicati (nella circostanza anche poco unitari), che danno il senso dello scontro di idee che si è consumato nei confronti di A.D. e anche dentro le stesse OO.SS., le cui divisioni finali ne sono la prova evidente. L’Ipotesi reca note a verbale di ben sei sigle su sette (cosa mai vista), che danno la misura delle criticità delle scelte operate e segnano anche una sconfitta per chi ha gestito la trattativa, alla fine scontentando tutti o quasi.
Ciò premesso, come abbiamo sempre fatto in passato, proponiamo ai colleghi alcune sottolineature sui contenuti che riteniamo importanti dell’accordo, condite da alcune nostre ulteriori considerazioni.
Partiamo innanzitutto dalla dotazione del FUA: le somme certe del FUA 2016 sono pari quest’anno a € 57.142.318,00 al lordo oneri a carico dell’A.D., e dunque con una differenza in negativo di € 994.133 €, dovuta in parte alla diminuzione del personale in servizio pari a 238 unità in meno sul 2015 (ripubblichiamo su questa pagina in allegato 3 la tabella di dettaglio delle somme che formano il FUA fornita dalla D.G. nella riunione del 6 luglio u.s.). Rispetto a questa dotazione del FUA 2016, la distribuzione delle somme prevista dal prospetto allegato 13 dell’Ipotesi ripropone il modello consolidato di ripartizione, con una riconferma degli stanziamenti 2015 per Posizioni Organizzative (€ 2.525.281,00), Turni (€ 7.271.960,00) e PPL (3.158.260,00) e una riduzione degli accantonamenti per l’indennità di mobilità (€ 170.000, rispetto ai 370.000 del 2015 ) e reperibilità (€ 3.299.926,03 rispetto ai 3.666.584,48 del 2015), per come richiesto da FLP. Infine, il Fondo per Agenzia Industrie Difesa è pari a € 2.285.3692,72 (il solito 4%)
Ciò premesso, ci soffermeremo ora sugli aspetti più “pesanti” dell’Ipotesi 2016, che riguardano: passaggi economici e criteri selettivi; la contrattazione per il FUS.; la remunerazione della performance.
PASSAGGI ECONOMICI
Come si ricorderà, inizialmente il numero di passaggi previsti per il 2015 e poi 2016 era complessivamente pari a 1.095 (vds Notiziario n. 105 del 29.09.2015), conseguenza obbligata in rapporto all’organico di fascia che AD volle a suo tempo inserire nel DM 19.11.2014. Preso atto del limite che ciò comportava, AD si rese disponibile su nostra richiesta a predisporre e modificare il predetto DM mantenendo invariati i complessivi volumi organici ma cancellando l’organico di fascia (il provvedimento, firmato dalla Ministra, è ora al vaglio della Corte dei Conti, e solo dopo la sua entrata in vigore sarà possibile realizzare i 7.002 passaggi 2016). Ricordiamo questa storia, peraltro ben nota, a chi in queste settimane si è addirittura vantato di aver convinto l’AD ad aumentare i passaggi 2016 dagli iniziali 1.095 ai 7.002 oggi previsti…..
Rimossa la condizione ostativa che impediva la realizzazione di un numero di passaggi superiori ai 1095, si è posta allora la domanda: quanti passaggi realizzare con decorrenza 1.1.2016? E qui iniziano purtroppo i nostri guai: CGIL-CISL-UIL, nella riunione del 21.01.2016, ne chiedono 7.000 alla dr.ssa Corrado e la dr.ssa Corrado – seduta stante – accoglie la proposta (si veda il comunicato unitario CGIL-CISL-UIL di pari data), rimodulando i numeri in addirittura…. 7.002 (invitiamo i colleghi a non sorridere troppo).
La formalizzazione dei numeri avverrà poi attraverso l’art. 16 dell’Ipotesi FUA 2015, e anche qui su espressa richiesta di CGIL-CISL-UIL che la dr.ssa Corrado, inizialmente orientata a non scrivere numeri precisi ma solo ad un impegno per un “congruo numero” , alla fine accetta. Sulla predetta “intesa” , di cui all’art. 16 dell’Ipotesi e poi anche dell’Accordo FUA 2015, la nostra O.S. espresse allora totale discordanza attraverso le “note a verbale” allegate, la prima all’Ipotesi e la seconda all’Accordo2015. Altre sigle, oggi ricredutesi, hanno siglato quell’Intesa senza dire nulla, ma non certamente FLP DIFESA. Anche questo vogliamo ricordare a qualcuno che in questi giorni, in modo platealmente strumentale, ci ha associato alle sigle che hanno condiviso l’Intesa ex art 16: non trucchiamo le carte per favore, e anche per decenza!
Del tutto ovvio e naturale dunque, per noi, sin dall’avvio della trattativa FUA 2016, riprendere la nostra battaglia per aumentare il numero di passaggi 2016, e questa volta anche con il conforto delle migliaia di lavoratori sentiti attraverso le centinaia di assemblee fatte in primavera e pubblicizzate sul nostro sito.
Sulla nostra proposta di sommare i numeri previsti per i passaggi 2016 (7.002) con quelli quantificati per il 2017 (9.972), portando così il totale passaggi con decorrenza 1.1.2016 al numero di 16.974, c’è stata una iniziale apertura e disponibilità da parte della dr.ssa Corrado, confermata dall’invio, a tutte le sigle con mail a firma dello stesso D.G. del 4 luglio u.s. ,“per la visione e la successiva discussione nel prossimo incontro, le bozze di un, eventuale, nuovo art.10, punto 2 dell’Ipotesi di Accordo e di un nuovo Allegato 13 contenenti la previsione di sviluppi economici per 16.974 dipendenti (63% circa)”, e dunque con una copertura molto superiore a quella con i 7.002 passaggi 2016 che risulta pari ad uno striminzito e ridicolo 26,06 %.
Ma la fiera opposizione di CGIL CISL UIL Difesa, che hanno giudicato questa proposta addirittura “scandalosa” e “irricevibile”, l’ha bloccata subito. Qui ci sarebbe voluto più coraggio da parte dello stesso D.G., che invece ha riposto subito nel cassetto la proposta a 16.974 quasi chiedendo scusa e mettendo in campo giustificazioni che non reggono neanche sul piano della logica più elementare: se il ritorno ai 7.002 è giustificato con la necessità di mantenere risorse adeguate per finanziare performance e FUS, quando nel 2017 i passaggi totali da finanziare raggiungeranno il numero di 19.002 e le quote pro capite saranno dunque inferiori a quelle che sarebbero state quest’anno con 16.974 passaggi, allora il problema non si porrà? Allora basteranno le risorse rimanenti per performance individuale e progetti? E perché ora no?
Risibile poi il troppo rabberciato tentativo di difesa da parte di alcune sigle firmatarie che, per giustificare la scelta folle dei 7.002, hanno fatto appello al senso di responsabilità di chi sta con i piedi per terra e si batte per accordi sostenibili e praticabili: se 12.000 sono i passaggi previsti per il 2017, allora se ne sarebbero potuti fare 12.000 anche quest’anno, o no? E perché non lo si è voluto fare? Va detto che la proposta dei 16.974 passaggi 2016 era stata ovviamente valutata e verificata dalla D.G. anche sotto il profilo della praticabilità economica e normativa, e sappiamo tutti che se la dr.ssa Corrado l’ha poi ritirata è solo perchè CGIL-CISL-UIL Difesa hanno alzato il muro o opposto fierissima resistenza.
Il risultato pratico di questa follia è presto detto: se si fossero fatti 16.974 passaggi 2016, altrettanti lavoratori avrebbero avuto l’incremento stipendiale dal 1 gennaio 2016, con tutte le ricadute in prospettiva (liquidazione e previdenza). Averne voluto fare solo 7.002, significa aver di fatto negato a quasi 10.000 lavoratori l’incremento stipendiale già da quest’anno. E un danno, si o no? I lavoratori non hanno dubbi: è un danno, e anche grave. Da qui l’ incazzatura, i segnali negativi alle OO.SS. responsabili, i connessi tentativi di distrazione di massa (“19.000 passaggi in due anni”) e i diversi conflitti interni.
Quello che appare incomprensibile è invece l’atteggiamento di A.D. che, dopo i gruppi di lavoro e gli annunciati impegni per far crescere il trattamento economico dei civili, alla prima favorevole occasione si tira indietro, mostrando la sua vera faccia da autentica matrigna. Un’occasione persa, dunque, e una grave sconfitta per la categoria, rispetto alla quale siamo fieri di esserci opposti con tutte le nostre forze.
In merito ai criteri per le selezioni (allegato 12), nei precedenti Notiziari abbiamo puntualmente riferito delle novità intervenute a seguito dei confronti con l’Amministrazione, nei quali crediamo di aver comunque dato come FLP DIFESA un contributo serio. Dobbiamo solo informare i colleghi sulle novità maturate nell’ultimo tavolo: la rimodulazione dei numeri di cui all’art. 19 (intesa sui 12.000 passaggi 2017); la cancellazione di P.O. e corsi ISSMI dai punteggi per le selezioni in 3^ area; il riferimento al miglior punteggio del 2014-2015 conseguito nella valutazione dell’apporto partecipativo ai progetti locali; infine, l’impegno (dichiarazione congiunta n. 1) ad attivare il tavolo su P.O. e Turni/Reperibilità /PPL in ottobre.
CONTRATTAZIONE SUL FONDO DI SEDE
La vicenda passaggi, ovviamente la più sentita dai colleghi, rischia di metter in secondo piano altre scelte perdenti dell’Ipotesi di accordo, quelle riferibili agli artt. 14 (FUS) e 12 (performance individuale). Iniziamo dalla prima, la distribuzione del FUS, alla quale viene destinato l’85% delle risorse che perverranno all’Ente (la quota pro capite FUS sarà quest’anno pari a € 763,71 lordo AD) mentre il restante 15% sarà destinato invece alla performance. Desideriamo chiedere alle RSU e a tutti i Rappresentanti sindacali locali: quando verrete convocati per il FUS, cosa ci andrete a fare? Di fatto, solo a ratificare le decisioni del Dirigente! Il Dirigente proporrà i progetti; il Dirigente costruirà autonomamente i percorsi per valutare la loro realizzazione; il Dirigente peserà gli apporti partecipativi di ciascun e darà i voti, senza neanche un confronto generale, anche minimo, con le Rappresentanze locali (OO.SS. territoriali e le stesse RSU elette direttamente dai lavoratori per rappresentarli). Inoltre (udite, udite), sarà addirittura possibile che le Rappresentanze affidino fiduciariamente al Dirigente anche le risorse del FUS per farlo decidere direttamente anche sul FUS. Uno sconcio!
In cosa si traduca questo nuovo modello di relazione sindacale locale, è presto detto: nella cancellazione di fatto della contrattazione locale sul FUS, che neanche quel sant’uomo di Brunetta aveva osato sopprimere e che invece ora nel MD è avvenuto, attraverso la breccia aperta dalla Direttiva performance del 10.11.2015 (criteri di valutazione per il FUS uguali a quelli della performance) che a suo tempo, a parte FLP DIFESA, nessuna sigla ha osato contestare e che oggi vede invece tanti contestatori (vds note a verbale). Ora, che l’AD proponga questo nuovo modello ultrabrunettiano sul livello locale può essere anche comprensibile; un po’ meno, francamente, che lo facciano proprio i Sindacati nazionali, in particolare quelli che contro Brunetta hanno lottato e protestato, o quelli che oggi (ma solo oggi, però) dicono di non condividere il modello di relazioni sindacali imposto da Brunetta.
Il diritto alla contrattazione è stato affermato dalla Corte Costituzionale nella sentenza di luglio scorso in merito al ricorso FLP e la stessa determina del Sottosegretario Rossi del 4.12.2015 recava il “riconoscimento del valore della contrattazione decentrata di posto di lavoro”.Se questo è il valore della contrattazione locale, campa cavallo che l’erba cresce! Un autentico suicidio!
REMUNERAZIONE PERFORMANCE INDIVIDUALE
Passando alla remunerazione della performance, art. 12 dell’Ipotesi di accordo, già ora si cominciano a vedere i primi effetti. Il primo dei quali è che andrà remunerata con risorse del FUA, come prevede il D. Lgs brunettiano n. 150/2009, e a tal proposito, l’Ipotesi di accordo prevede che, rispetto al totale delle risorse inviate agli Enti, il 15% sia destinato alla performance (quota pro-capite € 134,77 lordo AD) con l’accorpamento in tre fasce di punteggi (O-40; 41-70; 71-100) delle cinque fasce previste dalla Direttiva 10.11.2015, il che a noi fa venire qualche dubbio sulla sua praticabilità tecnica.
A FLP DIFESA, il 15% di risorse appare un po’ sovradimensionato, tenuto conto della sperimentalità del sistema e delle ben note criticità, però non è certo per questo che non abbiamo sottoscritto l’Ipotesi (avevamo proposto il 10%, altri l’1%…). La cosa per noi incomprensibile e inaccettabile è invece un’altra: è il peso che la valutazione della prestazione individuale (alias performance) avrà all’interno dei criteri selettivi (allegato 12): per la “valutazione della prestazione individuale”, che peraltro non è neanche ricompresa tra i criteri di cui all’art. 16 CCNL 2006/2009, è previsto un punteggio massimo uguale a quello stabilito per esperienza professionale e titoli di studio/professionali (50 punti). A noi sembra troppo sovradimensionato, e inaccettabile inoltre ci sembra che questa scelta di sia stato operata dietro precisa indicazione della FP.
Concludiamo qui questa disamina dell’Ipotesi di accordo, chiedendo scusa ai colleghi per la lunghezza di questo Notiziario, comunque necessaria per far comprender al meglio i problemi innescati.
Buone ferie ai colleghi e…… non pensate troppo all’Ipotesi FUA 2016. Ci sarà tempo a settembre!
INVITIAMO TUTTI I COLLEGHI A PARTECIPARE AL NOSTRO SONDAGGIO
SULLE SCELTE DELL’IPOTESI DI ACCORDO FUA 2016
CHE E’ PUBBLICATO NELLA PARTE ALTA DELLA HOME DEL SITO
Notiziario n. 88 del 19 luglio 2016 –
La “telenovela” legata all’attuazione del “sistema di misurazione e valutazione della performance individuale del personale civile delle aree funzionali” in vigore dal 1.1.2016, si arricchisce di una nuova puntata. Il protagonista questa volta è SMD che, a distanza di quasi quattro mesi dal pronunciamento (peraltro in merito ad un suo stesso quesito) del nostro O.I.V. con fg. n. 421 del 18.03.2016 in materia di “performance organizzativa” (vds. Notiziario n. 69 del 6.06.2016), offre ora agli Enti dell’area T/O, con la nota n. 92343 del 28.06.2016 che pubblichiamo in allegato 1, le proprie valutazioni al riguardo e fornisce alcuni elementi, con tanto di “modello”, per le risposta che gli stessi Enti sono chiamati a dare alle “numerose istanze dei dipendenti mirate a conoscere la performance organizzativa della struttura in cui prestano esercizio” (let. SMM n. 45117 del 1.07.2016). E sono davvero tanti i lavoratori che hanno seguito la nostra indicazione.
Due brevi considerazioni da parte nostra: innanzitutto, va positivamente giudicato il fatto che la nota di SMD taglia finalmente la testa al toro, nel senso che riconosce “che si possa (noi avremmo detto “si debba”) fornire riscontro ai dipendenti, che hanno chiesto di conoscere la performance organizzativa dell’Ente/Unità organizzativa di servizio, comunicando gli elementi necessari….”, il che rappresenta un indubbio punto di approdo positivo della iniziativa messa in campo da FLP DIFESA, nel contesto più generale dell’azione di forte contrasto da noi avviata (e sinora, purtroppo, solo da noi) contro il predetto sistema di valutazione, su cui, come noto, pende il nostro ricorso di fronte al TAR del Lazio (n. 20112476). La seconda considerazione riguarda la forma con cui gli “elementi conoscitivi” saranno forniti dal Valutatore “nell’ambito del colloquio di verifica intermedia”. Questi elementi, secondo SMD, andranno “comunicati” all’interessato e della predetta ”comunicazione” dovrà restare traccia nel foglio “allegato B” . Ma – ci chiediamo – quale sarà la forma della comunicazione del Valutatore: solo verbale? A nostro avviso non è sufficiente, e pertanto andrà chiesto il riscontro per iscritto e la documentazione inserita nell’ “allegato B”.
In merito invece alla natura degli elementi che il Valutatore dovrà fornire, lo stesso “allegato B” chiarisce che il Dirigente dovrà informare il dipendente “esclusivamente degli obiettivi istituzionali dell’Ente/unità organizzativa strettamente connessi con gli obiettivi/compiti individuali, che il personale ha necessità di conoscere per lo svolgimento del proprio incarico, funzioni o attività”, ponendo in ogni caso attenzione ai richiamati limiti legati alla tutela del “segreto di stato”. Ebbene, paventiamo il rischio che la richiesta del valutando di conoscere la performance organizzativa dell’Ente/Unità possa essere assolta dal Valutatore comunicando in buona sostanza solo competenze e obiettivi general-generici degli Enti/Unità organizzativa, ma senza fornire al contempo quelli concreti e quantificati, con i quali a fine anno si misurerà il loro raggiungimento e si opererà la valutazione qualitativa dell’Ente/Unità organizzativa. Che razza di performance sarebbe allora questa? E’ come se ai lavoratori venissero assegnati obiettivi/compiti senza fissarne in partenza gli elementi concreti, quantificati e misurabili, ai fini della valutazione del loro operato. Saremmo in tal caso in contrasto con i “principi generali” fissati dall’art. 3 del D. Lgs. 150/2009. Pensandoci bene, il mix tra Valutatori Militari non valutabili in base al D. Lgs. 150/2009 e una performance organizzativa non quantificata e misurabile, farebbero del M.D. un unicum nel panorama delle AA.PP.
A SMD abbiamo pertanto inviato la lettera che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2, nella quale è pure richiamata la precisa e diretta responsabilità del Valutatore in merito agli elementi forniti sulla performance organizzativa.
E anche per questo, invitiamo i colleghi a verificare che le “comunicazioni” ricevute contengano gli elementi di cui sopra.
Pubblichiamo inoltre, su questa, l’interrogazione proposta dall’on. Duranti di SEL e la circolare F.P. n. 37249 del 14.07.2016 (rispettivamente allegato 3 e allegato 4).
Stato Maggiore Difesa (SMD) ha emanato in data 5 u.s. il fg. 16552, che pubblichiamo in allegato 1 su questa stessa pagina, che reca “linee guida applicative del sistema di misurazione e valutazione della performance del personale civile delle aree funzionalidella Difesa” in vigore dal 1.1.2016 (allegato 4 su questa stessa pagina), con riferimento ovviamente al personale in servizio negli Enti dell’area tecnico-operativa (Forze Armate e Arma dei Carabinieri), che rappresentano comunque oltre l’85% del personale civile in forza al Ministero Difesa. Non sappiamo, allo stato, se gli Organi di vertice delle altre “Aree organizzative” (SEGREDIFESA, Uffici Centrali e di vertice; Giustizia Militare) faranno altrettanto.
In ogni caso, le linee guida di SMD recano alcune precisazioni importanti. Innanzitutto l’ “autorità valutatrice” (punto 4) viene individuata nella “prima autorità dirigenziale che ricopre un incarico organicamente previsto, direttamente sovraordinata al dipendente da valutare”. Trova dunque ulteriore conferma, e non poteva che essere così, la correzione di tiro rispetto alla Direttiva O.I.V. del 2010, che attribuiva la funzione di valutazione anche a non dirigenti (era questo uno dei punti qualificanti del nostro ricorso al TAR del 2011), direttiva poi sospesa nel 2012. Importanti anche le indicazioni che riguardano gli Enti dotati di autorità amministrativa diretti da Ufficiali non dirigenti e la precisazione che, nel caso in cui il Valutatore non abbia alle dirette dipendenze il valutando, “le informazioni necessarie” alla valutazione non potranno essere fornite da militari sottufficiali. Un’altra sottolineatura da segnalare ai colleghi riguarda “le modalità di notifica di copia della scheda” (punto 8) su cui il valutando dovrà apporre “la propria firma per ricevuta di copia”, che però nulla dice rispetto all’eventuale rifiuto del valutando di apporre la propria firma. Toccati infine altri aspetti della procedura (“schede di valutazione”, punto 5e “casi particolari” punto 9). Queste, in pillole, le “linee guida” di SMD.
Siamo oramai a pochi giorni dalla scadenza del 20 febbraio p.v., data entro la quale la scheda di valutazione con l’indicazione degli “obiettivi” e dei “pesi” dovrà essere notificata al personale civile. E cominciano a montare tra i colleghi crescenti preoccupazioni. Come FLP DIFESA ce ne siamo già fatti carico e su questa strada andremo avanti. La nostra opinione al riguardo è ben nota da tempo: noi riteniamo che, nelle condizioni date, non ci siano all’interno della nostra complessa e complicata Amministrazione, le condizioni per operare una giusta e corretta misurazione e valutazione del personale civile per i motivi già illustrati nel Notiziario n. 12 del 25.01.2016, e per questo da tempo chiediamo una deroga ad hoc, come avvenuto per altre AA.CC., almeno fino al completamento dei processi di riordino previsti dalla L. 244. La Ministra non ha però ritenuto di procedere in questa direzione, e in data 10.11.2015 ha firmato la nuova direttiva.
Sono anche note ai colleghi le nostre valutazioni in merito al nuovo sistema: abbiamo dato atto all’AD delle importanti correzioni operate rispetto al 2012 (per es., sul Valutatore), ma al tempo stesso ne abbiamo indicato i limiti tuttora presenti, in primo luogo quelli legati alla mancata conoscenza della “performance organizzativa” dell’Ente, che ne dovrebbe rappresentare invece la premessa indispensabile e ineludibile, rendendo così la valutazione della performance individuale del dipendente del tutto avulsa dal contesto delle missions delle articolazioni organizzative dell’A.D. Su questo aspetto, abbiamo già notificato al MD l’atto di motivi aggiunti che recupera il nostro precedente ricorso, e dunque riporteremo A.D. di fronte al TAR Lazio. Su questa nostra iniziativa, abbiamo registrato consensi quasi unanimi tra i lavoratori, e abbiamo avuto notizia che su quest’onda ci si sta muovendo in alcuni territori, come avvenuto a Taranto (vds nota unitaria qui pubblicata in allegato 3).
Lanciamo ora una nuova iniziativa, direttamente collegata al nostro ricorso: siccome la direttiva del 10.11.2015 fa espresso riferimento alla “performance organizzativa”, invitiamo i colleghi, o per tutti loro le stesse OO.SS./RSU, a richiedere al Valutatore, contestualmente alla “scheda di valutazione”, informazioni sulla “performance organizzativa” dell’Ente, anche utilizzando il fac-simile in allegato 2.
Notiziario n. 135 dell’ 11 dicembre 2018 – Nelle scorse settimane, la nostra O.S. ha precisato i motivi che l’hanno indotta a non sottoscrivere l’accordo sul Fondo Risorse Decentrato (ex FUA) 2018, che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 3. Motivi di carattere diverso, ma due in particolare: la scelta di destinare l’intero fondo […]
Notiziario n. 125 del 15 novembre 2018 – All’o.d.g. della riunione di oggi a PERSOCIV con la Delegazione di Parte Pubblica, il nuovo sistema di misurazione e valutazione delle performance (individuale, e ora anche organizzativa), con il confronto di merito sullo schema predisposto da A.D. e inviato alle OO.SS. in data 11 ottobre u.s., che […]
Notiziario n 101 del 17 settembre 2018 – La lunga e tormentata telenovela relativa alla distribuzione delle ulteriori risorse del FUA 2017 (€ 10.073.972,19 lordo oneri AD, di cui 2.223.254,17 per il Fondo AID e 9.993.438,33 per il FUA Difesa) dovrebbe questa volta essere davvero arrivata ai titoli di coda. In data 13 u.s., infatti, […]
Notiziario n. 104 del 23 ottobre 2017 – PERSOCIV ha provveduto finalmente, in data odierna, a emanare la circolare n.64587, relativa al pagamento della “quota performance” prevista dall’accordo FUA 2016 (CCNI 30.09.2016), che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1, quota che,secondo la D.G. dovrà essere distribuita “in base ai criteri fissati dalla contrattazione […]
Notiziario n. 53 del 24 maggio 2017 – Nella riunione odierna con il Sottosegretario Rossi, siamo stati informati in merito agli intendimenti di A.D. sulle modifiche e integrazioni da introdurre nel sistema di valutazione della performance individuale attuato nel 2016, e di cui alla ben nota Direttiva del 10.11.2016 a firma della Ministra Roberta Pinotti […]
Notiziario n. 23 del 20 febbraio 2017 – Come ampiamente annunciato, la consegna ai lavoratori civili delle schede recanti la valutazione della performance individuale, che doveva avvenire entro il 10 c.m. ma così non è stato dappertutto, è stata accompagnata da tantissimi mal di pancia dei colleghi, sfociate in molti casi in contenzioso, e da […]
Notiziario n. 114 del 5 ottobre 2016 – Parte da domani 6 ottobre, un programma di assemblee che vedrà impegnati i dirigenti FLP DIFESA su tutto il territorio nazionale, e che da qui a tutto novembre ci porterà negli Enti più importanti del M.D. (gli appuntamenti con i Dirigenti nazionali verranno segnalati nello spazio agenda nazionale di questo sito), […]
Notiziario n. 96 del 5 agosto 2016 – PERSOCIV ci ha inviato ieri il testo integrale – con i relativi allegati – dell’Ipotesi di accordo sulla distribuzione del FUA 2016 con le firme delle Parti accettanti (A.D. e, sul fronte sindacale, CGIL, CISL, UIL e UNSA), che abbiamo tempestivamente pubblicato sul nostro sito e che […]
Notiziario n. 88 del 19 luglio 2016 – La “telenovela” legata all’attuazione del “sistema di misurazione e valutazione della performance individuale del personale civile delle aree funzionali” in vigore dal 1.1.2016, si arricchisce di una nuova puntata. Il protagonista questa volta è SMD che, a distanza di quasi quattro mesi dal pronunciamento (peraltro in merito ad […]
Notiziario n. 18 del 9 febbraio 2016 – Stato Maggiore Difesa (SMD) ha emanato in data 5 u.s. il fg. 16552, che pubblichiamo in allegato 1 su questa stessa pagina, che reca “linee guida applicative del sistema di misurazione e valutazione della performance del personale civile delle aree funzionali della Difesa” in vigore dal 1.1.2016 (allegato […]